free page hit counter

All posts by Direttore

Festa della Mamma 2022: le idee regalo beauty per farla felice

03 martedì 2022 visualizzazioni:

Per la Festa della Mamma, ecco nove sorprese beauty per ricordare a tutte le mamme che sono e saranno sempre le nostre preziose, uniche e insostituibili Wonder Women. Dai trattamenti per la pelle e i capelli, fino al make up e a fragranze sfiziose,questi otto prodotti sono il regalo perfetto (sostenibile e di nicchia) per prendersi cura di sé, da accompagnare a un forte abbraccio. 

Discovery Rituals NOBLE PANACEA A qualsiasi età, prendersi cura di sé è sempre una bella idea, soprattutto se lo si fa con prodotti di bellezza responsabile e di qualità. Noble Panacea, il brand di skincare innovativa fondata sulla scienza, ha creato unrituale beauty settimanale altamente efficace, da regalare alla donna che amiamo di più al mondo. Disponibile sia perThe Brilliant che per The Absolute, i set Discovery Rituals in edizione limitata offrono la possibilità di sperimentare tutti e quattro i prodotti di collezione, con sette Dosi Giornaliere Attive per ciascun prodotto: siero,crema da giorno, crema per il contorno occhi crema da notte, per risultati ineguagliabili per la pelle.
Eye Reshaping Serum, Botox Effect LUMĒI Creato da Giulia Luan, Beauty Expert e Founder di un brand che ha fatto della prevenzione uno dei suoi pillar fondamentali, il siero occhi di Lumēi sarà un regalo apprezzatissimo, parola di beauty addicted! Un fluido leggero in grado di rinnovare profondamente la struttura della pelle di una zona fragile e delicata del viso come quella perioculare, grazie alla sua azione idratante,riempitiva e miorilassante. Grazie a un complesso di Peptidi di ultima generazione e alla presenza dell’Acido Ialuronico Crosslinked, è in grado di distendere immediatamente la zona del contorno occhi, attenuando visibilmente le linee d’espressione.
Fiber Fix FANOLA Nel mondo, il 75% delle donne si colora i capelli e può capitare che i problemi di danneggiamento siano molto frequenti. Per questo, Fanola, brand professionale Made in Italy per l’haircare, ha creato Fiber Fix, una linea di prodotti da avere sempre nel proprio bagno, capace di rispondere alle esigenze di protezione e ristrutturazione del capello. Efficace sin dai primi lavaggi, Fiber Fix ripara i legami danneggiati donando elasticità e brillantezza alla chiomarispettando l’equilibrio del cuoio capelluto all’insegna della sostenibilità: tutte le formulazioni hanno il 99% di naturalità e una biodegradabilità che supera l’ 85% e sono custodite in packaging di materiale riciclato da rifiuti post-consumo nei paesi dell’Europa occidentale.

