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Giornata Mondiale della Terra: biodiversità e stagionalità dei prodotti

08 sabato 2023 visualizzazioni:

Giornata Mondiale della Terra:

Babaco Market invita a riflettere sull’importanza della biodiversità e della stagionalità dei prodotti

La tutela dell’ambiente inizia anche combattendo lo spreco alimentare con la salvaguardia di prodotti ortofrutticoli italiani unici e sostenibili: dal 2020 salvate oltre 1000 tonnellate di frutta e verdura

Il 22 aprile si torna a celebrare la Giornata Mondiale della Terra, un’importante ricorrenza nata dalla proposta dell’attivista per la pace John McConnell durante la conferenza Unesco del 1969. Da allora, l’Earth Day viene ricordato a livello mondiale ogni anno, per mettere in luce l’importanza della sostenibilità ambientale, nonché per evidenziare la necessità di pratiche sostenibili per la salvaguardia della terra. Anche nella vita quotidiana e in cucina, temi come la lotta allo spreco o l’adozione di atteggiamenti ecologici sono sempre più rilevanti.

Babaco Market, servizio di e-grocery 100% made in Italy che combatte lo spreco alimentare che si origina dal campo alla tavola, invita a riflettere su come la biodiversità e la stagionalità dei prodotti contribuisca alla tutela ambientale.

Dall’ultimo rapporto “Living Planet Report 2022” pubblicato da Wwf e Zoological Society of London, emerge che “La perdita dell’80% della ricchezza e della diversità di vita sul Pianeta è imputabile a quello che mangiamo, così come 1/3 delle emissioni di CO2 e il 70% dei prelievi di acqua dolce”.

Inoltre, la riduzione della perdita e dello spreco di alimenti è considerata tra gli obiettivi fondamentali per l’Agenda 2030 dell’ONU per lo Sviluppo Sostenibile1 Le scelte di produzione agricola, trasformazione alimentare, trasporto, acquisto, gestione e consumo del cibo sono, infatti, fra le principali cause dell’allarmante perdita di biodiversità e incidono sul cambiamento climatico. Confrontando i sistemi di coltivazione emerge che in filiere corte e regionali gli sprechi prodotti sono minori rispetto a quelli dei sistemi convenzionali. Metodi agroecologici e minori sprechi implicano un aumento di biodiversità naturale, un minore impatto sui cambiamenti climatici e ambientali è infine associato alle filiere corte che, nel medio termine, assicurano una produzione simile o maggiore rispetto ai metodi di coltivazione intensivi poiché riescono a rigenerare la fertilità delle risorse 2.

Nato nel maggio 2020 proprio con l’obiettivo ultimo di combattere lo spreco alimentare a tutela della sostenibilità e dell’ambiente, Babaco Market offre un servizio su abbonamento di delivery 100% plastic free di frutta e verdura fresca e di stagione. Si inserisce in maniera virtuosa nella filiera produttiva ortofrutticola riconoscendo un prezzo equo ai produttori in tutta Italia e aiutandoli a dare il giusto valore a quei prodotti agricoli che oggi faticano a trovare sbocco commerciale, seppur buonissimi, a causa di difformità estetiche, sovrapproduzioni o perché colture territoriali di nicchia poco conosciute al grande mercato anche se d’eccellenza (tra cui presidi slow food, prodotti IGP e PAT).

Dal 2020 ad oggi Babaco Market ha contribuito a salvare oltre 1.000 tonnellate prodotti unici da coltivazioni attive in tutta Italia – dal Trentino-Alto Adige alla Sicilia – tra le quali, ad esempio:

