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Ponte dell’Immacolata: i camping in town

17 mercoledì 2021 visualizzazioni:

Firenze, Roma e Venezia: tre delle più belle città d’arte d’Italia sono la meta ideale per il piacevole assaggio di vacanza invernale. Ancora di più se si scelgono le soluzioni open air nei camping in town, per un originale soggiorno “urban” sostenibile e rilassante    

Si prospetta un fine settimana lungo per l’Immacolata (che per i milanesi include anche Sant’Ambrogio): un’ottima occasione per dedicarsi a un assaggio di vacanza invernale, magari in una delle città d’arte del nostro Paese, come FirenzeVenezia e Roma.

Se la meta è classica, il soggiorno si trasforma in un’esperienza originale scegliendo le soluzioni open air dei Camping in Town firmati Human Company. Alle porte delle tre città ii campeggi “urbani” del gruppo italiano leader nell’ospitalità all’aria aperta offrono tutti i comfort per un city break rilassante e sostenibile, con le città a portata di mano e l’erba sotto i piedi. Facilmente collegate al centro città dai mezzi pubblici, le strutture offrono diverse tipologie di sistemazioni, tra cui le case mobili con tutti i servizi di casa lontani da casa, e servizi di qualità come ristoranti, shop, noleggio bike e info point per prenotare direttamente tour, mostre, visite guidate e molte altre esperienze per scoprire la città e i dintorni.  

Un fine settimana a Firenze non è mai abbastanza lungo per (ri)scoprire il capoluogo toscano. I musei e i monumenti da visitare in città sono davvero molti; pertanto, è consigliabile prepararsi un itinerario da seguire. Il più classico include la Cattedrale di Santa Maria del Fiore, il duomo della città, con il Campanile di Giotto e la Cupola del Brunelleschi, Piazza della Signoria, dove si trovano la Fontana del Nettuno e Palazzo Vecchio, Ponte Vecchio e l’Oltrarno con Palazzo Pitti e il Giardino di Boboli. Per soggiornare al Firenze Camping in Town le sistemazioni in casa mobile partono da 44 euro a unità

Roma Caput Mundi: la capitale d’Italia è considerata una delle più belle città del mondo. Vero e proprio museo a cielo aperto, disseminato ovunque dalle tracce di una storia e una cultura millenarie, offre di tutto: dagli itinerari turistici più classici a quelli fuori dai canonici circuiti turistici, come quelli che portano a scoprire il cosiddetto “Colosseo quadrato”, ossia il Palazzo della Civiltà Italiana, edificio simbolo del Eur, un Michelangelo poco conosciuto con la statua del Cristo Risorto a Santa Maria Sopra Minerva o il Quartiere Coppedè, incredibile miscuglio di arte Liberty, greca, gotica, barocca e medievale.

Per soggiornare al Roma Camping in Town le sistemazioni in casa mobile partono da 25 euro a unità

Anche chi non ci è mai stato, conosce i luoghi che rendono famosa la città di Venezia in tutto il mondo: Piazza San Marco, il ponte di Rialto, il Canal Grande. Ma Venezia è anche (molto) altro. Ci sono intere zone della città storica tutte da esplorare, lontano dai luoghi più classici e battuti, dove a ogni angolo si può incontrare una meraviglia inaspettata. Suddiviso in sestieri, l’equivalente dei quartieri, il centro storico di Venezia è una continua sorpresa, anche (e soprattutto) fuori dai percorsi ordinari.

Per soggiornare al Jolly Camping in Town le sistemazioni in casa mobile partono da 28 euro a unità

di redazione digital

17/11/2021

La figlia di Nelson Mandela presenta la collezione streetwear The Struggle Series

16 martedì 2021 visualizzazioni:

Si intitola The Struggle Series ed è la collezione streetwear realizzata da Maki Mandelafiglia dell’ex Presidente sudafricano Nelson Mandela e CEO di House of Mandela, la società che ha fondato in ricordo di suo padre. Le t-shirt e gli abiti saranno presentati il 15 novembre a partire dalle ore 21 durante la Torino Fashion Week digital e riprendono i disegni originali realizzati dal Premio Nobel che raffigurano diverse mani: strumenti potenti che possono ferire o guarire, punire o sollevare.

A mio padre piaceva la moda e amava vestirsi bene. Le sue camicie, senza volerlo, sono diventate il simbolo del suo stile e da poco si è tenuta una mostra al New York Fashion Institute of Technology proprio sulle camicie di Madiba” sottolinea Maki Mandela che aggiunge: “Sono entusiasta di partecipare alla Torino Fashion Week e ringrazio Carmen Abdullh Muhammad, un’amica e una delle più influenti donne afroamericane di Los Angeles che ha fondato il Collettivo Al Nisa Designs, massima espressione del Modest Fashion. Grazie a lei ho conosciuto Claudio Azzolini che da 6 anni porta la moda emergente internazionale nel capoluogo piemontese”.