5 Prodigious Essence SINESIA Mamma I love you: è questo il messaggio che arriverà forte e chiaro quando riceverà il 5 Prodigious Essence della collezione Cool Beauty di Sinesia. Uno spray viso a 5 azioni, quest’essenza leggera è un pool prodigioso di ingredienti attivi multifunzionale: idratanteilluminante,lenitivoantinquinamento e fissativo del make-up. Una combinazione vincente di Olio di Camelia, Estratto di Verbasco, Sodio Gluconato, Galactoarabinan, Acido Ialuronico e Olio essenziale di Mandarino. Un brand che sta cambiando il segmento del beauty sostenibile, latecnologia alla base di Cool Beauty miscela i componenti delle emulsioni direttamente a freddo, risparmiando il 90% di energia e la riduzione dei tempi di produzione. Per Sinesia, Mind The Time, il tempo dedicato alla cura di sé diventa un tempo di autenticità e di libertà. 
Gris Charnel Extrait BDK Dal brand di fragranze di nicchia parigino, una nuova creazione luminosa, morbida, sfaccettata e femminile.Concentrato al 30%, Gris Charnel Extrait rivela l’intensità del profumo originale per estrarne una versione più ricca e intensa. L’essenza legnosa del patchouli porta profondità al sandalo e alla fava tonka, combinati con la vaniglia che dona una rotondità ambrata e affumicata. Tra le note di testa, la freschezza del cardamomo si unisce con la delicatezza di un fico dagli accenti verdi e fruttati. Un regalo per celebrare la femminilità, che saprà stupirla e creare nuovi ricordi olfattivi da portare sempre con sé.
Ghibli ELLA K Realizzato da una donna per le donne, per portarla lontano in un viaggio ricco di meraviglie. L’Eau de Parfum Ghibli diElla K è l’ebbrezza di un vento caldo e dolce: la dolcezza del torrone, accompagnata dalle note frizzanti delgelsomino d’Arabia, si sprigiona nell’aria in una combinazione sottile. L’evocazione di mandorle epistacchi tostati si fonde con la nota del cuoio, donando una sensazione ipnotica che ci trasporta nel cuore dei mercati che fioriscono in tutto il Maghreb. 
Creamy Eye ELLIS FAAS Se c’è una cosa che di certo hanno fatto nella vita le nostre mamme è stata questa: correre. Conciliare tutti gli aspetti della vita quotidiana ha sicuramente richiesto piccole scorciatoie per velocizzare i tempi e non farsi trovare impreparate. Traduciamo tutto questo in un ombretto e troviamo il Creamy Eye di Ellis Faas. Una formula liquida semi-matte, perfetta per ottenere copertura senza appesantire la palpebra. Liftanterassodante e protettivo, scivola sulla pelle come velluto. Anche uno strato sottile di questo ombretto è estremamente long lasting e resterà intatto sino a che non deciderà di eliminarla con un detergente specifico. I Creamy Eyes possono anche essere usati come una matita per delineare l’occhio o per regalare maggiore profondità allo sguardo.
Matita per Sopracciglia Ultra Sottile T. LECLERC Un brand storico conosciuto per la celebre scatoletta in alluminio che ne contiene la regian delle cirprie, e che oggi vive una seconda giovinezza grazie a una rinnovata energia creativa. Da Théophile LeClerc, una punta retrattile ultra precisa per ridisegnare una linea perfetta. La matita sopracciglia ultra-sottile di Théophile LeClerc ridefinisce la linea delle sopracciglia con un tratto sottile e preciso per un sguardo intenso. Una consistenza morbida con una formulazione responsabile grazie ai solventi vegetali derivati da materie prime naturali e rinnovabili (cotone, patate, manioca, canna da zucchero).

di redazione digital

2/05/2022

Peace, Love & Jeans

02 lunedì 2022 visualizzazioni:

C’era una volta il ‘68. Tutto il mondo era diventato spettacolo delle manifestazioni studentesche. Tutti con lo stesso indumento particolare da farlo sembrare un’uniforme fra i giovani. Forse lo indossavano perché amavano James Dean oppure perché volevano simboleggiare la ribellione  anche attraverso l’abbigliamento.

D’altronde, chi non l’ha mai fatto?

Stiamo parlando del capo più iconico della storia della moda, ossia del jeans, che il 20 maggio festeggia 149 anni dalla sua nascita.

Nati a San Francisco nel 1873 da Levi Strauss, ma con una lontana origine a Genova, i jeans sono diventati l’abbigliamento più diffuso, amato e versatile fra le persone di qualsiasi età. Li abbiamo da sempre visti declinati in diversi modelli e colori, ma non sono mai mancati nel nostro guardaroba.

Il Jeans, uno dei simboli della rivoluzione degli anni ’60, non è mai passato di moda nonostante quest’ ultima si rinnovi sempre insieme ai cambiamenti sociali.

Pensate al vostro look settimanale : che vita sarebbe senza i vostri insostituibili jeans ?

Peace, Love & Jeans

di Sofia D’Altrui

02/05/2022

IL QUARTO STATO DI PELLIZZA DA VOLPEDO 

01 domenica 2022 visualizzazioni:

In occasione del 1° maggioFesta Internazionale dei Lavoratori, ilComune di Firenze – Museo Novecento grazie alla collaborazione con il Comune di Milano, presenta nel cuore di Palazzo Vecchio, all’interno del Salone dei Cinquecento, la grande tela diPelizza da Volpedo Il Quarto Stato (1898-1902), una delle più celebri opere pittoriche realizzate tra Otto e Novecento, eccezionalmente concessa in prestito dal Museo del Novecento di Milano.

