Potrebbe apparire un controsenso visto che i ritocchi si fanno per riscoprire una ritrovata giovinezza. Eppure, sì, il filler può far sembrare più vecchi. Se non si seguono alcune regole e non ci si affida alle mani giuste.
La bellezza si identifica con l’armonia. E l’armonia è sempre qualcosa di naturale. «Ecco allora che un aspetto innaturale ottenuto non tanto con i filler quanto con l’abuso dei filler finisce per far sembrare più vecchi» commenta il dottor Vittorio Crobeddu, dermatologo Isplad e medico estetico a Bari. Il concetto è semplice, ma merita di essere chiarito. «La bellezza non ha come segno distintivo la perfezione bensì la proporzione» precisa l’esperto. «La corsa alla perfezione quindi a suon di filler ripetuti spesso senza reali necessità, o comunque in risposta a un desiderio di giovinezza a tutti i costi, allontanano il viso dalla proporzione, lo fanno apparire innaturale e paradossalmente più vecchio di come si mostra nella realtà».
Senza contare poi l’effetto psicologico: quante volte guardando le foto delle celeb iper ritoccate abbiamo avuto la sensazione che fossero persino più vecchie, perché eccessivamente “artefatte”, della loro età reale?
«Eccedere con i filler in una spasmodica rincorsa alla giovinezza rischia di far scattare in chi guarda un’associazione poco virtuosa che porta a identificare i troppi ritocchi con i tanti anni» continua il dottor Crobeddu. «Al contrario, un ritocco sapiente e ben calibrato porta a un refresh naturale che riesce a smussare gli effetti dell’età sul volto senza pretendere a tutti i costi di portare indietro le lancette dell’orologio».
Insomma è l’eccesso che appesantisce e invecchia. «Una bocca troppo voluminosa, gli zigomi alti e molto pronunciati, una pelle levigatissima su una persona in là con gli anni crea un contrasto stridente con un collo segnato, indicatore inesorabile del passare del tempo, facendo apparire un volto non solo più vecchio ma a tratti persino grottesco» commenta Crobeddu. Se poi si sposta lo sguardo verso il basso sono in genere le mani ( denunciare con chiarezza l’età. Va tenuto presente, infatti, che non è solo il volume a far sembrare più giovani. «Anche la qualità della pelle è basilare e su quella non serve intervenire con i filler ma con una serie di altre metodiche che ripristinano l’idratazione, stimolano il ricambio cellulare, attivano la produzione di fibre elastiche nell’ottica di un ringiovanimento naturale e armonico» precisa l’esperto.
«Se il senso della misura manca a una donna o a un uomo che chiedono ritocchi su ritocchi per apparire più giovani, è lo specialista che ne deve far uso» continua l’esperto. «Questo significa che un professionista non solo preparato da un punto di vista della tecnica ma anche dotato di un forte senso etico, oltre che estetico, deve saper dire no e mettere un freno a richieste ossessive. Compito del medico, infatti, non è quello di assecondare in toto i desideri dei pazienti soprattutto quando non sono realistici. Il professionista ha il compito di suggerire e consigliare per trovare insieme il giusto equilibrio tra l’età anagrafica e quella desiderata».
Milano, 25 maggio 2023 – Grazie all’impegno di alcuni manager ed imprenditori guidati daAlessandra Ottaviani del gruppo Fimelato, una delle firme storiche dell’alta sartoria italiana, nasce a Milano il Club degli Uomini Gentili, dove uomini di successo in ambiti differenti, dal design all’editoria, dall’alta consulenza al legal, dal fractional management all’arte, sono chiamati a esprimere il proprio talento a beneficio del prossimo e contribuire concretamente a creare le basi per l’affermazione di una cultura diffusa della gentilezza e del rispetto, della cortesia e dell’eleganza.
