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NUOVA “VITA DI QUARTIERE”

16 venerdì 2021 visualizzazioni:

L’iniziativa nasce per raccontare un nuovo modo di vivere la città alla riscoperta dei quartieri di Milano. Si parte da Isola e Porta Romana

American Express Italia, leader globale nei servizi e nelle soluzioni di pagamento, e Lonely Planet magazine Italia, punto di riferimento per i viaggiatori che cercano consigli e idee su destinazioni vicine e lontane, presentano “Vita di Quartiere” insieme al Comune di Milano. Una collana che racconta un nuovo modo di vivere la città, un percorso alla scoperta della ritrovata vitalità dei quartieri, promuovendo la frequentazione delle vie sotto casa non solo e non tanto da parte dei turisti, ma soprattutto degli abitanti, tornando a creare legami forti e apprezzando nuovi spazi e tempi guadagnati.

L’obiettivo è il rilancio delle comunità locali e la valorizzazione dei quartieri italiani, che nell’ultimo anno abbiamo avuto l’occasione di riscoprire, frequentando i negozi sotto casa e i luoghi all’aperto: un’esperienza che ha aperto nuove prospettive sulla città, su come dev’essere pensata, progettata e soprattutto vissuta. Mentre il direttore scientifico della Sorbona di Parigi, Carlos Moreno, lanciava l’idea di una “città da 15 minuti”, in cui tutti i servizi sono a disposizione dei cittadini ad una distanza massima di 15 minuti in bicicletta o a piedi, i ritmi metropolitani di diverse città europee, tra cui Milano, stavano già cambiando, alla ricerca di nuove modalità e obiettivi. La sfida, infatti, non è più velocizzare gli spostamenti ma avvicinare i punti nevralgici della vita quotidiana, in modo da ridurre la necessità di muoversi per soddisfare le esigenze primarie individuali – con vantaggi per l’ecologia, la qualità della vita, la coesione sociale. Il racconto di questo cambiamento già in atto è alla base del progetto “Vita di Quartiere”, che svela le bellezze nascoste dei quartieri da un punto di vista artistico, storico, culturale ed enogastronomico, valorizzando le attività commerciali che sono il fulcro del rinnovato dinamismo delle comunità locali.

Queste due nuove guide che raccontano la vita di quartieri della città, partendo da Isola e Porta Romana – ha detto il Sindaco di Milano, Giuseppe Sala – avranno certamente un grande successo. In questo ultimo anno – a causa della pandemia – abbiamo sperimentato quella città in 15 minuti di cui abbiamo spesso parlato, dove si cercano negozi, servizi e spazi di socialità sotto casa e si scopre una nuova dimensione policentrica della città. Milano sta vivendo il passaggio verso questo nuovo stile di vita proprio grazie ai suoi quartieri che hanno mantenuto una forte identità anche nel cambiamento. Porta Romana e Isola, scelti per le prime due guide, rappresentano bene questo momento. Sono certamente un buon inizio per presentare e far riscoprire la città alla comunità e ai turisti che stanno lentamente tornado a visitarla”.

Le prime uscite, disponibili in formato e-book a livello nazionale, hanno come protagonisti iconici quartieri milanesi, Isola Porta Romana, raccontando la loro eredità storica, l’evoluzione e la continua trasformazione in atto dal punto di vista architettonico e socioeconomico. L’obiettivo è raccontarne in modo autentico le peculiarità, ispirando i residenti e svelando la loro anima grazie a curiosità, storia e luoghi imperdibili. Sono state inoltre ultimate anche due guide dedicate ai quartieri romani di Trastevere e San Giovanni e Monti, che insieme a quelle milanesi sono accessibili qui. Il progetto è parte integrante della Campagna Shop Small di American Express, che il Gruppo ha lanciato per il secondo anno in Italia e che ha l’obiettivo di sostenere le piccole realtà commerciali incentivando i consumi di prossimità, raccontando un nuovo modo di vivere i quartieri e la tendenza a riscoprire le attività vicino a casa per sostenerle con i propri acquisti, come confermato dall’indagine commissionata da American Express a Nielsen[1], da cui emerge che vivere il quartiere è ormai un’abitudine consolidata per il 64% dei consumatori italiani, che continueranno a fare acquisti di prossimità (87%) con la volontà di supportare le piccole realtà commerciali (76%).

