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Vuoi essere Babbo Natale? Le competenze per il lavoro più magico dell’anno

05 domenica 2021 visualizzazioni:

Suggerimenti da Indeed quando si cerca il lavoro più magico dell’anno

Sono ormai moltissime tra Stati Uniti e alcuni dei principali Paesi europei (Regno Unito, Spagna, Francia, Germania, Italia ecc.) le ricerche aperte per aspiranti Babbo Natale su Indeed, portale numero 1 al mondo per chi cerca e offre lavoro.

Diverse key word – Santa Claus, Weihnachtsmann, Père Noël, Papá Noel, Babbo Natale – e un’unica mansione: saper portare gioia ai bambini di tutto il mondo.

Offerte di lavoro ad alto tasso di poesia, in tutte le lingue del mondo.

I candidati ideali? Attori, performer o educatori; dolci e pazienti. Richiesti un bel sorriso, la voglia di ascoltare e la capacità di andare d’accordo con gli elfi. Una scintillante barba bianca e saper mantenere segreti i regali fino alla notte di Natale completano il profilo.

A cercare i Babbo Natale sono società di intrattenimento, centri commerciali e catene della grande distribuzione, ma anche gestori di piste di pattinaggio su ghiaccio o fattorie che offrono programmi educational per bambini, campeggi e holiday resorts.

Per supportare gli aspiranti candidati in cerca di consigli per ottenere il lavoro, Indeed ha intervistato Santa Rick, proprietario e talent scout della Northern Lights Santa Academy, una tra le più innovative accademie per Babbi Natale degli Stati Uniti.

Come per la maggior parte degli “hard to fill jobs”, ovvero di quelle posizioni difficili da coprire, le soft skills possono fare la differenza. È importante dimostrare di essere persone affidabili, capaci di prendersi delle responsabilità. Bisogna, anche, saper pensare e agire in fretta per non deludere le aspettative di chi abbiamo di fronte. Passione ed entusiasmo, inoltre, insieme alla voglia di imparare sono una garanzia. Non possono mancare, infine, l’essere bravi a lavorare con i bambini, un atteggiamento premuroso, calore e giovialità.

Perché ogni nuovo Babbo Natale può portare un po’ di bene nel mondo. Le competenze si possono apprendere, la magia è innata.

di Sofia D’Altrui

5/12/2021

IL VILLAGGIO DELLE MERAVIGLIE

04 sabato 2021 visualizzazioni:

DIVENTA SEMPRE PiU’ SOCIAL E SOCIALE

Il parco di Natale nel cuore di Milano, ai Giardini di Porta Venezia, è  sempre più social con le GIF, i filtri personalizzati presenti Instagram e l’angolo selfiedell’Elfo bianco uno dei personaggi più amati.

All’interno della Casa di Babbo Natale spazio anche alla solidarietà con l’angolo dei dialogatori di Save the Children.

Al Villaggio delle Meraviglie  per tutti gli amanti di Instagram e dei social è possibile, andando sul profilo IG @villaggiodellemeraviglie, scaricare i filtri che faranno diventare tutti dei veri e propri elfi. Mentre all’interno del villaggio sarà possibile scattare i vostri selfie utilizzando le GIF dedicate e visitando il nuovo angolo social dell’Elfo Bianco set ideale per  i video di   TIK TOK,  i reel di Instagram, Facebook e  Youtube. 

Nella casa di  Babbo Natale, anche quest’anno,  è stato allestito l’angolo dedicato alla solidarietà, che vede protagonisti i  dialogatori di Save the Children, l’Organizzazione internazionale che dal 1919 lotta per salvare la vita dei bambini e garantire loro un futuro, grazie ai quali sarà possibile approfondire le attività dell’Organizzazione e sottoscrivere sostegni regolari a beneficio dei bambini in Italia e nel mondo.    

