Sembra che la musica in Italia stia ritrovando una centralità che aveva perso da tempo. Lo testimonia anche l’Eurovision Song Contest – lo show musicale più visto nel mondo con un’audience globale di 200 milioni di persone – che quest’anno sarà ospitato a Torino grazie alla vittoria italiana dello scorso anno dei Måneskin che, dopo 31 anni, sono riusciti nell’impresa di riportare la manifestazione nel Bel Paese, facendo tornare alla ribalta il rock.
Secondo idealo – portale internazionale leader in Europa nella comparazione prezzi – il ritorno al rock si evidenzia anche analizzando i dati del portale italiano: nel corso dell’ultimo anno, l’interesse per le chitarre elettriche ha doppiato quello per le chitarre acustiche[1], mentre le batterie elettroniche e i sintetizzatori hanno fatto registrare una crescita di interesse rispetto all’anno precedente[2], a differenza degli strumenti acustici – come pianoforti e bassi acustici – che invece hanno coinvolto molto meno la platea.
Un pubblico, c’è da dirlo, sempre più giovane. Basti pensare che le ricerche musicali nel corso dell’ultimo anno hanno interessato per oltre il 15% le persone tra i 18 e i 24 anni, con un aumento di quasi 5 punti percentuali rispetto all’anno precedente[3].
Ma il ritorno al passato non si evince solo dal ritorno in scena del rock. Secondo idealo, infatti, sempre più importanza assume il mondo dei vinili, non più relegati a cimeli per collezionisti ma veri e propri strumenti di fruizione dell’odierno mercato musicale.
Basti pensare che i giradischi sono al quarto posto tra i prodotti più cercati nell’intera categoria musica nel corso dell’ultimo anno, con oltre il 5% delle intenzioni di acquisto dell’intero comparto musicale[4].
Ma, ancora più interessante è vedere quali sono stati i vinili più cercati su idealo.it nel corso dell’ultimo anno e riscontrare che si tratta di 7 grandi classici del rock[5]. In dettaglio:
Pink Floyd – Dark Side Of The Moon
Nirvana – Nevermind
Pink Floyd – The Wall (2011 Remaster)
Amy Winehouse – Back To Black
King Crimson – In the Court of the Crimson King
Bruce Springsteen – Born In The U.S.A.
Pink Floyd – Wish You Were Here (2016 Edition)
E si tratta di un fenomeno tutto italiano, a fronte di una predilezione per il pop nel resto d’Europa. Non per altro, secondo idealo, il vinile più cercato in UK è stato “Harry Stiles” di Harry Stiles, in Germania ed Austria l’atteso ritorno degli Abba con “Voyage”, mentre in Francia e Spagna “Sour” di Olivia Rodrigo[6].
Ciò che si evince, infine, dall’analisi dei dati di idealo è come siano cambiate in Italia le modalità di fruizione della musica. Si è persa in parte la volontà di condividere la musica, con il risultato di farla diventare qualcosa di molto più personale: lo mette bene in evidenza il boom delle cuffie, le più cercate nell’intera categoria musica. Ciononostante, si difendono bene le casse (al secondo posto) e le soundbar (al terzo). Lontani i tempi dei lettori MP3 e dei lettori CD, relegati al trentunesimo e trentaduesimo posto rispettivamente. Eppure, chissà, magari ci sarà un ritorno anche per loro.
“Siamo felici di riscontrare come la musica sia tornata ad avere un ruolo preponderante soprattutto tra i giovani ma speriamo che possa tornare a crescere, parallelamente, anche la loro voglia di imparare a suonare uno strumento musicale–ha commentato Antonio Pilello, responsabile della comunicazione di idealo per l’Italia – quest’anno la richiesta di strumenti musicali online non è stata particolarmente elevata, eppure l’e-commerce offre notevoli vantaggi economici in questo senso: basti pensare che chi ha acquistato una batteria elettronica online quest’anno ha ottenuto risparmi superiori al 37%, chi ha comprato una keyboard invece l’ha potuta pagare anche il 23% meno[7]. Si conferma, quindi, come l’intero comparto musicale possa trovare un degno alleato nella comparazione prezzi.
Dal 28 aprile al 1 maggio a MIA FAIR una mostra fotograficaracconta la magia del bosco bioenergetico di Tenuta de l’Annunziata
“Onde nella foresta. L’invisibile che esiste” è un progetto fotografico ideato e curato da Claudio Composti, art director di mc2gallery e curatore indipendente, in collaborazione con Tenuta de l’Annunziata il cui bosco energetico di 13 ettari è un unicum non solo in Italia, ma anche in Europa.