“Nell’ultimo anno le comunità locali, che raccontano l’identità più profonda del nostro Paese, dopo essere state messe a dura prova, hanno conosciuto un rinnovato slancio: abbiamo tutti riscoperto i quartieri, i negozi, le vie, le piazze e i parchi vicino casa. Partendo dalla campagna Shop Small con cui abbiamo incentivato i nostri clienti ad utilizzare la carta presso i piccoli negozi vicino casa, restituendo loro valore ad ogni transazione, abbiamo voluto ulteriormente valorizzare le comunità locali attraverso il progetto con Lonely Planet magazine Italia, che oggi presentiamo con il Sindaco di Milano. Una collana di guide che offre nuove ispirazioni e suggestioni su esperienze da vivere nel proprio rione: un bellissimo viaggio che ha come destinazioni le bellezze vicino casa, i negozi, i ristoranti, i profumi, i colori e i suoni che ci sono familiari. Una missione che come American Express portiamo avanti da anni, impegnandoci per essere vicini alle persone, aiutandole a soddisfare passioni e bisogni, e supportando l’evoluzione e la crescita degli esercizi commerciali. Ora vogliamo rinnovare il nostro ruolo sul territorio, offrendo un sostegno concreto in particolare ai negozianti locali, che sono diventati ancora di più un punto di riferimento fondamentale per tutti noi” ha commentato Melissa Ferretti Peretti, Amministratore Delegato American Express Italia.

Abbiamo accolto con piacere la proposta di Amex perché ci ha permesso di ‘tornare sulla strada’ per fare quello che LP sa fare meglio: fotografare e raccontare la realtà dei luoghi e delle persone che li vivono. I mutamenti dovuti alla pandemia sono già evidenti e le guide servono a descriverli. Pensavamo di dover raccontare uno scenario ancora fortemente condizionato e sfiduciato e, invece, abbiamo trovato grande fermento. Come dopo un grande incendio, la natura torna a germogliare” ha affermato l’Ing. Leonardo Donato, Editore Lonely Planet Magazine, Fortune e Food&Wine Italia.

di redazione digital

16/07/2021

Consigli per i viaggi in macchina con i bambini

15 giovedì 2021 visualizzazioni:

Come intrattenere i bambini durante i viaggi in auto, i metodi più efficaci

Cantare con loro, parlargli, stimolarli con giocattoli o fargli guardare film sono tra le strategie più usate dai genitori
Con la riapertura delle Regioni italiane è tornata anche la possibilità di spostarsi e molti già ne stanno approfittando. Quattro italiani su dieci avevano da tempo manifestato l’intenzione di tornare a viaggiare non appena le frontiere regionali fossero state riaperte.
Sei su dieci di questi viaggi all’interno del Paese si fanno con la famiglia, in macchina, e questo significa viaggiare con i bambini per molte ore, cosa che a volte non è affatto facile; soprattutto quest’anno, con i piccoli che hanno a lungo sofferto rinchiusi in casa per molti giorni a causa della pandemia. Inoltre, la paura del coronavirus è ancora presente in molti italiani che durante i loro viaggi preferiscono ridurre al minimo i contatti con altre persone e questo comporta il dover cercare un intrattenimento extra per i nostri figli. In ogni caso, dobbiamo sempre tenere a mente che è bene intrattenere i bambini in auto ma soprattutto è importante non distrarre il conducente.
Ma qual è il modo migliore per non farli annoiare troppo durante gli spostamenti in auto senza mettere a rischio la sicurezza? Gli esperti hanno intervistato numerosi genitori per scoprire quali sono le tecniche più efficaci che mettono in atto quando viaggiano con i loro bambini in modo che non si annoino e sembra che sei famiglie su dieci ritengano che cantare canzoni tutti insieme sia il metodo migliore. Ma non è l’unico:
1. Cantare canzoni È un metodo tradizionale a cui la maggior parte delle famiglie italiane si affida (60,9%). Un modo per genitori e figli di giocare insieme a fare finta di essere star della tv o dei talent show. Tra i preferiti dai bambini italiani più piccoli ci sono brani come “Baby Shark” o “La vecchia fattoria”. In ogni caso, sarebbe bene cantare in modo educato, non a squarciagola, evitando di trasformare l’auto in un karaoke o una discoteca dove è impossibile parlare o prestare attenzione alla guida.
2. Parlare Nella frenetica vita quotidiana non è facile trovare il tempo per parlare con i propri figli. Gli impegni, il ritmo del lavoro e della scuola, gli orari dei pasti, i compiti, lo sport e le ore passate davanti alla tv lasciano poco tempo per tutto il resto. Approfittare dei viaggi per chiacchierare con i bambini è una buona opportunità, preferita dal 42% degli intervistati. Non solo può essere divertente per i bambini, ma anche istruttivo per i genitori; un modo per conoscerli meglio e approfondire alcuni lati del loro carattere, pensieri e preoccupazioni con cui spesso non ci si confronta.
3. Giocare con i giocattoli Ci sono molti giochi e giocattoli che possono essere utilizzati durante un viaggio, alcuni stimolano l’immaginazione o l’abilità, per esempio i puzzle, purché si abbia una superficie liscia, come i tavolini che possono essere posizionati dietro i sedili, o se ne abbia uno in cui i pezzi sono dei magneti. Per i più piccoli anche un semplice peluche o una bambola possono servire a fargli passare molto tempo in serenità. Questa opzione è scelta dal 40,6% degli italiani consultati da Parclick.
4. Guardare film o serie Grazie a tablet o cellulari i bambini possono guardare film, cartoni mentre gli adulti possono chiacchierare tra loro, godersi il paesaggio o fare un pisolino. Basta fornirgli un paio di cuffiette. Un’ottima soluzione per quasi un intervistato su tre, il 31,2%.
5. Raccontare storie Il vecchio trucco del raccontare una storia funziona sempre, tutti conoscono e ricordano quelle della loro infanzia ma può essere ancora più divertente inventarne di nuove e rendere i bambini stessi protagonisti. Un’idea interessante potrebbe essere che ogni bambino inizi una storia e un altro tra genitori o fratellini e sorelline, se ci sono, la continui. Oltre a distrarre i bambini, incoraggia la loro immaginazione. Questa idea è approvata dal 23,4% degli intervistati. Anche leggere una storia può essere un’opzione ma bisogna fare attenzione se si soffre il mal d’auto.
6. Lasciarli giocare con le console Anche se sta diventando sempre più comune nelle famiglie sfruttare le molteplici possibilità offerte dalle console per bambini per intrattenerli, non è di certo l’opzione più raccomandata in generale, nemmeno nei viaggi. Forse è per questo che è la scelta dichiarata solo dal 17,2% degli italiani. In ogni caso dovrebbe essere una proposta ludica ristretta a un breve periodo poiché, tra l’altro, fissare uno schermo a così breve distanza a lungo e in movimento può dar luogo a problemi di vertigini e in alcuni casi nausea. I genitori poi dovrebbero scegliere quali giochi far fare ai figli, meglio se quelli di abilità e avere delle regole precise sul tempo per cui gli è concesso usarli. Naturalmente, anche in modalità silenziosa o con le cuffie.
7. Altri metodi Ma ci sono molte altre cose che i bambini possono fare durante il viaggio; ad esempio, possono semplicemente non fare nulla di speciale e godersi il viaggio. Per intrattenerli a volte può bastare guardare il paesaggio dal finestrino e scoprire le sue diverse sfumature a seconda della vegetazione, ammirare le nuvole in cielo e cercare le somiglianze con animali, oggetti o cose familiari, leggere i cartelli stradali, guardare la targa dell’auto davanti e sfidare gli altri a trovare più parole con la lettera iniziale o semplicemente scoprire le marche delle altre auto o indovinare il colore di quella che si incontrerà poco dopo.

