free page hit counter

All posts by Direttore

NATURALTECH TAILORING: il nuovo servizio per la cura dei capelli personalizzato e rispettoso del pianeta

20 venerdì 2023 visualizzazioni:

Un trattamento professionale per capelli personalizzabile, che coniuga natura e tecnologia per risultati immediati.

Davines presenta Naturaltech Tailoring, un nuovo servizio esclusivo per i saloni sviluppato grazie a una ricerca approfondita condotta nei laboratori R&S e nel Giardino Scientifico del Davines Village di Parma. Un servizio personalizzato che combina il potere della natura e una tecnologia innovativa, mettendo al primo posto sostenibilità ed efficacia e adattandosi a qualsiasi problema o necessità dei capelli. Consentendo fino a 24 combinazioni diverse, questo servizio versatile può essere adattato a ogni tipo di capelli o esigenza, con risultati immediati.

PERSONALIZZATO IN BASE A 24 ESIGENZE SPECIFICHE DEI CAPELLI

Ciascuna formula Naturaltech Tailoring è composta da un siero base supportato dalla scienza e da un booster botanico realizzato con veri estratti vegetali ricavati da fonti sostenibili prodotte in Italia. Tutti i 24 abbinamenti specifici sono stati testati in laboratorio e in salone, per ottenere risultati ottimali e immediati.

INGREDIENTI DALLA FATTORIA AL FLACONE

Gli ingredienti dei booster Naturaltech Tailoring sono prodotti in modo sostenibile e raccolti da particolari agricoltori che coltivano in base ai principi biologici rigenerativi. Gli esperti Davines hanno selezionato ogni estratto dal Giardino Scientifico dell’azienda in base a uno specifico beneficio per i capelli.

IL PIANETA AL PRIMO POSTO

I booster Naturaltech sono realizzati con estratti biologici rigenerativi raccolti dalla terra con il minor impatto possibile, in collaborazione con agricoltori locali che utilizzano processi agricoli biologici rigenerativi. Tali processi hanno infatti la potenzialità di permettere al suolodi assorbire più carbonio contribuendo a combattere i cambiamenti climatici e a tutelare la biodiversità.

Le formule contengono ingredienti fino al 98,9% di origine naturale e fino al 98,5% biodegradabili. Le formule sono prodotte presso il Davines Village di Parma, con zero emissioni, e confezionate in flaconi facilmente riciclabili realizzati in plastica riciclata post- consumo.

DUE OPZIONI DI TRATTAMENTO IN SALONE

Naturaltech Tailoring è disponibile in due opzioni di trattamento in esclusiva per i saloni, ciascuna delle quali inizia con la consulenza di un esperto di Davines con il supporto del Tailoring Consultation Digital tool. 

Herbal Hair Infusion Fast Treatment

5 minuti

Un trattamento rapido che prevede un’azione detergente, un trattamento Naturaltech Tailoring e un effetto condizionante facoltativo, per risultati immediati senza tempo di posa.

Herbal Hair & Scalp Ritualistic Treatment

15 – 30 minuti

Per un’azione più profonda e piacevole, che offre tutti i benefici del trattamento Naturaltech Tailoring con prodotti Naturaltech per i capelli e il cuoio capelluto.

di redazione digital

20/10/2023

Cybersecurity month: la sicurezza online per bambini e adolescenti

18 mercoledì 2023 visualizzazioni:

Per molti di coloro che hanno figli nell’emisfero settentrionale, questo è un periodo dell’anno particolarmente magico. Siete sopravvissuti a divertenti viaggi con la famiglia, a giornate apparentemente infinite che dovevano essere riempite di attività, a molteplici riunioni interrotte da richieste urgenti (dal punto di vista di un bambino) e al particolare divertimento che deriva dallo shopping per il ritorno a scuola. La vostra ricompensa per tutto questo: un ufficio domestico beatamente tranquillo.

In mezzo al caos gioioso del ritorno alla normalità, può essere facile che un argomento importante come la sicurezza dei bambini online finisca in fondo alla lista delle priorità. Per aiutarvi a superare il rumore, condivideremo tre cose fondamentali che potete fare per mantenere i bambini della vostra vita al sicuro online, in qualsiasi periodo dell’anno:

1. Iniziate una conversazione (e mantenetela nel tempo)

Mostra loro il tuo interesse: Parlate con i vostri figli di ciò che fanno online, sia a casa che a scuola. A cosa sono interessati? Quali app usano per la scuola e per il divertimento? Hanno degli influencer preferiti? Potete condividere ciò che vi piace fare online.

È importante controllare regolarmente cosa succede nella sua vita online, proprio come si fa con la sua vita offline. Parlarne spesso fa sembrare tutto normale, rendendo più facile per vostro figlio rivolgersi a voi per qualsiasi problema.

