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MILLENNIALS

20 domenica 2022 visualizzazioni:

Ragazzi nati tra gli inizi degli anni ’80 e i primi anni 2000, che nel giro di breve tempo hanno visto la tecnologia fare passi da gigante, impattando sulla loro vita e sul loro modo di vedere le cose. Sono i Millennials, una generazione iperconnessa che, per quasi il 70% della giornata, ha internet acceso: attraverso la rete guarda film, viaggia e conosce il mondo circostante. I Millennials fanno shopping in modo più selettivo rispetto alla generazione che li ha preceduti, perché  il loro potere d’acquisto è diminuito e la loro consapevolezza è aumentata. Nonostante siano accusati di pigrizia, essi sono, dati alla mano, i nuovi stacanovisti: più di 3,8 milioni di loro lavorano oltre l’orario formale e durante il weekend. Chi sono i Millennials che cambieranno il mondo? Dove vivono e come passano le giornate i giovani eccellenti d’Italia? Dall’arte alla cucina, dalla finanza alla tecnologia: nati in Italia, ma cittadini del mondo, ci racconteranno la loro storia unica e straordinaria, tanto quanto il loro successo.


Ogni puntata vedrà intrecciarsi due storie.

Puntata 1 – ISABELLA POTÌ E FILIPPO GORINI

Isabella Potì, nata a Roma nel 1995 da madre polacca e padre leccese, è una delle chef donne più famose d’Italia. Lavora nel ristorante stellato Bros’ di Lecce che ha aperto con il compagno Floriano Pellegrino. I due hanno avviato la holding Pellegrino Bros, proprietaria anche della prima squadra di rugby salentina, della trattoria Roots di Scorrano e della pasticceria Sista, per ora solo delivery. E Filippo Gorini, (nato nel 1995 vive a Carate Brianza), tra i migliori giovani pianisti al mondo. Ha suonato  su palcoscenici prestigiosi come la Konzerthaus di Berlino, Elbphilharmonie di Amburgo, Parco della Musica di Roma.

Puntata 2 – CARLO BERTELLI, LIVIA VIGANÒ E BIANCA ARRIGHINI


Carlo Bertelli
, 27 anni, nato a Chiari (Bs), fondatore di Kama Sports, azienda che aggrega e integra dati sullo sport grazie alla tecnologia e all’intelligenza artificiale. E Livia Viganò e Bianca Arrighini (milanesi, 25 anni), fondatrici di Factanza, media company seguita da oltre 400mila utenti su Instagram.

Puntata  3 – GARIPALLI E YARI CECERE

Garipalli, un gruppo di quattro ragazzi che organizzano esperienze interattive alla scoperta delle città. L’idea è quella di scoprire angoli nascosti partecipando a un gioco che, tramite un’app, rievoca eventi storici avvenuti nelle città in questione. Gli intervistati qui saranno Luca De Bellis, 30 anni, di Bergamo, fondatore e coordinatore di Garipalli. Simone Radaelli, 29 anni, di Milano, sceneggiatore di Garipalli. Più addetto alla parte creativa. Carlo Knol, 26 anni, di Milano, sceneggiatore di Garipalli. Più addetto alla parte storica. E Simone Mazzenga, 32 anni, di Brescia, addetto al lato informatico. E Yari Cecere, 28 anni di Aversa, fondatore di Cecere Management, società attiva prevalentemente nel mercato dello sviluppo immobiliare ecosostenibile e nella rigenerazione urbana, attraverso società controllate che presidiano l’intera filiera del mercato di riferimento.

Puntata 4 – ARIANNA POZZI, GIULIO BOZZO E ANDREA MAREC

Arianna Pozzi (Roma, 2003) fondatrice di Gaiamyfriend, un’app che tramite l’intelligenza artificiale

consiglia alle persone come vestire e che al momento conta 25mila utenti e Giulio Bozzo e Andrea Marec, (liguri, ma residenti a Milano, Giulio nato nel 1997, Andrea nel 1996) fondatori di Reasoned Art, prima galleria d’arte digitale in Italia.

Puntata 5 – IRENE GULLOTTA E EDOARDO GIAQUINTO

Irene Gullotta, (Roma, nata 1995) fondatrice di Shampora, azienda che permette ai propri clienti di ottenere uno shampoo personalizzato per il proprio tipo di capelli. E Edoardo Giaquinto, (napoletano, nato nel 1999) responsabile marketing e comunication a Megaride e VesEVO. Megaride è una (ex) start-up napoletana (Megaride è una piccola isola di Napoli su cui sorge il Castel dell’Ovo) attiva nel mondo automobilistico. Realizza software avanzati per le simulazioni che riguardano prestazioni e interazione tra gomme e veicoli e aerodinamica. Una sua costola è VesEVO,  società produttrice Viscoelasticity Evaluation System – EVOlved. Si tratta di una sofisticato “lettore” a contatto che dà il “dna” delle gomme.

Puntata 6 – FILIPPO LICORDARI E NICCOLÒ DEVETAG

Filippo Licordari, (nato a Chiavari nel 1994, vive a Milano), fondatore di Edusogno, sito che offre servizi e tutoraggi per accedere alle migliori università del mondo. Niccolò Devetag (milanese nato nel 1995), designer di successo. Collabora con lo studio di design Matteo Thun & Partners.

MILLENNIALS è un programma di Nicola Montese e Enzo Pirrone. Regia di Enzo Pirrone, produzione esecutiva di Salvatore Stolfi, ideazione grafica di Pierpaolo Balani e Giulia Segoni, con la supervisione artistica di Duccio Forzano. Il format è prodotto da Loft Produzioni per la piattaforma TvLoft (tvloft.it e app TvLoft).

