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Acne in età adulta: sole, cioccolato, make-up e altri “falsi miti” sfatati  

15 domenica 2022 visualizzazioni:

L’acne è tradizionalmente considerato un disturbo che colpisce gli adolescenti, tuttavia spesso questo persiste anche nell’età adulta. Quando si parla di pelle acneica, talvolta emergono indicazioni discordanti o permangono alcuni luoghi comuni. MioDottore – piattaforma specializzata nella prenotazione online di visite mediche e parte del gruppo DocPlanner – ha coinvolto una delle sue esperte, la Dottoressa Maria Vastarella, dermatologa e medico estetico, al fine di sfatare i falsi miti più ricorrenti in merito, suggerire utili consigli beauty e indentificare i cibi “amici” della pelle per fronteggiare questo fastidio.

I 5 falsi miti più comuni sull’acne: attenzione al sole, mentre sì al cioccolato (con moderazione)

Per alleviare insofferenze e preoccupazioni per chi soffre di acne, la specialista di MioDottore ha identificato 5 elementi chiave sui quali fare chiarezza al fine di delineare una linea guida di prevenzione e cura.

  1. L’esposizione solare migliora l’acne. Non esattamente. Il sole, grazie alla sua azione antibatterica e immunomodulatrice, riduce inizialmente le lesioni infiammatorie dell’acne con un miglioramento durante la stagione estiva. Tuttavia, determina anche un’aumentata produzione di radicali liberi e un’iperproliferazione cheratinocitaria, con conseguente peggioramento della problematica nei mesi invernali.
  2. Chi soffre di acne non può truccarsi. Falso. L’acne ha un notevole impatto sulla qualità di vita delle persone che ne soffrono. Il camouflage, e quindi il make-up, sono fondamentali per nascondere i segni, consentendo alla persona di sentirsi sempre al meglio, anche con pelle acneica. Al tempo stesso, bisogna prediligere prodotti specifici oil free e non comedogenici.
  3. Il cioccolato fa venire l’acne. Falso. Non è il cioccolato in sé a scatenare l’acne, piuttosto è importante prestare attenzione al consumo di latticini e cibi ad alto indice glicemico. Il cacao ha un forte effetto positivo sull’umore e spesso viene utilizzato come antistress, consumare di tanto in tanto un pezzetto di cioccolato fondente (75%), può far sentire subito meglio.
  4. Con l’acne non si possono usare creme idratanti. Falso. Anche la pelle acneica ha bisogno di idratazione, spesso infatti i trattamenti antiacne possono seccare eccessivamente la cute, è bene dunque prediligere una crema idratante a base di acqua non arricchita di oli.
  5. L’acne tardiva è uguale a quella giovanile. Vero. Si tratta in entrambi i casi di iperproduzione di sebo e ipercheratinizzazione follicolare, che associati a un’aumentata colonizzazione della cute da parte del Propionibacterium acnes, causano l’infiammazione del follicolo pilifero e la formazione delle papule e pustole tipiche dell’acne. Quello che può cambiare negli adulti è la localizzazione dell’acne, che tende a concentrarsi maggiormente su mento, regione mandibolare e collo.

 Corretta skincare: detersione, idratazione e fotoprotezione

La beauty routine, spiega la specialista, è la base di partenza per poter far fronte a tale problematica, ma non è l’unica, anche il menu gioca un ruolo importante.

Sul fronte skincare in particolare, la dottoressa spiega come la detersione regolare e l’impiego di prodotti adeguati siano gli elementi cardine per prevenire l’insorgenza delle lesioni acneiche e commenta: “La detersione quotidiana è il primo step fondamentale per rimuovere il sebo e le impurità che occludono i pori, e consentire alla cute di rigenerarsi naturalmente, riducendo così il rischio di nuove imperfezioni. Al mattino è consigliato un detergente a risciacquo, lenitivo in caso di pelle sensibile o secca, arricchito con acido salicilico qualora si avesse pelle grassa. Inoltre, è importante proseguire applicando una crema idratante a base di acqua, talvolta arricchita con acido salicilico, alfa e beta idrossiacidi, aventi un leggero potere esfoliante. Mentre, la sera sarebbe bene usare prima del detergente un’acqua micellare per eliminare tutti i residui di trucco e applicare poi una crema a base di retinolo, che ha un’azione cheratolitica, aiuta a eliminare le cellule morte dalla superficie della pelle ed esfolia i pori.”

