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Vendi su Vinted o Depop? I 10 consigli per uno shooting fai da te, a prova di fotografo

09 giovedì 2021 visualizzazioni:

Il second hand è un trend ormai assodato, non solo per permettersi brand costosi, ma anche per seguire uno stile di vita all’insegna della sostenibilità. Ecco un vademecum per creare un “armadio” di tutto rispetto.

Il tubino di raso turchese che hai indossato per il matrimonio dell’amica Lavinia, la maglietta che ogni estate riponi nel cassetto ma non metti più da cinque anni, quelle scarpe comprate l’anno scorso e mai indossate… ha davvero senso conservare tutto nell’armadio?

Forse è il momento di fare spazio e attivare un circolo virtuoso. Oggi sono tantissime le app e piattaforme che consentono di dare ai capi inutilizzati una nuova vita, approfittandone per mettere qualche soldo nel portafogli. Non resta che aspettare che la soglia della batteria del tuo smartphone raggiunga almeno il 5% e seguire i consigli giusti per rendere appetibili i tuoi acquisti sbagliati e i capi che hanno bisogno di cambiare aria.

Ecco i 10 consigli degli esperti di BOOM, che gestiscono gli shooting dei contenuti visivi per grandi aziende internazionali dell’e-commerce, del real estate, del food e del travel.

1.      Pulisci la fotocamera prima di iniziare

Prima di tutto, ricordati di pulire la patina di polvere e le ditate sulla telecamera del tuo telefono. Sgrassatore, spugnetta o alcol e via. La fotocamera è pronta!

2.      Prepara lo sfondo

Il muro bianco sul quale avevi appeso il tuo poster preferito diventerà ora il set fotografico. Assicurati di sceglierne uno vicino alla finestra per sfruttare la luce naturale. Se invece vivi in una città uggiosa fai così: prendi le due lampade sui comodini – togli gli eventuali paralumi – o due lampade da scrivania, posizionale ai lati del prodotto, fuori dall’inquadratura.

3.      Scegli la giusta luce

Se la luce è troppo forte (ve ne accorgerete perché alcune parti del capo saranno troppo scure ed altre troppo illuminate) prova ad allontanare un po’ le lampade oppure metti un lenzuolo bianco tra la fonte d’illuminazione e il capo. Dovreste ottenere una luce più morbida.

4.      Scegli la gruccia adatta

Ogni capo ha la sua: gruccia con spalle larghe per i capispalla, gruccia sottile di metallo per abitini e canottiere, pinze per pantaloni e gonne.

5.      Valorizza i tuoi capi

Ad esempio, per t-shirt e camicie il trucco è appoggiarle su una superficie piana sufficientemente larga: un tavolo, il letto (tira quelle lenzuola!) o un bel pavimento pulito. In questo modo si vedranno bene le ampiezze delle maniche e del fondo.

6.      Stira!

Purtroppo, sì, ti toccherà stirare i vestiti prima di fotografarli. È tassativo per attirare l’attenzione degli altri utenti perché un capo stirato, si sa, fa una figura migliore di uno pieno di pieghette.

7.      Abbonda con le foto

Assicurati di scattare almeno quattro foto: il fronte, il retro e almeno un dettaglio sulle particolarità del capo (ricami, pizzi, stampe, loghi…), senza dimenticare, possibilmente, le etichette, che siano a fuoco e leggibili.

8.      Non dimenticare gli accessori!

Gli accessori hanno bisogno di un’attenzione particolare: posiziona l’oggetto su un tavolo ricordandoti gli espedienti sull’illuminazione descritti prima. Le borse devono essere riempite con carta, sciarpe o asciugamani. Posiziona la tracolla o arrotolata sul fronte o sul lato. Ricordati di fotografare anche eventuali tasche interne. Per le scarpe bisogna sempre prestare attenzione allapulizia (se sono di vernice e si vedono le impronte non le venderai mai, lucidale!!!). E’ sempre utile inserire uno scatto delle suole per far capire l’usura.

