IL PRIMO PARCO GIOCHI A TEMA PER CANI D’ITALIA IAGOLANDIA, DOVE CANI E PADRONI SI DIVERTONO IN SICUREZZA
È il primo parco giochi a tema per cani d’Italia e ha un solo obiettivo: consentire a tutti i cani e ai loro proprietari, di divertirsi insieme e in totale sicurezza. Si chiama Iagolandia e si trova a Guanzate, provincia di Como, ad appena 20 minuti da Milano.
In un’area di 3000 metri quadri, sono state ideate 4 aree tematiche, ognuna con giochi diversi e con un’immagine pensata e realizzata in stile fumetto: il Regno di Iagolandia, il Bosco Avventuroso, il Paese delle Meraviglie e l’Isola che non c’è. Non è richiesta alcuna attitudine sportiva, non si è obbligati a seguire corsi o attività, unica regola: giocare, correre e svagarsi insieme al proprio amico a 4 zampe.
All’interno del parco è possibile prenotare un’area in esclusiva per il proprio cane, seguire percorsi di educazione, oppure partecipare ad attività ludiche di gruppo come giochi d’acqua, aperitivi con delitto, caccia al tesoro, o giornate a tema in ogni stagione dell’anno. Nel caso in cui si volesse far socializzare il proprio compagno a 4 zampe, le fondatrici di Iagolandia hanno ideato “Trova un amico al Parco Giochi”: a differenza di un’area cani in cui si possono generare dinamiche di incompatibilità tra simili, all’interno del Parco un’educatrice e una istruttrice cinofila creano gruppi su misura, dopo aver valutato ciascun cane, in cui ogni membro potrà interagire con gli altri in tutta tranquillità.
Iagolandia è il sogno diventato realtà di Martina Comollo, responsabile organizzativa del parco, e Grazia Maldini, educatrice cinofila dal 2014, che dal 2019 hanno rivoluzionato la propria vita, lasciando un lavoro che non amavano per dedicarsi pienamente alla cinofilia, realizzando questa idea così poco convenzionale. Il parco giochi ha aperto nel 2021 e ad oggi ha ospitato oltre 700 cani, di cui 100 frequentatori abituali mensili, e i numeri sono in crescita. Al team si è unita anche Roberta, istruttrice cinofila.
Il promotore di questo cambiamento è stato proprio Iago, un incrocio maremmano-pastore tedesco, da cui prende il nome il parco giochi.
“Iago è entrato nella nostra vita nel 2012 – ha spiegato Martina Comollo – Da subito si è dimostrato un cane impegnativo, di difficile gestione e a cui non riuscivamo a dedicare abbastanza tempo. Aveva bisogno di sfogarsi, di correre in libertà, ma desideravamo lo facesse in tutta sicurezza, in un luogo idoneo, che unisse la sua e la nostra voglia di giocare insieme alla sicurezza. Così è nata Iagolandia: un luogo sicuro, recintato, dove portare il proprio cane a giocare, correre e a fare tutte quelle attività che più gli piacciono”.
Grazia Maldini, co-fondatrice di Iagolandia aggiunge: “Abbiamo pensato a tutti quei proprietari che si trovano in difficoltà come lo siamo state noi, poi però abbiamo capito che un parco giochi per cani potesse essere la soluzione adatta a tutti coloro che vogliono divertirsi con il proprio cane, creare un legame davvero speciale con lui. L’educazione cinofila è una parte fondamentale del rapporto cane-padrone, ma dopo? Come vivere la quotidianità? Ecco come, divertendosi insieme!”.
Maternità in Italia: Save the Children, circa 6 milioni di mamme “equilibriste” tra lavoro e carichi familiari. Il 42,6% delle mamme tra i 25 e i 54 anni non è occupata e il 39,2% con 2 o più figli minori è in contratto part-time. Lavoro femminile è sinonimo di precarietà: solo poco più di 1 contratto a tempo indeterminato su 10 attivato a favore delle donne nel primo semestre 2021.
Per il 7° anno consecutivo, l’Organizzazione diffonde il rapporto “Le Equilibriste. La maternità in Italia 2022” con i valori delle regioni italiane dove essere madri è più o meno semplice, con le regioni del Nord sul podio e quelle del Sud, seppure più in basso nella classifica, comunque in ripresa nell’area dei Servizi alla prima infanzia.
