White Peeling e la pelle torna a splendere

09 giovedì 2017 visualizzazioni:

Must-beauty autunnali: ritrova una pelle uniforme e radiante con il white peeling!

È ufficiale: siamo in autunno inoltrato e il tempo delle passeggiate in riva al mare è ormai solo un bel ricordo! Il freddo si avvicina e questa è la stagione ideale per rinnovare la nostra epidermide, dandole un aspetto più fresco e radiante.

È importante perciò, in aggiunta ai trattamenti di bellezza di routine giornaliera, facilitare il processo di rigenerazione cellulare attraverso trattamenti “urto”, che stimolino la nostra pelle a ritrovare luminosità reagendo all’avanzare del tempo.

Il beauty must di novembre è rappresentato dal white peeling, il trattamento ideale che agisce “scacciando” le cellule morte del nostro viso, rendendone il colorito uniforme e luminoso.

Il peeling, dal verbo inglese to peel, pelare, è un trattamento che serve ad accelerare il rinnovamento cellulare, che utilizza sostanze chimiche al fine di migliorare la pelle attenuando macchie scure, distendendo i segni del tempo e tenendo sotto controllo la produzione di sebo” afferma il nostro esperto di fiducia, il Dott. Tito Marianetti, maxillo facciale, specializzato in chirurgia e medicina estetica.

Il Medical White peel è un peeling composto e combinato utile per il trattamento di molti inestetismi del viso: è indicato per ridare lucentezza ad una pelle invecchiata (crono o photo-aging), nelle macchie (melasma e cloasma) e nella pelle impura a tendenza acneica.

Il peeling è una tecnica dermo-estetica che consiste nell’applicazione di uno o più agenti chimici esfolianti allo scopo di provocare un danneggiamento selettivo e prevedibile della cute“, chiarisce il nostro esperto.

Ma per entrare nel cuore del trattamento, è necessario premettere le differenze tra peeling semplici, composti e combinati: negli anni ’90 sono nati i primi peeling ad uso medico, nella cui soluzione era presente un solo agente esfoliante, come ad esempio l’acido glicolico: essi venivano chiamati peeling semplici, afferma il chirurgo estetico. Più recentemente sono stati introdotti i peeling composti, la cui soluzione è formata da un pool di agenti esfolianti. Il vantaggio rispetto al peeling semplice consiste nel fatto che vi può essere sinergia tra i principi attivi e si possono ridurre le concentrazioni dei singoli principi attivi con ridotta probabilità di eventi indesiderati.

Un peeling combinato, infine, “è la successione temporale, nella stessa seduta di trattamento, di due o più peeling, in modo da ottenere un effetto più profondo, riducendo però il rischio di effetti collaterali rispetto all’utilizzo di un solo peeling“, conclude il medico.

Il Medical White peel consta di due fasi: la prima fase prevede l’applicazione di un gel filante costituito da acido glicolico, acido salicilico ed acido lattico. Nello specifico, “l’acido glicolico ha un effetto epidermolitico e facilita il turnover cellulare, l’acido salicilico è cheratolitico ed antimicrobico e l’acido lattico è epidermolitico ed antisettico” ci spiega Marianetti.
La seconda e ultima fase è invece prevista l’applicazione di una crema bianca costituita da acido azelaico, acido salicilico, acido alfa-lipoico, alfa-bisabololo, arbutina e ascorbilpalmitato. Anche qui, i componenti agiscono su molteplici aspetti: “l’acido azelaico presenta effetto anti-infiammatorio, dermopurificante, schiarente e sebo-riequilibrante, l’acido alfa-lipoico e l’ascorbilpalmitato hanno effetto antiossidante, l’alfa-bisabololo favorisce il trofismo cutaneo, ha azione schiarente, rigenerante e lenitiva” e per concludere “l’arbutina ha una duplice azione schiarente ed anti radicali liberi“.

Un trattamento unico e completo, che agisce su molteplici problematiche per restituire al volto luminosità e trasparenza. Il procedimento di applicazione, chiarisce l’esperto, consiste in molteplici fasi: nella prima fase, il peeling combinato viene steso sul volto con un pennellino e fatto agire finché non si vede un leggero arrossamento cutaneo. Successivamente il paziente si sciacqua il viso con acqua. Viene quindi applicata la seconda fase in forma di crema, che va lasciata agire per sei/dodici ore. Nei giorni successivi al peeling, sottolinea Marianetti “è necessario proteggere la cute con protezioni solari alte (50+) e creme ad azione idratante e lenitiva“.

Questo trattamento viene da molti definito “sociale” in quanto non richiede lunghi tempi di recupero e può essere accessibile a tutti a prescindere dagli impegni: “nei peeling di vecchia generazione l’azione esfoliante era determinata dall’azione caustica dell’acido sull’epidermide con conseguente formazione di croste e desquamazioni” ma, continua l’esperto, ” questo accade molto raramente con il whitepeel, che non ha azione caustica, ma stimola solo lo strato basale dell’epidermide incrementando il turnover cellulare e riducendo quindi al minimo il decorso post-trattamento”.

Alcune precauzioni?Il whitepeel è inadatto nei mesi estivi e, se fatto in primavera è obbligatorio proteggere la pelle post-trattamento con uno schermo solare alto. È inoltre opportuno evitare questo trattamento in caso di gravidanza e terapia ormonale, quando la pelle è maggiormente sensibile” suggerisce il Dottore.

Sono consigliabili sei o più sedute a seconda dell’inestetismo da trattare a quindici giorni di distanza l’una dall’altra; Raggiunto il risultato desiderato, si possono effettuare due sedute all’anno di mantenimento. Il costo del trattamento è di 150 euro a seduta.

 

Dott. Tito Marianetti

8/11/2017

www.myrhinoplasty.it 

www.ortognaticaroma.it

 

 

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