QUELLO CHE DOVEVA ACCADERE Un intervento personale a più voci dell’artista Giovanni Gaggia
Lo spazio ‘900 e Contemporaneo del Museo Tattile Statale Omero si apre all’esperienza dell’arte come memoria civile, ospitando dal 27 dicembre l’opera di Giovanni Gaggia intitolata “Quello che doveva accadere”. Si tratta di un arazzo realizzato dall’artista e performer marchigiano nel quarantesimo anniversario della strage di Ustica, che chiude idealmente un ciclo che ha impegnato Giovanni Gaggia per dieci anni.
La strage di Ustica colpì anche Ancona, città della famiglia Davanzali, armatori e proprietari della compagnia aerea Itavia, il cui DC-9 fu abbattuto, in circostanze non ancora del tutto chiarite, il 27 giugno del 1980.
Una tragedia che causò 81 vittime cambiando la sorte di molte famiglie e lasciandosi dietro uno strascico di segreti e di dolore.
L’opera di Giovanni Gaggia è un percorso intimo che si sviluppa nella lentezza e nella processualità del ricamo trasformando l’azione artistica in un atto di meditazione, in cui l’artista sublima i fatti che sfumano sul piano della storia e della politica, mettendo in luce la pluralità delle storie, delle voci, delle vite, dei sentimenti.
Questo nuovo lavoro riprende concettualmente quello realizzato cinque anni fa a pochi passi dalla Mole, sotto l’arco di Traiano. In questo caso la frase “Quello che doveva accadere”, suggerita da Daria Bonfietti(presidente dell’Associazione dei familiari delle vittime della Strage di Ustica), durante il suo primo incontro con l’artista a Bologna, davanti all’installazione di Boltanski, è scritta in Braille.
Così Aldo Grassini, Presidente del Museo Omero, accoglie l’opera: “L’arte è gioco che cerca la bellezza. Quando l’arte incontra l’impegno civile, s’accende un’emozione bivalente: il gioco e la commozione. L’arte è il gioco di inventare la verità; la verità è commozione che non ammette il gioco.
Ma il piacere dell’arte umanizza il ricordo aspro e terribile della tragedia di Ustica; il gioco dell’arte si fonde col pensiero di valori profondi, di moniti assoluti, di appelli inderogabili e produce il piacere affascinante, come la vertigine, di camminare su un filo teso tra la memoria del disumano e la luce di una giustizia riconquistata almeno nella coscienza del cittadino.”
Ad accompagnare l’opera anche una serie di contributi sonori, in cui persone attive nel mondo dell’arte e della cultura italiana proporranno una propria personale riflessione sul rapporto tra arte e memoria.
A causa delle restrizioni dovute alle norme di contenimento dell’epidemia Covid-19 l’opera corredata dai contributi sonori sarà disponibile online sul sito del Museo Omero www.museoomero.it a partire dal 27 dicembre e poi in presenza appena permesso.
Nel corso di un’azione, programmata a conclusione dell’esposizione, l’opera sarà chiusa in un tubo di metallo con una scritta Braille e rimarrà permanentemente al Museo Omero.
Con un messaggio all’anno che verrà, l’augurio dell’Organizzazione a tutti i bambini che quest’anno sono stati le vittime silenziose della pandemia
Già prima della pandemia 5,3 milioni di bambini nel mondo morivano prima di arrivare ai 5 anni per cause facilmente curabili e prevenibili, come malaria, diarrea o polmonite. A causa degli effetti devastanti della crisi, 6,7 milioni di bambini sotto i cinque anni in più potrebbero finire nella morsa letale della malnutrizione acuta e 426 bambini al giorno, 1 ogni 4 minuti, solo in Africa rischiano di morire di fame entro la fine del 2020. Si calcola che entro la fine dell’anno 150 milioni di bambini inpiù,1 su 3 in tutto il pianeta, rimarranno senza cibo sufficiente e accesso a beni e servizi essenziali. Quasi il 90% di tutti gli studenti nel mondo è stato costretto a non andare a scuola, con pesanti conseguenze sulla continuità dell’istruzione. 1 giovane su 3, infatti, non ha accesso al digitale e alle nuove tecnologie, e circa 10 milioni di loro rischiano di non tornare più in classe. Anche in Italia l’infanzia è stata fortemente colpita dalle conseguenze socio-economiche della pandemia, con il rischio di un incremento drammatico del numero dei minori che si troveranno a vivere in condizioni di povertà assoluta, che già prima della pandemia superava il milione.
