Dormiremo un’ora in meno e ci metteremo a tavola in orari diversi dal solito. Ecco alcuni suggerimenti dell’esperto per capire quali alimenti e quando possono essere di aiuto per riprendere il ritmo circadiano grazie alla loro azione biochimica
È un cambiamento a cui siamo ormai abituati per almeno 2 volte l’anno quello che ci fa spostare le lancette dell’orologio. Ma quanto può incidere sulla nostra tavola e sulla nostra dieta? Per capire meglio la relazione tra i nostri ritmi interni e quelli a tavola, interviene Paolo BIANCHINI, consulente nutrizionale e autore del Metodo Bianchini da lui ideato (vedi immagine).
COSA SUCCEDE SE SI INCEPPA IL RITMO CIRCADIANO CON IL CAMBIO DELL’ORA Esiste nel nostro organismo un meccanismo chiamato ritmo circadiano che rappresenta l’orologio biologico di numerose funzioni dell’organismo (es. temperatura corporea, frequenza cardiaca, pressione arteriosa, secrezione ormonale e ciclo sonno-veglia) e che può risentire del cambio delle lancette. “I cambiamenti di questa attività vengono regolati da una serie di molecole specifiche prodotte prevalentemente dall’ipotalamo, ma anche da fattori esterni come il cambio dell’ora, l’alternanza a buio/luce, la temperatura, le esigenze sociali. La ghiandola pineale – spiega BIANCHINI – secerne la melatonina che favorisce il ciclo sonno veglia e viene prodotta solo in condizioni di buio. Possono avvenire delle alterazioni di questo ritmo a seguito di motivazioni endogene oppure a seguito di una mancata “sincronizzazione” tra l’orologio biologico e il ritmo imposto all’esterno come per esempio il caso del cambio dell’ora solare. Le conseguenze di questa alterazione sono affaticamento, sonnolenza diurna ma anche disturbo del sonno con difficoltà ad addormentarsi. Un corretto stile alimentare può mantenere la corretta funzionalità del ritmo circadiano e quindi di un buon ciclo sonno/veglia”.
MOLTO PESCE (MELATONINA) E NIENTE CEREALI E LATTICINI (ALZANO LA GLICEMIA) Gli alimenti che aiutano a riprendere il ritmo circadiano e compensare il cambiamento dell’ora, sono quelli che mantengono un buon controllo glicemico e ormonale. “Evitiamo gli stereotipi per cui cereali, banane, uva e latticini conciliano il sonno: non è vero! Un piatto unico composto da proteine e verdure costituiscono quel binomio ottimale per regolarizzare la risposta ormonale che serve a intervenire sul nostro orologio biologico interno. Parlo di pesce azzurro (come alici, orata, branzino, sgombro o salmone ricco di acidi grassi omega-3) che favoriscono la sintesi di vitamina D che è in grado di regolare i livelli di melatonina. Il pesce, cotto al forno o a vapore, deve essere sempre accompagnato da una leggera verdura cotta al vapore come ad esempio finocchio o zucchina. Vanno evitati sicuramente – prosegue BIANCHINI – cibi amidacei come i cereali (anche integrali), la frutta fresca, cioccolato e i latticini. Questi sono tutti alimenti sfavorevoli al pasto serale perché aumentano i livelli di glicemia nel sangue innescando di conseguenza la produzione di insulina. Questo ormone può provocare attacchi di sonnolenza quasi improvvisa o addirittura insonnia creando ripetuti risvegli notturni”.
È ORA DI REGOLARE L’OROLOGIO BIOCHIMICO DEGLI ALIMENTI Per sfruttare al massimo i benefici della biochimica degli alimenti, è bene seguire anche una tempistica legata ai pasti dovrà avvicinarsi al nuovo orario “A determinati orari corrispondono funzioni ormonali differenti che comportano un’elaborazione e un’assimilazione a livello biochimico diversa. Per esempio l’orario ottimale del mattino è tra le 7 e le 8.30, perché è in quel lasso di tempo che il fisico accetta meglio gli alimenti con un carico glicemico più elevato. Vale anche per l’ora della cena (che deve essere nutriente ma leggera) –continua BIANCHINI– che è preferibile si concluda al massimo entro le ore 20.30 per facilitare la digestione e l’addormentamento. La sera tardi la ghiandola pineale situata nel cervello inizia a secernere melatonina, l’ormone che favorisce il sonno e la temperatura corporea inizia ad abbassarsi. Dall’ipofisi, viene liberato l’ormone della crescita (GH), che permette il recupero muscolare, cioè la riparazione e rigenerazione di cellule e tessuti. Se, al contrario, si assumesse un pasto ricco di carboidrati o molto grasso si innalzerebbero i livelli di insulina nel sangue con conseguente produzione di cortisolo, sviluppando una vera e propria violenza per il nostro organismo che invece sta facendo il possibile per “spegnersi”.
