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MISTERO GLAM A VENEZIA

31 mercoledì 2018 visualizzazioni:

Per secoli l’uomo ha cercato di spiegare e dare un nome al desiderio umano di conciliare l’equilibrio al caos; l’impulso di far coesistere la necessità di stabilità e sicurezza con la voglia di divertimento sfrenato, quello in cui non si pensa a niente, la mente è libera e la vita una grande, splendida festa.

Nietzsche, non a caso, spiegava la nascita della tragedia come l’unione di uno Spirito Apollineo, ovvero dell’equilibrio, lo spirito razionale con lo Spirito Dionisiaco, lo spirito del caos, delle danze, del divertimento.

Il Carnevale, festeggiato in grande ogni hanno, ha origini che scavano le proprie radici proprio nelle festività dionisiache, quando prendeva vita una temporanea distruzione di tutti gli ordini sociali per dare invece vita alla libertà, allo scherzo, alla maschera.

Se vogliamo dirla come Oscar Wilde, “Spesso una maschera ci dice più di un volto”.  Il Carnevale è dunque il luogo per eccellenza dove una maschera svela il mistero?

Non se si desidera vivere un carnevale glamour e misterioso, all’interno del più elegante e coinvolgente Carnevale di Venezia. Oggi, infatti, si apre il Carnevale nella città veneta con eventi apripista come il Luna Park in Riva Sette Martiri, il Play&Paper show, in gradi di preparare i partecipante ad un evento inedito di tutto rispetto: “JACK HILL & MRS HIGH”, il dinner show ufficiale del carnevale di Venezia.

Location non solo prestigiosa ma anche storica per questo evento: il Casinò di Venezia, Cà Vendramin Calergi, apre le porte alla seduzione della maschera, al gioco di cambio di ruoli e travestimenti, ad un folle gala da sogno. Gli chef dei ristornati Wagner prepareranno piatti sublimi per il palato, gustati in maschera, tra suggestioni e videoproiezioni dinamiche.

Le proposte sono tante: scatenarsi in pista grazie ad un dj set, tentare la fortuna ai tavoli da gioco, flirtare mascherati, conquistare un volto tra un gioco di specchi e l’altro. Da Sabato 3 Febbraio 2018 a San Valentino l’evento si terrà ogni sera a partire dalle ore 21.00.

“In una location dal fascino unico, che seppe sedurre perfino Wagner,  una festa per fuggire dai luoghi comuni e abbandonarsi a un meraviglioso gioco di travestimenti. L’atmosfera onirica delle performance artistiche combinata con le maschere renderà labili i confini tra gli opposti permettendo, almeno per una notte, uno scambio di ruoli  e personalità” – Marco Maccapani, direttore artistico.

E se il gioco di parole sul nome ricorda “Dr. Jackyll e Mr Hyde”, sarebbe questo evento un caso abbastanza strano anche per Stevenson? A voi il dubbio, a voi il mistero. Il Carnevale di Venezia vi aspetta.

di Federica Duani
31/01/2018

DA VENERE ALLA CIPRIA

31 mercoledì 2018 visualizzazioni:

Non poteva che trarre il nome dall’isola consacrata alla dea della bellezza e dell’amore per eccellenza, Venere. L’isola di Cipro, isola del Mar Mediterraneo, è la culla di uno dei cosmetici base di oggi: la cipria. Ricavata dai semi dell’ambretta è in grado non solo di aromatizzare la pelle e l’aria circostante, ma anche di dare alla pelle un colore ambrato, trasparente, con la primaria funzione di fissare il trucco.

Nel corso degli anni è durante il XVII secolo che la cipria diviene uno dei cosmetici più utilizzati, e per questo, come in ogni sistema fortemente globalizzato, nasce anche l’industria dei contenitori per cipria. L’apparenza inganna, ma ciò che balza all’occhio è proprio l’apparenza.

Non a caso, dopo l’affermazione della cipria come prodotto estetico, il XIX secolo lancia la sfida al design delle confezioni della cipria: artisti e disegnatori danno vita ad un tripudio di idee, creando scatole assegnate  a diversi periodi storici.

Arte e cosmesi si intrecciano, e tutte le case cosmetiche non possono più fare  a meno di questo must. LEPO si affida ad un design pulito, forme rotonde e colori classici, bianco e nero.

Nata nel 1984 LEPO ha cercato di promuovere fin dall’inizio una cultura della cosmesi naturale, in grado di rispettare l’ambiente e la pelle. Amica degli animali, ha da sempre cercato  di creare una linea vegan ok.

Grazie a LEPO il make-up i può ora perfezionare con la CIPRIA DI RISO IN POLVERE TRANSLUCENT ALL’AMIDO NATIVO DI RISO. La formula è stata pensata unendo oli di cotone, passiflora, ecanola, vitamina E e lauroil lisina. Il risultato è quella di perfetta adattabilità a tutti i tipi di pelle, garantendo bellezza, protezione e trattamento.

Il brand made in Italy garantisce i migliori trattamenti da trent’anni, ricevendo anche la certificazione Cosmos, standard europeo per la certificazione dei cosmetici naturali e biologici.