È una sorta di manifesto alla resilienza, il video di speranza che Save the Children dedica ai più piccoli, protagonisti e vittime silenziose delle conseguenze socio-economiche della pandemia, e a tutti coloro che hanno a cuore il loro futuro. “Caro Futuro” è l’esordio di un’immaginaria video-lettera all’anno che verrà, con la voce di una bambina non solo per augurare ai più piccoli un anno migliore di quello appena trascorso, ma a tutte le persone che il domani sia migliore anche grazie alla capacità dei bambini di renderlo tale. Ed è proprio pensando alla capacità di guardare avanti che i bambini hanno dimostrato in questi mesi, che l’Organizzazione vuole lasciare un messaggio di fiducia e attenzione: “Il domani sarà dei bambini di oggi, prendiamoci cura del loro mondo”.
“Questo 2020 che si sta chiudendo, è stato un anno difficile per tutti noi, ma ancora di più per i bambini. In Italia, molti di loro si sono dovuti confrontare per la prima volta con la paura, hanno vissuto sulla propria pelle disuguaglianze sociali o economiche profonde. Hanno dovuto affrontare un lutto o anche solo la distanza dagli affetti. La maggior parte ha dovuto allontanarsi dalla scuola, dai propri compagni, dai giochi. Un evento che, nei paesi più poveri, è stato connotato per molti di loro dalla necessità di dover trovare un lavoro per sostenere la propria famiglia o dover abbandonare la scuola e vedere il proprio futuro compromesso per sempre. Non andare a scuola in molti posti del mondo significa, inoltre, rinunciare all’unico pasto nutriente della giornata, diventare più vulnerabili e per molte ragazze, essere costrette a sposare un uomo molto più grande ancora in tenera età per non dover pesare sulle finanze familiari” ha detto Daniela Fatarella, Direttrice Generale di Save the Children. “Parlare di futuro oggi sembra essere una scommessa, ma la vera scommessa è quella di non lasciare indietro nessun bambino, perché il nostro domani ha inizio con loro e non possiamo dimenticarcelo, ora più che mai”.
Save the Children in questi mesi è stata ed è ancora in prima linea per garantire a tutti i bambini, in Italia e nel mondo, cibo, cure, istruzione e protezione. “Un impegno che ha visto tante persone mettersi al fianco dell’Organizzazione, a partire da tutti quelli che in questi mesi – anche se in situazioni personali di difficoltà – non hanno dimenticato di donare qualcosa per i più piccoli, fino alle tante aziende che sono state al nostro fianco per supportare i nostri interventi. Tantissimi i nostri operatori che dietro uno schermo o sul campo non si sono mai risparmiati per raggiungere fino all’ultimo bambino, cosi come i volontari che hanno dato un contributo fondamentale ad accrescere il piccolo esercito di persone che in questo anno ha lavorato per i più piccoli e vulnerabili. E sono proprio loro oggi a darci una lezione di resilienza e resistenza non rinunciando ai propri sogni e continuando a guardare al futuro con speranza”, ha concluso Daniela Fatarella.
Carboidrati a Natale: stop ai falsi miti, con i consigli di MioDottore
Meglio prediligere la pasta al riso e una cottura al dente, attenzione però ai sughi!
In un anno particolare come quello che si appresta a concludersi, persino il Natale verrà vissuto in modo diverso rispetto al solito, ma pranzi e cene rimarranno una certezza anche per queste feste. Complici il desiderio di coccolarsi e salutare un’annata complessa, il rischio di lasciarsi tentare da golosità e sgarri non è poi così remoto. Ma come godersi i menu natalizi, spesso ricchi di carboidrati, senza rimorsi?MioDottore – piattaforma specializzata nella prenotazione online di visite mediche e parte del gruppo DocPlanner – ha chiesto a una delle sue esperte, la dottoressa Rebecca Regnoli, dietista e nutrizionista, che aderisce al progetto di video consulenza online attivato dalla piattaforma, di riconoscere i più comuni errori alimentari, sfatare i falsi miti su pasta&co e fornire pratiche e semplici astuzie da attuare a tavola per gustarsi appieno i carboidrati.