MARIA MULAS

19 sabato 2022 visualizzazioni:

Milano, ritratti di fine ’900

Le sale dell’Appartamento dei Principi di Palazzo Reale a Milano ospitano – dal 19 novembre 2022 all’8 gennaio 2023 – la mostraMaria Mulas. Milano, ritratti di fine ’900, promossa dal Comune di Milano – Cultura prodotta e organizzata da Palazzo Reale e dall’Archivio Maria Mulas, con la curatela di Andrea Tomasetig. L’archivio fotografico contiene, oltre a reportage e lavori di ricerca, anche un numero imponente di ritratti – oltre 500 – di personaggi di primo piano delle arti e della cultura. In mostra ve ne sono un centinaio, giunti da una lunga esposizione al Museo Nazionale Slovacco promossa dall’Istituto Italiano di Cultura di Bratislava e frutto di una selezione che documenta lo stretto rapporto della fotografa con Milano e i suoi protagonisti nel trentennio che conclude il Novecento.

Milano in quegli anni sta affermandosi come la capitale del design, della moda, dell’editoria, e non solo. È il luogo intorno a cui ruota un universo di talenti nativi o d’adozione, giunti da tutta Italia e dal mondo. Maria, arrivata poco più che ventenne nel lontano 1956 dalla natia Manerba del Garda sulla scia del fratello, li ritrae nei posti giusti e nei momenti giusti e ce li restituisce con una freschezza e intensità senza eguali, degna erede del fratello maggiore Ugo scomparso prematuramente nel 1973. Gli anni Settanta, Ottanta e Novanta sono per lei una girandola di incontri, Biennali veneziane e Kassel, allestimenti e inaugurazioni di mostre, presentazioni letterarie, feste e reportage in giro per il mondo. Ma il luogo d’osservazione privilegiato è sempre Milano che, come un magnete, accoglie e integra le varie provenienze regionali e straniere, ed è in quegli anni uno straordinario laboratorio di creatività e modernità che poi ritrasmette in Italia e nel mondo. Facendo della città il proprio epicentro, Maria Mulas ha mostrato come nessun altro il volto del mondo artistico e culturale milanese, italiano e internazionale.

Sono centinaia e centinaia coloro che sono stati ritratti da lei: artisti, galleristi, critici, designer, architetti, scrittori, editori, giornalisti, stilisti, registi, attori, intellettuali, imprenditori, amici. Un elenco dettagliato ne riporta ben 539, dalla “A” di Claudio Abbado alla “Z” di Franco Zeffirelli. Non meraviglia che il Comune le abbia dedicato nel 1998 una grande mostra sempre a Palazzo Reale, consacrandola come “l’occhio di Milano”, e che oggi la celebri nuovamente come la fotografa che – pur appartata rispetto al circuito delle gallerie e del mercato dell’arte – ha colto l’anima profonda, vera di Milano, che è una città non in posa, ma dinamica, al lavoro, la città delle arti e delle professioni e dell’imprenditoria più avanzata.

Per facilitare il percorso del visitatore l’esposizione è suddivisa in sei sezioni:Architettura e Design; Arte; Letteratura e Editoria; Moda; Arti dello Spettacolo; Milano cosmopolita e Maria nel mondo. È evidente che, dato lo spazio a disposizione, non ci possono essere tutti i nomi importanti che ha ritratto, né Maria Mulas poteva allora fotografare tutti quelli che noi oggi riteniamo importanti. Ma dal suo formidabile archivio emerge una sequenza altamente rappresentativa di personalità che incarnano molta parte della cultura italiana e delmade in Italy. Alcuni nomi: Giorgio Armani, Gae Aulenti, Joseph Beuys, Giorgio Bocca, Roberto Calasso, Gillo Dorfles, Umberto Eco, Inge Feltrinelli, Dario Fo, Carla Fracci, Allen Ginsberg, Krizia, Vico Magistretti, Enzo Mari, Marcello Mastroianni, Ottavio Missoni, Bruno Munari, Fernanda Pivano, Gio Ponti, Miuccia Prada, Ettore Sottsass, Giorgio Strehler, Ornella Vanoni, Lea Vergine, Luigi Veronesi, Gianni Versace, Andy Warhol.

Ma la mostra non è solo una godibile galleria di interessanti ritratti di una brava fotografa. È molto di più. Alla fine del percorso ci si accorge che il ritratto che predomina su tutti è quello di Milano, la vera protagonista di una stagione irripetibile. Quella stagione che va dagli anni Settanta ai Novanta, colta nel suo apice e nei suoi protagonisti, è alle spalle e Maria Mulas ne è stata la memoria visiva.

Il progetto espositivo è firmato da Leo Guerra e Giovanni Renzi, che con maestria hanno messo in rapporto le sontuose sale arredate con le fotografie esposte, utilizzando anche per il disegno della luce la serie Toio di Achille Castiglioni in produzione Flos.

La mostra è accompagnata da un catalogo pubblicato dall’editore Umberto Allemandi, con scritti di Andrea Tomasetig, Paolo Fallai, Stefano Salis e Patrizia Zappa Mulas.

Visite guidate

Le visite guidate sono realizzate in collaborazione con Milanoguida. Le sue guide accompagnano alla scoperta di storie e curiosità sull’autrice e sui personaggi da lei ritratti, in un vero e proprio viaggio nell’atmosfera culturale della Milano del secondo Novecento.