La settimana della moda torinese nel 2020, nella sua prima versione digital, ha registrato 2.325.000 visualizzazioni dimostrando di essere un connubio perfetto tra arte, moda e cultura. Dal suo debutto nel 2016 ad oggi, questa è la prima fashion week al mondo a dedicare spazio agli stilisti emergenti ed è stata anche la prima a riportare la moda a Torino: non a caso è inserita tra le principali fashion week mondiali. L’edizione 2021 si terrà dal 15 al 21 novembre in formato digital e avrà come cornice la Camera da letto della Madama, dello storico Palazzo Madama nella centralissima piazza Castello. Per sette giorni, dalle ore 21.00, sarà possibile assistere alle sfilate degli stilisti emergenti italiani e internazionali tramite il QR code per scaricare la web App della TFW www.torino-fashion-week.eu oppure tramite https://www.facebook.com/TorinoFashionWeek

Calendario sfilate Torino Fashion Week 15-21 novembre dalle ore 21

Il 15 e 16 novembre saranno dedicati ai designers presentati dal Collettivo Al Nisa Designs che comprende Lina Dweik Couture, Mali Rose, Orchid Allure, Bod’e Exotica, Covered Bliss, Iman Montayre, Modesty on the Blvd e Queen Aminah’s Clothing. Già protagonisti di 3 edizioni i designers in programma hanno collaborato con varie celebrità di Hollywood, artisti del mondo della musica, atleti e professionisti del cinema e della televisione. Il momento clou della serata del 15 novembre sarà quello dedicato a Maki Mandelafiglia dell’ex Presidente sudafricano Nelson Mandela e CEO di House of Mandela, la società che ha fondato in ricordo di suo padre. Maki è stata presentata alla Torino Fashion Week da Carmen Abdullh Muhammad, founder di Al Nisa Designs, e porterà in passerella la collezione streetwear The Struggle Series i cui disegni originali sono stati realizzati dal Premio Nobel e raffigurano diverse mani: strumenti potenti che possono ferire o guarire, punire o sollevare.

Il 17 novembre sfilerà per il secondo anno l’organizzazione Dress for Success Serbiain collaborazione con l’organizzazione non governativa tedesca Help-Hilfe zur SelbsthilfeI protagonisti saranno designer, brand e gruppi socialmente sensibili come donne, giovani, minoranze nazionali, rimpatriati, persone con disabilità e detenuti. In questo senso la Torino Fashion Week avrà un ruolo chiave per la Serbia e per i Balcani perché per la seconda volta saranno presentate collezioni provenienti da diversi contesti sociali con lo scopo di supportare e promuovere una moda balcanica sostenibile. Help-Hilfe zur Selbsthilfe è un’organizzazione internazionale tedesca con sede a Bonn che assiste e aiuta le persone in difficoltà. È stata fondata nel 1981 e ad oggi supporta i bisognosi in 23 paesi al fine di migliorare le loro condizioni di vita. Dress for Success Belgrado-Serbia fa parte dell’organizzazione internazionale Dress for Success World Wide fondata nel 1997. Da allora ha sostenuto più di un milione di donne in tutto il mondo con l’obiettivo di responsabilizzare e sostenere coloro che provengono da gruppi economicamente e socialmente vulnerabili in modo che possano raggiungere l’indipendenza economica e l’uguaglianza attraverso il lavoro nel settore moda. 

Il 18 novembre sarà la volta dell’Italia con gli stilisti CNA Federmoda TorinoSoho che celebra la libertà di espressione attraverso una moda sostenibile che punta sull’upcycling, il brand Anyta Style legato all’abbigliamento sartoriale e Made in Italy per il ballo, Verman Style che firma outfit dallo stile morbido, confortevole e ispirato dalla gentilezza femminile, l’architetto-stilista-scrittrice Dang To Nga con i suoi capi unici lavorati all’uncinetto, Cristina Doneddu che porta in passerella capi unici rifiniti a mano con grande cura dei dettagli e Adelyur Fashion con i suoi pizzi pregiati, i fiori e gli strass che rendono ogni abito ricco di allure.

Il 19 novembre sfila invece CNA Federmoda Lombardia: la fashion tech designer e maker Sara Savian che collabora con diversi marchi di moda sostenibile ed etica, Patrizia Altieri Couture che valorizza la femminilità con creazioni raffinate e uniche, l’emerging talent Valentina Poltronieri che dal 2018 ad oggi ha ricevuto numerosi riconoscimenti da parte del mondo del fashion tra i quali il prestigioso Pure London Emerging Talent Awards, Emanuele Manenti che con il marchio Manenti Shoes racconta 50 anni di tradizione calzolaia frutto di una lavorazione Made in Italy, materie prime di qualità e finiture di pregio, Nicoletta Fasani con i suoi abiti trasformabili che ad un design dalla geometria essenziale uniscono innovazione e sostenibilità, Bamà Fashion con i suoi esclusivi accessori nei quali alla cura del dettaglio si uniscono l’artigianalità e lo stile inconfondibile, Modart di Flavia Pinello, definita dagli esperti del settore una delle più talentuose couturier italiane per il suo stile minimal chic e innovativo, e il raffinato e prestigioso marchio artigianale di gioielleria Fancs_V.

Il 20 novembre saranno in passerella gli special guests Dimitar Dradi che si sta imponendo nel panorama dell’Alta Moda italiana come uno dei giovani più promettenti e che nel 2017 è stato scelto dal talent X FACTOR per far indossare le creazioni della collezione “The Crown of Love” alla cantante Rita Bellanza, il brand iraniano Bolandy amato dalle attrici e dalle mogli dei Ministri e degli Ambasciatori dell’Iran, dell’Afganistan e di molti paesi europei, Gerardo Orlando che dopo aver lavorato per Mario Valentino, Romeo Gigli e Ferragamo ha fondato l’omonimo marchio affermato in Cina e in Europa e presente in diverse Fashion Week internazionali e Livrea Movement che utilizza materiali innovativi ed ecosostenibili per outfit unici, frutto di una creatività ed un’artigianalità Made in Italy.