Gli errori più comuni nelle festività: porzioni eccessive e sedentarietà
Secondo la specialista di MioDottore, è importante vivere pienamente i momenti di convivialità, evitando però le esagerazioni, meglio quindi limitare le “grandi abbuffate” a due o massimo tre occasioni, come ad esempio la Vigilia, il giorno di Natale e Capodanno, mentre durante gli altri appuntamenti è consigliato tenere sotto controllo porzioni e intake calorico. Come? Tralasciando cibi troppo elaborati o fritti e limitando la quantità di grassi saturi e zuccheri semplici, sarebbe ottimale quindi sostituire ogni tanto il dolce con la frutta, ridurre il consumo di alcolici a un brindisi, abbandonare i superalcolici e sfruttare il periodo di relax per mantenersi attivi anche solo con semplici passeggiate. Infatti, se tali “errori” vengono perpetuati nel tempo possono portare a uno scorretto stile di vita e di conseguenza a un aumento di peso.
Stop ai falsi miti: i carboidrati non fanno ingrassare!
La dottoressa ricorda che i carboidrati secondo i Larn (livelli di assunzione di riferimento ed energia per la popolazione italiana) dovrebbero fornire dal 45 al 60% dell’energia totale dell’alimentazione giornaliera. Per avere un effetto positivo sulla salute senza indesiderati aumenti di peso bisognerebbe preferire carboidrati a basso indice glicemico, da consumare nella loro versione integrale, limitare gli zuccheri semplici e cuocere la pasta al dente, preferendo sughi freschi leggeri come ad esempio la passata di pomodoro, le verdure o i legumi.
Basta con le antiche congetture, a far chiarezza ci pensa la specialista di MioDottore:
I carboidrati fanno ingrassare solo se si eccede.
La pasta alla sera non fa ingrassare: non c’è alcuna differenza tra consumarla a mezzogiorno o a cena purché integrale e con sughi leggeri.
I cereali contengono proteine: pasta, riso, farro e orzo racchiudono quasi tutti gli aminoacidi essenziali a fare le proteine tranne la lisina, per questo è bene assumerli con i legumi, che hanno buone quantità di tutti gli aminoacidi essenziali, a esclusione della metionina.
Il riso non è più sano della pasta: il riso bianco, infatti, ha un indice glicemico molto più elevato, per questo è meglio preferirlo integrale, basmati, rosso o venere e condirlo con le verdure.
La cottura della pasta è cruciale per quanto riguarda l’assorbimento dei carboidrati: infatti una cottura al dente permette di avere un indice glicemico più basso e di assorbire meno carboidrati.
Semplici consigli amici della linea: prodotti integrali e “giusta” quantità
La dottoressa Regnoli commenta “Sicuramente i cibi contenenti carboidrati complessi integrali (come pane e pasta) possono essere considerati amici della linea se assunti nella giusta quantità senza esagerare. La quantità corretta è diversa per ognuno e varia in base all’età, all’altezza, al peso e allo stile di vita. Per quanto riguarda i carboidrati semplici preferire il consumo di frutta e verdura, alimenti che apportano anche una grande quantità di nutrienti benefici per la salute. Limitare invece il consumo di zucchero aggiunto, bevande zuccherate e di dolci. I carboidrati dovrebbero essere presenti a colazione, a pranzo e a cena e possono essere anche uno spuntino (ad esempio un pacchetto di cracker integrali non salati in superficie o un frutto)”.
Partendo dal presupposto che non esistono reali motivi per eliminare i carboidrati dall’alimentazione e che il famoso “piatto sano” prevede sempre una quota glucidica, per esigenze personali o tempistiche può capitare di consumare pasti senza carboidrati. Alcuni esempi di menu sostitutivi possono essere: il pesce fresco, la carne bianca e le uova. Un’opzione low-carb per un pasto saziante può essere un’insalatona mista con legumi, avocado e verdure crude a volontà.
