free page hit counter

All posts by Direttore

Lepo al fianco di ESA per il mese della prevenzione del tumore al seno

16 giovedì 2025 visualizzazioni:

Quest’anno, in occasione del mese dedicato alla prevenzione del tumore al seno, Lepo rinnova il proprio impegno trasformando ogni gesto di bellezza in un aiuto concreto.

Fino al 31 ottobre, per ogni singolo prodotto acquistato sul sito lepo.it1 euro sarà devoluto all’associazione di volontariato ESA – Educazione alla Salute Attiva.

Un contributo che si traduce in sensibilizzazione, prevenzione, assistenza, sorrisi e apparecchiature ospedaliere all’avanguardia. 

Un euro che, attraverso il progetto “Bella anche in Ospedale”, aiuta le donne in cura nei reparti oncologici bresciani a sentirsi bene con la propria immagine anche durante il percorso di guarigione.

Da anni Lepo sostiene ESA e, in questo mese speciale, invita la propria community a unirsi all’impegno, con un gesto semplice e prezioso che può fare la differenza.

di redazione digital

16/10/2025

La Visione di Planter’s: Oltre la Cosmetica, un Impegno per la Natura

03 venerdì 2025 visualizzazioni:

Da oltre trent’anni, Planter’s si distingue nel panorama della cosmetica naturale, non solo per la qualità dei suoi prodotti, ma per una vera e propria filosofia. Il marchio ha saputo unire la ricerca scientifica più avanzata con la ricchezza inestimabile della natura, creando formule che sono al tempo stesso efficaci, sicure per la pelle e rispettose dell’ambiente. L’obiettivo è offrire un’esperienza di benessere quotidiana che unisce qualità, innovazione e sostenibilità, il tutto in una gamma di cosmetici Made in Italy.

Planter’s: l’Aloe Vera da tradizione a rituale di benessere

L’Aloe Vera è l’emblema della tradizione cosmetica, un rimedio naturale che molte di noi conoscono fin dall’infanzia per le sue proprietà lenitive su scottature e irritazioni. Planter’s, con la sua esperienza trentennale, ha elevato questo ingrediente, trasformandolo in una base preziosa per formule all’avanguardia adatte a ogni esigenza, comprese quelle delle pelli più mature. La linea all’Aloe non si limita a lenire: idrata, rigenera in profondità e trasforma ogni applicazione in un autentico rituale di benessere.

Non Solo Aloe: La Bellezza della Scienza Green

La filosofia di Planter’s va ben oltre un solo ingrediente. Ne è un esempio la linea all’Acido Ialuronico, studiata per combattere i primi segni del tempo e per offrire un’idratazione intensa. Grazie alla sua straordinaria capacità di trattenere l’acqua, l’acido ialuronico di Planter’s dona alla pelle elasticità, compattezza e luminosità. Queste formule sono inoltre sapientemente arricchite con oli vegetali nutrienti, ideali per le pelli più secche, dimostrando come la scienza e la natura possano lavorare in sinergia per risultati eccezionali.

Planter’s: Un Futuro Cosmetico Responsabile

Planter’s dimostra ogni giorno che prendersi cura di sé stessi e del pianeta possono andare di pari passo. Scegliere i suoi prodotti significa abbracciare un modello di bellezza consapevole che fonde sapientemente tradizione, competenza e innovazione. In un mondo sempre più attento alla sostenibilità, Planter’s si posiziona come un punto di riferimento, ricordandoci che il futuro della cosmetica è già qui: autentico, verde e rispettoso dell’ambiente.

Unisciti a Planter’s in questo viaggio verso una bellezza più consapevole. È tempo di scegliere un approccio che unisce efficacia e rispetto per l’ambiente. Inizia ora il tuo rituale di bellezza responsabile.

di redazione digital

3/10/2025

Labbra perfette senza compromessi: la nuova Invisible Perfection di Lepo

29 lunedì 2025 visualizzazioni:

Anche il make-up più curato può inciampare in un dettaglio: i contorni poco definiti, le sbavature del rossetto o quei piccoli segni del tempo che spezzano l’armonia del sorriso. È proprio qui che entra in gioco Lepo, brand italiano che da oltre 30 anni unisce natura e ricerca scientifica in prodotti make-up e skincare naturali e biologici.

La novità si chiama Invisible Perfection, una matita incolore multifunzionale studiata per rendere il trucco labbra impeccabile e duraturo, con un finish elegante e naturale.

Perché è diversa

Invisible Perfection non è una semplice matita trasparente:

  • Definisce e perfeziona i contorni, rendendo le labbra otticamente più armoniose.
  • Previene le sbavature del rossetto, creando una barriera invisibile.
  • Fissa il colore e ne prolunga la durata, evitando ritocchi continui.
  • Leviga e riempie le linee sottili, donando un aspetto più fresco e levigato.

