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Protezione solare: tra sensibilità crescente e nuove tendenze

29 giovedì 2023 visualizzazioni:

La bella stagione è ufficialmente iniziata: a dirlo non solo il Solstizio d’Estate, ma anche un deciso rialzo delle temperature. Che si prenda il sole in spiaggia o si visitino città d’arte, che si cammini lungo sentieri di montagna o semplicemente nella quotidianità del vivere in città, in questo periodo diventa imprescindibile proteggersi dall’irraggiamento solare! 

Gli Italiani? Sempre più attenti, preparati e pronti. 

Secondo un sondaggio di YouGov, nel 2022, tra i fattori che incidevano maggiormente nel momento dell’acquisto di creme solari, per i consumatori italiani a guidare la scelta era in primis l’elevata protezione della pelle (59% degli intervistati), cui seguiva, con pari valore, il rapido assorbimento e il prezzo dei prodotti (36%)[1]

La stessa attenzione per la protezione solare viene confermata dalle evidenze emerse dalle ricerche sul canale Amazon e dall’ascolto del conversato sui social network, condotte da Retex, MarTech company specializzata in servizi e soluzioni tecnologiche per il Retail, grazie ai team interni di business intelligence di Witailer e Connexia

Su Amazon la «Protezione solare» rientra nella top #10 delle sottocategorie presenti in «Bellezza» per il mercato Italia, con i maggiori volumi di ricerca totali durante il 2022. 

Ma, mentre nello scorso anno il picco di ricerche su Amazon ha cominciato a crescere verso aprile, nel 2023 la curva si è impennata a partire da febbraio, rilevando un aumento del 110% YoY

Anche le conversazioni sui social network confermano la tendenza: sono soprattutto le donne (54%) a parlarne (tra 26 e 40 anni), ma anche gli uomini (46%), con profili mediamente più giovani (18-25 anni). Il primo peak si registra già a febbraio (+314,7% vs anno precedente), generato principalmente dai profili Facebook e Instagram di esperti dermatologi che rimarcavano l’importanza della protezione solare non solo nella stagione estiva, ma anche durante i mesi invernali. 

Tutte le evidenze emerse pongono l’accento su un aumento generalizzato dell’interesse degli utenti verso i prodotti per la protezione solare, divenuto più costante lungo tutto l’arco dell’anno, e riflette la sempre maggior consapevolezza di dover proteggere la pelle dai raggi del sole come una necessità da destagionalizzare. 

La sottocategoria «Protezioni solari», inoltre, è altamente caratterizzata da ricerche branded, indice di un mercato concentrato e con un’elevata brand awareness. 1 utente su 2, infatti, ha le idee chiare ecerca direttamente prodotti di marchi specifici. Nella top #5 di quelli più ricercati spicca Isdin, costantemente al primo posto e con percentuali di crescita in aumento. Segue La Roche Posay, anch’esso con ottime percentuali di crescita. Rivelazione del semestre novembre 2022 – aprile 2023, invece, il brand Beauty Of Joseon, marchio coreano che ha registrato un +2.760% YoY, super ricercato su Amazon quasi certamente per via del trend social “skincare coreana” esploso soprattutto su TikTok. Chiudono la classifica Eucerin ed Heliocare

(Fonte STAT by Witailer, a Retex brand

Quanto alle keyword più ricercate, emerge in maniera evidente l’interesse per le «protezioni solari alte», come per esempio i prodotti con SPF 50 (40% dei volumi generati negli ultimi 12 mesi), con i primi posti della classifica occupati specificatamente dalle ricerche delle creme solari per il viso. Nel conversato sui social, si tende ad accostare le creme solari viso a tutto ciò che coinvolge la cura della pelle: nell’interesse degli utenti, anti-age, fattore protettivo e acido ialuronico si sono dimostrati i principali termini di associazione. 