Il 21 novembre sfileranno altri tre special guestIl Diamante, marchio di alta gioielleria che piace al Premio Oscar Mira Sorvino che lo ha scelto per il red carpet del 16° Festival del Film di Roma, Giuseppe Fata Creative Director & President di “Head Sculpture Design – Haute Couture Vision“ di Milano, Parigi e New York che ha lavorato con stilisti di fama internazionale tra i quali YSL, Chanel, Dior, Krizia, Valentino, Fendi, Armani, Ferrè, Laura Biagiotti e che ha firmato l’immagine per Dionne Warrick, Randy Crawford, Bryan Ferry, Lionel Richie, Claudia Cardinale, Anastasia, Lenny Kravitz, Natalie Imbruglia, Lauryn Hill, Dolores O’ Riordan, Eva Riccobono. Chiude la Torino Fashion Week Hussain Harba, simbolo dell’internazionalizzazione della Città di Torino. L’architetto e designer presenta le sue luxury bags dalla forma inconfondibile che, considerate veri art objects dalla clientela internazionale, uniscono la cura del dettaglio con la ricerca dei materiali che si ispirano alla natura.

Il 21 novembre alle ore 21 verrà inoltre consegnato il Torino Fashion Week Digital Award by Rinascente, CNA Federmoda, Banca di Cherasco. Rinascente premierà 3 fashion designers (uno per ogni sezione: uomo, donna, accessori) che per un mese potranno esporre e vendere le loro creazioni nel prestigioso store di Torino, CNA Federmoda e Banca di Cherasco incentiveranno uno stilista con la fee di partecipazione gratuita per la prossima edizione, mentre Hangover selezionerà un designer emergente che per 2 mesi verrà ospitato nello showroom torinese. Il fashion show sarà infine visibile per 10 giorni anche presso Hangover, Via Bruno Buozzi 6/b, Torino dove verrà installato un led wall attivo 24 ore su 24.


Torino Fashion Match

Naturalmente non mancherà l’anima business del format che garantirà 4 giorni di webinar destinati alle PMI, alle start up e agli imprenditori del settore tessile e fashion e una serie di incontri internazionali online dedicati al B2B e organizzati tramite la piattaforma b2match. Come ogni anno si terrà infatti il Torino Fashion Match https://torino-fashion-match-2021.b2match.io/ (dal 15 al 18 novembre) organizzato da Unioncamere Piemonte nell’ambito della rete Enterprise Europe Network https://een.ec.europa.eu/ e del Sector Group Textile and Fashion di cui l’ente è partner. La rete EEN, creata dalla Commissione Europea per supportare l’attività imprenditoriale e la crescita delle imprese europee, in particolare delle PMI, si articola in oltre 600 punti di contatto organizzati in consorzi dislocati in più di 60 Paesi. A conferma del successo del B2B Torino Fashion Match, nel 2019 l’evento ha ricevuto il premio come miglior Best Practice tra tutte le attività di B2B svolte nell’ambito dei 17 Sector Groups della rete EEN. La Commissione Europea e la sua Agenzia per le Piccole e Medie Imprese lo hanno premiato per l’impatto innovativo, per la visibilità mediatica che offre alle imprese e alla rete stessa e per il potenziale di networking che genera favorendo la nascita di collaborazioni internazionali.

I fashion designers potranno inoltre entrare a far parte di baiabasa.com la social business platform che potenzia il business internazionale perché offre ad aziende, imprenditori, startup e investitori la possibilità di essere in contatto tra loro e con la filiera aprendo un negozio online. Infine, importanti rapporti con Vie Fashion Week di Dubai daranno supporto alla sesta edizione della Torino Fashion Week che ha anche avviato una collaborazione con l’Università La Sapienza di Roma per l’edizione 2022 con gli studenti del corso di Gestione e Comunicazione degli Eventi.

di redazione digital

16/11/2021

“TAZZINE”è il podcast che racconta la straordinaria storia del caffè espresso

15 lunedì 2021 visualizzazioni:


Dal 13 novembre ogni sabato per 5 episodisulle principali piattaforme audio (Spotify, Apple Podcast, Spreaker, Google Podcast)

La nascita del caffè espresso a Torino nel 1884 e la sua evoluzione in rituale nella vita quotidiana delle persone è una vicenda che si intreccia profondamente con la storia del nostro Paese. Davanti alle tazzine di espresso nei bar cittadini si sono pensate strategie politiche, decise spedizioni avventurose, immaginati romanzi. 

Per celebrare questa incredibile storia, CHORA – la podcast company italiana, fondata nel 2020 da Guido Maria Brera, Mario Gianani, Roberto Zanco e Mario Calabresi che la dirige – presenta “Tazzine”, unaserie podcast in 5 episodi da circa 20 minuti ciascuno, promossa da Lavazza che racconta la straordinaria rivoluzione del caffè espresso a partire dalla Torino di fine Ottocento.

