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#Today Giornata mondiale della salute mentale

10 martedì 2023 visualizzazioni:

“Non esistono pensieri sbagliati, ma solo persone giuste con cui parlarne”. 

Unobravo lancia la campagna #PensatiGiusto e invita tutti a dare voce al proprio ‘pensiero sbagliato’ nella Giornata Mondiale della Salute Mentale.

Appuntamento il 10 ottobre in Piazza San Babila a Milano

Portare le persone ad acquisire una maggiore consapevolezza di sé imparando ad abbracciare ogni pensiero ed emozione: è questo l’obiettivo di #PensatiGiusto, la campagna di sensibilizzazione lanciata dal servizio di psicologia online e Società Benefit Unobravo in occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale.

#PensatiGiusto: “Non esistono pensieri sbagliati, ma solo persone giuste con cui parlarne”.

In ogni fase della vita e in ogni ruolo che rivestiamo, può capitarci di nutrire pensieri ambivalenti per i quali potremmo sentirci inadeguati, a volte persino sbagliati. Queste emozioni contraddittorie spesso ci bloccano, altre volte le reprimiamo per paura di affrontarle o perché temiamo il giudizio degli altri, quando, invece, sarebbe importante imparare a comprenderle, accettarle e accoglierle. 

Circa 2 Italiani su 3 (69%) affermano di avere avuto almeno una volta dei pensieri negativi sulle proprie scelte o di essere insoddisfatti della vita che stanno vivendo. Questo dato è significativamente più alto fra le donne (74%), i residenti al sud (76%) e nella fascia più giovane della popolazione, quella tra i 18 e i 34 anni (76%). 

Sono sempre 2 su 3 (68%) coloro che, invece, dichiarano provare sentimenti contrastanti in relazione a situazioni di vita quotidiana. 

Questo è quanto è emerso dallo studio condotto da Unobravo in sinergia con l’istituto di ricerca YouGov. L’indagine è stata realizzata con l’obiettivo di offrire uno spaccato sulle dicotomie e i pensieri contraddittori più frequenti tra gli italiani ed è parte integrante dell’iniziativa #PensatiGiusto. 

A fare da fil rouge a tutta la campagna è lo slogan “Non esistono pensieri sbagliati, ma solo persone giuste con cui parlarne”, con cui Unobravo intende enfatizzare che non esistono pensieri sbagliati, ma solo emozioni e sentimenti che, per la loro complessità, possono necessitare di un’analisi più approfondita per essere processati e accettati. In questo senso, la psicoterapia può costituire una risorsa preziosa. Guidati dal terapeuta, possiamo intraprendere un viaggio di scoperta dentro noi stessi per conoscerci meglio, imparare ad accogliere la nostra sfera emotiva e a guardare alla realtà con nuovi occhi.

Una campagna multi-canale e di ampio respiro.

Il 10 ottobre, Unobravo darà appuntamento a tutti in Piazza San Babila a Milano per vivere in prima persona un’experience coinvolgente e interattiva in occasione del World Mental Health Day.

La campagna #PensatiGiusto non si esaurirà, però, con la Giornata Mondiale della Salute Mentale, ma sarà di ampio respiro e si snoderà anche nelle settimane successive includendo: affissioni multi-soggettoattività sui social e di influencer marketing, collaborazioni editoriali e un’indagine condotta insieme a YouGov.

OOH multi-soggetto in Piazza Gae Aulenti a Milano.

La campagna prenderà ufficialmente il via il giorno precedente al World Mental Health Day. Dal 9 al 16 ottobre, Unobravo sarà, infatti, presente con una domination OOH (out of home) in Piazza Gae Aulenti a Milano che vedrà alternarsi sette creatività e altrettante headline.

Amo i miei figli. Ma forse se tornassi indietro non li rifarei.

Con il mio partner sto bene. Ma spesso penso di essermi accontentata.

Vorrei essere fidanzato. Ma solo perché tutti i miei amici lo sono.

Sto bene da single. Ma ho il terrore di restare da sola.

Il mio lavoro mi piace. Ma forse perché non c’è altro nella mia vita.

Amo quello che studio. Ma sono invidiosa dei voti degli altri.

Non mi manca niente. Ma non riesco mai a essere felice.

Attraverso ognuna di queste frasi – tutte ispirate a testimonianze reali e realizzate, così come gli artwork, dal team creativo di Unobravo – il servizio di psicologia online leader in Italia desidera dare voce a un “pensiero sbagliato” che possa risuonare con una specifica fascia di audience.

10 ottobre: appuntamento con un’experience interattiva in Piazza San Babila a Milano. 

La campagna #PensatiGiusto raggiungerà il suo apice nella Giornata Mondiale della Salute Mentale con un’attivazione speciale in Piazza San Babila, nel cuore di Milano

Il 10 ottobre, dalle h10:00 alle h14:00, Unobravo incoraggerà i passanti a diventare protagonisti della campagna facendosi fotografare o scrivendo il proprio “pensiero sbagliato” su una cartolina, in forma anonima. Le foto e i messaggi più significativi verranno proiettati in tempo reale sul maxi-ledwall presente in piazza. Con questa dinamica, una serie di frasi e ritratti sempre diversi, andranno ad alternarsi alle affissioni istituzionali della campagna. 