Analizzando le ricerche emergenti, ovvero valutando quei termini che sono cresciuti maggiormente in valore assoluto rispetto allo stesso mese dell’anno scorso, si conferma la popolarità dei prodotti di bellezza coreani, non solo riguardanti la skincare, ma anche per la protezione dai raggi solari

Nel semestre novembre 2022 – aprile 2023, il termine di ricerca «korean sunscreen» si posiziona al 5° posto assoluto, con un aumento percentuale di oltre il 1.100% rispetto allo stesso range temporale degli anni precedenti. 

Un altro trend recente, sempre legato al mondo dei social media e poi atterrato su Amazon.it, è quello del solare per il viso in stick: una protezione dai raggi UV veloce e invisibile, ideale da portare in borsa e pratica per ritocchi rapidi, dal finish trasparente, applicabile sotto e sopra il make-up e adatta a tutti i toni di pelle. 

Nell’elenco delle ricerche emergenti della sottocategoria di questi prodotti easy to go su Amazon.it, troviamo «stick solare 50 viso» al 6° posto (in aumento del 320%); segue «crema solare stick» al 10° posto (con più del 600%) e «stick solare» al 16° posto (in crescita di oltre il 400%). 

Per la query «stick solare» e le sue accezioni si riscontra un andamento di volumi piuttosto simile anche sui social: negli ultimi due anni, è costante la crescita del passaparola tra gli utenti Facebook e Instagram già a partire dal mese di marzo, con un incremento del 65% nel trimestre marzo-maggio 2023 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. 

Una crescita sensibile, in cui indubbiamente il coinvolgimento di influencer ha giocato un ruolo, consentendo una maggiore visibilità per questa specifica tipologia di prodotti per la cura della pelle, con conseguente amplificazione dei messaggi. 

di redazione digital

29/06/2023

Cheese 2023: tutelare i formaggi (buoni) è un atto politico

28 mercoledì 2023 visualizzazioni:

«Tutelare un formaggio non è soltanto tutelare un formaggio, perché Slow Food ha scelto 40 anni fa il cibo come potente strumento culturale e politico. Oggi tutto questo è ancora più vero perché il sistema alimentare pone questioni cruciali che dobbiamo affrontare: quella ambientale, il tema dei diritti umani, dell’accessibilità delle risorse, dei flussi migratori. Perché se quasi un miliardo di persone non ha accesso al cibo, allora il cibo è una questione politica – sottolinea Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia presentando la 14esima edizione di Cheese, la manifestazione internazionale dedicata ai formaggi a latte crudo organizzata da Slow Food e Città di Bra con il sostegno della Regione Piemonteche si terrà dal 15 al 18 settembre.  