Scelgono la maternità sempre più tardi (in Italia l’età media al parto delle donne raggiunge i 32,4 anni) e fanno sempre meno figli (1,25 il numero medio di figli per donna)[1]. Devono spesso rinunciare a lavorare a causa degli impegni familiari (il 42,6% delle donne tra i 25 e i 54 anni con figli, risulta non occupata)[2], con un divario rispetto ai loro compagni di più di 30 punti percentuali, oppure laddove il lavoro sia stato conservato, molte volte si tratta di un contratto part-time (per il 39,2% delle donne con 2 o più figli minorenni)[3]. Solo poco più di 1 contratto a tempo indeterminato su 10 tra quelli attivati nel primo semestre 2021, è a favore delle donne. Nel solo 2020 sono state più di 30mila le donne con figli che hanno rassegnato le dimissioni, spesso per motivi familiari anche perché non supportate da servizi sul territorio, carenti o troppo costosi, come gli asili nido (nell’anno educativo 2019-2020[4] solo il 14,7% del totale dei bambini 0-2 anni ha avuto accesso al servizio finanziato dai Comuni).
Questi i dati diffusi oggi da Save the Children, l’Organizzazione che da oltre 100 anni lotta per salvare le bambine e i bambini a rischio e garantire loro un futuro, nel 7° Rapporto di Save the Children “Le Equilibriste: la maternità in Italia 2022”, alla vigilia della Festa della mamma.
Un quadro critico quello che emerge dal Rapporto, ad iniziare dal tasso di natalità che nel 2021, nel nostro Paese, segna l’ennesimo minimo storico dall’Unità d’Italia. I nuovi nati, infatti, calano al di sotto della soglia dei 400mila (399.431), in diminuzione dell’1,3% sul 2020 e di quasi il 31% rispetto al 2008[5].
Uno scenario del nostro Paese molto complesso, quindi, nel quale le mamme sono alla continua ricerca di un equilibrio tra vita familiare e lavorativa, spesso senza supporto e con un carico di cura importante, aggravato negli ultimi anni a causa della pandemia.
Lo studio include l’Indice delle Madri, elaborato dall’ISTAT per Save the Children, che identifica le Regioni in cui la condizione delle madri è peggiore o migliore sulla base di 11 indicatori rispetto a tre diverse dimensioni: lacura, il lavoro ed i servizi. Inoltre, anche quest’anno, l’indice evidenzia i principali mutamenti che hanno interessato la condizione delle madri nei diversi territori[6].
Il gap del lavoro
Lo scenario delineato dai dati indica un mancato sostegno pubblico alle mamme che affonda le sue radici nelle pesanti disparità di genere in Italia[7] che prescindono dalla decisione delle donne di avere dei figli. Per le diplomate, ad esempio, i salari sono sistematicamente inferiori e il divario di genere tende ad aumentare nel tempo. Il reddito mensile lordo medio stimato per i ragazzi nell’anno del diploma ammontava a 557 euro, mentre per le ragazze a 415. Nell’anno successivo, in cui i lavori cominciano ad essere più stabili, sale a 921 euro per gli uomini, mentre per le donne è di soli 716 euro. Alle soglie dei 30 anni, gli uomini mostrano una traiettoria salariale ancora in crescita; quella femminile, per contro, si appiattisce. Facilmente comprensibile come il reddito della donna all’interno di una famiglia – essendo il più basso – sia sacrificabile, generando un circolo vizioso che favorisce l’esclusione femminile dal mercato del lavoro.
Anche la lieve ripresa economica dello scorso anno è caratterizzata da ingiustizie di genere: delle 267.775 trasformazioni contrattuali a tempo indeterminato del primo semestre 2021, solo il 38% riguarda donne[8]. Se si guarda il numero totale di attivazioni contrattuali (sul totale di tutte le attivazioni) nel 1° semestre per le donne (poco più di 1,3 milioni), la maggior parte (38,1%) è a tempo determinato; seguono il lavoro stagionale (17,7%), la somministrazione (15,3%) e, solo per ultimo, l’indeterminato (14,5%). Per contro, degli oltre 2 milioni di contratti attivati per gli uomini, quasi la metà (il 44,4%) è a tempo determinato, subito seguito dall’indeterminato (il 18%)[9].