Prenotazione obbligatoria su www.milanoguida.com

Orari e ingresso

Da martedì a domenica ore 10.00-19.30, giovedì chiusura alle 22.30

Ultimo ingresso mezz’ora prima. Lunedì chiuso

Ingresso gratuito

Osterie d’Italia 2023: il sussidiario del mangiarbene

18 venerdì 2022 visualizzazioni:

Osterie d’Italia 2023: il libro delle meraviglie che valorizza ostesse e osti che nei territori costruiscono la sovranità alimentare 

In libreria dal 26 ottobre, la trentatreesima edizione della guida introduce un nuovo riconoscimento e due simboli per raccontare in modo più ampio e dettagliato l’offerta dei locali recensiti. Le tante novità segnalate confermano la solidità del modello osteria, scelto da giovani cuochi e imprenditori per le loro nuove aperture 

Torna lo storico sussidiario del mangiarbere all’italiana: presentata come ormai di consueto al Piccolo Teatro Strehler di Milano il 24 ottobre e disponibile in tutte le librerie e sullo store online di Slow Food Editore dal 26 ottobre, la trentatreesima edizione di Osterie d’Italia racconta la ristorazione italiana più autentica e di qualità attraverso le visite e le recensioni di più di 240 collaboratori sparsi in tutta Italia, in una rete fitta e capillare. La nuova edizione raccoglie 1730 indirizzi di osterie, agriturismi, enoteche con cucina e ristoranti segnalati per la cucina territoriale, la rigorosa selezione degli ingredienti e il prezzo giusto. 


Le novità dell’edizione 2023
Un ottimo segnale dello stato di salute di questo specifico segmento di ristorazione è dato dall’alto numero di nuovi ingressi – 139 novità rispetto alla scorsa edizione, «molti dei quali aperti di recente e, soprattutto, da giovani cuochi e cuoche, imprenditori e imprenditrici che, tra i tanti modelli offerti dalla ristorazione contemporanea, hanno scelto di calzare proprio quello dell’osteria», commentano nell’introduzione i curatori Francesca Mastrovito ed Eugenio Signoroni. È il caso di giovani professionisti che, dopo svariate esperienze all’estero, in segmenti totalmente diversi, come quello del fine-dining e in ristoranti di ben altro stampo e calibro, scelgono di assumere una forma precisa, che nella sua naturale identità permette di rispondere anche a questioni contemporanee sulla sostenibilità ambientale e umana attraverso un racconto autentico, genuino e accogliente della grande ricchezza di biodiversità, cultura e tradizione enogastronomica territoriale. Fenomeno, questo, che si attesta nelle grandi città che attingono alle ricette, gli ingredienti e le idee della cucina di mercato, così come in provincia, anche in zone remote e non facilmente accessibili che valgono il viaggio grazie alle osterie che si fanno a tutti gli effetti meta d’interesse. 


Accanto allo storico riconoscimento della Chiocciola, assegnato a quelle osterie che si distinguono per l’eccellente proposta e per l’ambiente, la cucina e l’accoglienza in sintonia con i valori del buono, pulito e giusto di Slow Food, e al riconoscimento della Bottiglia, che segnala una proposta di vini articolata, rappresentativa del territorio e con prezzi onesti, in Osterie d’Italia 2023compare un nuovo riconoscimento: il Bere Bene, assegnato a quelle osterie che offrono, accanto o in sostituzione a una valida proposta di vini, una selezione di bevande alcoliche e non – birre artigianali, distillati, cocktail ma anche succhi, estratti e infusi – scelti con attenzione e personalità. A ricevere la Chiocciola nella trentatreesima edizione della guida sono 270 osterie, mentre ad aggiudicarsi la Bottiglia e il Bere Bene sono rispettivamente in 450 e 126 locali. La regione con il maggior numero di Chiocciole è la Toscana (27), seguita dal Piemonte (26) e dallaCampania (25). 


Ai simboli che guidano il lettore nel racconto della proposta di ogni osteria – come l’orto di proprietà, una selezione di formaggi di qualità e identitaria, una buona offerta vegetariana, di vini al calice e tanti altri – si uniscono due novità che mettono in luce i punti di forza, le eccellenze e gli elementi rappresentativi del territorio proposti da ogni osteriail simbolo del pane, assegnato alle osterie con un eccellente cestino del pane e di prodotti da forno, autoprodotti o reperiti da fornai di qualità, e il simbolo dell’olio, ai locali che valorizzano l’olio extravergine d’oliva sia a tavola che in cucina, secondo una selezione oculata di prodotti d’eccellenza e rappresentativi del territorio. A completare uno spaccato così dettagliato sono ancora gli inserti regionali, ovvero sezioni dedicate a realtà con specifiche peculiari di ogni regione, e solo lì ritrovabili: ne sono esempio le pizzerie in Campania, i fornelli in Puglia e le piadinerie in Emilia Romagna, e ancora i trippai toscani, i farinotti liguri e i mangiari di strada siciliani.  
 
La presentazione
In apertura della presentazione al Piccolo Teatro Strehler, un video messaggio di Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, ha salutato gli osti: «Quest’anno i curatori hanno voluto soffermarsi sul valore dell’accoglienza, che vuol dire garantire al vostro cliente un atteggiamento di benevolenza. Penso che questo gioco di sentimenti e di sensazioni debba essere il più sincero possibile: non creiamo situazioni di accoglienza non vere, costruite. L’accoglienza migliore è quella che esprime la vostra identità. L’essenza è testimoniare, far conoscere, condividere la vostra identità e quella del vostro locale. Attraverseremo tempi difficili e l’alleanza con i frequentatori della vostra osteria è importante». 
 
In sala a dare il benvenuto ai presenti la presidente di Slow Food Italia, Barbara Nappini: «Voi osti e ostesse siete i nostri ambasciatori, perché costruite comunità locali insieme ai produttori e agli artigiani, quei sistemi locali del cibo che curano la biodiversità, valorizzano i prodotti, e fanno economia grazie ai mercati contadini, alle visite in fattoria e ai gas. Si tratta di piccole esperienze che provano a valorizzare anche quella sovranità alimentare di cui si è dibattuto tanto in questi giorni. Sovranità alimentare è definita come il diritto dei popoli a determinare le proprie politiche alimentari senza costrizioni esterne legate a interessi privati e specifici. Non significa autarchia, ma mettere al centro il bene comune piuttosto che interessi specifici di alcuni. Slow Food da anni cerca di costruire un sistema alimentare in grado di garantirci il futuro piuttosto che inficiarlo. E voi ostesse e osti siete parte della rigenerazione che auspichiamo e l’augurio è quello di disegnare con voi un futuro migliore a partire dal cibo per tutti».