Tema della manifestazione è Il sapore dei prati, per sottolineare come dal latte di animali alimentati al pascolo derivino i formaggi migliori, rispettosi dei territori, del benessere animale e della nostra salute. Da oggi sul sito cheese.slowfood.it è possibile trovare i primi appuntamenti in programma e gli espositori che hanno già confermato la propria presenza. Cheese è una manifestazione che attraverso il Mercato dei formaggi con oltre 400 espositori, i Laboratori del Gusto e gli Appuntamenti a Tavola, la Gran Sala dei formaggi e l’Enoteca, ma anche le conferenze e i percorsi sensoriali, parla ai visitatori di tutte le età perché a ognuno è dedicato un format diverso, a partire dalle proprie passioni. «Tutelare un formaggio può fare la differenza tra tenere aperta o chiudere una bottega o un’osteria, continuare ad abitare o abbandonare un villaggio. I paesaggi iconici italiani per cui i viaggiatori vengono da tutto il mondo sono il frutto dell’interazione millenaria tra uomo e ambiente, tra natura e comunità che la vivono. Per questo vogliamo dire che una prospettiva esiste ed è l’agroecologia perché si basa sulla biodiversità, la tutela dei suoli, l’accessibilità alle risorse e al sapere ma anche sul rispetto degli animali, che parte dalla possibilità di nutrirsi al pascolo» conclude Nappini. L’assessore all’Agricoltura e cibo della Regione Piemonte Marco Protopapa evidenzia: «Come Regione condividiamo la scelta di Slow Food di portare l’attenzione alla salvaguardia dei pascoli e al benessere animale, tema di grande attualità anche per il nostro Piemonte. Parliamo non solo di tutela del territorio rurale montano ma anche di costruire nuovi ecosistemi e ambienti che salvaguardano la biodiversità. In Piemonte i pascoli alpini rappresentano un terzo della superficie agricola regionale e vogliamo che continuino a essere un esempio di integrazione tra l’attività di allevamento e mantenimento dei paesaggi montani. La Regione attraverso i fondi del programma di sviluppo rurale ha provveduto in questi anni  a sostenere le aziende agricole nella gestione ecosostenibile dei pascoli e nell’allevamento delle razze animali autoctone a rischio di estinzione, sostegni che proseguono con il nuovo sviluppo rurale, fondamentali per la tutela del territorio rurale montano e per garantire la qualità dei prodotti lattiero – caseari piemontesi». «Parlo da sindaco ma anche da cittadino di Bra per ribadire come davvero Cheese sia un atto politico rinnovato a ogni edizione da 27 anni. Cheese non ha un’area fieristica, è la città stessa a ospitare l’evento tra le sue vie e le sue piazze. Questo vuol dire per la cittadinanza crescere in consapevolezza, porsi domande e fare delle scelte. C’è una fortissima aspettativa per questa 14esima edizione che davvero si preannuncia ancora più importante per la presenza di espositori e di pubblico. I valori di Cheese sono anche al centro della presentazione della candidatura di Alba, Bra, Langhe e Roero a Capitale italiana della Cultura 2026 e del gemellaggio con Betlemme» dichiara Gianni Fogliato, sindaco di Bra.


«A Cheese poniamo l’accento su un nuovo progetto di Slow Food Italia: i prati stabili, definiti così perché, con la loro varietà di erbe – da 20 a più di 100 nei pascoli di alta montagna – sono ecosistemi ricchissimi di biodiversità, oltre a contribuire al contrasto alla crisi climatica, grazie alla loro capacità di stoccare la CO2 nel suolo e nelle radici» sottolinea Serena Milano, direttrice di Slow Food Italia. «I prati stabili si trovano sulle Alpi, sugli Appennini, in collina, ma anche in pianura, nel regno dell’agricoltura intensiva, la pianura Padana, dove ne sopravvivono porzioni importanti. Sopravvivono, ma ogni anno diminuiscono: in montagna per via dell’abbandono, in pianura per la ragione opposta, l’avanzare di monocolture e cemento. Per questo a Cheese parleremo di come mapparli e tutelarli».

Cheese 2023 è organizzato da Slow Food e Città di Bra, con il supporto di Regione Piemonte e di numerose realtà che credono nel progetto, a partire dai Main Partner: BBBell, BPER Banca, Confartigianato Cuneo, E-viso, Parmigiano Reggiano, Pastificio Di Martino, Quality Beer Academy, Reale Mutua. In Kind Partner Liebherr, Bormioli Luigi e Bormioli Rocco, Acqua San Bernardo. Green partner sono Pool Pack e Ricrea. Area Partner: Baratti&Milano e Pepino. La manifestazione è realizzata con il contributo di Fondazione CRC e Fondazione CRT, ATL Langhe Monferrato Roero, Camera di Commercio di Cuneo e Ascom Bra. Partner culturale è l’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale.

di redazione digital

28/06/2023

Per un’estate “into the wild”: la guida di Babbel per immergersi nella natura e nei suoi elementi

27 martedì 2023 visualizzazioni:

Il pianeta Terra ospita una straordinaria diversità di ambienti naturali, che si estendono in modo significativo nelle diverse regioni geografiche e hanno un impatto profondo sul linguaggio. Ogni lingua è infatti influenzata dall’ambiente nel quale si sviluppa ed evolve: proprio per questo, nel corso dei secoli, sono stati coniati termini ed espressioni per descrivere le molteplici manifestazioni degli elementi naturali. In occasione dell’inizio della stagione estiva, periodo nel quale si è soliti trascorrere più tempo all’aria aperta e l’interazione con la natura diventa ancora più importante, gli esperti di Babbel, la piattaforma per l’apprendimento delle lingue che offre lezioni su app e live, hanno sviluppato un viaggio interculturale alla scoperta delle parole più originali e curiose da tutto il mondo legate alla natura, allo scopo di favorire un’estate stress-free all’insegna del benessere interiore e del relax assoluto. “Apprendere i termini relativi alla natura può aiutare non solo a trovare nuove inaspettate modalità per entrare in contatto con l’ambiente che ci circonda, ma anche ad avvicinarci a culture differenti. Le pratiche e le tradizioni provenienti da altre parti del mondo, rispecchiate anche nella lingua, possono ispirare una maggiore “eco-consapevolezza” e, conseguentemente, darci l’occasione di rinnovare continuamente il rispetto verso la natura” ha commentato Gianluca Pedrotti, Principal Learning Content Editor di Babbel di Babbel. 

Immersi nel verde La contemplazione della natura e i benefici a livello fisico e mentale che ne derivano  hanno dato origine ad un ampio repertorio di termini in molte lingue, evidenziando l’importanza dell’equilibrio nel rapporto tra le persone e l’ambiente circostante, fondamentale per un’elevata qualità della vita.

Waldeinsamkeit: composta dalle parole “Wald” (“foresta”) e “Einsamkeit” (“solitudine”), questa espressione descrive la “solitudine da foresta”. Tuttavia, secondo gli esperti di Babbel, la solitudine in questo contesto non deve essere intesa in modo negativo: piuttosto, rappresenta un allontanamento rigenerante e volontario dalla vita urbana per ristabilire una connessione profonda con la natura e distaccarsi dalla frenesia della quotidianità.

Gökotta: questa parola svedese, composta da “gök” (“cuculo”) e “otta” (“mattino presto”), può tradursi letteralmente come “cucù del mattino”. L’origine di questa pratica risalirebbe ad un’antica tradizione che prevedeva, nel giorno dell’Ascensione, di alzarsi all’alba per andare nei boschi e ascoltare il canto del cuculo che annunciava la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, la stagione tradizionalmente associata con la rinascita. Il “Gökotta” consente a chi lo pratica di sentirsi rivitalizzato e di iniziare la giornata con il piede giusto, godendosi la tranquillità delle prime ore del mattino.

Kachoufugetsu (花鳥風月): in Giappone, questo “yoji-jukugo” (composto da quattro caratteri kanji consecutivi per formare un’espressione idiomatica) cattura la bellezza totalizzante della natura. Costituita da “fiore”, “uccello”, “vento” e “luna”, questa parola permette a chi la utilizza di dipingere nella mente dell’ascoltatore un quadro idilliaco: rappresenta, infatti, la possibilità di esplorare la propria identità attraverso lo stretto contatto con l’ambiente naturale, suggerendo che “connettersi con la natura permette di scoprire qualcosa di più su se stessi” (questa la parafrasi dell’espressione).

Mono no aware (物の哀れ): si tratta di un’altra espressione giapponese legata alla profonda relazione con l’ambiente naturale; la sua traduzione letterale tuttavia, rischia di banalizzare il concetto. Sebbene possa essere tradotta come “la commozione o lo stupore di fronte alle cose”, essa descrive in realtà  un sentimento molto più complesso: viene infatti  utilizzata per descrivere la forte partecipazione emotivache si prova nei confronti della bellezza della natura e la conseguente sensazione di serena malinconia causata dalla caducità delle cose terrene. Per esempio, si può provare questa emozione di fronte ad un bel tramonto, quando si percepisce contemporaneamente sia la sua bellezza sia la sua inevitabile transitorietà.  