Inoltre, l’esperta ricorda che numerosi trattamenti antiacne, come il retinolo e l’acido salicilico, risultano spesso fotosensibilizzanti e andrebbero quindi ridotti o evitati nel periodo estivo, sostituendoli con sostanze non fotosensibilizzanti, come la niacinamide. Usare una fotoprotezione quotidiana diventa dunque d’obbligo soprattutto in estate, in quanto i raggi ultravioletti provocano un ispessimento dello strato corneo della cute, terreno favorevole allo sviluppo delle lesioni acneiche.

La salute vien mangiando: via libera ad avocado e cibi integrali, da evitare farine bianche, latte e sigarette

Anche in questo caso, il benessere della pelle passa dalla tavola, per questo motivo la specialista di MioDottore suggerisce: “E’ fondamentale seguire costantemente una dieta sana, diminuire il consumo di alimenti ad alto indice glicemico, come tutti i cibi raffinati quali pasta, pane e dolci prodotti con farine bianche, prediligendo prodotti integrali, a medio e basso indice glicemico che riducono il picco di insulina e di conseguenza la sua azione sull’insorgenza dell’acne. Anche l’assunzione di latte e derivati, attraverso un’aumentata produzione di IGF-1, può peggiorare la patologia acneica, meglio quindi ridurne il consumo a 2-3 volte la settimana. Via libera invece agli omega-3 presenti in olio di pesce, avocado e frutta secca che, grazie al loro effetto antiinfiammatorio, sono in grado di ridurre l’insorgenza delle lesioni acneiche. Infine, smettendo di fumare, si riscontrerà una pelle più luminosa e priva di impurità già dalle prime settimane.”

Per far fronte a dubbi e domande relativi all’acne e disturbi dermatologici, MioDottore mette a disposizione degli utenti la funzionalità di consulenza online, con circa 7.000 esperti disponibili. Nato per far fronte alle esigenze sorte con il primo lockdown, il progetto consente di incontrare via video gli specialisti della piattaforma, sia che si tratti di un primo colloquio o di appuntamenti di consueto monitoraggio del proprio benessere.

di Sofia D’Altrui

14/05/2022

Feng Shui: il decalogo per arredare la camera da letto ideale

14 sabato 2022 visualizzazioni:

Pensare all’organizzazione ottimale degli spazi della stanza da letto non è sempre semplice, ma una possibile chiave di volta può fornirla il Feng shui, l’antica arte geomantica taoista che trova anche alcuni concreti riscontri scientifici. Lo conferma Emma – The Sleep Company, tra le aziende a più rapida crescita in Europa nella produzione di sistemi per il sonno, che ha coinvolto una delle sue esperte, la Dottoressa Verena Senn, neurobiologa e responsabile della ricerca sul sonno per approfondire la tematica e svelare le 10 regole d’oro al fine di arredare la propria stanza creando un “tempio di armonia”, favorire sonni rigeneranti e dare il via a giornate produttive e soddisfacenti.

Feng shui in camera da letto: simmetria, ordine, arredamento minimal e pulizia

Secondo l’antica filosofia cinese, la posizione di ogni oggetto può influenzare l’esperienza vissuta in casa, camera da letto compresa; questa, in particolare dovrebbe essere considerata come un “santuario”, un luogo di pace per riposare e trovare equilibrio. Per questo motivo, secondo il Feng shui tale spazio dovrebbe essere il più pulito e ordinato possibile ed essere caratterizzato da un design minimale e simmetrico, per trasmettere un senso di serenità e relax.

Sia il Feng shui che la scienza ritengono che quando si parla del giusto posizionamento dei complementi d’arredo, è importante riuscire a vedere dal letto la porta di ingresso, senza che questa però si trovi direttamente fronte al letto, consentendo di controllare chi entra nella stanza senza essere visti a un primo sguardo. Tale disposizione favorisce una sensazione di protezione e sicurezza psicologica, che predispone al rilassamento e dunque a un più veloce addormentamento.