Discutere gli aspetti negativi: Riconoscere che essere online può essere fantastico, ma ci sono cose da cui stare attenti che non sono così divertenti. Il discorso del “pericolo estraneo” assume un significato completamente nuovo quando si inizia a parlare del cyberverso. Chiedete ai vostri figli cosa sanno già dei seguenti argomenti; potrebbero sorprendervi!

  1. Amici online – le persone conosciute solo online potrebbero non essere chi dicono di essere.
  2. Over sharing – Le cose pubblicate online possono essere visibili a tutti, nonostante le impostazioni di privacy attivate, e probabilmente rimarranno in circolazione per sempre. Quali informazioni condividereste con uno sconosciuto per strada?
  3. Bullismo – incoraggiate i vostri figli a dirvi se le persone si comportano in modo meschino con loro o con altri online e incoraggiateli a fermarsi e a pensare prima di postare.
  4. Rischi per la sicurezza informatica – I malintenzionati possono accedere ai nostri sistemi e alle nostre informazioni se non stiamo attenti a cose come i siti che visitiamo, i link che clicchiamo e le password che usiamo. Prendete in considerazione l’idea di sfruttare le storie che già conoscono, come quella dei Tre porcellini, di Biancaneve o anche di Hansel e Gretel, per insegnare loro a usare password forti, a fare phishing e a lasciare un’impronta digitale.
  5. IA – Parlate con i vostri bambini e ragazzi più grandi (forse anche con i vostri figli in età universitaria!) delle app di intelligenza artificiale come ChatGPT. Promette molto, ma spesso non mantiene la promessa (fornisce informazioni imprecise, raccoglie e utilizza potenzialmente le vostre informazioni in modi che non vorreste, ecc.) Potrebbe anche mettere i vostri figli nei guai se decidono di usarlo per “aiutarvi” con un compito. Per ulteriori informazioni, consultate questo articolo.

IMPORTANTISSIMO: Fate sapere loro che possono rivolgersi a voi se sono preoccupati per qualsiasi cosa online!

2. Settate le Impostazioni

Le giuste impostazioni di protezione, privacy e sicurezza possono aiutare a prevenire i problemi prima che si presentino e a garantire a voi e a vostro figlio la massima tranquillità, consentendo al contempo ai vostri figli un certo senso di libertà online. Se il vostro bambino ha acquistato un nuovo dispositivo o ha scaricato una nuova applicazione, può essere un’ottima occasione per definire le impostazioni e iniziare una conversazione sulla sicurezza online (vedi sopra 1. Iniziare una conversazione).

Per ogni dispositivo o applicazione utilizzata da vostro figlio, considerate quanto segue:

  1. Parental Controls: Considerate i filtri di idoneità dei contenuti, le approvazioni per il download o l’eliminazione delle app, le autorizzazioni all’acquisto e i limiti di tempo sullo schermo. Consultate questa guida sulle opzioni per limitare i contenuti suYouTube, ad esempio.
  2. Impostazioni sulla Privacy: Non limitatevi alle impostazioni predefinite quando si tratta di privacy. Controllate chi può vedere cosa fa vostro figlio, dove va e chi può contattarlo.
  3. Impostazioni sulla Sicurezza: Assicuratevi che siano presenti password forti, lunghe e uniche e utilizzate l’autenticazione a più fattori, ove possibile. Assicuratevi di aggiornare regolarmente i dispositivi e le applicazioni e prendete in considerazione l’installazione di un antivirus. Tutte le protezioni che potete mettere in atto e che non richiedono l’intervento di vostro figlio, più facile sarà mantenere i dispositivi al sicuro.

3. Siate un buon esempio

Tenete conto della vostra vita online: Quanto tempo passate online? Considerate il tempo che passate sul vostro telefono a scorrere. Potreste passare un po’ di quel tempo offline facendo qualcosa di più divertente? Considerate la possibilità di impostare un “controllo parentale” sul vostro telefono per limitare il tempo trascorso sullo schermo. Sui prodotti Apple è possibile farlo tramite Screen Time, su Android tramite Digital Wellbeing.

Vi fermate un attimo a pensare prima di postare online? Ricordate che tutto ciò che postate è potenzialmente visibile al mondo intero, per sempre! Prima di pubblicare le foto dei vostri figli, ricordate che anche loro le seguiranno per sempre: usate per loro la stessa cortesia che usereste per voi stessi.