  • 11360 kg Mandarino Tardivo di Ciaculli: cresce nel parco agricolo di Palermo, la Conca d’Oro palermitana. Ben il 90% di tutto questo territorio è dedicato alla sola produzione di questo mandarino che si raccoglie fino alla fine di marzo nelle vicinanze della città di Palermo. Gli agricoltori del Consorzio Tardivo di Ciaculli utilizzano contenitori rivestiti in tela o juta per evitare che la buccia venga danneggiata, all’insegna della massima sostenibilità.
  • 6290 kg di Broccolo di Torbole o “Foglia di vento”: presidio Slow Food che nasce sul versante Trentino del Lago di Garda anche in inverno, grazie al vento Pelèr. Un vento secco che soffia da nord e che impedisce la formazione di brina e ghiaccio sulle infiorescenze. “Non produciamo solo Broccolo di Torbole, ma anche uva, patate di montagna e ortaggi vari a seconda della stagionalità. A giugno abbiamo anche le ciliegie, ma abbiamo deciso di recuperare la tradizione del Broccolo di Torbole perché volevamo preservare un prodotto prezioso che può nascere solo nelle particolari condizioni climatiche del nostro territorio”, afferma Matteo Briosi, titolare dell’omonima Azienda Agricola di Torbole.
  • 9800 kg Kiwi rosso: è una primizia non accettata dai normali canali di distribuzione poiché di taglio più piccolo rispetto ai parametri di vendita standard. ”I kiwi rossi potrebbero sembrare al primo sguardo simili agli altri, anche se hanno una buccia più liscia e sono più piccoli, ma oltre al gusto particolarmente dolce, sono preziosi perché per coltivarli è necessaria molta meno acqua. Tutto questo grazie a innovativi sistemi di gestione dell’irrigazione”, afferma Luigi Capozzo del consorzio Kiwi Passion che riunisce 70 soci e ha un territorio di coltivazione che si estende per ben 180 ettari in tutta Italia.
  • 4000 kg di Broccolo Fiolaro: coltivato in Veneto da ben 300 anni, è una varietà di broccolo poco conosciuta e venduta solo localmente con caratteristiche differenti rispetto a quello più comune. È, infatti, denominato “fiolaro” per la presenza di germoglio (in dialetto locale “fioi”) lungo il fusto della pianta.
  • 3600 kg di Satsuma: è una particolare primizia invernale, originaria del Giappone, oggi coltivata in Calabria. Non rientra nei canali della grande distribuzione poiché molto piccolo, ma ha la dolcezza del mandarino e lo distinguono le note acidule del lime ed il ricco contenuto di vitamina C.
  • 2664 kg di Broccolo di Custoza: presidio Slow Food tipico delle terre di Custoza situate sulle colline moreniche venete del Lago di Garda, viene seminato a fine giugno, trapiantato dopo Ferragosto e raccolto a partire da dicembre dopo l’inizio delle prime gelate invernali. “Questa attenzione al ciclo di coltivazione è il segreto della sua “diversità”. Ho iniziato la coltivazione del broccoletto di Custoza con il mio amico Filippo nel 2006, con 1000 piantine sino a dare vita, nel 2015, all’azienda agricola Quei Mille. Grazie al terreno argilloso molto magro, al microclima della collina morenica che ne permette la maturazione in pieno inverno di questo ortaggio si può consumare tutto – coste e foglie che, lessate, risultano delicate e dolci”, afferma Alberto Giunchi, dell’azienda agricola Quei Mille.
  • 2010 kg Porro di Cervere: il terreno della valle cerverese (Cuneo, Piemonte) è un mix di limo, sabbia fine e calcare. Una composizione del terreno davvero rara che offre alle radici del porro coltivato qui un nutrimento fuori dall’ordinario, che lo rende dolce e di grandi dimensioni. La diversa luminosità della valle cerverese, buona ma non aggressiva, permette al porro Cervere di crescere restando tenero e con un basso contenuto di lignina e cellulosa, che ne garantisce l’alta digeribilità.
  • 1900 kg Carote di Polignano: conosciute anche come “Carote di Cristallo” per la loro delicatezza e somiglianza alle stalattiti e stalagmiti delle Grotte di Castellana in Puglia. A causa di una stagione particolarmente piovosa, il raccolto di quest’anno le ha rese ancora più fragili, escludendole dai principali canali di commercializzazione. Babaco Market ha contribuito al recupero del raccolto, inserendole nelle Babaco Box invernali e promuovendo la conoscenza di questa particolare varietà di carote che si consuma con la buccia, azzerando scarti e sprechi alimentari.
  • 1600 kg Ciliegie di Vignola: frutto IGP che nasce nelle province di Modena e Bologna nella fascia che va dai 30 fino ai 950 metri, in Emilia-Romagna. Il fiume Panaro divide i ciliegeti tra parte alta e parte bassa del fiume ed è la conformazione del terreno che conferisce a questi frutti il gusto fuori dall’ordinario. La terra rossa, ferrosa e friabile permette la crescita di ciliegie con polpa croccante e buccia colore rosso acceso. “I nostri ciliegeti esistono da 100 anni, con mia moglie Paola siamo la quarta generazione che se ne prende cura. Realizziamo la raccolta rigorosamente a mano: le ciliegie vengono poi raggruppate in cesti di vimini e il controllo qualità viene eseguito manualmente con grande attenzione e amore per questo frutto straordinario,” afferma Natalino Rinaldi dell’Azienda Agricola Il Vignola. A causa dei cambiamenti climatici, l’instabilità del clima primaverile con improvvise gelate impatta sempre più spesso sul raccolto estivo delle ciliegie di Vignola IGP che possono risultare leggermente più piccole rispetto al calibro accettato dalla grande distribuzione e con piccoli difetti estetici, pur preservando la loro altissima qualità ed il gusto distintivo. Babaco Market contribuisce alla salvaguardia di questi raccolti, portandoli nelle case dei consumatori grazie a Cartonshell pack biodegradabile al 100%, tra i tre vincitori del “Best of 2020” – Expo DirektInnovation Award”.

