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FABIO VOLO & SADHGURU

12 giovedì 2020 visualizzazioni:

FABIO VOLO CONTATTA SADHGURU E LA RISPOSTA DEL LEADER SPIRITUALE INDIANO DIVENTA UN INSEGNAMENTO DI VITA:

«QUALCUNO PUÒ RINCHIUDERCI FISICAMENTE, MA È COMUNQUE POSSIBILE ESSERE LIBERI»

Fabio Volo ha contattato Sadhguru, in occasione del suo viaggio in moto di 10mila miglia attraverso il Nord America. Si tratta di uno dei leader spirituali e guru dello yoga più venerati dell’India, premiato Padma Vibhushan – seconda più alta onorificenza in India – e autore di best seller per il New York Times.

In questa sua impresa, Sadhguru sta incontrando i nativi americani per esplorare la loro spiritualità e misticismo. Il viaggio di un mese è infatti un tentativo di approfondire la vita delle popolazioni indigene che hanno catturato l’immaginazione delle persone di tutto il mondo.

In questo contesto, Fabio Volo si è rivolto al guru per chiedergli se in questo viaggio, ha avuto qualche nuova intuizione o conoscenza che non avrebbe avuto se fosse stato a casa o nella sua zona di comfort. Alla domanda, Sadhguru risponde con un vero e proprio insegnamento di vita: «Il comfort non sta nel luogo in cui ci troviamo, ma nel modo in cui pensiamo e sentiamo».

Da qui l’invito diretto a Fabio Volo, che può essere esteso a tutti noi: «Non metterti a pensare a cos’è zona di comfort e cosa no. Così stai creando una prigione tutta tua. “Questa è la mia zona di comfort” significa che hai creato una prigione. Non imprigionarti. È davvero importante che nessuno si imprigioni nella cornice dei propri pensieri, delle proprie emozioni, idee, filosofie, opinioni, pregiudizi. Queste sono tutte prigioni che creiamo e che soffriamo, come se qualcuno ci avesse rinchiuso. Nessuno ci ha rinchiuso. Qualcuno può rinchiuderci fisicamente ma non dovrebbe avere importanza. Anche se siamo rinchiusi fisicamente, è possibile essere liberi»

Un discorso molto profondo, che Sadhguru conclude con un invito: «L’esperienza di uno spazio, che sia confortevole o scomodo, costruttivo o liberatorio, non dipende dal luogo, ma dal modo in cui pensiamo e sentiamo. Facciamo che questo accada, che ogni essere umano sia un essere umano liberato. Facciamolo accadere».

di Sofia D’Altrui

12/11/2020