Inoltre, giocano un ruolo fondamentale la quantità di oggetti presenti nello spazio e l’ordine, in quanto il cervello umano elabora costantemente le informazioni tramite i sensi. Di conseguenza, più complessa è la percezione, più tempo, sforzo e attenzione viene richiesta alla mente, sottoponendola a uno stato di stress non necessario.

Infine, sia le neuroscienze che la filosofia orientale sottolineano l’importanza di mantenere la camera da letto priva di dispositivi elettronici, dato che i device impediscono di raggiungere il livello massimo di oscurità nella stanza e possono accrescere problematiche durante il riposo notturno.

Feng shui e scienza: i 10 consigli strategici per arredare la camera da letto

Secondo l’esperta di Emma – The Sleep Company, Feng shui e scienza trovano allineamento su alcune regole auree che possono davvero avere effetti benefici su corpo e mente, aiutando le persone a vivere con maggior vigore la propria quotidianità, canalizzando l’energia positiva per affrontare al meglio le proprie giornate. Ma quali sono?

  1. La corretta disposizione del letto: è ideale posizionarlo non troppo a ridosso dalla finestra, per riposare lontano da eventuali rumori esterni ed evitare correnti d’aria qualora si volessero aprire i vetri.
  2. Mai più senza comodino: è importante prevedere sempre tale complemento d’arredo per avere accanto a sé una lampada, un bicchiere d’acqua o eventuali altri piccoli oggetti utili.
  3. Più punti luce interni: è bene non concentrare in un unico punto tutte le fonti luminose, ma anzi distribuirle per la stanza per creare un’atmosfera soffusa e più piacevole.
  4. Tendaggi di qualità: si consiglia di valutare con attenzioni i tessuti e la manifattura delle tende affinché siano realmente in grado di trattenere la luce esterna, supportando correttamente il riposo notturno.
  5. Zero device: è basilare tenere lontano dalla camera da letto tutto ciò che non è indispensabile per il sonno, ma anzi può inficiarne la qualità, come TV, tablet e smart phone.
  6. No agli specchi: spesso le persone che hanno disturbi del sonno tendono a verificare il proprio viso come prima cosa al mattino, concentrandosi su rughe e dettagli frutto della notte insonne. Tale atteggiamento può causare un aumento dei livelli di ansia e stress.
  7. Via libera a cuscini e piumoni: è una buona idea circondarsi di tutto ciò che favorisce un ambiente accogliente e consente di sentirsi coccolati e al sicuro, nel proprio spazio.
  8. Un’immagine allegra: optare per una foto, un quadro o un poster che renda sorridenti e spensierati, può contribuire a svegliarsi più felici.
  9. No alla scrivania: è importante usare la camera da letto solo per dormire, per questo motivo non dovrebbe essere presente un’area-ufficio, soprattutto se si svolge un lavoro stressante. Questa regola consente di educare la mente a rilassarsi e a non rimuginare sugli eventi della giornata.
  10. Luce solare esterna: essendo il miglior sincronizzatore dell’orologio biologico, è strategico pensare di avere le finestre su un lato del letto. Diversamente, se la finestra si trovasse dietro al letto, non sarebbe possibile beneficiare appieno del sole; mentre, se fosse davanti al letto, la luce potrebbe affaticare gli occhi al mattino, disturbando il risveglio.

“Anche se a un primo sguardo scienza e Feng shui possono apparire distanti, in realtà concordano sulla reale possibilità di trovare l’equilibrio giusto nella propria camera da letto, una serenità tale da consentire alle persone di riattivare la versione migliore di se stessi. In particolare, quando la stanza è pulita, priva di device elettronici che emettono luce blu ed è utilizzata al solo scopo di dormire, è possibile sentirsi ​​più calmi e rilassati, vivere sonni riposanti e svegliarsi con maggior energia. Infine, avere una camera da letto ordinata aiuta a mantenere equilibrio mentale; eliminare gli oggetti di cui non si ha bisogno, può essere una buona metafora e un valido input per lasciar andare ricordi e storie che non fanno più sentire a proprio agio e sereni,” commenta la Dottoressa Verena Senn, neurobiologa e responsabile della ricerca sul sonno di Emma – The Sleep Company.