La sicurezza in casa è una priorità:

  • Mettete in pratica le buone basi della sicurezza, come la protezione della rete domestica e l’uso di password forti.
  • Predisponete una stazione di ricarica che richieda che tutti i dispositivi siano fuori dalla camera da letto durante la notte. In questo modo si evita di essere online e si riesce a dormire meglio.
  • Rimanete informati sul cyber, comprese le nuove app e le loro funzioni.

di redazione digital

18/10/2023

CAMIHAWKE, THE POZZOLIS FAMILY E IL MATRICOMIO: I TALENT VANNO IN SCENA NEI TEATRI DI TUTTA ITALIA

17 martedì 2023 visualizzazioni:

Content creator e influencer sono nell’immaginario collettivo immediatamente associati a web e piattaforme social ma, sempre più spesso, abbracciano non solo diversi media, ma anche diversi luoghi di produzione della cultura e forme di comunicazione: dall’editoria, alla musica, a cinema e televisione, passando per il teatro. Nei prossimi mesi tre dei talent di Show Reel Factory, la talent agency di Show Reel Media Group che gestisce in esclusiva alcuni tra i talent, content creator, influencer e canali editoriali più rilevanti dello scenario digitale italiano, gireranno l’Italia con alcuni spettacoli teatrali che fin dall’inizio della messa in vendita dei biglietti sono stati accolti con entusiasmo da parte del pubblico. 

Ha debuttato a Milano al Teatro San Babila il 6-7-8 ottobre scorso “Il Saggio di fine anno”, primo spettacolo di Camihawke, prodotto da Vivo Concerti e Show Reel Factory. Dopo le tre giornate milanesi, il tour di 17 date che farà il giro dell’Italia tra marzo e aprile 2024 ha registrato il sold-out in poche ore con oltre 15.000 biglietti venduti. Uno show che Camilla descrive così: “Il saggio di fine anno è il momento in cui porto con orgoglio sul palco tutto quello che ho imparato, lezione dopo lezione, e io sono pronta, per la prima volta, a portare sul palco tutto questo. Se ve lo state chiedendo, sì, forse porterò anche il flauto”. Il calendario completo è disponibile a questo link.

Dopo i loro tour “A-LIVE! – Perché sopravvivere ai figli è una cosa da ridere!” (2020-2021), divenuto anche uno show per Prime Video, “La grande fuga” (2022) e “Cosa volete da me” di Alice Mangione (2023), che hanno venduto complessivamente oltre 20.000 biglietti, Alice Mangione e Gianmarco Pozzoli della The Pozzolis Family sono tra i protagonisti dello spettacolo “Matilda Il Musical”. Lo show arriverà a Milano, a partire dal 15 febbraio 2024, all’interno del primo teatro itinerante d’Italia: Il Sistina Chapiteau. Rivolto agli spettatori di ogni età, Matilda è lo spettacolo tratto dal celebre romanzo per bambini di Roald Dahl perfetto per tutta la famiglia e vedrà il duo Pozzolis rivestire i panni dei cinici e goffi genitori di Matilda.

Debutterà il 9 novembre al Nuovo Teatro Sancarluccio di Napoli con 5 appuntamenti consecutivi (di cui due in replica il 12 novembre) già sold-out “dobbiamo parlare”, il primo spettacolo teatrale della coppia di attori e creator Il Matricomio, formata da Jack Alvino e Valentina Aurino. Il duo esplora le intricate dinamiche della vita di coppia in uno spettacolo che unisce teatro di prosa e stand up comedy. Attraverso personaggi e situazioni tanto reali quanto surreali, lo show racconta le gioie e i dolori della convivenza, portando il pubblico a rispecchiarsi nella vita degli altri tra risate e incomprensioni.

In un panorama mediatico sempre più liquido e in cui i diversi media si contaminano a vicenda, influencer e content creator non sono più solamente il volto di progetti che vivono sul web, ma talenti che abbracciano, ognuno a seconda delle proprie inclinazioni, altre forme d’espressione e mezzi di comunicazione. Un fenomeno che sicuramente trae beneficio dalla popolarità dei talent stessi, ma che trova la sua consacrazione quando dietro a quello che producono c’è una reale qualità. E la più grande conferma di questo si verifica quando il pubblico ritorna, quando la capacità di coinvolgere la propria community non si ferma al primo spettacolo, o disco, o libro”. Ha affermato Helio Di Nardo, CEO di Show Reel Factory, che ha aggiunto: “è quanto abbiamo potuto vedere con i diversi tour della The Pozzolis Family, ma anche, in ambito editoriale, con i due libri di Sofia Viscardi, del 2016 e 2018, che hanno complessivamente venduto oltre 150.000 copie, e il libro di Camihawke del 2021 che ne ha vendute 100.000”.

di redazione digital

17/10/2023

Otto giorni da Màt: dal 21 al 28 ottobre torna a Modena la Settimana della Salute Mentale

16 lunedì 2023 visualizzazioni:

Dal 21 al 28 ottobre 100 incontri, approfondimenti, spettacoli ed eventi a Modena e nei Comuni della provincia per affrontare il tema della salute mentale: Màt – Settimana della salute mentale – è la più grande manifestazione corale in Italia dedicata a un aspetto spesso dimenticato. Focus di questa tredicesima edizione di Màt è il potere trasformativo delle crisi, chiave per guardare con occhi nuovi l’instabilità e le incertezze che caratterizzano il nostro tempo. Secondo Fabrizio Starace, psichiatra direttore del Dipartimento di salute mentale e dipendenze patologiche dell’Azienda USL di Modena che promuove il Festival, nonché Presidente della Società Italiana di Epidemiologia Psichiatrica (Siep): “Il mondo della salute mentale registra da anni una domanda crescente di intervento che richiede il massimo impegno delle istituzioni. Purtroppo il sottofinanziamento della sanità pubblica e dei servizi sociali condiziona la capacità di risposta dei nostri Servizi”.

Il contesto storico e socioeconomico degli ultimi anni, segnato da un’atmosfera di instabilità e incertezza senza precedenti, ha profondamente impattato sulla salute mentale della popolazione in Italia e in Europa. Nei 27 Paesi dell’Unione Europea e nel Regno Unito gli adolescenti sono i più colpiti dagli effetti della pandemia e degli eventi degli ultimi tre anni: ansia (28%), depressione (23%), solitudine (5%), stress (5%) e paura (5%) sono i problemi di salute mentale più comunemente riscontrati (1*).

Per accendere i riflettori sull’importanza di garantire il diritto alla salute mentale torna Màt, la Settimana della Salute Mentalea Modena e provincia dal 21 al 28 ottobre (www.matmodena.it): Màt racconta l’universo della malattia mentale e di chi se ne prende cura quotidianamente con un programma ricco ed eterogeneo di dibattiti, conferenze, eventi artistici e culturali che si svilupperà su tutti i distretti della provincia di Modena, a pochi giorni di distanza dalla Giornata Mondiale della Salute Mentale del 10 ottobre. 

I tempi sono cambiati, quindi, e l’edizione di quest’anno di Màt è dedicata proprio al potere trasformativo delle crisi, come spiega Fabrizio Starace, Direttore del Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze Patologiche dell’Ausl di Modena e Presidente della Società Italiana di Epidemiologia Psichiatrica (Siep)“Di fronte alle numerose e spesso drammatiche discontinuità cui siamo stati e continuiamo ad essere esposti ciascuno può assumere atteggiamenti diversi. Una delle tentazioni più forti è quella di rifiutare il cambiamento, chiudendo gli occhi e rifugiandosi nel passato, fornendo risposte asincrone a domande che nel frattempo sono cambiate. È in queste fasi che diviene essenziale sospendere il flusso ordinato della propria esistenza e lasciare che l’incertezza trovi tempo e spazio per esprimersi e modi per ricomporsi – prosegue Starace -. Mettere assieme i pezzi, sfrondare il superfluo per guardare all’essenza della salute mentale individuale e di comunità, esigono da noi tutti uno sforzo di immaginazione creativa, una spinta ideale non influenzata dall’urgenza del fare o dalle suggestioni della cronaca. Ancora una volta la Settimana della Salute Mentale di Modena ci offre un’occasione per superare le rassicuranti appartenenze micro identitarie e ritrovare nella tensione dialettica delle diverse prospettive stimoli di partecipazione virtuosa. Da sempre l’obiettivo di Màt è favorire la partecipazione per superare lo stigma e il pregiudizio legati alla malattia mentale”.

Per otto giorni Modena e provincia saranno il palcoscenico per raccontare l’universo della salute mentale attraverso un ricco ed eterogeneo programma di dibattiti, conferenze, eventi artistici e culturali che conta un centinaio di appuntamenti che si svilupperanno su tutti i distretti della provincia di Modena.

Promossa dall’Azienda USL di Modena e organizzata da Arci Modena, la Settimana della Salute Mentale coinvolge a fianco delle istituzioni pubbliche, le associazioni di volontariato, la cooperazione sociale e i gruppi informali di cittadini attivi: la manifestazione è gratuita e aperta a tutti. 

Il programma: alcune anticipazioni

Màt 2023 prende ufficialmente il via sabato 21 ottobre e prosegue fino a domenica 28 con un centinaio di appuntamenti: 16 eventi teatrali, 10 di musica, 3 sul cinema, 7 mostre d’arte, 7 presentazioni di libri, 5 laboratori/workshop, 4 eventi di inclusione e sport, 25 conferenze e seminari e 21 incontri tra tavole rotonde e confronti. A breve l’intero programma sarà disponibile online su http://www.matmodena.it/.

Màt comincia però a seminare già da prima, con una fitta e continua rete di diffusione di consapevolezza sempre attiva sul territorio: ne è un esempio il progetto “Chiacchiere importanti per la vita” a cura di Ausl Modena, un’attività di formazione rivolta alle scuole che prende il via il 17 ottobre e intende diffondere un modello di prevenzione in salute mentale fondato sull’integrazione tra i soggetti appartenenti sia al mondo dell’educazione che della salute. 

