Il dating nel 2022 è davvero un percorso a ostacoli. È un campo minato pieno di primi appuntamenti bizzarri, messaggi in piena notte che ti pentirai di aver inviato e perdere la testa per qualcuno che non hai neanche conosciuto ancora dal vivo. O magari succede solo a noi…
Fortunatamente, siamo riusciti a vernirne a capo con l’aiuto di Inner Circle, l’app per appuntamenti di qualità, e abbiamo individuato le 6 soluzioni a prova d’errore che ti aiuteranno a trovare finalmente la tua anima gemella.
1. Non abbassare i tuoi standard
Non ne vale proprio la pena. Sappiamo che hai già in mente il match perfetto per te e Inner Circle ti aiuterà a trovarlo. Questa dating app di alta qualità, scaricabile gratuitamente, è unica nel suo genere perché verifica tutti i nuovi iscritti per accertarsi che abbiano intenzioni serie per la loro vita sentimentale. Sapere che tutte le persone che trovi sono ben predisposte e che stai evitando salti nel vuoto fa davvero la differenza.
2. Esci dalla tua zona di comfort
Se è da un po’ che cerchi qualcuno, conosci bene il panorama: chi ti illude e poi ti ghosta, chi guarda solo l’aspetto fisico, perditempo e persino truffatori. È ora di cambiare ambiente e provare con date tutti nuovi. Su Inner Circle troverai una cerchia completamente nuova di single che non usano le solite app per appuntamenti e che vale davvero la pena di conoscere.
3. Resta come sei
Certo, il dating richiede un po’ di dare e avere, è un gioco di compromessi, ma questo non deve spingerti a nascondere chi sei. Lì fuori ci sarà sicuramente qualcun altro con le tue stesse passioni sfegatate e un po’ nerd. Fidati di noi.
4. Trova qualcuno con cui ti scatti qualcosa
Non ne puoi più di avviare conversazioni e scoprire poi che non avete niente in comune? Su Inner Circle questo non succede, perché con quest’app è facilissimo trovare persone affini a te. Tutti i profili che troverai sull’app sono completi e riempiti con tutti i dettagli che caratterizzano ogni singola persona. Inoltre, il suo algoritmo iperintelligente ti mostra solo persone con cui avrai davvero voglia di avere un appuntamento.
5. Tieniti alla larga dalle tipiche serate per single
La sostanza è sempre la stessa. E sono cringe.
6. Prendi un biglietto per il prossimo evento di Inner Circle
Da cocktail party su terrazze panoramiche e festival gastronomici pieni di single fino a feste private con DJ all’ultimo grido. Inner Circle ne ha per tutti i gusti ed è rinomata per i suoi eventi per single: divertenti, ben organizzati e tutto fuorché cringe. Per la maggior parte del tempo non ti ricorderai neanche di essere a un evento di dating, sentirai solo di essere ad una bellissima serata in cui tutti sono casualmente single.
Hanno appena pubblicato sull’app il programma delle loro prossime serate. Se non vuoi perdertele, sai già cosa fare.
“Post vacation blues”? MioDottore svela le 5 regole d’oro per combattere questa sindrome da rientro che può colpire anche ogni lunedì mattina
Rimedi anti “shock” da rientro: mindfulness, momenti sensoriali e diario delle emozioni
Tristezza, saudade delle spiagge o vacation blue, cambiano le terminologie, ma pare che il significato non vari; ovvero, quando si torna dalle ferie, un mix di nostalgia e disorientamento spesso tocca gli animi di molti. A confermarlo anche i dati Istat, secondo i quali più di 1 italiano su 3 soffrirebbe il rientro alla routine, con conseguenti vissuti di disagio, spossatezza e depressione che affliggono per di più i giovani lavoratori tra i 25 e i 45 anni. Salvo casi specifici, si tratta di sensazioni del tutto normali, spesso causate da un equivoco di base: si pensa che la mente ritrovi il suo equilibro e si ricarichi nei momenti di riposo. Per questo si resta spiazzati se al rientro da una vacanza si prova tale tristezza; mentre, come spiega il Dottor Bocci, “la mente in realtà si ricarica portando a termine le cose che ciascuno desidera, prendendo consapevolezza di ciò che si è in un determinato momento della vita, quindi attivando un meccanismo di autoregolazione equilibrato che rende l’agire coerente col sentire.”
