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LIFESTYLE, NEL PIENO DELLA TRASFORMAZIONE DIGITALE LE NUOVE GENERAZIONI FANNO RINASCERE GLI ANTICHI MESTIERI

07 domenica 2022 visualizzazioni:

RINASCONO GLI ANTICHI MESTIERI: ECCO LE 10 FIGURE ARTIGIANE PIÙ RICHIESTE

Un ritorno al passato per i giovani che riscoprono il valore dell’artigianato e della tradizione. Le imprese, però, continuano a manifestare difficoltà nella ricerca di profili lavorativi. Nel primo semestre circa 4 aziende su 10 non riescono a trovare candidati: all’appello mancano quasi 1 milione di lavoratori. Ancora più complicata la situazione per operai e artigiani specializzati, introvabili per oltre il 50% delle aziende. Tra le cause la mancanza di professionisti e la preparazione inadeguata. Dall’ornatista, al maestro incisore su conchiglia fino all’arazziere: ecco la top 10 degli antichi mestieri artigiani tuttora ricercati. “Fondamentale intraprendere un percorso condiviso assieme agli istituti scolastici che possa portare all’incontro tra le imprese artigiane del territorio e i giovani”, spiega Gino Di Luca, fondatore di Cameo Italiano.

Nel pieno della trasformazione digitale si sta assistendo ad un ritorno ai vecchi mestieri da parte delle nuove generazioniLa rivoluzione dell’artigianato parte da manualità e creatività: professioni qualificate in grado di offrire rilevanti opportunità occupazionali, anche se spesso considerate come seconda scelta nei percorsi accademici dei giovanissimi. Secondo i bollettini mensili del Sistema informativo Excelsior, realizzati da Unioncamere e Anpal, circa 4 azienda su 10 hanno avuto difficoltà a trovare i candidati per ricoprire i ruoli vacanti: complessivamente, nel primo semestre 2022, si parla di quasi 1 milione di posti di lavoro di difficile reperimento. Questa percentuale si alza se si va ad analizzare la categoria degli operai e artigiani specializzati: oltre il 50% delle aziende ha avuto difficoltà a trovare professionisti (si parla complessivamente di oltre 200mila figure qualificate nel solo primo semestre) sia per mancanza di professionisti, sia per preparazione inadeguata. Dati che preoccupano se teniamo conto che i Neet (i giovani tra i 15 e i 29 anni non occupati né inseriti in un percorso di istruzione/formazione) sono complessivamente più di 3 milioni (il 25%), con una prevalenza femminile pari a 1,7 milioni secondo il recente report “Neet working” elaborato dal ministero per le Politiche giovanili. Dopo Turchia (33,6%), Montenegro (28,6%) e Macedonia (27,6%), l’Italia è il Paese con il maggior tasso di Neet in Europa. “È fondamentale intraprendere un percorso condiviso assieme agli istituti scolastici che possa portare all’incontro formativo tra le imprese artigiane del territorio e i giovani favorendo, al tempo stesso, l’occupazione”, afferma Gino Di Lucafondatore di Cameo Italiano, azienda leader specializzata nella creazione di camei su conchiglia.

Proprio questa antica arte dell’incisione a mano su cameo sta vivendo una grande riscoperta da parte dei più giovani: una tradizione secolare originaria di Torre del Greco dove sono presenti famiglie che da generazioni tramandano i segreti di questa antica tecnica di lavorazione. Un’arte conosciuta e apprezzata in tutto il mondo nei diversi ambiti della creatività, fino al design, alla moda e all’arte contemporanea: proprio per questi motivi è stato promosso da Assocoral (l’associazione nazionale produttori di corallo e cammei) un comitato per candidare questa artigianalità a “Patrimonio Culturale Immateriale Unesco” accompagnato da tutta la categoria e dalle istituzioni e dalla società torrese: “In un mondo dove la digitalizzazione e l’industrializzazione del gioiello hanno portato sul mercato oggetti prodotti in serie tutti uguali, il cameo di Torre del Greco rappresenta cultura, identità e unicità: è la rivincita del lavoro artigianale, dell’incisione a mano e della creatività – spiega sempre Gino Di Luca – Ogni gioiello che creiamo nei nostri laboratori è unico e irripetibile: stiamo parlando di una tecnica di lavorazione che è la stessa da oltre cent’anni che ripercorre valori e tradizioni della nostra terra”. All’interno di Cameo Italiano sono presenti oltre 40 maestri incisori e per ogni nuovo assunto è previsto un periodo di affiancamento: grazie a questo percorso strutturato di crescita professionale, i ragazzi potranno imparare da vicino le tecniche di lavorazione e l’uso degli strumenti tecnici prima di diventare a tutti gli effetti dei maestri incisori e realizzare le proprie creazioni che poi saranno vendute in tutto il mondo.