La forza evocativa dell’acqua Centrale per il benessere psico-fisico grazie al potere rigenerante, l’acqua è tra gli elementi che hanno trovato una maggiore fortuna nelle lingue del mondo.

Petrichor: in inglese si utilizza questo termine per descrivere l’odore della pioggia dopo un lungo periodo di siccità. Sebbene possa sembrare appartenere ad un’epoca lontana, essendo composta dalle parole in greco antico per “roccia”/”pietra” – “πέτρα”/ πέτρος” – e “icore”, il sangue delle creature immortali” – “ἰχώρ”), il termine è stato in realtà coniato negli anni ‘60 dagli scienziati australiani I. J. Bear and R. G. Thomas, i quali hanno formulato  una spiegazione scientifica di questo fenomeno naturale: l’odore così singolare e riconoscibile è il risultato di una combinazione di sostanze di origine batterica e di particolari oli prodotti dalle piante, che impregnano il suolo nei periodi asciutti.

Hoppípolla: questo neologismo islandese, popolarizzato dalla band islandese Sigur Rós, significa letteralmente “saltare nelle pozzanghere” e nasce dall’unione del verbo “saltare” (“hoppa”) con il sostantivo “poll”, cioè “pozzanghera, stagno”. È interessante notare la somiglianza con la lingua inglese – più specificatamente con il verbo “to hop” (traducibile come “saltellare”) e il sostantivo maschile “pool” (traducibile come “piscina”) o “puddle” (“pozzanghera”) – dovuta alla distante origine comune delle due lingue germaniche.

Gurfa (:غرفة): questo termine arabo, traducibile come “una manciata”, o più specificamente come “la quantità d’acqua che si può tenere nel palmo d’una mano”, indica un’unità di misura metaforica. In altre parole, si fa riferimento ad una metodologia di misurazione soggettiva: ogni mano può contenere una quantità d’acqua diversa, dalla piccola mano di un bambino a quella di una persona adulta; la quantità d’acqua diventa così un’allegoria dell’esperienza accumulata nel corso della propria esistenza.

La serenità della luce e dell’aria La luce naturale accompagnata da una boccata d’aria fresca è estremamente benefica per l’organismo. Questi due elementi stimolano il rilascio di endorfine, che a sua volta genera una sensazione di serenità e di pace interiore.

Komorebi: questo termine giapponese descrive la luce del sole che filtra tra le foglie degli alberi ed è composto da tre caratteri: 木 (ko), “albero”, 漏れ (more), “evasione”, e 日 (bi), “luce del sole”. Quest’espressione evoca un senso di benessere interiore e di pace in un momento breve ma intenso di immersione nella natura in una giornata di sole.

Psithurism: adattamento inglese del sostantivo onomatopeico in greco antico “ψιθύρισμα” (“sussurro”), questo termine, ormai poco diffuso e difficile da tradurre in italiano, può essere interpretato come “il suono del vento attraverso i rami degli alberi”. La magia dei suoni della natura, tra cui ad esempio quello del fruscio del vento, da sempre affascina le persone, tanto da richiedere la creazione di una parola in grado di raffigurare questo fenomeno suggestivo.

Uitwaaien: nei Paesi Bassi è usanza “correre nel vento” per rinvigorire lo spirito e rafforzare il corpo. Quale nazione più indicata per questa pratica se non questa, considerata la sua particolare morfologia caratterizzata da un vasto territorio piatto e privo di ostacoli naturali, dove il vento soffia forte, tanto da essere diventato un elemento chiave della vita degli olandesi.Per chi volesse approfondire la conoscenza della natura in giro per il mondo, i docenti di Babbel Live, piattaforma che offre lezioni dal vivo tenute da insegnanti certificati, propongo una lezione ad hoc per fornire utili dritte per imparare a parlare di queste tematiche: “Talk about nature and geography”.

di redazione digital

27/06/2023

IL MUSEO NAZIONALE DELL’AUTOMOBILE COMPIE 90 ANNI

26 lunedì 2023 visualizzazioni:

L’inaugurazione della mostra “Una storia al futuro” anticipa le celebrazioni per l’importante anniversario. Torino si prepara a una settimana di eventi diffusi nei luoghi simbolo della città: talk, proiezioni, laboratori didattici, esposizioni e una parata di vetture d’epoca per le vie del centro.

