free page hit counter

ADDIO AL CUOCO SUBLIME, GUALTIERO MARCHESI

29 venerdì 2017 visualizzazioni:

Oggi alle ore 11 nella Chiesa di Santa Maria del Suffragio, Milano, saranno celebrati i funerali dell’artista Gualtiero Marchesi, che dopo una carriera piena di valori e successi ci ha lasciato lo scorso martedì 26 Dicembre.

Ieri, la camera ardente allestita al Teatro del Verme ha ospitato numerosi amici, colleghi e cittadini che hanno voluto dare l’ultimo saluto ad uno chef che non solo ha rivoluzionato la cucina italiana con passione, ma ha lasciato un profondo ricordo in tutti, con sorrisi e simpatia.

Il sindaco Sala ha dichiarato ieri che vi è il desiderio di dedicare a Marchesi una via o una piazza, anche se saranno necessari almeno 10 anni. Dieci anni in cui il nostro cuoco non solo rimarrà vivo nei ricordi, ma continuerà a seminare le proprie abilità e conoscenze grazie alla Fondazione Gualtiero Marchesi, che prese vita il 19 Marzo 2010, in occasione dei suoi ottant’anni.

La missione della Fondazione è quella di far assaporare l’arte: il bello e il buono in tutte le arti, dalla pittura alla danza, dalla musica alla scultura, e sicuramente l’arte della cucina.

Gualtiero Marchesi è un uomo dalle mille sfaccettature, un uomo che ha lavorato ad arte la cucina italiana per renderla sorprendentemente innovativa e  conosciuta  all’estero.

Il grande grazie per il primo approccio alla cucina va sicuramente alla famiglia: famiglia di ristoratori di San Zenone al Po hanno sempre accompagnato Gualtiero nel lunghissimo ed elaborato percorso culinario. Gli studi si sono declinati in Svizzera, a Parigi, in Italia, dove fondò il suo primo ristorante nel capoluogo lombardo.

A lui ALMA, la Scuola Internazionale di Cucina Italiana deve la vita, così come l’ Italian Culinary Academy a New York. Co-fondatore anche di Euro-Torques e vincitore di numerosissimi premi Marchesi non ha mai dimenticato la vera forza della cucina.

L’arte. Il componimento di un piatto seguendo la melodia della musica, dell’occasione, del sentimento. Si parla con lui di Rinascimento della Cucina Italiana, di Novelle Cuisine, vitalità costante in ogni creazione.

“Raramente cucinava a casa, lasciava fare alle donne di casa. Oppure faceva pasticci. Ci ha sempre detto, <<non fate i cuochi>>, seguite la musica”- dicono i nipoti, tutti musicisti, che oggi accompagneranno con un concerto l’addio del cuoco, “uomo libero” da sempre.

Meno male che per l’Italia Gualtiero Marchesi è stato IL cuoco sublime.

di Federica Duani
29/12/2017