di redazione digital

8/04/2023

Le sfide della maternità: è uscito il libro di Cristina Di Loreto

07 venerdì 2023 visualizzazioni:

Un saggio dedicato alle mamme, per affrontare i tanti temi legati alla maternità: senso di colpa materno, mito della maternità perfetta, difficoltà di dedicare tempo a se stesse. S’intitola “Mamma, rimettiti al primo posto!”, è stato scritto daCristina Di Loreto, psicologa e ideatrice della start up fiorentina Me First. Il libro è già disponibile sul mercato presso distributori online e librerie.

Protagonisti, dunque, le sfide legate alla maternità, che possono essere gestite grazie al metodo Me First e a soluzioni mutuate dalla terapia breve strategica, ideata dallo psicologo e psicoterapeuta Giorgio Nardone, disciplina in cui l’autrice è specializzata.

«Le nostre strategie si focalizzano sul permettere alla mamma di vivere serenamente il proprio ruolo di madre e riconnettersi con la propria dimensione di donna, di persona – spiega Cristina Di Loreto -. Me First diviene, pagina dopo pagina, oltre che un metodo di self coaching e problem solving, un invito a riflettere e anche un vero e proprio mantra decisionale. Il libro, oltre a raccontare il metodo nei sette punti che ne definiscono l’acronimo, tocca emozioni, difficoltà e speranze tipiche di ogni madre, portando avanti anche l’ambizione di rivoluzionare insieme il concetto di maternità. La lettrice – prosegue – partecipa a una rivoluzione sociale e culturale, che propone una genitorialità inclusiva e paritaria, oltre che il benessere di ogni madre come priorità. Sconfiggere lo stereotipo e il mito della madre perfetta – conclude – non è solo una questione per mamme: consiglio il libro anche ai papà».

Nel libro, la cui prefazione è a cura delle stesso psicologo e psicoterapeuta Giorgio Nardone, sono presenti anche link a contenuti multimediali (richiamo al podcast “Motherwood”, videoguide per gli esercizi e link ai percorsi della “Me First Academy”) e “i dieci mantra della Guerriera Gentile” in versione ritagliabile.

Book tour:

– Bologna presso Ubik Libreria (in Via Irnerio), lunedì 17 aprile alle ore 17.30, modera la presentazione Lara Ventisette;

– Milano presso Ècate Cafè libreria in Via Pietro Pomponazzi 9E, giovedì 11 maggio alle ore 19, modera la presentazione Maurizia Triggiani;

– Firenze presso Libreria Gioberti in via Gioberti venerdì 26 maggio alle ore 17.30, presenta Moira Chiodini e legge alcuni braniGaia Nanni, attrice che ha dato la voce a Vera e ai personaggi principali di Motherwood (podcast gratuito del progetto Me First).

Previsto anche l’evento “Mamma, rimettiti al primo posto! Dal senso di colpa alla gestione del work/family conflict” che si terrà aBrescia al teatro Sancarlino giovedì 27 aprile alle ore 20.30. L’iniziativa è organizzata dall’Ordine degli Psicologi della Regione Lombardia e, oltre a Cristina Di Loreto autrice del libro, interverranno l’assessora Roberta Morelli, per l’Ordine due referenti territoriali di Brescia che sono Marzia Targhettini e Antonio Giorgi, oltre a Fabiana Festa, Group Hr director di Bialetti.