15/07/2021

Elba book tra libri e natura, per riscoprire le forme del territorio

14 mercoledì 2021 visualizzazioni:

Il 20 e il 21 luglio, sull’isola nel Tirreno, inaugura la settima edizione il festival dedicato all’editoria indipendente

Qualsiasi salita, malgrado la difficoltà, varrebbe la vista del panorama che promette. La fatica, nella sua accezione perduta quanto positiva, sarà la parola chiave della settima edizione di Elba Book.Il festival isolano dedicato all’editoria indipendente recupererà un campo semantico che la nostra società ha soppiantato a favore dei comfort, delle semplificazioni e delle scorciatoie.Proprio come per conquistare le spiagge “lunari” dell’Isola d’Elba è necessario faticare, superando le asperità incontaminate della linea costiera o attraversando le polveri rossastre delle miniere dismesse, così lo staff della manifestazione letteraria punta a risvegliare passo dopo passo le coscienze di lettori e turisti. E che si tratti di esperti del settore librario o di menti in vacanza non fa differenza: lo scopo è partire dalla bellezza di un territorio per arrivare alla consapevolezza di cosa l’ha reso tale, nel modo in cui si passa da uno scorcio mozzafiato dietro uno schermo alla profondità di un cala marina raggiunta a piedi.

UN PROGRAMMA ECOLOGICO

Martedì 20 luglio, alle 18, nella piazza Matteotti del Comune di Rio, il festival aprirà i battenti premiando Raffaella Scardi, vincitrice del Premio “Lorenzo Claris Appiani” per la traduzione letteraria dall’ebraico. La traduttrice presenterà il romanzo Bugiarda (Giuntina, 2019) di Ayelet Gundar-Goshen, insieme alla docente Anna Linda Callow e a Ilide Carmignani, madrina del concorso. Si entrerà poi nel vivo della due giorni, alle 22, con la tavola rotonda “L’affanno della carta. I cambiamenti del mercato e della comunicazione del libro dopo la pandemia”, con Marino Sinibaldi, presidente del Centro per il Libro e la Lettura del Mibact, Marco Zapparoli, neo presidente di Adei, Oliviero Ponte di Pino, responsabile del programma di Bookcity, Enrico Quaglia, ideatore del portale “Libri d’Asporto” e il blogger Manuel Figliolini, moderati da Eleonora Carta.

Mercoledì 21, sempre alle 18, l’ecologia sarà il fulcro del Premio Demetra per sostenere e promuovere la letteratura ambientale in Italia, organizzato in sinergia con il Consorzio Comieco e introdotto dal giornalista Francesco D’Ayala. Alle 22, Stefano Lamorgese aprirà il dibattito “Il cambiamento faticoso. Nuove prospettive per l’ambiente” con personalità quali la giornalista e scrittrice Sabrina Giannini edErmete Realacci, presidente della Fondazione Symbola.

All’imbrunire il borgo di Rio si popolerà di “Libri in presenza”: per far fronte comune alla crisi pandemica, gli organizzatori del festival hanno pensato di coinvolgere tutte le librerie elbane indipendenti, invitandole con i rispettivi stand in piazza del Popolo: La Stregata, Mardilibri, Rigola e La Tana dei Sogni.

ETICO E SOLIDALE

Oltre al sostegno delle librerie isolane, Elba Book ha stretto un rapporto di fiducia con gli imprenditori locali tanto virtuosi quanto creativi. La factory Dampaì è uno dei partner del festival dalla prima edizione e in più di un’occasione la stilista Simona Giovannetti si è seduta al tavolo con gli organizzatori per condividere alcuni progetti volti al recupero e al riuso di materiali inquinanti per le acque azzurre del Tirreno. Fedele alla filosofia virtuosa del wear aware, ovvero l’indossare ‘consapevole’, Dampaì per le borse della linea Ethical & Friendly ha utilizzato la pelle riciclata, il feltro ottenuto dalle bottiglie di plastica e il silicone, composto durevole e riciclabile.

