Il “Su-Man Skin Reborn Sculpting Facial”è uno straordinario massaggio del viso -basato su una profonda conoscenza della medicina orientale, legata anche alle origini taiwanesi della visagista –che attiva i muscoli facciali conferendo salute e luminosità alla pelle e rilasciando la tensione nel collo, spalle, braccia e piedi.
L’effetto è immediatamente visibile: la pelle risulta reidratata e riequilibrata e i muscoli del viso e della zona circostanterinvigoriti. Tono e luminosità, si sommano a una maggiore scioltezza e flessibilità del collo. Non solo il viso, ma l’intero organismo si riattiva e bilancia, dando a tutta la persona nuovo vigore ed energia.
La detersione, scrub e maschera all’interno del trattamento sono realizzate con l’innovativa linea cosmetica creata da Su-Man, combinando alcuni dei più potenti principi attivi dal mondo asiatico e occidentale.
I suoi prodotti uniscono una profonda conoscenza delle tradizionali essenze naturali alle ultime novità della scienza cosmetica d’avanguardia. Il risultato sono formule capaci di nutrire, energizzaree rivitalizzare la pelle, conferendole nuova salute e luminosità. I prodotti Su-man Skincare, oltre a essere sperimentati nel corso del trattamento, potranno anche essere acquistati dagli ospiti direttamente presso la Spa Preidlhof.
La collaborazione con Su-Man, che era già stata ospite diPreidlhof a settembre 2020, conferma la volontà del wellness resort di costruire un’esperienza unica e distintiva per i propri ospiti, rendendo il soggiorno in hotel una vera occasione di trasformazione, interiore ed esteriore. Sotto la guida della Wellness AlchemistPatrizia Bortolin,Preidlhof ha recentemente lanciatoun nuovo concept basato sul Glowing Flow Lifestyle: un approccio integrato tra medicina, esperienze olistiche e benessere, per cui la vacanza diventa strumento di una fioritura fisica e spirituale. Anche la routine di bellezza diviene così una pratica di trasformazione, meditazione e fonte di felicità.
“Grazie alla sua esperienza nella danza, nella meditazione e nelle arti curative, Su-Man ha creato dei trattamenti che permettono di raggiungere un profondo stato di benessere non solo esteriore, ma anche interiore nel cliente. Anche il training effettuato dai terapisti è stato mirato a migliorare il loro livello di energia, abbinando esercizi ispirati al Qi gong e all’esperienza personale di Su-man con posture armoniose.”-racconta Patrizia Bortolin -“Su-Man è una donna che trasuda armonia e consapevolezza: molto meticolosa, umile, amorevole ma anche una vera terapista che lavora su di sé e sulla sua energia per trasmetterla ai clienti.
Segue e promuove una vita semplice, dando la priorità all’energia personale: un bene di cui dobbiamo tutti avere cura”
Del tradizionale leccalecca non ha solo la forma e i colori, Lollipop è molto di più: un aiuto per i genitori dalla nascita ai primi passi dei bambini.
Neogenitori, siete avvisati, Lollipop è il vostro aiutante per la nuova vita con il vostro bebè con le sue utilissime funzioni progettate per voi.
Vi permetterà di monitorare le giornate dei vostri piccoli e vi sarà da supporto quando vorrete calmarli con suoni che aiuteranno a rilassarli.
Riassumiamo le importantissime funzioni e caratteristiche di Lollipop :
° Live View: guarda il feed live di Lollipop sul tuo tablet o smartphone e controlla il bambino ovunque tu sia.
° Rilevamento del pianto vero: il lecca-lecca può distinguere tra i rumori ambientali come il vento e quando il bambino ha bisogno di attenzione. Se il bambino piange quando sei fuori dalla stanza, riceverai un avviso per informarti.
° Rilevamento attraversamento: imposta un bordo all’interno della visuale della telecamera per monitorare i movimenti nella culla del tuo bambino. Se succede qualcosa al di fuori del confine, ad esempio se la gamba del bambino si blocca, verrai avvisato.
° Cronologia dati: il tuo piccolo si agita alla stessa ora ogni giorno? O qualcosa di specifico li fa arrabbiare? Più a lungo usi il Lollipop, più imparerai.
° Condivisione: invita amici e familiari a dare una sbirciatina al bambino con un collegamento alla vista della videocamera dal vivo di Lollipop o invia un collegamento a un video preregistrato di un evento specifico.
° Elenco eventi: Lollipop salva un video di 30 secondi (7 giorni) di eventi significativi come pianto o allarmi ambientali. Ciò significa che se accade qualcosa di insolito, puoi tornare indietro e rivedere.