Inoltre  tutti a testa in su per ammirare la stella illuminata dell’ Albero Magico  del Villaggio delle Meraviglie- organizzato da Energy for Events patrocinato dal Comune di Milano – che fino  al 9 gennaio 2022 ai Giardini di Porta Venezia ospiterà la Casa di Babbo Natale, le attrazioni a tema, il Mercatino degli Elfi con le proposte da gustare e da bere sia dolci che  salate   e la pista di pattinaggio da  oltre 1000 mq con area kids dedicata

ORARI & INFORMAZIONI

Per informazioni su orari ed aperture speciali consultate il sito www.villaggiodellemeraviglie.com e per rimanere sempre aggiornati cercate e seguite i canali social del Villaggio delle Meraviglie: Facebook, Instagram, Youtube, Tik TOk

La posizione centrale del parco natalizio – con l’accesso diretto alla linea della metropolitana M1 e alle fermate del bus e la vicinanza di Corso Buenos Aires, una delle vie commerciali più lunghe al L’accesso alle attrazioni prevede per tutti gli ospiti dai 12 anni in su l’obbligo di presentare il Green Pass. La documentazione dovrà essere accompagnata da un documento d’identità valido.

di redazione digital

4/12/2021

Natale: torna la Pigotta dell’UNICEF a sostegno dei programmi dell’organizzazione di lotta contro il COVID-19

03 venerdì 2021 visualizzazioni:

A Natale torna la Pigotta dell’UNICEF in tante piazze in Italia a sostegno di tanti bambini in difficoltà nel mondo. In particolare quest’anno i fondi raccolti dalla Pigotta sosteranno l‘impegno dell’UNICEF contro il COVID-19 e il programma COVAX per garantire un accesso equo ai vaccini contro il COVID-19. L’obiettivo di COVAX è quello di avere 3 miliardi di dosi di vaccino disponibili.

“La Pigotta è la bambola simbolo dell’UNICEF, da sempre impegnata a favore dei bambini più in difficoltà. Quest’anno adottare una Pigotta non significa solo fare un gesto di amore, ma un gesto di protezione” –ha dichiarato Carmela Pace, Presidente dell’UNICEF Italia. “Chiunque deciderà di adottare una Pigotta farà felice chi la riceverà e garantirà protezione dal COVID-19 a tante persone vulnerabili e i loro bambini nei paesi in via di sviluppo. Invitiamo tutti nelle piazze e presso i comitati locali e provinciali UNICEF a scegliere la propria Pigotta  da adottare e contribuire in questo modo a garantire una vita più sicura e serena a tanti bambini e famiglie vulnerabili.”

La Pigotta è la bambola di pezza dell’UNICEF, realizzata con passione dai volontari UNICEF attraverso attività nelle scuole, nei centri anziani o nei comitati locali presenti sul territorio italiano. Ogni Pigotta adottata, rappresenta un circolo di solidarietà che unisce coloro che l’hanno realizzata, le persone che l’hanno adottata e i bambini che grazie alla donazione verranno aiutati. Quest’anno, la storica bambola di pezza sostiene la campagna COVAX – che ha come obiettivo quello di garantire un equo accesso ai vaccini anti COVID-19 ai paesi più vulnerabili.

“Abbiamo una missione. Consegnare il vaccino a chi ancora non lo ha.”

È possibile adottare la Pigotta dell’UNICEF a fronte di un contributo minimo di 20 euro, in tante piazze in Italia e presso i comitati provinciali UNICEF.

Cerca la piazza più vicina sul sito: https://www.pigotta.it/piazze-unicef/

di Sofia D’Altrui

3/12/2021

Il regalo perfetto esiste con l’aiuto di una startup innovativa

02 giovedì 2021 visualizzazioni:

La startup innovativa che vi aiuterà a trovare i migliori regali di Natale oggi è realtà.

Con l’aiuto di un test interattivo e dell’intelligenza artificiale, la piattaforma Enspire suggerisce il regalo perfetto in base agli interessi e alla personalità del destinatario

Secondo un report promosso da Criteo sul comportamento dei consumatori post Covid-19, almeno 4 shopper su 10 preferiscono acquistare nel mondo e-commerce, specialmente nelle generazioni più giovani. E secondo l’analisi svolta da Idealo sullo sviluppo dell’e-commerce in Italia, è ormai chiaro che sempre più e-shopper (85%) puntano a comprare frequentemente online.

Con il Natale in arrivo, molti shopper preferiranno acquistare i propri regali online piuttosto che negli store fisici, senza rinunciare alla magia della ricerca del regalo perfetto. 

Ed è proprio per rendere questa ricerca smart, divertente ed effortless che nasce Enspire, una piattaforma digitale che aiuta le persone a trovare il regalo ideale, connettendole con i migliori brand ed e-commerce in Italia.