9.      Indossa i tuoi capi

Prendi coraggio e aggiungi il contenuto che di solito è il più utile: lo scatto indossato. Posiziona il telefono su un piano di appoggio stabile a circa un metro e mezzo da terra e attiva la funzione autoscatto con 10 secondi di ritardo. Mettiti nella tua posa migliore e attendi il click della macchina fotografica. Renditi irriconoscibile ritagliando la foto tra il naso e la bocca.

10.  Usa i filtri, ma con parsimonia

Esistono molte app possono aiutare a dare un twist alle foto o a ovviare la mancanza, per esempio, di un fondo omogeneo, sostituendo il bianco della tua parete con un colore tenue, ma più attraente. Poi puoi sbizzarrirti con filtri ed effetti per valorizzare le tue future vendite. Occhio però a non esagerare, ricordati che la prima regola è presentare i capi nel modo più fedele possibile alla realtà! Per esempio, non intervenire assolutamente sui colori.

di Sofia D’Altrui

9/09/2021

Rientro dalle vacanze: settembre è il momento ideale per prendere con sé un amico a 4 zampe

08 mercoledì 2021 visualizzazioni:

Condividere la casa e il proprio tempo con un cane regala benefici indiscussi. Secondo uno studio pubblicato da Society & Animals, le persone che ne hanno uno sorridono di più. Persino la medicina riconosce che il “miglior amico dell’uomo” è un vero e proprio antidepressivo naturale, contrasta lo stress, aiuta ad avere ritmi più regolari, a sentire di avere uno scopo e di essere la persona più importante per quel pelosetto. E questi sono solo alcuni degli indiscussi effetti positivi che questa convivenza, fatta di amore incondizionato, dona.

Forse per questo dallo scoppio della pandemia ad oggi si è registrato un vero e proprio boom di adozioni a 4 zampe: ben 7,8 milioni di persone hanno accolto (o lo faranno a breve) un animale. In pole position, ovviamente, l’amico fedele per eccellenza: il cane! Solo nel 2020, sono stati 8.100 i cani che hanno trovato una nuova famiglia (dati Enpa).

Una scelta avallata da Christian Costamagna educatore, istruttore e formatore cinofilo e fondatore del metodo Empathydog, che considera la convivenza con un amico scodinzolante un’esperienza bellissima e arricchente. Una scelta che, stando all’esperto, vede settembre essere uno dei periodi ideali.

Costamagna sottolinea, però, come l’adozione non debba certo essere fatta a cuor leggero, magari in balia di emozioni momentanee. Al contrario, una scelta tanto importante deve essere consapevole, supportata da grande senso di responsabilità“Chi adotta un cane – afferma il formatore cinofilo – lo sa, in casa cambiano i ritmi, si deve adattare la propria vita con quella dell’amico a 4 zampe. In alcuni casi, soprattutto se stiamo accogliendo cani con un passato burrascoso, conoscere la psicologia e comunicazione canina è sicuramente importante per creare una relazione in totale empatia con il tuo nuovo amico”

Una volta sicuri di voler accogliere un nuovo componente in famiglia, non rimane che capire come scegliere il proprio amico ideale. Questi i 5 consigli fondamentali dati dall’esperto. 