7 mini tutorial per realizzare make up look con i prodotti della nuova collezione
Performance, qualità formulativa, efficacia testata ed inclusività sono le caratteristiche chiave dei prodotti della nuova collezione Rougj x Liu Jo, suddivisa nel segmento Armonia dei Colori e in quello Stili.
Un altro elemento chiave che ha ispirato la nuova collezione nata dalla collaborazione tra Rougj e Liu Jo è il desiderio di seguire il cliente e di accompagnarlo dalle primissime fasi di acquisto dei prodotti presso le farmacie fino alla realizzazione di make up look a casa propria.
Proprio per aiutare a supportare tutte le farmacie partner che hanno scelto questo nuovissimo progetto, a partire da Gennaio, Rougj ha organizzato una serie di incontri online ad hoc sulla tematica dell’Armonia dei Colori.
Gli incontri, tenuti ogni mese da un’esperta di Armonia dei Colori, prevedono un approfondimento completo sulla materia che possa aiutare i farmacisti ad individuare più facilmente la macro-stagione cromatica delle clienti, consigliando successivamente il prodotto Rougj x Liu Jo più adatto alla loro palette colori.
Inoltre, per supportare il cliente anche a casa nell’utilizzo dei prodotti della collazione, RougjxLiuJo ha stipulato una collaborazione con il celebrity glam artist Manuele Mameli: si tratta di 7 mini tutorial (uno per ciascuna stagione e stile) della durata di un minuto e mezzo – visualizzabili attraverso un QR Code presente sul packaging dei prodotti- in cui Manuele Mameli mostra l’applicazione di ciascun prodotto in modo tale da realizzare un full makeup.
Il 23 marzo si celebra il National Puppy Day, una giornata interamente dedicata ai nostri amici cuccioli. Istituita nel 2006 negli Stati Uniti da Colleen Paige, scrittrice e appassionata di animali domestici, questa ricorrenza è un’ottima occasione per ricambiare l’affetto incondizionato dei piccoli membri a quattro zampe della vostra famiglia.
Esplorazione del mondo Nelle loro prime fasi di vita, cani e gatti tendono ad essere particolarmente impacciati e scoordinati nei movimenti e, spinti dall’interesse di conoscere la realtà che li circonda, rischiano spesso di farsi male. In alcuni casi, anche la caduta da un semplice divano può causare qualche danno. Tipiche, ad esempio, sono le fratture agli arti. Inoltre, i cuccioli sono caratterizzati da una forte curiosità, che li porta a sperimentare la realtà principalmente attraverso l’uso dell’olfatto e della bocca. Questo si traduce in una forte tendenza ad odorare, masticare e a volte inghiottire oggetti potenzialmente pericolosi per la loro salute, come ad esempio pietre, piccoli giocattoli, ossa o oggetti di plastica. Per garantire la sicurezza e la salute del vostro cucciolo, è dunque fondamentale cercare di rendere il loro ambiente il più sicuro possibile, prestando loro la massima attenzione e assicurandosi che non ci siano oggetti dannosi alla loro portata.
Calendario delle vaccinazioni Inizialmente, i cuccioli mantengono un certo livello di immunità trasmessa dalla madre mediante il colostro, ovvero il primo liquido mammario prodotto dopo il parto di cui si nutrono. Man mano che i piccoli crescono, questa difesa immunitaria diminuisce e per proteggere l’animale dalle principali malattie infettive sono necessari una serie di vaccini. Questi, tuttavia, non garantiscono una copertura permanente, ma necessitano di cosiddetti richiami da eseguire con precisione e a cadenza regolare, affidandosi alle direttive di un veterinario professionista.