La sintesi della condizione professionale delle donne nel mercato del lavoro, che tuttora persiste in Italia, si potrebbe riassumere nella frase “Le ultime ad entrare, le prime ad uscire”, come sottolineato dal CNEL.
Le donne, quindi, a differenza degli uomini, sono ancora in notevole svantaggio quando, nei loro orizzonti di vita prende corpo la decisone di avere un figlio. E questo avviene non solo sul versante occupazionale, ma anche su quello retributivo, tanto che ormai questa condizione viene definita “motherhood penalty” (o “child penalty gap”)[10]. Secondo il Rapporto “Le Equilibriste”, il 42,6% delle donne con figli nella fascia d’età 25-54, infatti, risulta non occupata, con uno divario rispetto agli uomini di più di 30 punti percentuali. Il dato cambia notevolmente a seconda delle aree del Paese, arrivando a sfiorare il picco del 62,6% nel Mezzogiorno, seguito dal 35,8% al Centro e da un 29,8% al Nord. Inoltre, mentre il tasso di occupazione dei padri tende a crescere all’aumentare del numero di figli minorenni presenti nel nucleo, per contro, quello delle madri tende a diminuire. A fronte del 61% di madri con un figlio minorenne occupate (tre donne su 5), gli uomini nella stessa condizione che hanno un lavoro sono l’88,6%. Il divario aumenta quando, entrambi i generi hanno due o più figli minorenni (donne occupate 54,5% a fronte dell’89,1% degli uomini), con una differenza di 34,6 punti.
Come sottolineano molte delle indagini pubblicate sia in Italia che all’estero, le conseguenze della recessione causata dal Covid-19 hanno colpito soprattutto le donne: anche se i dati da Paese a Paese si differenziano, in media le stime internazionali indicano che le ore lavorate e i tassi di occupazione femminile siano diminuiti a un ritmo maggiore rispetto a quelli maschili. Anche i dati sulle convalide delle dimissioni delle lavoratrici madri e dei lavoratori padri di bambini/e di 0-3 parlano chiaro: su 42.377 casi nel 2020, il 77,4% riguarda donne. Le lavoratrici madri rappresentano il 77,2% (30.911) del complesso delle dimissioni volontarie, a fronte delle 9.110 dei padri. Sul totale delle motivazioni indicate nelle convalide, quella più frequentemente segnalata continua ad essere la difficoltà di conciliazione della vita professionale con le esigenze di cura dei figli.[11]
“La crisi da Covid-19 è stata un acceleratore di disuguaglianze sociali, economiche, educative. In Italia le donne, e le mamme in particolare, hanno pagato un prezzo altissimo. La recessione conseguente alla pandemia è stata giustamente definita una “shecession”, i dati ci dimostrano che è ancor di più una “momcession”. Anche la ripresa dell’occupazione del 2021 è connotata in larga parte dalla precarietà delle donne e delle mamme nel mondo del lavoro. Servono misure efficaci, organiche e ben mirate che consentano di bilanciare le esigenze dell’essere madri e quelle dell’accesso e della permanenza nel mondo del lavoro” ha commentatoAntonella Inverno, Responsabile Politiche per l’infanzia di Save the Children.
“Gli SDGs dedicano l’obiettivo 5 alla parità di genere e il “traguardo” 5.4 dell’Agenda 2030 è focalizzato proprio sul tema della conciliazione e della condivisione. Per centrare questo traguardo, occorre incentivare il ruolo degli uomini nel lavoro di cura, anche introducendo un congedo di paternità obbligatorio significativamente più lungo dei dieci giorni previsti dalla legge di bilancio 2022 e dai provvedimenti collegati. Le riforme in atto, come il Family Act o la legge sulla parità salariale, sono passi avanti, ma occorre completare il quadro con investimenti consistenti: dal sostegno al reddito, alle politiche fiscali, all’offerta di un’infrastruttura di servizi, alla qualità del sistema scolastico, alle misure di conciliazione, tutto influisce sul benessere del nucleo familiare e anche sul tasso di fertilità che sta segnando picchi drammatici ormai in Italia. E’ necessario poi che i decreti attuativi del Family Act, scongiurino il rischio che tutto si risolva in misure transitorie o che non affrontano il problema in maniera strutturale senza il necessario rafforzamento dei servizi extrascolastici e di sostegno alla genitorialità.” ha sottolineato Raffaela Milano, Direttrice dei Programmi Italia-Europa di Save the Children.