Il progetto nasce dalla fruttuosa relazione tra le due città, già avviata in occasione della mostra dedicata alle Tre Pietà michelangiolesche in corso al Museo dell’Opera del Duomo di Firenze. La presentazione della grande tela nella sede del governo della città, a cura di Danka Giacon e Sergio Risaliti, costituisce un’occasione unica per ammirare nel capoluogo toscano il capolavoro di Pellizza da Volpedo, che irrompe con il suo profondo significato politico e sociale all’ interno dello scenario rinascimentale che adorna il monumentale Salone dei Cinquecento. 

Acquisito dal Comune di Milano nel 1920, grazie a una raccolta fondi promossa dal sindaco socialista Emilio Caldara, il Il Quarto Stato è stato esposto a Palazzo Marino, alla Galleria di Arte Moderna e dal 2010 è custodito al Museo del Novecento di Milano. Frutto di un processo creativo durato dieci anni, l’opera rappresenta un archetipo figurativo conosciuto universalmente che esprime con potenza realistica ed espressiva il mondo del lavoro, richiamando tematiche legate alle lotte per i diritti e ai principi costituzionali.        
La presenza dell’opera a Firenze trova altresì una sua giustificazione storico-artistica proprio nelle vicende biografiche dell’artista che qui soggiornò frequentando l’Accademia di Belle Arti, sotto l’insegnamento di Giovanni Fattori, entrando in contatto con i capolavori del passato e studiando le tecniche artistiche moderne.

Il primo bozzetto dell’opera sul tema dello sciopero (Ambasciatori della fame) risale al 1891 ed era già ambientato nella piazza della natia Volpedo. In seguito, attraverso numerosi studi e variazioni, l’artista giunse tra il 1895 e il 1896 a una tormentata versione intermedia (Fiumana), oggi alla Pinacoteca di Brera. Pellizza, insoddisfatto di Fiumana e in cerca di una maggiore oggettività pittorica, ripartì, nel 1898, pensando una nuova tela, Il cammino dei lavoratori, che riduceva il numero delle figure sullo sfondo, e aumentando le dimensioni del supporto avvicinava i personaggi in primo piano allo spettatore rendendoli più monumentali e realistici. Pellizza sposa l’idea di Max Nordau, esplicata nell’aforisma “l’arte deve dare al popolo un ritratto di lui ma abbellito”. 

Il Quarto Stato viene presentato al pubblico per la prima volta nel 1902 all’Esposizione internazionale di arte decorativa moderna di Torino. Le speranze dell’artista, che pensava a un’acquisizione regia, vennero ben presto disilluse: l’opera infatti non verrà compresa, ma anzi decodificata come una scena di rivolta o sciopero e quindi ripugnata dai benpensanti e dalle autorità politiche. 

Il dipinto rappresenta una risposta ai sanguinosi eventi milanesi del 1898 (quando, durante i moti popolari, il generale Bava Beccaris fece sparare sulla folla provocando una strage) e risente profondamente del socialismo umanitario ed evoluzionistico maturato nel tempo dall’artista. 
La folla non è più ritratta in un momento di pacifica protesta ma avanza sicura verso un futuro più sereno. Il “quarto stato”, cui fa riferimento il titolo, è la classe lavoratrice che viene rappresentata attraverso lo scenografico realismo.       

Nell’opera le figure, studiate dal vero, simboleggiano la forza e lo spirito utopista del lavoro. Tra di esse vi sono anche donne, madri e bambini, a rappresentare la volontà di cambiare il futuro assegnando alla donna un ruolo altrettanto centrale nella rivendicazione politica e sociale. L’attenzione alla gestualità è evidente e profonda, la vicinanza dei corpi dà un valore di compattezza alla marcia e all’ideale che la muove. Pellizza, infatti, riuscì a combinare un’osservazione indiretta della massa dei contadini, trasfigurandoli secondo il modello precedente della Scuola di Atene di Raffaello la cui iconica espressività scopriamo nelle figure in prima linea. 

Con Il Quarto Stato l’opera non ricerca più l’accoglienza del gusto borghese, ma si prefigge la comunicazione dell’urgenza politica e sociale del soggetto, ricorrendo a una tecnica esecutiva moderna, che reinterpreta i modi del puntinismo francese.