L’idea della mostra nasce dalla consapevolezza che il binomio natura-uomo è quanto mai attuale: due anni di isolamento e pandemia hanno portato a riscoprire il valore degli spazi all’aperto e l’importanza della natura e dei suoi benefici effetti sull’equilibrio psico-fisico. Le fotografie di Marco Lanzetta, da sempre dedicate al tema della foresta, forniscono così una chiave di lettura inedita per raccontare la relazione Uomo-Albero. Relazione che in Tenuta de l’Annunziata diventa esperienza pratica. Mappato dal bio architetto Marco Nieri, infatti, il bosco bioenergetico di Tenuta de l’Annunziata è un vero e proprio “parco del benessere” grazie al quale il piacere di una passeggiata nella natura si trasforma in un momento di benessere psico-fisico grazie ai percorsi meditativi guidati da Margot Errante, insegnante di discipline contemplative asiatiche e curatrice dei programmi e delle attività che si svolgono nel bosco.
Per Marco Lanzetta fotografare i boschi e le foreste significa aprire un portale ed entrare, attraverso l’immagine, in uno stato introspettivo. L’Uomo è Natura: Dante stesso utilizzò l’immagine de “la selva oscura” come simbolo iniziatico del suo percorso. In diverse culture la foresta è luogo di iniziazione, rappresenta la connessione tra creato e individuo. L’albero unisce terra e cielo, con i rami verso l’alto e le radici nel sottosuolo, è un collegamento tra mondo visibile e mondo sotterraneo. La foresta è un archetipo: entrare nel bosco significa entrare in noi stessi, in un mondo fatto di sentire, di paure, di mistero, di energie, profumi, odori, rumori che fanno tutti parte di un’esperienza sinestesica che tocca nel profondo e coinvolge con tutti i sensi. Anche per Marco Lanzetta, quindi, entrare in una foresta significa intraprendere un viaggio interiore, in un luogo dove s’incontrano l’io cosciente e l’inconscio, dotato di vita propria. “Se questo percorso interiore avviene con coraggio, apertura mentale, consapevolezza e curiosità sincera – spiega –allora la foresta, reale o intima, può rivelarsi una sorgente di energia, pace e illuminazione”.
Per approfondire la tematica, sabato 30 aprile alle ore 18.00 nell’Area Talk di MIA FAIR si terrà una conversazione con Marco Lanzetta Bertani, Margot Errante e Marco Nieri.
MARCO LANZETTA BERTANI
Marco Lanzetta Bertani (classe 1962) è un chirurgo, scrittore, sportivo e fotografo. Ha vissuto in Africa, Australia, Francia, Canada e Svizzera. Attualmente è Direttore dei Programmi Internazionali dell’Istituto Italiano di Chirurgia della Mano e del Centro Nazionale Artrosi. Il suo lavoro di medico con l’ONG GICAM lo porta regolarmente in India. Come chirurgo, è diventato famoso a livello internazionale nel 1998 quando ha eseguito il primo trapianto di mano da cadavere nella storia della medicina, seguito nel 2000 dal primo trapianto di mano bilaterale. È autore di 9 libri, tra cui l’autobiografico “Una mano più in là” sulla straordinaria avventura scientifica del primo trapianto di mano ed il best seller “La dieta anti-artrosi” sul suo nuovo modo di curare l’artrosi attraverso il cibo e la fitoterapia. È un sostenitore del veganismo. Appena possibile fa escursioni in montagna, nei boschi e nelle foreste finlandesi come irresistibile bisogno di abbracciare il silenzio e la solitudine, nel tentativo di ascoltare la sua anima, rompendo gli impegni con il mondo.
MARCO NIERI
Marco Nieri valorizza da sempre il suo lavoro con una particolare attenzione ecologica e la massima considerazione per le esigenze biologiche dell’Uomo e della Natura. La sua formazione multidisciplinare si è sviluppata coltivando una profonda vocazione ad operare in armonia con l’ambiente, partendo dai primi corsi di Bio-Architettura al Politecnico di Milano, ed è proseguita attraverso seminari, viaggi e soggiorni di studio sia in Italia che all’estero. Esperienze, pratiche e studi specifici gli hanno permesso di apprendere le conoscenze più vitali di Oriente ed Occidente e di ampliare la visione globale del suo lavoro, stimolandolo verso la ricerca e la sperimentazione di nuovi modi per conoscere e collaborare con la natura.