° Baby DJ– Il tuo nuovo concerto: riproduci un rumore bianco rilassante e musica classica con la macchina del suono integrata di Lollipop.
Scegli tra successi come “aspirapolvere” e “asciugacapelli” e avrai certamente una meritata tregua per avere un pò di tempo da dedicare a te stessa mentre il piccolo sarà monitorato dal tuo nuovo alleato.
Dallo stile intramontabile alla Chevron a quello più sofisticato di Dalí: sette baffi che hanno rivoluzionato il mondo del barbering
Da quelli all’insù di Dalí ai “manubrio” riportati in auge dagli Hipster, i baffi sono ancora oggi il dettaglio beauty più eloquente e sofisticato di sempre. Per questo, nel mese di novembre che vede i baffi protagonisti, Treatwell, leader in Europa nella prenotazione online di servizi beauty e wellness, ha deciso di ripercorrere l’evoluzione della moda del mustacchio che ha caratterizzato il secolo scorso. Dai primi anni ’10 agli ultimi del 900, ecco raccontati da Francesco D’Attis, Men’s Hair Stylist di Belloveso, le tecniche di realizzazione e i consigli per sfoggiare oggi i sette baffi più iconici del passato.
Anni ‘10: baffo a manubrio
Spiccano nelle foto in bianco e nero dei primi del 900 e li hanno recentemente riportati alla luce gli Hipster: sono gli inconfondibili baffoni alla manubrio, così detti, appunto, per la forma che ricorda l’impugnatura dei mezzi a due ruote. Sono l’ideale per quegli uomini che presentano un viso a forma di diamante, cioè tondo ma con un mento sottile e poco squadrato. Per la realizzazione, oltre alla pazienza di almeno un mese per la crescita del baffo stesso, si lavora a colpi esclusivamente di forbice lasciando la tecnica della rasatura elettrica alla barba circostante. Una volta creata la forma dai professionisti del barbering, è importante riservare al baffo una routine di bellezza quotidiana in cui alternare i tre passaggi fondamentali di detersione, idratazione e styling. I baffi vanno infatti puliti con uno shampoo specifico per peli ispidi e spessi come sono quelli della barba ogni due o tre giorni, poi idratati con olii emollienti per evitare che la pelle sottostante si irriti o diventi eccessivamente secca e infine messi in ordine con spazzola e cera per creare il tipico movimento all’insù.
Anni ‘20-‘30: baffo a fiammifero
Resi celebri grazie alla loro rappresentazione sul grande schermo, i baffi a fiammifero dei personaggi de Il Padrino si distinguono per una forma molto sottile e ben definita che oggi trova spazio sul volto di pochi gentiluomini dallo stile retrò. A differenza di quelli pieni, queste due linee molto fini non richiedono un’elevata attenzione nella fase della pulizia e di applicazione della cera, bensì nello shaving intorno alle labbra e ai due “fiammiferi”, la cui forma deve essere ripresa tutte le mattine con una cura certosina alle proporzioni.
Anni ‘40-‘50: baffo alla tricheco
Nelle due decadi centrali dello scorso secolo sono stati i baffoni leggendari di Stalin a dettare la moda, eppure anche oggi qualcuno ha ripreso a sfoggiarli con fierezza. Se la forma folta dei due cespugli sopra la bocca rimane univoca, oltre che inconfondibile, la lunghezza della barba che ne fa da cornice può avere un peso nel look finale: ordinato e saggio se si sceglie una rasatura totale, più bad boy e trasandato con un pelo lasciato crescere fino a tre millimetri. Per mantenere lo stile alla tricheco la chiave del successo sta tutta nella sapiente capacità di calibrare le lunghezze tra baffo e barba, nonché nell’idratazione della pelle che sotto tutto quel pelo deve pur sempre respirare.
Anni ‘60: baffo alla Dalí
Con lunghezze ipnotiche che sfidano la gravità, i baffi-antenna portati da Salvador Dalí sono sicuramente una delle opere d’arte che lo hanno reso il pittore più eccentrico e famoso dell’epoca surrealista. Si tratta di un vero e proprio gioco di stile adatto a chi è disposto a intraprendere un processo di crescita dei peli che va dai sei ai sette mesi. Sin dall’inizio è importante abituare il baffo alla direzione all’insù delle punte, applicando ogni mattina una cera solida dal fissaggio molto forte e ritoccando le lunghezze ogni massimo due settimane. A chi stanno bene? Ai visi giovani e magri ai quali di certo non dispiace passare inosservati.