La startup guidata da Mattia Aloisi, CEO & Founder con esperienza decennale nel marketing, punta ad essere un motore di ricerca specializzato nella ricerca del regalo e suggerisce all’utente regali basati su parametri psicografici del destinatario del regalo: la relazione, l’occasione, gli interessi e la sua personalità. 

Infatti, attraverso un test interattivo l’utente andrà a creare il profilo del destinatario e dall’incrocio di queste variabili, l’algoritmo proprietario dotato di intelligenza artificiale, suggerirà all’utente prodotti ed esperienze coerenti con il profilo del destinatario del regalo, che potrà acquistare subito sugli e-commerce partner di Enspire.

Grazie ad Enspire, l’utente risparmierà tempo e stress nella ricerca e avrà la certezza di aver comprato il miglior regalo in grado di rendere davvero felice la persona a lui/lei cara.

“La startup ad oggi è stata finanziata in bootstrap e abbiamo validato l’idea e il mercato con l’MVP, mentre ora ci prepariamo alla fase di seed per poter crescere velocemente sul mercato, perfezionando l’algoritmo e migliorando la tecnologia della piattaforma – afferma Mattia Aloisi, CEO e Founder di Enspire – Partiamo da una piccola città come Crema ma con la grande ambizione di conquistare tutta l’Italia. Con il nostro progetto vogliamo contribuire a far crescere l’ecosistema digitale in Italia, attraverso lo sviluppo del canale e-commerce dei nostri partner” 

SOS Regalo perfetto: ecco i trend per i regali di Natale 2021

Enspire ha raccolto e analizzato i dati delle oltre 30.000 persone che hanno usato la piattaforma nell’ultimo anno e grazie a questa analisi, hanno identificato quelli che saranno i veri trend dei regali per il Natale 2021. 

  • Back to Normality: Dopo quasi 2 anni con restrizioni varie le persone hanno voglia di tornare a condividere e vivere delle esperienze all’aria aperta (es. Partita allo stadio, un concerto o delle esperienze adrenaliniche)
  • Green: Ormai non è più un trend ma una certezza e la sostenibilità la si trova anche nei pacchetti regalo (es. Cosmetici naturali senza packaging, bottiglie di design in acciaio o piantare un albero)
  • Tech: Sempre più connessi e un tutt’uno con la tecnologia che non ci abbandona mai. Ecco perché tra i trend per il regalo perfetto ci sono ancora i devices tecnologici (es. wearable device, VR/AR, smart home)
  • Vintage: C’è voglia di rindossare i capi degli anni 80/90 o mostrare gadget dal fascino retrò (es. Macchina fotografica istantanea, giochi o collezionabili)
  • Solidarity: Qualcuno dice che questo periodo ci ha reso più buoni e un pensiero va quindi anche a chi è meno fortunato di noi (es. regali solidali fisici e virtuali)
  • Education: Voglia di imparare cose nuove, rimettersi in gioco e crescere personalmente (es. corsi sul vino o cucina, corsi per imparare nuove lingue o di specializzazione)
  • New taste experience: Il buon cibo è parte integrante della nostra cultura, c’è sempre più voglia di sperimentare e vivere nuove esperienze enogastronomiche (es. fare una vendemmia, chef a domicilio o una degustazione mentre si dipinge un quadro).

di redazione digital

2/12/2021

#Today WORLD AIDS DAY 2021

01 mercoledì 2021 visualizzazioni:

TORNA #BASTATANTOCOSÌ DI DUREX: QUEST’ANNO LA CAMPAGNA VEDE LA COLLABORAZIONE CON CROCE ROSSA ITALIANA E LA DONAZIONE DI 92.000 PRESERVATIVI

quarant’anni dalla scoperta dei primi casi di AIDS nel mondo, anche quest’anno Durex si impegna a diffondere la cultura di una sessualità sempre più responsabile e consapevole nella lotta contro le infezioni sessualmente trasmissibili, fin dai più giovani.