La presentazione si è chiusa con un intervento di Anna Scavuzzo, vicesindaco di Milano, che ha sottolineato come questo giro per l’Italia sia un bagno di vita, il racconto di un’Italia fatto di città e borghi, piccoli e grandi imprese. Oggi abbiamo bisogno di questo entusiasmo, di questa energia. La presentazione annuale di Osterie d’Italia a Milano non è più soltanto un’occasione istituzionale e lo testimoniano i tanti punti di contatto che ci sono tra il Comune di Milano e Slow Food: il tema delle food policy che non è più solo appannaggio delle amministrazioni, ma coinvolge tutti. A Rio nei giorni scorsi si sono confrontate 250 città da tutto il mondo e non è un caso che lì c’era Carlo Petrini, per confrontarsi ancora una volta a partire dai temi della sincerità, dell’accoglienza, proprio come è un sindaco che vuole far sentire a casa tutti.


Alla presentazione di Osterie d’Italia 2023 sono stati inoltre annunciati i nove premi speciali – tre in più rispetto allo scorso anno: si è aggiunto infatti il premio Selezione Bere Bene, assegnato a tre osterie rispettivamente al Nord, Centro e Sud Italia, per premiare e incoraggiare la cura nella selezione e nella proposta di bevande di qualità e personalità oltre la carta dei vini.


I premi speciali
Il premio Miglior Oste è andato a Roberto Casamenti e Alessandra Bazzocchi de La Campanara – Pianetto di Galeata (FC). “L’obiettivo con cui Roberto e Alessandra portano avanti la loro attività è semplice, ed è perseguito con tanta passione quanta naturalezza e genuinità: far star bene i loro ospiti. Non importa se è per una cena, per colazione o per un bicchiere di vino e una polpetta nel giardino: da loro si sta come quando si va a trovare un caro amico – e non è solo un modo di dire, perché amici di Roberto e Alessandra si diventa facilmente”. 


Il premio Miglior Carta dei Vini è stato consegnato da Elena Tassone, responsabile marketing, e Lorenzo Zirilli, art director di Acqua San Bernardo a Devetak – Savogna d’Isonzo (GO), con la seguente motivazione: “in una nazione come la nostra, dove la biodiversità si esprime anche in una sterminata varietà di vitigni, il racconto del territorio può e deve spesso partire proprio dal vino. In questo, la famiglia Devetak ha pochi eguali grazie alla cantina, una vera e propria antologia del Friuli Venezia Giulia enologico, e a una personale conoscenza di ogni produttore che vi trova ospitalità”. 


Ad aggiudicarsi il premio Miglior Interpretazione della Cucina Regionale è stata l’osteriaSora Maria e Arcangelo – Olevano Romano (RM): “una cucina domenicale accogliente, piena e riconoscibile, che si lascia ispirare dai prodotti e dai grandi classici del proprio territorio ma che non ha timore dei tocchi di contemporaneità, per un risultato misurato, di grande gusto e memorabile.  


Lucio Berta, responsabile di comunicazione di Reale Mutua, ha consegnato il Premio Novità aCasa Colet – Monastero di Vasco (CN), con la motivazione: “i posti speciali si riconoscono subito e si riconoscono dai dettagli. Casa Colet è un luogo che unisce la produzione agricola e il valore, non scontato, di un autentico rapporto con la terra a una cucina perlopiù vegetale che, senza rinnegare le proprie radici, non ha paura di osare e di tracciare una nuova strada per la tradizione”.


Il Premio Miglior Giovane Vittorio Fusari Franciacorta è stato consegnato da Simona Luraghi, amministratore delegato del Consorzio Franciacorta, a Greta Gemmi di Al Resù – Lozio (BS). “Gli ultimi anni sono stati quelli della rinascita delle montagne. Tra i migliori interpreti di questa ondata che ha guardato da una nuova prospettiva vallate e vette c’è certamente Greta Gemmi, giovanissima cuoca che mescola la sapienza della nonna con la propria mente aperta sul mondo”. 


Pietro Rovatti, brand consultant di Parmigiano Reggiano, ha consegnato il premio Miglior Dispensa all’Enoteca della Valpolicella – Fumane (VR), con la motivazione: “l’attenzione per le materie prime e la cura nel selezionarle non possono che essere la pietra fondante di una cucina tradizionale solida e ragionata. Lo sanno bene Ada Riolfi e Carlotta Marchesini, che nella loro osteria scelgono ogni giorno solo il meglio che questo ricchissimo territorio mette loro a disposizione, senza rinunciare a qualche fuga fuori zona e in avanti”. 


Infine, il Premio Selezione Bere Bene è andato a tre osterie:

Controvento – Porto Sant’Elpidio (FM): “uno stabilimento che spicca tra tutti gli altri di questa infinita costa, diverso perché ha puntato su materie prime di piccoli produttori, su una cucina di mare immediata e su una scelta di bevande che affianca birre artigianali, caffè, tisane e succhi selezionati con la stessa cura dei vini, perlopiù naturali, presenti in carta.

Ada – San Sperate (SU): “Ben prima che di birra artigianale si parlasse in modo diffuso in tutta Italia, l’osteria di Ada Pinna ha scelto di raccontarne i migliori interpreti regionali accanto a una curata carta dei vini, per un racconto del territorio che si conferma unico, ampio e coinvolgente”.