di redazione digital

14/05/2022

Trasformare la seconda casa in un perfetto Airbnb: il primo corso con i segreti dell’home staging 

13 venerdì 2022 visualizzazioni:

Trasformare la seconda casa in un perfetto Airbnb: arriva il primo corso in Italia con i segreti dell’home staging per le case vacanza

Ridisegnare spazi, colori, arredi e realizzare un servizio fotografico professionale: così si seleziona la clientela, si ottengono prezzi più alti e si riempiono le stanze tutto l’anno. Tutti possono imparare con il Metodo Home Staging Turistico messo a punto da Fosca de Luca di AIS&R – Accademia Italiana di Staging & Redesign: 30 ore di lezione su Zoom in partenza mercoledì 8 giugno

Il turismo estivo sta per ripartire e sono moltissimi i proprietari di case, stanze o strutture di vario tipo che si preparano ad affittare attraverso Airbnb e le altre piattaforme che hanno trasformato il settore negli ultimi anni. Come si fa a progettare e arredare al meglio un immobile per distinguersi fra le innumerevoli proposte sul web efar fruttare davvero l’investimento? Con il metodo e le competenze giuste, tutti possono riuscirci. È per questo che è nato il primo corso in Italia che insegna tutte le tecniche di redesign d’interni specifico per B&B e case vacanza, in una formula comodamente online e adatta anche ai non specialisti del settore immobiliare.

A proporlo è AIS&R – Accademia Italiana di Staging & Redesign, la scuola che forma i migliori home stager d’Italia (più di 600 diplomati in 7 anni di attività). Si tratta di un percorso di 30 ore (15 lezioni sulla piattaforma Zoom, dalle 18.00 alle 20.00, mercoledì e lunedì) in partenza il prossimo 8 giugno.

«Data la forte domanda, abbiamo deciso di rimodellare il nostro percorso di ReDesign d’Interni per dare i giusti strumenti a chi desidera valorizzare un immobile destinato a diventare casa vacanze da affittare o b&b: un progetto che, se non attentamente studiato e gestito, rischia di non essere remunerativo» commenta Fosca de Luca, fondatrice di AIS&R esperta del settore immobiliare da oltre vent’anni, home stager e redesigner autrice del libro Home staging strategico nel mercato extra-alberghiero (Dario Flaccovio Editore). Prosegue de Luca: «Fare le scelte giuste in fatto di spazi, arredo, colori e tessuti, e poi promuovere adeguatamente l’immobile, è infatti fondamentale non solo per spiccare sulle piattaforme online, ma anche per selezionare la clientela, proporsi a prezzi più alti e mantenere le camere occupate in ogni momento dell’anno».

Il corso di AIS&R si basa sul Metodo “Home Staging Turistico”, sviluppato da Fosca de Luca sulla base della sua ventennale esperienza, in cui ha preparato oltre 350 case destinate al turismo extralberghiero. Durante le lezioni si impara a sviluppare un progetto di redesign turistico dall’inizio alla fine, partendo dalla progettazione degli spazi e dell’arredamento per concludere con il servizio fotografico professionale. Dalla definizione dello stile, alla creazione di palette cromatiche, alla scelta di arredi, tessili e complementi, fino ai piccoli tocchi “effetto wow”, tutte le tecniche illustrate nel corso hanno lo scopo di creare un’immagine unica per ogni casa vacanze, valorizzandone i punti di forza e permettendo di agganciare il giusto target di clienti. Esercitazioni pratiche, interazione costante con i docenti, registrazioni disponibili per un anno, video corsi di approfondimento, guide e template forniscono un valido supporto per impostare progetti di redesign di successo.

di redazione digital

13/05/2022

RIMINIWELLNESS 2022: LE DISCIPLINE SOFT E OLISTICHE SEMPRE PIU’ PROTAGONISTE

12 giovedì 2022 visualizzazioni:

Mens sana in corpore sano: una vera e propria necessità, nello scenario odierno, che non poteva che essere esaltata nella manifestazione di riferimento per il settore dello sport e del fitness, RiminiWellness Per la sua 16esima edizione, la kermesse di Italian Exhibition Group ha raddoppiato lo spazio dedicato alle discipline soft e olistiche e, dal 2 al 5 giugno, presso la Fiera di Rimini, il pubblico potrà entrare in contatto con una ricca offerta di lezioni, incontri e percorsi studiati per aiutare a ritrovare la propria energia interiore e un completo benessere psicofisico. Non importa il livello di conoscenza, grazie ai trainer di fama internazionale, sarà possibile sperimentare a più livelli le diverse declinazioni di tali tecniche – dalle più tradizionali alle più moderne – oltre allo Yoga e Pilates,con sessioni aperte a tutti.  