Dopo “Sextember”, il primo mese in Italia dedicato al benessere e alla salute sessuale, Durex torna infatti nel 2021 con la terza edizione della campagna #BastaTantoCosì e con una serie di nuove iniziative, improntate all’educazione dei più giovani e alla sensibilizzazione nella lotta alle infezioni sessualmente trasmissibili, con l’obiettivo di creare una coscienza sessuale comune, fatta di gesti responsabili e di promozione dell’uso del preservativo come unico dispositivo efficace nella prevenzione delle infezioni sessualmente trasmissibili.

Tra queste, Durex ha dato il via ad una collaborazione con Croce Rossa Italiana nell’ambito del progetto LoveREd: un’iniziativa di educazione alla sessualità e all’affettività che intende prevenire i comportamenti a rischio per la salute e promuovere il benessere emotivo dei giovani nella sfera sessuale e nelle relazioni. Il piano per lo sviluppo del progetto, ideato dalla CRI, si traduce in programmi di educazione e di sensibilizzazione rivolti ad un target principale di giovani (fascia 14 – 25 anni), accompagnati da interventi di orientamento all’accesso ai servizi dedicati alla salute sessuale.

Le attività previste nell’ambito di questa partnership vedono oltre 200 Comitati Croce Rossa coinvolti che avvieranno attività formative con istituti scolastici in tutta Italia, con l’obiettivo di rendere la sessualità un argomento comune tra i giovani, di cui parlare senza imbarazzo anche tra le mura scolastiche. I protagonisti saranno gli studenti, accompagnati dai giovani volontari della Croce Rossache opereranno nelle scuole e nei luoghi di aggregazione giovanile grazie ad un approccio peer to peer, con l’obiettivo di prevenire i comportamenti a rischio e promuovere consapevolezza emotiva per aiutare i ragazzi a vivere le proprie relazioni e la propria sessualità con serenità e consapevolezza, senza dimenticare l’importanza dell’informazione circa i servizi disponibili sul territorio. Questi ultimi riguardano le attività di orientamento ai servizi e di supporto psicologico sviluppate dalla Centrale di Risposta Nazionale della Croce Rossa.

Inoltre, Durex donerà a CRI 92.000 profilattici destinati ai ragazzi delle scuole e supporterà gli interventi di formazione nelle scuole con materiali didattico-informativi. Il progetto, che verrà lanciato il 1° dicembre in occasione della Giornata Mondiale contro l’AIDS, rappresenta l’inizio di unacomunicazione integrata condivisa sui social e di un percorso comune composto da diverse attività organizzate durante l’anno scolastico in corso con la finalità di promuovere un momento di dialogotrasparente e costruttivo coinvolgendo studenti, insegnanti e l’intera comunità scolastica.

QUANTO NE SANNO I GIOVANI? I DATI DELL’OSSERVATORIO 2021

Recentemente Durex ha inoltre presentato l’annuale Osservatorio “Giovani e Sessualità”, realizzato in collaborazione con Skuola.net. Questo studio, svolto su un campione di oltre 15.000 ragazzi tra gli 11 e i 24 anni, rappresenta una fotografia sul rapporto e sulle abitudini dei giovani nella sfera intima e sessuale.

Tra le principali osservazioni, un approccio sempre più precoce dei giovani al sesso, con il 42% che afferma di aver avuto il primo rapporto sessuale tra i 15 e i 16 anni, e una messa in atto di comportamenti a rischio, con meno della metà del campione (49%) che è solito utilizzare il preservativo nei rapporti sessuali, dato in netto calo rispetto al passato (57% nel 2018).

Tra i fattori che contribuiscono ad aumentare l’esposizione a questi comportamenti poco consapevoli vi è poi lo scarso confronto e dialogo sul tema. I giovani, infatti, non sembrano sentirsi a loro agio nell’affrontare questa tematica con la famiglia, con il 54% che dichiara di non parlare con i genitori di prevenzione e sesso sicuro. Tutti questi fattori insieme determinano, come risultato, che il 50% dei giovani è solito cercare informazioni sul sesso e sulla contraccezione su internet, mentre l’11% sceglie di confrontarsi con gli amici e c’è addirittura, chi sceglie di non chiedere a nessuno (8%).

di Sofia D’Altrui

1/12/2021

IL DIAVOLO VESTE… PLASTICA: ECCO 10 MATERIALI DA INDOSSARE PER AVERE UN ARMADIO “PLASTIC FREE”

30 martedì 2021 visualizzazioni:

Da uno studio inglese emerge come la metà dei capi sul mercato sia composto da materie plastiche come poliestere, nylon ed elastan. Non solo questi materiali hanno tempi di smaltimento lunghissimi, ma finiscono per contaminare le acque: secondo i ricercatori dell’Università della California ogni anno 167mila tonnellate di fibre plastiche vengono riversate nei mari come conseguenza dei lavaggi di abiti. Dai denti di seppia alla pelle, passando per il caffè e il cupro: ecco i materiali da indossare per un guardaroba amico dell’ambiente.