A narrare il racconto è una tazzina di caffè – a cui dà voce la giornalista Francesca Pellas – che ripercorre un viaggio nel tempo fatto di ricordi ed episodi singolari, come il primo tracollo nervoso di Nietzsche nel suo soggiorno torinese, la pianificazione della famosa spedizione Artica dell’ammiraglio Cagni, o la storia del bicerin, deliziosa bevanda che porta il nome del locale torinese dove fu inventata e che vanta una lunga tradizione di imprenditoria femminile. A questi momenti si alterna anche il narrato di alcune tappe chiave che hanno scandito la storia dell’espresso: dall’invenzione della prima macchina da parte del torinese Angelo Moriondo nel 1884, fino all’arrivo della macchina espresso moderna inaugurata dal milanese Achille Gaggia e alle origini di Lavazza a partire dal suo fondatore, Luigi Lavazza.

In ogni puntata di “Tazzine” un ospite speciale approfondisce e arricchisce con aneddoti la storia narrata:Mario Calabresi, giornalista, scrittore, nonché direttore, co-fondatore di CHORA legato a Torino per motivi famigliari e professionali, Massimo Gramellini, torinese doc, giornalista, scrittore ed editorialista del Corriere della Sera, Giulia Blasi, scrittrice e giornalista specializzata in temi relativi alla condizione femminile e al femminismo, Eugenio Cesaro il frontman della band torinese Eugenio in Via Di Gioia, eGiorgia Mecca, giornalista sportiva che scrive di tennis per il quotidiano Il Foglio e per l’edizione torinese del Corriere della Sera.

Nell’episodio conclusivo la tazzina fa l’incontro inaspettato di una pallina da tennis, cui cede il testimone per riavvolgere ancora una volta il nastro della storia italiana nel rapporto fra Torino e il tennis. La città sabauda, che proprio in questi giorni è la nuova capitale mondiale dello “sport bianco” grazie alla presenza degli ATP Finals – di cui Lavazza è Platinum Partner – e il suo celebre caffè Florio furono infatti a fine Ottocento il luogo di fondazione del primo club di tennis completamente italiano.

Il podcast “Tazzine”, scritto da Ilaria Orrù con la supervisione editoriale di Sara Poma, è disponibile su tutte le app free (Spotify, Apple Podcast, Spreaker, Google Podcast) e su Choramedia.coma partire dal 13 novembre con un nuovo episodio rilasciato ogni sabato

Gli episodi del podcast:

Episodio I – Filosofia dell’espresso (con Mario Calabresi)
È il 3 gennaio 1889. In piazza Carignano, a Torino, c’è un signore che si agita, tanto che interviene la polizia municipale per riportarlo all’ordine. L’uomo è Friedrich Nietzsche e questo episodio passerà alla storia per essere stato il suo primo tracollo mentale. Nietzsche si era trasferito a Torino l’anno prima. Frequentava il Caffè Fiorio, lo stesso dove negli anni ’80 dell’800 Enrico Cigala fondò il primo Tennis Club Torino.
Qualche anno prima Angelo Moriondo aveva brevettato la prima macchina del caffè a vapore, sancendo l’inizio della storia d’amore fra l’espresso e Torino. Nel frattempo, nel 1895, Luigi Lavazza rileva una piccola drogheria in via San Tommaso 7.


Episodio II – Da Torino al Circolo Polare Artico (con Massimo Gramellini)
Siamo alla fine dell’800 e ci sono due uomini che parlano al tavolo del Caffè San Carlo. Sono Luigi Amedeo di Savoia-Aosta e l’ammiraglio Cagni: stanno mettendo a punto la spedizione nell’Artide con la nave Stella Polare che il 25 aprile 1900 porterà Cagni a raggiungere il punto più a nord mai toccato fino ad allora. Due anni prima a Torino si era svolto il primo campionato di calcio della storia d’Italia, durato un solo giorno. Lo stesso duca Luigi Amedeo aveva messo in palio la coppa per la squadra vincitrice. Intanto il cammino verso il caffè espresso andava avanti: all’inizio del ‘900 a Milano l’azienda Bezzera iniziò la produzione su larga scala delle macchine per il caffè. Nel mentre, la bottega di Luigi Lavazza si ingrandiva sempre di più grazie alle miscele.

Episodio III – Il caffè delle donne (con Giulia Blasi)
A Torino il caffè è un ingrediente entrato a far parte dei sapori e dei profumi della città. Ne è un esempio l’invenzione del bicerin, bevanda a base di caffè, cioccolato e panna, nata nel Caffè omonimo in Piazza della Consolata. In passato le donne “rispettabili” non frequentavano i Caffè da sole, ma il Bicerin era un’eccezione: fu fondato da un uomo, ma poi gestito da donne, fra cui le signore Ida e Olga Cavalli. Anche i pellegrini amavano questa bevanda: durante il digiuno – racconta Umberto Eco – ne bevevano grandi quantità, perché essendo una bevanda non veniva considerata cibo. Intanto a Torino, nel 1905, Pier Teresio Arduino mise a punto la macchina Victoria, che perfezionò nel 1910. Lo stesso anno la bottega Lavazza si trasferisce al numero 10 di via San Tommaso.