MARGOT ERRANTE
Margot Errante è unafotografa internazionale pluripremiata, antropologa, studiosa e insegnante di discipline contemplative asiatiche. All’età di diciannove anni si è trasferita in Cina, dove ha studiato e lavorato per vent’anni. La formazione accademica multidisciplinare – dalla linguistica cinese all’antropologia, passando per le neuroscienze – le ha permesso di costruire una vita professionale eterogenea. Oggi si interessa di Buddhismo Theravada e di Taoismo. Ha iniziato a praticare meditazione in Asia nel 2000 con un maestro taoista, e si è formata come istruttrice di programmi Mindfulness-based con l’AIM. Rientrata in Italia nel 2018, Margot porta la sua esperienza internazionale in contesti aziendali, clinici, educativi e privati, con progetti dedicati all’autoregolazione emotiva e alla gestione dello stress. Appassionata di foreste, cura per la Tenuta de l’Annunziata i programmi del bosco bioenergetico.
TENUTA DE L’ANNUNZIATA
La natura è protagonista alla Tenuta de l’Annunziata. E non solo per il contesto paesaggistico di rara bellezza che la caratterizza, ma anche perché la filosofia di accoglienza che permea l’intera proposta è espressione di una concezione olistica del benessere che trova il suo massimo compimento proprio nel rapporto uomo-natura. Da sempre meta di escursioni da parte degli abitanti della zona per via delle ampie aree boschive, la Tenuta è stata acquistata nel 2007 dalla famiglia Guffanti-Pezzoli che in pochi anni, grazie a una grandiosa opera di recupero, l’ha trasformata in un’oasi di pace e benessere diffuso votata all’accoglienza sostenibile e alla valorizzazione del patrimonio ambientale nel quale è immersa.
Quattro le anime di Tenuta de l’Annunziata: il Relais (con venti camere), il Ristorante Quercus, la SPA e il Bosco Bioenergetico. La proposta gastronomica del Quercus è improntata su ingredienti stagionali e materie prime provenienti dalle farm di proprietà o da aziende agricole selezionate della zona, interpretati ogni giorno con maestria e ricette naturali che ne valorizzano sapori e aromi. I piatti in menu nascono quindi dall’incontro tra la tradizione locale e i sapori e i colori che le stagioni e il territorio sanno donare. In un motto: la natura nel piatto.Anche la cantina valorizza le produzioni locali proponendo una selezione di aziende agricole e vitivinicole lombarde e alcune etichette prodotte dalla Tenuta da due ettari di vigneti sui Colli Piacentini.
IL BOSCO BIOENERGETICO
Il bosco bioenergetico fa di Tenuta de l’Annunziata un centro olistico all’avanguardia a livello internazionale. Fare lunghe passeggiate nel verde, respirare aria pulita e lasciarsi avvolgere dei profumi del bosco aiuta a combattere lo stress. E se questi sono i principi del Forest Bathing, una delle pratiche wellness più in voga, la Forest Therapy che è possibile praticare alla Tenuta de l’Annunziata ne rappresenta un’importante evoluzione.
Nel 2015 il bosco è stato studiato e mappato dall’eco-designer e bio-ricercatore Marco Nieriutilizzando il Bioenergetic Landscapes, un’innovativa tecnica di indagine e misurazione che gli ha permesso di individuare quaranta alberi la cui bioenergia crea condizioni tali da permettere a chi vi sosta per almeno quindici minuti di abbassare il livello generale di stress e aumentare il proprio benessere complessivo, ma soprattutto di ottenere effetti benefici particolarmente intensi su specifici organi o apparati. Moderne apparecchiature diagnostiche, come ad esempio la biorisonanza e la bioelettrografia GDV, hanno inoltre dimostrato che l’immersione in questi campi riduce lo stress psico-fisico, favorendo un senso di benessere complessivo. Il bosco bioenergetico è un percorso salutare lungo il quale potersi concedere soste e momenti di relax, sperimentando il potere rigenerante dell’energia delle piante e della natura: ad ogni visitatore viene consegnata una mappa dettagliata con itinerario, aree di sosta e specifici effetti benefici, così da orientare l’esperienza sensoriale secondo le specifiche esigenze.