Da Venere alla Cipria…basta una pennellata ambrata e delicata!

di Federica Duani
31/01/2018

HOMI: LA CASA INTORNO A NOI

30 martedì 2018 visualizzazioni:

Si è conclusa ieri l’edizione 2018 di HOMI, la casa a dieci dimensioni. Presso lo spazio di Fiera Milano Rho,  brand di design hanno presentato le ultimissime tendenze nei settori di arredo, fashion, tech, living habits, wellness, beauty, jewels, garden, outdoor. Una vera ruota di spazi e dimensioni che sanno ruotare intorno alla persone, dando vita ad un vero e proprio salone degli stili di vita.

La parola chiave del salone? Dinamicità. Come dovrebbe essere nella quotidianità di tutti, anche al salone l’idea è proprio quella di creare una percorso dinamico e fluido, aperto al business e al settore lifestyle.

Tra le tante idee proposte, il vetro lavorato ad arte di Blueside Emotional Design, ha investito la passione e la novità andando a creare prodotti innovativi  e rappresentativi.

Non bastano mani esperte in grado di plasmare il vetro borosilicato, un vetro puro e raffinato, ma ad esse bisogna affiancare la dedizione nel creare pezzi unici, pensati soprattutto per la degustazione di cibo e bevande. Ecco perché la scelta del vetro borosilicato: è resistente agli shock termici ed è privo di contaminazioni. La trasparenza consente di guardare ai propri piatti senza filtri, prima di assaporarne il gusto.

Dalla lontana Russia arriva l’idea per il brand ormai riconosciuto a livello mondiale: il samovar. Dall’idea di un samovar tradizionale Blueside Emotional progetta il samovar in vetro di design, in grado di soddisfare tutte le esigenze estetiche di chi vuole rilassarsi preparando un buon the, e gustarlo sempre caldo e in compagnia.

Novità 2018 sono i gioielli, dove la trasparenza non li fa passare inosservati, ma anzi, giocando su luci ed ombre crea particolari effetti, eleganti e intriganti. Si passa da anelli a collane, da forme sferiche a forme quadrate. Sicuramente il vetro è delicato, ma allo stesso tempo in grado di vestire la donna di design raffinato. Pe l’uomo che vuole azzardare invece, Blueside propone il papillon in vetro, che non potrà mai sostituire la classicità di quello in stoffa, ma  è sicuramente originale.

Bluside Emotional Desing è vetro da indossare, usare, ammirare.

di Federica Duani
30/01/2018

NORDIC WALKING IN CITTÀ

30 martedì 2018 visualizzazioni:

Meglio la brezza delle montagne, magari un po’ innevate, o un ambiente urbano, più vicino a casa? Entrambi i luoghi vanno bene se si tratta di Nordic Walking, la camminata con i bastoncini che sta spopolando.

Questo sport nasce nel 1997 nei paesi nordici, vissuto e praticato nella più verde natura, prendendo aria fresca per polmoni. Ma la camminata ha iniziato a diffondersi, e anche l’Italia sta accogliendo il Nord Walking tra le pratiche più diffuse.

D’altra parte consiste in una camminata con dei bastoncini, apparentemente poco faticosa ma in grado di attivare ben l’85% dei muscoli del corpo, se eseguita correttamente.

Il Nord Walking prevede l’approccio a cinque diverse fasi:

  1. RILASSAMENTO E RECUPERO DELLA CAMMINATA NATURALE: è un bene farlo nelle nostre passeggiate quotidiane, ma spesso l’importanza di una postura eretta viene dimenticata. Si tende a camminare in modo scomposto, sempre con le spalle curve. Nel caso della camminata nordica, invece, sono fondamentali postura eretta, coordinazione alternata braccia-gambe, rilassamento delle spalle e rullata del piede.
  2. TECNICA ALTERNATA E SVILUPPO COORDINATIVO: i bastoncini renderanno tutto più semplice, ma è necessario non dimenticare di alternare il movimento per attivare tutti i muscoli.
  3. ELEMENTI POSTURALI: la posizione eretta permette di scaricare tutte le tensioni, ma solo grazie ad una coordinazione ottimale.
  4. RESPIRAZIONE: il fiato si crea grazie ad un duro allenamento, e così anche per il Nord Walking, durante il quale con una serie di esercizi durante la camminata si migliora la respirazione e il proprio stato fisico.
  5. TECNICHE AVANZATE: sicuramente non per chi si avvicina per la prima volta, ma tecniche di divertimento per chi pratica l’attività da più tempo. Si tratta di varianti con passo alternato, stretching, equilibrio e potenziamento.

Il benessere psico-fisico passa dal corpo, ed ecco perché di queste camminate bisogna farne tesoro. A Milano la recente “Scuola Nordic Walking”, propone corsi di gruppo in vari parchi cittadini, offrendo lezioni adatte a tutti, per rilassarsi o eliminare eventuali difetti di postura.