Cameo Italiano rappresenta solo un esempio di molte piccole e medie imprese che sono alla ricerca di profili altamente specializzati: i distretti conciari in Toscana, Veneto e Campania cercano conciatori per la lavorazione delle pelli; nelle aziende tessili mancano ricamatrici a mano ed esperte di uncinetto; intagliatori del legno, ornatisti del marmo e decoratori manuali sono sempre richiesti per le loro abilità manuali. Vediamo quindi quali sono, secondo un’indagine effettuata da Espresso Communication per Cameo Italiano sulle principali testate di settore, i 10 antichi mestieri artigiani più ricercati.

Conciatore di pelli – L’industria conciaria italiana è un’eccellenza manifatturiera conosciuta in tutto il mondo: tramite il processo di lavorazione si rende la pelle ed il cuoio un prodotto adatto all’uso quotidiano e durevole nel tempo.

Liutaio – Mestiere nato nell’epoca barocca, il liutaio si occupa di costruire e restaurare strumenti ad arco (come violini e violoncelli) e a pizzico (liuti, chitarre e mandolini). In Italia la culla di quest’arte è a Cremona mentre in Europa è rinomata la produzione artigianale di Granada.

Maestro incisore su conchiglia e corallo – Artigianalità tipica di Torre del Greco, la creazione del cammeo su conchiglia e corallo ancora oggi viene affidata alle sapienti mani di maestri artigiani che lavorano la materia secondo tecniche e tradizioni che hanno attraversato secoli di storia.

Ricamatrice a mano – Dalle mercerie alle grandi aziende, l’Italia si è sempre contraddistinta nel mondo per la qualità e il pregio delle ricamature per abbellire o impreziosire ogni tipologia di tessuto: lino, seta, lana, cotone.

Impagliatore – L’artigiano esperto nella lavorazione della paglia e del vimine crea sedie, cestini di varia grandezza e contenitori per damigiane. Mestiere tornato alla ribalta anche grazie alla riparazione delle sedute delle sedie che vengono prodotte industrialmente.

Tessitore – Sono diverse le aziende alla ricerca di tessitori in grado di utilizzare i telai per realizzare prodotti finiti direttamente dai filati. Una particolare categoria sono gli arazzieri che tramite un’antica tecnica di lavorazione realizzano pregiati articoli di tappezzerie per adornare le pareti.

Bombonierista – La riscoperta della manualità avviene anche attraverso le cerimonie. Gli italiani non hanno mai rinunciato a celebrare le proprie tradizioni (matrimoni, cresime, battesimi) e sempre di più le bomboniere sono delle piccole creazioni artigianali legate ad un momento felice.

Ornatista – L’artigiano specializzato in opere e lavori di pura ornamentazione è sempre stato una figura richiesta nel campo dei modellatori, intagliatori e incisori: grazie alle sue doti manuali è in grado di perfezionare e rendere unico un manufatto.

Lattoniere – Sono sempre di meno gli operai specializzati che lavorano le lamiere con utensili manuali o macchine piegatrici. I lattonieri sono in grado di realizzare lamiere, tubazioni, raccorderia e grondaie per l’edilizia e di riparare le carrozzerie delle autovetture.