Episodio IV – Pioggia (con Eugenio in Via Di Gioia)
C’è un uomo che va spesso al caffè-concerto “La Meridiana”. Ama una ballerina e riesce a ottenere da lei un appuntamento: la aspetta per ore sotto la pioggia, ma lei non si presenta. L’uomo è Cesare Pavese, e a causa di quella pioggia resterà a letto per mesi. Pavese era un ex studente del Liceo D’Azeglio, come Giulio Einaudi, fondatore nel ‘33 dell’omonima casa editrice. Nel 1927 la Lavazza era diventata una società per azioni e nel ’38 il milanese Achille Gaggia inventerà la macchina per il caffè espresso a pressione.

Episodio V – Tennis Espresso (con Giorgia Mecca)
In questo episodio la tazzina condivide il microfono con un host d’eccezione: una pallina da tennis. Insieme alla giornalista Giorgia Mecca, che scrive di tennis per il quotidiano «Il Foglio» e per l’edizione torinese del «Corriere della Sera, si raccontano gli episodi salienti del tennis a Torino, partendo dal primo tennis club fondato a fine ottocento fino ad arrivare alle Atp Finals.  

di redazione digital

15/11/2021

Milano Music Week 2021 Music Rocks Here

14 domenica 2021 visualizzazioni:

Torna dal 22 al 28 novembre la settimana dedicata alla musica e ai suoi protagonisti con un ampio programma di appuntamenti 

in presenza e in streaming.

Al centro della quinta edizione, a cura di Luca de Gennaro e Nur Al Habash, la musica dal vivo e il mondo dei live club, a partire dall’Apollo Milano, “nuova casa” della Milano Music Week, cuore della manifestazione per tutta la settimana. 

Tanti i nomi importanti, protagonisti della MMW21: da Vasco Rossi, che aprirà la week, alle signore della musica italiana Loredana Bertè, Caterina Caselli, Ornella Vanoni, e poi ancora Dardust, Sangiovanni, Caparezza e Rancore, Peter & Anna Gabriel, Mecna, Beba, alle performance di ANNA, Carmen Consoli, Cosmo, Iosonouncane, Joe T Vannelli, Populous, Villabanks, e molti altri.

www.milanomusicweek.it

“Music Rocks Here”: è questo il titolo della Milano Music Week 2021 che, dal 22 al 28 novembre, torna con un ampio programma di appuntamenti  di nuovo in presenza oltre che online  per ritrovare la musica in tutti i suoi luoghi e modi, rimettendo al centro proprio il mondo del live e i club, che più di tutti hanno sofferto le difficoltà della pandemia e che oggi stanno finalmente provando a rialzarsi. 

Per questo MMW ha scelto simbolicamente Apollo Milano – popolare club dei Navigli e punto di riferimento per il mondo musicale – come nuova casa della manifestazione e cuore del programma di questa edizione, che coinvolgerà ancora una volta i più grandi artisti, voci emergenti, esperti, addetti ai lavori e appassionati per guardare insieme al futuro dell’industria musicale in tutti i suoi diversi aspetti e attraverso le sue professionalità.

Promossa e fortemente voluta da Comune di Milano – Assessorato alla Cultura, SIAE (Società Italiana degli Autori ed Editori), FIMI (Federazione Industria Musicale Italiana), NUOVOIMAIE (Nuovo Istituto Mutualistico Artisti Interpreti Esecutori), ASSOMUSICA (Associazione di organizzatori e produttori italiani di spettacoli musicali dal vivo), Milano Music Week si conferma un evento sempre più consolidato e atteso, in grado di offrire un racconto della musica a 360 gradi che va dai momenti di intrattenimento e divertimento, fino a quelli più formativi e didattici per esplorare le nuove sfide e le nuove opportunità della filiera musicale. 

Ad arricchire il palinsesto saranno inoltre i contenuti proposti da A.F.I. Associazione Fonografici Italiani,KeepOn LIVE, PMI Produttori Musicali Indipendenti SCF, anche quest’anno partner di riferimento della Milano Music Week.

La settimana sarà animata da un fitto calendario di appuntamenti quotidiani – tra concerti, showcase, panel, dj set, workshop, incontri e appuntamenti speciali  selezionati dallo storico curatore artistico Luca de Gennaro – VP Talent & Music ViacomCBS Networks per Sud Europa e Medio Oriente – insieme alla nuova curatrice di questa edizione Nur Al Habash, Direttrice della Fondazione Italia Music Lab, nuovo hub nato da un’idea di SIAE per il sostegno ai giovani music creator italiani.

Dopo l’esperienza e il successo della precedente edizione tutta online, che ha permesso alla manifestazione di espandersi anche oltre i confini milanesi diventando sempre di più una piattaforma internazionale, la quinta edizione mantiene la formula digitale ma ritrova allo stesso tempo la presenza, concentrandosi in particolare sulla musica dal vivo e sul mondo dei live club, per riportare ancora una volta l’attenzione su uno dei settori più colpiti dalla crisi pandemica. E lo fa a partire da Milanocapitale della musica e città italiana con il più alto numero di live club: l’obiettivo è infatti quello di sottolineare il bisogno sempre più forte di tornare a vivere l’esperienza e l’emozione di una performance dal vivo restituendo la musica ai suoi luoghi, fermi da troppo tempo.