L’Indice delle Madri 2022
Il Rapporto “Le Equilibriste: la maternità in Italia 2022” di Save the Children, include come ogni anno, l’Indice delle Madri che identifica le Regioni che si impegnano, di più o di meno, a sostenere la maternità in Italia. Elaborato dall’ISTAT per Save the Children, l’Indice valuta, attraverso 11 indicatori, la condizione delle madri in tre diverse aree: quella della cura[12], del lavoro[13] e dei servizi[14].
Secondo l’Indice, anche quest’anno, sono le regioni del Nord ad essere più mother friendly, in alcuni casi con valori molto più alti della media nazionale. Regioni queste, dove c’è una maggiore attenzione sulle condizioni socio-economiche delle donne ed è evidente uno sforzo maggiore nell’investimento sul welfare sociale.
Le province autonome di Bolzano e Trento mantengono da varie edizioni, rispettivamente, la prima e la seconda posizione. Dietro le prime due, seguono l’Emilia-Romagna, il Friuli-Venezia Giulia, la Lombardia, la Toscana e la Valle d’Aosta. Al contrario, le regioni del Mezzogiorno (assieme al Lazio) si posizionano tutte al di sotto del valore di riferimento (pari a 100), evidenziando come sia più difficile per le mamme vivere in alcune di queste. Basilicata (19° posto), Calabria (20° posto), Campania (21° posto) e Sicilia (17° posto) si avvicendano da anni nelle ultime posizioni. Quest’anno si affianca loro la Puglia (18° posto), anche se, per tutte le regioni del Mezzogiorno, il trend globale sembra in sensibile miglioramento con un aumento di 4 punti negli ultimi quattro anni.
Cura
Rispetto all’anno di riferimento (2018), l’area della Cura fa registrare un calo di quasi due punti a livello nazionale. Il peggioramento si rispecchia in tutte le regioni italiane, con decrementi anche molto rilevanti, come l’esempio della Lombardia con quasi 20 punti di differenza rispetto al 2018. L’area della Cura prende in esame due indicatori: il tasso di fecondità (numero di figli per donna) e la distribuzione del lavoro di cura tra i partner genitori con una occupazione.
A livello regionale, si conferma lo scenario emerso nella scorsa edizione del Rapporto di Save the Children, con le province autonome di Trento e Bolzano che si attestano alle prime due posizioni, mentre nel Mezzogiorno si registrano valori molto bassi, ben al di sotto della media nazionale di 98,1, come in Basilicata e in Puglia (rispettivamente con un valore di 69,8 e 73,5).
Lavoro
L’area Lavoro, dopo anni altalenanti, sembra registrare una piccola ripresa nel 2021, con un valore pari a circa 100,8. Dal punto di vista territoriale, l’indice mostra le regioni in una sostanziale situazione di stabilità. Alcune regioni rappresentano un’eccezione, come la Liguria che, dopo anni di stabilità, registra un aumento di tre punti e mezzo in più in questa edizione del rapporto di Save the Children, o l’Umbria e l’Abruzzo con un avanzamento di quattro punti, e la Basilicata con più di sette punti in avanti rispetto al 2018. Restano molto marcati i divari territoriali con una netta differenza tra Centro-Nord e Sud. Le regioni del Mezzogiorno infatti, rimangono ancora molto sotto il valore di riferimento di 100, come la Campania (69,1), la Sicilia (69,3) o la Calabria (70,9), mentre quasi tutte le altre, anche se di poco, lo superano: Lazio (101,4), Marche (110,2), Lombardia (115,6) e Piemonte (113,1).
Servizi
Nel dominio Servizi, si registra un netto miglioramento. Già nella scorsa edizione dell’Indice delle Madri, si intravedevano dei valori a livello nazionale, che potevano far ben sperare per gli anni successivi, trend quindi confermato. L’indice nazionale passa da 100 a più di 107, con un miglioramento generale in quasi tutte le regioni. Il dato maggiormente significativo sembra essere il gap meno ampio tra Nord e Sud rispetto al 2018: la Sardegna (106,4), per esempio, fa registrare un’ottima performance, superiore anche al Piemonte (106,3) per aumento dell’indice. Diverse regioni del Mezzogiorno registrano valori superiori alla media italiana, a dimostrazione dello sforzo delle regioni del Sud di incentivare i servizi della prima infanzia, fondamentali per supportare la genitorialità. Regioni come la Puglia (dal 16° al 13° posto) o la stessa Sicilia che pur guadagnando una sola posizione (dal 20° posto al 19°) fa un balzo di ben 8 punti.