Ramaio – Sebbene la produzione industriale abbia preso il sopravvento, ci sono ancora alcuni artigiani che realizzano pezzi di artigianato (una volta era pentolame da cucina) partendo da semplici fogli di rame che vengono tagliati, modellati con un martello e infine saldati tra loro.

di Sofia D’Altrui

7/08/2022

È tempo di… leggere! Quest’estate benvenute buone abitudini

05 venerdì 2022 visualizzazioni:

Trovare il tempo per leggere, non è mai stato così facile 

L’estate si avvicina e i momenti per leggere un buon libro diventano sempre di più. Che sia a casa, al parco o sotto l’ombrellone da spiaggia, i booklover amano la bella stagione proprio perché riescono a dedicare maggior tempo alla loro passione. Come emerge da uno studio di Rakuten Kobo, azienda leader nel settore dell’eReading impegnata a rendere la lettura più semplice e accessibile a tutti, il periodo giù gettonato per leggere è proprio l’estate, con agosto al primo posto e luglio al secondo, dedicando in media 21 minuti di lettura digitale al giorno.

C’è però anche chi fatica a trovare il tempo per godersi un buon libro, non solo in vacanza ma anche durante l’anno: gli impegni di lavoro, la famiglia, le attività e i vari hobby a volte prendono il sopravvento e il piacere di un buon libro si trasforma purtroppo in un lontanissimo ricordo. Ma, se una mela al giorno toglie il medico di torno… Lo sapevate che anche solo 15 minuti di lettura quotidiani posso significativamente migliorare la qualità della nostra vita? 😃

Certo, a volte anche scegliere il titolo giusto è difficile e può comportare una perdita di tempo ma non è mai troppo tardi per lasciarsi ispirare e adottare nuove e buone abitudini! Quest’anno, ci pensa Kobo a venirvi in aiuto, consigliandovi le letture più apprezzate del 2022 finora.

Non è un paese per single – Felicia Kingsley

Charles Bingley, nipote del defunto conte Ricasoli, sta arrivando dall’Inghilterra per prendere possesso dell’eredità in Chianti, la tenuta Le Giuggiole. La notizia ha scatenato le potenziali suocere, disposte a tutto pur di sistemare le figlie con Charles o con il suo altrettanto affascinante, ricco e single amico Michael D’Arcy. A chi, invece, questa caccia al marito non interessa, è Elisa, amica d’infanzia di entrambi i giovani, con i quali passava tutte le estati alla tenuta, dove ora vive e si occupa con passione della vigna e della produzione del vino. Mentre tutte le ragazze di Belvedere si contendono i due appetitosi single, Elisa cerca di capire cosa ne sarà della tenuta, dato che Charles e Michael sembrano arrivati in Toscana con intenzioni poco chiare. 

Disponibile per i lettori QUI

Le ossa parlano – Antonio Manzini

Mentre Rocco Schiavone affronta a Roma i suoi fantasmi con la sensazione che a quella città non abbia più niente da dire, ad Aosta nei boschi vicino Saint-Nicolas, vengono rinvenute alcune minuscole ossa umane. Sono di Mirko Sensini, un bimbo di 8 anni strangolato dopo aver subito violenza sessuale. Rocco stavolta dovrà scavare nel terreno più torbido della psicopatologia umana: la pedofilia. E lo farà con le forze che solo una rabbia senza limiti riesce a raccogliere. Un mostro verrà quindi consegnato alla giustizia. Intanto Lupa dà alla luce tre cuccioli, Caterina riprende servizio ad Aosta e Rocco ricomincia a disobbedire all’immobilità.

Disponibile per i lettori QUI.