Per far fronte a questi sentimenti dai tratti cupi che talvolta affiancano le persone quando si risiedono alla propria scrivania, lo specialista di MioDottore ha stilato un breve vademecum composto da 5 suggerimenti aurei:
1. Rientrare al lavoro gradualmente: godersi luoghi esotici, città affascinanti mai viste o passeggiate in montagna fino all’ultimo secondo è il desiderio di molti. Eppure, pensare di tornare uno o due giorni prima di riaccendere il PC può essere più benefico di quanto si possa credere. Infatti, un ritorno “anticipato” consente di riappropriarsi degli spazi e dei ritmi precedenti alla partenza rispettando i propri tempi, pianificando il ritorno alla normalità e attenuando dunque lo “shock” da rientro.
2. Meditare: le tecniche per imparare a entrare in contatto con il “Sé” nel quotidiano sono molteplici e ciascuno può scegliere quella che preferisce o vede più affine alla propria persona. Se si è dei veri neofiti delle arti zen, sarà sufficiente anche solo ritagliarsi 10 minuti al giorno durante i quali prestare attenzione al respiro, ascoltarlo e accompagnarlo fino a farlo acquietare, idealmente a occhi chiusi.
3. Piccoli momenti sensoriali quotidiani: in vacanza i tempi si dilatano e si è maggiormente presenti a se stessi, anche con i cinque sensi. Il ritorno però richiede spesso di premere l’acceleratore, dimenticando proprio quei piccoli piaceri quotidiani che hanno rallegrato le ferie. Per questo, fermarsi e godere di quello che per ciascuno è bellezza aiuta a ritemprare lo spirito. Annusare un fiore, ascoltare una canzone che si ama, leggere, giocare, camminare, sono tutte semplici azioni permettono di riscoprire la quotidianità in modo naturale e senza ansia da prestazione.
4. Mindfulness: diversamente dallo yoga che è più riattivante, la mindfulness libera il pensiero e porta alla consapevolezza di sé, permette di ritrovare una connessione con il proprio “Io” e consente un’integrazione e un dialogo tra mente e corpo che riduce drasticamente lo stress da rientro. È ideale praticarla due volte al giorno, mattina e sera, seguendo protocolli guidati.
5. Tenere un diario: annotare quotidianamente i propri pensieri disturbanti può esser d’aiuto per portare alla luce ciò che non soddisfa e opprime, perché poter rileggere a posteriori le sensazioni che accompagnano determinati momenti consente di prendere la giusta distanza critica, osservare con occhio attento i propri bisogni e tentare di dare risposte adeguate con la corretta dose di attenzione.
Memo per i prossimi weekend: la sindrome da rientro può colpire ogni lunedì mattina, ma si può fare prevenzione
Per alcuni, anche semplicemente vivere il fine settimana senza pensare al lavoro è sinonimo di sensi di colpa, tanto che il lunedì mattina può essere paragonato a una vera e propria sindrome da rientro, a prescindere che la pausa dal lavoro sia durata due giorni o due settimane. Come spiega lo specialista di MioDottore, è possibile ritrovarsi ad affrontare la routine settimanale con poco entusiasmo e tanta apprensione “perché nell’uomo c’è una componente eccessivamente autocritica che non permette di godere dei periodi in cui si stacca la spina e, di conseguenza, di pensare al lavoro come a una sana parte dell’esistenza intervallata da momenti di ristoro”. Per questo, anche se a un primo sguardo può sembrare un ossimoro, in realtà la frustrazione del back to work ha poco a che vedere con il ritorno e molto con il lavoro, tanto che si potrebbe nascondere proprio sotto gli occhi di tutti: in ufficio. Nello specifico, la ripresa della vita lavorativa assomiglia spesso a un jet leg, come sottolinea il Dottor Francesco Bocci: “In ferie o nel weekend si segue una modalità più ‘analogica’, si rallenta, si è presenti sul momento e si accantonano i ritmi serrati a cui spesso si è costretti. Al ritorno il sentimento più diffuso è un mix di tristezza e rassegnazione: se si vive la quotidianità come frustrante o comunque con poco appagamento, non saranno due né dieci giorni di relax a restituire la serenità”. Ma la buona notizia è che la “cura” è più piacevole del previsto: “per affrontare al meglio le nuove settimane lavorative è importante non scindere in modo netto i giorni di ferie da quelli di lavoro, neanche mentalmente. Essere troppo schematici e rigidi su questi aspetti non fa bene alla mente e all’organismo. Al contrario, integrare momenti per sé anche durante la normale vita lavorativa è fondamentale per ridimensionare l’ansia da prestazione e ritrovare la connessione con la propria persona”.