  1. Il primo passo per scegliere in modo consapevole è quello di valutare il proprio stile di vita e non l’aspetto estetico del cane. Chi è attivo, sportivo, non dovrebbe adottare un Bulldog Inglese ma un cane agile, attivo e resistente. Chi ama andare al mare e stare ore sotto il sole dovrà scegliere un cane propenso a rimanere in spiaggia, magari in acqua, come il Labrador. Questo per evitare di dover condividere una vita intera con piaceri ed obiettivi diversi. Prima di scegliere un cane, dunque, è bene aver presente il proprio stile di vita, passioni e impegni compresi.
  2. Il cane va scelto anche in base alle sue attitudini. Il Border Collie, ad esempio, è un cane da lavoro, il Pastore Abruzzese è da guardia, il Setter è da caccia… La sua attitudine, dunque, può far capire se l’animale è più attivo o, al contrario, sedentario. Dopo aver valutato le proprie esigenze personali e le attitudini del cane che si vorrebbe prendere (magari con l’aiuto di un professionistaper verificare il feeling che potrà venirsi a creare) si potrà passare a scegliere basandosi anche sul carattere dell’animale.
  3. Il carattere del cane è fondamentale per poter vivere una vita serena insieme. Alcuni sono caratterizzati da una tempra forte e, con loro, riuscire a creare un legame e farsi ascoltare diventa molto più difficile in alcune situazioni. Ce ne sono altri, invece, più “pavidi”. In questo caso, avere come padrone una persona molto premurosa e sensibile potrebbe rendere più complicato il riuscire ad aiutarlo a superare queste sue paure. Ci sono alcuni principi fondamentali da rispettare per educare o supportare il proprio cane a superare delle difficoltà. Principi che, per alcune persone, sono difficili da mettere in pratica
  4. Anche il periodo durante il quale accogliere un cane è molto importante. Per esempio, è meglio farlo al ritorno dalle ferie, per essere preparati per il suo arrivo ma anche per evitare al cane inutili situazioni stressanti (come, ad esempio, il doverlo lasciare in una pensione) o snervanti (come il caos, la spiaggia o posti nuovi) proprio in un momento tanto particolare. Il periodo migliore per adottare un cane è anche quando la situazione dell’aspirante proprietario, lavorativa e privata, è più tranquilla, in modo tale da dedicare al nuovo arrivato tutto il tempo necessario per il suo inserimento.
  5. L’ultimo consiglio, forse il più importante, è quello di essere educati ad accogliere un cane al meglio, applicando alcuni accorgimenti fondamentali. Il suo arrivo in una nuova casa è un momento delicato perché si stacca dal branco, dal posto in cui ha vissuto e dai suoi odori. È molto importante fare le cose giuste e vanno messe in conto prima ancora di passare all’adozione

di redazione digital

8/09/2021

Milano Design Week. Di-Stanze: presentato il Manifesto dell’Abitare

07 martedì 2021 visualizzazioni:

Nato dalla collaborazione tra Strategy Innovation, spin-off dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, e Fuorisalone.it, il Manifesto ridisegna gli ambienti della casa del futuro che dovrà coniugare il bisogno di indipendenza e privacy con quello della condivisione e della socialità.

Frutto di un lavoro congiunto tra Strategy Innovation, StudioLabo, Fuorisalone.it e alcune aziende partner, il Manifesto dell’Abitare “Di-stanze” prende le mosse dalle riflessioni nate durante il Laboratorio dell’Abitare realizzato in collaborazione con Fuorisalone.it la scorsa primavera, dove era emersa con forza la necessità di un’evoluzione di concetto legato al design degli ambienti: smettere di misurare la casa in metri quadri e cominciare a misurarla in qualità delle relazioni, e si propone come strumento al servizio di architetti, designer e urbanisti per stimolare riflessioni e idee e dare vita a nuove forme dell’abitare.

“Il paradosso che regola qualsiasi forma di coabitazione – spiega Gian Paolo Lazzer, responsabile dell’Osservatorio Future Business Model Strategy Innovation– si muove tra i due estremi della socialità e dell’individualità. Tra lo stare insieme in comunità, in famiglia o in coppia e lo stare da soli, liberi da vincoli relazionali”. 

