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Milano Fashion Week 2026: quando il beauty racconta chi siamo

03 martedì 2026 visualizzazioni:

Alla Milano Fashion Week 2026 non è solo la silhouette a parlare. In passerella, trucco e capelli diventano il vero manifesto creativo: anticipano le intenzioni, chiariscono le scelte, a volte svelano più degli abiti stessi.

Se la stagione è attraversata da nuovi ingressi creativi, riletture dell’heritage e cambi di atmosfera, è sul volto delle modelle che si percepisce con più immediatezza la direzione intrapresa. Ecco i look beauty che hanno segnato questa settimana milanese.

Vivetta: poesia grafica e freschezza rétro

Il mondo immaginifico di Vivetta si riflette in un beauty delicato ma studiato nei minimi dettagli. L’incarnato è luminoso, uniforme, quasi lattiginoso, con punti luce strategici sugli zigomi. Il blush vira verso tonalità baby pink, posizionato alto per dare un effetto bambola contemporanea.

Gli occhi sono definiti con tratti sottili, mai invadenti; le ciglia restano naturali, le sopracciglia pettinate verso l’alto. Le acconciature accompagnano con onde morbide o semi-raccolti leggeri.

Un’estetica coerente, riconoscibile, che non cerca shock visivi, ma afferma una visione precisa e romantica.

Fendi: essenzialità controllata e femminilità trattenuta

La nuova direzione creativa si traduce in un make-up misurato, quasi disciplinato. La base è impalpabile, perfezionata ma invisibile. Le palpebre sono sfumate con toni neutri – beige, taupe, marroni freddi – che scolpiscono lo sguardo senza appesantirlo.

Le labbra restano opache o appena satinate, nei toni nude. I capelli sono tirati all’indietro, spesso raccolti in chignon bassi con riga centrale netta.

Un beauty che non alza la voce ma costruisce un’immagine sofisticata, fatta di equilibrio e precisione. Più che sedurre, suggerisce.

Gucci: energia notturna e spirito anni ’90

Con il debutto di Demna, l’atmosfera cambia radicalmente. Il trucco diventa più audace: eyeliner grafici, ombretti metallici, finish lucidi che catturano la luce. L’incarnato è glow ma meno etereo, più realistico, quasi vissuto.

Le labbra oscillano tra gloss trasparenti e tonalità intense, mentre i capelli alternano lisci impeccabili a texture volutamente spettinate.

Qui il beauty diventa dichiarazione di carattere.

Dolce & Gabbana: intensità mediterranea e codici intramontabili

Il volto proposto in passerella è potente e immediatamente identificabile. Eyeliner nero profondo, ciglia volumizzate, sopracciglia definite. Le labbra si tingono di rosso pieno o tonalità vino.

La pelle è levigata, scolpita con contouring deciso ma armonico. Le acconciature privilegiano capelli scuri, lisci o raccolti con rigore.

La comparsa di Madonna rafforza un’estetica che non teme il tempo: seduzione consapevole, teatralità calibrata, glamour senza compromessi.

J. Salinas: luce naturale e accenti cromatici

Il racconto peruviano del brand si traduce in un beauty fresco e autentico. L’incarnato è radioso, quasi sun-kissed. Sugli occhi compaiono tocchi di colore che dialogano con i tessuti della collezione: verdi, rosa, senape.

Le labbra restano naturali, mentre le chiome valorizzano texture spontanee: ricci definiti, volumi morbidi, movimento libero.

Qui il trucco non sovrasta, accompagna. E proprio in questa misura si percepisce una forte coerenza espressiva.

Il volto come manifesto creativo

Se gli abiti possono cambiare proporzioni e linguaggi, il beauty è spesso il segnale più immediato di una trasformazione. È lì che si intuisce se una maison sta cercando una nuova strada o se sta rafforzando la propria immagine.

Alla Milano Fashion Week 2026, più che una semplice tendenza, abbiamo visto emergere personalità. E forse, oggi più che mai, è proprio sul volto che si gioca la partita dell’identità.

di redazione digital

3/03/2026

Milano Fashion Week 2026: alla ricerca dell’identità dei brand e delle tendenze che detteranno legge

02 lunedì 2026 visualizzazioni:

La moda cambia più in fretta delle stagioni, e parlare di identità di brand è diventato un gioco sottile. Tra debutti attesi, rebranding e reinterpretazioni dell’heritage, il confine tra evoluzione e perdita del DNA di una maison è sempre più complesso. La Milano Fashion Week 2026 si inserisce esattamente in questo scenario. 