Ad oggi, hanno aderito 12 Ambassador: Walter Iellamo (CIO di BIP), Andrea Pietrini(Chairman di YOURgroup), Fausto Turco (CEO di SI-NET, Presidente dell’Accademia dei Commercialisti), Paolo Borzacchiello (Scienza delle Interazioni Umane, Autore, Divulgatore; Consulente), Stefano Donadel Campbell (CEO & CO-OWNER di My Style Bags), Sergio Alberti (Co-Founder Platinum Square Real Estate Dubai), Dominique Antognoni (Editore di Good Life e Consulente per l’Alta Ristorazione), Davide Bergami (Partner EY Studio Legale Tributario, Tax&Law Market Leader) Gianfranco Delbarba (Amministratore Delegato presso Archeitalia), Angelo Spinabelli (Consulente e Life & Business Coach) Paolo Maloberti(Partner – Audit & Assurance BDO Italia), Benedetto Buono (Founding Partner presso Buono & Partners).
Il Club rimane aperto ad altre adesioni con l’obiettivo di portare avanti un progetto che faccia la differenza in un mondo che ha dimenticato cosa sia il confronto civile, dove ogni posizione o differenza venga accolta con il dovuto rispetto.
La prima concreta iniziativa promossa dal Club degli Uomini Gentili è un Premio in denaro e di formazione, chiamato Premio Gentilezza Italiana, dedicato al Miglior Progetto Gentile 2023, realizzato da singole persone e società. Si tratta di un riconoscimento che intende celebrare personalità della società civile e aziende private che hanno dimostrato di incarnare gli ideali di gentilezza, rispetto e attenzione nei confronti del prossimo, promuovendo così un modello di comportamento positivo per la società italiana. Le categorie sono: Persona gentile, Impresa gentile, Associazione solidale, Innovazione Sociale, con invio delle candidature entro il 31 luglio 2023. Una Giuria di qualità, composta dagli Ambassador del Club, selezionerà i migliori progetti che saranno premiati in un evento di Gala a Milano, il 13 novembre 2023, in occasione della celebrazione della Giornata Mondiale della Gentilezza.
“La gentilezza è la prima forma di eleganza. Un concetto che può sembrare obsoleto ma che, invece, sta riguadagnando posizioni in contesti come l’imprenditoria e il management aziendale che vengono generalmente considerati refrattari all’ascolto e alle buone maniere – ha sottolineato Alessandra Ottaviani del gruppo Fimelato – Si può essere determinati e volitivi essendo comunque guidati dal lume della cortesia e della ragionevolezza, in un clima di inclusione, accoglienza del prossimo nella sua integrità e ascolto delle istanze altrui. Il Club degli Uomini Gentili è aperto verso la comunità civile e intende dialogare con tutti coloro che vogliono cambiare la prospettiva e impegnarsi concretamente per la diffusione di una cultura della gentilezza”.
“La nascita del Club degli Uomini Gentili, di cui faccio parte con orgoglio – ha commentato Andrea Pietrini, Chairman di YOURgroup – risponde ad una domanda crescente di accoglienza e garbo che sta emergendo in molti settori professionali. La gentilezza esalta la competenza tecnica o gestionale, in tutte le funzioni, e contribuisce a rendere il dialogo con collaboratori e gruppi di lavoro più fluido, costruttivo ed efficace. Il tempo dedicato a sviluppare empatia e capacità di ascolto non è mai sprecato. Viviamo in un periodo in cui sembra che la conflittualità, sotto ogni forma, debba predominare, ma noi vogliamo capovolgere questa prospettiva e anche per questo il prossimo Premio Gentilezza Italiana potrà rappresentare un appuntamento di svolta”.