Socializzazione Nei primi mesi di vita anche per gli animali è molto importante sviluppare la socializzazione, sperimentando il contatto e l’interazione con altri simili. In queste occasioni, però, i cuccioli, non sapendo ancora relazionarsi, possono finire vittima di morsi e piccoli infortuni durante le interazioni con gli altri cani. Bisogna dunque prestare attenzione ad eventuali lesioni che, se non propriamente curate, possono causare lo sviluppo di infezioni secondarie.
“È un’occasione per ricordarci quanto sia impegnativo prendersi cura degli animali, soprattutto quando in tenera età”, commenta Valentina Di Dio, Delegata Affari Veterinari di Santévet. “La loro iperattività e voglia di scoprire il mondo li rendono particolarmente soggetti a rischi e pericoli per la loro salute, che a noi potrebbero sembrare banali. Per questo motivo non bisogna trascurare i loro bisogni, né distogliere troppo l’attenzione dai loro movimenti: i cuccioli di qualsiasi specie e razza comportano una responsabilità e un impegno importanti, da non sottovalutare.”
In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, Babaco Market invita a riflettere sulla correlazione tra acqua, cibo e abitudini quotidiane suggerendo un vademecum per contrastare gli sprechi alimentari e idrici
In occasione della ricorrenza della Giornata Mondiale dell’Acqua del 22 marzo, Babaco Market – il servizio di e-grocery 100% made in Italy che combatte lo spreco alimentare che si origina dal campo alla tavola – invita a riflettere sulla correlazione tra impronta idrica e cibo.
In collaborazione con Alex Bellini, divulgatore ambientale, esploratore e mental coach,Babaco Market ha individuato tre azioni fondamentali a tutela della sostenibilità, che combinano buone abitudini da applicare sia contro lo spreco d’acqua che quello alimentare:
1. VALUTARE IL “WATER FOOTPRINT1” DEI PRODOTTI CHE SI ACQUISTANO
Ogni prodotto che mangiamo comporta un certo consumo di acqua per la sua produzione. Un esempio: per produrre 1kg di carne di bovino, vengono consumati in media circa 15000 L di acqua, mentre per produrre 1kg di pomodori, vengono consumati approssimativamente 180 L di acqua. Mangiare cibo grezzo anziché raffinato, è un altro modo per ridurre il proprio consumo d’acqua. Per trasformare il cibo in prodotti processati è infatti necessario l’utilizzo di acqua.
Inoltre, anche cambiare le abitudini nel modo in cui si acquistano oggetti e vestiti è altrettanto importante, in quanto la loro produzione e trasporto consuma acqua. Evitare di comprare oggetti usa e getta, o vestiti di scarsa qualità, aiuta a ridurre ulteriormente il consumo di acqua.
2. ADOTTARE UNA DIETA RICCA DI VERDURE, FRUTTA, LEGUMI E CEREALI INTEGRALI
La dieta mediterranea e il recente aggiornamento della piramide alimentare2 che vede alla sua base il consumo più frequente di frutta, cereali e verdure, a fronte di un consumo di carne e derivati raccomandato per sole due volte a settimana, costituiscono un buon supporto per seguire non solo una dieta salutare, ma per adottare abitudini alimentari che supportano anche la sostenibilità. Un recente studio3 ha infatti dimostrato come una dieta sana che predilige fonti proteiche a base vegetale abbia un impatto sulla diminuzione dell’uso di risorse idriche tra l’11 e il 35%.
3. RIDURRE GLI SPRECHI ALIMENTARI, CON UN APPROCCIO WABI SABI
Ogni volta che viene sprecato del cibo, si “butta via” anche tutta l’acqua che è servita per produrlo: riducendo gli sprechi alimentari, è possibile contribuire ad alleviare la pressione sulle risorse naturali, come l’acqua, che sono state utilizzate per la produzione, il confezionamento ed il trasporto. La FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura)4 stima che nel mondo circa un terzo del cibo destinato alle tavole vada perso o sprecato. Se guardiamo all’Italia nel 2022 l’ammontare è stato di oltre 4 milioni di tonnellate, circa 30 kg pro capite di cibo. E per lo più si tratta di frutta, verdura e pane.