Anche quest’anno è ormai arrivata la fine dell’estate e Grace Pace, hairstylist di successo ed esperta della salute del capello, ci svela i segreti per avere una chioma sana e perfetta in vista dell’autunno.
Mare, sole e lavaggi frequenti contribuiscono a spezzare e rendere secchi i capelli, motivo per cui è necessario innanzitutto re-idratare il capello con impacchi professionali nutrienti e mirati a riparare. Un’alternativa valida è anche l’henne di amla, un’erba indiana senza colorazione nota per la capacità di stimolare la crescita e ridurre la caduta dei capelli, oltre che donare lucentezza e mantenere
la salute del cuoio capelluto. Questi trattamenti sono consigliatissimi in questo periodo dell’anno non solo per riparare i danni dell’estate ma anche per l’importante azione protettiva che svolgono contro lo smog cittadino, alla quale si è inevitabilmente soggetti al rientro dalle vacanze.
Un altro step fondamentale è il taglio, che sia di pochi centimetri o una vera e propria rivoluzione del look, tagliare i capelli è essenziale per eliminare le punte danneggiate e favorirne una crescita sana. Il vero segreto di Grace in questo caso? Seguire la luna crescente! Una spuntatina durante questa fase lunare sembrerebbe infatti favorire una capigliatura folta, sana e una crescita più veloce…provare per credere!
Come mantenere i buoni propositi e raggiungere i nuovi obiettivi prefissati?
Il ritorno alla quotidianità spesso è accompagnato da una lista di nuove abitudini da voler adottare. Salvo poi spesso abbandonarle dopo poco. Ecco alcuni consigli degli psicologi di TherapyChat per rimanere fedeli ai propri propositi: dalla gestione del tempo all’importanza del proprio spazio personale
Settembre è il nuovo gennaio ovvero un mese sul quale si tende ormai a proiettare buoni propositi e obiettivi importanti per affrontare il ritorno alla propria quotidianità con una marcia in più. O semplicemente per dare un cambio di passo alla propria vita, magari partendo da nuove abitudini più salutari o cercando di coltivare nuove passioni, interessi e rapporti.
Ma da che cosa nasce questo bisogno di cambiamento? Gli esperti di TherapyChat, piattaforma di psicologia online, spiegano le motivazioni dietro alla voglia di reinventarci e come è possibile rimanere fedeli alle promesse e ai progetti che ci prefissiamo.
È questione di prospettiva
Durante le vacanze tendiamo a lasciarci andare, a liberarci di ogni impegno e a dedicarci a noi stessi, utilizzando al meglio il tempo libero a disposizione. Avendo l’opportunità di riposare e dare ascolto alle nostre emozioni e ai nostri bisogni, a cui raramente prestiamo attenzione a causa della modalità “pilota automatico” con cui affrontiamo la vita quotidiana, la voglia di reinventarci e migliorare noi stessi si manifesta in maniera naturale. Si tratta di un impulso che ci spinge ad avanzare nella nostra vita, a crescere sia personalmente che professionalmente. Raggiungere nuovi obiettivi è qualcosa di intrinseco e connaturato all’essere umano: sforzarsi per raggiungerli e superarsi ogni giorno ci dà soddisfazione e ci fa sentire che stiamo prosperando. Tuttavia, la tendenza a prendere in considerazione nuove sfide è più accentuata quando la mente è libera, non stimolata in modo eccessivo e sotto stress come avviene durante l’anno.
Il distaccamento vacanziero dalla routine quotidiana ci permette quindi di osservare determinate situazioni da una prospettiva diversa, senza l’influenza delle circostanze movimentate e stressanti a cui siamo abituati durante l’anno. L’arresto temporaneo del nostro ritmo di vita frenetico ci spinge a voler scegliere nuove strade e a rivedere i progetti di vita. Dopo un periodo di riposo, senza orari fissi o regole, tendiamo infatti a tornare con più energia e prospettiva, motivati a stabilire un nuovo ordine e a riorganizzare i nostri obiettivi e le nostre priorità. In altre parole, è il momento ideale per apportare cambiamenti e dare una nuova svolta.
Tra il dire e il fare…
Purtroppo, però, non è sempre facile mantenere i buoni propositi e portare a termine i progetti che ci prefissiamo per “cambiare la nostra vita”, soprattutto una volta riassorbiti dalla frenetica routine quotidiana. Inoltre, è stato dimostrato come il cervello abbia difficoltà ad assimilare i cambiamenti e a stabilire nuove abitudini, in quanto ciò presuppone un elevato sforzo e dispendio di energie. Questo fa sì che ci risulti più facile prediligere regimi consolidati e, in generale, all’interno della nostra “zona di comfort”.