Fondato il 19 luglio del 1933, il MAUTO – Museo Nazionale dell’Automobile festeggia i 90 anni dalla sua nascita con un programma ricco di eventi che si apre con l’inaugurazione della mostra “Una storia al futuro”disponibile fino all’8 ottobre un’esposizione che ripercorre le tappe salienti dello sviluppo del Museo attraverso lo spirito visionario dei protagonisti – progettisti, imprenditori e giornalisti – che ne hanno determinato la nascita.

Poi, dal 15 al 23 luglio una rassegna diffusa nei luoghi simbolo della città raccoglie gli approcci multidisciplinari all’automobile e ne racconta la trasversalità. Talk, proiezioni, workshop, laboratori didattici ed esposizioni arricchiscono di punti di vista un percorso celebrativo che raggiunge il suo clou nella giornata di mercoledì 19 luglio con la Millemiglia delle idee, una maratona di  incontri e talk, testimonianze e proposte sulla storia e sul futuro dell’automobile, sul museo come luogo di memoria e laboratorio di sperimentazione. A seguire una parata di vetture d’epoca, aperta da quelle più preziose della collezione del MAUTO e organizzata in collaborazione con ACI Torino, attraverso le vie del centro cittadino da Piazza San Carlo fino alla sede di Corso Unità d’Italia dove i festeggiamenti si chiudono con un  concerto dei solisti del Regio Ensemble.

Un grande festa concepita innanzitutto per essere condivisa: dalle istituzioni culturali torinesi alle strutture turistiche e ricettive, dai protagonisti della storia passata ai visitatori che ogni anno sempre più numerosi frequentano le sale del Museo e ai quali è dedicato il fine settimana del 22 e 23 luglio con visite guidate a ingresso gratuito.Da sabato 15 a domenica 23 luglio alcune tra le più importanti vetture della collezione del MAUTO saranno posizionate nei luoghi simbolo di Torino, ospiti nei cortili o nelle sale auliche di edifici storici o in spazi all’aperto di grande interesse turistico, e un ricco calendario di eventi animerà la città in un tributocollettivo all’automobile e alla sua incredibile epopea.

Dieci vetture della collezione lasciano per una settimana gli spazi del MAUTO per essere ospitate in altrettanti eccezionali luoghi della città: dalla Alfa Romeo Disco Volante del 1952 esposta nella Galleria di Diana della Reggia di Venaria alla Phoenix II Solare del 1987 in dialogo con la videoinstallazione dell’artista Natália Trejbalová negli spazi delle OGR; dalla Itala 35/45 HP “Palombella” del 1909 appartenuta alla Regina Margherita esposta nei Giardini di Palazzo Reale alla Pope Waverley Model 36 del 1907 sotto le volte del cortile del Rettorato dell’Università di Torino a Palazzo Garove; dal Benz Motor Velocipede del 1898 esposto a Palazzo Birago sede istituzionale della Camera di commercio di Torino allaFiat 130 coupé del 1971 ospite al Teatro Regio; dalla Fiat 520 del 1928, automobile personale di Virginia Agnelli, moglie di Edoardo fondatore della Juventus, esposta allo Juventus Museum alla Itala, modello 61del 1928 posizionata nella preziosa cornice di Palazzo Biandrate Aldobrandino di San Giorgio sede delMuseo Storico Reale Mutua; e infine la Austin Mini Cooper S del 1962 di “The Italian Job” esposta nello splendido scalone juvarriano di Palazzo Madama. Un evento molto speciale coinvolgerà infine la Fiat 508 “Balilla” del 1935 che, lunedì 17 luglio, tornerà a correre sulla Pista 500 del Lingotto dove fu prodotta dal 1932 al 1937 in oltre 113.000 esemplari. A sottolineare questa relazione di continuità tra la memoria passata e lo slancio verso il futuro, due vetture della collezione saranno esposte nel Metaverso.