Il team e i terapeuti di Unobravo saranno presenti e a completa disposizione dei visitatori per rispondere a eventuali domande o curiosità. 

L’iniziativa non si ferma a Milano, ma potrà essere vissuta anche online. Tutti coloro a cui non sarà possibile partecipare all’evento di Piazza San Babila, potranno seguire e supportare la campagna sui profili social di Unobravo e condividere il proprio pensiero contrastante.

L’indagine condotta da Unobravo e YouGov.

La campagna continuerà a vivere per tutto il mese di ottobre. Infatti, con il supporto dell’istituto di ricerca YouGov, Unobravo ha condotto un sondaggio di ampio respiro i cui dati completi verranno resi pubblici nelle settimane a venire. 

Normalizzare l’accesso alla terapia e mettere il benessere psicologico delle persone al centro.

L’iniziativa #PensatiGiusto si iscrive nella missione che Unobravo porta avanti dalla sua fondazione: contribuire al superamento dello stigma che ancora persiste sui temi di salute mentale e a rendere più inclusiva e accessibile la terapia psicologica.

Anche quest’anno, in occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale, noi di Unobravo vogliamo essere in prima linea. Con la campagna di sensibilizzazione #PensatiGiusto desideriamo dire alle persone che non esistono pensieri sbagliati e incoraggiarle ad acquisire più consapevolezza di sé e della propria emotività. In questo cammino introspettivo che porta a sviluppare una maggiore accoglienza emotiva propria e altrui, la terapia è uno strumento utile e prezioso. Per questo, lavoriamo da sempre con impegno e dedizione per abbattere lo stigma e i pregiudizi, e contribuire attivamente a dare vita a un mondo in cui prendersi cura del proprio benessere mentale e andare dallo psicologo possa essere considerato normale. Perché tutti, a volte, abbiamo bisogno di uno bravo”, ha commentato Danila De Stefano, CEO & Founder del servizio di psicologia online e Società Benefit Unobravo.

di Sofia D’Altrui

10/10/2023

Bellezza, come rimediare ai danni del sole sulla pelle

09 lunedì 2023 visualizzazioni:

L’autunno è la stagione ideale per i trattamenti di bellezza al viso in medicina estetica

Abbronzata e luminosa, la pelle d’estate si mostra al suo meglio: si tratta però di un benessere effimero, destinato a scomparire in poche settimane lasciando spazio a problemi molto più duraturi, come macchie solari, rughe e danni da sole. Secondo uno studio scientifico, i raggi UV sono responsabili dell’80% dei danni alla pelle.

“L’abbronzatura ha un effetto scurente sulla pelle che ne nasconde i difetti, ma non appena si attenua, alla fine di settembre/inizio ottobre, appare il danno residuo. La pelle si secca, le rughe aumentano e anche le macchie: tutti danni che sono ben più duraturi di un’abbronzatura” dice il professor Raffaele Rauso, vicepresidente FIME Federazione italiana medici estetici, già professore all’Università Vanvitelli di Napoli.

Il maggior responsabile della gran parte dei danni causati alla pelle è proprio il sole: “In estate è normale trascorrere più tempo all’aria aperta, ma è bene esporsi sempre con i dovuti accorgimenti, con crema solare ad alto fattore di protezione ed evitando le ore più calde. In estate ci sono poi altri fattori che mettono la pelle a dura prova, come acqua salata o clorata della piscina e aria condizionata. Lo strato superiore della pelle si ispessisce e il naturale processo di idratazione rallenta, rendendola secca, opaca e ruvida” spiega Rauso.

Un altro problema frequente è la pigmentazione, come spiega il professore: “La comparsa di macchie solari è associata all’eccessiva esposizione al sole: i raggi UV aumentano la produzione di melanina, il pigmento che rende la pelle più scura. Di conseguenza sul corpo appaiono macchie marroni, lentiggini e tonalità della pelle non uniformi”.

Ecco alcuni consigli per rimediare ai danni da sole:

●     Iniziare i trattamenti in autunno. “La medicina estetica consente di avere risultati rapidi e senza tempi di recupero lunghi, ma non esistono bacchette magiche: costanza e impegno sono necessari. I mesi autunnali sono un periodo ottimo per iniziare trattamenti e vederne i benefici, compresi tra il caldo dell’estate e il freddo dell’inverno” afferma il prof. Rauso.