Formula naturale, effetto filler

La texture scorrevole e confortevole è arricchita con microsfere di acido ialuronico ad alta concentrazione e olio di cocco bio, per un effetto filler immediato sulle linee sottili del contorno labbra e persino del viso. Il risultato? Labbra naturalmente levigate, contorni più definiti e un make-up che resta perfetto più a lungo.

Con Invisible Perfection, Lepo firma un nuovo alleato indispensabile nel beauty case: un piccolo gesto che fa la differenza e che dimostra come l’innovazione possa andare di pari passo con la naturalità.

di redazione digital

29/09/2025

Andrea Tortora entra nel mondo di Cova: tradizione e innovazione per la pasticceria d’autore

12 venerdì 2025 visualizzazioni:

Un nuovo capitolo si apre per la storica Maison milanese Cova, fondata nel 1817 e da oltre due secoli simbolo dell’arte dolciaria e dell’ospitalità italiana di alta gamma. Oggi la pasticceria di via Montenapoleone accoglie nella sua squadra Andrea Tortora, uno dei maestri più apprezzati della scena contemporanea, pronto a portare la sua visione creativa all’interno di un’eredità che rappresenta Milano nel mondo.

Heritage e futuro, in equilibrio

Con l’arrivo di Tortora, Cova rinnova la propria identità: fedele alla grande tradizione artigianale italiana ma con uno sguardo aperto, audace e consapevole verso il futuro. L’obiettivo è chiaro: dare vita a una pasticceria che unisce rigore ed emozione, memoria e innovazione, in perfetta sintonia con lo spirito della Maison.

“Il mio ruolo è rispettare la tradizione, fondendo presente e passato e offrendo un dono che possa contagiare di meraviglia il quotidiano” – afferma Tortora, sintetizzando la sua filosofia del “meno ma meglio”, fatta di equilibrio, cura e leggerezza.

Chi è Andrea Tortora

Classe 1986 e figlio d’arte, Tortora rappresenta la quarta generazione di una famiglia di pasticceri. La sua formazione lo ha portato a lavorare in capitali della gastronomia come Parigi, Londra e Singapore, per poi approdare in Alta Badia alla guida della pasticceria del ristorante tre stelle Michelin St. Hubertus di Norbert Niederkofler.
Nel 2018 conquista insieme alla brigata la terza stella Michelin, distinguendosi come una delle voci più sensibili e innovative della pasticceria d’autore.

Tra i numerosi riconoscimenti, è stato nominato Pasticcere dell’Anno da Il Gambero Rosso e Identità Golose (2017) e ha ricevuto il titolo di Pasticceria dell’Anno dalla Guida dell’Espresso (2018). Nel 2020 ha lanciato il progetto personale AT Pâtissier, con cui ha definito un nuovo linguaggio fatto di ricerca, memoria e precisione.

Una visione condivisa con Cova

L’incontro tra Cova e Tortora nasce dalla volontà comune di coniugare eccellenza e contemporaneità. “Con Andrea abbiamo voluto rafforzare l’identità di Cova, offrendo ai nostri clienti un’esperienza ancora più raffinata, autentica e internazionale” – sottolinea Paola Faccioli, CEO di Cova Montenapoleone.

Le nuove creazioni che nasceranno da questa collaborazione racconteranno un tempo lento e consapevole, dove la tradizione diventa origine e l’innovazione è un atto di rispetto verso il passato e di responsabilità verso il futuro.

Cova, icona milanese nel mondo

Fondata nel cuore di Milano nel 1817, Cova è oggi parte del gruppo LVMH e conta oltre 35 boutique nel mondo, da Hong Kong a Parigi, da Doha a Montecarlo. Custode del panettone tradizionale e simbolo del savoir-faire italiano, continua a rappresentare l’eccellenza milanese con lo stile, la grazia e la qualità che la contraddistinguono da oltre due secoli.

Con Andrea Tortora, la Maison aggiunge un nuovo capitolo alla sua storia: un percorso in cui ogni creazione diventa racconto, memoria ed emozione, nel segno di una pasticceria capace di unire passato e futuro.

di Sofia D’Altrui

12/09/2025

Scooter: tra mobilità sostenibile e nuove tendenze urbane

10 mercoledì 2025 visualizzazioni:

Lo scooter è diventato negli ultimi decenni uno dei mezzi di trasporto più diffusi e apprezzati, soprattutto nei contesti urbani. La sua capacità di muoversi agilmente nel traffico, il consumo ridotto e la facilità di parcheggio lo rendono una soluzione ideale per chi vive in città.