Estate 2023, il Medio-Oriente è la destinazione regina: Giordania e Turchia si dividono l’interesse degli italiani di ogni età e vedranno un boom di turismo da parte dei nostri connazionali. A dirlo è Tramundi, il primo marketplace italiano di viaggi di gruppo organizzati, che ha analizzato le ricerche e le prenotazioni degli italiani sulla piattaforma per il periodo giugno-settembre 2023. Dimmi quanti anni hai e ti dirò dove vai Se questo è il quadro generale è interessante capire come ogni fascia d’età abbia non solo una sua idea di vacanza ma anche delle destinazioni preferite. La Generazione Z, composta dagli under 26, è quella che si muove in misura maggiore da sola – il 48% delle prenotazioni è in solitaria – e ricorre ai viaggi organizzati per raggiungere destinazioni più difficili da gestire in autonomia, ma comunque in una fascia relativamente economica. Oltre a Giordania e Turchia – in cui la spesa media è di 120 euro al giorno, meno che in Europa, Asia o Africa – le preferenze vanno verso la Norvegia e il Marocco, in particolare per visitare le città imperiali.I Millennials – la generazione nata tra il 1981 e il 1996 – sono quelli che più amano viaggiare in coppia e puntano in misura ben maggiore, rispetto alle altre generazioni, a mete a lungo raggio. Sono loro che riempiono le prenotazioni dei tour in Africa (Tanzania in primis) e Asia (dove le mete preferite sono Indonesia, Vietnam e Nepal). Quando scelgono l’Europa, invece, si concentrano su Italia e Grecia.
Veniamo alla Generazione X: i nati tra il 1965 e il 1980 andranno in vacanza in gruppo (da quattro in su) o in coppia molto più che da soli. Dove? Oltre alle destinazioni leader del momento prevalgono quelle a corto/medio raggio, come Italia, Norvegia e Spagna, mentre chi vuole andare più lontano sceglie la Tanzania. Infine, i cosiddetti Baby Boomer: i nati tra il 1945 e il 1964 preferiscono muoversi in piccoli gruppi di conoscenti e puntano a destinazioni relativamente “facili”: Portogallo e Islanda sono le mete che li vedono più attivi.Capitolo costi: la spesa media a persona sembra essere direttamente proporzionale all’età. Il costo medio per un viaggio per una persona è di 120 euro al giorno per la Gen Z, circa 140€ per i millennials e 160€ per la generazione X e per i baby boomers. Esiste, inoltre, una relazione tra età e giorni di anticipo con cui si prenota: più si è giovani, più si prenota prima. La generazione Z prenota in media con circa 115 giorni di anticipo, i millennials con 112, 98 per la generazione X ed infine i baby boomers prenotano con una media di 92 giorni di anticipo.“Se il Medio Oriente domina per vendite e partenze”, spiega Alberto Basso, General Manager di Tramundi, “sarà un’estate con opportunità anche per il turismo europeo: un terzo delle prenotazioni resterà in prossimità, con Italia, Grecia, Spagna e Norvegia a guidare. E questo sia per le difficoltà riscontrate nel rinnovo dei passaporti, sia perché l’operatività delle compagnie aeree non è ancora tornata al 100% ai livelli pre-covid: ci aspettiamo nei prossimi 18/24 mesi un progressivo ritorno a pieno regime di forza lavoro e flotte operative. Conseguentemente, dovremo attendere ancora prima che i prezzi tornino ad essere più competitivi.”
Lunathica è sempre più green e propone in 8 comuni oltre 90 eventi dal nuovo circo, alla danza urbana, dalla magia alla musica live
Superato il traguardo delle 20 edizioni, Lunathica si presenta oggi sempre più come un caleidoscopio di eventi: una grande Festa del territorio all’insegna dello spettacolo dal vivo e delle arti performative che,dal 5 al 9 luglio, porta divertimento e scompiglio nei comuni di Cirié, San Maurizio, Mathi, Nole, Fiano, Lanzo, Leinì e Villanova Canavese. Un ricco cartellone multidisciplinare che spazia dal nuovo circo, alla danza hip hop, dal teatro di strada alla visual comedy, dalla magia al teatro di figura. Nel quale, oltre alla programmazione di spettacoli, trovano spazio concerti (dal rock alla pizzica), dj set, reading letterari e trattamenti shiatsu.
“Ancora più degli ultimi anni, abbiamo preparato un programma ricco di momenti di incontro e condivisione oltre che di spettacoli, naturalmente – annuncia Cristiano Falcomer Direttore Artistico di Lunathica – Un Festival sempre più accessibile e inclusivo e con una particolare attenzione alla sostenibilità e all’ambiente grazie ad una serie di iniziative realizzate in collaborazione con il Consorzio CISA, la SIA e la Smat che hanno creduto nel nostro lavoro e che ci rendono molto orgogliosi del percorso intrapreso”.