Anni ‘70: baffo a ferro di cavallo
I baffi a ferro di cavallo o “biker moustache”, perché accessorio immancabile di tutti i centauri, sono una vera e propria catapulta nelle American vibes degli anni ‘70. La forma è quella di una “U” rovesciata e si ottiene rasando accuratamente le guance e la zona centrale del mento, incorniciata da due strisce verticali di peli parallele che s’incontrano centralmente sopra il labbro superiore. Una volta definiti i profili, la lunghezza e i volumi dei baffi, il rituale di mantenimento del mustacchio più rock di sempre consiste in un semplice shaving quotidiano e totale nelle zone che devono rimanere glabre intorno alla “U”.
Anni ‘80: baffo alla Chevron
Li hanno resi iconici star del calibro di Tom Selleck e Freddy Mercury, eppure a distanza di quarant’anni i baffi alla Chevron non perdono il loro sex appeal. Sono la soluzione ideale per tutti quegli uomini che intraprendono per la prima volta l’arte del mustacchio, che si mantiene lungo e senza troppi interventi in styling. È un modello che asseconda la crescita naturale dei peli che possono infatti cadere sul labbro superiore in modo selvaggio, senza però apparire disordinato.
Anni ‘90-primi 2000: baffo da pirata
Col passare degli anni, la tendenza a minimizzare gli sforzi e la definizione della forma dei baffi si conferma con lo stile da corsaro sfoggiato da Johnny Depp in Pirati dei Caraibi: una peluria non troppo folta e precisa che ricorda quella degli adolescenti alle prime armi con il rasoio. È una tendenza che non necessita di troppe attenzioni, se non una pulizia accurata con shampoo specifico ogni due giorni e l’applicazione di un balsamo idratante sulle estremità delle lunghezze.
Torna, alla ventesima edizione del Reggio Film Festival, la popolare rassegna a ingresso gratuito dedicata a bambini e famiglie.
41 cortometraggi, 18 nazioni rappresentate, 6 programmi diversi su 3 giornate (6, 7 e 21 novembre) in 2 luoghi di Reggio Emilia (Teatro San Prospero e Centro Internazionale Loris Malaguzzi), per un totale di circa 6 ore di proiezione: questi i numeri di Reggio Film Family, la sezione competitiva di cortometraggi d’animazione adatti ai bambini in programma nell’ambito della ventesima edizione del Reggio Film Festival.
«Novità di quest’anno sono i due programmi consigliati per la fascia d’età dai 10 in su, che vanno ad aggiungersi ai consueti programmi 3+ e 7+» spiega Alessandro Mainini, curatore della sezione Reggio Film Family «I temi trasversali in evidenza sono sicuramente l’amicizia, le relazioni familiari, il viaggio iniziatico, la sensibilità ecologica».
Tra le diverse anteprime italiane, spicca per originalità Meow or Never, film di diploma alla National Film and Television School (Regno Unito) della giovane regista di origine indiana Neeraja Raj, fresco della vittoria del premio del pubblico al Festival Stop Motion di Montréal: un musical fanta-demenziale con protagonista una gattastronauta alla ricerca del senso della vita nello spazio. L’incontro con il cucciolo Blip, desideroso di aiutarla, la porterà a un susseguirsi di eventi catastrofici (21 novembre, ore 9.30, Teatro San Prospero, età 10+).
Il superamento della vergogna per le proprie radici da parte di una novenne parigina che approda dalla zia a Guadalupa è al centro di Vanille, coproduzione franco-svizzera diretta da Guillaume Lorin che combina personaggi piacevolmente sopra le righe realizzati con disegni animati tradizionali e sfondi fotografici che restituiscono la bellezza dei paesaggi, realismo e magia (21 novembre, ore 11.30, Teatro San Prospero, età 10+).
Vanille ha vinto il prestigioso Premio Cristal per una produzione TV al Festival di Annecy nel 2021, riconoscimento assegnato l’anno prima a un altro film qui in concorso, il franco-belga L’Odyssee de Choumdi Julien Bisaro che, come da titolo, narra dell’avventuroso viaggio dell’indomito gufetto Choum alla ricerca di una madre per sé e per il fratellino, rimasti senza casa dopo una tremenda tempesta. «Una storia che sa catturare l’attenzione ed emozionare senza eccedere nell’utilizzo di gesti e caratterizzazioni antropomorfi» commenta Alessandro Mainini «A colpire sono l’attenzione al realismo di luci, ombre, trasparenze, delle forme e dei movimenti dei personaggi e dell’ambiente naturale, della prospettiva, funzionale alla resa espressiva di inquadrature sempre molto ricercate» (7 novembre, ore 11.30, Teatro San Prospero; 21 novembre, ore 15.30, Centro Internazionale Loris Malaguzzi, età 7+).