«Quando Chiara Ghiggi, istruttrice subacquea e appassionata frequentatrice del grand bleu, ci ha proposto di creare un accessorio moda casual e ‘sostenibile’ riutilizzando il materiale delle mute da sub ormai dismesse – racconta Giovannetti – l’idea ci è piaciuta e ci siamo messi al lavoro, convinti che anche il compianto Jacques Mayol, leggendario specialista dell’apnea profonda ed elbano di adozione, avrebbe apprezzato questa sfida romantica e in qualche modo green». È nata così Mutevole, una sacca/zaino morbida e pratica, dallo stile minimal, realizzata completamente in neoprene nel laboratorio del carcere di Porto Azzurro, grazie al prezioso aiuto di Sinan e Yosmeri.

L’impegno dei due detenuti, infatti, è un altro impulso concreto che la piccola impresa ha voluto trasmettere al contesto commerciale di appartenenza, in un momento che i lockdown hanno reso ancora più difficile, dando loro la possibilità di lavorare, di realizzare artigianalmente degli oggetti e persino di seguirne passo passo la vendita tramite lo shop online – www.dampai.it

di redazione digital

14/07/2021

#Food La ricetta del sorbetto alla mela verde

13 martedì 2021 visualizzazioni:

Un dessert fresco e profumato, perfetto per rinfrescarsi nelle afose giornate estive, il sorbetto alla mela verde proposto da Sonia Peronaci

Un dessert rinfrescante, ottimo come fine pasto o come merenda nei caldi pomeriggi d’estate.Sonia Peronaci ci invita a provare una versione ancora più particolare e delicata, con mele Granny Smith, dal colore intenso e dal profumo irresistibile: il sorbetto alla mela verderealizzato in collaborazione con Bicarbonato Solvay® in microgranuli per Frutta & Verdura.

Se avete voglia di frutta senza dover rinunciare alla freschezza del gelato, non potete non assaporare questo fantastico sorbetto alla mela verde. Per preparare il sorbetto le mele,senza privarle della buccia, sono state accuratamente lavate e pulite con Bicarbonato Solvay® Frutta & Verdura in microgranuli.

Il perfetto dessert per rinfrescarsi durante le calde giornate estive.

SORBETTO ALLA MELA VERDE

PREPARAZIONE: 10 MINUTI
COTTURA: 1 MINUTO
RAFFREDDAMENTO: 60 MINUTI

INGREDIENTI PER CIRCA 600 G DI SORBETTO

Mele Granny Smith 300 g (polpa + buccia)

Acqua 150 g

Zucchero 100 g

Albume pastorizzato 30 g

Limone il succo di 1

PROCEDIMENTO

Per prima cosa in un pentolino sciogli lo zucchero assieme all’acqua formando uno sciroppo e poi fallo raffreddare completamente. Immergi le mele in un contenitore pieno d’acqua,aggiungi un cucchiaio di Bicarbonato Solvay® in microgranuli per Frutta&Verdura e massaggia delicatamente le mele.

Lasciale a bagno per una decina di minuti e poi sciacquale abbondantemente con acqua corrente. Infine asciugale bene. Elimina il picciolo, il torsolo e tagliale a pezzi. Mettile in frullatore e spremici dentro il succo del limone. Frulla il tutto molto molto finemente aggiungendo lo sciroppo.

Versa il composto nella gelatiera e azionala. Dopo 20 minuti monta a neve l’albume e uniscilo al composto mescolando con una frusta per amalgamarlo perfettamente. Rimettilo nella gelatiera e continua a mantecare per altri 40 minuti. Quando il sorbetto si sarà cristallizzato ed addensato, spegni la macchina e trasferiscilo nei bicchieri. Guarnisci con qualche foglia di menta o delle fettine di limone tagliate sottili.

Il tuo sorbetto alla mela verde è pronto!

Amo gustare il sorbetto alla mela verde in questi caldi pomeriggi estivi. Dissetante e fresco, è davvero una pausa super golosa che mi piace concedermi chiacchierando con qualche amica sulle poltrone della mia Factory! La ricetta? Per prepararlo uso le mele con la loro buccia, ricca di sostanze preziose: per questo per essere certa che siano perfettamente pulite le lavo con Bicarbonato Solvay® in microgranuli per Frutta&Verdura, il mio alleato in cucina. Così posso gustarmi la mia pausa golosa e sicura!” dichiara Sonia Peronaci.