Immagine che contiene testo, lavagnabianca

Descrizione generata automaticamenteI bambini silenziosi – Patricia Gibney

Una calda sera d’estate, Mikey Driscoll, un ragazzo di undici anni, sta tornando a casa, dopo aver trascorso il pomeriggio con gli amici.
Il giorno dopo il suo corpo senza vita viene scoperto da alcuni adolescenti, disteso su un letto di fiori appena raccolti. Le indagini vengono affidate a Lottie Parker. Per la detective si tratta di un caso che la riguarda molto da vicino: la vittima era un amico intimo di suo figlio Sean. Nonostante Sean le ripeta che Mikey si comportava normalmente prima di morire, Lottie sente che non le sta dicendo tutta la verità…
Poco dopo, un altro ragazzo viene trovato morto, circondato da fiori selvatici, vicino al bellissimo lago Ladystown. C’è un assassino in circolazione. 

Disponibile per i lettori QUI.

Il problema è Mister Darcy – Paola Servente

Mister Darcy non esiste e non è mai esistito. Mia è stufa di sentirselo ripetere. Desidera vivere un amore profondo, forte, vero… 
Adam è un cardiochirurgo molto affascinante, immaturo quanto irresistibile. Lo sanno bene le colleghe, le infermiere, le specializzande… A dirla tutta, lo sa l’intera Gran Bretagna, perché si dà il caso che sia anche di nobili natali e compaia sulle riviste scandalistiche con una certa frequenza. Chi meglio di lui può insegnare a Mia qualche trucchetto per far capitolare il principe azzurro? Peccato che si diverta a punzecchiarla, facendole saltare i nervi a ogni occasione. Tra pazienti irrequieti, cuori da curare, continui battibecchi, lezioni di malizia e balli ottocenteschi, chissà che anche per Mia non arrivi finalmente il tanto atteso “lieto fine”.

Disponibile per i lettori QUI.

Rancore – Gianrico Carofiglio 

Un barone universitario ricco e potente muore all’improvviso; cause naturali, certifica il medico. La figlia però non ci crede e si rivolge a Penelope Spada, ex Pm con un mistero alle spalle e un presente di quieta disperazione. L’indagine, che sulle prime appare senza prospettive, diventa una drammatica resa dei conti con il passato, un appuntamento col destino e con l’inattesa possibilità di cambiarlo. 

Disponibile per i lettori QUI

Tutti questi titoli sono disponibili sul sito, App Kobo o tramite il servizio Kobo Plus, nella versione audiolibro e/o eBook. Kobo plus è il servizio che offre centinai di migliaia di titoli di autori italiani e internazionali in un formato “all-you-can-enjoy”: gli amanti dei libri ora possono, non solo avere accesso ad una libreria infinita e leggere in ogni momento, ma anche al servizio di audiolibri tramite App Kobo o direttamente da dispositivi eReader dotati di tecnologia wireless Bluetooth. 

5/08/2022

Settimana mondiale dell’allattamento

04 giovedì 2022 visualizzazioni:

“Mentre le crisi globali continuano a minacciare la salute e la nutrizione di milioni di neonati e bambini, l’importanza vitale dell’allattamento come migliore inizio di vita è più fondamentale che mai”. 

In questa Settimana Mondiale dell’Allattamento (1-7 agosto)  – dedicata al tema Step up for breastfeeding: Educate and Support (“Diamoci una mossa: sosteniamo l’allattamento”) – l’UNICEF e l’OMS chiedono ai governi di stanziare maggiori risorse per proteggere, promuovere e sostenere le politiche e i programmi di allattamento, soprattutto per le famiglie più vulnerabili che vivono in contesti di emergenza.  

Durante le emergenze, comprese quelle in Afghanistan, Yemen, Ucraina, Corno d’Africa e Sahel, l’allattamento garantisce una fonte di cibo sicura, nutriente e accessibile per i neonati e i bambini piccoli. Offre una potente linea di difesa contro le malattie e tutte le forme di malnutrizione infantile, compreso la malnutrizione acuta.  

L’allattamento  funge anche da primo vaccino per il bambino, proteggendolo dalle comuni malattie infantili. Tuttavia, lo stress emotivo, l’esaurimento fisico, la mancanza di spazio e di privacy e le carenze igieniche che le madri vivono in contesti di emergenza fanno sì che molti bambini non riescano a sfruttare i benefici dell’allattamento per sopravvivere. 