Grazie alla collaborazione con questi enti il Circus Village (uno dei punti nevralgici del Festival, al Parco Due Laghetti di Villanova) è stato reso interamente Plastic Free come spiega Mario Burocco, Presidente del CAV CISA: “La richiesta degli organizzatori del Festival di una collaborazione da parte del Consorzio per far sì che l’edizione 2023 fosse un’edizione più sostenibile dal punto di vista ambientale non poteva che trovarci pronti con una serie di iniziative per ridurre la plastica non riutilizzabile e non compostabile e per migliorare la raccolta differenziata”.“Sostenere con fornitura di acqua in boccioni il Festival Lunathica rappresenta per SMAT un contributo alla sostenibilità – fanno eco dalla Società Metropolitana Acque Torino – L’utilizzo delle colonnine refrigeranti e l’acqua distribuita ai partecipanti attraverso i boccioni forniti da SMAT contribuiscono a promuovere l’acqua di rete, controllata, di qualità, sempre disponibile; una scelta responsabile e rispettosa dell’ambiente perché favorisce la riduzione degli imballaggi”.Particolarmente in linea con questo tema lo spettacolo in Prima Nazionale della compagnia spagnolaRubrica Teatre che invita a un uso più consapevole dell’acqua, mettendo in guarda sui rischi di una commercializzazione sconsiderata.
Gli avventori del Ristorante Lunathico (ormai divenuto immancabile punto di ritrovo, prima e dopo gli spettacoli, per artisti, operatori e spettatori affezionati) avranno a disposizione bicchieri riutilizzabili, borracce in metallo da riempire presso le colonnine di acqua fresca fornite da SMAT.
Nel Parco Due Laghetti è allestita anche la deliziosa struttura della Compagnia Pau Palaus ispirata a un vecchio circo di inizio secolo, che ha resistito agli effetti di una tempesta. Qui due clown dalla maschera struggente daranno vita a Zloty, una narrazione delicata ed emozionante che incanta, emoziona e diverte ripercorrendo i fasti di un cirque à l’ancienne.
Tra i titoli più attesi, la compagnia di danza urbana e video art Bakhus con Gaia 2.0, riflessione allarmante sugli effetti devastanti dell’opera umana sulla natura. Il nuovo spettacolo “Let’s Twist again!” dei vulcanici acrobati kenioti Black Blues Brothers applauditi da Re Carlo III e da oltre 500.000 spettatori in tutto il mondo, prossimi protagonisti del Fringe Festival di Edimburgo. La performance Wanted di teatro verticale e visual comedy sulla Torre dell’Ammiraglio di Leinì (alta 33 metri) in cui la Compagnia Luca Pialliniinscena folli inseguimenti e rocambolesche fughe in un mondo fantastico tra videogames e realtà virtuale. Altrettanto stravaganti le gag di Patrik Cottet-Moine, considerato il mimo più brillante di Francia, alto, lungo e longilineo come un palo della luce, che con la sua fisicità inimitabile, ha divertito platee di tutto il mondo. A Lanzo e Fiano andrà in scena la prima nazionale di Muppets Rapsody esilarante recital per marionette a ritmo di rock e madrigali rinascimentali.
A Cirié, altro punto nevralgico del Festival, la città sarà letteralmente invasa da eventi itineranti e performance di street art che coinvolgerà da vicino il pubblico. A partire dal collettivo di parrucchieri creativi iberici Sienta la Cabeza che faranno letteralmente “rizzare i capelli” agli spettatori più coraggiosi che si vedranno stravolgere la testa con acconciature incredibili, dai colori fluorescenti. La pedonale Via Vittorio Emanuele II ospiterà gli spettacoli itineranti di Teatro C’art e Teatro do Sopro basati su una comicità coinvolgente e surreale. Andrea Fidelio è un improbabile dj in grado di manipolare i vinili, i cappelli e gli spettatori a un ritmo entusiasmante. Sotto i portici il pubblico avrà modo di assistere a distanza ravvicinata anche a performance di street magic e magia close up a cura del Circolo Amici della Magia di Torino, eccellenza italiana e internazionale nell’ambito dell’illusionismo. E nell’adiacente Piazza San Giovanni i finlandesi Kate & Pasi proporranno in prima nazionale Rafla, divertente pièce ambientata in una pizzeria, facendo roteare gli impasti non solo con le mani ma anche con i piedi! Oltre agli spettacoli Cirié ospiterà una serie di reading letterari a cura della casa editrice Acquario Libri, in collaborazione con la libreria Ca’Libro.