Fra gli oggetti che collezioniamo da quando siamo piccoli, ad accompagnarci in ogni step della vita, troviamo sicuramente i libri: che siano romanzi, fumetti, saggi o perché no thriller avvincenti, ognuno di noi ha nelle proprie librerie moltissimi testi con i quali ha viaggiato nel tempo in spazi sconfinati, calandosi nei panni dei protagonisti di queste storie fantastiche.
Il mese di maggio, che è stato designato come mese del libro già da diversi anni, è il momento migliore per dare nuova vita ad avvincenti opere. Ad aiutarci in questo intento troviamo un alleato perfetto:Wallapop, la piattaforma di compravendita di oggetti second hand che promuove un modello di consumo responsabile e sostenibile, grazie al quale moltissimi appassionati di questo “hobby” saranno in grado di trovare il loro prossimo libro del cuore, che ha già vissuto una prima vita nelle mani di qualcun altro.
Nell’era del digitale, anche la compravendita di libri usati si sposta nel web, mantenendo sempre un occhio di riguardo verso il pianeta. Secondo una recente ricerca commissionata da Wallapop a Bva Doxa[1], il 52% degli intervistati acquista regolarmente oggetti di second hand e, di questi, il 47% è già un acquirente di libri usati, mentre solo il 38% lo utilizza per vendere libri e riviste. In generale ben il79% degli utenti tiene in grande considerazione la “sostenibilità” quando decide di effettuare un acquisto.
Wallapop ha identificato cinque buoni motivi per comprare o vendere libri usati:
1. Contribuire alla salvaguardia dell’ambiente, riducendo così l’emissione di CO2 e la deforestazione
2. Ricercare commenti e appunti che altri lettori prima di noi hanno impresso fra le pagine di un testo, e che noi stessi possiamo a nostra volta fare, per altri
3. Liberare la soffitta della collezione di fumetti che è stata fondamentale durante la nostra crescita, ma che ora occupa solo spazio, augurandosi che per altri possa avere lo stesso valore che ha avuto per noi
4. Scoprire autori dei quali non eravamo a conoscenza, grazie ai costi contenuti del second hand
5. Alleggerire le librerie prima di un trasloco, così che i testi possano trovare nuova vita nelle case di tante altre persone, e che i nostri nuovi inizi possano essere poi riempiti con il tempo con nuove bellissime avventure
Dall’inizio 2022 tra i libri maggiormente richiesti sulla piattaforma troviamo, al primo posto, Il Colibrì, vincitore del premio strega del 2020, che presto vedrà l’uscita del suo adattamento cinematografico con interpreti come Pierfrancesco Favino, Kasia Smutniak e Nanni Moretti. Al secondo posto l’intramontabile saga di Harry Potter, un classico senza tempo per grandi e piccini, e al terzo i libri di testo scolastici che possono essere utilizzati, senza dubbio, da più studenti. Fra i libri più venduti, sempre da inizio anno, a dominare la classifica sono i testi legati al mondo della cucina e i classiciDisney.
Non resta quindi che esplorare nella sezione di Wallapopcinema, libri e musica, per trovare un libro perduto (magari prestato ad un amico che non lo ha più restituito), un libro letto da bambini che potrebbe diventare un regalo per amici o parenti, o vendere il libro di fisica quantistica comprato in un momento in cui riponevamo troppe aspettative sulla nostra reminiscenza scolastica, le alternative sono davvero infinite!
Che la ricerca abbia inizio e come scriveva Calvino in Se una notte d’inverno un viaggiatore: “Puoi anche metterti a testa in giù, in posizione yoga. Col libro capovolto, si capisce. Certo, la posizione ideale per leggere non si riesce a trovarla”.