In un mondo in cui si è costantemente bombardati da ideali irraggiungibili di perfezione e di bellezza, al di fuori dei cicli stagionali naturali, non sorprende che si sia portati a percepire come più succose e desiderabili proprio le mele perfette e a scartare quelle con qualche imperfezione. Tuttavia, data l’attuale congiuntura economica e il numero crescente di persone che affrontano l’insicurezza alimentare e la povertà, lo spreco di tonnellate di ortaggi e frutta imperfetta ma buona non può essere ignorato. Una via per risolvere questa problematica, come suggerisce proprio Bellini, è imparare dalla filosofia giapponese del Wabi Sabi, che attribuisce grande valore all’incompletezza, all’imperfezione e aiuta ad accettare il ciclo naturale della vita. Esteticamente parlando, Wabi Sabi significa vedere la bellezza in ciò che è irregolare o insolito e nella vita quotidiana la frutta e la verdura caratterizzate da qualche imperfezione, ma ottime per il consumo, ne sono la perfetta espressione.
“Evitare lo spreco di quegli alimenti “brutti” ma ugualmente genuini e gustosi diventa ancora più significativo se pensiamo all’emergenza climatica in corso e all’allarme idrico che impattano in maniera importante su tutta la filiera alimentare. Non acquistare quei prodotti, buoni, buonissimi ma esteticamente imperfetti, che i consumatori rifiutano per il fatto di non “apparire ” impeccabili, crea un danno ambientale, sociale ed economico non indifferente. Se riflettiamo, infatti, sui costi dell’avere sulle nostre tavole un prodotto bello, capiamo che ad esso spesso corrisponde doppia energia, doppio approvvigionamento di acqua con derivante scarto di produzione, e non possiamo permettercelo ….Possiamo, invece, contribuire alla battaglia contro lo spreco alimentare a tutela delle risorse ambientali, ogni giorno nel nostro piccolo, cambiando punto di vista e intraprendendo piccole azioni personali di attenzione a questa tematica”, commenta Alex Bellini.
Babaco Market nasce nel maggio 2020 proprio con l’obiettivo ultimo di combattere lo spreco alimentare a tutela della sostenibilità, creando un servizio di delivery su abbonamento di frutta e verdura fresca e di stagione che si inserisce in maniera virtuosa nella filiera produttiva di frutta e verdura riconoscendo un prezzo equo ai produttori agricoli e aiutandoli a dare il giusto valore a quei prodotti che oggi faticano a trovare sbocco commerciale, seppur buonissimi, a causa di difformità estetiche, sovrapproduzioni o perchè colture territoriali di nicchia poco conosciute al grande mercato anche se d’eccellenza (tra cui presidi slow food). La mission ambiziosa di contrastare in maniera attiva lo spreco alimentare ha permesso all’azienda di raggiungereimportanti traguardi, arrivando a salvare oltre 750 tonnellate di frutta e verdura. In linea con la mission anti-spreco del brand, Babaco Market limita al massimo anche l’utilizzo dei materiali di imballaggio e della plastica, per questo tutte le Babaco Box sono 100% plastic free per la massima tutela dell’ambiente.
MACCIO: “HANNO SCELTO ME PERCHÈ L’AMBIENTE È UNA COSA TERRIBILMENTE SERIA”
#IlPianetanonsisalvadasolo: nuova collaborazione tra Maccio e WWF per dare valore al ruolo di ognuno di noi nella lotta al cambiamento climatico e mandare un messaggio importante
Era da un po’ che non li rivedevamo insieme, ma sono tornati.
Maccio Capatonda è di nuovo al fianco del WWF: questa volta al centro della collaborazione c’è la crisi climatica e ciò che può fare ognuno di noi per contrastarla. Con un nuovo video, dove il messaggio è caratterizzato dalla consueta e irresistibile ironia dell’artista, Maccio e WWF si rivolgono al grande pubblico, con un invito ad agire. La crisi climatica è ormai nella nostra vita quotidiana, con conseguenze già oggi pesantissime. Siccità, incendi, eventi climatici estremi, inquinamento e crisi energetiche sono all’ordine del giorno. Se non affronteremo subito le cause – le attività umane che provocano il fenomeno – rischiamo conseguenze disastrose. Ma anche le nostre singole azioni quotidiane pesano: dobbiamo agire noi per primi per liberare il mondo dalle emissioni di CO2.