Me First, con la sua Academy strutturata e il suo team di psicologi e psicoterapeuti, è la prima accademia di crescita personale unicamente pensata per i bisogni di una mamma e per il suo benessere individuale. L’attività è stata ideata dalla psicologa Cristina Di Loreto, si occupa del benessere mentale della mamma come individuo ma anche delle mamme in azienda, andando ad ampliare nelle imprese interessate l’offerta per la Diversity and Inclusion. Me First è l’acronimo di Mentoring, Empowerment, Flessibilità, Immersione, Ritualità, Strategie e Trappole su cui la startup ha costruito sette tappe propedeutiche al cambiamento della mamma, oltre che le risposte alle principali difficoltà che incontra, tra cui senso di colpa materno, senso d’inadeguatezza, time management. Il metodo Me First è stato validato dalle risposte date da 400 mamme a un questionario preliminare, oltre che dall’efficacia su centinaia di loro. Le mamme di solito apprendono il metodo con un’esperienza di self coaching in streaming, per video-tappe, accompagnata da una community dove tutte le partecipanti fanno rete e due salotti di confronto (uno aperto ai papà).

I profili Instagram ufficiali di Me First sono @cristinadiloreto_tbs e @mefirstacademy

di redazione digital

7/04/2023

Beni materiali e bisogni emotivi: 5 consigli per imparare ad essere felici con meno

06 giovedì 2023 visualizzazioni:

L’ambiente in cui viviamo non è solo un riflesso della nostra personalità, ma ha anche una forte influenza sul nostro benessere psicologico. Uno studio condotto da ricercatori e psicologi dell’Università di Bath ha scoperto che gli spazi che abitiamo possono influenzare il modo in cui percepiamo e interagiamo con il mondo. Non si tratta però di una novità: era già noto che l’ambiente in cui viviamo può influenzare il nostro umore. Così come gli spazi aperti, ordinati e con luce naturale possono ridurre lo stress e darci un maggior senso di calma, gli ambienti chiusi, bui e disordinati possono predisporre all’ansia e aumentare il nostro disagio emotivo. In sostanza, si tratta di un’influenza reciproca poiché, così come noi lasciamo un’impronta negli spazi in cui viviamo, questi condizionano a loro volta il nostro benessere.

Lo stesso vale per i nostri effetti personali. “Dai vestiti che indossiamo, agli oggetti personali e ai mobili che adoperiamo, ai libri che custodiamo e alle piante che abbiamo in casa, tutto ciò che possediamo è impresso con la nostra personalità e rivela i nostri gusti e le nostre preferenze” – spiega il Team di Contenuti Clinici di TherapyChat, piattaforma di psicologia online, coordinato da Isabel Aranda psicologa clinica e Chief Content Officer – “Tuttavia, cosa altrettanto importante, questi beni influenzano la nostra identità, soprattutto quando li consideriamo come un’estensione di noi stessi, e hanno anche un impatto sul nostro benessere, aumentando il nostro senso di comfort, evocando certe emozioni o permettendoci di vivere esperienze più gratificanti.”

Materialismo e felicità

Si parla sempre più spesso del fatto che la felicità non si trovi nelle cose materiali, ma che consista in uno stato mentale che prende vita nelle esperienze quotidiane che viviamo con le persone che amiamo di più. Tuttavia, impegnati in un ritmo di vita frenetico che lascia poco tempo per la riflessione e la consapevolezza di come viviamo, molti trascurano questo principio e continuano a cercare di alleviare il loro disagio e/o il vuoto emotivo con gli oggetti. Così, finiscono per lasciare che i beni materiali non solo riempiano i loro spazi, ma servano anche a colmare i loro bisogni emotivi.