Molti regimi alimentari indicano di ridurre drasticamente l’assunzione dei carboidrati, secondo la specialista di MioDottore questo è un approccio valido quando il paziente ha necessità di perdere tanto peso in poco tempo, come ad esempio prima di un’operazione chirurgica per ridurre il rischio anestesiologico. Eppure tali strategie sono difficili da seguire, richiedono una grande motivazione e necessitano il monitoraggio di un professionista in quanto possono dare effetti collaterali. Diversamente, la dottoressa invita a percorrere un sentiero più soft basato su una forte educazione alimentare associata a una dieta ipocalorica personalizzata in base a gusti ed esigenze del singolo e ad attività fisica, così da raggiungere ottimi risultati e mantenerli nel tempo.
Per far fronte a dubbi e domande relative alla nutrizione, MioDottore mette a disposizione dei propri utenti la funzionalità di consulenza online, con circa 7.000 esperti disponibili. Nato per far fronte alle esigenze sorte con il primo lockdown, il progetto consente, infatti, di incontrare via video gli specialisti della piattaforma, per un primo colloquio o per appuntamenti di consueto monitoraggio del proprio stato di benessere.
Natale si avvicina ed è ora di pensare al menù. In nostro soccorso arriva Instagram: da una ricerca sugli hashtag, è emersa la predilezione degli italiani per i prodotti artigianali, made in Italy e fatti in casa. Non solo: grandi protagoniste del 2020 sono le zuppe: sane, gustose, veloci e facili da preparare. Ecco quindi i consigli e gli spunti sui dieci piatti che non possono proprio mancare sulla tavola natalizia.
Non c’è pandemia che tenga: il Natale, con gli addobbi, le lucine colorate e l’albero è, e sempre sarà, un momento magico. E, sebbene quest’anno avrà un sapore decisamente diverso dal solito, gli italiani non hanno intenzione di rinunciare alle tradizioni che contribuiscono a rendere il periodo delle festività così speciale, specialmente per quanto riguarda l’ambito culinario. Al contrario: la raccomandazione di passare il Natale fra le mura domestiche, esclusivamente con i propri conviventi, è la scusa perfetta per riservare alla preparazione del menù ancora più attenzioni rispetto al solito. Ma quali sono i must have per il pranzo o la cena di Natale perfetti? Ce lo dice Instagram.
Innanzitutto, l’annosa domanda: team panettone o pandoro? Con più di 580mila foto postate sotto l’hashtag #panettone e 157mila sotto #pandoro, la preferenza degli italiani su quale dolce portare in tavola a Natale sembra piuttosto evidente. In particolare, spopola il panettone artigianale, sempre più apprezzato rispetto ai prodotti industriali, nelle sue varianti più disparate: al cioccolato, al pistacchio e persino vegano, per rimanere sempre al passo coi tempi. Anche il panettone gastronomico, la variante salata del tradizionale dolce natalizio, riscuote un certo successo, con più di 90mila foto postate sotto al rispettivo hashtag. Inoltre, in tempi di quarantena, il ritrovato amore per la cucina casalinga e per il “fatto in casa” si fa sentire soprattutto a Natale. A testimoniarlo le oltre 6mila foto con hashtag #panettonefattoincasa e #pandorofattoincasa.
Decisi i dolci, bisogna pensare al resto delle portate, iniziando dagli antipasti. Immancabili le tartine, presentabili in infiniti modi diversi e fantasiosi: gli scatti con hashtag #tartine sono più di 270mila. Ma anche un bel piatto di salumi e formaggi da condividere fra i commensali è un must che accontenta sempre tutti. Spopolano soprattutto le foto con hashtag #salumi: 293mila. Sono poi un chiaro segno dell’amore per il made in Italy, che quest’anno più che mai ha ricevuto il supporto e il calore dei fieri cittadini italiani, gli hashtag #salumiitaliani e #formaggiitaliani, che raccolgono rispettivamente 13mila e 10,7mila foto.