Bicarbonato Solvay® in Microgranuli per Frutta & Verdura aiuta a rimuovere le impurità presenti su frutta e verdura, per un lavaggio perfetto. Inoltre la formulazione in microgranuli di Bicarbonato Solvay® Frutta & Verdura è ancora più efficace.

La frutta e la verdura, perfettamente lavate, sono pronte per essere consumate. Un gesto pratico e veloce, che ci consente di non dover levare la buccia.

Link “Le Ricette di Sonia Peronaci”: https://www.soniaperonaci.it/

di redazione digital

13/07/2021

In tour nei borghi più belli per diffondere il verbo dello smart working

12 lunedì 2021 visualizzazioni:

VanWorking è il viaggio dell’esperto di lavoro agile, Samuel Lo Gioco. La sua mission: aiutare le imprese, le istituzioni e i cittadini a sfruttare le opportunità dello smart working per il rilancio delle economie delle zone emarginate

A bordo di un van tecnologico allestito a ufficio e rispettoso dell’ambiente, viaggia alla scoperta dei borghi più belli del Paese, in compagnia del suo cane Paride, con la missione di trasmettere il messaggio che lo smart working e il digital sono la soluzione a tanti problemi delle piccole città italiane.
 
“VanWorking” è l’idea di Samuel Lo Gioco, 15 anni di esperienza nel settore ICT e fondatore di Smart Working Magazine, portale di riferimento per la cultura del lavoro del futuro. 
 
Grazie alla sua esperienza su temi come innovazione, digital e smart working, durante il viaggio Lo Gioco metterà la sua esperienza in campo per aiutare imprese e istituzioni che vogliono sperimentare le opportunità del lavoro da remoto e del digitale, veicolando il racconto dell’avventura tramite i social.
 
In particolare, VanWorking ambisce a far toccare con mano i vantaggi del lavoro agile e del digitale nel ripopolare piccole città, migliorare la vita dei cittadini con più servizi, attrarre turismo non solo in alta stagione, creare nuove imprese. E soprattutto, risollevare le zone emarginate della società, offrendo così al nostro Belpaese un’economia ben distribuita su tutto il territorio nazionale. 
 
«L’idea è nata durante la reclusione forzata del lockdown che ha colpito tutta la nazione e da un desiderio di movimento e libertà. E dalla lettura di un articolo del World Economic Forum nel quale veniva annunciato che nei prossimi anni in Italia saranno riesumati 2mila borghi come luoghi per i lavoratori a distanza. Da questi spunti nasce l’idea di questo viaggio nel quale puntiamo a sensibilizzare istituzioni, imprese e cittadini sul potenziale dello smart working nel rilanciare l’economia di tutte le aree rurali emarginate», spiega Lo Gioco.
 
Lo smart working diventa allora lo strumento per sbloccare le infinite potenzialità dei borghi italiani: «Il ripopolamento dei borghi darebbe la spinta alle istituzioni e alle aziende di investire di più sui territori, creare servizi per i cittadini, nuove opportunità, spostando economia e consumi dai grandi ai piccoli centri. Pensiamo anche all’impatto per il fiorire del turismo: quanti stranieri sognerebbero di lavorare in un piccolo borgo italiano?», si chiede Lo Gioco.
 
Nel suo viaggio, racconterà anche la gastronomia, le attrazioni culturali, la storia, l’arte, le aziende e i protagonisti della pubblica amministrazione dei borghi e lo farà attraverso reportage, foto e video, che saranno pubblicate sulle pagine social.
 