Anche questa non è una novità: l’uomo ha sempre cercato il comfort e la soddisfazione suscitati dai beni materiali, pensati per rendere la vita più facile e sopportabile, e ha sempre cercato di inviare un messaggio all’altro, con l’intento di impressionarlo. La ricerca della felicità nei possedimenti materiali è un problema che riguarda la maggior parte degli esseri umani, ma soprattutto i più giovani, che tendono a essere più vulnerabili dal punto di vista emotivo e hanno un maggior bisogno di impressionare gli altri e di trasmettere un’immagine di sé che si adatti ai canoni sociali per sentirsi parte del gruppo. Questo, sommato al fatto che sono cresciuti in una società molto più globalizzata e tecnologica, in cui la pubblicità è sempre più invasiva e in cui non si vendono più prodotti ma stili di vita, fa sì che finiscano per confondere la felicità con il materialismo. 

I consigli per imparare a essere felici con meno

1. Chiediti se hai davvero bisogno delle cose “che ti mancano”. A volte confondiamo il bisogno con il desiderio e ci sentiamo infelici perché non possiamo cambiare l’auto o andare in vacanza. Tuttavia, imparare a distinguere tra le cose di cui abbiamo bisogno e quelle che desideriamo può aiutarci a concentrarci su ciò che è veramente importante e risparmiarci molti disagi dal punto di vista psicologico.

2. Ricordati che i beni non definiscono la persona. I tuoi beni non ti definiscono come persona, né dimostrano il tuo valore. Sono semplicemente oggetti che hanno una funzione o un’utilità nella tua vita. Non sei una persona migliore se hai un cellulare di ultima generazione, né sei una persona peggiore se non ce l’hai.

3. Goditi le piccole cose della vita. Tendiamo ad associare la felicità a grandi traguardi, conquiste o sogni, ma in realtà i momenti più felici accadono quando meno ce lo aspettiamo e sono spesso legati alle esperienze più semplici e quotidiane. In fondo, il pasto in famiglia, la coperta e la serata al cinema con il partner o gli affetti e i momenti di divertimento con i tuoi cari possono renderti più felice di qualsiasi bene materiale.

4. Concentrati sulle cose che hai. A volte ci soffermiamo così tanto sulle cose che ci mancano e su quelle che vogliamo che dimentichiamo di dare valore alle cose che abbiamo. Dunque, sii grato per le cose che hai e che arricchiscono la tua vita: questo non solo ti renderà più consapevole di quanto sei fortunato, ma ti aiuterà anche a essere più felice.

5. Abbraccia nuove abitudini che preservino il tuo livello di benessere. In tempi di crisi potresti dover rinunciare alle lezioni di yoga che ti piacciono tanto o alle cene di famiglia in ristoranti di lusso, ma non per questo dovrai rinunciare a fare yoga a casa o a preparare il pranzo della domenica con tutta la famiglia. L’idea è quella di ristrutturare le tue abitudini per abbracciarne di nuove che ti permettano di continuare a goderti la vita ed essere felice.

di redazione digital

6/04/2023

DUA LIPA SARA’ BARBIE MERMAID

05 mercoledì 2023 visualizzazioni:

Il secondo trailer del film che ha già fatto parlare tanto di sé la scorsa stagione, rivela l’intero cast e ci sorprende con una meravigliosa DUA LIPA che sarà il volto di Barbie Sirena, in total look BLU!

La pop star sarà il volto della Barbie magica che da piccole ci ha fatto sognare: ricordiamo tutte che a contatto con l’acqua cambiava il colore dei suoi capelli e della sua coda. 

In totale look “sirenesco“, Dua Lipa sfoggia parrucca e outfit sui toni del blu-azzurro, in antitesi all’immaginario del pop-pink del mondo Barbie. 

E se vi dicessi che coloro che vogliono sentirsi un po’ sirena possono sfoggiare la stessa chioma della cantante? 

Di seguito due super prodotti per colorare le vostre chiome in pochi attimi:

CRAZY FASHION è una colorazione “crazy” temporanea, che dura dai 6 agli 8 lavaggi. 

La sua formula è priva di ammoniaca, resorcina e ppd, quindi è possibile applicarla anche in presenza di cute particolarmente sensibile. 

Il brand propone ben 3 nuance perfettamente in linea con l’hair look della Barbie Mermaid: Celeste,Blu Notte e Disco Blu.

Altra intramontabile e internazionale brand di colorazioni super fashion è Manic Panic.