Per chi fa del cinema la propria passione ecco alcuni splendidi hotel di lusso in cui soggiornare immaginando di essere nelle location di film famosi
Ci sono hotel speciali che hanno la capacità di trasportare in un altro mondo grazie alla loro posizione straordinaria, alla loro unicità e al design particolare. Ecco alcuni di loro affiliati a Condé Nast Johansens le cui ambientazioni scenografiche, interni eccezionali e stile grandioso danno ai clienti l’emozione di essere sul set di un film. Da una villa antica che ricorda la “House of Gucci” di Ridley Scott a un sontuoso rifugio degno di “Maria Antonietta” di Sofia Coppola a un palazzo affascinante simile a quelli visti ne “Il Grande Gatsby” di Baz Luhrmann, c’è sempre un buon motivo per prenotare un soggiorno in uno di questi hotel e fuggire dalla realtà …
Lo stile art déco insieme al design d’epoca hanno creato la location ideale per le riprese del drammatico e romantico film del 2013, Il Grande Gatsby. Il film presenta un milionario di successo ma problematico, Jay Gatsby, interpretato da Leonardo DiCaprio, e Tobey Maguire nei panni di Nick Carraway, un cittadino del Midwest attratto da uno stile di vita lussuoso ed eccentrico. Il set è ambientato in interni brillanti di dorature e splendidi lampadari trasudante ricchezza e seduzione. Soggiornare presso la straordinaria Cliveden House significa ricreare un momento della vita del Grande Gatsby. Cliveden House è un punto di riferimento dello stile British che esprime tutto il glamour e lo stile della tradizione storica di una dimora con 350 anni di storia Basti pensare che Meghan Markle ha pernottato qui con la madre il giorno prima del matrimonio con il principe Harry!
Il cast del film del 2006 ricco di star del cinema, basato sulla vita di Maria Antonietta, un’arciduchessa austriaca che sposa il Re di Francia, comprendeKirsten Dunst, Tom Hardy e Jamie Dornan. La regista Sofia Coppola ha filmato molte scene alla Reggia di Versailles per mostrare tutto il sontuoso lusso originale della Corte francese. Al Ca’Sagredo Hotel si possono rivivere momenti del genere, perché è l’incarnazione di nobile eleganza, gusto nostalgico e puro lusso.
Indirizzo: Campo Santa Sofia 4198/99, 30121 Venezia
Questo film vincitore di cinque premi Oscar nel 1999, con Matt Damon nei panni di Tom Ripley e Jude Law nei panni di un ricco e viziato playboy milionario, è stato interamente girato in Italia, dal Golfo di Napoli a Roma, e poi Venezia e Palermo. L’autentica grandezza e le cose belle della vita sono il tema principale del film e la stessa essenza di Villa Gelsomino Seaside Luxury House, una villa in stile Liberty situata sulla Riviera Ligure che si affaccia su viste spettacolari di Portofino. Un albergo che non potrebbe essere più intimo, incantevole e autenticamente italiano.
Indirizzo: Via Assunta Costa 31, 16038 Santa Margherita Ligure,
House of Gucci del 2021 racconta la storia di Patrizia Reggiani (Lady Gaga) eMaurizio Gucci (Adam Driver). Il regista Ridley Scott ha girato il film interamente in Italia. Alcune scene erano ambientate in una villa simile a Villa Spalletti Trivelli a Roma. Si può rivivere qualche scena del film sulla famiglia Gucci in questo splendido palazzetto romano impreziosito da dettagli storici neoclassici, che è situato in una posizione privilegiata nel cuore di Roma a poca distanza dalla favolosa boutique Gucci a Via Condotti.
Sex & The City 2 di Michael Patrick King ha come protagonisti Sarah Jessica Parker, Kim Cattrall, Cynthia Nixon e Kristin Davis. Questo film fa risaltare molto l’aspetto glamour, espresso sia negli abiti che nell’ambientazione. Racconta di un gruppo di amici che vivono una vacanza da jet-set negli Emirati Arabi. L’essenza sontuosa del film può essere replicata a Dar El Sadaka, una villa ad uso esclusivo nella Palmeraie di Marrakech dal décor stravagante, creativo e artistico e un servizio a cinque stelle.
Indirizzo: Palmeraie, 40000 Marrakech, Marocco
Prezzo a partire da 3.700,00 Euro (a notte, minimo tre notti richiesto)
Per chi ama le canzoni degli Abba e le ambientazioni greche, allora il romantico musical del 2008 di Phyllida Lloyd “Mamma Mia”, vincitore di molti premi, la raffigura in pieno. Il film è interpretato da Meryl Streep, Pierce Brosnan, Colin Firth e Julie Walters e narra di una ragazza alla vigilia del matrimonio che invita tre ex fidanzati di sua madre con la speranza di identificare quale di loro sia il suo padre biologico. Scegliere l’esclusiva O’Santo Villa a Santorini significa rivivere queste atmosfere. Si tratta di una lussuosa villa in collina con vista spettacolare sul Mar Egeo, i cui comfort e servizi superiori consentono agli ospiti di godersi splendide vacanze al sole della Grecia, magari ascoltando le allegre canzoni degli Abba!