Da Roberto Taverna in Montisi – Montalcino (SI): “In un luogo come Montalcino è quasi scontato avere una carta dei vini ben fatta. Lo è decisamente meno dedicare la stessa attenzione a tutto il resto della carta, salvo che ci si trovi nell’osteria di Roberto Crescenzi. Ecco che accanto a Brunello e Rosso locali spiccano, con eguale dignità e personalità, succhi e birre artigianali, distillati e liquori scelti con cura e raccontati con passione”.


I numeri della guida

  • 1730 osterie, agriturismi, enoteche con cucina e ristoranti segnalati
  • più di 240 collaboratori sparsi su tutto il territorio italiano 
  • 139 novità
  • 270 locali premiati con la Chiocciola per l’eccellente proposta e per l’ambiente, la cucina e l’accoglienza in sintonia con Slow Food 
  • 126 locali premiati con il Bere Bene, un nuovo riconoscimento per la curata selezione di bevande: birre artigianali, succhi, infusi, cocktail e distillati
  • 450 locali premiati con la Bottiglia per la curata selezione di vini

di redazione digital

18/11/2022

Courmayeur Winter Wonderland 2022 – 2023!

17 giovedì 2022 visualizzazioni:

Courmayeur è pronta per la prossima stagione invernale! Parola di Federica Brignone, brand Ambassador della località: l’atleta di casa, cresciuta nello Sci Club Courmayeur, è una vera donna dei record, prima italiana a conquistare la Coppa del Mondo generale e tre Coppe del Mondo di specialità in tre discipline diverse, azzurra più vincente di sempre in Coppa del Mondo, tornata da Pechino 2022 con due medaglie. 

La località ha promosso la figura di Federica Brignone come simbolo dell’eccellenza di Courmayeur. E a sua volta, la cittadina è stata scelta per rappresentare i medesimi valori, in particolare la ricerca costante di miglioramento. A partire dal maggio 2022, Courmayeur è entrata infatti a fare parte dei Territori di Eccellenza della Fondazione Altagamma, rete di partner che promuovono la qualità, il Made in Italy e la cultura dell’accoglienza. 

La località ha portato all’interno di Altagamma i suoi paesaggi, la sua tradizione ospitale, ma soprattutto le esperienze e le proposte top di gamma che si possono vivere qui, in un palcoscenico senza eguali. Entrando in questo circuito, Courmayeur ha confermato di essere tra le migliori località turistiche di montagna, come già attestato dall’ingresso in Best of the Alps, che da oltre 25 anni unisce le destinazioni internazionali più prestigiose e innovative, attente alla sostenibilità e al rispetto della natura delle Alpi. 

Best of…SNOW EXPERIENCES

Raggiungere il punto più alto d’Italia_ È una vera e propria ascesa verticale, un filo diretto con il Monte Bianco. Skyway Monte Bianco offre un’esperienza di viaggio nel cuore del massiccio. Si sale su cabine trasparenti, circolari e rotanti, per permettere di ammirare il paesaggio da ogni angolazione. All’interno delle stazioni – quella intermedia del Pavillon e quella finale, Punta Helbronner – troviamo vari servizi, compresa la ristorazione, con un Ristorante Alpino e il Kartell Bistrot Panoramic che propongono cucina valdostane per vivere i sapori del territorio. Imperdibile la terrazza circolare in cima a Punta Helbronner, osservatorio naturale dei Ghiacciai, che si apre su un panorama a 360° sui 4000 delle Alpi: il Monte Bianco, il Monte Rosa, il Cervino, il Gran Paradiso e il Grand Combin. 

Piste con vista_Con oltre 100 chilometri sciabili, 43 di piste e 60 di fuoripista, serviti da Courmayeur Mont Blanc Funivie, la località si pone ai massimi livelli nell’offerta di sport invernali in Italia ed Europa. Si può scegliere il versante dello Checrouit, da raggiungere sia con la funivia posta nel centro di Courmayeur che con la telecabina Dolonne, oppure le lunghe piste tra i boschi della Val Vény, accessibili grazie alla funivia in località Entrèves. Grazie all’altitudine, all’innevamento programmato, al sistema di battitura geolocalizzato – che permette di verificare costantemente lo spessore della neve – e alla professionalità di un esercito di “gattisti”, si scia sempre su un manto perfetto. Le piste più famose sono sicuramente la Checrouit, la pista Internazionale, la Youla e la Gigante, con piccole chicche come la Pista dell’Orso, in stile “wild”, appositamente non battuta e ricca di gobbe. Per gli amanti del freestyle, tra la pista Aretù e la Checrouit si trova lo snowpark, dove perfezionare trick e acrobazie su sci e snowboard in piena sicurezza. Infine, chi desidera ampliare i propri orizzonti può approfittare della vicinanza al comprensorio di La Thuile, o raggiungere rapidamente le stazioni sciistiche di Chamonix, Les Houches, Megève e Verbier, sciando a cavallo tra Italia, Francia e Svizzera con lo skipass Mont Blanc Unlimited. 

Aperitivi e cene in quota_La Funivia Courmayeur rimane aperta tutte le sere fino a mezzanotte per permettere agli appassionati di trattenersi nei locali in quota e fare aperitivo con gli amici, brindare alla giornata appena trascorsa e godersi il tramonto e l’atmosfera magica della notte, mentre a valle si accendono le luci dei villaggi. Ci si accomoda davanti al camino acceso per gustare una cena a base di ricette del territorio. 

Best of…OUTDOOR 

Heliski_Courmayeur è l’unica stazione sciistica del Monte Bianco dove si può praticare l’heliski: un’esperienza intensa ed emozionante. In elicottero si sorvolano pinnacoli e creste, ammirandoli da una prospettiva unica. Arrivati a destinazione, nella zona del Mont Fortin, in Val Veny, inaccessibile in funivia, ci si prepara alla discesa in neve fresca. A piccoli gruppi, in compagnia della Guida alpina, si sperimenta la pura ebbrezza della powder, la “polverosa” neve tanto amata dai freerider. 