●     Tempo di peeling. Una delle soluzioni che ha dato risultati migliori per risolvere i danni da sole, come le macchie, è un peeling articolato in due step: uno nello studio del medico e l’altro a casa propria. “E’ un trattamento basato sull’inibizione della tirosinasi, il principale enzima responsabile della melanina: richiede applicazione costante e tempi lunghi per vedere i risultati, che sono ottimi – spiega Rauso -. Molto dipende dalla costanza del paziente: nella prima fase il medico estetico applica una maschera sul viso in maniera uniforme che dovrà rimanere in posa per 4-6 ore, per poi essere rimossa con del latte detergente. La seconda fase prevede una terapia domiciliare di uno o più mesi con l’applicazione di una crema specifica, con i tempi e le modalità indicate dal proprio medico estetico, a seconda del tipo di risultato che si desidera ottenere”. Durante il trattamento la pelle appare arrossata e screpolata, ma non c’è da preoccuparsi perché fa parte del normale processo di “sfaldamento” della pelle che può essere coperto da appositi trucchi e mantenendo la pelle costantemente idratata”. Unica accortezza è evitare di esporsi al sole per un paio di mesi.

●     Eliminare le macchie migliora la pelle. Il trattamento che consente di ridurre le discromie, ha anche altri benefici che riguardano la qualità del derma. “Il peeling agisce anche sulla microrugosità superficiale, con una pelle più tonica e tesa.Non è raccomandabile la sua applicazione in gravidanza e in caso di assunzione di pillola contraccettiva, ma non ha particolari controindicazioni” afferma il vicepresidente FIME.

●     Idratare, idratare, idratare. Un consiglio da seguire soprattutto dopo il peeling, ma valido sempre: sono utili trattamenti per il ripristino del turgore della pelle e per restituire idratazione e una buona soluzione sono i booster a base di acido ialuronico e idrossiapatite di calcio. “Questo tipo di iniettabile consente di intervenire con un effetto di idratazione garantito dall’acido ialuronico e di stimolazione del collagene data dall’idrossiapatite di calcio. Il trattamento è composto dal già noto acido ialuronico miscelato con l’idrossiapatite di calcio, un minerale naturalmente presente nella nostra struttura ossea e nei denti. Il suo utilizzo è piuttosto recente, ma offre ottimi risultati e soddisfa tutti gli standard di sicurezza” dice il chirurgo plastico.

●     Ridurre le rughe. Allo scomparire dell’abbronzatura, le rughe saranno molto probabilmente più visibili. Un trattamento mirato per la zona delle guance e della bocca, sono filler a base di acido ialuronico. “In quest’area si concentrano diverse rughe di espressione ed è possibile attenuarle riempiendo i solchi che il tempo ha provocato sul viso», prosegue il professore.

●     La prevenzione è sempre la scelta migliore. “Proteggersi in modo adeguato dai raggi del sole è la scelta migliore per la nostra pelle. Anche dopo un peeling, si rischia di tornare allo stato precedente se non ci si ripara e protegge adeguatamente” spiega il professor Rauso.

●     Seguire uno stile di vita sano. “Buoni consigli sempre validi per il benessere della pelle sono bere molto, mangiare sano, fare un po’ di attività fisica e non fumare: un corretto stile di vita aiuta anche a mantenere giovane la pelle” aggiunge Rauso.

●     Rivolgersi sempre a medici qualificati: anche quando si tratta di medicina estetica, i danni possono essere importanti e irreversibili. “Mai fidarsi del consiglio dell’amica o della vicina di casa: verificate che il medico a cui vi rivolgete abbia le competenze e le specializzazioni adeguate. Inserite il nome su FNOMCeO e verificate in pochi click” conclude il vicepresidente FIME.  

di redazione digital

9/10/2023

Il linguaggio delle immagini. In mostra la fotografia italiana degli anni ’80-’90

06 venerdì 2023 visualizzazioni:

In mostra la fotografia italiana tra gli anni ’80 e ’90. “Il linguaggio delle immagini”: oltre 60 opere dei più grandi al Castello Campori di Soliera. Dal 7 ottobre al 7 gennaio

Da Luigi Ghirri a Marina Ballo Charmet, da Franco Vaccari a Paola di Bello, da Olivo Barbieri a Guido Guidi, da Gabriele Basilico ad Alessandra Spranzi, da Mario Cresci a Silvio Wolf. Sono solo alcuni degli artisti le cui opere sono raccolte nella mostra “Il linguaggio delle immagini”, a rappresentare un periodo storico fertile e articolato, carico di trasformazioni tecnologiche e formali. Dal 7 ottobre al 7 gennaio al Castello Campori di Soliera (MO), a ingresso gratuito

La fotografia è un mezzo profondamente influenzato dallo sviluppo tecnologico. Il periodo tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio dei Novanta ha impresso una forte accelerazione da un punto di vista tecnico, prima con la diffusione di computer e internet e poi del supporto digitale. Ma sono anche anni durante i quali ci si è dovuti confrontare da un lato con l’eredità culturale di Luigi Ghirri – scomparso nel 1992 – e dall’altro con esperienze di pratica e di ricerca oltre confine, iniziate già dalla fine degli anni Ottanta.A questo periodo e agli artisti più significativi è dedicata la mostra “Il linguaggio delle immagini. Fotografia in Italia tra gli anni ’80 e ’90” a cura di Marcella Manni e promossa dal Comune di Soliera e dalla Fondazione Campori, impegnata ad indagare le forme espressive della contemporaneità. L’esposizione, allestita presso il Castello Campori di Soliera (MO), è visitabile gratuitamenteda sabato 7 ottobre 2023 a domenica 7 gennaio 2024.