Non solo posate, borse della spesa, guanti o cannucce, la plastica è presente anche all’interno degli armadi e viene indossata ogni giorno da milioni di persone. Secondo uno studio pubblicato dalla BBCun capo su 2 è composto da plastica: il 49% dei 10000 prodotti presi in esame, infatti, risulta interamente realizzato in poliestere, acrilico, nylon ed elastan. Fibre sintetiche economiche, versatili e durevoli, ma che richiedono enormi quantità di energia per essere prodotte e contribuiscono in maniera significativa al rilascio di microplastiche nell’acqua, nell’aria e, di conseguenza, anche nell’organismo umano. Se a tutto questo si aggiungono poi abitudini di consumo sbagliate, la minaccia per l’ambiente diventa ancor più concreta: ne è un esempio la “throw away culture”, un fenomeno legato a doppio filo con il fast fashion che consiste nel comprare vestiti nuovi e gettarli via dopo poco tempo o al minimo segno di usura. Ma se gli abiti prodotti dal fast fashion, come indica il nome, si contraddistinguono per essere di ricambio rapido, non si può dire altrettanto per i tempi di smaltimento dei tessuti che li compongono. Che fare allora? Una falsa panacea, secondo il Financial Times, è quella di optare per vestiti e accessori in plastica riciclata: al contrario di quanto si possa pensare, questa soluzione potrebbe causare più danni che benefici. Infatti, se viene usata per i capi d’abbigliamento, non c’è modo di riciclare nuovamente la plastica e termina così il suo ciclo di vita. Inoltre, non contribuisce ad arginare il problema delle microplastiche che verranno rilasciate in ogni caso durante la produzione, il lavaggio e lo smaltimento delle fibre sintetiche. Fra i falsi amici dell’ambiente, secondo la rivista scientifica Popular Science, ci sarebbero anche i materiali in PU, più conosciuti come finta pelle, realizzata con polimeri termoplastici o PVC, materiali che per la loro produzione richiedono grandi quantità di energia, acqua e prodotti chimici.

Ma quali sono le alternative a disposizione per creare un guardaroba sostenibile? Secondo Annalisa De Piano, co-fondatrice di Be Green Tannery, conceria campana fortemente orientata alla sostenibilità, una possibile via è scegliere materiali in grado di durare nel tempo e che, una volta giunti al loro fine vita, abbiano il minor impatto possibile sull’ambiente: “Spesso alla pelle vengono attribuite molteplici responsabilità: dall’etica derivante dall’utilizzo di animali, al consumo di risorse per poter sostenere gli allevamenti fino all’inquinamento delle industrie conciarie. Di conseguenza, la pelle viene etichettata come non sostenibile, mentre non è affatto così. Innanzitutto, il settore conciario è il primo anello di un’economia circolare: quello che facciamo, infatti, è nobilitare un prodotto di scarto dell’industria alimentare. Con o senza l’industria conciaria, infatti, la macellazione di certo non calerà. Recuperando e lavorando la pelle di scarto, evitiamo che si trasformi in un rifiuto inquinante, pericoloso per l’ambiente e per la nostra salute, donandogli una seconda vita. E nel nostro caso addirittura una terza dal momento che, non contenendo metalli pesanti, le ceneri derivanti dai prodotti a marchio Be Green Tannery generano un compost inerme dalle molteplici applicabilità”.