Dopodiché, i primi piatti: a Natale, le lasagne sono un classico intramontabile e, stando a Instagram, sono il piatto più amato e fotografato: l’hashtag #lasagne conta più di 760mila immagini. E non solo le tipiche lasagne alla bolognese: #lasagnealpesto e #lasagnevegetariane contano rispettivamente 3,4mila e 2,5mila foto, sintomo del graduale spostamento di molte persone verso un tipo di alimentazione più plant-based. Ed è proprio in questo contesto che si inseriscono le zuppe: piatti caldi perfetti da gustare durante la stagione fredda, sani, veloci e facili da preparare. L’indice di gradimento è evidente: più di 160mila scatti sotto l’hashtag #zuppa. Ce n’è per tutti i gusti: di verdura, di legumi, di cipolle, di patate e chi più ne ha più ne metta. Una gustosa alternativa per la tavola natalizia, oppure un pasto facilmente digeribile per rimanere leggeri fra un cenone e l’altro. E chi non ha tempo di preparare tutti gli ingredienti necessari, magari perché sommerso dalle altre mille cose a cui pensare durante il periodo natalizio, può sempre fare affidamento sulle infinite varietà di zuppe pronte reperibili in commercio. Un settore che, secondo un’indagine di Allied Market Research, durante il lockdown ha conosciuto una fase di calo a causa della difficoltà nel reperire le materie prime, della carenza di manodopera e della chiusura sia delle unità produttive sia di alcuni negozi al dettaglio. Tuttavia, lo scenario post-lockdown ha solo notizie positive in serbo per le zuppe pronte: innanzitutto, per via della facilità e del poco tempo che richiedono per la loro preparazione, questi alimenti creano un’alta domanda di mercato nell’epoca del “ready-made”. Inoltre, data l’elevata durata di conservazione, le zuppe pronte possono rimanere a lungo disponibili sugli scaffali dei supermercati e, di conseguenza, consentire di gustare varianti di sapore e ingredienti fuori stagione senza alcuna riduzione della loro qualità e appetibilità. In ultimo, ma non per importanza, le zuppe sono il piatto perfetto per chi nemmeno durante le feste vuole rinunciare a mantenere la linea: ricche di vitamine, sali minerali e fibre, hanno un alto potere saziante, pur avendo un basso apporto calorico.
“Il crescente apprezzamento per le zuppe è un’ulteriore conferma del fatto che le persone sono sempre più propense a ricercare un’alimentazione più sana ed equilibrata anche durante le feste natalizie, periodo tipicamente associato ai cenoni e alle abbuffate – ha spiegato Marco Roveda – Il pioniere del biologico – Quest’anno non farà eccezione: durante i mesi trascorsi in casa per via della pandemia, in molti hanno riscoperto i benefici del tenersi in forma, ed è grande il desiderio di continuare a mantenere uno stile di vita che possa combinare salute e benessere. Le zuppe possono colmare questa esigenza: un’alternativa sana alle tipiche portate natalizie ipercaloriche, ma senza dover rinunciare per forza al gusto e alla prelibatezza.”
Alla zuppa poi c’è chi preferisce un brodo, magari come accompagnamento ai famosi tortellini, piatto emiliano amato in tutta Italia. L’hashtag #tortellini ne è testimone: circa 450mila foto che ritraggono buonissimi tortellini in brodo o tortellini fatti in casa. Insomma, l’amore per i piatti della tradizione si fa sentire forte e chiaro, e quale momento migliore se non il Natale per riassaporare i prodotti nostrani?
Per i secondi, il piatto preferito risulta essere la tradizionalissima anguilla, sempre presente in primis sulle tavole napoletane, in quanto considerato simbolo di buon auspicio contro la cattiva sorte. Più di 390mila gli scatti con hashtag #anguilla, a riprova dell’apprezzamento per questa portata in tutto lo stivale. Discreto successo anche per le lenticchie, gustabili sia come contorno che come piatto unico: 93mila foto sotto al rispettivo hashtag. E per concludere in bellezza, frutta secca a volontà! L’hashtag #fruttasecca colleziona, infatti, intorno alle 99mila foto.