Sperimentazione, individuazione di un linguaggio personale, militanza politica e attivismo: la ricerca artistica di quegli anni conserva la spinta, mai esaurita, delle esperienze concettuali e anticipa, impiegando le evoluzioni tecnologiche, molta della ricerca attuale, soprattutto sul piano teorico. Figura umana e paesaggio restano i soggetti della rappresentazione, la nozione di oggettività lascia ora spazio a quello dell’esperienza e della distanza verso l’uso descrittivo della fotografia, per un impiego funzionale e non meramente esibito di competenze tecniche. Ogni artista interpreta in modo coerente e personale la ricerca: l’accostamento delle opere in mostra – libero da un criterio cronologico – consente di leggere questo passaggio da diversi punti di vista. Paolo Gioli ha impiegato la personale tecnica di trasposizione della polaroid su carta per concentrare lo sguardo su frammenti di corpi, in una citazione della scultura classica. Luigi Ontani gioca con riferimenti visivi, culturali, storici e mitologici, protagonista eclettico e mai risolto di autoritratti raffinati e ironici. I lavori di Guido GuidiVittore Fossati,Gabriele BasilicoVincenzo Castella sono frutto del lungo progetto di committenza Archivio dello Spazio, fondamentale campagna di mappatura e documentazione del territorio della provincia di Milano tra il 1987 e il 1997. Il colore domina la selezione di Illuminazioni artificiali di Olivo Barbieri, monumentalità e architettura urbana tra Oriente e Occidente, e Andrea Abati compie una personale sperimentazione del paesaggio urbano, tra passato, presente e futuro con la serie Luoghi del mutamento.Silvio Wolf allestisce site-specific per le sale del Castello Campori il lavoro Muro d’Icone, Marina Ballo Charmetesplora e testa con Bretagna rappresentazione della luce e del paesaggio attraverso sequenze di minimi scostamenti. Gli interni domestici di Alessandra Spranzi sono solo apparentemente abitati da volti sereni e atmosfere armoniose, Paola De Pietri ricerca la propria identità in autoritratti privi di referenti. Appropriazione e citazione: Mario Cresci omaggia artisti, più o meno esplicitamente, tramite un processo di riscrittura e manipolazione; il fondamentale lavoro di Franco Vaccari è testimoniato in mostra con Modena vista a livello di cane, sintesi di rigore formale, libertà e disincanto nell’uso della macchina fotografica.Le opere in mostra provengono da importanti collezioni, tra cui il Museo di Fotografia di Cinisello Balsamo e la Fototeca della Biblioteca Panizzi, di Reggio Emilia, oltre a gallerie e collezioni private, così da ricercare approcci e una tendenza del collezionismo come forma non solo di conservazione, ma anche di divulgazione dell’arte contemporanea. Analizzare quali autori e quali opere si rintracciano nelle collezioni pubbliche e private contribuisce a fornire una lettura storica trasversale delle esperienze, spesso di singoli e non di scuola, delle linee di ricerca e interesse degli autori.Accompagna la mostra una pubblicazione, edita da Metronom Books che raccoglie il corredo iconografico e le interviste ad alcuni tra artisti, collezionisti, curatori, protagonisti della scena artistica: Olivo Barbieri, Matteo Balduzzi, Vittoria Ciolini, Ettore Molinario, Mario Trevisan, Silvio Wolf.

“Questo progetto di mostra esplora “Il linguaggio delle immagini” con riferimento a un arco temporale preciso – spiega la curatrice Marcella Manni – e si pone l’obiettivo, certo non esaustivo quanto di prelievo, quasi di ‘carotaggio’, di raccogliere, presentare e mettere a confronto opere e autori che in quegli anni hanno affrontato con la loro ricerca, le sfide dell’avanzamento tecnologico e allo stesso tempo affinato e precisato un proprio linguaggio, estetico e formale”.Attraverso un nucleo di opere provenienti da importanti collezioni pubbliche e private, in mostra sono presenti gli artisti: Andrea Abati, Marina Ballo Charmet, Olivo Barbieri, Gabriele Basilico, Vanessa Beecroft, Carlo Benvenuto, Vincenzo Castella, Giovanni Chiaramonte, Mario Cresci, Paola De Pietri, Paola Di Bello, Vittore Fossati, Alberto Garutti, Piero Gemelli, Luigi Ghirri, Paolo Gioli, Guido Guidi, Marzia Migliora, Paolo Mussat Sartor, Occhiomagico, Cristina Omenetto, Luigi Ontani, Giulio Paolini, Marco Signorini, Alessandra Spranzi, Alessandra Tesi, Franco Vaccari, Silvio Wolf, Michele Zaza.Gli autori sono scelti indipendentemente dal criterio anagrafico, ma concentrando l’attenzione sulle opere; con questo stesso approccio si sono scelti autori che in quegli anni operavano con una pluralità di linguaggi.