Successivamente al debutto sconfortante del 1902, l’opera torna a far parlare di sé in varie occasioni: la prima durante gli scioperi operai dopo la vittoria dei socialisti radicali alle elezioni politiche del novembre 1919 di Milano, un anno prima dell’acquisto dell’opera da parte del comune di Milano. La seconda, quando durante la stesura del primo catalogo nel 1935, con un certo imbarazzo per il soggetto, l’opera viene descritta come “due uomini e una donna con un bambino tra le braccia”.

L’opera è divenuta iconica in seguito all’associazione del grande dipinto a una rinnovata utopia sociale, spesso celebrata nel corso delle manifestazioni per il Primo Maggio. Tra gli omaggi resi a questa tela fortemente rappresentativa, si può infine ricordare lo splendido lunghissimo piano-sequenza posto a sfondo dei titoli di testa di Novecento di Bernardo Bertolucci (1974).

Con Il Quarto Stato termina, per la civiltà figurativa italiana, l’epoca dell’ambiziosa opera d’arte a programma, inizia un’epoca sotto il segno della contestazione. L’opera si prefigge la comunicazione dell’urgenza dei contenuti anche attraverso una proiettiva e moderna tecnica esecutiva. Ne Il Quarto Stato, e nelle sue numerose versioni precedenti, la folla marcia verso un futuro di progresso e riscatto. Oggi, come allora, il messaggio di forza e speranza sprigionato dal capolavoro di Pellizza da Volpedo splende di luce nuova, all’insegna dei rinnovati valori di cooperazione e libertà.

Giuseppe Pelizza da Volpedo (Volpedo 1868 – ivi 1907) espose per la prima volta a Brera nel 1885. Terminati gli studi milanesi, decise di proseguire il tirocinio formativo recandosi a Roma, dapprima all’Accademia di San Luca, poi alla scuola libera di nudo all’Accademia di Francia a Villa Medici. Deluso da Roma, abbandonò la città prima del previsto per recarsi nel 1893 a Firenze, dove frequentò l’Accademia di Belle Arti come allievo di Giovanni Fattori e dove rimarrà fino al 1895. È proprio nel capoluogo toscano che sperimentò la tecnica divisionista, basata sulla divisione dei colori attraverso l’utilizzo di piccoli punti o tratti. Risalgono a questo periodo: Il SolePrato fioritoIl Morticino, nei quali si può apprezzare la trattazione pulviscolosa del colore e della materia, che ritroviamo anche nel capolavoro Il Quarto Stato. Nella città toscana l’artista entra in contatto con tecniche e suggestioni che lo spingono a iniziare la gestazione dell’opera che tutt’oggi lo rende celebre nel mondo. Nel 1895 infatti realizza un bozzetto a olio che porterà alla stesura definitiva dell’opera attraverso cui l’artista, attento alle problematiche sociali, consacrerà il realismo sociale.


Domenica 1° maggio
, in occasione della Domenica Metropolitana, per tutti i residenti della Città Metropolitana di Firenze sarà possibile visitare l’opera di Giuseppe Pellizza da Volpedo a Palazzo Vecchio gratuitamente. Ingressi disponibili fino ad esaurimento posti. In Sala d’Arme sarà inoltre realizzato un progetto speciale in collaborazione con la Fondazione Alinari per la fotografia che avrà al centro il mondo del lavoro dall’Ottocento in poi.

di Sofia D’Altrui

1/05/2022

Svezzamento: le astuzie dell’ostetrica se il bebè non mangia

30 sabato 2022 visualizzazioni:

I dieci consigli utili per tutti i genitori in difficoltà, proposti da Silvia Grassini – ostetrica di Parentsmile, la prima piattaforma a livello europeo in cui è possibile prenotare servizi a domicilio o in diretta video specifici per tutta la famiglia.

Essere genitore, oggi, non è facile. Diventarlo, ancora di più.  È un po’ come vivere il primo giorno di scuola, che sia un neo genitore o un genitore già ”rodato”. Si ha sempre l’impressione di non sapere mai cosa e come fare e, da questa necessità, nasceParentsmile, la prima piattaforma europea per il supporto e il benessere a domicilio di tutta la famiglia. 

