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Milano Fashion Week 2026: alla ricerca dell’identità dei brand e delle tendenze che detteranno legge

02 lunedì 2026 visualizzazioni:

La moda cambia più in fretta delle stagioni, e parlare di identità di brand è diventato un gioco sottile. Tra debutti attesi, rebranding e reinterpretazioni dell’heritage, il confine tra evoluzione e perdita del DNA di una maison è sempre più complesso. La Milano Fashion Week 2026 si inserisce esattamente in questo scenario. 

Le passerelle milanesi diventano il terreno di prova di una domanda cruciale: quanto resta dell’identità originaria del brand e quanto, invece, viene riscritto?

Non resta che scoprire chi detterà le grandi leggi dello stile. 

Vivetta

In un contesto in cui molte case di moda ridefiniscono costantemente la propria immagine, Vivetta resta fedele al suo immaginario. La sfilata gioca con colli di pelliccia applicati a cappotti, camicie sovrapposte a dei gilet innovativi che creano effetti visivi evocando profili di volti. Una collezione costruita da balze, fantasie colorate e tocchi di strass.

Il risultato è coerente: ironico ma elegante, femminile e riconoscibile. Vivetta non rincorre una nuova identità, ma consolida la propria, dimostrando che evoluzione e continuità possono convivere.

FENDI

Con l’arrivo di Maria Grazia Chiuri da Fendi, la passerella milanese si carica di aspettative e di nuove curiosità. La collezione riprende elementi e dettagli tipici dello stile della designer: pizzi delicati, colletti raffinati, trasparenze e giacche dal taglio maschile ripensate per enfatizzare le curve femminili. Le linee sono morbide e sensuali che si intrecciano con tocchi di pelliccia, dai girocollo ai gilet, che dialogano con l’heritage della maison romana. 

Chiuri lascia il suo segno, questo è evidente e la domanda spontanea che viene da porsi è: come convive il suo stile con l’identità di Fendi? 

Si percepisce il DNA del brand o si fonde con la visione della nuova direttrice creativa ? 

È interessante chiedersi cosa catturerebbe il nostro sguardo se incontrassimo questi capi per strada, lontano dalle passerelle e dai loghi.

Questa è un pò l’incognita della moda contemporanea.

IG @Fendi

Gucci

Gucci, il debutto di Demna segna un cambio di atmosfera netto. 

Lo stilista propone una collezione che gioca sulla contrapposizione tra linee aderenti e silhouette oversize. 

Magliette e vestiti attillati, convivono con capi lunghi e più ampi, look da giorno si alternano ad outfit da sera, pronti per i party. 

Non mancano i classici della casa di moda reinterpretati: chiodi di pelle, cappotti oversize, denim e completi eleganti.

Tra i dettagli ritroviamo: pizzi, paillettes, tessuti laminati, pattern animalier, conferendo alla collezione una varietà sorprendente. 

A chiudere lo show Kate Moss, con il celebre vestito che rappresenta un’omaggio allo stile anni ’90 di Tom Ford, caratterizzato dall’ampio scollo sulla schiena e l’iconico logo in vista. 

Ed è qui che si apre la questione: citare il passato significa rafforzare l’identità della maison o interpretarla in chiave nuova ? Demna rilegge Gucci con il suo linguaggio riconoscibile, lasciando aperta la curiosità su come questa visione potrà entrare nel DNA del brand. 

IG @Gucci

Dolce&Gabbana

Lo Show di Dolce&Gabbana è una celebrazione stessa dell’identità: Domenico e Stefano mostrano come la loro maison resta fedele a se stessa, con uno stile immediatamente identificabile. 

Il nero domina la passerella, mentre la collezione esplora linee nuove e creative: cappotti lunghi e corti con bottoni che giocano davanti e sul retro, silhouette che valorizzano il corpo femminile in ogni dettaglio. 

Il pizzo, elemento iconico del brand, ritorna in vestiti trasparenti ma eleganti, spesso abbinati a cappotti più semplici o arricchiti da pellicce. 

Cappotti animalier, abiti con tagli maschili reinterpretati per il corpo femminile confermano la capacità della maison di stupire senza mai perdere coerenza. 

Ogni capo racconta qualcosa di Dolce&Gabbana: è in questo equilibrio tra tradizione e creatività che l’identità del brand emerge più chiara che mai. 

A partecipare al runway, l’iconica Madonna, nonché musa dei due stilisti. 

J. Salinas

J. Salinas porta a Milano un racconto di moda profondamente legato alle sue radici peruviane, un brand che lascia sempre un segno indelebile grazie ai colori vibranti e, soprattutto, alla lavorazione unica della lana. Ogni capo è curato nei minimi dettagli, dove tecnica e creatività si fondono per valorizzare tessuti e silhouette.

La collezione spazia dal nero al verde, dal rosa al senape, alternando vestiti in lana a modelli con balze morbide e fluttuanti.

Ancora una volta, si percepisce con chiarezza l’identità del brand: un equilibrio tra tradizione artigianale e sperimentazione. 

In un panorama globale in continua evoluzione, J. Salinas dimostra come un linguaggio personale e radicato nelle origini possa diventare inconfondibile e potente.

La Milano Fashion Week 2026, ci ricorda che in ogni sfilata, l’identità di un brand si rivela nei dettagli, nelle scelte stilistiche e nella capacità di trasformare la propria visione in un linguaggio identificabile. 

di Giulia Taidelli

2/03/2026

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