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La dura verità.

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Parola di Mr. What Women Want

Da qualche tempo noto in me degli strani cambiamenti: una sensazione di contatto tra la pelle dello stomaco e la stoffa della camicia; i pantaloni che scivolano verso il basso mentre cammino; una generale “tensione” quando indosso i completi; difficoltà ad allacciarmi le scarpe con su la giacca.
Ho fatto fatica a realizzare quale fosse la causa di questi strani fenomeni all’inizio; ho pensato a tutto tranne che alla realtà; “forse ho la pelle ipersensibile”; “forse le giacche si sono ritirate”; “forse avrò l’artrite alle articolazioni..” Mah! Poi, una mattina, mi sono messo di profilo allo specchio, e mi è balenato un tremendo dubbio; mi sono piazzato sulla bilancia e mi sono finalmente trovato davanti ad un verdetto inoppugnabile. Più tre chili.
Ma chi, io?” Penso. “Ma non esiste! Bilance cinesi del cavolo!” Mi ripeso. Ancora tre chili; etto più, etto meno. Sono ingrassato. Ma come? Ma quando? E soprattutto, perché nessuno mi ha dimagrire-pancia-dimagrire-la-panciadetto niente? Chiedo ad amici e parenti; e tutti “ ma no!, stai bene!” Stai bene? In che senso stai bene? Che significa “stai bene?” “Sono ingrassato o no?” “forse un po’, ma stai meglio così” si affrettano a rispondere.
Avete presente le amiche che si incontrano? “ma caraaa come sei bella! (a prescindere) “ma caraaa ma come stai bene con quel vestito” e via dicendo. No, decisamente non ci siamo. Capisco che non si vogliano ferire i sentimenti di nessuno, ma così uno non sa nemmeno più cosa pensare, se stia davvero bene o meno, se un capo valorizza o sbatte, se è ingrassato o no! E quel che peggio è che questo atteggiamento dilaga anche tra i maschi. E allora ci vuole qualcuno che si assuma l’ingrato compito di dire, senza mezzi termini, la verità: “guarda, mi spiace dirtelo, ma con quelle scarpe fai cagare!”.
Ahhh, che liberazione.

ballerine-orrendeE allora, come al solito, lo faccio io. La dura verità.

Cominciamo da mocassini e ballerine: una geniale (lo dico sul serio) giornalista ha definito la scarpa bassa “una sfida alla seduzione. Come dire: io me lo posso permettere”. Eufemismi straordinari. Mi spiace, ma la verità è che la ballerina dice al testosterone maschile ciò che l’uomo anziano, grasso e sudato, con la canottiera sporca di sugo, l’unghia parabolica che se alza il braccio prende Al Jazeera, il calzino bianco corto nel sandalo da tedesco con riporto unto arrotolato in testa tipo pitone dormiente e stuzzicadenti al lato della bocca, dice ai feromoni femminili. Quindi no, non te lo puoi permettere.
Il sedere etereo, aggraziato, sfuggente, un proseguimento della coscia” è un altro meraviglioso e creativo eufemismo pmocassino-con-calzino-biancoer ridefinire ciò che va chiamato con il suo nome: “culo piatto”.
“Evento”. Un evento è la cometa di Halley; il crollo del muro di Berlino; l’invenzione della Penicillina e la seconda guerra mondiale. Invece, se ci fate caso, nella società moderna e un po’ cazzara per la verità, tutto diventa un “evento”, anche uno stitico che finalmente si esprime. Mi spiace ma aperitivi & co. non sono eventi. Punto.
“Progetto”. Stessa solfa. Hai costruito una copia del Colosseo in giardino? Lo stretto di Messina? Hai finito la Salerno – Reggio Calabria? No? Allora non hai progetti. Magari idee, prospettive, proposte di lavoro forse, ma non progetti.
Certo c’è modo e modo di dire le cose, su questo non si discute. Ma non sempre è meglio una bugia buona di una verità scomoda, soprattutto se anche la verità è a fin di bene.

Buona settimana.

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3/6/2015