Le passerelle milanesi diventano il terreno di prova di una domanda cruciale: quanto resta dell’identità originaria del brand e quanto, invece, viene riscritto?

Non resta che scoprire chi detterà le grandi leggi dello stile. 

Vivetta

In un contesto in cui molte case di moda ridefiniscono costantemente la propria immagine, Vivetta resta fedele al suo immaginario. La sfilata gioca con colli di pelliccia applicati a cappotti, camicie sovrapposte a dei gilet innovativi che creano effetti visivi evocando profili di volti. Una collezione costruita da balze, fantasie colorate e tocchi di strass.

Il risultato è coerente: ironico ma elegante, femminile e riconoscibile. Vivetta non rincorre una nuova identità, ma consolida la propria, dimostrando che evoluzione e continuità possono convivere.

FENDI

Con l’arrivo di Maria Grazia Chiuri da Fendi, la passerella milanese si carica di aspettative e di nuove curiosità. La collezione riprende elementi e dettagli tipici dello stile della designer: pizzi delicati, colletti raffinati, trasparenze e giacche dal taglio maschile ripensate per enfatizzare le curve femminili. Le linee sono morbide e sensuali che si intrecciano con tocchi di pelliccia, dai girocollo ai gilet, che dialogano con l’heritage della maison romana. 

Chiuri lascia il suo segno, questo è evidente e la domanda spontanea che viene da porsi è: come convive il suo stile con l’identità di Fendi? 

Si percepisce il DNA del brand o si fonde con la visione della nuova direttrice creativa ? 

È interessante chiedersi cosa catturerebbe il nostro sguardo se incontrassimo questi capi per strada, lontano dalle passerelle e dai loghi.

Questa è un pò l’incognita della moda contemporanea.

IG @Fendi

Gucci

Gucci, il debutto di Demna segna un cambio di atmosfera netto. 

Lo stilista propone una collezione che gioca sulla contrapposizione tra linee aderenti e silhouette oversize. 

Magliette e vestiti attillati, convivono con capi lunghi e più ampi, look da giorno si alternano ad outfit da sera, pronti per i party. 

Non mancano i classici della casa di moda reinterpretati: chiodi di pelle, cappotti oversize, denim e completi eleganti.

Tra i dettagli ritroviamo: pizzi, paillettes, tessuti laminati, pattern animalier, conferendo alla collezione una varietà sorprendente. 

A chiudere lo show Kate Moss, con il celebre vestito che rappresenta un’omaggio allo stile anni ’90 di Tom Ford, caratterizzato dall’ampio scollo sulla schiena e l’iconico logo in vista. 

Ed è qui che si apre la questione: citare il passato significa rafforzare l’identità della maison o interpretarla in chiave nuova ? Demna rilegge Gucci con il suo linguaggio riconoscibile, lasciando aperta la curiosità su come questa visione potrà entrare nel DNA del brand. 

IG @Gucci

Dolce&Gabbana

Lo Show di Dolce&Gabbana è una celebrazione stessa dell’identità: Domenico e Stefano mostrano come la loro maison resta fedele a se stessa, con uno stile immediatamente identificabile. 

Il nero domina la passerella, mentre la collezione esplora linee nuove e creative: cappotti lunghi e corti con bottoni che giocano davanti e sul retro, silhouette che valorizzano il corpo femminile in ogni dettaglio. 

Il pizzo, elemento iconico del brand, ritorna in vestiti trasparenti ma eleganti, spesso abbinati a cappotti più semplici o arricchiti da pellicce. 

Cappotti animalier, abiti con tagli maschili reinterpretati per il corpo femminile confermano la capacità della maison di stupire senza mai perdere coerenza. 

Ogni capo racconta qualcosa di Dolce&Gabbana: è in questo equilibrio tra tradizione e creatività che l’identità del brand emerge più chiara che mai. 

A partecipare al runway, l’iconica Madonna, nonché musa dei due stilisti. 

J. Salinas

J. Salinas porta a Milano un racconto di moda profondamente legato alle sue radici peruviane, un brand che lascia sempre un segno indelebile grazie ai colori vibranti e, soprattutto, alla lavorazione unica della lana. Ogni capo è curato nei minimi dettagli, dove tecnica e creatività si fondono per valorizzare tessuti e silhouette.