La parola “sommelier” viene dal francese saumalier, che unisce i termini sauma (bestie da soma) e lier(legare); la traduzione significava infatti “conducente di bestie da soma”. Negli anni il termine ha avuto diverse mutazioni, andando prima ad indicare l’addetto ai viveri e poi il cantiniere, ma la sua introduzione è ricollegabile al tempo di Napoleone. Pertanto, il collegamento del termine sommellier all’idea di un grande esperto è tutt’altro che immediato.
Nonostante per molti quella del vino sia una vera e propria passione, non sempre la conoscenza enologica individuale è all’altezza, con il rischio di non riuscire ad apprezzare appieno la qualità e la “storia” di ciò che si sorseggia.
Per questo Babbel, azienda per l’apprendimento delle lingue che offre lezioni live e su app, e Winelivery, il servizio leader in Italia nella consegna a domicilio di vini, birre e drink in 30 minuti alla temperatura perfetta di consumo, hanno creato una guida per affrontare al meglio la prossima degustazione tra amici, parenti o con la propria dolce metà, fornendo preziosi consigli su come pronunciare correttamente i nomi dei vini più difficili e creare una perfetta esperienza di degustazione.
“I nomi dei vini hanno un valore importante in quanto ne identificano l’identità, segnalandone l’origine, l’appartenenza a un territorio e a una storia specifica” – ha commentato Gianluca Pedrotti, esperto di comunicazione interculturale ed editor del team linguistico di Babbel– “I nomi brevi, facili da pronunciare e soprattutto con etichette famose sono più semplici da memorizzare; al contrario, i vini di cui si ignora la pronuncia corretta possono essere causa di piccole brutte figure. Per evitare l’imbarazzo, quindi, può capitare di rinunciare a ordinare un vino di cui non sappiamo leggere il nome. Per questo è importante impararne la pronuncia corretta. È uno sforzo che da un lato può aprire alla scoperta di nuovi sapori e profumi e dall’altro ci avvicina alla cultura e al mondo che ogni vino rappresenta”.
Basta figuracce! Alcuni consigli per i vini più difficili da pronunciare
L’Italia è la patria di alcuni dei vini più apprezzati al mondo, ma sono molte le ottime produzioni provenienti anche dall’estero. Considerando che la maggior parte dei nomi che si leggono sulle etichette indicano l’azienda, il vitigno, oppure il nome commerciale e la denominazione, alcuni di questi possono risultare difficili da pronunciare se non si parla la lingua del posto.
Ecco una breve guida per districarsi anche tra quelli più complessi:
Grüner Veltliner (Austria): la presenza della umlaut (ü) non cambia molto il suono della “u” rispetto alla pronuncia italiana; risulta semplicemente un po’ più lunga e va detta con le labbra vicine. La “v” di Veltliner è invece pronunciata come una “f”, per ottenere “Gruner Feltliner”
Gewürztraminer (Germania): la sillaba “wü” è pronunciata come “vu” (rimangono valide le indicazioni precedenti per la umlaut). Il nome risulta più semplice se diviso in due parti, con l’accento sulla seconda sillaba “Gevurz” + “traminer”. In Italia per semplicità spesso questa tipologia di vitigno è chiamata semplicemente “traminer”
Riesling (Germania): in questo caso l’accento cade sulla prima sillaba, dove la “e” non va pronunciata, dicendo quindi “Risling”
Txakoli (Spagna): le prime tre lettere “Txa” sono pronunciate “cia” e l’accento cade sulla “i” finale“Ciacolì”
Rias Baixas (Spagna): il suono della “x” è molto simile a quello che si farebbe per zittire qualcuno. In entrambe le parole l’accento è sulla prima sillaba “Rias Baiscias”
Rioja (Spagna): la sillaba “ja” è pronunciata come se fosse una “ha” aspirata, un suono che non esiste in italiano e l’accento cade sulla prima sillaba “Rioha”
Tempranillo (Spagna): qui si presenta un classico della pronuncia spagnola, dove la doppia “l” si legge come lo “gli” italiano. L’accento è sulla terza sillaba del nome “Tempraniglio”
Sémillion (Francia): anche in questo caso la doppia “l” si pronuncia “gli” e, come accade per qualsiasi parola in francese, l’accento è sull’ultima sillaba “Semiglion”
Viognier (Francia): si pronuncia “Viognè”, con l’accento sull’ultima sillaba che perde la “e” finale
Sauternes (Francia): non si pronuncia la “es” alla fine e le lettere “au” sono pronunciate come una “o”. Come nei casi precedenti, in francese l’accento è sempre sulla sillaba finale “Sotern”