di redazione digital

6/10/2023

MONCLER X ADIDAS ORIGINALS: UNA CAMPAGNA CHE ESALTA I VALORI DELLA CO-CREAZIONE

04 mercoledì 2023 visualizzazioni:

DALLA MONTAGNA ALLA CITTÀ: ESPLORAZIONE E ISPIRAZIONE SI INCONTRANO IN UNA CAMPAGNA CHE ESALTA I VALORI DELLA CO-CREAZIONE

Progettata per l’esplorazione, la nuova collezione di Moncler e adidas Originals si spinge oltre i confini della co- creazione permettendo ai due brand iconici di immaginare un viaggio che parte dalle vette delle montagne più alte per arrivare fino in città. La montagna, luogo di origine di Moncler, incontra la dimensione metropolitana di adidas Originals in una selezione di capi moderni e innovativi che dimostrano quanto la funzionalità possa creare infinite possibilità di scoperta. Per entrambi i brand, la funzionalità non esclude il design: dal 2001 adidas Originals trasforma attivamente la concezione dello sportswear urbano, mentre dal 1952, anno della sua prima spedizione alpina, Moncler ridefinisce costantemente il concetto di innovazione attraverso l’esplorazione dei grandi spazi outdoor. 

La campagna, intitolata The Art of Explorers, rivolge l’attenzione agli esploratori, ponendo le imprese dell’uomo al centro della scena come valore fondamentale per entrambi i brand. L’esploratore appare sotto i riflettori come protagonista assoluto, rappresentato prima da una serie di avventurieri generati dall’intelligenza artificiale, poi da una serie di sculture uniche realizzate con tecniche miste. Lo slogan della campagna “Where Originality Meets Extraordinary”, è espressione del DNA dei due brand, che insieme diffondono la loro influenza da un epicentro ad alta quota alle città di tutto il mondo. Inoltre, si riferisce al ruolo consolidato di Moncler come innovatore in termini di performance e funzionalità̀, così come all’heritage intramontabile di adidas Originals come promotore di creatività̀ e cultura. 

Partendo dall’evento The Art of Genius, che ha svelato per la prima volta la collaborazione durante la London Fashion Week di febbraio, artisti provenienti da diversi ambiti – scultura, costume, scenografia e make-up – sono stati invitati a creare figure dall’aspetto umano ispirate ai capi della collezione. La fotografa Hanna Moon ha dato vita alle sculture di Gary Card, Ibby Njoya e Kate Tabor, ritraendole accanto a veri esploratori in look selezionati da Ai Kamoshita e accessori e make-up a cura di Isamaya Ffrench. 

Questo rivoluzionario percorso creativo va oltre l’esperienza fisica e si estende alla dimensione digitale con l’introduzione di una nuova piattaforma immersiva su moncler.com. Ispirandosi al tema caratteristico della collezione, questa nuova destinazione svela i prodotti esclusivi e presenta i dettagli della collezione attraverso una galleria digitale che richiama il contesto metropolitano in cui è stato ambientato l’evento The Art of Genius lo scorso febbrario. 

Questa esperienza digitale combina suoni, video e animazioni 3D, permettendo ai visitatori di immergersi in una strada cittadina dove vengono gradualmente svelati prodotti esclusivi e opere d’arte in 3D. Inoltre, gli utenti possono acquistare la collezione attraverso billboard digitali. L’esplorazione artistica dell’edizione limitata del modello NMD di Moncler x adidas Originals evolve la silhouette dello stivale in chiave digitale, dando vita anche a un’opera NFT accessibile tramite la piattaforma e l’app ufficiale di adidas. 

LA COLLEZIONE

Ispirata a un viaggio di esplorazione dalla montagna alla città, la nuova collezione include piumini lunghi e corti, giacche e gilet che simboleggiano il punto d’incontro tra le due identità. Le silhouette Moncler nell’iconico nylon laqué sono ripensate con dettagli adidas tra cui pannelli adi-break. Un mix di colori accesi ricorda i semafori con il verde, l’arancione e il rosso, per poi alternare il grigio asfalto e l’azzurro cielo, passando per l’off-white e i verdi scuri. Le trapuntature sinuose, lo jacquard e le stampe ricordano le tracce lasciate dagli sci sulle piste innevate. Il design grintoso delle calzature è il punto di forza dei look: la scarpa NMD è rivisitata in stile Moncler e riproposta in una versione invernale in GORE-TEX con una trapuntatura effetto bubble. Lo stesso motivo caratterizza anche l’iconica scarpa Campus, creando subito una connessione con l’universo Moncler. Il design e la funzionalità si incontrano in un nuovo contatto tra mondi diversi tutti da esplorare, tra le esperienze outdoor in montagna e le strade di città. 

La collezione Moncler x adidas Originals sarà disponibile su moncler.com e adidas.com dal 4 ottobre 2023 e in selezionati negozi Moncler e adidas dal 5 ottobre 2023. 