Save the Children per bambine e bambini tra zero e sei anni
Save the Children Italia Onlus, attraverso i suoi programmi dedicati all’area materno infantile e rivolti ai bambini e alle bambine tra 0 e 6 anni, agisce, fin dalla gravidanza, per sostenere le situazioni più critiche e poter tutelare i diritti delle bambine e dei bambini e promuovere il loro benessere, con l’obiettivo di non lasciarne indietro nessuno.
Il programma Fiocchi in Ospedale è un programma di intervento precoce, che interviene durante i cosiddetti primi 1000 giorni. E’ dedicato quindi ai neonati e alle loro famiglie, e prevede l’offerta di un servizio di bassa soglia, per l’ascolto, l’orientamento, l’accompagnamento e la presa in carico. Si rivolge ai futuri e neo genitori, in particolare quelli che patiscono una situazione di vulnerabilità sul piano socio-economico, culturale o psicologico. Fiocchi in Ospedale è presente in 12 ospedali nelle città di Milano, Torino, Roma, Napoli, Bari, Sassari, Pescara e Ancona e, attraverso le sue reti territoriali opera anche nelle città di Brindisi, Cosenza e Catanzaro.
All’azione di identificazione e supporto precoce, si affianca l’offerta di spazi ad alta densità educativa, dedicati ai genitori e ai bambini tra 0 e 6 anni. Si tratta del programma Spazio Mamme, per accompagnare gli adulti di riferimento, costruire con loro percorsi di autonomia, e sperimentare modelli di attivazione delle comunità territoriali e dei servizi di cura, educativi, culturali e di sostegno sociale. Attualmente ci sono 13 Spazi Mammeattivi nelle città di Torino, Milano, Genova, Roma, Napoli, Bari, Brindisi, San Luca (RC), Palermo, Catania e Sassari.
Nel 2019, in occasione del suo Centenario, Save the Children ha lanciato il progetto Per Mano, con l’obiettivo di prendere in carico bambini e bambine, nati in Italia in condizioni di grave vulnerabilità a partire da maggio 2019 con percorsi di accompagnamento personalizzati, condivisi con il nucleo familiare e prolungati nel tempo. Il progetto, che si è concluso nel 2021, ha seguito 917 tra bambine e bambini nelle città di Milano, Torino, Roma, Napoli e Bari. Sulla base della metodologia messa a punto dal progetto Per Mano e fondata sull’azione di figure territoriali di coordinamento – tutor territoriali – e sull’erogazione di doti di cura, sono stati attivati due diverse progettualità nelle città di Torino e Milano. A Torino è attivo Per Mano in Piazza, uno sportello di bassa soglia nella popolosa zona di Porta Palazzo, destinato all’ascolto e all’orientamento di nuclei familiari con bambini sotto i sei anni in condizione di grave vulnerabilità. Il progetto è realizzato in collaborazione con il Comune di Torino. A Milano si realizza il progetto Per Mano QuBì, in collaborazione con le reti di welfare territoriali definite dal programma di contrasto alla povertà infantile realizzato dalla Fondazione Cariplo e denominato QuBì. Obiettivo di questa progettualità è quello di assicurare, attraverso l’azione di 6 tutor territoriali e un coordinamento cittadino, il supporto a futuri e neo genitori in condizione di grave vulnerabilità in 23 quartieri della città di Milano. Tutti i programmi e i progetti che Save the Children realizza sul territorio nazionale sono svolti in partenariato con organizzazioni territoriali competenti e qualificate.
Lucia Calvisi direttore dell’omonima Clinica di Dermatologia e di Medicina Estetica di Cagliari, trainer nazionale e Internazionale per importanti aziende nell’ambito della dermatologia e della medicina estetica, oltre che autrice di pubblicazioni scientifiche e di libri a livello internazionale, dopo gli eventi di attualità che hanno visto la tragedia di Maranello con una donna deceduta per un trattamento domiciliare (un intervento di aumento del volume del seno fatto non da un medico), ha stilato un elenco di consigli da divulgare a chi che per la prima volta si affaccia al mondo della medicina estetica e vuole scegliere un medico professionista.