Beaujolais nouveau (Francia): la pronuncia corretta in questo caso è “Bojolè nuvò”. In entrambe le parole le lettere “eau” si pronunciano come una “o” in italiano, con l’aggiunta dell’accento finale nel caso di “nouveau”. Qui bisogna anche prestare attenzione alle lettere “ou”, che suonano come una “u”; mentre in “Beaujolais” la parte finale “ais” si pronuncia come “é”
Muscadet (Francia): si aggiunge l’accento sull’ultima sillaba, che perde la “t”, dicendo quindi “Muscadé”
Chablis (Francia): la prima sillaba si pronuncia “Scia”, mentre la “s” finale è muta, per ottenere “Sciablì”, ricordandosi di aggiungere sempre l’accento alla fine
I 5 comandamenti per la perfetta degustazione e la top 5 dei vini rossi italiani del 2021 su Winelivery
I dati sulle vendite di Winelivery portano alla luce un nuovo trend sulle preferenze degli italiani: nel 2021 le vendite di vino bianco hanno infatti superato per la prima volta quelle di vino rosso. Contestualmente, il consumo di bollicine italiane è cresciuto del 6% e, tra le bolle italiane, gli spumanti lombardi e il Franciacorta sono cresciuti del 16%.
Indipendentemente dalle preferenze personali, la degustazione è una vera e propria arte e come tale deve seguire delle “regole” ben precise. Per degustare nel migliore dei modi Winelivery ha raccolto alcuniaccorgimenti da seguire:
Mai bere caffè o mangiare cibi piccanti o speziati prima di una degustazione: ci sono alcuni cibi e sostanze che sarebbe meglio evitare prima di iniziare una degustazione poiché possono influire sulla corretta percezione gusto olfattiva del vino. Il caffè è uno di questi, ma il consiglio vale anche per caramelle, sigarette o cibi dai sapori troppo forti come limoni, carciofi e asparagi.
L’orario migliore per degustare è prima di pranzo: la degustazione andrebbe eseguita quando le potenzialità percettive dell’organismo sono migliori, ovvero prima di pranzo, preferibilmente tra le 10:00 e le 12:00. Per evitare inconvenienti da stomaco vuoto, prima della degustazione è consigliabile mangiare un po’ di pane o crackers, tutto senza sale, così da “pulire” la bocca e non essere completamente a digiuno.
Evitare profumi troppo forti nell’ambiente e sul corpo: l’olfatto è uno dei sensi maggiormente coinvolti durante una degustazione. I profumi troppo forti sul corpo o dispersi nell’ambiente influiscono negativamente e deconcentrano dalla valutazione oggettiva degli aromi emanati dal vino.
Scegliere il calice giusto: proprio per enfatizzare l’esperienza olfattiva, è fondamentale utilizzare il bicchiere adatto a seconda del vino da degustare. In generale, il materiale perfetto sarebbe il cristallo, ma anche il vetro è un’ottima alternativa. Deve poi essere trasparente, per consentire di valutare bene la limpidezza e il colore del vino. Per quanto riguarda la forma del calice, nella scelta bisognerebbe considerare l’insieme delle caratteristiche organolettiche del vino. Ad esempio, i vini giovani come i bianchi dovrebbero essere serviti in calici non troppo ampi per non disperderne il bouquet delicato; con i vini più strutturati – generalmente i rossi – il calice deve essere progressivamente più ampio, così da permettere l’ossigenazione e la liberazione dei profumi più complessi. O ancora il Franciacorta vuole un calice ad hoc.
Degustare in un ambiente rilassante: per apprezzare appieno il valore di un vino è importante affrontare la degustazione con la giusta predisposizione mentale, così da incanalare le energie sulle caratteristiche da analizzare. Per questo è consigliabile scegliere un ambiente rilassante, che aiuterà a stimolare i sensi.
“Siamo felici di poter contribuire ad alimentare una delle passioni più care agli italiani, come quella per il vino” –ha commentato Francesco Magro, Founder e Amministratore Delegato di Winelivery – “Con il nostro servizio, cerchiamo di mettere la tecnologia al servizio delle persone per creare momenti di piacevole condivisione, che consentano anche di scoprire nuovi vini in maniera divertente. Da queste occasioni di intrattenimento possono inoltre scaturire opportunità di crescita personale, così da imparare anche qualcosa di nuovo, come degustare in maniera più consapevole”.