Quando si parla di svezzamento e/o di alimentazione complementare, i genitori si trovano davanti ad alcune difficoltà e prime domande, a cui non sanno rispondere. Silvia Grassini, ostetrica di Parentsmile, chiarisce alcuni dubbi proponendo una mini e pratica guida.

Facciamo chiarezza: CHI, COSA, QUANDO.

“Partendo da fonti certe ed autorevoli, l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ci dice che dai 6 mesi di vita in poi, si può iniziare a proporre ai bambini un’alimentazione complementare al latte, materno o artificiale che sia. Non appena, però, i bimbi stessi iniziano a mostrare interesse e curiosità verso il cibo tradizionale – indicando ciò che sta sulla tavola durante i pasti- mamme e papà significa che è giunto il momento!”

L’ostetrica assicura che, durante questa fase, si possono tranquillamente proporre ai piccoli tutti gli alimenti, a patto che si rispettino 10 semplici tips:

Cibi morbidi fino ai 18 mesi: se si riesce a sfaldare l’alimento schiacciandolo tra pollice e indice vuol dire che la consistenza è sicura. Se il piccolo vorrà assaggiare una mandorla, la soluzione è nel tritarla bene e mescolarla allo yogurt! Un’ottima idea, buona e sana, per la merenda del proprio piccolo. 

Tagliare, ma non troppo:  d’accordo sul proporre cibo a pezzettini, ma non esagerare! Offrire cibi spezzettati minuziosamente potrebbe essere davvero frustrante per i piccoli, che potrebbero non riuscire ad afferrare (benissimo proporre prosciutto cotto senza grasso e tagliuzzato, ma non a minuscoli coriandoli!).

Listarelle e non rondelle: tutto ciò che è tondo o cilindrico va tagliato a listarelle. La classica banana a rondelle non è sicura, come si crede, proprio come il singolo acino d’uva tagliato a metà. Il consiglio è dividere in quattro parti tutto e il piccolo  ringrazierà!

Riconoscere alimenti: alimenti scivolosi o collosi come gnocchi, burro d’arachidi e mollica del pane non sono sicuri, perché possono attaccarsi al palato o diventare troppo appiccicosi e poco gestibili. Consiglio di prestare attenzione alla mozzarella, che cruda è perfetta, ma una volta cotta diventa filante! 

Ciao Ciao” agli eccessi di sale e zuccheri raffinati. Per la pizza e le caramelle ci sarà tempo, ora è ancora presto!

Crescere insieme: per il bambino o la bambina, il genitore è un modello da seguire. Sedersi a tavola  insieme significa scoprire nuovi sapori con chi più si ama, rendendo il momento speciale e, anche, divertente!

Dissetarsi:  mai dimenticarsi dell’idratazione. Acqua sì, ma manteniamo una poppata al seno al giorno nel caso in cui la mamma abbia ancora un pò di latte. 

Non temere il verde: le verdure sono sempre un bel problema, almeno per alcuni bambini. Sembra che il colore verde spaventi, ma il genitore non deve arrendersi. Anzi, è meglio iniziare a proporre piatti con verdure tagliate finemente o passate in modo sicuro. Non gli/le piacciono gli spinaci? Non insistere, ma presentati in altre ricette è la giusta via da seguire!

Corretta scelta dei macronutrienti. Proteine e grassi: non si sa mai cosa scegliere. Per le proteine si può variare tra carne e pesce, entrambi ottimi alleati per la sana crescita del bambino. Per i grassi, fare attenzione: sì all’olio, ma solo quello extravergine di oliva (evo)!

Diventare piccoli artisti: oltre a disegnare e colorare su fogli di carta, si può liberare la propria creatività nella presentazione dei piatti. Colorato e divertente è meglio, sia per i piatti dei più piccini che dell’adulto! 