Ad aprire ufficialmente la Settimana della Salute Mentale sarà la tradizionale parata inaugurale di Màt, sabato 21 alle 15 con partenza da Piazza Matteotti e arrivo a La Tenda di Viale Monte Kosica: i partecipanti si incammineranno per via Emilia Centro trainati dalla statua equestre di Marco Cavallo, simbolo di emancipazione delle tematiche sulla salute mentale, accompagnati dalla banda cittadina “Andrea Ferri” e dalla Mattabanda. La festa inaugurale continua con l’Aperimàt, in programma al Vibra: protagonisti la musica del Gruppo Ceis della Comunità La barca, la mostra di “Modena in fotografia”, realizzata in un anno di intenso lavoro dagli ospiti della Comunità Sottosopra e il “Gioco del TSO”, un’opera d’arte ideata da Luca Gentile, artista piacentino che ha elaborato il proprio vissuto di sofferenza mentale attraverso un percorso a spirale sulla falsa riga del Gioco dell’Oca (dalle 18.30 al Vibra di Modena, via IV Novembre).

Attraverso i seminari, gli incontri e i convegni prende corpo l’approfondimento firmato Màt: domenica 22 ottobre a Castelnuovo Rangone appuntamento con l’incontro “La nostra storia – voci e narrazioni in psichiatria”: realizzato dall’Associazione per la Ricerca in Psichiatria, vedrà la partecipazione di utenti, familiari e operatori che potranno raccontare “la loro storia” nel campo della psichiatria (alle 17 nella Sala delle Mura di via della Conciliazione). Sempre il 22 ma a Carpi, si terrà l’incontro “Il dialogo aperto non è un talk show”, a cura di Social Point, Aliante Cooperativa Sociale e CSM Carpi e presentato da Giulio Ferrari. Si può “risolvere” il dolore mentale? Le crepe sono nel cervello dell’individuo o nelle relazioni in cui si trova a vivere? Queste e altre riflessioni saranno al centro del dialogo con il Dottor Giuseppe Tibaldi e il Dottor Paolo Vistoli, accompagnati dalle musiche di Davide Turci e Daniele Rossi (alle 18 al Mattatoio Culture Club di via Pio 4).

Lunedì 23 ottobre a Modena appuntamento con “Chiedimi come sto. Gli studenti al tempo della pandemia”: la presentazione della ricerca promossa da SPI/CGIL, Unione studenti medi, Unione studenti universitari e IRES, sulla condizione degli studenti medi e universitari durante la pandemia (alle 15 nel Salone Corassori della CGIL di Modena, in Piazza della Cittadella 36). Martedì 24 protagonisti a Modena ancora i giovani, con due focus a loro dedicati: la mattina si apre con la tavola rotonda “Generazione z: nuove domande e nuove risposte” nel corso della quale verrà anche presentata la nuova struttura semiresidenziale per adolescenti con problematiche psicologiche e in carico al Servizio di Neuropsichiatria Infantile, ispirata ad un modello innovativo di intervento con particolare attenzione agli aspetti pedagogici e psicoeducativi (alle 9:30 a Villa Messerotti Benvenuti, in via Morello a Modena); nel pomeriggio tocca a “Unic? e plurale: dialogo sulla salute mentale dei giovani con background migratorio” a cura del Collettivo “Black Lives Matter Modena”, Officina Windsor Park e Legacoop Estense: insieme alla dottoressa Oluwadare e all’associazione Frantz Fanon si dialogherà su come l’esposizione a stereotipi, pregiudizi e discriminazioni influenzino lo sviluppo identitario in adolescenza; sui concetti di minority stress e doppia identità e sull’importanza di porre attenzione a questi fenomeni (alle 16 a La tenda di Viale Monte Kosika, a Modena). Sempre agli adolescenti e ai loro genitori è dedicato l’incontro di formazione “Ascolto e comprendo. Comunicare con i propri figli… e non solo”, in programma mercoledì 25 ottobre: tenuto dalla dottoressa Roberta Covezzi, sarà l’occasione per presentare le principali patologie concernenti gli adolescenti e per proporre una concreta riflessione sugli stili comunicativi (alle 20.30 nell’Aula Magna del Liceo Morandi di Finale Emilia, in via Digione 20). 

Giovedì 26 appuntamento presso l’Università di Modena con il seminario “Il Decreto Ministeriale 77: cosa c’è (finalmente) di nuovo per la salute?”. L’evento si propone di esporre i paradigmi della nuova assistenza territoriale insieme agli specialisti Gavino Maciocco, Antonio Brambilla, Imma Cacciapuoti, Francesco Enrichens, Angelo Fioritti e Giancarlo Gibertoni (alle 9, nell’Aula Magna di UniMoRe).