#MONCLERGENIUS 

#MONCLERADIDASORIGINALS 

CREATORS 

Gary Card, scultore e set designer 

L’originalità è il fondamento, la straordinarietà è l’aspirazione. Spesso questi due concetti non si incontrano ma è l’obiettivo a cui ambisco”. 

L’artista britannico Gary Card usa il colore e l’umorismo per creare mondi onirici e psichedelici per l’industria della moda. In occasione di Moncler x adidas Originals, il creativo ha plasmato un nuovo esploratore con una forma umana dal volume esagerato che interpreta i codici iconici dei due brand come le silhouette dei piumini di montagna e il motivo con le tre strisce. 

“Ho progettato la sagoma in modo che fosse massiccia e imponente, ma con un aspetto tenero e amichevole, un puffer concepito come un inseparabile compagno di viaggio. Osservandola al fianco di un esploratore reale, la mia figura sembra una versione speculare e distorta. Ho immaginato i due personaggi uniti dall’avventura, come se appartenessero l’uno all’altro, mentre camminano insieme sulla neve delle Alpi italiane”. 

Ibby Njoya, artista e set designer 

“L’arte è come un organismo vivente che per sopravvivere si nutre del contento, della cultura e dei sogni, e noi, in quanto abitanti di questo ambiente, siamo chiamati a esplorarne i limiti.” 

L’artista britannico-camerunese Ibby Njoya è un creativo poliedrico che attinge alla propria esperienza di pittore e illustratore per modificare la realtà in nuove ed eccentriche ambientazioni per gli editoriali, le sfilate e le installazioni più spettacolari della moda. 

“Mi sono ispirato alla collezione in sé, ma ho voluto inserire me stesso nella scultura. Mi piace molto il modo in cui il collo del piumino si espande fino a sembrare un anello. Sono sempre stato affascinato dagli anelli di rame della tribù Ndebele e Kayan, e da come l’allungamento del collo possa dare risalto alla testa”. 

Kate Tabor, costumista 

“Penso che molti tratti identitari del design di Moncler e adidas Originals siano estremamente simili al mio lavoro. Condividiamo l’audacia e il desiderio di oltrepassare i confini”. 

La designer britannica Kate Tabor è nota per avere trasmesso la sua visione singolare nel mondo della musica, della moda e dell’arte. Kate sfrutta la sua curiosità e la sua conoscenza dei materiali – schiuma, specchi, seta, capelli – per creare rappresentazioni uniche della cinetica e della forma umana. 

“Ho creato una scultura che assomiglia a un esploratore, con un equipaggiamento a specchio, pronto per affrontare gli elementi o forse il mondo dell’arte, espandendo ciò che può essere considerato arte unendo l’avanguardia e l’aspetto commerciale”. 

Isamaya Ffrench, make-up artist 

“Per me l’esplorazione è vitale. Non concepisco il fatto di voler creare qualcosa che non sembri nuovo o che non trasmetta una nuova prospettiva”. 

Considerando il trucco come una forma d’arte da indossare, la pioniera britannica del beauty Isamaya Ffrench ha ridisegnato le regole del settore diventando un nome di fama mondiale nell’arte cosmetica. Collabora con i brand e i volti più importanti del mondo e ha lanciato il suo omonimo marchio. 

“L’idea stessa della campagna era creare degli avatar ispirati ai capi della collezione. Le forme, le nuance e le texture sono state create utilizzando maschere di plastica trasparente sottovuoto, colori aerografati e materiali riflettenti”. 

Ai Kamoshita, stylist 

La stylist londinese Ai Kamoshita imposta il proprio lavoro con una particolare attenzione al design, alla proporzione e alla stratificazione accurata. Trattando gli indumenti come se fossero sculture, il suo lavoro si basa sulla sua ricerca di diversi mondi artistici di espressione.

Hanna Moon, fotografa 

Hanna Moon, fotografa sudcoreana basata a Londra, ha un occhio unico e speciale quando si tratta di creare immagini, un approccio curato che attinge tanto dalla tradizione quanto dalla contemporaneità. 

“Per me il concetto della campagna era molto filosofico e consisteva nel trovare la bellezza in cose reali come le sculture, i movimenti delle modelle. Ho pensato a dove siamo adesso e all’impatto delle nuove tecnologie sulla nostra creatività. Lo scatto non si è limitato a ritrarre la collezione ma mi ha fatto pensare al presente/futuro del nostro settore e mi ha fatto apprezzare di più l’impegno umano”. 

Shiori Takahashi, hair stylist 

Nato e cresciuto a Hokkaido, in Giappone, l’hairstylist innovativo Shiori Takahashi si è trasferito a Londra per collaborare con alcune delle pubblicazioni, dei brand e dei talent più apprezzati a livello mondiale. 

