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Forest Bathing in città

29 giovedì 2021 visualizzazioni:

Le Foreste urbane permettono a tutti di mettersi in contatto con la natura 

La forestazione urbana contribuisce al miglioramento della qualità dell’aria ma permette anche di fare “un bagno di foresta” in città. Noto anche come Forest Bathing e in Giappone come Shinrin-Yoku, è una pratica di connessione con la natura che si prefigge di aumentare il benessere, attenuare lo stress e incoraggiare il rilassamento. Oltre il 60% della popolazione mondiale vive in città senza semplici canali di accesso alla natura per cui una passeggiata o un trekking nel bosco urbano è importante per il cittadino moderno. Selva Urbana dal 2016 si impegna per la realizzazione di foreste urbane capaci di ridare spazi verdi fruibili alla cittadinanza. “La pratica del Forest Bathing è un’esperienza di ascolto e immersione sensoriale profonda nell’atmosfera della foresta o del bosco, grazie alla quale le persone cambiano completamente il loro stato di percezione e consapevolezza e attivano risposte a livello biologico, neurofisiologico e psicologico che trasformano letteralmente il corpo, le sensazioni e la relazione con la vita. Connettersi con la natura trasforma completamente la percezione del mondo e della natura, a cui l’uomo appartiene” afferma Diana Dedoldi, formatrice e coach professionista, membro dell’International Coach Federation.

Gli oltre 3.500 alberi piantati da Selva Urbana in questi anni con il finanziamento dei cittadini hanno permesso di incrementare la pratica del Forest Bathing rendendola sempre più accessibile. “Torniamo a sentirci vivi in un tessuto vivente di relazioni che avvolge la Terra e in cui siamo sempre immersi, anche quando non ci pensiamo. In questa riconquistata connessione nasce il sentimento di Biofilia, quel senso di affiliazione e appartenenza al mondo naturale che condividiamo con tutti gli altri esseri viventi” spiega Diana Tedoldi che insieme a Selva Urbana sta avviando un percorso di formazione volto a rendere ancora più connessi i soci dell’associazione ambientalista.

Come fare un “Bagno di Foresta”? 

  1. Spegni i tuoi device
  2. Scegli un luogo: giardino o parco
  3. Cammina lentamente e rallenta il tuo pensiero
  4. Apri i sensi e porta la tua attenzione su tutto quello che percepisci, un senso dopo l’altro
  5. Vagabonda in mezzo alla natura seguendo l’intuito
  6. Pratica l’Earthing (cammina a piedi nudi)
  • Scegli un soggetto naturale che attira la tua curiosità (un albero, un gruppo di cespugli, un fiore…) e resta in contemplazione una decina di minuti, assorbendo tutte le sensazioni che ti trasmette. Ascolta se ha un messaggio per te!
  • Scegli un luogo che ti piace e restaci per almeno 30 minuti, portando la tua consapevolezza su tutto quello che arriva ai tuoi sensi.

Prova a praticare il Forest Bathing più volte alla settimana per agevolare il risveglio del Selvatico/a ce c’è in te.

Perché fare un Bagno di foresta? 

  • Aumenta le proteine anti-tumorali presenti nel corpo (perforina, granulisina, granzimi)
  • Riduce il cortisolo salivare e l’adrenalina: i colori verde, marrone e blu hanno un effetto calmante sulla mente e diminuiscono i marcatori di stress 
  • Riduce la pressione e il battito cardiaco: i suoni naturali e i paesaggi naturali migliorano il sistema

immunitario (aumento della produzione di immunoglobuline salivari) e riducono i marcatori di stress (come il battito del cuore, la pressione sanguigna) 

  • Riduce i sintomi di depressione
  •  Attiva il sistema nervoso parasimpatico e riduce l’attività del sistema nervoso simpatico
  •  Aumenta la soglia del dolore
  •  Permette la perdita naturale di peso
  •  Aumenta la percezione di energia e vitalità
  •  Aumenta la percezione di benessere e rilassamento
  • Migliora la qualità e durata del sonno

La scelta di piantare foreste urbane non è solamente una volontà di stampo ambientalista ma nasconde una visione di sviluppo sociale in grado di trasformare la naturale connessione uomo-natura per renderla più forte e continua. Numerose ricerche scientifiche dimostrano che migliorare la propria connessione con la natura porta a sviluppare comportamenti ambientali e sociali positivi e costruttivi, migliorando al contempo l’empatia, l’ascolto, l’autostima e la soddisfazione personale e professionale. Scegliere di essere socio o sostenitore di Selva Urbana non è solo una scelta politica ma anche sociale. Un volontario, attraverso le proprie azioni, ottiene giovamento e beneficio che arriva al suo massimo stato di espressione quando pianta, insieme ad altri cittadini. Le piantumazioni sono determinanti per avvicinare le persone alla filosofia di Selva Urbana. “Uscire dall’ego per entrare nell’eco” è uno dei motti che permettono ai volontari di continuare a coltivare la passione per le foreste urbane. Far parte di Selva Urbana permette a tutti di fare qualcosa di concreto per cambiare la società. 