La collezione spazia dal nero al verde, dal rosa al senape, alternando vestiti in lana a modelli con balze morbide e fluttuanti.

Ancora una volta, si percepisce con chiarezza l’identità del brand: un equilibrio tra tradizione artigianale e sperimentazione. 

In un panorama globale in continua evoluzione, J. Salinas dimostra come un linguaggio personale e radicato nelle origini possa diventare inconfondibile e potente.

La Milano Fashion Week 2026, ci ricorda che in ogni sfilata, l’identità di un brand si rivela nei dettagli, nelle scelte stilistiche e nella capacità di trasformare la propria visione in un linguaggio identificabile. 

di Giulia Taidelli

2/03/2026

New York Fashion Week 2026: non vince chi sfila, ma chi domina il Media Value

24 martedì 2026 visualizzazioni:

ll nuovo potere della New York Fashion Week è nella strategia globale, non nella sola visibilità

La New York Fashion Week 2026 segna un cambio di paradigma nel sistema moda: non basta più sfilare per vincere. A determinare il successo di un brand non è la presenza in calendario, ma la capacità di costruire un ecosistema strategico tra celebrity, piattaforme social e mercati globali.

Secondo l’ultima analisi di WeArisma, piattaforma globale di creator e social intelligence, la leadership culturale durante la settimana della moda americana è oggi una questione di Media Value, distribuzione e rilevanza cross-market.

I numeri parlano chiaro: Calvin Klein, Ralph Lauren e Michael Kors hanno generato insieme il 72% del Media Value totale. Ma il dato più interessante non è la concentrazione, bensì il modello strategico che rappresentano.

Come spiega Jenny Tsai, CEO di WeArisma: oggi la fashion week è un sistema di distribuzione globale, non un singolo evento.

Celebrity e mercati APAC: il casting è diventato geopolitica culturale

Calvin Klein ha registrato il Media Value più alto della settimana, con un impressionante +86% anno su anno. Quasi il 40% dell’Earned Media Value è stato generato da celebrity, e quasi la metà proveniva dai mercati APAC.

La presenza della star thailandese Milk Pansa e di Jennie delle Blackpink ha trasformato una sfilata newyorkese in un evento cross-culturale globale.

La visibilità asiatica non è più un plus: è parte integrante della performance.
Oggi i talent globali influenzano anche l’impatto domestico.

Heritage e coerenza: il lusso della continuità

Ralph Lauren si posiziona al secondo posto dimostrando che l’heritage resta una leva potente, se attivata con precisione.

Con una front row costruita su figure come Anne Hathaway, Lana Del Rey e Ariana DeBose, la maison ha scelto la continuità invece della rottura.

In un’economia dell’attenzione sempre più volatile, la coerenza diventa differenziazione strategica.

Anniversari e piattaforme: senza distribuzione non c’è rilevanza

Michael Kors ha legato la propria sfilata ai 45 anni del brand, posizionandosi terzo.

Oltre il 50% del Media Value è arrivato dai canali owned, ben sopra i benchmark di settore. Ma il vero acceleratore è stato TikTok, che ha generato circa il 40% dell’Earned Media Value.

La lezione?
Gli anniversari funzionano solo se vengono tradotti nel linguaggio delle piattaforme.

Earned Media: il vero moltiplicatore culturale

Brand come Tory Burch e Khaite dimostrano come la crescita possa essere trainata dall’earned media.

  • Tory Burch: +180% di Media Value anno su anno, con il 95% generato da copertura earned.
  • Khaite: 72% dell’EMV proveniente da account stampa.

Quando stampa e influencer amplificano un brand, l’effetto si traduce in momentum nelle ricerche online e consolidamento della brand authority.

Instagram domina, TikTok esplode

La gerarchia delle piattaforme sta cambiando:

  • Instagram: 42% del Media Value totale
  • TikTok: 24% del Media Value, ma +192% anno su anno

Il contenuto video, soprattutto quando legato a celebrity e storytelling ravvicinato, supera ormai i formati statici.

La New York Fashion Week 2026 conferma che il successo non è più nella passerella, ma nella capacità di progettare contenuti nativi per ogni piattaforma.