Meno della metà dei neonati viene allattata nella prima ora di vita, il che li rende più vulnerabili alle malattie e alla morte. Inoltre, solo il 44% dei bambini viene allattato esclusivamente nei primi sei mesi di vita, un dato inferiore all’obiettivo dell’Assemblea Mondiale della Sanità del 50% entro il 2025. 

Proteggere, promuovere e sostenere l’allattamento è più importante che mai, non solo per proteggere il nostro pianeta come primo sistema alimentare naturale e sostenibile, ma anche per la sopravvivenza, la crescita e lo sviluppo di milioni di bambini. 

Per questo l’UNICEF e l’OMS chiedono ai governi, ai donatori, alla società civile e al settore privato di intensificare gli sforzi per:  

  • Dare priorità agli investimenti nelle politiche e programmi di sostegno all’allattamento, soprattutto in contesti fragili e di insicurezza alimentare. 
  • Dotare gli operatori sanitari e nutrizionali delle strutture e delle comunità delle competenze necessarie per fornire consulenza di qualità e sostegno pratico alle madri affinché allattino. 
  • Proteggere le assistenti e gli operatori sanitari dall’influenza del marketing non etico dell’industria del latte in formula, adottando e attuando pienamente il Codice Internazionale sulla Commercializzazione dei sostituti del latte materno, anche in contesti umanitari. 
  • Implementare politiche favorevoli alla famiglia che forniscano alle madri il tempo, lo spazio e il sostegno di cui hanno bisogno per allattare.  

ITALIA – “Nel 2021 sono nati negli ‘Ospedali Amici’ riconosciuti dall’UNICEF e dall’OMS in Italia 32.850 bambini e bambine. In questi ospedali, il personale segue le buone pratiche indicate dalle evidenze scientifiche affinchè mamme, bambini e bambine, abbiano un sostegno efficace per il parto e l’avvio dell’allattamento. L’UNICEF in Italia promuove il programma “Insieme per l’Allattamento”: ad oggi fanno parte della rete 31 Ospedali, 7 Comunità riconosciute come Amiche dei bambini, 4 Corsi di Laurea riconosciuti Amici dell’Allattamento e oltre 900 Baby Pit Stop- spazi dedicati a tutte le famiglie in cui poter prendersi cura dei propri bambini”, ha ricordato Carmela Pace, Presidente dell’UNICEF Italia.  

In Italia la Settimana dell’allattamento si celebra dal 1 al 7 ottobre ed  è coordinata dal MAMI Movimento Allattamento Materno Italiano www.mami.org 

di redazione digital

4/08/2022

Summer workout: una sessione breve modulabile adatta a tutti da praticare in riva al mare

03 mercoledì 2022 visualizzazioni:

È tempo d’estate: il riposo è d’obbligo ma non per questo si deve trascurare la propria fitness routine.

Trovare un breve ritaglio di tempo da dedicare all’allenamento può essere, anche in questo periodo, un toccasana per corpo e mente.

In vacanza, per essere più comodi, è bene eseguire esercizi a corpo libero che non prevedono l’utilizzo di alcun attrezzo così da poterli praticare ovunque, anche sulla sabbia. L’allenamento in spiaggia mette alla prova tutto il corpo e si differenzia da un workout svolto sul terreno perché consente di sperimentare una percezione muscolare diversa; è molto efficace per potenziare agilità, forza e resistenza.

La sabbia è una superficie instabile, non piana e per questo motivo gli stimoli dati ai nostri muscoli sono nettamente superiori: è una palestra ideale per lavorare sui punti deboli, stimolare la circolazione sanguigna, sciogliere i blocchi articolari ed eliminare le scorie accumulate.

Il workout, da adattare in base alla propria preparazione e condizione fisica, può essere praticato da chiunque e si compone di una serie di esercizi, ciascuno da svolgere in ripetizione per tre volte anche se è sempre possibile ridurne il numero o aumentare il tempo di pausa tra una serie e l’altra: 12 squat cross, 10 jump squat, 10 burpees, 12 mountain climbing per gamba e per finire 12 piegamenti sulle ginocchia seguiti da quelli con tocco spalla.