Venerdì 27 si torna a parlare di crisi e del loro potere trasformativo: a Modena appuntamento con “Riattivazione e sviluppo della rete dei gruppi di auto-mutuo-aiuto per la salute mentale dopo la pandemia” (alle 9 alla Sala Viterbo di via Viterbo 80); la giornata continua con l’incontro “La mamma di Roman, racconto autobiografico di un’adozione”, con Daria Scarciglia ed Eva Rigonat; interverranno l’avvocato Roberto Mariani e il dottor Fabrizio Starace, modera l’avvocato Luca Pastorelli (alle 16 a La Tenda di Modena).

Teatro, musica e parole sono da sempre mezzi di espressione fondamentali per esplorare il campo della salute mentale. Il 21 ottobre a Modena appuntamento con lo spettacolo “Quel che resta”, a cura di Teatro dei Venti APS in collaborazione con la compagnia teatrale l’Albatro (alle 20, al Teatro dei Segni di via San Giovanni Bosco 150). Il 22 alle 19 al Teatro Drama di viale Buon Pastore si terrà lo spettacolo ‘Polvere – Studio numero tre intorno ad Antigone’ a cura dell’Associazione Insieme a Noi ODV, mentre mercoledì 25 ottobre alle 21, al Dadà di Castelfranco Emilia, verrà presentato lo spettacolo “Un mondo altrove”, a cura del Centro di Salute Mentale di Castelfranco. E ancora, il 27 ottobre alle 18 all’Auditorium Bertoli di Sassuolo, appuntamento con il recital musicale dei Border Trio che, con un registro comico, metteranno in luce i paradossi, le manipolazioni, gli involontari umorismi e le patologie della comunicazione interpersonale, amplificata dal mondo digitale e dall’iperconnessione. Ci spostiamo a Carpi dove, sempre il 27 alla libreria La Fenice di via Mazzini 15 alle 18, verrà presentato il libro “Noi due siamo uno” a cura di Mario Spicuglia e con la conduzione del dottor Giuseppe Tibaldi. La storia è quella di Andrea Soldi, schizofrenico, morto in seguito a un Trattamento Sanitario Obbligatorio: dopo la morte la sua famiglia ha trovato il suo diario, una luce sul suo percorso psicologico e i suoi silenzi. 

La settimana di Màt si è aperta in musica e si chiude in musica con la festa “Music Lab Fest II: musica per l’inclusione sociale”, in programma sabato 28 ottobre: sul palco si alterneranno gli artisti del ‘MusicLab’, spazio di aggregazione e laboratorio di musica dell’Associazione Insieme a Noi, che porteranno sul palco le performance a partire da beats hip-hop o tracce strumentali; dopo di loro toccherà agli “Universe in My Yard”, agli “Hanga Roa” e ai “Dreamcrawler” del collettivo bolognese “Hellacious crew” (dalle 18.30 a La Tenda di Viale Monte Kosica).

La Settimana della Salute Mentale è realizzata grazie al sostegno di: Assessorato alle Politiche per la Salute Regione Emilia-Romagna, Servizio Salute Mentale, Dipendenze Patologiche, Salute nelle Carceri, Azienda USL di Modena, BPER Banca, Camera di Commercio di Modena, CSM dei Comuni della Provincia di Modena, Fondazione di Modena, Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi e Regione Emilia – Romagna.

di redazione digital

16/10/2023

GIORNATA MONDIALE DEL TUMORE AL SENO METASTATICO

13 venerdì 2023 visualizzazioni:

Oggi la Giornata Nazionale dedicata alla forma più grave di carcinoma mammario
TUMORE AL SENO METASTATICO: IN ITALIA VIVONO PIU’ DI 37MILA DONNE 
DAI PAZIENTI UN DOCUMENTO IN 6 PUNTI PER UNA MIGLIORE ASSISTENZA 
Secondo ANDOS, Europa Donna Italia, FAVO e Fondazione IncontraDonna vanno definiti a livello nazionale e resi operativi in tutte le Regioni dei specifici percorsi dedicati e interdisciplinari (PDTA)

In Italia oltre 37mila donne vivono con carcinoma della mammella metastatico. Si tratta della forma più grave ed insidiosa della neoplasia. Mentre aumentano le prospettive per le pazienti è però necessario intervenire per migliorare e monitorare i percorsi terapeutici e garantire una buona qualità di vita. È quanto sostengono A.N.D.O.S. (Associazione Nazionale Donne Operate al Seno), Europa Donna Italia, F.A.V.O (Federazione italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia) e Fondazione IncontraDonna per la Giornata Nazionale del Tumore al Seno Metastatico, giunta alla sua quarta edizione. Per l’occasione, le quattro associazioni hanno elaborato un documento indirizzato alle istituzioni sanitarie nazionali. Sono stati individuati sei punti d’intervento: percorsi dedicati e interdisciplinari (PDTA), supporto psiconcologico, rapidità nella richiesta di invalidità civile, accesso all’innovazione farmacologica con equa distribuzione fra le Regioni, piano nutrizionale dedicato, informazione e accesso ai trial clinici. Le pazienti chiedono al più presto un incontro con il Ministro della Salute, Orazio Schillaci, per rendere operativi i sei punti previsti dal documento.

