AMERICAN CRIME STORY: L’ASSASINIO DI VERSCE IN UNA SERIE

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Gianni Versace ha fatto la storia.  Nato in Calabria, terra calda e piena di passione, che sempre gli rimarrà nel cuore, si trasferì a Milano agli inizi degli anni Settanta, dove iniziò a lavorare per alcune aziende di moda. Gli bastarono pochi anni per presentare la prima collezione, e nonostante la moda fosse allora per la gente ricca, riuscì a farla spopolare.

Le collezioni proposte erano un perfetto equilibrio tra simbologie etrusche, musica punk e street art. La volontà di Versace di portare le collezioni anche al di fuori dell’Italia, gli aprirono la strada per il successo, possibile grazie al coinvolgimento nelle sfilate di celebrità come Madonna e Bon Jovi.

Varsace pensò anche di far sfilare modelle strapagate, che diedero una marcia in più agli abiti, indossati con straordinaria grazia e fascino.

Curiosità, bellezza, innovazione, estro, originalità: nel giro di dieci anni gli abiti di Versace riuscirono a trasformare aspiranti celebrità in star.

Tra tutto il successo, quel giorno arrivò. Aveva solo cinquant’anni, quando il 15 luglio 1997 venne assassinato con due colpi di pistola in testa.  Inizialmente assassinio attribuito alla mafia, venne invece dichiarato colpevole Cunanan, tra gli assassini più ricercati d’America. Non si trovò mai la vera relazione tra i due, e rimarrà sempre misteriosa, lasciando un enorme vuoto nel mondo della moda.

A dieci anni dalla sua morte esce la serie tv sull’assassinio di Gianni Versace: “ American Crime Story: The assassination of Gianni Versace”,  va in onda su FoxCrime, Sky, in Usa dal 17 gennaio e in Italia il 19 gennaio, tra complimenti e critiche.

Edgar Ramirez è il protagonista della serie, nei panni di Gianni Versace e Penelope Cruz, in versione biondo platino, interpreta Donatella Versace. Altro nome di punta è quello di Ricky Martin, nel ruolo di Antonio D’amico, fidanzato dello stilista fino al giorno della morte.

La sorella del designer è fortemente contrariata, poiché la famiglia Versace non ha autorizzato la pubblicazione, dichiarando che essa debba essere considerata totale finzione, non avendo ricevuto nessun tipo di approvazione.

Cosa ne penserà il pubblico? L’appuntamento è fissato, mettetevi comodi, per scoprire una serie che racconta una storia fatta di moda, volti, e lacrime.

12/01/2018
di Federica Duani

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