Tutte le anime dello Yoga

Una delle principali novità della kermesse è ‘Yoga on stage’, il progetto organizzato in partnership con il brand ReYoga (Padiglione A1) pensato per essere un luogo di incontro tra i più importanti insegnanti italiani e il pubblico (di esperti e non) per dimostrare la bellezza e i benefici che questa disciplina può offrire, attraverso lezioni dedicate a diverse tecniche come il Poweryoga, l’Hatha flow, il Vinyasa Ladder Flow e molti altri.

Durante i quattro giorni di fiera, nella già nota Devayogamind Inner Zone (Padiglione D3), Sayonara Motta introdurrà alcune nuove sessioni di Yoga Therapy, come lo Yoga & Somatic Moves, un approccio nuovo allo yoga più tradizionale che combina le classiche asana dell’Hatha Yoga con dei movimenti che permettono di riprendere il controllo volontario sui muscoli contratti, insegnando gradualmente a riprendere consapevolezza della zona del corpo interessata per migliorare la mobilità.  Inoltre, ci si potrà esercitare con il metodo IPATH®, una tecnica di Yoga Ristorativo Miofasciale che consiste in una sequenza specifica di posizioni finalizzate all’allineamento terapeutico posturale.

Relax e salute all’area Bio Stage

Uno spazio importante è riservato anche all’area Bio Stage (Padiglione A1), un luogo esperienziale per immergersi nel mondo delle bio-discipline che promuovono il benessere della persona e contribuiscono a mantenerne l’equilibrio psicofisico attraverso esercizi come lo stretching dei 5 elementi, il postural pilates, l’Yin Yoga etc.

Tra le riconferme ci saranno AntiGravity® Fitness, definito come lo yoga del presente e del futuro, attraverso il quale scoprire il mondo a testa in giù grazie alle morbide amache e ai trapezi di tessuto avvolgente – creati appositamente da Christopher Harrison, fondatore e direttore artistico della compagnia di evoluzioni aeree AntiGravity® che permettono di eseguire sequenza dinamiche sospesi, sfidando la forza di gravità con movimenti multidimensionali a 360°, senza peso e compressione articolare; BodyFly Zone, un ambiente open space nel quale il bodymental coach Gennaro Setola terrà sessioni dedicata all’omonima disciplina da lui ideata che utilizza il Flyboard, una tavola in legno curva ergonomia e multifunzionale. Tornano anche gli specialisti dell’Attività Outdoor Fluxo saranno presenti per il secondo anno consecutivo con tante discipline quali Acroyoga, Allenamento Funzionale del piede, diversi stili di Yoga, Ninjutsu, Pilates, Mobility e tante altre. 

Infine, la TAO Scuola Nazionale di Massaggio e la Scuola Centro Studi Benessere saranno a disposizione nelle Relax Zone per tutti coloro che vorranno regalarsi un momento di relax e sperimentare varie tipologie di trattamento.

12esima edizione per Pilates Junction

Gli appassionati di pilates non potranno perdersi la Pilates Junction, lo spazio di formazione e approfondimento dedicato alla scoperta di tutti gli ambiti di applicazione di questa disciplina, giunto alla sua edizione numero 12. Da giovedì 2 a domenica 5 giugno, i migliori professionisti del settore terranno conferenze e workshop per dare soluzioni pratiche, nuove idee e mettere in evidenza i vantaggi che il fisico ne può trarre.