La camminata nordica diventa urban, non resta che iniziare con nuovi passi.

di Federica Duani
30/01/2018

THE POST

29 lunedì 2018 visualizzazioni:

Agli esordi era tutto così semplice: la gente al limite dell’ignoranza aveva bramosia di sapere, nulla da nascondere e vero interesse nella conoscenza. La stampa era un trasmissione pura della notizia, nell’anonimato della pubblicazione e nella semplicità di una pagina stampata.

Poi, come in tutte le evoluzioni, note positive e negative hanno macchiato il giornale. Poi, il giornalismo è diventato grafismo, è diventato una lotta all’immagine, all’apparenza. Poi, il giornalismo è diventato un bombardamento mediatico, ricco di volti, firme e notizie fortemente soggettive, in bilico tra la verità e l’occultazione.

A cosa serve aver lottato per la libertà di stampa, quando si paga per il silenzio?

IL POST, film diretto da Steven Spielberg e lanciato nelle sale cinematografiche italiane il 1 Febbraio, nella sua classicità, ancora una volta affronta con forza il tema della libertà di stampa.

“C’è una scena, nel film “The Post”, in cui Meryl Streep nei panni dell’editore del “Washington Post” Kay Graham, deve decidere se pubblicare gli altri documenti dei Pentagon Papers.”– scrive Selvaggia Lucarelli nell’approfondito articolo  “Il prezzo delle parole”. Pubblicarli e stare dalla parte dei cittadini, o fare accidentalmente scivolare i documenti nel dimenticatoio? Schierarsi davvero dalla parte della libertà di stampa o evitare una denuncia, il rischio di vedere per l’ultima volta un proprio articolo?

La Lucarelli non nasconde i fatti: lo stato di salute del giornalismo in Italia è dubbio, e i giornalisti ricevono costanti querele. Il 70% di esse vengono archiviate dal GIP, il 30% trovano fine in condanne.

IL POST racconta la storia che ruota intorno alla pubblicazione dei  “Quaderni del Pentagono”,  collocata agli inizi degli anni Settanta sul Washington Post. Di fronte alla volontà di occultazione dei documenti sulle strategie e rapporti tra Stati Uniti e Vietnam, la scelta di  della direttrice Kay Graham e l’ostinato direttore Ben Bradlee (nel film interpretato da Tom Hanks) di pubblicare i Pentagon Papers è un inno alla libertà di stampa, dalla quale conseguirà una lunga battaglia.

È il quinto film per Tom Hanks sotto la regia di Steven Spielberg e il primissimo in assoluto, invece, per Maryl Streep.  Oltre alla storia c’è di più? Alcuni sostengono che Spielberg si voglia appellare alle elitè americane, affinchè tornino a lottare per la libertà.

“Che succede se non li pubblichiamo? Perderemo. Il paese perderà!” – IL POST

di Federica Duani
29/01/2018

ROD IL RIBELLE

29 lunedì 2018 visualizzazioni:

Amanti del rock: su le mani! Il cantautore britannico Rod Steward sta per farvi impazzire in un appuntamento attesissimo, unico e tutto all’italiana. Mancano solo due giorni all’esibizione sul palco del Mediolanum Forum di Assago, dove mercoledì 31 Gennaio, il pubblico potrà liberare l’animo rock e rivivere le migliori hit di cinquant’anni di carriera.

La carriera di Rod non ha mai smesso di brillare, nonostante il divorzio e la parallela perdita della moglie, sua musa ispiratrice per numerosi inediti e nonostante il cancro alla tiroide, che lo ha costretto a ri-imparare a cantare. Il tumore, infatti, aveva seriamente minacciato le corde vocali del rockettaro.

Nel 1945 nasce Rod Steward, da una coppia di scozzesi; gli anni ’50 e ’60 sono la culla del rock, quel momento in cui la chitarra elettrica emerge dall’oblio e si fa sentire. Eccome se si fa sentire! Sarà la quasi contemporaneità di nascita, sarà la peculiarità di essere l’unico Stewart ad essere nato in Inghilterra, sarà un particolare estro geniale. Sarà quel che sarà, ma senza ombra di dubbio il talento di Rod è una garanzia.

Alla giovane età di ventisei anni, il suo già terzo LP Maggie May  è arrivato in testa a Billboard Hot 100, la principale classifica discografica nell’industria statunitense, e da lì solo successi. Le statistiche parlano chiaro: per ben sei volte i suoi album sono stati i più venduti nel Regno Unito, Ron è stato vincitore del BRIT Award nel 1993 e dei GRAMMY AWARDS nel 2005. Questi solo due dei numerosi riconoscimenti ricevuti da un settantatreenne  che ha ancora una voglia matta di far divertire i suoi fan.

Il sette gennaio appena trascorso, infatti, ha annunciato il suo prossimo tour estivo lungo tutto il Nord America. Hollywood, California la prima tappa il 25 Giugno e Seattle, Washington l’ultima, il primo settembre.

Certo, l’America è lontana, ma il Mediolanum per tanti dietro l’angolo, e un’esplosione di rock è alle porte.

di Federica Duani
29/01/2018