E per chi volesse cimentarsi in una degustazione casalinga di vini rossi, ma avesse dubbi su cosa scegliere,Winelivery rivela quali sono stati i 5 vini rossi più venduti in Italia nel 2021 su Winelivery:
Valpolicella Ripasso DOC Corte Giara La Groletta 2018 – Allegrini
Nero d’Avola Sicilia DOC Sherazade 2019 – Donnafugata
Brunello di Montalcino DOCG Casato Prime Donne 2017 – Donatella Cinelli Colombini
“UN MILIONE DI SPECIE SONO A RISCHIO ESTINZIONE, STIAMO BRUCIANDO LA RICCHEZZA DELLA VITA SUL NOSTRO PIANETA”
A CAUSA DI INCENDI E DEFORESTAZIONE PARTE DELLA FORESTA AMAZZONICA EMETTE PIÙ CO2 DI QUANTA NE RIESCA AD ASSORBIRE
Il 22 aprile si celebra in tutto il mondo la Giornata mondiale della Terra.Ma il nostro Pianeta non se la passa bene. Basti ricordare che il 75% della superficie terrestre non coperta da ghiaccio è già stata significativamente alterata, la maggior parte degli oceani è inquinata e più dell’85% delle zone umide è andata perduta (LPR, 2020). Le specie attualmente minacciate di estinzione sul pianeta sono 1 milione. Il tasso di estinzione di specie animali e vegetali è 1.000 volte superiore a quello naturale.
È quanto ricorda il WWF con il documento: “Giornata mondiale della Terra 2022: un pianeta in bilico” I dati dell’ultimo Living Planet Report certificano il drammatico calo della biodiversità: 68% il calo medio delle popolazioni di vertebrati inegli ultimi 50 anni. Circa il 25% delle 93.579 specie per le quali è valutato lo status di conservazione (inserite nella Lista rossa IUCN), è attualmente minacciato di estinzione. Il più importante fattore diretto alla base della perdita di biodiversità negli ultimi decenni è stato il cambiamento dell’uso dei suoli e, principalmente, la conversione di habitat primari incontaminati in sistemi agricoli: l’agricoltura consuma oggi il 40% della superficie terrestre, ed è responsabile del 23% delle emissioni di gas serra.
Questa conversione dei suoli avviene a danno soprattutto degli ecosistemi forestali, che ospitano l’80% della biodiversità terrestre: nel XXI secolo è stato perso il 10% della superficie forestale globale (circa 10 milioni di ettari l’anno). Da luglio 2020 a luglio 2021 la deforestazione in Amazzonia è aumentata del 22% rispetto all’anno precedente. Le conseguenze non si fermano al declino della biodiversità e alla scomparsa di specie vegetali e animali (a rischio non solo leoni, elefanti, tigri: il 40% delle specie di insetti è minacciato, tra cui molti impollinatori). Sebbene la foresta Amazzonica sia stata per decenni cruciale nell’assorbire anidride carbonica dall’atmosfera, un recente studio pubblicato il 14 luglio 2021 su Nature ha evidenziato come parte della foresta amazzonica stia ora emettendo più carbonio di quanto ne catturi (“Amazonia as a carbon source linked to deforestation and climate change”).
Ciò è causato principalmente da due fattori: aumento della deforestazione e cambiamento climatico, con intensificazione della stagione secca e degli incendi, che provocano da un lato la riduzione della capacità di fotosintesi e dall’altro un aumento della mortalità degli alberi e quindi delle emissioni. In queste zone, le emissioni supererebbero l’assorbimento di addirittura di 1 miliardo di tonnellate di CO2 l’anno. Uno degli incendi più violenti degli ultimi decenni ha invece colpito l’Australia nel 2019, furono persi 8,5 milioni di ettari di foreste e si stima un miliardo di vertebrati tra le fiamme: proprio questi “mega-incendi” sono in continuo aumento a livello globale, conseguenza di eventi meteorologici estremi come prolungate siccità. L’aumento dei fenomeni estremi su scala globale è una costante degli ultimi anni, sia in America che in Europa (Grecia, Spagna, Italia) con temperature mai registrate e incendi devastanti. Il documento del WWF analizza anche la situazione italiana, dove il 50% delle specie di vertebrati, il 36% delle specie di anfibi e il 25% delle specie di uccelli sono minacciate di estinzione, in particolare a causa del consumo di suolo.