“Quello di definire dei PTDA per le pazienti metastatiche è un obiettivo previsto anche dal recente Piano Oncologico Nazionale – sottolineano A.N.D.O.S., Europa Donna Italia, F.A.V.O e Fondazione IncontraDonna -. A nostro avviso questi percorsi dovrebbero essere istituiti a livello centrale e poi adottati da tutte le Regioni. Vanno resi infine operativi in ogni singolo centro di senologia. È così possibile garantire omogeneità e soprattutto una continuità nella gestione di ogni caso. Va poi garantita l’assistenza psiconcologica che può essere determinante per permettere alle pazienti di affrontare un iter terapeutico lungo e spesso doloroso. Attualmente questo servizio viene erogato dall’ospedale solo nel 25% dei casi. L’iter di accertamento e di revisione dell’invalidità civile e dell’handicap per la donna, con tumore al seno metastatico, deve essere rapido e uniforme su tutto il territorio nazionale. Lo stesso vale per l’accesso all’innovazione farmacologica dal momento che esistono ancora forti differenze territoriali fra le Regioni. È francamente inaccettabile che non tutti i pazienti godano degli stessi diritti. Altro aspetto fondamentale riguarda l’alimentazione ed è necessario il recepimento, a livello locale, delle indicazioni contenute nelle “Linee di indirizzo percorsi nutrizionali nei pazienti oncologici” del 2017. Il documento è stato approvato in sede di Conferenza Stato Regioni. Infine, è opportuno incrementare il livello d’informazione sui trial clinici e le modalità e condizioni di partecipazione da parte dei pazienti”.

“Chiediamo perciò che tutte le Istituzioni si impegnino ad attuare al più presto un PDTA dedicato alle donne con tumore metastatico alla mammella – concludono A.N.D.O.S., Europa Donna Italia, F.A.V.O. eFondazione IncontraDonna -. Va inoltre sistematicamente adottato, su tutto il territorio italiano un efficace sistema di monitoraggio degli indicatori di qualità delle prestazioni erogate”.

di redazione digital

13/10/2023

Chirurgia e medicina estetica ai tempi dei social: un vademecum per orientarsi

11 mercoledì 2023 visualizzazioni:

Consigli per utilizzare le piattaforme online in modo responsabile per prendere decisioni informate, senza coltivare aspettative irrealistiche

Social e chirurgia estetica sono ormai un binomio inscindibile: chi decide di sottoporsi a un intervento quasi sicuramente ha fatto ricerche su internet, ha visto i resoconti di chi ci è già passato e si è informato sui profili di medici o associazioni. Probabilmente, ha anche una sbagliata percezione dei rischi, del risultato che è possibile ottenere e del decorso post- operatorio.

“I social hanno un ruolo significativo nel plasmare le tendenze di bellezza, ma anche nel diffondere idee sbagliate su medicina e chirurgia estetica. Sono fonte di educazione, ma anche di disinformazione: fanno conoscere interventi che prima erano meno noti, ma rischiano anche di creare false aspettative – dice il prof. Raffaele Rauso, chirurgo plastico vicepresidente FIME (Federazione italiana medici estetici) già professore all’Università Vanvitelli di Napoli -. Navigando sulle piattaforme, i potenziali pazienti riescono a soddisfare quasi tutte le curiosità sugli interventi di chirurgia e medicina estetica e a volte anche di più: c’è chi si presenta alla prima visita convinto di sapere già quale è la soluzione giusta per lui. Non è così: è lo specialista che saprà consigliare l’intervento  adatto per il paziente, ridimensionando, se necessario, le attese”.

L'influenza dei social media sulla percezione che i pazienti hanno della chirurgia e medicina estetica non può essere ignorata, anche perché contribuisce in modo significativo alla popolarità e alla domanda di queste procedure. Tuttavia, è fondamentale che i pazienti si avvicinino ai social media con cautela e spirito critico, riconoscendo i limiti  e le potenziali insidie che presentano. Ecco alcuni suggerimenti per navigare sui social media in modo consapevole:

1) Informarsi (e non disinformarsi) sui social. Una delle principali funzioni dei social media è diffondere informazioni su una vasta gamma di argomenti, inclusa medicina e chirurgia estetica: purtroppo, la fonte delle notizie non è sempre attendibile e c’è chi promette o mostra risultati non corrispondenti a verità. “Si può verificare il curriculum di un medico sul portale Fnomceo.it e scegliere di seguire solo chirurghi plastici qualificati e istituti riconosciuti per ottenere informazioni accurate sulla chirurgia plastica” spiega il prof. Rauso.  