Nonostante la Milano Music Week non si sia mai fermata, nemmeno nel 2020 in piena pandemia, tornare dal vivo in questa quinta edizione è una grande emozione perché dà il senso della definitiva ripartenza delle attività artistiche in città. Mettere la musica al centro della vita culturale di Milano significa non solo riaccendere l’entusiasmo e la fiducia, ma anche far ripartire i motori della creazione, quelli della produzione e tutta la filiera della musica live. Il programma di questa quinta edizione riserva inoltre molta attenzione a uno dei settori più colpiti dalla pandemia, ovvero il mondo dei live club, che costituiscono una rete diffusa molto importante nei diversi quartieri della città“, dichiara Tommaso Sacchi, Assessore alla Cultura del Comune di Milano.

Vasco Rossi – Foto Gianluca Simoni

Il palinsesto della MMW21 vedrà quindi tornare gli eventi dal vivo diffusi nella città metropolitana, insieme a una serie di iniziative online per coinvolgere un pubblico ampio e permettere a tutti di seguire gli appuntamenti anche da casa.

Ci stiamo timidamente affacciando ad una stagione invernale in cui i live club potranno forse riaprire le porte dopo quasi due anni di chiusura forzata. Ed è proprio da lì che questa Milano Music Week ricomincia: da un locale di musica dal vivo, l’Apollo Club, che sarà per una settimana il nostro quartier generale. Per celebrare la musica live, e non solo quella goduta casualmente in qualche piazza d’estate, ma quella che ci accompagna 365 giorni l’anno nei locali di tutta Italia. Perché i concerti sono un collante sociale unico e insostituibile, un generatore infinito di concordia, empatia, unità, gioia (tutte cose di cui abbiamo davvero bisogno ora più che mai). Sarà una Milano Music Week ibrida e fruibile sia dal vivo che online, e nella quale come sempre non mancherà lo spazio dedicato agli incontri con gli artisti più popolari del momento ma anche agli approfondimenti: dagli incroci tra musica e gaming al futuro dello streaming, dalla blockchain fino ad arrivare alle sorti della musica italiana all’estero. Tanta carne al fuoco, interessante sia per chi lavora (o vuole lavorare) in questo campo, sia per i semplici appassionati”, dichiara Nur Al Habash.

“In un momento di grande incertezza sul destino della musica dal vivo – dichiara Luca de Gennaro -, i protagonisti dello scenario musicale hanno risposto con grande entusiasmo e questa edizione della Milano Music Week sarà piena di iniziative: concerti, showcase, incontri con artisti e professionisti, dj set, momenti di formazione. I club musicali di Milano torneranno ad essere le destinazioni fisiche degli appuntamenti in calendario e ritroveranno il loro ruolo di centri di aggregazione culturale, e ci auguriamo che questa settimana possa rappresentare davvero il momento della ripartenza della musica a Milano, per il bene di tutti: artisti, operatori e pubblico”.

IL PROGRAMMA PIU’ NEL DETTAGLIO

Ad inaugurare ufficialmente l’edizione 2021 sarà Vasco Rossi con un esclusivo keynote – in occasione del nuovo album “Siamo qui” in uscita il 12 novembre – che verrà trasmesso sul canale streaming della Milano Music Week lunedì 22 novembre alle ore 12.00 e in replica alle ore 21.00.

A seguire, presso l’Apollo Milano alle ore 12.30 si terrà l’Opening Istituzionale della Milano Music Week.

Al centro del palinsesto torna il consolidato appuntamento con MMW Incontra, il format ideato da Milano Music Week per scoprire più da vicino vita, carriera e nuovi progetti di grandi nomi della musica che quest’anno sarà sia in presenza nelle sale dell’Apollo Milano sia in live streaming sui canali dell’iniziativa. Con più appuntamenti al giorno, gli amanti della musica avranno l’opportunità di incontrare numerosi artisti che abbracciano diverse generazioni: dalle signore della musica italiana Loredana BertèCaterina CaselliOrnella Vanoni fino ai talenti più emergenti come Beba e Sangiovanni, passando attraverso nomi di successo tra cui Mecna e Dardust. La prima giornata di MMW Incontra comprenderà anche una conversazione in streaming con Peter Gabriel e sua figlia Anna, fotografa e regista. Una produzione di Radio Capital, media partner della Milano Music Week. Il ciclo di incontri si arricchisce anche di uno speciale appuntamento con Caparezza e Rancore in “Parole³ (Le basi, le altezze e le profondità)”, che vedrà i due rapper/cantautori dialogare insieme per scoprire il loro approccio alla scrittura. Ancora una volta MMW si conferma quindi un’importante vetrina scelta dagli artisti per avvicinarsi ai propri fan raccontando in una veste più intima e in modo inedito i propri lavori discografici.

di Sofia D’Altrui

14/11/2021

#Today GIORNATA MONDIALE DELLA GENTILEZZA

13 sabato 2021 visualizzazioni:

ECCO I 10 MODI PER ESSERE GENTILI CON IL PIANETA:

PER GLI ESPERTI LA MODA È PROTAGONISTA DELLA RIVOLUZIONE GREEN DEI CONSUMI

La pandemia è stata l’occasione per riflettere sugli sprechi e privilegiare la sostenibilità. Gli esperti affermano che prendersi cura del Pianeta è una forma di gentilezza verso se stessi e verso gli altri da coltivare con cura: dal piantare un albero all’aiutare le api fino al noleggio dei capi di abbigliamento sono tanti i modi per essere gentili nei confronti della Terra. Anche il mondo della moda è coinvolto: l’esempio del fashion renting della startup italiana DressYouCan.