I due estremi di un paradosso sono contrapposti e inconciliabili solo in apparenza, poiché la loro coesistenza appare possibile in una prospettiva più ampia. Nel caso dell’abitazione, Strategy innovation ha ripensato in modo del tutto nuovo e ‘paradossale’ le forme dell’abitare per risolvere una questione apparentemente insolubile: come poter garantire la soddisfazione di un bisogno primario come la socialità e il sentimento di appartenenza senza ledere necessità altrettanto importanti, come l’indipendenza, la riservatezza o l’intimità? 

“La risposta – prosegue Lazzer – sta nel concetto di ‘distanza’. Cerchiamo allora la giusta distanza, sia essa fisica o sociale. Per calcolare la giusta distanza, bisogna tenere conto degli elementi psicologici, sociali e culturali, oltre che fisici, che definiscono tali estremi”. 

Per questo motivo per progettare gli spazi abitativi occorrono competenze eterogenee. Progettare la giusta distanza diventa allora un’arte collettiva. Si concepisce così l’abitare come un insieme di Di-stanze, ridisegnate quotidianamente dai abitanti che ne tracciano i confini e ne definiscono l’essenza. Per garantire relazioni migliori tra le persone, è necessario disegnare spazi adatti a ospitarle: stanze, appunto.

‘Stanze’ intese come unità minime relazionali, dotate di un valore unico e indipendente, di una propria atmosfera e di specifiche regole di gestione. La stanza si fa portatrice di un ordine fisico e morale definito dai suoi abitanti nel corso degli anni, di un’eredità destinata, forse, a sopravvivere loro. Pur nella loro indipendenza le stanze acquistano però un senso maggiore se osservate in una prospettiva d’insieme, nella loro interdipendenza, proprio come le stanze (o strofe) di una poesia. o in un’opera di Carlo Scarpa come il pavimento del Palazzo Querini Stampalia, Un mosaico fatto da tasselli indipendenti, ma interconnessi, quadrati perfetti di dimensioni identiche, organizzati in un disegno studiato minuziosamente. 

Il Manifesto dell’Abitare “Di-stanze” è la prima tappa di un percorso più lungo, un invito a collaborare e a istituire un think tank sulle forme dell’abitare più desiderabili e sostenibili e si presenta come un vero e proprio viaggio alla scoperta dei principali ambienti della casa: salotto, cucina, studio, palestra, camera da letto, cameretta, bagno, giardino, serra, garage e anche il quartiere, sempre più protagonista del vivere sostenibile.

Qui non si trovano regole precise su misure e funzionalità specifiche. In questo documento, invece, tutto ruota intorno a valori ideali, equilibri ‘perfetti’ e relazioni essenziali che sono il centro nevralgico di ogni stanza e della casa nel suo insieme, nati da letture provenienti dai più disparati ambiti di studio e ricerca come la letteratura, la psicologia, l’economia, la sociologia e la storia dell’arte.

Qui è possibile leggere e scaricare il Manifesto https://fuorisalone.it/manifesto-dell-abitare/it/

Tra le aziende partner che hanno partecipato al progetto Unox, Gabel, l’Oreal, Zamperla, MCZ, IPS, Foscarini, Labomar, Morocolor, Staygreen ed Everel.

di Sofia D’Altrui

7/09/2021

Al museo con il cane. Uffizi, Vaticani, la torre di Pisa e Castel Sant’Angelo.

06 lunedì 2021 visualizzazioni:

I nostri amati amici a quattro zampe non devono restare a casa, adesso ci aspettano all’uscita accompagnati da un dog sitter certificato. La possibilità è offerta da TripForDog.com.

Fino ad oggi se si volevano vedere alcuni musei importanti bisognava lasciare a casa il cane. Adesso il nostro amico peloso ci aspetterà fuori, affidato ad un dog sitter certificato. Il servizio è stato ideato da TripForDog.com, la prima agenzia di viaggi a quattro zampe. 

Il servizio parte in cinque luoghi storici e rappresentativi dell’Italia: a Firenze con gli Uffizi, la galleria dell’Accademia e il Duomo, a Roma con i musei Vaticani e Castel Sant’Angelo, a Pisa per vistare la torre  e a Pompei per vedere gli scavi.