Il video è stato pubblicato oggi sui canali Instagram e Facebook del WWF e dell’artista abruzzese, nella settimana che precede Earth Hour, l’evento globale in cui tutti saranno invitati a far sentire la propria voce per il clima spegnendo le luci per un’ora, sabato 25 marzo alle ore 20.30.
“La crisi climatica e la perdita di natura sono temi troppo seri per non trattarli con la necessaria ironia, capace di coinvolgere il grande pubblico più di un discorso alle Nazioni Unite. Dobbiamo provocare un grande cambiamento, e questo lo possiamo fare a partire dalle nostre azioni quotidiane: il pianeta non si salva da solo– afferma Marcello Macchia, alias Maccio Capatonda-. Attraverso il video che ho realizzato insieme al WWF, vorremmo far capire alle persone che la lotta al cambiamento climatico è cool e l’apporto di ognuno di noi conta, più di quanto si pensi. Le scelte individuali sono uno strumento forte per incidere sulle decisioni economiche e politiche”.“Scegli il trasporto pubblico” ma anche, il car sharing, il monopattino, la bici, l’auto elettrica. “Chiedi insieme a noi una mobilità pubblica 100% elettrica”. Questi sono alcuni dei messaggi che il WWF ha scelto di lanciare con Maccio, per rappresentare una parte delle tante azioni che possono fare la differenza, come utilizzare meno e meglio l’acqua, ridurre il consumo di carne e proteine animali, scegliere prodotti di origine locale e stagionale, installare sistemi di produzione dell’elettricità da fonti rinnovabili, riusare, riciclare, recuperare. Insomma, dovremmo imparare a sostituire l’abbondanza di cose inutili con tante occasioni di relazioni umane e ovviamente, continuare a far sentire la nostra voce sempre chiedendo alle istituzioni di prendere decisioni che portino a salvare il clima e il futuro delle persone.
“Non possiamo più aggrapparci ai combustibili fossili inquinanti che stanno rovinando il nostro clima e distruggendo il mondo naturale da cui tutti dipendiamo. Secondo il programma europeo Copernicus, gli ultimi otto anni sono stati i più caldi mai registrati, con l’estate del 2022 che è stata la più calda mai registrata in Europa; e l’inverno che sta per chiudersi sarà il secondo più caldo. La Terra si è già riscaldata di quasi 1,2°C dall’era preindustriale. Se non agiamo subito per tagliare rapidamente le emissioni di gas serra, mancheremo l’obiettivo cruciale di limitare il riscaldamento globale a 1,5°C. Un obiettivo che ci riguarda molto, perché il Mediterraneo è tra le regioni del mondo maggiormente a rischio– afferma Mariagrazia Midulla, Responsabile Clima ed Energia del WWF Italia-.
La crisi energetica ci ha dimostrato che cambiare strada aiuterà non solo il clima: le fonti rinnovabili e un uso più accorto dell’energia ci daranno anche indipendenza e sicurezza energetica, per esempio. Il tempo stringe, siamo in colpevole e grave ritardo. La forza delle nostre scelte quotidiane è enorme e può costringere governi e mondo produttivo al cambiamento. Possiamo farcela, il primo passo dovrebbe essere quello di approvvigionarci al 100% di energia elettrica da fonti rinnovabili entro dieci anni”.
COME ALLEVIARLO PER VIVERE MEGLIO E SENTIRSI PIÙ REALIZZATEE FELICI
La Dott.ssa Valeria Fiorenza Perris, Psicoterapeuta e Clinical Director del servizio di psicologia online Unobravo, spiega come riconoscere i sintomi del sovraccarico mentale ed emanciparsene, per una vita più sana e appagante
In inglese lo chiamano mental load, ovvero carico mentale. Si verifica quando il flusso di pensieri legato ai diversi aspetti della quotidianità e alla loro organizzazione affolla la mente pressoché ininterrottamente e con prepotenza. Nella maggior parte dei casi, questo sovraccarico psicologico colpisce le donne. Anzi, il termine stesso è stato cucito proprio “sulle” donne, per accendere l’attenzione su una problematica che affligge principalmente l’universo femminile.