Dove fare un bagno di foresta in città?

In città è sempre più facile fare un “bagno di foresta”. Le molteplici piantumazioni che Selva Urbana ha condotto in questi anni hanno reso fruibili moltissime aree prima abbandonate. Non aspettare di fare la tua gita fuori porta per immergerti nella natura; prima o dopo il lavoro perditi in uno dei piccoli boschi urbani e riscopri i benefici che può offrirti. Cerca un luogo con: una fitta vegetazione, una fonte d’acqua e i colori della flora.

Alcuni luoghi dove praticare

  • Parco Indro Montanelli a Milano
  • Parco Villa Reale a Monza
  • Parco Nord a Milano dove Selva Urbana ha piantato 1.070 alberi 

Vuoi diventare socio o fare una donazione a Selva Urbana? Visita il sito web: www.selvaurbana.it/diventa-socio/

di Sofia D’Altrui

29/04/2021

Il Progetto REsPoNSo per ridurre i rifiuti in mare

28 mercoledì 2021 visualizzazioni:

Inizia in Sicilia un progetto integrato per recuperare e ridurre i rifiuti in mare

Questo è l’obiettivo principale di REsPoNSo (RiduzionE Pesca faNtasma in Sicilia), progetto finanziato dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali attraverso il Fondo Europeo per gli Affari Marittimi e la Pesca (FEAMP 2014-2020 – Misura 1.40) è  iniziato nel mese di
Marzo 2021 e  durerà nove mesi.

Il progetto si compone di azioni e contenuti scientifici, d’interventi sul campo per il rispristino di aree marine d’importante valore naturalistico ed economico e di un profilo più specificatamente educativo e di sensibilizzazione.

La presentazione dell’iniziativa è fissata per il 30  aprile prossimo, alle ore 9.20, sulla piattaforma wildix: https://conference.wildix.com/conf/903dede911-5658738 e sulla pagina Facebook: https:://fb.me/e/1pxURPx8N   

L’intervento, guidato da Stazione Zoologica Anton Dohrn – Istituto Nazionale di Biologia Ecologia e Biotecnologie Marine – Sicilia, con il partenariato di WWF-Italia, Marevivo Sicilia, CO.GE.COOPESCA di Portorosa, CO.GE.PA. di Licata e CO.GE.PA. di Lampedusa e Linosa, mira a fermare il degrado ambientale marino generato dall’abbandono o la dispersione in mare degli attrezzi da pesca, causa di un preoccupante degrado ambientale marino con forti ripercussioni sulla biodiversità e le risorse ittiche.

La scarsa biodegradabilità dei polimeri sintetici di cui sono composti gli attrezzi da pesca abbandonati o perduti prolunga la loro azione inquinante e l’attività di pesca fantasma indisturbata.

Ma insieme agli attrezzi da pesca abbandonati o dispersi, il progetto si occuperà anche del recupero del più generico Marine Litter, ossia tutta quella grande quantità di rifiuti di origine antropica dispersa in mare.
REsPoNSo si concentrerà sulle aree di Portorosa, Licata-Gela e Lampedusa-Linosa in quanto il recupero degli attrezzi da pesca abbandonati o dispersi sui fondali, insieme agli altri rifiuti, sta diventando un’azione urgente e necessaria.

La ricchezza della biodiversità delle risorse ittiche e degli ecosistemi marini di queste località esige interventi e misure idonee a proteggere e ripristinare un’area strategica per il sistema economico.

Il prossimo otto aprile al via la  formazione dei pescatori delle tre aree coinvolte, azione indispensabile per diffondere  i problemi e le grandi emergenze del mare e del settore ittico.

Numerosi relatori provenienti dal mondo scientifico e dalla bioeconomia, esperti conoscitori della normativa di settore, ma anche documentaristi arricchiranno il programma formativo organizzato dai promotori dell’intervento per informare e coinvolgere i pescatori.

L’obiettivo è la loro sensibilizzazione che si unisce alle proposte di utilizzo di attrezzi da pesca realizzati con materiali più sostenibili, che possono essere avviati al riciclo dopo la loro dismissione e che possano aiutare la pesca a trasformarsi in un’ attività più equilibrata e meno impattante per il mare.