Una buona azione. Un sorriso. Gesti che non richiedono sforzi, ma che possono fare la differenza: per ricordarne l’importanza, il 13 novembre si celebra la Giornata Mondiale della Gentilezza. Nata nel 1998 dal World Kindness Movement, viene festeggiata in diversi Paesi come Stati Uniti, Canada, Emirati Arabi, Giappone e Australia, dove è stata istituita anche all’interno del calendario scolastico nazionale. Una tendenza che ha trovato da subito grande riscontro anche sui social e che ha incassato il favore di star come The Rock e Keanu Reeves, che hanno postato contenuti dove sottolineano l’importanza della gentilezza nella vita di tutti i giorni, facendolo diventare un trend mondiale con oltre 253mila menzioni dell’hashtag #worldkindnessday. Non solo The Rock e la star di Matrix, però: la rivista britannica Hello! ha stilato la Kind List, elenco delle celebrità che si sono fatte notare per i loro atti di gentilezza nei confronti della comunità e dell’ambiente e nella quale si leggono, tra gli altri, i nomi di Elton John, Lady Gaga, Jennifer Aniston, Emma Stone. Ma la gentilezza non fa bene soltanto ai più famosi: recenti studi confermano come aiuti a rafforzare le relazioni sociali creando diffuso benessere. In particolare, una ricerca dell’American Psychological Association realizzata all’inizio del 2021 ha dimostrato che chi è gentile tende ad avere un benessere personale maggiore, un impatto significativo a livello sociale, una maggiore autostimae a credere di più nelle proprie capacità. Un discorso che vale anche nei confronti della natura: all’interno della pubblicazione “Biologia della Gentilezza” datata 2020, si citano diverse ricerche che sottolineano l’importanza di essere gentili nei confronti della natura e del suo potere benefico e curativo. Ma in che modo il concetto di gentilezza nei confronti dell’ambiente viene applicato nei consumi di tutti giorni? Acquistando prodotti locali a km 0, incentivando l’economia circolare, cercando quando è possibile di evitare di spostarsi in auto e anche cenando a lume di candela. È quanto emerge dall’approfondimento condotto su testate internazionali da Espresso Communication per DressYouCan, la startup milanese leader nel fashion renting, che ha raccolto le opinioni di un panel di docenti universitari per comprendere al meglio questa nuova tendenza. La gentilezza nei confronti del Pianeta inizia già quando ci si veste: “Noleggiare un abito invece di acquistarlo rappresenta un gesto di gentilezza nei confronti del Pianeta – racconta Caterina Maestro, fondatrice della startup milanese DressYouCan – negli ultimi anni le modalità di consumo sono cambiate: riflettiamo non solo su cosa consumare, ma se davvero vale la pena acquistare un determinato capo di abbigliamento. Il fashion renting minimizza la quantità di rifiuti e gas serra prodotti dall’intera filiera, riducendo allo stesso tempo l’inquinamento da trattamenti chimici. È un nuovo modello di business innovativo e in forte crescita: è il futuro”.

Moda e sostenibilità sono stati tema di discussione all’annuale conferenza ONU sul clima: secondo il programma per l’ambiente delle Nazioni Unite, il settore è responsabile del 10% delle emissioni dei gas serra. Inoltre, circa il 60% di tutti i materiali utilizzati dall’industria sono realizzati in plastica e ogni secondo un container pieno di vestiti viene gettato in discarica o incenerito. Tuttavia, il settore dell’abbigliamento è uno di quelli più interessati dalla recente svolta green: la necessità di un modello di business più sostenibile ha aperto nuovi mercati mentre la pandemia ha causato un calo della domanda come spiega Maura Franchidocente di sociologia dei consumi all’Università di Parma: “I consumatori hanno riflettuto sull’eccesso di capi presenti nel guardaroba con un conseguente rigetto verso lo spreco nei modelli di acquisto passati. Gli stilisti hanno sempre considerato l’esperienza di acquisto in negozi prestigiosi come il punto decisivo del processo di vendita, ma ad un certo punto questo non è stato più possibile: è chiaro che il Covid-19 ha accelerato la generazione di nuovi modelli di approccio al quotidiano ai quali ci stiamo lentamente adattando”. La pandemia ha accentuato questa sensibilità nelle persone, sempre più attente ad assumere uno stile di vita all’insegna della responsabilità ambientale: sono nate diverse startup che permettono di contribuire al benessere del pianeta piantando un albero oppure adottando un alveare; si sta riscoprendo quanto possono essere scenografiche le candele in occasione di una cena romantica o di un concerto acustico; sui social sono diffusi i tutorial per dare nuova vita agli oggetti che non utilizziamo più; sono in aumento i mercatini con prodotti biologici a km 0 che permettono di riscoprire i sapori genuini conoscendo di persona gli imprenditori locali. “Nel consumo sostenibile l’agire individuale e sociale ha per causa e per finalità la vita stessa in tutte le sue manifestazioni. Il consumo sostenibile è prima di tutto un atto che tenta di sottrarsi alla logica psico-economica delle cosiddette ‘preferenze’ ma che tende ad orientarsi maggiormente ai ‘bisogni’ che sono più ampi, meno individualizzati e hanno una struttura collettiva” afferma Dario Padovan, professore associato di sociologia generale presso il Dipartimento di Cultura, Politica e Società, Università degli Studi di Torino. Le nuove pratiche di consumo responsabile indicano, quindi, come sia prominente la dimensione della sostenibilità facendo tornare al centro il benessere della persona e l’attenzione alla fragilità e alla scarsità delle risorse del pianeta: “Le ricerche effettuate in questi mesi evidenziano come siano in aumento i consumatori disposti a pagare di più per cibi più sani e per prodotti che hanno un impatto ambientale inferiore – spiegaAriela Mortara, docente di Sociologia dei consumi presso l’Università IULM di Milano –Sono varie le motivazioni: possono essere di natura ‘politica’ o ‘opportunistica’. Infine, vanno a riguardare una dimensione di approvazione sociale in queste pratiche di consumo che talvolta sconfina in un effetto ‘moda”.