Ecco, quindi, la top 10 dei dieci piatti che non devono mancare nel menù di Natale perfetto:
Lasagne, il primo piatto preferito dagli italiani: 760mila hashtag
Panettone, con una vittoria schiacciante sul pandoro: 580mila hashtag
Tortellini, specialità emiliana: 450mila hashtag
Anguilla, pietanza tradizionale napoletana apprezzata in tutta la penisola: 390mila hashtag
Salumi (e formaggi) da condividere con i commensali: 293mila hashtag
Tartine di ogni forma, sapore e dimensione: 270mila hashtag
Zuppa, l’alternativa sana e gustosa: 160mila hashtag
Pandoro, il grande sconfitto: 157mila hashtag
Frutta secca, per una pausa prima del dolce: 99mila hashtag
Lenticchie, sia come contorno sia come piatto unico: 93mila hashtag
Durante il “lockdown” autunnale, un uomo su due non ha rinunciato a farsi la barba quotidianamente, mentre per il 60% delle intervistate il make-up è un alleato contro lo stress psicologico
Pennelli da rasatura e creme mani tra gli acquisti beauty più popolari per lui; cosmetici per il viso e piastre per capelli i più gettonati da lei
Le misure adottate per far fronte alla complessa situazione sanitaria hanno modificato le abitudini dei consumatori sotto molteplici aspetti. Treatwell – il più grande portale in Europa per la prenotazione di trattamenti di bellezza e benessere – ha intervistato gli italiani per capire se le restrizioni rinnovate quest’autunno abbiano avuto un impatto anche sulla loro beauty routine e ha scoperto che, specialmente in periodi di forte stress, la cura del look ha effetti positivi sull’umore e sulla serenità delle persone, senza distinzioni di genere.
Di buon umore grazie al make-up
Una donna su due (55%) e oltre un terzo del campione maschile (36%) hanno confermato ai microfoni di Treatwell di aver modificato la propria beauty routine quest’autunno durante le settimane in cui sono rientrate in vigore le misure più restrittive per contenere la pandemia. A influenzare la loro decisione non sono stati in primis fattori economici o una maggiore disponibilità di tempo, piuttosto la ricerca di una generale sensazionedi benessere. Il 44,4% delle donne e ben il 60% degli uomini hanno infatti spiegato di aver rivisto le proprie abitudini di bellezza in quanto desideravano coccolarsi, rilassarsi e sentirsi meglio con se stessi in un periodo di grande stress.
Lo stretto legame tra la cura del proprio look e il buon umore trova conferma anche analizzando i singoli rituali beauty quotidiani. Se quest’autunno una donna su due (49%) ha iniziato a truccarsi meno del solito, complice il maggior tempo trascorso in casa, non vi ha però rinunciato del tutto. Non è solo una questione “professionale”: apparire in ordine durante una video-call di lavoro non è infatti il motivo principale che ha spinto le rispondenti a non abbandonare fondotinta e mascara nemmeno durante il periodo delle restrizioni autunnali. Ben il 60% delle intervistate ha dichiarato che il make-up è stato un importante alleato del loro benessere psicologico, dal momento che le ha aiutate a tirarsi su di morale e a sentirsi meglio, nonostante il periodo complesso.
Benessere al maschile: farsi la barba e la manicure per sentirsi al top
Non sono da meno gli uomini, che trovano a loro volta nei rituali beauty giornalieri un booster di serotonina. Un rispondente su due (50%) ha infatti confermato a Treatwell che, anche durante il “lockdown” autunnale, non ha rinunciato a farsi la barba quotidianamente proprio perché prendersi cura del proprio look li ha aiutati a tenere alto il morale durante settimane altamente stressanti.
Questo approccio ha avuto un riflesso anche sugli acquisti del periodo autunnale, durante il quale la maggior parte degli intervistati ha investito in strumenti per la cura di barba e capelli: in primis in pennelli da rasatura (35,7%), seguiti a pari merito (14%) da regolabarbao rasoi da un lato e spazzole o pettini dall’altro. Il 14,3% si è spinto anche a comprare veri e propri strumenti professionali per gestire al meglio i ritocchi al proprio look, mentre il 28,6% ha scelto di utilizzare cosmetici difascia alta o di lusso per prendersi cura del proprio “beard-style” ed essere così impeccabile anche sotto la mascherina.
Riflettori accesi anche sulle mani, spesso screpolate a causa dei frequenti lavaggi e dell’intenso utilizzo di gel igienizzanti. Le creme idratanti per le mani (50%) spiccano infatti al primo posto dei prodotti cosmetici in cui gli uomini dello Stivale hanno detto di aver investito di più quest’autunno, battendo anche evergreen come shampoo e dopobarba, rispettivamente in seconda e terza posizione. A causa della temporanea chiusura dei centri estetici, c’è anche chi ha fatto un passo in più e si è calato nei panni di manicurista, comprando principalmente strumenti come lime e spingi-cuticole (7,1%).