Per chi non lo conoscesse e non l’avesse ancora provato, è arrivato in Italia dalle teste degli influencer e delle star d’America, il brand di tinture 100% vegan e non testato sugli animali.

Le collezioni sono uniche e rispondono a esigenze differenti: Manic Panic Classic è la tinta semi-permanente conosciuta in tutto il mondo che offre un colore accesso e profondo che svanisce gradualmente in 4 settimane. 

Le tonalità di blu sono tantissime e le potete scoprire e scegliere tutte online o presso i rivenditori autorizzati.

di redazione digital

5/04/2023

#TurnYourBack#. Volta le spalle alla digital distortion

04 martedì 2023 visualizzazioni:

DOVE TI INVITA A PRENDERE POSIZIONE: VOLTA LE SPALLE ALLA DIGITAL DISTORTION

Dove invita la sua community globale a voltare le spalle – in senso reale e metaforico – all’ormai noto filtro social Bold Glamour partecipando alla campagna #TurnYourBack.

Mentre questo filtro spopola sui social media, alterando i volti, e molti content creator allertano sui rischi derivanti dall’utilizzo, Dove invita tutti a prendere posizione contro la distorsione dell’immagine sui social media in linea con il suo impegno e la sua campagna di sensibilizzazione globale#NoDigitalDistortion, che porta avanti in qualsiasi sua pubblicità o attività di marketing.

“Il filtro Bold Glamour ad oggi è stato usato oltre 15 milioni di volte e la sua popolarità non accenna a diminuire. Quello che potrebbe sembrare un filtro innocuo ha in realtà il potenziale per causare danni alla salute mentale e influenzare la nostra autostima” spiega Alex Light, content creator e attivista per la body confidence. “Filtri come questo creano un confronto irrealistico con la realtà, rendendo i confini tra digitale e reale sempre più sfumati e stabilendo un nuovo standard che sembra dirci come dovremmo apparire. È fondamentale andare contro questi modelli di bellezza sempre più tossici e mostrare ai più giovani che essere autentici è bello. Ho lavorato per molto tempo con Dove e sono molto orgogliosa di collaborare con un brand che si impegna contro la digital distortion e lavora costantemente per abbattere gli standard di bellezza e valorizzare l’autostima delle donne e delle ragazze. Sostengo appieno questa nuova campagna”.

Mentre i filtri sui social media possono essere fonte di creatività e di auto-espressione, filtri come Bold Glamour alterano drammaticamente la realtà e rafforzano canoni estetici irrealistici e irraggiungibili. Secondo una ricerca condotta da Dove*, il 38% delle ragazze afferma di non sentirsi all’altezza degli standard di bellezza che gli influencer propongono sui social media e l’80% afferma di aver applicato un filtro o utilizzato un’app di editing per cambiare il proprio aspetto in foto già all’età di 13 anni.

In conseguenza di questo, emerge che il 48% delle ragazze che modificano le proprie foto hanno in media un’autostima inferiore rispetto al 28% delle ragazze che non lo fanno.

“Studi accademici hanno scoperto che usare filtri e modificare i selfie sono azioni associate a una negativa percezione del proprio corpo, cattivo umore e bassa autostima”, spiega la Dott.ssa Phillippa Diedrichs, Psicologa Ricercatrice presso il Centre of Appearance Research della University of West England ed esperta di body image. “La ricerca di Dove* ha messo in luce che quasi la metà delle ragazze con una bassa autostima non si sente abbastanza bella senza fotoritocchi. Inoltre, i filtri sono diventati parte della vita quotidiana per il 52% delle ragazze, mentre il 77% cerca di cambiare o nascondere almeno una parte del proprio corpo prima di pubblicare una foto che la ritrae. Questo suggerisce che l’uso dei filtri e la digital distortion stanno generando nel tempo significative pressioni riguardo l’aspetto estetico, causando bassa autostima tra le ragazze e le giovani donne.”

Da anni Dove si batte per dare definizioni più ampie di bellezza, intraprendendo diverse azioni concrete per rendere i social media un luogo più positivo, attraverso campagne come #SpeakBeautiful, #NoDigitalDistortion, Reverse Selfie/Selfie Talk e #DetoxYourFeed. Tuttavia, un utilizzo così diffuso del nuovo filtro Bold Glamour può essere pericoloso e rafforzare quegli stessi stereotipi di bellezza dannosi che Dove combatte da anni.