Dalla nascita dei primi modelli fino agli scooter elettrici di ultima generazione, questo veicolo ha conosciuto una costante evoluzione, sia dal punto di vista tecnologico sia da quello stilistico. La sua popolarità è tale che oggi non rappresenta solo un mezzo pratico, ma anche un simbolo culturale che si intreccia con moda, lifestyle e sostenibilità.

Origini e diffusione dello scooter

La storia dello scooter inizia nel secondo dopoguerra, quando la necessità di trasporti economici e pratici spinse diverse aziende a progettare mezzi leggeri e accessibili. È in questo periodo che nascono modelli iconici come la Vespa e la Lambretta, destinati a diventare veri e propri simboli del design italiano nel mondo.

Negli anni successivi lo scooter si diffuse rapidamente in Europa e in Asia, conquistando un pubblico sempre più ampio. La sua semplicità di guida e il costo contenuto ne fecero un mezzo ideale per giovani, studenti e lavoratori, creando un mercato dinamico che continua a crescere ancora oggi.

Lo scooter come scelta ecologica

Con l’aumento della sensibilità verso l’ambiente e la necessità di ridurre le emissioni, lo scooter ha trovato nuova linfa vitale grazie alle versioni elettriche. Questi modelli offrono non solo un impatto ambientale ridotto, ma anche vantaggi economici importanti. Le batterie moderne garantiscono autonomie sempre maggiori, rendendo lo scooter elettrico un’opzione concreta anche per chi percorre distanze medie quotidiane.

Inoltre, i governi di molti paesi incentivano l’acquisto di mezzi a zero emissioni attraverso bonus e agevolazioni fiscali, spingendo sempre più persone a fare questa scelta sostenibile. Lo scooter elettrico è così diventato un protagonista della mobilità urbana, affiancando biciclette e monopattini in un ecosistema sempre più variegato e rispettoso dell’ambiente.

Innovazione e design

Se il fascino delle linee classiche rimane intatto, gli scooter moderni hanno introdotto numerose innovazioni tecnologiche. Sistemi di frenata avanzati, display digitali, connettività Bluetooth e funzioni di geolocalizzazione rendono lo scooter non solo un mezzo di trasporto, ma anche un dispositivo smart. Il design continua a giocare un ruolo fondamentale: alcuni modelli puntano sulla nostalgia, rievocando le linee vintage degli anni cinquanta e sessanta, mentre altri si orientano verso forme futuristiche, leggere e dinamiche.

La possibilità di personalizzazione, dalle verniciature agli accessori, contribuisce a rendere lo scooter un’estensione della personalità di chi lo guida. In questo senso, il mercato continua a evolvere, offrendo soluzioni capaci di soddisfare le esigenze dei più giovani così come quelle di professionisti e famiglie.

Lo scooter come fenomeno culturale

Lo scooter non è solo un mezzo pratico: è diventato parte integrante della cultura urbana e giovanile. Nei decenni ha ispirato film, canzoni e movimenti sociali, assumendo un ruolo che va ben oltre quello del semplice veicolo. Per molti rappresenta libertà, indipendenza e stile. Club e comunità di appassionati organizzano raduni e viaggi, mantenendo viva la tradizione e rafforzando il senso di appartenenza.

Piattaforme e realtà editoriali specializzate come Scooter Lab contribuiscono a diffondere notizie, recensioni e aggiornamenti su modelli e accessori, alimentando il dialogo e la passione di chi vive lo scooter come un vero stile di vita. La rete permette oggi agli appassionati di connettersi a livello globale, scambiando opinioni e condividendo esperienze.

Uno sguardo al futuro

Guardando avanti, lo scooter continuerà a giocare un ruolo centrale nella mobilità urbana. La combinazione di innovazione tecnologica, attenzione all’ambiente e richieste sempre più esigenti da parte degli utenti porterà a nuovi modelli più sicuri, efficienti e accessibili. Si prevede un’ulteriore diffusione degli scooter elettrici, supportata dallo sviluppo delle infrastrutture di ricarica e dall’aumento delle prestazioni delle batterie. Parallelamente, il settore del design non smetterà di sorprendere, con soluzioni creative che renderanno ogni scooter un oggetto unico. La sua versatilità, unita a un costo contenuto rispetto ad altri veicoli, lo manterrà protagonista delle città del futuro.

