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Ma che fine hanno fatto gli uomini?

01 martedì 2015 visualizzazioni:

Ore 21 di un giorno qualsiasi.

8607781-largeSpogliatoio maschile di una palestra; entro e vengo immediatamente accolto da un miscuglio indecifrabile di profumi che vanno dal sandalo alla jojoba, dal muschio bianco al tè verde a chissà quale altra fragranza orientale creata dal solito stilista efebico; è il risultato dell’utilizzo contemporaneo di profumi, creme post doccia, aftershave, balsami alla cannella e compagnia cantante, che spuntano fuori dagli armadietti dei miei momentanei compagni di ginnastica.

Qualche metro sulla mia destra un tizio sulla cinquantina, integralmente abbronzato eccezion fatta per il segno di uno pseudo-tanga sulle parti intime, liscio come il culo di un neonato si sta spalmando il gel tra i capelli con l’attenzione del miglior coiffeur pour dames; di fianco a lui un altro si passa l’aftershower body lotion sulle gambe depilate, un piede sulla panca e uno giù, mentre borsettine e trousse viaggiano incessantemente dagli armadietti alle docce e viceversa.

palestra metro sexualMi guardo intorno con in mano la mia semplice tavoletta di sapone monouso rubata nell’ultimo albergo, e mi sento un po’ come un triciclo al GP di Monza, come un pensionato in un Apple store; insomma un tantino antico e decisamente fuori luogo.

Mentre mi lavo la testa con la stessa scaglia di soda con cui ho lavato il resto, mi sorge spontanea una domanda: ma sono io che sono anticaglia nell’era dei metrosexual, della manicure da uomo e degli stick per cancellare le borse sotto gli occhi, oppure nel rincoglionimento mediatico generale ci stiamo dimenticando cos’era un maschio??

Guardo il tizio di fronte a me, che attende i dieci minuti canonici con in testa il balsamo e mi chiedo: ma non vi suona qualcosa di strano in tutto questo?? Non c’è un campanello che vi fa sentire un tantino a disagio? Una sorta di senso di non appartenenza a cremine esfolianti & co?

Ma dove sono finiti quelli che quando si tagliano con il cacciavite gli avvolgono uno straccio intorno e continuano a lavorare? Quelli che d’inverno la moglie li deve rincorrere per mettergli la crema sulle mani che sembrano carta vetrata, e mentre lo fa sbuffano? Quelli che sanno dove sta il tappo dell’olio nel motore della macchina e se lo cambiano da soli? Insomma dove diavolo sono finiti i maschi?

Puomo-mette-cremaer carità, non dico di tornare a pulirci con le foglie e fare l’alfabeto con i rutti; la società e i suoi costumi sono da sempre in continua evoluzione ed è anche giusto che sia così; ma tra il boscaiolo con l’ascella importante e una manica di aspiranti reginette di bellezza c’è un bel salto!

Beninteso, non mi sento in grado di dare giudizi di valore, e non vorrei nemmeno fare la figura del bacchettone retrò; però c’è qualcosa nel profilo genetico, nel profondo del testosterone che mi dice che il massimo del mio corredo da bagno devono essere sapone, dentifricio e al massimo un deodorante capace di non far trapelare il primate che abita in me dopo quattro ore fuori casa. Il resto è vanità, e la vanità, storicamente, è donna.

Del resto anche nel mondo femminile sembra circolare un certo malcontento per la troppa cura del corpo maschile, un atteggiamento che in qualche modo le donne hanno sempre, direi giustamente, sentito come proprio e che oggi invece tende ad offrire loro una sorta di competizione su un piano in cui competizione non ce ne dovrebbe proprio essere.

E voi, cosa ne pensate?

Fatemi sapere la vostra e buona settimana.

 

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1/12/2015