Da diversi anni uno del focus del Festival è il sostegno alla giovane creatività attraverso il Premio Gianni Damiano, una opportunità per artisti under 35 di confrontarsi con un contesto professionale. Quest’anno sono state selezionate la compagnia di acrobatica aerea Wise Fools e il duo Zirkus Morsa con lavori freschi e ricchi di spunti originali.
L’Associazione I Lunatici, che dal 2001 cura il Festival, ha una spiccata sensibilità per il Teatro socialeattraverso l’organizzazione durante l’anno di laboratori teatrali nell’ambito del progetto Fili Sottili. Il 30 giugno, come anteprima del Festival sarà proposto Maneggiare con Cura! esito laboratorio di Teatro integrato condotto da Cristiano Falcomer e realizzato con il contributo del C.I.S. – Consorzio Intercomunale dei Servizi Socio-Assistenziali di Ciriè e della Cooperativa Sociale COESA. A Ciriè Trame, la Rete Piemontese di Teatro e Diversità propone “Siamo fatti di-versi perché siamo poesia” una mostra interattiva dedicata alla disabilità accompagnata da animazione teatrale che rende l’esperienza ancora più immersiva. In Piazza San Giovanni il pubblico troverà uno spazio curato dal gruppo Emergenza Teatronato dalla collaborazione tra la Cooperativa Sociale Progetto Muret in convenzione con l’ASL TO4 e I LUNATICI che propone attività creative ed espressive (ritratti poetici, poesie volanti, letture per bambini, etc). Infine, sempre a Cirié sabato 8 luglio alle 16.30 avrà luogo una parata nel centro storico che vede protagonisti una cinquantina di clown in corsia dell’’associazione Wolontari Clown solitamente impegnati a risollevare il morale a bambini ospedalizzati.
Nel clima di festa di Lunathica che, come un tornado, sconvolge il territorio, non può mancare la musica. Il rock travolgente del gruppo francese Des Lions pour des Lions (in prima nazionale), la pizzica e le musiche del Sud Italia dei Taranta Roba capitanati da Serena Artom e una serie di Dj Set a cura del producer polacco Dawid Gurbowicz completano un’offerta ampia e variegata in grado di soddisfare un pubblico trasversale, che sempre più spesso oltre a prevenire dal territorio, arriva anche da lontano per trascorrere nel Canavese e nelle Valli di Lanzo giornate all’insegna del divertimento, della cultura, della condivisione e della musica.
Gli spettacoli sono ad ingresso gratuito senza prenotazione.