Numeri del matrimonio vincente tra borghi e smart working
Il 16% degli italiani (circa 9,8 milioni) abita in piccoli borghi, sono più di 5mila i centri con meno di 5mila abitanti e, altro dato, il 54% del suolo nazionale è occupato da piccoli borghi. Numeri che si sposano perfettamente con quelli dello smart working che ha visto un’accelerata durante la Pandemia, con 5,35 milioni di persone che lavorano ancora oggi in parte da remoto, mentre sono potenzialmente 8,3 milioni gli italiani che ricoprono mansioni che possono essere condotte anche in smart working (dati Istat e Osservatorio Politecnico di Milano).
 
Le idee applicabili per diffondere il fenomeno dello smart working sono tante. Per esempio, si potrebbe promuovere il recupero delle tante strutture comunali dismesse per trasformarle in spazi per chi lavora da remoto, pensiamo ai coworking. Oppure, invitare gli influencer a lavorare nei borghi per aumentare la loro attrattività, e ancora, alleggerire la burocrazia edilizia per agevolare e motivare investimenti con progetti orientati al servizio dei cittadini che si trasferiscono per lavoro. 
 
Lo smart working diventa anche lo strumento per permettere ai giovani di restare accanto alle loro famiglie: «Una delle libertà più desiderate dalle persone oggi è di poter lavorare nel luogo in cui vogliono. Lo smart working offre proprio questa libertà, ma bisogna cambiare ancora tanto sulla cultura delle aziende e delle istituzioni. Nel viaggio visiterò i borghi con gli occhi di uno smart worker, raccontando quello che il territorio può offrire ai lavoratori a distanza».
 
Tutte le proposte saranno discusse durante il viaggio, in tavole rotonde e mini eventi gratuiti, dove Lo Gioco metterà la sua esperienza a disposizione di aziende e istituzioni che desiderano saperne di più sul tema e scoprire come adottare lo smart working all’interno delle loro organizzazioni.
 
Un viaggio all’insegna dell’hitech e della sostenibilità 
Il van con il quale viaggerà alla riscoperta dei borghi italiani, è un concentrato di tecnologia e sostenibilità. Grazie ai pannelli solari e a strumenti per l’accumulo e l’ottimizzazione energetica, è del tutto autonomo dalla corrente elettrica, mentre all’interno si presenta come un salotto tecnologico, dotato di connessione di qualità e di sistemi all’avanguardia per dirette streaming e video conference. In più il van offrirà Internet gratuito ai cittadini che vorranno lavorare nei pressi del veicolo.
 
In collaborazione con  Save The Planet, sarà calcolato il consumo del carburante e, per compensare le emissioni di CO2,  saranno piantati alberi e zone verdi nelle città italiane.
Il tour partirà dalla Toscana, con due prime tappe nei borghi senesi di Radicondoli e di San Casciano dei Bagni, per poi spostarsi verso Sud. 
 
Il progetto ha ottenuto il patrocinio della Commissione Europea, di Save The Planet e di ANCI Italia.

di redazione digital

12/07/2021
 
 

Vestire buono pulito e giusto

11 domenica 2021 visualizzazioni:

Vestire buono pulito e giusto per tornare ad una moda sostenibile

Dario Casalini ci racconta la Slow fashion, tema portato alla ribalta dalle tante inchie- ste che hanno messo in luce gli sfruttamenti umani e ambientali legati al mondo della moda.

Partendo da un’analisi documenta- ta sull’industria tessile e sull’impatto che ha sull’ambiente, l’autore va alla ricerca di un nuovo paradigma che possa unire bellezza e utilità, salvaguardando anche la nostra salute. Si parla della nostra pelle che veste gli abiti, di tracciabilità della filiera, di nuovi modelli di commercio per progettare capi di abbigliamento che durino a lungo, non vestiti che talvolta diventano rifiuti an- cora prima di essere indossati. 

Bisogna diffidare da capi venduti a prezzi insensati e piuttosto rivalutare il mondo del vintage e dell’usato. Una critica al sistema globale del tessile e della moda che sta contribuendo in maniera sensibile, proprio come quello alimentare, a minare gli equilibri del Pianeta e la vita dei miliardi di persone che lo abitano, ma anche tanti consigli per compiere scelte buone, pulite e giuste a partire dal nostro guardaroba.

di redazione digital

11/07/2021