1) Affidarsi a professionisti con un percorso formativo chiaro e trasparente e che operino in strutture adeguate e idonee con spazi dedicati e attrezzati dal punto di vista igienico ed emergenziale.
2) La medicina estetica non è la medicina delle “punturine”, ma è un atto medico vero e proprio, per cui è importante che il paziente sia informato adeguatamente sulla procedura che sta eseguendo, sul tipo di prodotto che gli sta per essere iniettato, sulle eventuali controindicazioni e precauzioni post-trattamento.
3) Rivolgere sempre al professionista tutte le domande del caso e togliersi tutti i dubbi prima di eseguire il trattamento.
4) Diffidare da chi fa visite o preventivi online: la visita finale deve essere fatta di persona, solo valutando il paziente “dal vivo”, il medico si potrà rendersi concretamente conto dell’inestetismo da trattare: la pelle va toccata!
5) Farsi sempre aprire le fiale di prodotto davanti agli occhi: la sterilità in questo lavoro è fondamentale per evitare il rischio di complicanze.
6) Non uscire mai dallo studio del medico senza adeguata documentazione del trattamento che è stato eseguito, come l’etichetta della tracciabilità del prodotto, che è una sorta di “garanzia” di quello che il medico ha iniettato, serve al paziente per avere maggiori informazioni su ciò che è stato eseguito ed è una maggiore sicurezza circa la bontà e la trasparenza di quello che il medico utilizza;
7) Se avete bisogno di assistenza post trattamento rivolgetevi al vostro medico estetico: la professionalità si misura anche dall’attenzione che vi rivolge dopo che siete usciti dallo studio.
8) Diffidate di chi vi propone dei prezzi troppo bassi: i prodotti di qualità hanno un costo!
L’Eurovision Song Contest è ormai alle porte e quest’anno l’Italia farà da cornice a questo evento internazionale, che si terrà infatti nella splendida Torino, dal 10 al 14 maggio.
L’Italia è stata protagonista della manifestazione sin dalla prima edizione tenutasi nel 1956, ma per vedere un italiano salire sul gradino più alto del podio bisognerà aspettare il 1964 con Gigliola Cinquetti che trionferà con il suo brano Non ho l’età. Il nostro paese si è aggiudicato il primo posto in questa manifestazione per ben tre volte, l’ultima proprio l’anno scorso con il trionfo dei Måneskin che hanno riportato l’evento in Italia, dopo 30 anni dall’ultima vittoria, dove a far primeggiare il Belpaese fuToto Cutugno con la sua Insieme: 1992.
L’Eurovision Song Contenst è stata una vetrina importante per molti cantanti internazionali, come gli indimenticabili e iconici ABBA che nel 1974 hanno conquistato il pubblico europeo con il loro brano Waterloo, una delle canzoni più belle che abbiano mai concorso all’evento.
Per prepararsi al meglio alla serata musicale dell’anno, sarà possibile rivivere le emozioni dei precedenti vincitori grazie a Wallapop. Sulla piattaforma,leader nella compravendita di prodotti second hand, che promuove unmodello di consumo responsabile e sostenibile, è possibile trovare oggetti che hanno caratterizzato la manifestazione per vivere in prima persona le emozioni del passato. Così anche le generazioni più giovani, potranno avere la possibilità di riascoltare alcuni dei brani più famosi per prepararsi a questa nuova edizione dell’evento Europeo.
Ma i Millennials e la Generazione Z quanto conoscono i grandi artisti del passato? Secondo una ricerca commissionata a BVA DOXA da Wallapop[1], emerge che ben il 48% degli intervistati, conoscono i brani classici della musica italiana grazie ai loro genitori, che li ascoltavano quando loro erano bambini.
Oggi gli artisti che i ragazzi tra 18-25 ascoltano abitualmente sono, per il 50% dei rispondenti, i nuovi esponenti italiani del genere rap e trap (come Blanco, che insieme a Mahmood porterà Brividi all’Eurovision), mentre i Millennials amano ascoltare brani dei cantanti della tradizione melodica italiana (56%), o artisti emergenti che provengono da programmi televisivi (39%).