Tra le opere più brevi vale ricordare almeno ПРИНЦЕССА И БАНДИТ /La principessa e il bandito, ultima fatica del maestro russo Mikhail Aldashin co-diretta con Mariya Sosnina: un’opera ironica che gioca con gli archetipi fiabeschi e gli stereotipi di genere e sociali, rifacendosi alle stilizzazioni caricaturali degli anni Sessanta (6 novembre, ore 9.30, Teatro San Prospero; 7 novembre, ore 17.30, Centro Internazionale Loris Malaguzzi, età 3+)
«Tra tecniche, stili e generi differenti» conclude Mainini «bambini e genitori insieme potranno viaggiare attraverso il meglio dell’animazione d’autore internazionale contemporanea».
I cortometraggi concorrono al premio Family, che verrà assegnato dalla giuria internazionale formata dalla regista d’animazione svizzera Lena von Döhren, dall’editrice Lina Vergara Huilcaman e dalla direttrice del Youngabout International Film Festival Angela Mastrolonardo. Gli spettatori (bambini e adulti) potranno votare i loro cortometraggi preferiti per assegnare il premio giuria popolare Family.
Tutte le proiezioni sono a ingresso gratuito.
Le proiezioni al Centro Internazionale Loris Malaguzzi sono inserite anche nel progetto Bambini al Centro. Per informazioni e iscrizioni: https://www.reggiochildren.it/bambinialcentro.
L’80% della popolazione ha sofferto di acne nel corso della propria vita ma indubbiamente quest’ultimo anno e mezzo è stato il peggiore. L’utilizzo della mascherina ha provocato un aumento significativo dei problemi alla pelle, soprattutto la comparsa di piccoli brufoli sul viso poiché lo sfregamento e la pressione della mascherina, combinati con la mancanza di traspirazione della pelle, l’aumento del vapore acqueo prodotto dalla respirazione con la mascherina e il sudore che viene generato, fanno sì che aumenti la presenza del sebo e dei batteri che causano l’acne.
Questa è una delle cause principali, ma incide anche l’aumento dello stress. In base ai dati gestiti da www.nutritienda.com, l’azienda online leader nella vendita di prodotti di salute e bellezza, nel corso degli ultimi 12 mesi si è verificato un aumento del 40% delle visite dermatologiche per problemi di acne e di dermatite seborroica, una percentuale che è aumentata con l’inizio delle lezioni presenziali e il ritorno al lavoro in ufficio. Inoltre tutto ciò ha portato i giovani a sentirsi insicuri e ad avere problemi psicologici ed emotivi, il 45% dei giovani con acne soffre di ansia e prova imbarazzo quando si toglie la mascherina. L’uso della mascherina non è obbligatorio all’aperto -purché venga rispettata la distanza di sicurezza- ma questa deve essere indossata in tutti i luoghi al chiuso, incluse le scuole e i luoghi di lavoro dove i bambini, gli adolescenti e i giovani devono continuare a indossarla per molte ore, provocando la comparsa di eczemi e brufoletti sulla pelle.
La comparsa dell’acne può essere attenuata, per cui gli esperti hanno stilato una piccola guida con tutti i trucchi che possiamo mettere in pratica se vogliamo evitare l’acne e avere una pelle radiosa:
1. Rispettare il tempo di utilizzo della mascherina
Anche se sembra ovvio e quest’anno lo abbiamo sentito mille volte, più della metà delle persone non considera il tempo di utilizzo della mascherina, si tratta di quattro ore nel caso delle mascherine chirurgiche e di otto ore per le FFP2, superato questo tempo devono essere cambiate, non solo perché perdono la loro efficacia nella protezione dal coronavirus ma anche perché per evitare la comparsa dell’acne, è fondamentale limitare il contatto della nostra pelle coi batteri e i germi che si accumulano al loro interno. Un consiglio: dobbiamo prenderci una pausa dalla mascherina, quando è possibile. Ogni volta che ci troviamo in un posto sicuro o all’aria aperta da soli o in compagnia -rispettando sempre la distanza minima di due metri- e dopo aver lavato le mani, si consiglia di togliere la mascherina per 15 minuti ogni quattro ore.