A questo si aggiunge un ricco calendario di eventi: dalle mostre temporanee organizzate in Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, GAMMAO, OGR, Palazzo Madama, Politecnico di Torino e Polo del ‘900a un doppio appuntamento con i laboratori didattici su ecologia e mobilità sostenibile organizzati dal PAV – Parco Arte Vivente; dai talk ospitati dalla Camera di commercio di Torino, da CAMERA – Centro Italiano per la fotografia, dal Circolo del Design, dalla Pinacoteca Agnelli, da Unione Industriali di Torino e dall’Università di Torino; alle proiezioni negli spazi digitali di Gallerie d’Italia Torino e nell’Aula del Tempio del Museo Nazionale del Cinema; dal workshop artistico degli studenti di Accademia Albertina di Belle Arti alle iniziative per celebrare le icone del car design di IAAD e IED.

FOREO PEACH 2 IL RIVOLUZIONARIO DISPOSITIVO PER L’EPILAZIONE DEFINITIVA domiciliare

25 domenica 2023 visualizzazioni:

IL RIVOLUZIONARIO DISPOSITIVO PER L’EPILAZIONE DEFINITIVA NEL COMFORT E PRATICITA’ DI CASA TUA

L’epilazione è diventata una delle procedure estetiche più popolari in tutto il mondo negli ultimi due decenni e oltre. Il mercato globale dei dispositivi di depilazione IPL (luci pulsate intense) sta crescendo costantemente.

FOREO, un noto marchio svedese nel settore della beautytech, sempre attento alle esigenze dei propri consumatori e alle tendenze di mercato, ha ora lanciato in Italia il tanto atteso FOREO PEACH 2. Questo dispositivo ultra-tecnologico consente di effettuare l’epilazione definitiva IPL direttamente nel comfort di casa propria. Si tratta di un vero e proprio investimento in bellezza e benessere, offrendo un’alternativa vantaggiosa alle frequenti sessioni presso centri estetici.

Dotato di un’ampia (9 cm²) e potente (fino a 7.3 J/cm²) finestra di trattamento sulla pelle, flash luminosi ad altissima velocità (da 0.5 secondi), testina flessibile per una copertura uniforme di curve ed angoli del corpo, altissima personalizzazione via app, massaggio a pulsazioni T-Sonic, e tecnologia di raffreddamento integrata per trattamenti sicuri e indolori, l’epilazione non è mai stata così facile, veloce, ed efficace.

Aerofobia: la paura di volare

24 sabato 2023 visualizzazioni:

Solo due su dieci soffrono di aerofobia

Perdere il volo, smarrire il bagaglio, non trovare il passaporto o suonare quando si passa ai controlli di sicurezza sono le paure più comuni delle persone in aeroporto

Il rumore, lo spazio insufficiente per le gambe e le turbolenze sono le cose che preoccupano di più in aereo

Viaggiare in aereo può essere un’esperienza indimenticabile ed emozionante per molti, o il più grande incubo per altri. Alcuni si divertono dal momento in cui mettono piede in aeroporto, si godono l’intera esperienza senza pensieri fino a quando non ritirano le valigie arrivati a destinazione, mentre altri si preoccupano continuamente che possa accadere qualcosa e si lamentano di ogni cosa riguardi il volo. Secondo una recente indagine condotta dal potente motore di ricerca di voli e hotel www.jetcost.itsette italiani su dieci amano l’esperienza del volo e solo due su dieci sono aerofobici.

Il team di Jetcost.it ha condotto un sondaggio nell’ambito di uno studio sulle esperienze di viaggio degli italiani. Sono state intervistate 3.000 persone di età superiore ai 18 anni, che hanno viaggiato almeno una volta negli ultimi due anni.