“In Wallapop pensiamo che la musica sia uno strumento fondamentale di espressione, portatore di messaggi di speranza e di spensieratezza – Afferma Giuseppe Montana Head of International di Wallapop – per il lancio in Italia abbiamo infatti chiesto al giovanissimo Tancredi di reinterpretare un classico senza tempo come Splendido Splendente della Rettore, perché anche la musica può vivere una seconda vita grazie alla voce di un nuovo interprete”.
Per rispolverare le grandi hit del passato, nella categoria Cinema, libri e musica si possono trovare CD e vinili dei vincitori passati dell’Eurovision Song Contest, come:
Si dice che la mamma sia il mestiere più difficile al mondo.
In occasione della Festa della Mamma, StockX – la celebre piattaforma di e-commerce per la vendita di sneakers, streetwear e oggetti tecnologici – propone quattro idee di sneakers per soddisfare al meglio le esigenze di tutte le mamme: sportive, eleganti, cool e sempre “on the go”.
Per le mamme always on the go
Per le mamme che non rinunciano alla comodità strizzando l’occhio alle ultime mode, StockXconsiglia le ultime sneakers in voga: le Nike Dunk Low White Black. Nere e bianche, in pelle, dalle linee semplici e pulite, perfette per le mamme che non rinunciano mai a un tocco “cool” al proprio outfit. Ideali con tutti i look, da quelli più chic a quelli più casual, sono la soluzione giusta per tutte le mamme che amano il comfort con un pizzico di originalità.
Nike Dunk Low White Black: disponibili su StockX
New Balance 550, la sneaker di tendenza per le mamme chic
Per le mamme che apprezzano l’accessorio trendy per impreziosire il proprio outfit, StockX propone leNew Balance 550 White Pink. Dopo il successo della versione nera, rossa, verde e total white arriva la versione rosa, colore femminile per eccellenza. Con inserti in camoscio su base di pelle, è la sneaker perfetta per chi ama l’eleganza e la sofisticatezza.
New Balance 550 White Pink: disponibili su StockX
Per le mamme sportive
Le Nike Air Zoom Pegasus 39sono il regalo perfetto per le mamme appassionate di sport, alla ricerca di sneakers per mantenersi in forma e dedicarsi all’attività fisica. Nere, dalle linee pulite, in tela e con suola ergonomica sono il regalo perfetto per le mamme “fit” che non rinunciano alla cura di sé e al loro benessere.
Nike Air Zoom Pegasus 39 disponibili su StockX
Nike Dunk Easter 2022 per le mamme cool
Lanciate sul mercato proprio per celebrare la Pasqua, le Nike Dunk Easter 2022 sono l’ultimo modello di sneakers per le mamme che amano essere cool e sempre al passo con le ultime tendenze. Lilla e con lo swoosh rosa sono perfette per ogni tipologia di outfit.
La scienza dice che trascorrere del tempo all’aria aperta diminuisce i livelli di cortisolo (l’ormone marcatore dello stress e dell’ansia), riduce la sensazione di fatica e rallenta il battito del cuore. Se il tempo nella natura viene scandito dai tocchi sapienti di un massaggio, con molta probabilità la sensazione di relax aumenta esponenzialmente, soprattutto se ci se lo concede in luoghi fuori dall’ordinario: un giardino pervaso dal profumo del mare della Sardegna, un baglio nella campagna siciliana, un antico borgo umbro affacciato sulla valle di ulivi, un raffinato 5 stelle che si specchia sulle acque del Lago di Garda e un lodge alpino con vista sulle Dolomiti.
Tra bouganville, olivi e palme, in un giardino che confina con una delle più belle spiagge della Sardegna – la baia bianca di Su Giudeu – nell’intimità di un gazebo di bambù, l’Aquadulci di Chia (CA) propone massaggi a base di oli vegetali biologici tratti dalleessenze mediterranee raccolte sull’Isola. Dall’aroma terapia (un massaggio delicato e rilassante impreziosito da sinergie di oli essenziali della macchia mediterranea che stimolano il sistema nervoso attraverso la sensorialità olfattiva e la penetrazione cutanea – 75 minuti, 100 euro) al massaggio antistress (effettuato con oli caldi ed essenze profumate che stimolano la circolazione e l’equilibrio nervoso) dal massaggio eclettico (una combinazione di tecniche occidentali e orientali, che produce una sensazione di armonia nel sistema corpo-mente-spirito – 80 minuti, 95 euro) al massaggio deep (tecnica che agisce principalmente sul tessuto connettivo attraverso frizioni lente e profonde che agiscono in maniera riflessa sul sistema nervoso – 50 minuti, 75 euro – 80 minuti, 95 euro), ogni trattamento connette con la natura e la bellezza dell’isola (Tel. 070 9230555,www.aquadulci.com).