Lo scooter è molto più di un semplice mezzo di trasporto. È un compagno di viaggio quotidiano, un simbolo di libertà e uno strumento di sostenibilità. La sua storia, che parte dal dopoguerra e arriva fino alle sfide della mobilità elettrica, dimostra la capacità di adattarsi ai cambiamenti della società. Che si tratti di affrontare il traffico cittadino, di partecipare a un raduno tra appassionati o di esprimere la propria personalità attraverso un design personalizzato, lo scooter continuerà a essere protagonista indiscusso della vita urbana e culturale.

di redazione digital

10/09/2025

Le origini del Festival del Cinema di Venezia: dove tutto è cominciato

01 lunedì 2025 visualizzazioni:

Molto prima dell’avvento delle influencer sul red carpet, degli scatti in tempo reale su Instagram e dei look studiati per i social, il Festival del Cinema di Venezia era già lì: elegante, iconico, rivoluzionario.

Nato con l’intento di celebrare il cinema come forma d’arte e cultura, il festival ha attraversato quasi un secolo di storia, mantenendo intatto il suo fascino e rinnovando ogni anno il suo ruolo nel panorama cinematografico internazionale.

1932: l’anno della prima proiezione

Il Festival del Cinema di Venezia nasce ufficialmente il 6 agosto 1932, con la proiezione del film “Dr. Jekyll and Mr. Hyde” di Rouben Mamoulian, nella terrazza dell’Hotel Excelsior del Lido di Venezia.
L’evento era parte del programma della 18ª Esposizione Internazionale d’Arte, organizzata dalla Biennale di Venezia.

A idearlo furono:

  • Giuseppe Volpi, industriale e presidente della Biennale,
  • Luciano De Feo, segretario dell’Istituto Internazionale per il Cinema Educativo,
  • e Antonio Maraini, segretario generale della Biennale.

La manifestazione, chiamata “1ª Esposizione Internazionale d’Arte Cinematografica”, durò dal 6 al 21 agosto 1932 e segnò l’inizio di una storia che avrebbe cambiato per sempre il rapporto tra il cinema e le arti visive.

Un festival nato per elevare il cinema a forma d’arte

L’obiettivo era ambizioso: legittimare il cinema come arte, al pari di pittura e scultura.
In un’epoca in cui il cinema era ancora percepito come intrattenimento popolare, la Mostra di Venezia ne riconobbe fin da subito il valore estetico e culturale. Un’intuizione che avrebbe ispirato tutti gli altri festival cinematografici del mondo.

Un evento internazionale fin dalla prima edizione

La prima edizione non prevedeva premi ufficiali, ma già allora si respirava un’atmosfera internazionale. Furono proiettati 18 film da 7 paesi, tra cui Stati Uniti, Francia, Germania, Italia e URSS. Il pubblico votava le pellicole preferite in maniera informale.
Da lì in poi, il passo verso l’istituzionalizzazione fu breve.

Nel 1934 arrivano i primi premi. Dal 1935 il Festival diventa annuale. E nel 1937 viene costruito il Palazzo del Cinemaal Lido, ancora oggi cuore pulsante dell’evento.

Dalla Coppa Mussolini al Leone d’Oro

Il primo premio ufficiale fu la Coppa Mussolini, assegnata fino al 1942. Dopo l’interruzione durante la guerra, il Festival riprese nel 1946, adottando un nuovo simbolo: il Leone d’Oro, ispirato al leone alato di San Marco, emblema della città.

Negli anni, il Festival ha premiato registi e opere entrate nella storia del cinema: da Kurosawa a Fellini, da Jane Campion a Sofia Coppola, fino a registi contemporanei come Yorgos Lanthimos, Chloé Zhao e Luca Guadagnino.

Oggi: tra star, creator e cultura pop

Oggi il Festival del Cinema di Venezia non è solo una vetrina per il cinema d’autore, ma un crocevia tra arte e cultura pop.
Il red carpet del Lido è frequentato da attori, registi, modelle e sempre più spesso da influencer e creator digitali, chiamati a raccontare il festival a una nuova generazione, fatta di storie, Reels e TikTok.

Le maison di moda scelgono il Festival per far sfilare i propri ambassador, le testate beauty analizzano ogni dettaglio di hair e makeup, e le piattaforme streaming presentano le loro anteprime internazionali, spesso in concorso.

Eppure, nonostante i cambiamenti, Venezia resta una delle poche manifestazioni in cui la forma incontra ancora il contenuto. Dove l’apparenza non ha ancora offuscato l’intenzione originale: quella di celebrare il cinema come arte che riflette, racconta, provoca.

Un ponte tra passato e futuro

Dalla proiezione all’Excelsior nel 1932 agli outfit virali su Instagram nel 2025, il Festival del Cinema di Venezia è rimasto fedele a sé stesso, pur evolvendosi con i tempi.

Un luogo dove convivono glamour e impegno, moda e memoria, tradizione e sperimentazione.
E che ogni anno, con i suoi riflessi sull’acqua e sulle pellicole, continua a ricordarci che il cinema, anche nel tempo dei social, resta ancora la più potente forma di racconto collettivo.

1/09/2025

di redazione digital