Avventure in neve fresca_ Courmayeur è un vero paradiso per lo sci fuoripista, che regala sempre un profondo senso di libertà: si lascia la propria traccia, disegnando curve perfette, di fronte a panorami che lasciano senza fiato. Due le principali aree: il comprensorio della Courmayeur Mont Blanc Funivie e la zona del Monte Bianco. Chi preferisce le pelli agli impianti pratica invece lo scialpinismo, regalandosi un’esperienza di profonda comunione con la natura. Queste avventure adrenaliniche sono possibili grazie alle Guide alpine di Courmayeur, che accompagnano gli sportivi in quota. Tra le esperienze che propongono, la traversata della Vallée Blanche da Punta Helbronner, stazione di arrivo di Skyway Monte Bianco, da percorrere con gli sci ai piedi, scivolando tra guglie di granito, crepacci e seracchi fino a Chamonix, o anche con le ciaspole, lungo un itinerario ad anello che tocca il Col du Toula e il Col de Rochefort. 

Non solo sci: ciaspole e snowbike_Nei villaggi di Courmayeur o lungo i sentieri della Val Veny e della Val Ferret ci si inoltra alla scoperta del paesaggio invernale, nel silenzio della natura incontaminata. Atmosfere da vivere anche in notturna, magari al chiaro di luna, o alla luce delle pile frontali, per poi concludere la camminata con le ciaspole con una cena in rifugio. In alternativa si può provare la snowbike, la fatbike e l’e-fatbike, la versione elettrica della bicicletta dagli pneumatici larghi, partendo dal borgo di Planpincieux e percorrendo la Val Ferret, lungo il fiume, fino a Lavachey. 

Best of…HOSPITALITY 

Sorprese per “foodies”_Courmayeur è la meta ideale per chi adora sperimentare il territorio attraverso i suoi sapori più autentici, scoprendo le specialità locali nei ristoranti del centro o in quota, dove al piacere della tavola si somma quello della vista. Qui il cibo è passione e condivisione. Ogni locale ha la sua atmosfera, dal romantico bistrot al ristorante raffinato, dal rifugio in pietra e legno a quello alla moda, in stile contemporaneo. In montagna spesso si viene accolti, oltrepassata la soglia, dal profumo della polenta appena cotta, magari sul fuoco a legna. In generale, in un menù tradizionale, non possono mancare selvaggina e sughi di carne, formaggi, le gustose “seuppe”, le zuppe della tradizione popolare. e affettati locali come il prosciutto di Bosses dop, la mocetta, e il lardo di Arnad, per non parlare dei formaggi tipici del territorio, su tutti la Fontina.

Nightlife_Après-ski e clubbing rappresentano il cuore della vita mondana: nomi come Super G, La Bouche, Club haus ’80, The Club, Shatush hanno ridefinito il concetto di vita notturna ai piedi del Monte Bianco. In centro si brinda nei cocktail bar, godendosi performance musicali live, e in quota si trovano i migliori dj della scena. 

Best hotel_Courmayeur vanta un’importante tradizione di ospitalità: in centro e nei villaggi gli hotel raccontano il territorio e coccolano gli ospiti. Sono ben tre i cinque stelle presenti sul territorio: lo storico Grand Hotel Royal & Golf, “casa” di personalità come Carducci e la regina Margherita, dove si soggiorna tra preziosi arredi d’epoca e ci si rilassa nel centro benessere dotato di piscina, zona wellness e fitness center. Il Grand Hotel Courmayeur Mont Blanc mette a disposizione un Lounge Bar con terrazza panoramica, un’area wellness di 500 metri quadri e perfino un originale cigar bar. Il terzo, Le Massif, ha un ristorante sulle piste e delle figure come lo ski concierge e lo ski butler, presenti per prendersi cura degli sciatori da ogni punto di vista. 

Esperienze wellness_ Scoprire i benefici dell’acqua, del vapore e del riposo circondati dalla vista delle montagne è un’emozione da provare, soprattutto dopo una giornata trascorsa divertendosi sulla neve. Molti hotel offrono agli ospiti la possibilità di rigenerare corpo e spirito nelle aree wellness. L’Auberge de la Maison è un esempio perfetto: con la sua Spa Maison de l’Eau ha allestito percorsi benessere con cascata montana, idromassaggio, idroterapia, sauna finlandese e bagni di vapore, oltre a trattamenti personalizzati. Anche l’Hotel Gran Baita ha in serbo speciali attenzioni per gli ospiti nella sua area wellness di ultima generazione, con piscina riscaldata, saune interne ed esterne, vasca idromassaggio e trattamenti estetici. Le piscine con cascate e getti e le saune esterne, riscaldate e avvolte da vapori, sono alcuni dei must delle Terme di Pré-Saint-Didier. Dai percorsi wellness outdoor, con vista sul Monte Bianco, si passa a quelli indoor, proposti all’interno della struttura in stile Ottocento. Qui trovano posto vasche idromassaggio e saune, percorsi Kneipp e una stanza con pareti in sale rosa dell’Himalaya, benefico per la pelle. Tra un trattamento e l’altro si può gustare il light menu, con proposte gustose e leggere. 

di redazione digital

17/11/2022

Il mondo di Leo: la prima serie animata con protagonista un bambino con disturbo dello spettro autistico

16 mercoledì 2022 visualizzazioni:

Prodotta da Rai Kids e Brand Cross, la serie animata “Il mondo di Leo” si rivolge direttamente ai bambini e ragazzi con disturbo dello spettro autistico e contemporaneamente a tutti i bambini in età prescolare.