L’influenza è sempre più globale

Il Nord America resta dominante, ma la crescita accelera altrove:

  • EMEA: +205%
  • APAC (esclusa Cina): +140%
  • Cina: +111%, con forte crescita stampa e influencer

La fashion week non è più un evento regionale: è un ecosistema culturale globale.

Dalla sfilata al sistema: le nuove regole della moda

I brand leader oggi allineano tre variabili chiave:

  1. Casting strategico cross-market
  2. Scelta consapevole delle piattaforme
  3. Narrazione coerente oltre la passerella

Non esiste una formula unica, ma uno schema sì: progettare momenti per accumulare valore nel tempo, non per generare picchi isolati.

Metodologia

WeArisma ha analizzato le principali sfilate della New York Fashion Week tra il 7 e il 16 febbraio 2026, monitorando oltre 130 milioni di voci influenti verificate e più di 20 miliardi di conversazioni social su sette piattaforme.

Brand inclusi nell’analisi: Calvin Klein, Ralph Lauren, Michael Kors, Tory Burch, Coach, Marc Jacobs, Proenza Schouler, Khaite, Altuzarra e 7 For All Mankind.

di redazione digital

24/02/2026

LEPO lancia Beauty Remedies: la nuova skincare naturale e biologica per tutta la famiglia

23 lunedì 2026 visualizzazioni:

Idratazione profonda, ingredienti naturali e packaging sostenibile: la nuova routine firmata LEPO

Nel panorama della cosmesi naturale e biologica Made in Italy, Lepo amplia il proprio universo skincare con Beauty Remedies, una linea idratante pensata per offrire comfort e protezione alla pelle di tutta la famiglia.

Da oltre 30 anni il brand sviluppa formule delicate, dermatologicamente testate e cruelty free. Con Beauty Remedies interpreta una nuova idea di bellezza: essenziale, consapevole e universale.

Il minimo comune denominatore?
Almeno il 98% di ingredienti di origine naturale, certificazioni Vegan OK, dermatologicamente testata e nickel tested.

Skincare naturale: idratazione e comfort anche per pelli sensibili

Beauty Remedies nasce come routine idratante completa, formulata per nutrire senza appesantire e garantire comfort immediato anche alle pelli più secche e sensibili.

Nel cuore delle formule troviamo un blend di ingredienti vegetali selezionati per:

  • Idratare in profondità
  • Lenire rossori e irritazioni
  • Preservare l’equilibrio del film idrolipidico
  • Rinforzare la barriera cutanea

Tra gli attivi chiave: aloe vera, olio di avocado, burro di karité ed estratto di riso bio.

Le texture sono soffici e fondenti, pensate per un assorbimento rapido e una sensazione di pelle morbida, elastica e protetta.

I prodotti della linea Beauty Remedies

Beauty Remedies – Face Cream

Crema viso idratante H24

Formula con aloe vera, olio di avocado ed estratto di riso bio.
Un’emulsione avvolgente dal tocco setoso che offre idratazione intensa e prolungata a tutti i tipi di pelle.

✔ Assorbimento immediato
✔ Comfort che dura tutto il giorno
✔ Ideale anche per pelli sensibili

50 ml – 29 €

Beauty Remedies – Hand Cream

Crema mani idratante rigenerante

Con aloe vera, burro di karité ed estratto di riso bio, è pensata per mani secche e stressate.

✔ Sollievo immediato da arrossamenti
✔ Azione nutriente e protettiva
✔ Contrasta l’invecchiamento cutaneo

50 ml – 10,50 €

Beauty Remedies – Total Body

Crema multifunzione viso-mani-corpo

Una soluzione versatile per chi cerca una crema naturale idratante corpo e viso adatta a tutta la famiglia.

Formulata per garantire massima tollerabilità anche su pelli fragili, come quelle di bambini e anziani.

✔ Previene l’aridità
✔ Ripristina il film idrolipidico
✔ Dona luminosità ed elasticità

250 ml – 29,90 €

Cosmetici naturali e sostenibilità: la scelta eco di LEPO

Beauty Remedies è anche una linea che guarda all’ambiente.

  • Packaging 100% riciclabili
  • Astucci in carta FSC riciclata
  • Etichette in plastica oceanica riciclata (Ocean Bound Plastic)

Un approccio che unisce clean beauty e sostenibilità, senza rinunciare alla performance.

Perché scegliere una skincare biologica per tutta la famiglia?