Per vedere il calendario aggiornato delle novità e per prenotare le lezioni visitare il sito ufficiale:https://www.riminiwellness.com/

ORASI’ BASKET RAVENNA – LEWIS SULLIVAN

di redazione digital

12/05/2022

Eurovision Song Contest Torino 2022

11 mercoledì 2022 visualizzazioni:

Si è alzato ieri il sipario sulla 66esima edizione dell’Eurovision Song Contest che quest’anno si tiene al Pala Olimpico di Torino il 10, 12 e 14 maggio, serata della proclamazione del vincitore

È uno degli eventi più attesi dagli appassionati di musica di tutto il mondo. Questa celebre competizione viene organizzata dai membri dell’Unione europea di radiodiffusione.

L’Eurovision viene trasmesso in tutto il mondo e a favorire ancora di più la diffusione del festival a livello mondiale, contribuisce il fatto che da diversi anni viene trasmesso anche via internet.

La modalità con cui vengono selezionati i partecipanti all’Eurovision Song Contest compete alle emittenti televisive dei singoli Paesi. La scelta del cantante o gruppo può avvenire per mezzo di una selezione interna o in alternativa con un festival musicale in cui una giuria sceglie un vincitore che viene invitato a partecipare all’Eurovision, proprio come avviene in Italia con il Festival di Sanremo. 

A condurre le serate dell’Eurovision 2022 sono Alessandro Cattelan, Laura Pausini e Mika.
Quest’anno a rappresentare l’Italia ci sono Mahmood e Blanco, vincitori di Sanremo 2022 e, come ospite, Diodato, vincitore di Sanremo 2020, che a suo tempo non ha potuto portare il suo brano “Fai rumore” sul palco dell’Eurovision a causa della pandemia. 

La prima edizione dell’Eurovision Song Contest si è svolta nel 1956 a Lugano ma ci sono voluti 9 anni per vedere la vittoria dell’Italia quando, a Copenaghen, Gigliola Cinquetti ha vinto con “Non ho l’età”.

Così l’anno dopo l’Italia ha ospitato l’Eurovision per la prima volta: la gara si è svolta a Napoli e a rappresentanza ha partecipato Bobby Solo che ottenne però il quinto posto.

La seconda vittoria italiana avviene nel 1990 a Zagabria con Toto Cotugno che ha portato il suo brano “Insieme”. Nel 1991 quindi il Festival ha fatto ritorno in Italia.

Dopo una lunga pausa di 31 anni, l’Italia è tornata a trionfare nel 2021 grazie ai Maneskin.

Cosa succederà in questa edizione? Attendiamo la finale per scoprirlo!

di redazione digital

11/05/2022

Viaggi in camper: tutto quello che avreste voluto sapere

10 martedì 2022 visualizzazioni:

Guida semi-seria alla vanlife: le domande più curiose (e utili) raccolte da Yescapa, 
per organizzare al meglio un’avventura on the road in camper

Nell’immaginario comune, i viaggi in camper richiamano sensazioni di libertà pura, di romantiche avventure ed esplorazioni alla scoperta di meraviglie naturali: tracciare a proprio piacimento l’itinerario, lasciarsi guidare dal cuore di fronte a un bivio, portarsi dietro la propria casetta come una chiocciola e dormire sotto le stelle… ma dopo i vagheggiamenti iniziali, sorgono le prime domande concrete: come funziona il water? Posso parcheggiare ovunque? Ci staremo davvero tutti là dentro, cani inclusi? È proprio per sciogliere questi dubbi che Yescapa, piattaforma europea leader di camper sharing, ha raccolto alcune domande utili e curiose sui viaggi in camper, fra le più gettonate dai non-camperisti.
Per tutti quelli che sentono il richiamo di questa modalità di viaggio, ma hanno bisogno di fare un po’ di chiarezza mentale, ecco quindi una breve guida semi-seria alla vanlife e su tutto ciò che comporta. Perché se negli on the road è vero che l’importante è il viaggio, ancor più della destinazione, è meglio partire preparati e pronti a tutto.