Sono sufficienti 20-30 minuti di attività fisica al giorno, da praticare nelle ore più fresche della giornata, quando la temperatura non è ancora troppo elevata.

Appena concluso l’allenamento, se lo si pratica sul bagnasciuga, è possibile rinfrescare il corpo facendo un tuffo in mare o una doccia rigenerante per poi tornare a rilassarsi sotto l’ombrellone.

“Tenere attivo lo stimolo allenante durante i periodi di riposo aiuta i propri muscoli a rimanere tonici e reattivi e a non perdere i progressi precedentemente conquistati; in più, i benefici di un allenamento in riva mare sono anche psicologici: fare sport durante le prime ore del mattino aiuta a ricaricare di energie il proprio corpo e contribuisce ad eliminare lo stress e la tensione accumulate” afferma Andrei Horga, personal trainer di Aspria Harbour Club, che ha ideato l’allenamento.

di redazione digital

3/08/2022

#Health Caldo e diabete: viaggi e vacanze in sicurezza con il decalogo dell’estate

02 martedì 2022 visualizzazioni:

L’esperta suggerisce come affrontare trasferte e soggiorni per quanti italiani con diabete stanno per andare in vacanza. Lo fa con semplici e importanti regole, evidenziando anche i vantaggi fisici e psicologici che il modello tecnologico è ora in grado di offrire