2. Pulizia profonda
Come detto in precedenza, le mascherine riducono per molte ore la ventilazione al loro interno edè molto importante permettere alla pelle di respirare correttamente quando non le indossiamo, per cui è necessario realizzare una pulizia profonda, preferibilmente in due fasi. Il primo passo consiste nella pulizia del viso con acqua tiepida e con un sapone specifico per il nostro tipo di pelle, per aprire i pori e ossigenare la pelle. La seconda fase della pulizia deve essere effettuata con l’acqua micellare, per permettere alla pelle di recuperare la sua vitalità. Si tratta di una formula che contiene acqua purificata e minimamente mineralizzata con pH fisiologico, tensioattivi non ionici e glicerina; inoltre questo tipo di prodotto può contenere olio di mandorle o acqua di rose. Una volta terminata la pulizia, è opportuno idratare il viso con la crema più adatta alla nostra pelle.
3. Esfoliazione
Una o due volte alla settimana è necessario rimuovere con un’esfoliazione le cellule morte che ostruiscono i pori del viso. Esistono prodotti adatti a questo scopo ma possiamo produrli facilmente in casa mescolando fiocchi di avena e miele: si applica il preparato delicatamente realizzando piccoli movimenti circolari sulla pelle umida, si lascia agire per cinque minuti e si risciacqua con abbondante acqua fredda. L’avena elimina le cellule morte e il miele lascia la pelle morbida e idratata.
4. Maschera
Oltre a una buona esfoliazione da realizzare un paio di volte alla settimana, è importante applicare una maschera adatta al nostro tipo di pelle.Sul mercato esistono migliaia di prodotti specifici per pelli con acne ma dobbiamo verificare che contengano i seguenti ingredienti:– Argille: purificano i pori e aiutano ad assorbire il sebo.– Acido glicolico e salicilico: riequilibrano il livello di grasso della pelle e riducono l’infiammazione.– Zolfo:è molto utile per le sue proprietà antibatteriche.– Carbone attivo: assorbe le impurità e le tossine accumulate dalla nostra pelle.Possiamo preparare una maschera in casa mescolando argilla verde con acqua, succo di limone e due cucchiai di olio di oliva:questo preparato si applica sulla pelle pulita e si lascia agire per 20-30 minuti. In seguito si rimuove la maschera con acqua tiepida.
5. Idratazione
Una corretta idratazione lenisce la pelle e le dona un aspetto più sano. Una buona opzione è quella di usare un prodotto con aloe vera, che agisce sui tre strati della pelle e ha un potere rigenerante, lenitivo e rinfrescante. In caso di dubbi è consigliabile consultare un dermatologo, affinché possa raccomandarci una crema specifica per il nostro problema. Oltre a idratarsi esternamente è importante idratare anche il nostro organismo, bere due litri di acqua al giorno aiuta la nostra pelle.
6. Ridurre o evitare il make upIl make up ostruisce i pori e ciò può provocare una maggiore produzione di acne, per cui è molto importante evitare o ridurre il più possibile l’utilizzo del make up. Se dobbiamo utilizzarlo dobbiamo applicare prodotti “non comedogeni” o “non acnegenici” ed è importante struccarsi con acqua micellare o con un detergente delicato; inoltre è essenziale evitare cosmetici preparati con burri o olio di cocco. Per quanto riguarda le labbra è meglio utilizzare prodotti permanenti che non macchiano la mascherina.
7. Riposare il più possibile
Per avere una pelle radiosa bisogna riposare bene, la nostra pelle si stanca proprio come noi. La mancanza di riposo produce i radicali liberi, che causano i brufoli e l’invecchiamento precoce della pelle, perciò è molto importante dormire otto ore al giorno.
8. Non toccare i brufoli
Sembra ovvio ma non tutti rispettano questa regola, soprattutto quando compare un brufolo nei giorni più importanti e abbiamo la tentazione di schiacciarlo. Occorre fare molta attenzione perché facendolo il liquido infettato può penetrare all’interno degli strati più profondi della nostra pelle, causando un’infezione maggiore, inoltre se schiacciamo i brufoli possiamo lasciare piccole cicatrici permanenti.