“Abbiamo selezionato delle persone che per lavoro si occupano di cani. – spiega Marco Fabris, Ceo e fondatore di Tripfordog.com, l’agenzia di viaggi a quattro zampe – Sono esperti che sanno come farli giocare in sicurezza e anche farli riposare quando serve. Si organizzano per farli stare in posti dove c’è ombra, sempre alla ricerca del loro benessere. Io stesso ho un cane, Mela, nominata presidente onorario di TripForDog.com, e conosco bene le loro esigenze. Grazie al servizio di TripForDog.com i nostri amici ci aspetteranno scodinzolanti all’uscita del museo”

Roma: Musei Vaticani e Cappella Sistina

Osserva i famosi affreschi di Michelangelo nella Cappella Sistina, compresa la Creazione di Adamo sul soffitto. Ritagliati del tempo per visitare le Stanze di Raffaello, la Galleria delle carte geografiche e la Deposizione di Caravaggio.

Salta la coda dei Musei Vaticani mentre. Un dog sitter certificato di fiducia preleverà il vostro cane all’ingresso, si prenderà cura di lui durante la visita ai Musei, la Cappella Sistina e te lo riporterà alla tua uscita dopo 4 ore.

Con questi biglietti salta-coda puoi dirigerti direttamente all’ingresso: nessuna attesa, solo capolavori su ogni superficie 

Firenze: Visita gli Uffizi, la Galleria dell’Accademia e il Museo del Duomo con il biglietto Salta la Coda 

Per gli appassionati di arte e storia non c’è luogo più speciale da visitare della Galleria degli Uffizi a Firenze. Aperta al pubblico dal 1765, questa ex sede delle magistrature sulle rive dell’Arno accoglie due milioni di turisti all’anno. Un Dog Sitter si prenderà cura del cane. Una Guida vi illustrerà le meraviglie fiorentine.

Il servizio solo per la galleria degli Uffizi sarà attivo da metà settembre, al momento è possibile acquistare un pacchetto con tre musei, una guida e il pernottamento. TripForDog.com, infatti, ha pensato anche alla sistemazione per la notte, in un B&B in pieno centro.

Info: https://www.tripfordog.com/esperienze-dog-friendly/galleria-degli-uffizi-a-firenze-con-un-cane/

Roma: Castel Sant’Angelo

Una visita a Castel Sant’Angelo è un viaggio incredibile nella storia di Roma. Quello che un tempo ospitava i resti dell’Imperatore Adriano (e degli altri imperatori fino a Caracalla) è adesso una delle migliori attrazioni di Roma.

Salta la coda per Castel Sant’Angelo mentre un dog sitter si prenderà cura del vostro cane e torna indietro al tempo della storia romana. Godetevi inoltre splendide vedute dall’alto sulla Città Eterna!

La torre di Pisa

La torre pendente di Pisa è una delle attrazioni più famose d’Italia, conosciuta per la sua iconica inclinazione. Costruita in un arco di 199 anni, la torre risale originariamente al 1173, durante un periodo storico particolarmente fiorente per la città.

Attirando più di un milione di visitatori ogni anno, la torre non fu visitabile tra il 1990 e il 2001 per ragioni di sicurezza. Dopo un decennio di rinnovi, è ora nuovamente in grado di ospitare visitatori al suo interno per i secoli a venire.

Saltate la coda e visitate la Torre di Pisa mentre un dog sitter si prenderà cura di lui.