“I filtri dei social media possono essere una fonte di creatività e di auto-espressione, ma Bold Glamour non è solo un ‘gioco’. Strumenti una volta disponibili solo per i professionisti ora sono accessibili anche ai giovanissimi, che li ottengono con un semplice click e senza nessuna regolamentazione,” commenta Firdaous El Honsali, Global Vice President & External Communications di Dove. “In Dove, ci impegnamo a contrastare la distorsione digitale, portando il nostro approccio #NoDigitalDistortion in ogni nostra attività di marketing e pubblicità, con l’obiettivo di creare un ambiente più positivo sui social media che sia rappresentativo di una bellezza reale e autentica. Quando i giovani distorcono le loro immagini, anche nella loro mente qualcosa cambia. Chiediamo alla nostra community di unirsi a noi per voltare le spalle al filtro Bold Glamour e schierarsi a favore della bellezza autentica. Perché è questa ad essere davvero coraggiosa!”

Dove vuole trasformare i feed social, troppo spesso tossici e distorti, in un luogo che salvaguarda la bellezza reale. Per prendere parte a questo movimento, basta pubblicare un video in cui volti le spalle al filtro Bold Glamour, usando gli hashtag #TurnYourBack, #BoldGlamour e #NoDigitalDistorsion.

Per supportare questa campagna social, Dove ha coinvolto sei content creator che incarnano e veicolano autenticamente messaggi di body positivity, inclusione e accettazione di sé, amplificando la portata positiva dell’iniziativa #TurnYourBack su TikTokHanna BraidsLuciano SpinelliBenedetta De LucaSamuele BartolettiAle HiltonAdriana Bazgan.

Attraverso il Dove Progetto Autostima, il brand offre anche strumenti accademici convalidati e gratuiti per consentire ai genitori e ai caregiver di aiutare i bambini a navigare sui social media in modo sicuro e positivo. Creato in collaborazione con il Centre for Appearance Research, il Confidence Kit, che fornisce consigli su come rendere i social media un luogo sano dove i bambini possono crescere e imparare, è disponibile per il download su Dove.com/it.

Il Confidence Kit è parte del Dove Progetto Autostima e ha l’obiettivo di aiutare 250 milioni di bambini entro il 2030, educandoli ad avere stima di sé. Ad oggi, il progetto ha raggiunto 94,5 milioni di giovani in 150 paesi.

Smettiamo di usare le app di fotoritocco, per non intaccare la self confidence dei giovani, e costruiamo insieme un’immagine positiva del corpo sui social media. Unisciti a noi e #TurnYourBack al filtro #BoldGlamour.

di Sofia D’Altrui

4/04/2023

COACHELLA 2023: una selezione di prodotti beauty che vi farà sentire in California

03 lunedì 2023 visualizzazioni:

Uno degli eventi più cool e attesi dell’anno sta arrivando: il Coachella. Si tratta del festival californiano più amato, che raggruppa numerosissimi appassionati di musica, di moda e non solo.

Un’occasione dove chiunque può dare spazio alla propria personalità, esprimendosi al meglio attraverso outfit eccentrici, make-up e hair stylist da urlo. 

In attesa di scoprire quali saranno le tendenze in voga di questa edizione, ecco una selezionepensata per un make-up colorato e super luminoso firmato Sephora. Pronti per volare con la mente direttamente al Coachella sperimentando questi nuovi prodotti?

Maracuja Juicy Glow Skin Tint FoundationCrema Colorata Illuminante 

Una crema colorata con copertura media, finish luminoso.
Le sfere di maracuja incapsulata creano un’idratazione naturale, per una pelle più soda, più luminosa e levigata.
L’estratto di fiori illuminanti, ricco di antiossidanti, dona una pelle radiosa e attenua l’aspetto di pori e rughette.  Prezzo: 40,90€ 

Blush Tape™ Liquid BlushBlush Liquido


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Questa palette contiene: 5 ombretti di cui 1 topper.Le mini palette per occhi Color Shifter contengono formule setose con diversi finish. Grazie alle texture mat e iridescenti combinate con topper glitterati, puoi creare un numero infinito di look. Prezzo: 12,99€ 

di redazione digital

3/04/2023