Ma quali sono, a livello psicologico, i campanelli d’allarme a cui prestare attenzione che ci spingono a non portare avanti i buoni propositi e trasformarli in un’abitudine?
Secondo gli esperti di TherapyChat, quando ci lasciamo sopraffare dalla pigrizia e dalla riluttanza, è tipico provare una sensazione di disagio o malessere, solitamente mascherata da tristezza, ansia o apatia: uno stato d’animo che nasce inconsciamente quando smettiamo di prenderci cura dei nostri bisogni e ci allontaniamo dal nostro obiettivo.
Un altro comportamento a cui prestare attenzione e che costituisce un esempio di procrastinazione, è l’atto di trascorrere sui social network, o su qualsiasi altro mezzo di comunicazione, più tempo del dovuto, nell’intento di rimandare un’attività che ci eravamo prefissati di portare a termine. Altre volte, ci capiterà di avere difficoltà a trovare il momento giusto per iniziare qualcosa che ci siamo ripromessi di fare o ancora di non sapere da dove iniziare. In altre parole, i segnali a cui dobbiamo prestare attenzione e che ci allontanano dalla realizzazione dei nostri buoni propositi si traducono in atteggiamenti di elusività nei confronti dei compiti prefissatici, rimandandoli fino a che non si ha più tempo e la stanchezza si fa sentire.
Detto questo, per creare nuove abitudini è necessario lavorare sodo e unire tutti gli sforzi per combattere la pigrizia e gli stimoli quotidiani che ci distolgono dai nostri obiettivi.
Come rimanere fedeli ai propri propositi?
La prima regola, spiegano gli esperti di TherapyChat, è sicuramente avere, o sviluppare, un “perché”, ovvero una motivazione che ci spinge ad impegnarci in un determinato progetto. Questo aiuterà a non procrastinare e a non deviare dall’obiettivo quando le circostanze non sono favorevoli. Altri consigli sono:
Progettare il proprio “spazio personale”. Lo spazio personale è inteso come quel luogo non fisico che comprende un tempo specifico in cui possiamo stare da soli con noi stessi, permettendoci di identificare ed esprimere le nostre emozioni, i nostri pensieri e le nostre sensazioni fisiche; ascoltare e prestare attenzione ai nostri bisogni
Fare un inventario dei propositi più importanti che si sono raggiunti nella vita, con particolare attenzione a quelli di cui si è stati più orgogliosi, ricordando come li si è raggiunti, valutando lo sforzo investito e come ci si è sentiti in quel momento.
Dedicare qualche minuto alla fine della giornata al silenzio (bastano 5-10 minuti al giorno) per individuare come ci si sente rispetto a ciò che si è fatto o non fatto durante la giornata, come riflessione che invita a cambiare o migliorare ciò che non ci fa stare bene.
Suddividere i compiti in attività quotidiane da scrivere su un foglio: ciò aiuterà a poterli a termine più facilmente. È importante sforzarsi di fare qualcosa, anche di piccolo, ogni giorno, senza rimandare all’indomani.
Infine, è importante essere chiari con sé stessi sui propri obiettivi e sulle motivazioni che ci spingono a volerli raggiungere. Per questo è importante fissarli così che siano misurabili nel tempo (utilizzando magari anche tool digital e app) e specifici, oltre che rilevanti per la nostra persona. In tal senso l’uso che si fa del proprio tempo è essenziale e anche qui si può partire da alcuni piccoli accorgimenti:
Controllare e limitare il tempo e l’uso dei dispositivi e dei social network.
Evitare di arrivare in ritardo agli appuntamenti. È un modo per educare e ottimizzare il proprio tempo, che sarà utile applicare ad altre aree della vita personale e professionale.
Pianificare bene la settimana e rivedere i compiti giornalieri assegnati con 24-48 ore di anticipo, per evitare imprevisti dell’ultimo minuto.
Ad ogni modo, la cosa più importante da ricordare è che dove si pone l’attenzione, si pone l’intenzione. E se si perde di vista inizialmente il proprio obiettivo si può sempre ricominciare, l’importante è non fermarsi di fronte alla prima battuta d’arresto.
UNA LIVE MAP PER ANDARE A CACCIA DEI FOLIAGE PIÙ BELLI? IN FINLANDIA ESISTE!