Oltre a realizzare un’azione rigenerante dell’habitat marino, l’intervento punterà a sostenere l’immagine di  un raggruppamento di operatori che mirerà a distinguersi per l’attenzione al mare e alla preservazione delle specie più a rischio, puntando infine, anche  a indirizzare  scelte di acquisto più consapevoli e  responsabili da parte dei consumatori.

di redazione digital

28/04/2021

La Lombardia da Nord a Sud lungo la Via Francisca del Lucomagno

27 martedì 2021 visualizzazioni:

A piedi, in bici o special bike tra arte, natura e spiritualità

Un percorso di 135 km adatto a tutti per scoprire parchi, siti Unesco, laghi e ciclovie; perfetta come gita del week-end o come viaggio di più giorni è la soluzione slow per un turismo sostenibile, accessibile e low cost

Si riparte. Che sia per un giorno, un week-end oppure una settimana intera, la “nuova” vacanza è sostenibile, accessibile e a basso costo. Sono decine e decine le richieste di credenziali per la Via Francisca del Lucomagno. Arrivano da ogni parte d’Italia e qualcuna anche dall’Europa, dando un forte segnale per riprendere a camminare e conoscere i territori grazie al movimento lento.

La pandemia ha accelerato il processo di cambiamento già in atto da alcuni anni: i Cammini italiani, i viaggi a piedi lungo percorsi storici, sono stati la sorpresa di questo nuovo mondo ai tempi del Covid. Questo modo lento e naturale di scoprire la storia e il territorio del nostro Paese è tra i pochi che ha incrementato le presenze a partire dall’estate 2020. Molte persone hanno scelto questo tipo di viaggio per la prima volta, scoprendo un nuovo modo di vivere i territori, attraversandoli a passo lento, vivendo destinazioni sorprendenti magari a pochi passi da casa.

È il caso della Via Francisca del Lucomagno, entrata a far parte dei grandi cammini italiani che, in questi mesi particolarmente complessi per l’emergenza sanitaria, ha visto la sua consacrazione ufficiale. I 135 km che attraversano la Lombardia da nord a sud, collegando Lavena Ponte Tresa al confine con la Svizzera con la città di Pavia, sono stati al centro di un progetto di valorizzazione, sviluppato da nove realtà insieme con 50 enti e con la collaborazione di Regione Lombardia e delle province interessate, anche con il sostegno del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale di Regione Lombardia. Il lavoro messo in campo ha visto la mappatura dell’intero tracciato, il posizionamento di oltre mille segnavia, la creazione di una rete di accoglienza con più di 600 posti letto, lo sviluppo di un’apposita app e la pubblicazione della Guida ufficiale, redatta da Marco Giovannelli e Alberto Conte per Terre di Mezzo editore.


Il percorso

Si parla di “tratto italiano” della Via Francisca del Lucomagno perché il percorso nella sua interezza parte 375 chilometri a monte, a Costanza in Germania. Attraverso il Canton San Gallo, il Liechtenstein, il Canton Grigioni e il passo del Lucomagno a cui deve il nome, giunge in Canton Ticino per entrare in Italia al confine con il Lago Ceresio. Proprio dal piccolo comune di Lavena Ponte Tresa parte il percorso che in otto tappe giunge a Pavia e arriva alla tomba di Sant’Agostino nella basilica di San Pietro in Ciel d’oro. Nella antica capitale Longobarda, la Via Francisca si unisce alla Via Francigena, offrendo la possibilità ai pellegrini di proseguire il viaggio sino a Roma, la Città eterna.

Il cammino si sviluppa seguendo le orme di quanti fin dall’anno mille scendevano dal nord Europa per raggiungere Roma. Il tratto italiano della Via Francisca del Lucomagno si inserisce infatti in un percorso storico della tradizione dei pellegrinaggi: per chi arriva dal Centro Europa, la Via Francisca è un’arteria nodale per raggiungere Vercelli e da lì Briancon e Arles fino a Santiago di Compostela.

È un’arteria che si snoda in un territorio fortemente urbanizzato, ma che nel tempo ha saputo conservare quegli elementi capaci di renderla unica e ben riconoscibile. Una linea verde che attraversa la Lombardia attraverso cinque parchi (Argentera, Campo dei Fiori, Medio Olona, Altomilanese e della Valle del Ticino), luoghi impregnati di grande fede come il suggestivo Sacro Monte di Varese (sito UNESCO) , la badia di Ganna, il monastero di Cairate, l’abbazia di Morimondo e non certo ultima la basilica di San Pietro in Ciel d’Oro, ma anche testimonianze storiche di assoluto valore quali il monastero di Torba (sito UNESCO) e borghi come Castiglione Olona, prima città ideale dell’Umanesimo, ne fanno un itinerario suggestivo e arricchente. Il tutto accompagnato dall’elemento costante dell’acqua: laghi, fiumi, canali e navigli ne arricchiscono gli scenari e la bellezza del paesaggio.