Non solo pelle però, anche l’industria tessile si sta mobilitando. Per farlo, c’è chi ha scelto di non investire su soluzioni futuristiche, ma fare un passo indietro e prendere le mosse dalla natura: come racconta la BBC, partendo dall’osservazione delle foglie di loto, in Svezia è stato creato un tessuto naturale e idrorepellente, che permette di evitare l’utilizzo di prodotti chimici per creare impermeabili. Buone notizie arrivano anche dall’India: secondo Al Jazeerail Paese asiatico sta investendo sulla juta, un materiale per anni considerato povero, ma che da qualche altro viene guardato con favore anche dalle grandi case di moda. I vantaggi? Un ettaro di colture di juta assorbe 15 tonnellate di anidride carbonica rilascia 11 tonnellate di ossigeno in una sola stagione, aiutando a pulire l’aria. Inoltre, a differenza del cotone, richiede una quantità d’acqua inferiore. “Occorre andare oltre l’idea che la sostenibilità nel mondo della moda sia solo una tendenza passeggera – prosegue Annalisa De Piano – Dobbiamo agire subito facendo scelte più responsabili non solo quando si fa la spesa, ma anche quando si acquista un capo. Spesso non si vede quanto lavoro ci sia dietro a un prodotto sostenibile: attenzione all’ambiente e alle persone che lo realizzano, utilizzo di energie rinnovabili e tanto altro”.

Quello dell’inquinamento derivante dalla plastica è un fenomeno che potrebbe addirittura triplicare nei prossimi vent’anni e che riguarda ormai ogni angolo del globo: secondo la rivista Nature, infatti, nell’oceano Artico si concentrano 40 particelle di microplastiche per metro cubo; di queste, la stragrande maggioranza provengono dal poliestere. Un problema a cui contribuisce anche il settore dell’abbigliamento: secondo uno studio svolto da alcuni ricercatori dell’Università della California e pubblicato nel 2020, sono ben 167 mila le tonnellate di fibre plastiche che vengono riversate nei mari come conseguenza dei lavaggi di abiti a mano o in lavatrice. Per limitare questo fenomeno, la rivista National Geographic consiglia di non superare la temperatura di 30° e privilegiare il detersivo liquido, poiché quello in polvere ha un effetto abrasivo sulle fibre. E non bisogna dimenticare che la plastica non è dannosa solo per l’ambiente, ma anche per la salute: una recente ricerca elaborata da dall’Università di New York e pubblicata sulla rivista Environmental Pollution, ha dimostrato il legame tra alcuni decessi prematuri e l’esposizione agli ftalati (composti chimici impiegati soprattutto per la produzione del PVC).

Ecco, infine, i 10 materiali da indossare per un armadio plastic free:

1.        La juta: materiale povero, ma sempre più in voga, è in grado di assorbire 15 tonnellate di anidride carbonica e ne rilascia 11 di ossigeno in una sola stagione, aiutando a pulire l’aria;

2.        La pelle: realizzata a partire da prodotti di scarto, si inserisce all’interno di un’economia di riciclo. Attenzione però a scegliere pelle metal free, con un basso impatto sull’ambiente;

3.        I prodotti che prendono le mosse della natura: per evitare le materie plastiche, è possibile osservare la natura. Un esempio? Un prodotto che, ispirandosi alle foglie di loto, permette di realizzare capi idrorepellenti;

4.        Il lyocell: una fibra tessile estratta dalla cellulosa della pianta di eucalipto;

5.        I materiali tinti con coloranti naturali: come ricorda il Financial Times, molti stilisti stanno tornando alle origini utilizzando coloranti vegetali per tingere i tessuti, così come si faceva fino a metà del XIX secolo. Un metodo molto meno inquinante;

6.        I denti di seppia: i ricercatori della Penn State University, sono riusciti a scoprire l’enorme potenziale di questa parte del mollusco che, grazie alle proteine che la compongono, è molto simile alla seta;

7.        Il caffè: come riporta la versione inglese di Fashion United, una creativa startup finlandese è riuscita a realizzare scarpe da tennis utilizzando i fondi del caffè. Ogni paio è composto da 21 tazze;

8.        Il cupro: come riporta El País, è uno dei materiali di tendenza per la prossima stagione. Le sue origini rimontano al 1987 ed è realizzato con materie prime riciclate come il cotone;

9.        Il lino: un materiale comodo, versatile e soprattutto biodegradabile composto per il70% da cellulosa;

10.     La canna da zucchero: utilizzato per i vestiti e, da poco anche per le mascherine. Un’azienda di Taiwan, infatti, è riuscita a dare vita a dispositivi di protezione individuale proprio con questo materiale naturale.

di Sofia D’Altrui

30/11/2021