“Il tema da non perdere di vista è, ferme restando le norme di sicurezza, lasciare ai bimbi l’opportunità di sperimentare gli alimenti in forme e consistenze diverse.  Favorire l’esplorazione del cibo e l’autonomia. Il prezzo da pagare? Manine e cucine sporche, sporchissime, ma bimbi stimolati e felici” – conclude Silvia Grassini.

di Sofia D’Altrui

30/04/2022

#Today Giornata internazionale della danza

29 venerdì 2022 visualizzazioni:

Oggi 29 aprile, data della nascita di Jean Georges Noverre, il più grande coreografo della sua epoca nonché creatore del balletto moderno, si celebra la giornata internazionale della danza promossa dall’International Dance Council dell’UNESCO e istituita nel 1982 con lo scopo di promuovere e diffondere i valori universali di quest’arte.  Per il quarantennale di tale ricorrenza è uscito in libreria “Il fulmine danzante. Quasi un romanzo”, autobiografia di Joseph Fontano, considerato ad oggi uno dei padri della danza contemporanea in Italia, presidente del World Alliance Dance Europe e dal 2009 al 2013 dell’International Dance Committee – International Theatre Institute dell’UNESCO.

Figlio d’arte, sua madre era una delle Rockettes del Radio City Music Hall di New York, Joseph Fontano incarna appieno la magia e la ribellione degli anni Settanta, e lo fa attraverso la sua danza naturale e fulminea unitamente a un metodo didattico autorevole e carismatico.

Le nostre braccia hanno origine dalla schiena perché un tempo erano ali.

Con queste parole della storica danzatrice e coreografa statunitense Martha Graham si apre il libro di Joseph FontanoIl fulmine danzante. Quasi un romanzo, edito da A&B e scritto con Marialisa Monna.

Come racconta la giornalista Leonetta Bentivoglio nel suo testo introduttivo, Giovane uomo fluido e sottile, con una peculiare muscolatura elastica e allungata, Joseph aveva un fascino anomalo, lontano dagli stereotipi del ballerino, e in tale particolarità si dimostrava incredibilmente armonioso. Quando danzava era un lampo, un guizzo, una nuvola, un fulmine sospinto da correnti di carisma. (…) I suoi salti che attraversavano il palcoscenico di un teatro, oppure che, durante le lezioni, tagliavano lo spazio della sala grande dello studio di Via del Gesù, ovvero la scuola romana che Joseph guidava insieme ad Elsa Piperno, somigliavano ai voli ad ali spiegate di un vasto uccello bruno. O di un angelo antiromantico. O vagamente diabolico. Era vaporoso ma vigorosissimo, d’acciaio. (…) Per la conoscenza della danza moderna, non solo a Roma ma in tutta Italia, furono determinanti quegli anni forieri di rivelazioni sull’uso teatrale del corpo e sulle nuove prospettive dello spettacolo coreografico. Dagli Stati Uniti giungevano illuminazioni, e il centro di danza di Via del Gesù fu uno dei motori decisivi di tali scoperte in Italia.

Sin da giovanissimo dimostra la sua attitudine alle arti, avvicinandosi prima alla pittura e dal 1968 alla danza. Compie i primi studi a New York alla School of Visual Art e successivamente presso l’Università New School for Social Research sotto la guida di Laura Foreman. Qui studia danza contemporanea con Paul Sanasardo, che sarà poi una delle figure chiave nella sua vita e nella sua realizzazione professionale, insieme a Remi Charlip, Clive Thompson, Yvonne Rainer, Manuel Alum, Trisha Brown. Tra il 1968 e il 1971 studia alla Modern Dance Artists e partecipa a una serie di workshop con Anna SokolowAlvin AileyPaul TaylorPina Bauschand Manuel Alum. Nel 1974 fu notato da Martha Graham che lo invita a studiare con lei e la sua compagnia e con cui Fontano instaura un rapporto durato fino al 1979.

Il 1971 è l’anno della svolta artistica nella carriera di ballerino e coreografo di Fontano, che decide di trasferirsi a Roma dove, presso il CID (Centro Internazionale della Danza), incontra Elsa Piperno, con la quale inizia un sodalizio artistico che li porta l’anno successivo a costituire insieme ad altri la prima compagnia di danza contemporanea in ItaliaTeatrodanza Contemporanea di Romadi cui insieme a Piperno è direttore artistico, e il primo Centro Professionale di Danza Contemporanea. Gli anni romani rappresentano per Joseph il vero punto di svolta della sua già lunga e promettente carriera. Presso lo studio di Via del Gesù si incontrano le più autorevoli personalità dell’epoca della danza italiana, un vero e proprio crocevia di coreografi, ballerini, giornalisti, critici, scenografi e appassionati del mondo della danza.