È il principale tassello di un ampio progetto multimediale che prevede anche un libro illustrato, una app di gioco educational e opere originali NFT.

Arriva su Rai Yoyo, da lunedì 28 novembre alle ore 10:05 e in replica alle 18:30 – e disponibile in anteprima su RaiPlay con tutti gli episodi da venerdì 18 novembre – “Il Mondo di Leo”, la prima serie animata italiana che racconta le avventure di un bambino con disturbo dello spettro autistico, prodotta da Rai Kids e Brand Cross e ideata per parlare direttamente a bambini e ragazzi con autismo e contemporaneamente a tutti i bambini in età prescolare, nel segno dell’inclusività.

Protagonista della serie è Leo, un bambino che vede il mondo in modo speciale, tutto suo. Grazie all’aiuto del suo migliore amico, il peluche Babù, e della sua bassottina Lola, troverà sempre una soluzione a tutti i problemi, anche a quelli che sembrano insormontabili, imparando quanta magia e quanto divertimento possono nascondersi anche dietro a un imprevisto, a una novità, alle abitudini quotidiane più semplici, ma per Leo difficili da affrontare.

Diretta e illustrata da Dario Piana e scritta e sceneggiata da Nicola Brunialti,“Il mondo di Leo” ha l’obiettivo di stimolare nei bambini con autismo l’abitudine a determinati comportamenti che non sempre sono semplici o scontati per loro come lo sono per gli altri, basandosi sulla convinzione scientifica che il linguaggio dei cartoni animati sia una valida via d’accesso al superamento di alcune barriere nell’interazione ambientale che impediscono ai ragazzi nello spettro autistico di fruire delle normali occasioni educative: un disturbo del neurosviluppo che secondo le stime del Ministero della Salute, coinvolge in Italia ben 1 bambino su 77 (età 7-9 anni) e che, secondo Angsa (Associazione Nazionale Genitori perSone con Autismo), interessa in totale nel nostro Paese circa 600.000 persone, e quindi famiglie.

La serie è il principale tassello di un ampio progetto multimediale nato da un’idea di Eleonora Vittoni ed Emanuela Cavazzini, che include, oltre alla serie tv, anche un libro illustrato edito da Il Battello a Vapore, già disponibile in tutte le librerie, cui seguirà il lancio di una App di gioco educational sviluppata da Brand-Cross insieme a WhiteSock, una raccolta fondi benefica con opere originali NFT a favore di FacciaVista Onlus e un contest che inviterà i bambini a creare con i loro disegni dei nuovi personaggi della serie TV. 

La serie, che per il suo grande valore di servizio pubblico ha ricevuto il contributo del Ministero della Cultura, si avvale della consulenza scientifica del Professore Emerito di Psicologia Generale Paolo Moderato, una delle massime autorità in materia, che ha fornito il suo prezioso supporto anche all’intero progetto multimediale, nato con l’obiettivo di coinvolgere i ragazzi con autismo in un’esperienza immersiva a 360 gradi, dalla tv al libro, dal gioco alla realtà virtuale.

Luca Milano, direttore di Rai Kids, rileva“Il tema dell’inclusione è un asse portante dell’offerta Rai rivolta ai più giovani. Un cartone animato come “Il mondo di Leo” vuole essere un elemento di intrattenimento e formazione dei bambini con autismo e nello stesso tempo un momento di conoscenza e integrazione per tutta la platea di bambini e famiglie, in un contesto di divertimento e serenità. È una serie animata ideata e prodotta in Italia, che unisce bene gli aspetti di spettacolo a quelli scientifici, grazie alla consulenza di esperti e in particolare del prof. Paolo Moderato.”

Emanuela Cavazzini, CEO di Brand-Cross, afferma“Il problema dello spettro autistico, che colpisce sempre più bambini in tutto il mondo, purtroppo, come molte disabilità, è spesso sottovalutato, creando così emarginazione. Per questo, insieme a Eleonora Vittoni, madre di due gemelli autistici, abbiamo deciso di costruire un progetto a tutto tondo, ribaltando la narrazione corrente. Non per parlare dell’autismo come disabilità, ma per parlare direttamente ai bambini e ai ragazzi con autismo in modo inclusivo, affinché possano identificarsi e sentirsi uguali a tutti gli altri. Una grande sfida che abbiamo intrapreso con passione e coraggio, supportati da un team di neuropsicologi e da un eccezionale team creativo. Trovare poi il supporto e la collaborazione di Rai Kids è stata per noi la ricompensa più bella ed emozionante.”

Continua Eleonora Vittoni, co-ideatrice del progetto“Sono mamma di tre bambini, la più grande ha 11 anni ed è una bimba assolutamente neurotipica, e poi ho due gemelli di 8 anni, Carlo e Vittoria, ai quali all’età di 3 anni è stato diagnosticato l’autismo di grado 3, ovvero di massima gravità. L’idea di questo progetto è nata un giorno in cui stavo guardando mio figlio Carlo, che era sul divano e stava osservando un cartone con particolare interesse. Era un cartone che lui capiva. Mi sono chiesta il perché e mi sono accorta che il cartone che stava guardando era molto basico nei colori, nelle forme, nelle voci, nei suoni, quindi esattamente l’opposto degli altri cartoni. Ho chiesto al Prof. Moderato come mai non ci fossero programmi specifici con quel linguaggio e lui ha espresso da subito interesse verso questa mancanza nel mondo dell’audiovisivo. Così abbiamo capito che avevamo la possibilità di inventare qualcosa di nuovo che potesse aiutare i bambini nello spettro non solo a divertirsi davanti a un cartone comprensibile, ma che potevamo utilizzarlo a livello educativo e fargli capire concetti più complicati.”