Domanda #1: Sono libero di parcheggiare dove voglio?
Quando si viaggia in camper, ci si sente cittadini del mondo, a casa ovunque. Ma proprio ovunque può essere considerato casa? Se è vero che questa tipologia di viaggio è sinonimo di libertà, non si possono piantare le tende proprio dappertutto: anche se quella meravigliosa radura o quel tranquillo sentiero di campagna invitano davvero a passarci la notte…
Secondo il codice della strada, si può dormire in camper per strada a patto che il veicolo sia regolarmente parcheggiato in sosta in contesti cittadini o residenziali, senza però accamparsi: per quanto l’idea sia allettante, niente tavolini, sedie o sdraio in giro, quindi. Se si decide di optare per questa soluzione, sono sicuramente utili le aree di sosta attrezzate o camper service, punti di appoggio dove è possibile avere accesso all’acqua pulita e svuotare gli scarichi. Ma per chi volesse concedersi qualche comodità in più, resistendo all’impulso di prenotare una notte in un villaggio all inclusive, si può scegliere un campeggio, area dedicata alla sosta dei veicoli ricreazionali con servizi come l’accesso all’acqua, servizi igienici, pozzetti di scarico per le acque grigie, colonnine elettriche e, soprattutto, l’indispensabile connessione wifi.

Domanda #2: Posso portare a bordo il mio zoo domestico?
La vanlife si potrebbe paragonare a una chiocciola: ci si porta dietro tutto l’essenziale per sentirsi a casa, pur spostandosi continuamente. Un viaggio in camper si può quindi paragonare a un piccolo trasloco: ma in quel minuscolo spazio vitale, ci starà davvero tutto tutto? Valigie, bambini e animali domestici vari ed eventuali al seguito?
Ogni tipologia di veicolo ricreazionale è ideale per una tipologia di viaggiatori: e forse stupirà scoprire che non tutti quelli che infatti comunemente chiamiamo “camper” lo sono effettivamente. Per quelli per cui le dimensioni non sono tutto e preferiscono maggiore praticità, la soluzione ideale è il van: le sue misure ridotte ne fanno un vero e proprio passe-partout, in perfetto equilibrio tra abitabilità a bordo e mobilità, ed è quindi la scelta più amata dalle giovani coppie. Il camper, invece, è sinonimo di funzionalità e comfort ed è il più scelto dalle famiglie: i (più o meno) piccoli camperisti a due o quattro zampe ameranno partire all’avventura a bordo di un camper, senza problemi di spazio. A meno che non abbiate un allevamento di San Bernardo al seguito… Infine, per chi concorda con la sentenza latina “in medio stat virtus”, a metà strada tra il van e il camper è disponibile anche una terza tipologia di veicoli, il furgone camperizzato: compromesso ideale tra comfort abitativo e dimensione del veicolo, ad esempio per gruppi di amici che vogliano spazio ma maggiore maneggevolezza. Qualunque opzione scegliate, non preoccupatevi: sotto alle 3,5 tonnellate (più o meno come un “piccolo” elefante asiatico e limite massimo dei veicoli su Yescapa), vi basterà semplicemente la Patente B e… un po’ di sano buonsenso al volante.

Domanda #3: Perché i camper sono bianchi?
Se pensando ai bus inglesi viene subito in mente il colore rosso e mentre l’arancione e il verde si abbinano rispettivamente ai tram milanesi e romani, il bianco è il colore predominante nel mondo camper e affini. Ma perché? Un quesito sempre gettonatissimo, che trova una risposta non tanto nell’estetica, quanto nella funzionalità dei veicoli: il colore bianco è scelto principalmente per evitare che l’abitacolo si surriscaldi eccessivamente e garantire temperature interne miti anche durante le stagioni più cocenti. Quindi, se all’esterno potreste comunque cuocere un uovo sul cofano, non rischierete di fare la stessa fine dentro.
Se è vero che i camper sono molto richiesti per viaggi nella bella stagione, dai viaggi on the road per ammirare la fioritura in primavera fino al foliage in autunno, è naturalmente possibile anche viaggiare in inverno, con le giuste accortezze a livello di riscaldamento, coibentazione e gomme invernali. In questo caso, il vostro bianco compagno di avventure sarà perfetto per mimetizzarsi in mezzo alla neve!