Il beauty shopping delle italiane: cosmetici per il viso e strumenti per lo styling
Durante il “lockdown” le donne hanno invece scelto di “metterci la faccia”, investendo principalmente in cosmetici per il viso: al primo posto le maschere (36,7%), seguite dalle creme. Sul terzo gradino del podio spiccano a pari merito i detergenti viso e i contorno occhi. Per la cura del viso le rispondenti hanno ammesso di non aver badato a spese: in un caso su cinque (20,4%) le intervistate hanno optato per cosmetici professionali, mentre il 16,3% ha scelto di utilizzare prodotti di fascia alta o luxury.
Pelle liscia e chioma impeccabile sono altri due must per le italiane. Guardando alla classifica degli strumenti estetici più acquistati durante le settimane autunnali in cui si sono concentrate le chiusure anti-pandemia, sono infatti piastre e arricciacapelli a conquistare la vetta (12,2%), “tallonati” a breve distanza dai ferri del mestiere per levigare la pelle dei piedi (10,2%) – dalle raspe alla pietra pomice – e dagli scaldacera (10,2%).
Le pagelle del fai da te
Nonostante la dedizione mostrata nel prendersi cura di sé in prima persona, oltre un terzo degli intervistati (34,7% del campione femminile, 35,7% di quello maschile) ha confessato a Treatwell di non aver ottenuto risultati paragonabili a quelli di un professionista, mentre il 14,3% delle donne ha ammesso di essere incappata in diversi errori che si sono tradotti in veri e propri disastri estetici, percentuale che sale al 21,4% nel caso dei rispondenti uomini.
Chi, invece, si ritiene soddisfatta delle proprie imprese beauty casalinghe ha ammesso in oltre un quarto dei casi (22,2%) di aver tenuto testa a spatole e piastre solo perché ha seguito fedelmente i consigli della propria estetista e del proprio parrucchiere. Per quanto riguarda il campione maschile scampato a veri e propri disastri beauty, anche la dea bendata ha giocato un ruolo da protagonista: il 37,2% ha infatti spiegato di aver schivato errori imperdonabili perché assistito dalla cosiddetta fortuna del principiante…che, in questo caso, ha davvero aiutato gli audaci.
“L’approccio alla bellezza di ciascun individuo può cambiare per molteplici fattori, ma è interessante notare come, anche in periodi fortemente complessi per tutti, la cura del proprio look possa essere un importante alleato dell’umore e del benessere psicologico. L’ampio network di professionisti di Treatwell è a disposizione sette giorni su sette proprio per aiutare tutti gli utenti a dedicarsi a sé alle proprie condizioni, allentando lo stress e ritagliandosi un momento di tranquillità” commenta Federica De Marco, Content Editor di Treatwell Italia.
L’inverno è ormai iniziato e quale anno migliore se non questo per rinforzare le nostre difese e fare il pieno di vitamine.
Tocas è un’azienda napoletana operante nel settore farmaceutico da oltre 10 anni.
Oggi presenta il suo nuovo lancio BeeUP: un integratore dalla composizione esclusiva e combinata di vitamine B, C, D pappa reale e propoli in fiale gustose pronte da bere.
In un unico prodotto si fa il carico di energie e vitamine. È adatto a grandi e piccoli, migliora il funzionamento del sistema immunitario, diminuisce il senso di stanchezza e fornisce la giusta energia mentale e fisica.
Nello specifico le vitamine del gruppo B garantiscono un corretto funzionamento del nostro organismo.
La vitamina B12, chiamata anche cianocobalamina, è essenziale per la salute del nostro organismo.
Il complesso multivitaminico B12 è, infatti, fondamentale nella produzione e nella formazione del midollo osseo e nel corretto funzionamento del metabolismo energetico.
La vitamina C, la cui funzione principale è quella antiossidante, sostiene le normali difese organiche contribuendo anche alla riduzione della stanchezza e dell’affaticamento.
A quest’ultima funzione si associano poi la pappa reale e la propoli, la cui combinazione attiva e rafforza il metabolismo cellulare proteggendolo dai processi ossidativi. Se è assunta con regolarità, è in grado di migliorare le condizioni fisiche e psichiche delle persone anziane.