TripForDog.com

«TripForDog è nato durante un viaggio che ho fatto con il mio cane Mela, nominata presidente a 4 zampe di TripForDog, con partenza da Milano e destinazione l’estrema Andalusia.  – spiega Marco

Fabris, Ceo e fondatore di Tripfordog – In quella avventura ci siamo trovati ad affrontare i mille problemi che ogni anno rendono la vita difficile a migliaia di cani e ai loro accompagnatori umani. Da lì è nato TripForDog, che negli ultimi 6 anni ha portato in vacanza oltre un milione famiglie “allargate”. La nostra missione – continua Marco Fabris – insieme a tutto il team che si è moltiplicato nell’ultimo periodo è sempre stata quella di agevolare gli spostamenti, le vacanze, le esperienze e le attività di chi vuole viaggiare insieme al proprio cane, prevenendo di fatto l’abbandono. Abbiamo una visione molto familiare, per noi i nostri cani fanno a tutti gli effetti parte della famiglia e hanno gli stessi diritti e doveri di ogni altro membro. Ecco perché abbiamo deciso di estendere l’attività di TripForDog.com ai tour personalizzati e alle uscite di branco, dove il binomio cane e umano vive esperienze stupende insieme e rende la vacanza e la relazione con il cane qualcosa di unico conoscendo, anche, altri binomi che hanno la stessa passione».

Info

SITO: https://www.tripfordog.com

di redazione digital

6/09/2021

Simone Guidarelli nell’edizione speciale FuoriSalone. Un viaggio green nelle stanze all over a Il Salotto di Milano

05 domenica 2021 visualizzazioni:

La sconfinata creatività di Simone Guidarelli riveste gli spazi de Il Salotto di Milano, prestigiosa location nel cuore di Milano, in occasione dell’edizione speciale del FuoriSalone 2021 di settembre. Il viaggio multisensoriale inizia varcando la soglia del lusso in Corso Venezia 7: qui il design si sviluppa attraverso la collezione Walldesign di Simone Guidarelli in collaborazione con Officinarkitettura, realtà emiliana specializzata in progetti e produzioni di wallcovering e rivestimenti, e con Matrix International, azienda d’arredamento toscana d’ispirazione modernista.

Focus dell’exhibition la sostenibilità delle materie prime impiegate e le infinite opportunità di personalizzazione. La carta da parati Eco di Simone Guidarelli in collaborazione con Officinarkitettura è un prodotto Made in Italy realizzato in cellulosa, PVC free, traspirante, estremamente dettagliato nella resa dei pattern selezionati. L’ingresso del Salotto di Milano trasmette la vitalità di King of the Roses con gli iconici gorilla di Simone Guidarelli Walldesign, che si animano dai rivestimenti abbattendo i confini tra le superfici orizzontali e verticali. La contaminazione tra l’ambiente e i suoi ospiti sarà enfatizzata grazie ad un particolare set fotografico d’impatto, con le gorgiere create ad hoc dalle sapienti mani della Sartoria Teatrale Arrigo Costumi.

Il viaggio continua nella stanza adiacente dove si leva il volo degli aironi come elemento decorativo assoluto che, con Wings of Water, carta da parati Eco sempre realizzata da Simone Guidarelli in collaborazione con Officinarkitettura, avvolge i presenti in disegni e nuance dal sapore retrò. Catturano l’attenzione le sedute: Arabesk è l’originale poltrona di Matrix International, qui personalizzata e rivestita in tessuto con l’elegante stampa Tree of Life della Simone Guidarelli Walldesign, anche nell’inedito formato divanetto, l’Arabesk Double, dall’originale forma a maschera. Intorno alla metà degli anni Cinquanta, Folke Jansson, scultore, pittore, ceramista e designer svedese, disegnò l’innovativa e fortunata poltrona, non squadrata e lineare, ma scultorea nel suo essere sinuosa e accogliente che fu presentata per la prima volta al Salone di Göteborg nel 1955 decretandone il suo successo. Focus sulla sostenibilità, la scocca del nuovo Arabesk Double di Matrix International è realizzata in plastica riciclata post-consumo, derivata dal plasmix, un insieme di plastiche riciclate che grazie a tecnologie di stampa 3D all’avanguardia dà vita a creazioni durevoli, di valore, personalizzabili e assolutamente green. Le stampe e gli elementi si fondono con fluidità, scandendo un tempo interiore ed esteriore appassionato e contemporaneo.