Oltre alla fatica di fare i bagagli e organizzare gli spostamenti più o meno lunghi, la vacanza può essere motivo di preoccupazioni per chi ha il diabete, a causa delle modifiche nello stile di vita che riguardano fusi orari, alimentazione e vita sociale.“In estate si moltiplicano le tentazioni a tavola, in palestra, nelle relazioni sociali e si aggiungono anche molte variabili legate agli spostamenti che complicano il controllo della glicemia e dell’insulina. Invito sempre i miei pazienti a prendersi una “pausa consapevole” almeno una volta all’anno, nel rispetto però di alcune semplici regole. Per fortuna l’evoluzione tecnologica – rassicura Francesca PANCANI, Dirigente Medico UOC di Diabetologia Ospedale di Livorno ASL Toscana Nord-Ovest, Responsabile ambulatorio per le tecnologie dedicate al diabete – sta contribuendo a mettere i pazienti in sicurezza dal punto di vista della gestione della malattia ma anche offrendo una tranquillità mentale necessaria per godersi una vacanza”.L’IMPORTANZA DI USCIRE DALLA ROUTINEHa un ritmo molto preciso la giornata di chi ha il diabete, regolato da una serie di scadenze che la cronicità impone. Ma vale anche per tutto il tempo della vacanza?“Le vacanze sono un momento dell’anno in cui, proprio per la mancanza di impegni lavorativi, abbiamo l’occasione per avere più tempo per noi e per la nostra vita. Il tempo a disposizione e il soggiorno in luoghi di villeggiatura, ci devono invogliare a concentrarci su nuove abitudini alimentari e fisiche. Questo vale anche e soprattutto per le persone con diabete, già abituate tutto l’anno a seguire regole fisse – precisa PANCANI – per cui ben vengano anche alcune concessioni dietetiche e occasioni di attività fisica diverse dalla nostra routine, ma sempre nel rispetto di un controllo del compenso metabolico. Ora, grazie al prezioso supporto della tecnologia, è molto più facile gestire una concessione a tavola magari fuori dall’orario standard o un allenamento extra. Innovativi sistemi di monitoraggio della glicemia e di infusione dell’insulina proteggono da pericolose imprecisioni che una gestione manuale potrebbe provocare”.
INTEGRARE I LIQUIDI, MA OCCHIO ALLA FRUTTACosa c’entrano i liquidi, l’idratazione e il caldo con il diabete? Molto, visto che una carenza di idratazione può interferire con l’assorbimento dell’insulina a livello cellulare.“E’ la solita raccomandazione estiva quella legata alla reidratazione, che non può mancare nell’elenco degli alert estivi. Ma se ci rivolgiamo a chi soffre di diabete non bere a sufficienza diventa pericoloso, perché  in condizione di disidratazione l’insulina non lavora correttamente a livello dei tessuti periferici dell’organismo potendo favorire ulteriore aumento della glicemia. L’iperglicemia associata al diabete inoltre – continua PANCANI – è di per sé causa di disidratazione perché si perdono  con le urine una quota di liquidi che il glucosio porta con sé per un meccanismo di diuresi osmotica. Reidratarsi significa assumere maggiormente liquidi, oltre a verdura e frutta, anche se una raccomandazione è d’obbligo. La componente zuccherina della frutta fresca  deve essere controllata per un numero di 2-3 porzioni giornaliere e non deve diventare un pasto sostitutivo”.
LA TECNOLOGIA SUPPORTO INDISPENSABILE PER UNA GESTIONE PIU’ CONSAPEVOLEL’evoluzione tecnologica di device sempre più piccoli e soprattutto più “intelligenti”, si sta rivelando un valido supporto per una migliore gestione del diabete. La certezza della misurazione della glicemia e la sicurezza di precisi interventi terapeutici hanno reso sia il misuratore in continuo della glicemia e sia l’infusore di insulina, due successi tecnologici fondamentali per migliorare lo stile di vita di tutti i giorni, vacanze comprese.“L’andamento della glicemia in vacanza è difficile da prevedere, soprattutto se ci concediamo dei piccoli sgarri al netto dei sensi di colpa per averli fatti. Ora grazie all’ultima tecnologia del monitoraggio in continuo della glicemia in tempo reale (CGM, Continuous Glucose Monitoring) – prosegue PANCANI – è possibile avere un livello di predittività molto alto, preciso e sicuro. Questo comporta anche un effetto psicologico tranquillizzante sui pazienti, che si stanno dimostrando più consapevoli e pronti a intervenire a fronte di una reale necessità generata. I dispositivi di ultima generazione sono dotati di un sistema di allarme predittivo capace di anticipare il problema offrendo ben 20 minuti per intervenire con serenità sul piano terapeutico”.
LE DIECI REGOLE PER LE VACANZE DI CHI HA IL DIABETEDire vacanza significa prendersi una pausa, liberarsi dagli impegni e abbandonare l’orologio. “E’ un mantra che può valere anche per chi ha il diabete, a patto che si tenga conto che siamo di fronte a un periodo limitato, e deve essere fatto con responsabilità e controllo. Cerco sempre di agevolare i miei pazienti –conclude PANCANI– offrendo consigli che aiutino a organizzare meglio le partenze ed evitare spiacevoli inconvenienti al rientro. Ecco perché ho messo a punto una sorta di decalogo con le indicazioni pratiche prima di mettersi in viaggio”

  1. Prepara con anticipo una scorta idonea di insulina, meglio se con un calcolo più abbondante dei giorni di permanenza (se portatore di micro portare anche una penna di insulina basale da utilizzare in caso di guasti al device)
  2. Usa una borsa termica come contenitore del kit dei farmaci per mantenere integro il principio attivo che con il caldo potrebbe deteriorarsi
  3. Controlla di avere sempre una mini-dispensa (es. succo di frutta, bibita zuccherata, caramelle, fette di pane) per prevenire/gestire eventuali ipoglicemie
  4. Nel kit dei farmaci, non dimenticare quello per le emergenze da ipoglicemia (glucagone) che ora è disponibile anche in una semplice forma inalatoria e prescrivibile dal medico
  5. Tieni sempre nel bagaglio a mano il kit dei farmaci, la mini-dispensa e la certificazione che attesti la patologia per giustificare il trasporto di aghi, lame, liquidi, device
  6. Se viaggi da solo o con minorenni, usa un braccialetto/biglietto/certificazione per poter riconoscere la malattia e intervenire in caso di emergenza
  7. Durante il soggiorno, pianifica e monitora le attività fisiche più dinamiche che potrebbero cambiare il fabbisogno insulinico
  8. In compagnia, fai un uso moderato di alcolici e super alcolici, evitando di farlo a stomaco vuoto 
  9. Se sei tu alla guida durante le trasferte, fai piccole pause ogni ora utili a riposarti e a controllare i livelli di glicemia
  10. Rispetta e segui le indicazioni e gli allarmi che i dispositivi per il monitoraggio e/o infusore di insulina indicano, senza farti distrarre dal contesto spensierato e mondano