In Sicilia, in Val di Noto – terra generosa dalla bellezza unica – il Baglio Occhipinti invita a una fuga di relax. L’antico baglio, pensato e ristrutturato secondo i millenari principi della sostenibilità architettonica, offre un’immersione totale nella natura complici la vigna, l’uliveto, le erbe aromatiche, il giardino con la vista sui monti Iblei, la piscina all’aperto e la cucina genuina che privilegia i prodotti dell’orto. È in questo luogo sorprendente, che ci si può concedere un massaggio all’aperto nell’agrumeto di oltre 300 anni, sotto gli alberi di arancio e mandarino o nel giardino privato della propria stanza. Tra i trattamenti proposti il massaggio anticellulite, quello linfodrenante e il rilassante (Tel. 349 3944359, www.bagliocchipinti.com).
In Campania, acqua e natura si fondono e si trasformano per ritrovare l’armonia ai Laghi Nabi, la prima Oasi Naturale della Campania, nata dalla rigenerazione ambientale di 50 ettari di ex cave di sabbia in stato di abbandono sul Litorale Domizio (CE). Fra le lingue di terra che abbracciano tre ampi specchi d’acqua galleggiano tende e lodge, in cui vivere esperienze fuori dalle solite rotte turistiche. Al Nabi Resort & Glamping, le tende galleggianti o a bordo lago, dotate di tutti i comfort, e gli esclusivi Lodge sospesi sull’acqua, muniti di vasca idromassaggio esterna. Bellissime anche le Suite vista lago e vista giardino con jacuzzi, e le suite vista lago o i lodge a bordo lago sorretti da palafitte in legno, con patio esterno e passeggio privato del Nabi Plana Resort. La Nabi Water Spa con la splendida piscina riscaldata a sfioro sul lago, propone rigeneranti trattamenti all’aperto sia sulla piattaforma galleggiante della spa sia in wellness pool (Tel. 0823764044, www.laghinabi.it).
Il Relais Borgo Campello, a Campello sul Clitunno (PG) in un borgo umbro del ‘300, ripensa l’idea di benessere come momento di riappropriazione di un ritmo e di una consapevolezza che non possono che essere esclusivi, dando vita a un angolo separato dal resto del mondo, in cui la mente e il corpo riconquistano l’equilibrio. Dall’intimità della Private Spa custodita tra le mura del castello (dotata di piscina con idromassaggio e lama d’acqua, sauna e doccia con cromoterapia), fino ai massaggi relax all’aperto, sulla terrazza, dove la vista si apre sulla rasserenante vallata sottostante, punteggiata da ulivi (Tel. 3204549321, www.borgocampello.com/it/).
Il Lido Palace di Riva del Garda (TN), raffinato 5 stelle incorniciato dal Lago di Garda e dalle montagne, nel gazebo immerso nel parco secolare, con i suoni dell’acqua a fare da colonna sonora, propone l’esclusivo Open air massage. Il massaggio con oli pregiati biologici certificati, è studiato per donare equilibrio a tutto il corpo. Prezzo di 110 euro a persona per 45 minuti e di 220 euro in coppia (Tel. 0464 021899, www.lido-palace.it).
Le Dolomiti si aprono a nuove prospettive dal Romantik Hotel Santer di Dobbiaco (BZ), nella splendida Val Pusteria, dove le possibilità sono infinite per godersi le vacanze nello spirito della montagna, tra laghi incastonati tra le vette e boschi da esplorare. Il wellness lodge alpino che vanta un centro wellness di 3mila mq, offre il massaggio nel giardino panoramico, al cospetto delle vette dolomitiche. Dopo il massaggio, si cammina a piedi nudi sull’erba fresca, che rinforza i muscoli e il sistema immunitario. Infine ci si può dedicare al completo relax nella piscina panoramica all’aperto. 60 minuti, 61 euro; 30 minuti, 40 euro. (Tel. 0474972142, www.romantikhotels.com)