“AUTUMN FOLIAGE LIVE MAP”: la guida indispensabile per seguire le infinite sfumature della natura autunnale finlandese
Siete appena rientrati dalle vacanze e già pensate a nuove mete?
Con l’arrivo dell’autunno i paesaggi della Finlandia si tingono di mille sfumature calde e romantiche. I colori accendono le foreste di giallo, oro, arancione e rosso, il silenzio e l’armonia abbracciano i paesaggi: così la stagione del foliage mette in scena uno spettacolo naturale mozzafiato con i panorami del nord dipinti in toni morbidi e profondi.
Per consentire a tutti gli appassionati di ammirare le splendide sfumature autunnali, Visit Finland ha lanciato la nuova Autumn Foliage Live Map che permette di essere sempre aggiornati e non perdersi uno dei fenomeni naturali più suggestivi al mondo.
Un magico tripudio di colori intensi che durante la stagione autunnale contraddistingue la natura della Finlandia. Questo fenomeno noto in tutto il mondo come foliage, in finlandese si chiama ´ruska´. Il termine deriva dalle parole Sámi ´ruške´ e ´ruški´ e richiama anche la parola ´ruskea´, che in finlandese significa marrone. Tuttavia, il marrone è solo uno dei tanti colori della palette della ruska: nei mesi di settembre e ottobre il paesaggio si trasforma infatti in un’infinita distesa di giallo, rosso e arancione. La ruska conquista la natura da nord a sud, alla velocità di 500 chilometri nell’arco di poche settimane.
“Grazie all’ausilio dell’IA (intelligenza artificiale) è possibile prevedere il fenomeno della ruska e visualizzare i risultati direttamente sulla nostra nuova mappa di facile utilizzo. Con l’Autumn Foliage Live Map, infatti, si può scoprire quando e dove recarsi in Finlandia per ammirare la magia del foliage autunnale in tutto il suo splendore”, afferma Heli Jimenez, Senior Director, International Marketing and PR di Business Finland.
Sviluppata in partnership con aziende leader nel settore tech e marketing, la live map è disponibile sul sito www.visitfinland.com.
“Il servizio utilizza dati provenienti da fonti quali telecamere stradali presenti in tutta la Finlandia per tracciare il fenomeno della ruska durante la stagione autunnale. L’intelligenza artificiale elabora e perfeziona le informazioni e, con l’aiuto dei bollettini meteorologici, crea una guida visiva in tempo reale sulle fasi del foliage da Hanko a sud del paese fino a Enontekiö, nell’estremo nord”, spiega Jimenez.
Un periodo dell’anno magico
“Ruska” è la parola finlandese che indica il cambiamento del colore delle foglie, il momento dell’autunno in cui gli alberi e gli arbusti a foglia caduca si preparano all’inverno tingendosi di brillanti tonalità di rosso, arancione e giallo. Oltre al noto foliage degli alberi, però, soprattutto in Lapponia, non bisogna assolutamente perdersi il foliage della terra.
Questo magico periodo dell’anno è talmente atteso da attira visitatori da tutto il mondo in Finlandia – il Paese più boscoso d’Europa con oltre il 70% della superficie ricoperto da foreste – per godere di una spettacolare sinfonia visiva che si può vivere al meglio facendo escursioni e passeggiate all’aria aperta e trascorrendo le giornate immersi nella natura.
Secondo una ricerca psicologica di Exploring Your Mind, il raggiungimento della mezza età in una donna, che equivale ai 40 anni, è un periodo complicato della vita perché ci si trova tra due generazioni. Il tutto è reso ancora più difficile da chi, invece che dare loro supporto, mette le donne in difficoltà, come dimostrano i recenti fatti di attualità. Per questo motivo è possibile che si inizi a mettere in discussione la propria vita e le scelte compiute fino a quel momento, ricordando tutti quei sogni che si avevano un tempo e che a causa della famiglia e del lavoro si sono allontanati. Allo stesso tempo però, soprattutto alla fine dei 40 anni, le donne tendono ad affrontare le emozioni in modo più equilibrato e ad osservare la realtà che le circonda in modo diverso, ridefinendo i propri traguardi e obiettivi. È proprio in questa occasione che la donna si rende conto del proprio valore e matura una nuova visione del mondo che va oltre la necessità di prendersi cura degli altri.