“Mi ha entusiasmato l’idea di creare avatar ispirati ai capi della collezione. Ho studiato ogni hair look individualmente, concentrandomi su forme, texture e colori per far emergere l’unicità di ogni avatar. Così facendo, abbiamo creato look capaci di unire il mondo reale a quello dell’intelligenza artificiale”. 

di Sofia D’Altrui

4/10/2023

Moda autunno/inverno 2024: la guida ai trend della stagione

02 lunedì 2023 visualizzazioni:

· Lo stile classico ed essenziale continua ad essere il più scelto dagli utenti

· Il colore perfetto per illuminare gli outfit autunnali? Nel 2023 è il rosso

· Le parole d’ordine della stagione sono vintage e oversize

Le tendenze della moda autunnale danno il benvenuto alla stagione dei primi freddi e dei colori caldi. Nel 2023, il mood può essere descritto come essenziale, con un guardaroba di qualità composto da capi evergreen e classici: insomma, lo stile semplice e intramontabile, già confermato da tendenze virali quali il quiet luxury e l’old money, sarà il principale trend dell’autunno/inverno 2024. Per essere alla moda, non è necessario acquistare capi nuovi, ma basta semplicemente guardare con occhi diversi il proprio guardaroba, fare scelte di moda più consapevoli e acquistare solo su ciò di cui si ha effettivamente bisogno. Dai dati raccolti da STILEO, motore di ricerca di moda leader in Italia con oltre 7 milioni di visite al mese, emerge quali saranno i principali trend di questa stagione, e come incorporarli al meglio anche nei propri outfit di tutti i giorni.

I colori dell’autunno 2023 

Questa stagione autunno/inverno è all’insegna della semplicità, quindi la palette dei colori perde naturalmente intensità e diventa più soft. Il colore pop che illuminerà gli outfit dell’autunno sarà il rosso in tutte le sue gradazioni: portato in auge dai trend beauty estivi quali la tomato girl aesthetic o lo strawberry makeup diventato virale grazie ad Hailey Bieber, questo colore sarà il vero protagonista della stagione fredda, dal rosso ciliegia alle sfumature più accese. Si può sfoggiare sia un outfit color block, sia un semplice dettaglio, come ad esempio una borsa. Anche il blu denim e il marrone in tutte le sue sfumature sono stati protagonisti delle passerelle della Fashion Week. E non possiamo dimenticare il rosa: quando si tratta di tendenze, il Barbiecore è ancora al primo posto. I trend si riflettono anche nei filtri di colore più cliccati: neutri e senza tempo, gli abbinamenti cromatici più alla moda per la stagione sono il grigio e beige, il rosso e nero e il marrone e bianco panna.

I 5 capi must have per l’autunno 2023

1. Camicia oversize

La camicia è un capo intramontabile che non può mancare in nessun armadio, ma è proprio nelle mezze stagioni che dà il meglio di sé. Abbinata ad un paio di jeans o a gonne lunghe in denim si presta sia per il lavoro che per un aperitivo, e appena si presenteranno i primi freddi è perfetta con un maglioncino a spalle. Chi desidera investire in un capo senza tempo può optare per il classico bianco, mentre chi vuole seguire gli ultimi trend sceglierà un modello oversize.

2. Blazer dai colori autunnali 

Quando le temperature si abbassano arriva il momento di rispolverare i capi spalla, e giacche e blazer si prestano alla perfezione per il clima altalenante delle mezze stagioni. Per l’autunno 2023, il blazer è rigorosamente oversize, in materiali come tweed o pelle e in colori che rispecchiano la palette autunnale come marrone, cammello, blu navy e rosso ciliegia.

3. Sneakers chuncky

Le sneakers sono un must-have in ogni stagione, soprattutto per i look più casual. Non si può sbagliare con il classico bianco ma, se si vuole dare una svolta al proprio guardaroba, si può optare per un modello chunky dal sapore vintage.

4. Stivali per tutti i gusti

Come ogni anno, è arrivato il momento di dire addio ai sandali (ma solo fino alla prossima estate!) e di dare il benvenuto agli stivali. Queste calzature sono un classico intramontabile dell’autunno e nel 2023 possiamo sbizzarrirci con qualsiasi modello: dalla silhouette elegante dei Chelsea boots ai raffinati stivali da equitazione, dai modelli da cowboy al fascino punk degli stivali stringati come gli iconici Dr. Martens, ognuno può scegliere la calzatura che meglio si adatta al proprio stile.

5. Le bag sono solo mini o maxi

Per quanto riguarda le borse, tra le numerose tendenze ne spiccano due, che si trovano esattamente ai due poli opposti: infatti, si prediligono o modelli oversize e dalla forma allungata, oppure minibag dallo stile romantico. Questo si riflette anche nella classifica dei 3 marchi più popolari tra gli utenti di STILEO, che sono rispettivamente: Liu JoGuess e Michael Kors.

di redazione digital

2/10/2023

Viaggi sempre più gourmet: ecco le migliori mete gastronomiche per l’ A/I 23-24

29 venerdì 2023 visualizzazioni:

Bellezza, relax, natura, cultura. Ma soprattutto buona cucina, e che sia autentica, legata al territorio, anche se questo vuol dire allontanarsi dai sapori più familiari. 