2) Sguardo critico su foto “prima e dopo”. Se sembra troppo bello per essere vero, probabilmente non lo è. Filtri, fotoritocchi, prima e dopo irrealistici, messaggi accattivanti che promettono miracoli: distinguere tra vero e falso non è facile, ma è necessario prestare attenzione per non restare delusi. “Durante la ricerca di chirurgia plastica sui social media, i pazienti dovrebbero cercare contenuti educativi da fonti affidabili, seguire chirurghi plastici qualificati che forniscono post informativi e valutare criticamente le foto  prima e dopo – dice il professore -. Ai pazienti non bastano più i profili di chirurghi che mostrano immagini pre e post: bisogna conquistare la fiducia dimostrando di saper fare, al di là di slogan, hashtag e claim acchiappaclick. È importante stabilire una relazione di fiducia medico-paziente per avere una comprensione realistica di ciò che può essere ottenuto attraverso la chirurgia plastica”. 

3) Tra il pre e il post non basta uno schiocco di dita, come nei reel. “Molti pazienti si aspettano una rapida trasformazione, probabilmente a causa di alcuni contenuti caricati sui social. In realtà, il recupero può richiedere settimane o addirittura mesi prima che un paziente noti i risultati completi dell’intervento chirurgico. In ogni intervento medico ci sono limiti, rischi e avvertenze che è bene conoscere”. spiega Rauso.

4) Selfie e videochiamate, uno specchio severo. Fino a qualche anno fa, ci si guardava allo specchio solo per qualche minuto alla mattina. Adesso si appare nei selfie e si partecipa alle videochiamate di lavoro, con uno sguardo verso sé stessi vicino e prolungato. “I social media stanno influenzando il modo in cui percepiamo gli altri e quello in cui percepiamo noi stessi. A tutti piace avere un aspetto gradevole, ma a volte la realtà è diversa da come ce la figuriamo e la fotocamera selfie è molto brutale al riguardo – spiega il prof. Rauso -. Questo è uno dei fattori che ha contribuito all’aumento del ricorso a medicina e chirurgia estetica.

5) Niente bacchette magiche. L’effetto che si può ottenere con un click usando un filtro o il fotoritocco spesso non è raggiungibile nella realtà. “Immagini modificate e filtrate inondano le piattaforme dei social media, presentando versioni idealizzate della bellezza  che potrebbero non essere raggiungibili da tutti. Questa disparità tra immagini filtrate e realtà può portare i pazienti ad aspirare a risultati irraggiungibili, predisponendo alla delusione e all’insoddisfazione: il chirurgo deve saper ridimensionare le attese e spiegare il risultato che si può raggiungere” afferma il chirurgo plastico.

6) Comunicare con il chirurgo senza timori. Le immagini modificate possono creare una disconnessione tra percezione e realtà: i pazienti devono essere consapevoli della distinzione tra ciò che vedono sui social media e le loro caratteristiche uniche. Comprendere questa differenza è essenziale quando si considerano le opzioni di chirurgia plastica e si discutono le aspettative con un chirurgo. “Il paziente deve esprimere con chiarezza il risultato che vuole ottenere, il chirurgo deve spiegare quello che può fare: al medico si possono porre domande e spiegare le preoccupazioni. Una comunicazione chiara è essenziale per garantire che le aspettative siano allineate con risultati realistici” afferma il prof. Rauso.

7) Il potere dei social. Sebbene i social media possano essere fuorvianti, sono anche una risorsa importante per informarsi. I pazienti devono essere cauti nel cercare consigli medici sui social media o nel prendere decisioni basate su aneddoti di estranei. Tuttavia, hanno accesso a informazioni che altrimenti sarebbero precluse, come succede per interventi di cui si tende a parlare poco con familiari e conoscenti: “Sui social c’è chi racconta esperienze di medicina o chirurgia estetica di cui magari gli amici non sanno niente. Succede anche tra chi ha subito un primo intervento di chirurgia o medicina estetica andato male: spesso si vergogna a parlarne di persona, mentre sui social può chiedere aiuto e trovare chi ha avuto esperienze analoghe: molti miei pazienti di chirurgia secondarie si sono passati parola proprio sui social”.

Insomma, utilizzare i social media può essere utile, se fatto con responsabilità e spirito critico. Niente, tuttavia, può sostituire il consulto con un chirurgo plastico qualificato per avere risultati soddisfacenti.

di Sofia D’Altrui

11/10/2023