Inizialmente è stato chiesto a tutti se l’esperienza di viaggio in aereo, dall’aeroporto di partenza a quello di destinazione, fosse di loro gradimentosette su dieci hanno dichiarato di aver apprezzato l’esperienza complessiva (69%). In seguito è stato chiesto a tutti gli intervistati se avessero qualche timore nel viaggiare in aereo in generale, e il 78% ha risposto di sì.

Dividendo l’esperienza del volo in due parti, l’aeroporto e l’aereo, agli intervistati è stato chiesto innanzitutto quali fossero le loro maggiori paure quando si trovano in aeroporto, e queste sono state le prime dieci risposte più comuni:

1. Perdere il volo

2. Perdere il bagaglio

3. Perdere il passaporto, la carta d’identità o la carta d’imbarco

4. Suonare ai controlli di sicurezza

5. Vedere il proprio volo cancellato

6. Dover aprire la borsa ai controlli di sicurezza

7. Avere il bagaglio che pesa più del consentito

8. Avere il volo in ritardo

9. Essere sorpresi con qualcosa che non appartiene al proprio bagaglio

10. Perdere una coincidenza

Per quanto riguarda il volo, agli intervistati è stato chiesto innanzitutto se soffrissero di aerofobia, o paura di volare, e il 21% ha risposto di sì. Poi è stato domandato a tutti cosa trovassero più irritante, fastidioso o spaventoso durante il volo, con la possibilità di dare tre risposte, e le più comuni sono state: 

– Il rumore (54%)

– Il non avere abbastanza spazio per le gambe (39%)

– La turbolenza (33%)

– Il dover aspettare gli altri passeggeri (31%)

– I prezzi elevati di cibo e bevande (26%)

– Le misure di sicurezza (23%)

– Il posto a sedere angusto (21%)

– La sensazione di claustrofobia (16%)

– La qualità del cibo (11%)

Andando un po’ più nel dettaglio, a tutti gli intervistati che hanno indicato di essere infastiditi dal rumore è stato chiesto, in particolare, cosa li disturbasse di più; le prime cinque risposte sono state le seguenti:

1. Bambini che piangono

2. Persone che parlano ad alta voce

3. Gruppi di giovani in gita che gridano o di addio al celibato che fanno gli spiritosi

4. Chi russa nel sonno

5. Genitori che sgridano i figli

6. Chi è sotto l’effetto dell’alcol

È stato poi chiesto ai partecipanti come vorrebbero che le compagnie aeree affrontassero il problema del rumore e le soluzioni più frequentemente proposte dagli intervistati sono state le seguenti: una zona senza rumore sugli aerei, come avviene su alcuni treni (64%); far sì che il personale di cabina ordini ai passeggeri che disturbano di fare silenzio (25%); distribuire gratuitamente cuffie o tappi per le orecchie a chi lo richiede (11%). 

D’altra parte, è stato anche chiesto loro cosa apprezzassero di più del volo e le risposte più comuni sono state: “La sensazione di vacanza che si prova in aereo” (35%), “la vista dai finestrini” (24%), “la sensazione di volare” (16%), “l’intrattenimento a bordo” (14%). L’11% ha dichiarato che “l’atterraggio” è la parte preferita del volo.

Infine, a tutti gli intervistati è stato chiesto se avessero seguito tutte le istruzioni, le norme e i regolamenti di sicurezza previsti durante il volo, e sette intervistati su dieci hanno risposto di no. È stato quindi domandato loro quali regole di sicurezza non rispettassero.

Ecco le 5 regole di sicurezza più ignorate:

1. Prestare attenzione agli assistenti di volo mentre spiegano le istruzioni di sicurezza prima del decollo

2. Indossare la cintura di sicurezza

3. Mettere i bagagli nella cappelliera o sotto il sedile

4. Non utilizzare dispositivi elettronici durante l’atterraggio e il decollo dell’aeromobile

5. Stare in piedi in aereo quando si dovrebbe stare al proprio posto