Domanda #4: Mi dovrò nutrire solo di scatolette?
Ammettiamolo, agli italiani piace mangiare bene, anche in viaggio. Ma come conciliare un viaggio on the road con questo lato da buongustai? Questo dilemma è divisivo per i camperisti e ha infatti dato vita a diverse scuole di pensiero: da una parte c’è chi si porta dietro tutto da casa, ma proprio tutto, per cucinare sempre in viaggio risparmiando soldi e tempo; al polo opposto si trova invece chi opta per una vacanza total relax, preferendo spendere di più per mangiare sempre fuori ed evitare così le incombenze legate alla cucina. Se nel primo caso è essenziale organizzare al meglio le scorte con prodotti a lunga conservazione e cucinare il più possibile piatti pre-partenza da congelare, nel secondo si porta con sé solo lo stretto indispensabile per tuffarsi poi alla scoperta di ristoranti e trattorie locali, senza doversi preoccupare di pile di pentole e piatti da lavare (ma attenzione al portafogli!). Un’interessante via di mezzo può essere comprare prodotti freschi e a km0 lungo il percorso e prepararli poi nella propria cucina di bordo.
Per chi scegliesse la via più parsimoniosa, la regola aurea è: semplificare. Dato lo spazio ridotto, gli attrezzi da cucina devono essere ridotti il più possibile: sono consigliabili quindi gli oggetti pieghevoli come gli scolapasta o le ciotole in silicone, oggetti impilabili come le pentole da campeggio, e piatti, posate e bicchieri in plastica dura o in latta… per sentirsi come dei cercatori d’oro nello Yukon!

Domanda #5: E… il bagno?
Di Bagno con la B maiuscola ce n’è uno, quello di casa propria, tutti gli altri sono solo surrogati temporanei. Un pensiero condiviso da molti, gli stessi che considerano questo delicato argomento come discrimine tra una vacanza rilassante e un vero e proprio disastro! Le domande che sorgono spontanee sono tante: come funziona il wc? Dove finisce lo scarico? Si può fare la doccia? E il bidet? Procediamo con ordine.
Per quanto riguarda il wc, quello installato sui camper non è particolarmente diverso da quello domestico (a parte, naturalmente, il forte legame emotivo): l’unica differenza sta nel sistema di scarico, che non è collegato al sistema fognario, ma fa confluire in una cisterna di raccolta le cosiddette “acque reflue” (note anche col fosco nome di “acque nere”). Questa cisterna può essere poi svuotata tramite un tubo in apposite aree attrezzate o, in caso sia un serbatoio a cassetta estraibile, anche in un normale bagno. Mai scaricare illegalmente i propri liquami… pena salate multe! Anche per la doccia non avrete problemi: i camper sono dotati di docce interne collegate a una cisterna d’acqua, composte da un soffione e di un piano di appoggio. Forse non saranno cabine doccia con impianti led per la cromoterapia, ma assolvono degnamente il loro scopo, soprattutto per chiudere in bellezza una giornata di esplorazioni e avventure. Nel caso dei van, i cugini più compatti dei camper e quindi senza doccia interna, si può comunque prenotarne uno con doccino esterno, un po’ spartano ma sempre molto utile. Ultimo, ma non per importanza, il bidet, elemento irrinunciabile per gli Italiani: anche in questo caso, la furbizia del camperista ha portato nel tempo a preferire al bidet vero e proprio l’idroscopino, ossia il doccino igienico con pulsante di erogazione dell’acqua che aiuta a condensare le funzioni vitali, senza sacrifici.

Domanda #6: I camper si possono condividere?

È vero, questa domanda forse non è tra i primissimi quesiti legati al mondo dei camper che troverete su Google, eppure è indice di un trend in continua crescita: quello del camper sharing, la condivisione di veicoli ricreazionali possibile ad esempio su Yescapa, piattaforma numero uno in Europa in questo settore. Non si tratta di invitare sconosciuti sul proprio van o di imbucarsi sul camper di qualcun altro per passare insieme le vacanze, ma è la possibilità di prendere a noleggio il veicolo di privati o, viceversa, di mettere a disposizione il proprio veicolo in periodi di inutilizzo. Se su yescapa.it potete trovare la soluzione più adatta a voi, a livello di modello, posti letto, costi, disponibilità e molto altro, e curiosando sul blog di Yescapa scoprirete diversi spunti utili e suggerimenti di itinerari per iniziare a sognare e partire all’avventura!

di Sofia D’Altrui

10/05/2022