Il libro, che racconta della nascita di un sogno e della sua realizzazione, è un’autobiografia e, allo stesso tempo, un affresco della New York fine anni 60 e primi anni 70, e di Roma, città che è diventata la sua seconda casa. Tra ricordi, digressioni, pensieri e recensioni tratte dai giornali dell’epoca, il libro è un inno all’arte della danza e a tutti quelli che sono stati i suoi più grandi protagonisti. Il tutto raccontato attraverso gli incontri, il lavoro e gli amori di un uomo che non aveva mai immaginato di entrare nei libri di storia come uno dei pionieri di un nuovo modo di vedere l’arte coreutica, un teatro di danza che l’Italia non aveva mai visto prima.

di redazione digital

29/04/2022

IKEA lancia la collezione KÅSEBERGA ispirata allo stile di vita dei surfisti

28 giovedì 2022 visualizzazioni:

Dalla collaborazione di IKEA e  World Surf League nasce KÅSEBERGA, una nuova collezione pensata per accompagnare la vita quotidiana delle persone con uno stile di vita attivo e sempre in movimento, in sintonia con l’oceano.

L’assortimento KÅSEBERGA include 26 articoli dal design curato in ogni dettaglio, per la casa e la vita outdoor: tra questi, anche una handplane per il bodysurfing, una sedia da spiaggia, un barbecue portatile, un tavolino e una borsa pensata per raccogliere i rifiuti in spiaggia. 

Collaborando con la WSL – World Surf League, IKEA desidera comprendere più a fondo le esigenze e le necessità dei surfisti, il cui stile di vita ha fornito molte informazioni importanti sulle principali sfide di chi vive sempre in movimento: organizzazione, spostamenti, gestione dell’umidità.  

“Queste esigenze riguardano in realtà un’audience molto più ampia rispetto a quella dei soli surfisti e ci hanno ispirati a creare prodotti che migliorano la vita delle persone che hanno necessità simili. Con questa collezione, vogliamo portare la gioia dello stile di vita dei surfisti nelle case e nella vita quotidiana della maggioranza delle persone”, spiega Wiebke Braasch, designer di IKEA of Sweden.

Frutto della collaborazione tra la World Surf League e i celebri surfisti Kassia Meador e Rob Machado, il processo di design si è focalizzato sulla funzionalità, sull’utilizzo di una maggiore quantità di materiali riciclati e sulla promozione di uno stile di vita più circolare. Molti dei prodotti della collezione KÅSEBERGA sono, infatti, realizzati con poliestere riciclato, mentre altri utilizzano materiali rinnovabili, come il bambù e il sughero.

“È stato un onore e un piacere collaborare con Rob Machado, con la WSL e con IKEA alla realizzazione di KÅSEBERGA, una collezione di prodotti per la casa e non solo, che offre la massima funzionalità con un basso impatto ambientale e si ispira all’oceano e allo stile di vita attivo delle persone che praticano il surf.  È pensata per la crescente comunità globale di amanti della spiaggia e surfisti che hanno a cuore i temi ambientali”, racconta Kassia Meador, surfer e titolare di un’azienda.

“Assistere alla nascita della collezione KÅSEBERGA di IKEA e collaborare con i designer dell’azienda allo sviluppo di questi prodotti sostenibili è stata un’esperienza davvero gratificante per noi della WSL”, afferma Cherie Cohen, WSL Chief Revenue Officer. “Le iniziative di sostenibilità di IKEA sono in totale sintonia con quelle della WSL e dei nostri sostenitori. Siamo sicuri che questi prodotti realizzati con materiali riciclati e rinnovabili saranno ampiamente apprezzati da surfisti, amanti dell’oceano e appassionati di design.”

KÅSEBERGA, che deve il nome a una cittadina svedese dove è presente lo spot per il surf più meridionale del paese, sarà in vendita nei negozi IKEA in Italia e su www.IKEA.it dal 5 maggio 2022. 

di Sofia D’Altrui

28/04/2022