9. Seguire un’alimentazione equilibrata
Una dieta sana ed equilibrata è la chiave per avere una pelle sana e luminosa. Esistono degli studi che provano che gli alimenti con un indice glicemico elevato possono alterare lo stato della nostra pelle poiché modificano l’insulina che stimola gli ormoni che causano l’acne. Pertanto, dobbiamo evitarli e inserire nella propria dieta alimenti con un indice glicemico basso come gli alimenti integrali, i legumi, le verdure o la frutta, che prevengono la comparsa dell’acne. In caso di acne severa si raccomanda anche di ridurre i latticini, perché esiste una correlazione tra acne e consumo di latticini. Gli esperti nutrizionisti di Nutritienda.com ci mostrano quali sono gli alimenti migliori per combattere l’acne:
Arance
Sappiamo che grazie alla vitamina C, le arance sono ricche di antiossidanti, inoltre questa vitamina favorisce la normale formazione del collagene, una proteina che forma parte della struttura della pelle e le dona un aspetto bello, luminoso e senza imperfezioni. Con l’avanzare dell’età perdiamo questa proteina, quindi il consumo di alimenti ricchi di vitamina C è fondamentale per stimolare la produzione del collagene. Le arance contengono anche un’altra grande alleata per la pelle: la vitamina A. Infatti le arance sono degli agrumi che forniscono carotenoidi dall’attività provitaminica A, per questo motivo è consigliabile bere ogni mattina un succo di arance naturali, anche se per trarre tutti i suoi benefici, è meglio mangiare la frutta intera! È possibile preparare una pasta mescolando le bucce di arancia tritate con un poco di acqua, qualche cucchiaio di yogurt e un poco di farina:bisogna applicare questo preparato sui brufoli per 15 minuti e in seguito si deve rimuovere con acqua tiepida. In caso di pelle sensibile, è sempre meglio consultare un dermatologo.
Ananas
L’ananas non solo è molto gustosa ma è un frutto dalle molteplici proprietà: è una fonte eccellente di vitamina C, aiuta a proteggere le cellule dal danno ossidativo e iodio, che aiuta a preservare la salute della pelle, la produzione degli ormoni tiroidei e la normale funzione tiroidea. Tutto ciò rende l’ananas un cocktail di antiossidanti che non aiutano solamente a combattere l’acne ma uniformano il tono della pelle, aiutando a preservare un aspetto sano e una luminosità naturale. Il componente più importante dell’ananas è la bromelina, un enzima proteolitico presente nel fusto e nel frutto. Grazie a questo enzima, che stimola la degradazione delle proteine e favorisce il loro assorbimento intestinale sotto forma di amminoacidi. Inoltre la bromelina, applicata per uso topico, agisce come un esfoliante naturale e schiarisce le macchie cutanee, per cui è presente in molti cosmetici e nelle ricette per preparare in casa le maschere a base di ananas, ideali per le pelli acneiche e per le macchie lasciate dai brufoli. AvocadoL’avocado è un alimento ricco di vitamine e minerali, è una fonte di vitamina E, che contribuisce alla protezione delle cellule dal danno ossidativo e aiuta la pelle a mantenersi libera dalle imperfezioni. Inoltre l’avocado è molto ricco di acidi grassi sani, soprattutto l’acido oleico, molto apprezzato per la sua capacità di trattenere l’acqua, per cui consigliamo di inserirlo non solo nella nostra dieta ma di utilizzare cosmetici e maschere naturali che lo contengono, per mantenere la pelle idratata: potrai rendere la tua pelle luminosa, uniforme e bella!
Limone
Il limone è una fonte di vitamina C, che come abbiamo detto contribuisce alla formazione del collagene ma inoltre contiene acidi organici conosciuti nel mondo della cosmetica per le loro proprietà astringenti, come ad esempio l’acido citrico e l’acido malico (che rende la pelle luminosa). Le proprietà astringenti del limone favoriscono l’eliminazione del sebo in eccesso e contiene alfa idrossi acido, che in cosmetica viene utilizzato per rimuovere le cellule morte. Il limone non è solamente un condimento perfetto per i nostri piatti ma può essere anche utilizzato nelle maschere fatte in casa!
Fragola
Le fragole possiedono un alto contenuto di vitamina C e antiossidanti, nutrienti importanti per la cura della pelle. Il collagene è la proteina strutturale più importante dell’epidermide e si perde con l’avanzare dell’età, per cui le fragole e la frutta in generale, ricca di vitamina C, sono perfette per aiutare a soddisfare il fabbisogno delle vitamine necessarie per la sua formazione e le rende il frutto ideale per preservare l’aspetto sano della pelle. Inoltre, lefragole hanno un effetto antinfiammatorio, per questo motivo vengono inserite nei cosmetici.
Broccolo
I broccoli sono un alimento molto sano e ricco di numerose vitamine e antiossidanti (b-caroteni e soprattutto vitamina C). Sono ricchi di zinco, che aiuta la pelle a mantenere un aspetto bello e naturale ed è un minerale molto conosciuto in cosmetica, per le sue proprietà seccanti, se viene applicato direttamente sul brufolo. È l’ingrediente ideale per la preparazione delle maschere!