Negli ultimi anni cresce l’attenzione verso cosmetici naturali, formule essenziali e routine condivise. Scegliere prodotti con alta percentuale di ingredienti naturali significa:

  • Ridurre il rischio di sensibilizzazioni
  • Semplificare la beauty routine
  • Investire in formule più rispettose della pelle e dell’ambiente

Con Beauty Remedies, LEPO propone una skincare che diventa gesto quotidiano di cura e protezione.

di redazione digital

La Fiorellaia: dieci anni di visione, il tulipano come manifesto e un San Valentino che lascia senza fiato

13 venerdì 2026 visualizzazioni:

Per Cecilia Paganini, aka Cecilia Paganini, il 2026 non è solo un nuovo anno: è un passaggio simbolico, un cerchio che si chiude per generare una nuova forma. Un ritorno alle radici che non indulge nella nostalgia, ma diventa gesto consapevole verso il futuro.

Il primo capitolo di questo nuovo ciclo si apre con San Valentino, che inaugura ufficialmente le celebrazioni del decennale dello studio. Non una semplice ricorrenza, ma una dichiarazione d’identità. Un atto di fedeltà alla propria visione, per celebrare ciò che in dieci anni è rimasto intatto: l’essenza.

Dalle origini a oggi: una visione che si trasforma

La storia de La Fiorellaia prende forma alla fine del 2015 a Bedizzole, in uno spazio intimo dove il linguaggio floreale era già pensato come esperienza. Il fiore non come oggetto decorativo, ma come codice emotivo.

La svolta arriva nel 2019 con l’apertura dell’headquarter di Via Milano 43. In quell’occasione, un gesto semplice e potente accoglieva gli ospiti: un tulipano sottovuoto accompagnato da una promessa silenziosa: “Vogliamo lasciarvi senza fiato”. Un’intenzione che, nel tempo, è diventata firma.

Il tulipano “Mi lasci senza fiato”: icona sospesa nel tempo

Il tulipano è il cuore simbolico del brand. Custodisce il logo, ne incarna il rosso assoluto, ne definisce l’identità visiva. Con “Mi lasci senza fiato”, il fiore viene racchiuso sottovuoto e si trasforma in icona.

Non è solo una composizione floreale, ma una dichiarazione visiva: un oggetto essenziale e potente che cristallizza l’emozione nel suo istante più puro. Un gesto che vive sospeso nel tempo e che sintetizza il desiderio de La Fiorellaia di lasciare un segno indelebile.

La 3D: passato, presente e futuro in equilibrio

La 3D è il manifesto creativo dello studio. Una composizione in base di vetro, realizzata interamente a mano e proposta in pezzi unici, ciascuno diverso, ciascuno irripetibile.

È un oggetto di design che si svela gradualmente, accompagnando chi lo riceve in un’esperienza visiva ed emotiva che culmina in un autentico effetto wow al momento dell’apertura.

La sua struttura racconta il tempo attraverso tre dimensioni che convivono in perfetto equilibrio:

  • Il passato, evocato dai fiori secchi
  • Il presente, espresso dalla vitalità dei fiori freschi
  • Il futuro, affidato a una pianta viva, destinata a crescere e trasformarsi

Un racconto tridimensionale che rende il dono non solo estetico, ma simbolico.

Mini 3D: la poesia in formato compatto

La Mini 3D nasce come interpretazione più compatta del must Fiorellaia. Stessa base in vetro, stessa cura artigianale, racchiusa in una scatola studiata nei minimi dettagli per rendere il gesto immediato, spontaneo, elegante.

Piccola nelle dimensioni ma intensa nel messaggio, conserva intatta la forza espressiva e l’identità della versione originale.

Tulipani e rose rosse: l’essenza dell’amore secondo Fiorellaia

Il Mazzo di Tulipani rossi rappresenta l’emblema assoluto dell’estetica Fiorellaia. Essenziale, deciso, privo di sovrastrutture: lascia parlare il fiore nella sua forma più pura. Il rosso vibrante diventa linguaggio e firma, restituendo un’idea di amore diretto, contemporaneo, senza mediazioni.

Le Rose Rosse, classico intramontabile, vengono reinterpretate con rigore e sensibilità estetica. Ogni fiore è aperto a mano, in un gesto lento e consapevole che ne esalta forma e profondità. Il risultato è una composizione intensa e sofisticata, capace di raccontare l’amore nella sua espressione più iconica e senza tempo.