Il Work From Home Day è stato istituito per celebrare quei giorni in cui i dipendenti hanno l’opportunità di lavorare da casa, evitando il pendolarismo e riuscendo a ottenere una serie di vantaggi che si riflettono soprattutto sulla qualità della vita. È stato appurato, infatti, che lavorare da casa qualche giorno alla settimana porti benefici sia ai datori di lavoro, sia ai dipendenti,permetta di risparmiare sui costi dell’ufficio, aiuti a ridurre il trafficoe offra la possibilità di gestire i carichi di lavoro in modo efficace e produttivo. È inoltre uno strumento molto utile per i lavoratori che stanno attraversando difficoltà temporanee nell’assistenza ai familiari fragili. Da una nuova ricerca del National Bureau of Economic Research riportata recentemente daEuronewsemerge infatti che ilavoratori italiani grazie allo smart working risparmiano ben 61 minuti al giorno, il 31% dei quali vengono dedicati al riposo, il 15% al caregiving e il 34% ancora al lavoro principale o a un secondo lavoro. Risulta chiaro che a beneficiare di questa modalità di lavoro sia l’equilibrio tra lavoro e vita privata. Le percentuali cambiano se il lavoratore ha dei figli. Le donne con bambini più piccoli di 14 anni hanno dichiarato di aver dedicato alla cura dei figli 11,4 minuti in più del loro tempo. Sempre dalla stessa ricerca emerge un altro dato significativo: un quarto dei lavoratori intervistati ha dichiarato che lascerebbe o inizierebbe a cercare un altro lavoro se fosse costretto a tornare sul posto di lavoro 5 giorni alla settimana. Più in generale, come confermano anche i dati delVI Rapporto Censis-Eudaimon, il 71,8% degli occupati italiani intervistati ritiene che lo smart working non faccia lavorare meno e questo lo pensa sia chi ha avuto esperienze di lavoro da casa, sia chi non ne ha avute. Un elemento di attenzione quindi per molte aziende che rimangono scettiche o espressamente contrarie allo smart working perché convinte che i dipendenti siano meno produttivi rispetto al lavoro in presenza. Un fenomeno e una modalità lavorativa che coinvolge oramai un numero importante di lavoratori e che è diventato un elemento chiave nella scelta fra un posto di lavoro ed un altro: le elaborazioni Censis sui dati Istat hanno consentito di affermare che le persone che lavorano da casa erano circa 1.053.000 nel 2019, prima del Covid, sono saliti a oltre 3 milioni nel 2020 e, oggi sono scesi a circa 2,7 milioni. Pertanto, la quota in lavoro da casa sul totale occupati ha disegnato una parabola passando da 4,9% a 15,8% al più recente 12,2%. Secondo Daniela Ivaldi, Sales Manager di Eudaimon “Lo smartworking, e la sua razionalizzazione dopo la emergenza pandemica, è sicuramente una opportunità per le aziende per andare incontro a bisogni e istanze dei propri lavoratori. Venendo al tema della presunta minore produttività, in Eudaimon crediamo che una realtà lavorativa che si prende cura dei dipendenti tendenzialmente migliori l’engagement e lavoratori che sentono vicina la propria azienda lavorino meglio e producano di più a prescindere da dove si trovano fisicamente. Più in generale – continua Ivaldi – Il tempo è una risorsa spesso scarsa e la sua gestione è sempre più importante per i lavoratori. Ci sono momenti belli, come l’arrivo di un nuovo componente della famiglia, o più difficili, come la gestione di situazioni legate all’età o alla salute dei parenti, dove un corretto bilanciamento fra vita lavorativa e privata è ancor più importante. La capacità da parte delle aziende di intercettare bisogni specifici, anche in momenti particolari, e di garantire suddetto bilanciamento è decisivo ed è alla base del lavoro che stiamo facendo insieme a molte delle aziende che hanno scelto di collaborare con Eudaimon”. Proprio valutando queste nuove necessità, era stata approvata la proroga della scadenza dello smart working, fissata al 31 marzo 2023, per alcune categorie di lavoratori, al 30 giugno 2023. Questa decisione ha consentito ai lavoratori fragili di prolungare la propria operatività in smart working, così come ai genitori di figli con meno di 14 anni. A fine giugno, senza un intervento del Governo si tornerà in presenza. Venuta meno la pandemia di Covid 19, lo smart working, adottato come misura preventiva contro il contagio, cesserà di essere un’esigenza. Dunque, dal prossimo primo luglio, le due categorie citate torneranno a lavorare in presenza. Un trend che ha ripercussioni a livello internazionale. Secondo alcuni dati pubblicati da Gartner, entro la fine del 2023 infatti solo il 9% dei lavoratori a livello mondiale lavorerà completamente in smart working e il 39% dei dipendenti lavorerà in modalità ibrida, considerando il lavoro da casa per almeno un giorno alla settimana. In Europa, invece, le interazioni lavorative vis a vis restano le predilette ma si prevede che entro la fine del 2023 le percentuali di lavoratori in smart aumenteranno.
Scopri i numerosi benefici del siero con vitamina C per una pelle luminosa e giovane. Leggi l’articolo per conoscerne le proprietà antiossidanti, illuminanti e anti-età.