Il ritratto per rinascere e riscoprirsi
Valeria Lobbia (https://www.valerialobbia.com/), fotografa ritrattista professionista e recentemente candidata al prestigioso premio internazionale “The Societies of Photographers” nella categoria “ritratto creativo”, ha deciso di dare alle donne uno spazio in cui ritrovarsi, vedersi rifiorire e risplendere attraverso la fotografia. In questo modo l’esperienza di ritratto diventa un viaggio alla riscoperta di sé, un percorso rivelatore arricchito da una serie di consulenze mirate e pre-shooting che hanno l’obiettivo di profilare quanto più possibile i gusti, i valori e la consapevolezza del soggetto.
“L’universo femminile è un vortice di pura emotività, spesso proiettata all’esterno. Dalla società infatti ci si aspetta che siamo noi donne a dover prenderci cura dei bisogni della famiglia e spesso passiamo in secondo piano rispetto alle contingenze della vita – confessa Valeria Lobbia – Per questo, oggi, a più di 40 anni, ho pensato a un servizio dedicato alle donne come me, che hanno i miei stessi sogni, i miei dubbi, le mie paure e i miei obiettivi. Le donne che incontro durante le mie sessioni di ritratto hanno storie da raccontare, un bagaglio di esperienze che racchiude ferite, debolezze e a volte anche avvenimenti traumatici. In tutte loro, però, vedo il bisogno comune di focalizzarsi su sé stesse dopo aver dedicato una cospicua parte della propria vita agli altri e il desiderio di potersi riscoprire attraverso uno scatto.”
La sinergia tra soggetto e fotografo per creare unicità
L’esperienza di un servizio fotografico si articola in una prima fase di colloquio e accoglienza pre sessione, che permette di creare una sinergia tra cliente e fotografo, ognuno con i propri sogni, il proprio immaginario, il proprio vissuto. Compito del soggetto è esprimere serenamente e con grande onestà i propri desideri, compito del fotografo invece è accogliere questi desideri e tradurli in visioni per proseguire il viaggio verso la costruzione di uno shooting cucito su misura della singola persona. La fase del reveal è l’ultima tappa e la più emozionante, quella in cui alla cliente viene mostrata l’opera finale, frutto del lavoro e della sinergia che si è creata tra soggetto e fotografo. Questo è il potere del ritratto: un percorso a 360° in cui ritrovarsi nella versione migliore di sé.
“Sono una maniaca della perfezione e per questo motivo svolgo un grande lavoro di ricerca e di preparazione prima dello shooting. Per un ritratto solitamente impiego dalle 50 alle 60 ore di lavoro: è un ragionamento molto profondo e personalizzato che parte da basi estetiche ma anche caratteriali e sconfina nella psicologia, nell’empatia – afferma Valeria Lobbia – Lo scatto è solo il tocco finale dopo aver fatto consulenze di “body shape” (forma del corpo), armocromia per capire come valorizzare al meglio la figura attraverso i colori che esaltano al meglio il suo incarnato e “face shape” per andare a valutare le geometrie del viso e riuscire a valorizzare le particolarità”.
Un nuovo modo di concepire sé stesse come forma d’arte
I pittori fiamminghi sono stati i primi in grado di cogliere la volontà popolare di concentrare l’attenzione sul soggetto attraverso i ritratti che, per la classe media fatta di ricchi mercanti, venivano utilizzati per affermare la propria autorità. Il ritratto d’autore infatti è sempre stato storicamente uno status symbol a cui solo nobiltà e clero potevano ambire, anche se sembra banale pensarlo nell’epoca moderna in cui il selfie è a portata di click. Oggi, infatti, decidere di regalarsi un ritratto è diventata un’esperienza dettata da aspetti culturali o momenti importanti nel corso della vita di una persona, ad esempio nel caso dei matrimoni.
Il ritratto femminile vuole invece diventare una forma d’arte per ogni donna di celebrare e ritrovare la propria essenza, esaltandone l’autostima, il bisogno che ognuna sente di regalarsi un percorso di riscoperta e valorizzazione della propria persona volto a testimoniare la meraviglia che ognuna – a modo proprio – custodisce dentro di sé.
“Riscoprirsi meravigliose a 40 anni e più, è possibile e a volte necessario – afferma Valeria Lobbia – Con il passare degli anni nella vita di una donna si accumulano delle esperienze di vita che in qualche maniera allontanano dalla percezione che si ha di sé. Arriva però un momento in cui c’è la necessità di ritrovarsi, di riscoprirsi senza filtri, nonostante la società e i suoi stereotipi, ma solo per il piacere di vedersi per come davvero si è, ossia degli esseri luminosi che emanano bellezza e saggezza.”