La presentazione del nuovo progetto di Simone Guidarelli sarà il 6 settembre, con un evento, su invito, nuovamente in presenza nel rispetto delle norme, seguita da un cocktail esclusivo, con i signature drinks a cura di Compagnia dei Caraibi, sulla terrazza de Il Salotto di Milano a cui si accederà percorrendo un corridoio rivestito dai gorilla di King of the Roses della Simone Guidarelli Walldesign, colonna sonora della serata il DJ Set curato da Thomas Costantin.

Simone Guidarelli offre con questo nuovo progetto una luxury e green experience nel mondo del design, espressione di assoluta ricerca nei materiali e nello stile, il tutto rigorosamente Made in Italy.

About Simone Guidarelli

Simone Guidarelli è un creativo visionario e dalle incredibili sfaccettature. Mondi diversi si fondono e confondono, in un susseguirsi di immagini, storie, vite. Ogni straordinaria capacità va coltivata: come in una pièce teatrale, la persona e il personaggio si evolvono e sul palcoscenico di Milano dove Simone assume il ruolo di fashion editor, direttore artistico, consulente d’immagine e stylist, firmando più di settanta copertine tra Vanity Fair e Glamour Italia. Riesce a leggere attraverso i corpi e interpreta i desideri di grandi nomi della fotografia con i quali collabora, tra i quali David Bailey, Patrick Demarchelier, Giovanni Gastel e Douglas Kirkland.

Non ultimo, l’attività di Creative Director per progetti video di importanti brand internazionali e stylist di celebrities da Milano a Los Angeles. Vulcanico ed eclettico, ha lanciato il suo e-commerce con la sua collezione di abbigliamento, accessori e le sofisticate carte da parati e intrapreso diverse collaborazioni sia in ambito fashion che lifestyle, come quelle con Bentley, K-Way, Elisabetta Franchi, e nel beauty, con Campomarzio70. Un’artista dalla fervida immaginazione che crea con la sua esclusiva audacia la sua dimensione della realtà, osando e rompendo gli schemi con ironia e stile.

di Sofia D’Altrui

5/09/2021

I FOOD TREND DELL’ESTATE ITALIANA

04 sabato 2021 visualizzazioni:

LA CUCINA REGIONALE È STATA LA PREFERITA AL MARE, MENTRE IN CITTÀ SI È ORDINATO IL 64% IN PIÙ DI PIATTI INTERNAZIONALI.

ROMA LA CITTÀ IN CUI SONO STATI ORDINATI PIÙ PIATTI TIPICI!

BOOM NELLA GIORNATA DI FERRAGOSTO: OLTRE 11.000 KG DI PIZZA ORDINATI A DOMICILIO, +40% DI ORDINI SU JUST EAT!

Tra i trend estivi anche la cucina vegana e vegetariana che crescono del 130%. Roma, Bologna e Genova le città in cui si registrano più ordini a Ferragosto!

Da sempre l’estate rappresenta la stagione in cui più si può godere delle meraviglie del territorio e delle eccellenze gastronomiche che il Belpaese offre, potendo viaggiare e approfittare delle tanto desiderate ferie estive. Il meritato relax concesso dalle vacanze permette di abbandonare anche le rinunce e le rigide diete e coccolarsi dal punto di vista culinario. Il food delivery rimane sempre il miglior alleato per soddisfare qualsiasi voglia anche durante la bella stagione, sia in vacanza che in città. Lo dimostrano anche i dati di Just Eat (www.justeat.it), app leader per ordinare online cibo a domicilio in tutta Italia e nel mondo, e parte di Just Eat Takeaway.com, leader mondiale nel mercato della consegna di cibo a domicilio e top player assoluto fuori dalla Cina, che ha analizzato gli ordini degli italiani per scoprire trend e differenze che hanno caratterizzato le abitudini di consumo a domicilio degli italiani nei mesi più caldi.