 “Il mondo dei cartoni animati è un mondo magico, per i bambini – dichiara Paolo Moderato, Professore di Psicologia Generale all’Università IULM di Milano e Presidente di IESCUM, Istituto Europeo per lo Studio del Comportamento Umano  – Lo è sempre stato, dai primi cartoon di Walt Disney, ai mitici Merry Melodies e Looney Tunes della Warner,  fino ai ‘nuovi’ (si fa per dire) giapponesi. Il linguaggio dei cartoni crea un contesto giocoso interattivo che può essere ‘sfruttato’ in molti modi. Il Mondo di Leo non è uno strumento didattico, o meglio non è solo questo, è un mondo accessibile, in cui un bambino con un disturbo dello spettro dell’autismo può sentirsi a proprio agio e godere di questo mondo fantastico, sintonizzandosi con l’ambiente, e dove può stare con le proprie speciali sensazioni. È stato progettato fin dall’inizio in tutti i suoi aspetti, storie, disegni, dialoghi, musica, tenendo conto di quelle che sono le caratteristiche psicologiche distintive di molti bambini con autismo, in base alle conoscenze scientifiche che abbiamo a oggi accumulato.”  

Quando sono stato coinvolto nel progetto , non sapevo molto sui bambini con autismo , ma grazie alle informazioni e al supporto degli esperti ho potuto elaborare qualcosa di inusuale per me e di cui vado molto fieroracconta l’illustratore e regista Dario Piana.  Ho cercato di creare visivamente un mood delicato e molto fantasioso , pieno di colore e prospettive bizzarre. Ho  utilizzato una narrazione filmica semplice , ma molto efficace e coinvolgente adatta anche ai bambini neurotipici in età prescolare. Educare e divertire è sempre un’esperienza molto gratificante.

Continua l’autore e sceneggiatore Nicola Brunialti: “Incontro migliaia di bambini ogni anno nelle scuole di tutta Italia parlando loro dei miei libri. E fra questi, sono sempre di più quelli assimilabili allo spettro autistico: quindi mi sembrava evidente che ci fosse bisogno di un progetto che li coinvolgesse direttamente. Un po’ per raccontare loro come affrontare le difficoltà della vita in modo divertente, cosa utile anche ai bambini neurotipici, un po’ per raccontare proprio a questi ultimi chi sono quei loro compagni che a volte sembrano così misteriosi e un po’ bizzarri”.

La serie tv “Il Mondo di Leo” è una produzione Brand Cross – Rai Kids, da un’idea di Eleonora Vittoni ed Emanuela Cavazzini. Soggetto e sceneggiatura Nicola Brunialti. Regia, personaggi e concept art Dario Piana. Musiche originali Fabrizio Palermo. Con la consulenza scientifica e supervisione generale del Professore Paolo Moderato e della Dott.ssa Francesca Pergolizzi. Produttore Rai Sara Cabras. Produttori esecutivi Brand-Cross Emanuela Cavazzini e Annamaria Onetti. Creative producer Francesca Prates.

di Sofia D’Altrui

16/11/2022

Book City Milano 2022: Storie per vivere

15 martedì 2022 visualizzazioni:

La Fondazione Benedetta D’Intino porta a Bookcity il tema della narrazione come cura ed espressione di sé

Storie per vivere. La narrazione come cura ed espressione di sé, si intitola così l’incontro a partecipazione libera e gratuita che la rivista Comunicare, semestrale scientifico della Fondazione Benedetta D’Intino – da trent’anni anni impegnata a promuovere una cultura sul diritto alla comunicazione e al sostegno psicologico per bambini e ragazzi – organizza a Milano nell’ambito della rassegna Bookcity, sabato 19 novembre alle ore 12.00 presso la Sala Liberty del Circolo Filologico Milanese (via Clerici 10).

Ad affrontare il tema del potere terapeutico ed espressivo della narrazione saranno alcuni autorevoli esponenti del mondo scientifico e letterario già autori della rivista Comunicare, che unisce all’esperienza clinica dei professionisti del Centro Benedetta D’Intino – punto di riferimento nel campo della disabilità comunicativa grave e del disagio psicologico di bambini e ragazzi – testimonianze dirette e riflessioni di più ampio respiro.

All’incontro, infatti, parteciperanno Vittorio Lingiardi, psichiatra, psicoanalista, poeta; Donatella Di Pietrantonio, autrice de L’ArminutaBorgo Sud e altri romanzi di successo internazionale; Aurelia Rivarola, neuropsichiatra infantile e direttrice di ComunicareArcangelo Signorello, poeta e scrittore affetto da grave disabilità motoria e della comunicazione; Ilaria Dufour, psicologa psicoterapeuta e collaboratrice della rivista.  

In occasione dell’evento si terrà anche la premiazione del concorso giornalistico biennale “Benedetta D’Intino” organizzato dalla Fondazione per promuovere l’attenzione sui temi della disabilità e dei diritti dei più fragili. Per questa undicesima edizione, in particolare, il Premio ha acceso i riflettori sulla mancanza di comunicazione in diversi contesti: dalla disabilità, all’emergenza sanitaria, all’isolamento.

A essere premiate per le categorie articoli giornalistici e servizi audio e video saranno, rispettivamente, Benedetta Sangirardi con Se non parla non arrenderti, pubblicato sul settimanale F (Cairo editore) e Micaela Faggiani con Parlare con il cuore attraverso il metalinguaggio. La storia di Gioia, pubblicato sul magazine Fuori La Voce. Una menzione speciale andrà, inoltre, a Monica Triglia, per Covid, la foto-simbolo ha salvato mia madre, pubblicato sul quotidiano Avvenire.

La partecipazione è libera fino a esaurimento posti.

Per info: infofbdi@benedettadintino.it

di Sofia D’Altrui

15/11/2022