Dieci anni di coerenza creativa

Questo San Valentino segna l’inizio delle celebrazioni per i dieci anni dello studio. Dieci anni di scelte radicali, gesti non convenzionali e coerenza estetica.

Un ritorno alle radici che non è nostalgia, ma affermazione. Perché quando l’essenza è autentica, continua – oggi come allora – a lasciare senza fiato.

ph.credit Mara Brioni

di redazione digital

13/02/2026

THRIOM Milano: la nuova wellness house dove forza e quiete coesistono

05 giovedì 2026 visualizzazioni:

Nel cuore di Milano sta nascendo un nuovo modo di intendere il benessere. Non un semplice studio, non una palestra, non un centro trattamenti. THRIOM è una wellness house contemporanea dove movimento, recupero, presenza e comunità convivono in un unico spazio pensato per rallentare il tempo e riportare il corpo al centro.

Qui il benessere non è performance, ma ritmo personale. Non è allenamento, ma consapevolezza in movimento.

THRIOM nasce come luogo in cui movement meets presence e ogni gesto diventa intenzione, trasformando la pratica quotidiana in un rituale di equilibrio tra mente e corpo.

Non un fitness studio, ma un’esperienza completa di well-being

THRIOM propone un approccio integrato che unisce discipline dinamiche e pratiche mindful in un unico percorso fluido:

  • Flow (yoga, mat pilates, animal flow, sculpt, mobilità)
  • Reformer pilates in piccoli gruppi
  • Personal training funzionale
  • Trattamenti di recovery innovativi
  • Bodywork con massaggi, fisioterapia e osteopatia

Ogni proposta è pensata per accompagnare forza, mobilità, recupero e rilascio muscolare all’interno dello stesso ecosistema, permettendo al corpo di lavorare e rigenerarsi in modo armonico. 

La vera novità è proprio questa: non separare allenamento e recupero, ma considerarli parti dello stesso gesto di cura.

Recovery come nuova frontiera del benessere urbano

Accanto alle classi, THRIOM introduce un’area dedicata al recupero con tecnologie e trattamenti ancora poco diffusi in Italia:

  • Dry floating
  • Hydrogen therapy
  • Compression boots

Il Recharge Room è pensato per ridurre infiammazione, tensioni muscolari e stress mentale, integrando nel percorso wellness una fase di rigenerazione profonda spesso trascurata nei tradizionali centri fitness. 

Sei valori che definiscono la cultura dello spazio

THRIOM si fonda su sei pilastri che ne definiscono identità e atmosfera

  • Autenticità e individualità
  • Empowerment
  • Connessione tra culture
  • Evoluzione e crescita
  • Rispetto
  • Eccellenza nei dettagli

Non è solo una dichiarazione di intenti: questi valori modellano l’esperienza, dall’accoglienza all’atmosfera, fino alla cura estetica e sensoriale dello spazio.

La visione della founder: Marie Van Rijckeghem

Dietro THRIOM c’è la storia personale della sua fondatrice, Marie Van Rijckeghem, belga di origine, con una carriera internazionale nella tech industry tra Londra, Amsterdam e altre capitali europee.

Come raccontato è proprio durante gli anni di lavoro ad alta intensità che Marie scopre pratiche più lente e consapevoli come yoga e movement science, iniziando a studiare fisiologia e scienza del movimento per comprendere come unire discipline dinamiche e mindful. 

“Per me, il movimento crea energia senza agitazione e calma senza immobilità. Questo equilibrio è l’essenza di THRIOM.”

THRIOM nasce quindi da un’esperienza vissuta in prima persona: il bisogno di uno spazio dove forza e quiete possano coesistere.

Un nuovo linguaggio del benessere a Milano

Come si legge nella press release, THRIOM introduce a Milano una visione di well-being raffinata, internazionale e profondamente umana, dove il movimento diventa un modo per conoscersi, rigenerarsi e sentirsi parte di una comunità. THRIOM PRESS RELEASE

È uno spazio pensato per chi:

  • vuole rallentare senza fermarsi
  • cerca energia senza stress
  • desidera allenarsi senza perdere connessione con sé stesso

In una città che corre, THRIOM diventa il luogo dove si impara a muoversi con intenzione.

di redazione digital

5/02/2026