Ma in che modo è possibile essere gentili e fare qualcosa di concreto nei confronti del Pianeta? Ecco 10 gesti da mettere in pratica:

  1. Pianta un albero: sporcarsi le mani di terra e rafforzare il ciclo naturale. L’albero produce ossigeno e pulisce l’aria: è, semplicemente, vita;
  2. Cammina, cammina, cammina: passo dopo passo si riducono i problemi articolari, polmonari e cardiaci oltre a non immettere altra CO2 nell’ambiente;
  3. Adotta un alveare: con un semplice gesto sarà possibile salvaguardare le api che contribuiscono alla biodiversità del pianeta e a incrementare la produzione di miele;
  4. Noleggia, non acquistare: una pratica sempre più sostenibile sia dal punto di vista economico, sia dal punto di vista ambientale. Il fashion renting è la nuova tendenza dell’abbigliamento;
  5. Educa alla gentilezza: ogni giorno è quello buono per imparare come trattare meglio il nostro pianeta. Il cambiamento parte dai gesti di tutti i giorni;
  6. Ridurre, riusare, riciclare e donare: ridurre i consumi, riutilizzare gli oggetti, riciclarli nel modo corretto o donarli a chi ne ha più bisogno. L’economia circolare deve diventare un’abitudine;
  7. Riscopri le candele: limitare l’uso della luce artificiale riscoprendo la bellezza delle candele. La loro luce terapeutica creerà un’atmosfera magica ideale non solo per una cena romantica;
  8. Mangia a chilometro 0: la spesa local fa bene all’ambiente e consente di conoscere gli imprenditori locali permettendo un contatto diretto con la loro natura;
  9. Aiuta gli animali in difficoltà: la gentilezza non si deve limitare alle persone. Con piccoli gesti è possibile aiutare gli enti che soccorrono gli animali in difficoltà;
  10. Tieni un diario sulla gentilezza: un ottimo modo per riconoscere e sentirsi grati per le azioni gentili degli altri, oltre che per le nostre.

di Sofia D’Altrui

13/11/2021

#TO-DO L’IMPORTANZA DI APPRENDERE UNA SECONDA LINGUA

12 venerdì 2021 visualizzazioni:

Uno studio dell’Illinois State University ha scoperto che gli studenti che studiano delle lingue straniere tendono a ottenere punteggi migliori nei test standardizzati rispetto ai loro coetanei monolingue, in particolare per quanto concerne la matematica, la lettura e il vocabolario.

Sono più bravi nel problem solving e dimostrano di essere multitasking perché possono comprendere diverse strutture linguistiche e passare facilmente da una all’altra, inoltre hanno una memoria migliore perché hanno più regole linguistiche e complessità da ricordare quando comunicano, e più informazioni e associazioni da conservare.

Allarga i loro orizzonti

Quando si apprende una lingua straniera, non si impara semplicemente il vocabolario, ma anche la cultura e la società di un paese. Grazie allo studio di un secondo idioma, il bambino avrà una maggiore consapevolezza del mondo in cui viviamo e una visione internazionale più profonda. Inoltre essere in grado di comunicare all’estero sarà un vero motivo di orgoglio e una grande spinta di fiducia per il bambino.

È un modo per stimolare il bambino 

Imparare una lingua straniera è un’ottima attività extracurricolare per stimolare i ragazzi. Questo manterrà le loro menti attive e concentrate, assicurando che rimangano entusiasti e continuino a godere del processo di apprendimento.

Migliora le loro competenze

Guardando al lungo termine, la capacità di parlare una lingua straniera è una grande abilità da vantare nel proprio CV. È particolarmente attraente per i datori di lavoro, delle multinazionali e non solo, che sono alla ricerca di individui capaci di abbracciare responsabilità aggiuntive.

Il cervello di un bambino è più adatto ad assorbire e trattenere le nuove informazioni; quindi, in termini generali, più sei giovane, più facile sarà imparare una nuova lingua.

Tuttavia, la cosa buona è che le persone che iniziano a studiare una lingua nella loro vita adulta possono comunque raggiungere gli stessi livelli di fluidità di un giovane studente, e possono ancora raccoglierne gli stessi benefici.

di redazione digital

12/11/2021