Carico mentale: cos’è e come nasce il termine?
Il termine carico mentale viene introdotto per la prima volta nel 1984 dalla sociologa Monique Haicault e racchiude in sé il peso di quell’invisibile fardello che deriva dal destreggiarsi tra la vita, il lavoro e le responsabilità della gestione della casa. A sobbarcarsi questo fardello sono, da sempre, prevalentemente le donne.
Nel suo articolo La Gestion Ordinaire de la Vie en Deux (La Gestione Ordinaria della Vita a Due) la sociologa francese descrive, infatti, come una donna, in coppia e lavoratrice, senta ricadere su di sé la responsabilità della gestione delle faccende domestiche. Si tratta di un carico cognitivo importante, che va a costituire il fenomeno della “doppia giornata”, che la donna tende a condurre e che la porta a percepire la propria vita come un turno di lavoro infinito.
Il carico mentale può presentarsi sotto forme e sembianze molto diverse e ciò dipende dall’unicità del vissuto e della quotidianità di ciascun individuo.
Per le coppie eterosessuali con figli, questi scenari sono stati abilmente illustrati da Emma Clit nella striscia Fallait Demander (Bastava Chiedere). Come messo in evidenza dalla fumettista: “quando un uomo si aspetta che la compagna gli chieda di occuparsi delle faccende domestiche, implicitamente la vede come la manager della casa”.
Pubblicato nel 2017, il fumetto è diventato immediatamente virale e ha riacceso il dibattito sulla divisione delle responsabilità nelle coppie, portando anche la stampa generalista a occuparsi del tema e ad inserirlo, a tutti gli effetti, all’interno di un più ampio dibattito sulle disparità di genere.
Disparità di genere: donne più colpite dal sovraccarico psicologico.
Secondo schemi tradizionali, stereotipi e retoriche ancora prevalenti nella nostra società, le donne sono le custodi della casa. Questo comporta che, anche ai giorni nostri, siano loro a prendersi in carico la maggior parte del lavoro cognitivo ed emotivo necessario a garantire un buono svolgimento delle attività legate al quotidiano.
Il carico mentale è proprio questo: tutta la parte organizzativa della gestione domestica e familiare. E anche quando, nella pratica, i compiti sono divisi con il partner, spesso non lo sono per ciò che concerne l’aspetto organizzativo, perché dietro una suddivisione equa c’è una donna che, dalla “regia”, assegna e orchestra le varie mansioni.
Anche coloro che non hanno un compagno o dei figli non sono esenti dal mental load. Oltre alla casa, a destare ansia sono, infatti, anche le responsabilità legate alla cura dei genitori, specie se anziani, e delle relazioni affettive con familiari e amici, così come la gestione delle scadenze amministrative. Questi sono fattori che accomunano gran parte delle donne di tutto il mondo e contribuiscono a far gravare sulle loro spalle il peso della quotidianità e di tutte le responsabilità a essa connesse.
Se a ciò si aggiunge la necessità di essere costantemente produttive, disponibili e performanti sul posto di lavoro, è facile capire perché per molte donne non sia sempre semplice raggiungere un buon equilibrio tra sfera professionale e privata.
Le conseguenze sul benessere e sulla salute fisica e mentale.
Proprio come un fardello fisico, il peso del carico mentale può essere dannoso per il benessere e la salute dell’individuo e alla lunga, se sottovalutato, può divenire persino invalidante.
”Il mental load è quello stato ansiogeno che ci pervade quando sentiamo di aver fallito per non aver rispettato la tabella di marcia che ci eravamo imposti o quando il pensiero di non riuscire a gestire alla perfezione ogni aspetto della nostra vita ci fa sentire oppressi e inermi. Queste sensazioni negative, che sembrano non volerci mai dare pace, sono gli ingredienti di quel cocktail nocivo e pericoloso che porta il nome di carico mentale”, ha commentato la Dott.ssa Valeria Fiorenza Perris, Psicoterapeuta e Clinical Director del servizio di psicologia online Unobravo.