Ferragosto, cosa hanno mangiato gli italiani?

Nella giornata preferita dell’estate italiana, Ferragosto, quest’anno non ci sono state solo tradizionali grigliate e picnic, ma anche ordini a domicilio, cresciuti del 40% rispetto allo scorso anno. Sono stati ordinati oltre 11.000 kg di pizze (+18%), oltre 4.000 kg di pietanze cinesi (+31%), oltre 1.200 kg di hamburger (+18%), 400 kg di gelato (+51%) e 322 kg di insalate (+39%). L’ordine più grande è stato registrato da un ristorante giapponese a Messina e composto da 35 piatti, mentre nel 2020 era stato registrato a Torino con 24 pietanze di cucina cinese.

Classifica delle città dove si è ordinato di più a Ferragosto:

  1. Roma
  2. Bologna
  3. Genova
  4. Milano
  5. Torino
  6. Trieste
  7. Napoli
  8. Palermo
  9. Firenze
  10. Rimini

La regina indiscussa del Ferragosto rimane la pizza margherita, che si conferma in piatto più ordinato nelle principali città italiane. A Milano sono stati molto apprezzati anche i piatti internazionali come ravioli al vapore, involtini primavera, cheeseburger e kebab, mentre a Roma hanno vinto specialità regionali come olive ascolane, fiori di zucca e supplì. A Bolognasi è preferita la pizza in varie declinazioni con golose aggiunte come la salsiccia, alla diavola o con wurstel. A Torino, oltre a pizze e patatine fritte, prediletti anche piatti della cucina cinese come gli involtini primavera, ma anche gelato e poke bowl, che non sono mancate neanche a Napoli, seguite da piatti tipici regionali come crocchè e frittatina. A Palermo invece si è optato per la classica parmigiana.

Tra cucine regionali e internazionali: le preferenze degli italiani lungo la Penisola

Gli italiani amano le cucine regionali, in particolare quando sono in vacanza. Le città di mare, infatti, mostrano molta più varietà tra i piatti regionali più ordinati che rappresentano le pietanze tipiche del posto. Tra le specialità spiccano: crocchè e frittatine a Napoli, brioche con gelato e anelletti al forno a Palermo, piatti a base di prosciutto San Daniele e salame Viennese a Trieste. Roma rimane comunque la città in cui si sono ordinati più piatti tipici, con ben 2.211 kg di supplì ordinati durante l’estate e consumati principalmente a cena (96%), una preferenza che si ritrova anche nelle città di mare che ordinano le specialità regionali soprattutto durante questo pasto della giornata (89%).

Mentre le città di mare si sono orientate di più verso la cucina regionale della tradizione italiana, le città metropolitane sono invece risultate essere più aperte alle cucine internazionali con il 64% in più di piatti internazionali ordinati. Infatti, oltre la metà dei piatti più popolari ordinati nelle città sono piatti della cucina cinese (riso alla cantonese, ravioli al vapore o alla griglia), giapponese (sushi), mediorientale (kebab) oppure hamburger. La cucina italiana rimane la scelta migliore per la cena, mentre le cucine internazionali sono preferite principalmente a pranzo sia in città (61%) che al mare (73%).

Oltre a scelte più golose, gli italiani d’estate preferiscono anche pietanze più leggere e salutari: infatti, la cucina vegetariana e vegana hanno visto un aumento del 130% durante i mesi caldi. Tra i nuovi piatti di tendenza troviamo non solo hamburger in versione vegana, ma anche piatti della tradizione rivisitati in chiave vegetale come le lasagne, il pesto e zucchine ripiene di lenticchie. In crescita anche piatti mediorientali come falafel, hummus e pita.