Aglio
Le proprietà benefiche dell’aglio sono dovute ai suoi componenti solforati, tra i quali l’allicina, che possiede proprietà antinfiammatorie e antisettiche molto utilizzate in cosmetica, per schiarire le macchie scure della pelle (alcune delle quali possono essere lasciate dai brufoli). Inoltre l’aglio possiede le vitamine C, B6, potassio, iodio e fosforo, quest’ultimo è presente nelle nostre membrane cellulari e favorisce il loro normale funzionamento, combattendo le imperfezioni in modo naturale. L’aglio nero è il tipo più interessante perché oltre a possedere tutte le proprietà dell’aglio classico, contiene una quantità maggiore di antiossidanti.
Carciofo
I carciofi sono ricchi di vitamine A, B e C, fibre e minerali. La vitamina A svolge un ruolo importante per la cura della pelle perché favorisce la formazione e il mantenimento dei denti, dei tessuti ossei e molli e indubbiamente aiuta a mantenere una pelle sana.Quando si parla di cosmetici con retinolo in realtà stiamo parlando della vitamina A, che rende la pelle luminosa; inoltre ha un elevato potere diuretico, importante per l’eliminazione delle tossine ma il componente più importante dei carciofi è la cinarina, un composto attivo presente in questo alimento, che favorisce l’eliminazione delle sostanze tossiche da parte del fegato.
Carota
Le carote sono ricche di nutrienti, vitamine A, B e C, potassio e fibre, inoltre possiedono unalto contenuto di betacaroteni, che fanno parte della famiglia dei carotenoidi che possono essere trasformati in vitamina A dal nostro organismo. Inoltre, sono un antiossidante naturale importante per il mantenimento della salute della pelle. Quando viene applicata per uso topico, la vitamina A può favorire il processo di rigenerazione cellulare dopo l’esfoliazione. Possiamo preparare un esfoliante in casa bollendo una carota, in seguito dobbiamo triturarla, aggiungere un poco di miele e possiamo applicare l’impasto sulla pelle per qualche minuto; completare l’operazione risciacquando con acqua tiepida.
Salmone
Il salmone è un pesce molto nutriente e ricco di acidi grassi sani come i grassi monoinsaturi e insaturi e omega 3, inoltre contiene vitamine e minerali come lo iodio e la vitamina A, che aiutano a mantenere la pelle in condizioni normali.
Curcuma
La curcuma è molto usata nei paesi asiatici perché alcuni studi affermano che la curcumina, presente nella curcuma, possiede delle proprietà antiossidanti e antinfiammatorie e viene inserita nelle formule di molti cosmetici per la cura dei brufoli. È importante ricordare che una carenza delle vitamine C e A provoca un peggioramento della salute della pelle. Le conseguenze di questo deficit possono essere la comparsa delle imperfezioni come i pori dilatati, le macchie e i brufoli.
10. Rivolgersi al dermatologo
Concludiamo con quello che dovrebbe essere il primo consiglio, consultare il dermatologo, affinché possa raccomandarci il trattamento specifico migliore per risolvere il nostro problema, poiché in base alla sua gravità, è probabile che sia necessario anche l’utilizzo di farmaci.
I vantaggi dell’alimentazione plant based per la salute del pianeta e le 6 maggiori fake news sullo stile di vita vegano spiegati dalla dottoressa Silvia Goggi
Il 1 novembre è il World Vegan Day, una giornata mondiale nata per celebrare uno stile di vita accessibile e benefico non solo per la propria salute ma anche per il pianeta. Per l’occasione,Babaco Market, il delivery 100% made in Italy di frutta e verdura fuori dall’ordinario che combatte lo spreco che si origina dal campo al mercato, si è avvalso della consulenza della dottoressa Silvia Goggi – medico specialista in scienza dell’alimentazione, autrice best-seller e divulgatrice – per aumentare la consapevolezza sui benefici dell’alimentazione plant based e sfatare alcuni dei più diffusi e popolari falsi miti in merito.
“La consapevolezza sull’impatto che le scelte alimentari hanno sul mondo e sulla qualità della vita degli esseri viventi aumenta tanto da diventare la prima e più importante ragione per decidere di abbracciare uno stile di vita vagano. L’ultimorapporto Eurispes ha evidenziato che il 2.4% degli italiani ha eliminato tutti i derivati animali dalla propria tavola. La maggior parte degli intervistati (23.1%) ha dichiarato che uno dei maggiori driver nella scelta sono state le ragioni ambientali e la salvaguardia del pianeta. Arrivano dopo le motivazioni salutistiche (21.3%) e animaliste (20.7%)”, spiegaSilvia Goggi.