FOTOGRAFARE LE MERAVIGLIE DEL MEDITERRANEO

01 lunedì 2022 visualizzazioni:

Nell’epoca in cui nulla sfugge agli obiettivi di cellulari e macchine fotografiche, una nuotata con maschera e pinne o un’immersione sui fondali più vitali dei nostri mari, così come un’escursione in barca a vela o una giornata dedicata alwhalewatching, rappresentano le opportunità migliori per immortalare la bellezza e la varietà che si nascondono nel nostro Mediterraneo.

L’occasione è ghiotta, quindi, anche per partecipare a uno dei concorsi fotografici lanciati dai progetti europei LIFE CONCEPTU MARIS (CONservation of CEtaceans and Pelagic sea TUrtles in Med: Managing Actions for their Recovery In Sustainability) e LIFE Pinna (Conservation and re-stocking of the Pinna nobilis in the western Mediterranean and Adriatic sea), cominciati nei mesi scorsi con l’obiettivo di proteggere e conservare alcuni degli animali più carismatici del Mediterraneo, come i cetacei e le tartarughe marine, e per salvare il mollusco bivalve più grande dei nostri mari, la nacchera di mare Pinna nobilis, portata in pochi anni sull’orlo dell’estinzione da un’epidemia globale.

I regolamenti dei concorsi si possono vedere sui siti dei due progetti, www.lifepinna.eu e www.lifeconceptu.eu.

L’iniziativa è rivolta a tutti coloro che, attraverso uno scatto, riescono a raccontare la bellezza della biodiversità che ancora si può trovare nel Mediterraneo, sia sui fondali costieri sia in mare aperto. Se “Vita tra gli scogli” è, infatti, il tema scelto dal progetto LIFE Pinna per celebrare la vita di un granchio, di piccoli pesci o di un’alga dalle forme particolarmente sinuose nei bassi fondali, “Profondo blu. Balene, delfini e tartarughe in mare aperto” è quello del concorso promosso da LIFE Conceptu Maris, a cui si potrà partecipare, per esempio, con una o più foto delle acrobatiche stenelle che danzano davanti alla prua di un’imbarcazione, oppure di una tartaruga marina in difficoltà per una lenza attorno a una pinna o, ancora, della coda di un capodoglio che si immerge. 
I vincitori saranno annunciati anche sul sito e sui social dei progetti nei primi giorni di ottobre. 

A proposito di mare aperto, i passeggeri che in agosto e settembre partiranno con uno dei traghetti che coprono le rotte Napoli-Palermo (Grandi Navi Veloci) e Cagliari-Palermo (Grimaldi Lines) potrebbero avere qualche chance in più di realizzare uno scatto memorabile. Almeno un paio di volte al mese, infatti, a bordo di queste linee o agli imbarchi, i team scientifici di Conceptu Maris sono a disposizione dei viaggiatori più interessati per condividere gli obiettivi del progetto, ma anche a dare le dritte utili per individuare cetacei e tartarughe durante la rotta.

Una giuria di esperti valuterà tutte le immagini ricevute entro la mezzanotte del 25 settembre. Per i partecipanti di ogni concorso in palio ci sono libri a tema marino, magliette e gadget legati ai progetti. Nei prossimi due mesi lasciatevi quindi ispirare da una delle celebri massime di Albert Einstein: “Guarda in profondità nella natura e poi capirai tutto meglio”.

di Sofia D’Altrui

1/08/2022