Le esperienze incentrate sulla scoperta delle tradizioni culinarie locali sono, da anni, le più ricercate dai viaggiatori in tutto il mondo: lo conferma CartOrange, la più grande azienda italiana di consulenti di viaggio, che rileva come le esperienze culinarie siano ormai arrivate a rappresentare la terza voce di spesa per i propri clienti, dietro solo a trasporti e alloggio. Un dato che smentisce lo stereotipo dell’italiano che all’estero non si vuole allontanare dalla propria tradizione culinaria, e anzi rivela curiosità e voglia di farsi sorprendere. «È un interesse che accomuna le generazioni – commenta Eleonora Sasso, Responsabile Marketing Operativo di CartOrange – e sempre più spesso capita di far ruotare un intero viaggio attorno a una particolare esperienza enogastronomica. Per esempio, ai nostri Consulenti viene richiesto di includere nella vacanza proposte di alto livello, anche in ristoranti stellati con lunghe code di prenotazioni, e questo richiede grande capacità di pianificazione. A volte la motivazione per visitare alcune mete risiede proprio nella presenza di un ristorante famoso o nella possibilità di assaggiare piatti tipici e particolari». Una grande attenzione viene data al contesto in cui si sperimenta la cucina dei vari Paesi: viene considerato fondamentale il legame con il territorio e con le persone del luogo, per trasformare il pasto in un’esperienza che arricchisce.

Ecco quali sono le mete gastronomiche ideali per l’autunno-inverno 2023-24.

Il Giappone tra lezioni di cucina e assaggi speciali. La cucina giapponese, inserita nel 2013 dall’UNESCO fra i patrimoni immateriali dell’umanità, è sempre particolarmente affascinante agli occhi degli occidentali perché unisce sapori unici, leggerezza ed estetica. Fra le esperienze che arricchiscono i viaggi CartOrange ci sono, oltre alle cooking class di cucina casalinga giapponese (ramen e gyoza su tutti), itinerari fra i maid cafè di Tokyo (dove le cameriere indossano abiti in stile vittoriano) e food tour a Kanazawa, città che oltre a splendidi monumenti e giardini ospita anche una scena gastronomica fra le più interessanti del Giappone, non ancora scoperta dal turismo di massa. Per i più temerari è possibile assaggiare il celebre sashimi di Fugu (pesce palla) in ristoranti dove operano chef altamente specializzati nella preparazione di questo particolare tipo di pesce.

In Perù tra ristoranti stellati e tradizioni degli indios Uros. La cucina peruviana sta vivendo da alcuni anni un grande momento grazie al suo intrinseco carattere fusion, dato dal mescolarsi di influenze diverse, e all’affermarsi di alcuni fra i migliori ristoranti del mondo. Ben quattro dei “Best 50” si trovano nella capitale Lima e uno, il Central, è addirittura primo in classifica. La scoperta di questi sapori comincia con la visita ai mercati e prosegue imparando a preparare con le proprie mani specialità come cevice, lomo saltado e il delizioso cocktail pisco sour. Vicino a Ica, è anche possibile visitare una cantina di Pisco. E poi CartOrange permette di fare un’esperienza davvero unica: sulle sponde del lago Titicaca si mangia a casa delle famiglie degli indios Uros.

Singapore e Indonesia tra mercati, hawker center e risaie. Se si sceglie il Sudest Asiatico per un viaggio invernale, non può mancare la visita a Lau Pa Sat, il migliore hawker center di Singapore, inaugurato nel 1894: un grande spazio al coperto aperto 24 ore su 24 che riunisce chioschi che propongono cucine di ogni provenienza (cinese, araba, indiana, malese…). La cultura hawker di Singapore è stata dichiarata dall’UNESCO patrimonio immateriale dell’umanità nel 2020. Ma in un viaggio nella Città del Leone, magari unito a un itinerario in Indonesia, c’è tantissimo da conoscere e assaporare: dal primo ristorante di street food al mondo ad aver meritato una stella Michelin (Liao Fan Hawker Chan, a Singapore) alle esperienze nelle risaie indonesiane, dove conoscere i segreti della coltivazione tradizionale del riso e gustare poi i piatti a base di questo ingrediente.

A Mauritius l’alta cucina fusion che non ti aspetti. Mauritius non è solo spiagge, mare e atmosfere tropicali, ma anche un luogo dove la cucina creola, indiana ed europea si uniscono in un mix unico al mondo, ben valorizzato dai ristoranti di alto livello presenti nei resort. Il paese insulare dell’Oceano Indiano è una meta che permette di unire mare e relax alla possibilità di fare esperienze gastronomiche di rilievo direttamente “a bordo piscina”: merito dell’ottima e particolare cucina offerta direttamente dalle strutture di soggiorno, che puntano sulla qualità e sull’unione di diverse tradizioni culinarie. Non bisogna dimenticare però che Mauritius è una destinazione stupenda anche per la sua cultura, che si esprime anche a livello di street food, e per la natura plasmata dall’uomo: un’esperienza imperdibile è la visita alla piantagione di tè di Bois Cheri, degustazione inclusa.

di redazione digital

29/09/2023