“Spesso, quando si cerca di avere sempre tutto sotto controllo e di stare dietro a ogni incombenza, si finisce col trascurare l’unica cosa che sembrerebbe tralasciabile: sé stessi e la propria realizzazione. Sono molte le donne che, sovraccaricate dagli impegni quotidiani, mettono da parte la carriera o, peggio ancora, rinunciano ad avere interessi, passioni e aspirazioni personali. Questo, sul lungo periodo, può portare ad una progressiva perdita di motivazione e voglia di fare, che potrebbe sfociare in uno stato di profonda insoddisfazione”, ha aggiunto la Dott.ssa Fiorenza Perris.
Un carico mentale eccessivo può avere gravi ripercussioni sulla salute e condurre, nei casi più gravi, a stati acuti di ansia, attacchi di panico, burnout o depressione. Senza contare tutta una serie di altri effetti collaterali, quali insonnia, stanchezza cronica, calo della libido e problemi relazionali.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità non ha dubbi: lo stress è il male del XXI secolo. Dall’ultimo World Mental Health Report è, infatti, emerso che, nel mondo, sono ben 301 milioni le persone con disturbi legati all’ansia e 208 milioni ad essere affette da depressione. Queste patologie risultano essere maggiormente diffuse tra la popolazione femminile: sono il 5% le donne colpite dall’ansia e il 4,5% a soffrire di disturbi depressivi, contro il 3% degli uomini.
In Italia, nel 2022, le donne che si sono affidate al servizio di psicologia online Unobravo per motivi legati ad ansia o depressione sono state più del doppio rispetto agli uomini. Un dato allarmante, questo, ma che, purtroppo, non sorprende. Come già messo in luce dagli studi condotti dall’OMS, anche i dati registrati da Unobravo confermano che l’universo femminile sia più soggetto a stress e ansia rispetto a quello maschile.
Liberarsi dal carico mentale si può.
“Il primo passo per emanciparsi da questo tipo di ansia è riconoscerla. Per questo è importante dare sempre ascolto alle proprie emozioni e non trascurarle. Alcuni dei sentori da tenere d’occhio sono la sensazione di non avere mai tempo e il sentimento di colpa di non fare abbastanza, oltre ai vari segnali fisici, come il costante senso di stanchezza e i sintomi legati ai disturbi del sonno e dell’umore. Se si sta vivendo una situazione di sovraccarico psicologico, non bisogna esitare a chiedere aiuto alle persone che tengono a noi, un aiuto che può manifestarsi sia a livello pratico, lasciando ad altri l’organizzazione e lo svolgimento di alcune mansioni, che a livello emotivo, condividendo pensieri e preoccupazioni con il partner o qualcuno di fidato capace di mostrarci comprensione ed empatia. Comunicare apertamente con chi ci sta accanto è una regola d’oro e lo è ancora di più quando si vive una situazione di disagio: mai avere timore di dare voce alla propria stanchezza o frustrazione. È, inoltre, essenziale prendersi un momento di riflessione per mettere a fuoco cosa ci aspettiamo da noi stessi e qual è la percezione che abbiamo di noi quando, per qualsiasi motivo, non raggiungiamo ciò che ci eravamo prefissati. Ridimensionare le aspettative spesso non è semplice e necessita di un percorso di consapevolezza e di cura della propria emotività. Può essere d’aiuto, in questo senso, prendersi uno spazio per sé e chiedere il supporto di un esperto. Unobravo, ad esempio, offre la possibilità di intraprendere percorsi di terapia online con psicologi e psicoterapeuti specializzati in tematiche legate all’ansia e allo stress. Col supporto del terapeuta si andranno, in primis, ad investigare le cause che hanno portato al sovraccarico psicologico e, successivamente, si lavorerà insieme su come gestire al meglio lo stress e le situazioni che lo provocano. Liberarsi dallo stress e raggiungere un buon equilibrio interiore è possibile ed è la chiave per condurre una vita più sana e sentirsi, al contempo, più felici e realizzati”, ha dichiarato la Dottoressa Fiorenza Perris.
“Il carico mentale non deve più essere invisibile. Non bisogna lasciare che il mental load diventi un ostacolo insormontabile per nessuno, per questo è fondamentale che le conversazioni sul tema si intensifichino e che si faccia sempre più azione di sensibilizzazione e prevenzione”, ha concluso la Dott.ssa Valeria Fiorenza Perris, Psicoterapeuta e Clinical Director di Unobravo.