Siero con vitamina C: i benefici per una pelle radiosa
Inserito opportunamente nella skincare del mattino, così come in quella della sera, il siero con vitamina C offre alla pelle molti benefici garantendo un aspetto luminoso e giovane. A caratterizzare questo fantastico prodotto della cosmesi sono le proprietà antiossidanti, illuminanti e anti-invecchiamento. Estremamente fluido, ma ricco di sostanze attive, il siero si applica con estrema facilità rispettando poche e semplici regole. Scopriamo di più sul prodotto.
Siero con vitamina C: scopri i benefici per la tua pelle radiosa
La vitamina C, assolutamente portentosa, è ormai da tempo entrata di diritto fra gli ingredienti più utilizzati dalla dermocosmesi.
Sfruttando un’alta concentrazione di pura vitamina C, l’universo beauty ci regala un fantastico siero viso, ideale per intervenire sull’omogeneità dell’incarnato, per contrastare le discromie della pelle, per limitare la visibilità dei pori dilatati e la comparsa delle prime rughe. Il siero con vitamina C garantisce una luminosità immediata alla cute, e offre interessanti risultati anti-age, evidenti già dalle prime applicazioni.
La pelle, è un dato di fatto, ha un assoluto bisogno di vitamina C nella sua forma pura, soprattutto per rispondere concretamente allo stress ossidativo a cui è sottoposta quotidianamente. L’azione di contrasto offerta dal siero con vitamina C di ultima generazione si avvale di un ottimo prodotto con tre potenti attivi concentrati, uniti in un’unica formula:
il 12% di pura vitamina C, per donare un effetto illuminante e combattere i segni del tempo;
l’acido salicilico, in grado di ridurre la visibilità dei pori e levigare la pelle;
la vitamina E, inserita per l’elevato potere antiossidante.
I sieri alla vitamina C, apprezzati per le proprietà antiossidanti, illuminanti e anti-invecchiamento, sono nati con l’intento di donare alla pelle un boost di energia e vitalità, concentrando in tanti preziosi flaconcini le qualità di cui sono ricchi gli agrumi.
Fra i benefici che la vitamina C regala alla pellenon possiamo dimenticare la capacità di contrastare l’azione dei radicali liberi e regalare alla pelle un aspetto radioso e levigato.
Schiarente naturale, la vitamina C interviene nella sintesi dei pigmenti di melanina, limitandone gli eccessi e uniformando l’incarnato ma, soprattutto, riducendo la presenza di antiestetiche macchie, che sono retaggio dell’esposizione al sole e dell’incedere del tempo.
I sieri alla vitamina C, se ben formualati, sono ben tollerati dalla pelle, che li assorbe con facilità grazie al pH ottimale di cui godono. È quindi assodato che tutti possono farne uso per garantirsi una pelle morbida e luminosa, pori e rughe meno evidenti e un incarnato più uniforme.
Oltre a ritardare l’invecchiamento della pelle, e a prevenire le rughe, i sieri alla vitamina C intervengono sulla biosintesi del collagene, la proteina che contribuisce alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo. Il loro uso quotidiano contrasta la perdita di tono cutaneo, mantiene integra l’elasticità della pelle, la protegge dagli agenti esterni quali sole, inquinamento e smog.
Come si applica il siero
Per garantire il massimo risultato, il siero con vitamina C deve essere inserito opportunamente nella skincare routine mattutina, così come in quella della sera.
L’applicazione del siero si accoda alla fase di detersione del viso, che prevede a scelta l’uso di un latte detergente, di un gel purificante o dell’acqua micellare, seguita dall’impiego del tonico, apprezzato per l’azione rinfrescante, lenitiva, astringente e stimolante di cui gode.
Utilizzare il siero è assolutamente semplice. Sono sufficienti 2 o 3 gocce da stendere aiutandosi con i polpastrelli, per poi picchiettare delicatamente il prodotto con le dita.
Grazie alla texture fluida, ma ricca di attivi, il siero viene assorbito rapidamente dalla pelle, per lavorare in sinergia con la crema viso utilizzata abitualmente, da applicare successivamente all’applicazione del siero.