Tanti sono i vantaggi ambientali e i benefici che il nostro pianeta può trarre da una dieta a prevalenza vegetale, come un maggiore risparmio di acqua, la riduzione di emissioni di gas serra e il minor utilizzo di terre fertili. Il 43% delle terre emerse (calcolate escludendo già ghiacciai e deserti) sono utilizzate per l’agricoltura intensiva e l’83% di queste servono per coltivare vegetali che diventeranno mangime.
Nato per portare a casa degli italiani frutta e verdura fresca, di stagione ed evitare che prodotti in perfette condizioni venissero sprecati perché non conformi con gli standard estetici stabiliti dalla distribuzione, Babaco Market ha da sempre a cuore l’impatto ambientale legato alle scelte alimentari. A solo un anno dal suo arrivo in Italia, il servizio di delivery ha contribuito a salvare circa 140 tonnellate di frutta e verdura evitando che venissero immesse nell’atmosfera 350 tonnellate di CO2. Numeri importanti che fanno riflettere su quanto ciascuno possa, con le proprie scelte e azioni quotidiane, contribuire in maniera significativa alla salute e alla difesa del nostro Pianeta.
FALSI MITI E FAKE NEWS SULLO STILE DI VITA VEGAN SPIEGATI DALLA DOTTORESSA SILVIA GOGGI
1. I vegani hanno delle carenze proteiche
“Spesso si pensa che l’alimentazione vegana non fornisca un apporto proteico sufficiente all’organismo. Ma in realtà tutti gli aminoacidi, anche quelli essenziali, provengono dal mondo vegetale. Ciò che è importante da un punto di vista nutrizionale non è la percentuale di amminoacidi essenziali nel singolo alimento vegetale, ma quelli contenuti in totale nella dieta giornaliera e con un’alimentazione vegetale si riesce a superare la quantità di proteine consigliata”.
2. I vegani devono assumere tanti integratori alimentari
“L’aspetto dell’integrazione suscita spesso diffidenza nei confronti dell’alimentazione vegana. Tuttavia, l’unico integratore che un vegano deve assumere rispetto a un non-vegano è la vitamina B12, una vitamina di produzione batterica che si trova sia nel terreno sia nello stomaco di alcuni ruminanti. Vitamina di cui necessitano anche i vegetariani, i flextiariani (i vegetariani flessibili, ovvero che consumano carne con delle limitazioni e a frequenza sporadica) e talvolta anche chi consuma carne regolarmente, per motivi di mancato assorbimento o insufficiente apporto”.
3. Il ferro animale viene assorbito meglio dal nostro organismo
“Non è del tutto falso. Il ferro animale si assorbe in percentuale leggermente maggiore, ma senza possibilità di inibirne l’entrata quando invece se ne ha già in eccesso nei depositi – e un eccesso di ferro è pro-infiammatorio. L’assorbimento del ferro vegetale avviene in modo da mantenerne uno stato nutrizionale più che sufficiente in chi segue una dieta vegetale, senza pericolo di eccedere”.
4. Senza latticini non si assume abbastanza calcio
“Le mucche non producono il calcio, ma riversano nel loro latte quello presente nei vegetali che mangiano. Il calcio infatti è un minerale del suolo, che si concentra in alcuni vegetali in particolare. Consumando quindi verdure verdi in foglia, soia e derivati, crucifere, sesamo e mandorle, si è già a buon punto. Quasi tutte le bevande e gli yogurt vegetali presenti in commercio, inoltre, ne sono addizionati, rendendo il raggiungimento del fabbisogno di questo nutriente ancora più facile”.
5. L’eccesso di carboidrati fa ingrassare
“Una dieta vegana ha una densità calorica bassissima, il che, unito al suo elevato potere saziante, la rende uno stile alimentare vantaggioso per chi desidera mantenere il peso oppure deve intraprendere un percorso volto al calo ponderale. Con più carboidrati, si è solo più felici.”
6. È costosa e prevede troppi alimenti esotici
“A parità di frutta, verdure, cereali e frutta secca o semi oleosi che dovrebbero essere presenti anche in una dieta onnivora, quella vegana differisce per la fonte proteica utilizzata: i legumi costano molto meno della carne. Inoltre, gli alimenti che vengono da altri Paesi non sono affatto necessari per raggiungere l’adeguatezza nutrizionale della propria alimentazione vegana – lo si può fare anche a km0, preferendo l’olio di oliva all’avocado, il riso alla quinoa e le mandorle siciliane agli anacardi, per esempio”.