Credenziali, accoglienze e Testimonium

La credenziale della Via Francisca del Lucomagno è gratuita ed è un documento importante: il “passaporto del pellegrino” che lo accompagna lungo il cammino e sul quale apporre i timbri dei ristornati, musei, luoghi di interesse visitati, dà accesso a sconti e convenzioni pensati appositamente per i pellegrini, come presso le oltre 40 strutture recettive – tra ostelli, locande, bed & breakfast – presenti lungo la Via. Molte strutture ospitano in pieno spirito pellegrino: essenzialità, condivisione, fiducia: è necessario un documento che provi tale impresa e che consenta di ricevere riduzioni e servizi ad hoc. La credenziale dà diritto anche al 10% di sconto per i pellegrini sui treni Trenord che affiancano il percorso. Una volta giunti a Pavia la credenziale timbrata nei vari punti tappa dà diritto a ricevere il Testimonium, il certificato che attesta di aver percorso il cammino, proprio come un vero pellegrino di un tempo.


Una Via adatta a tutte le esigenze

La Via Francisca del Lucomagno è percorribile da tutti, da 0 a oltre 100 anni. Quasi tutte le tappe si snodano in assenza di dislivello (fanno eccezione le prime tre). È l’ideale per le famiglie, anche con bambini piccoli. Il suo percorso è affrontabile anche da persone a mobilità ridotta che per spostarsi ricorrono all’ausilio, per esempio, di carrozzine. La Via Francisca è infatti stata progettata da subito per essere una Via inclusiva, e grazia alla collaborazione con l’associazione FreeWheels Onlus, che fornisce tutela e sostegno alle persone con disabilità e promuove l’abbattimento delle barriere fisiche e mentali, è mappata come “percorso ed itinerario accessibile”.

La Via Francisca del Lucomagno è molto ben servita dai mezzi pubblici, lungo il suo percorso è possibile muoversi con i treni delle ferrovie Trenord (approfittando dello sconto sul biglietto) o con gli autobus delle varie autolinee provinciali. Esiste il percorso con le deviazioni necessarie e l’apposita segnaletica per chi la voglia percorrere in bicicletta o con special bike.


Una risorsa per le economie locali

«Dal numero delle credenziali richieste, abbiamo verificato che nei soli mesi estivi del 2020 più di 400 pellegrini hanno percorso tutti i 135 Km della Francisca, ma sono oltre mille coloro che ne hanno percorso solo qualche tappa. Tutto questo ha generato un controvalore economico per il sistema delle accoglienze e attività economiche locali superiore a 250 mila euro. Più di 3.000 le notti passate nelle oltre 40 strutture, tra ostelli (non ultimi quelli di Castiglione Olona e Morimondo gestiti da volontari), pensioni e B&B, che si trovano lungo il cammino e più del doppio i pasti consumati. È un segnale importante, soprattutto in un momento di grande difficoltà per tutto il settore turistico», ricorda il vicepresidente della Provincia di Varese e presidente del Tavolo di coordinamento del progetto di valorizzazione della Via, Alessandro Fagioli. «La Via Francisca del Lucomagno ha avuto in questo anno il suo decollo definitivo e, dalle testimonianze ricevute da chi l’ha percorsa, abbiamo avuto anche un grande riscontro sia per la qualità del tracciato e dei servizi di accoglienza, sia per la qualità delle informazioni diffuse. È un risultato importante per quanti hanno sostenuto il progetto di valorizzazione, ma è soprattutto un risultato significativo per tutto il territorio interessato dal cammino».


La guida e la app

Oltre al sito ufficiale sono disponibili due utili strumenti pensati per l’esigenza del pellegrino in viaggio:

La Guida Ufficiale edita da Terre di Mezzo editore da Alberto Conte e Marco Giovannelli: https://www.amazon.it/dp/886189626X/ref=cm_sw_r_u_apa_i_8QJDF7CX6TWRWWW5DGDT

La App gratuita per smartphone, versione Android e IOS.


LINK UTILI:

Sito ufficiale Via Francisca che descrive le otto tappe e i percorsi in bici o special bike: www.laviafrancisca.org
Video-presentazione: www.youtube.com/watch?v=ij3Bju0kI7M&ab_channel=ViaFranciscadelLucomagno

Mail: info@laviafrancisca.org

Facebook: www.facebook.com/laviafrancisca

Instagram: @laviafrancisca www.instagram.com/laviafrancisca/

YouTube: www.youtube.com/channel/UCnfJtQdDXyVu7WvEfoHDNsg

di Sofia D’Altrui

27/04/2021

“And the Oscar goes to… Nomadland”

26 lunedì 2021 visualizzazioni:

La tanto attesa 93esima edizione degli Oscar 2021 si è svolta questa notte a Los Angeles pluripremiando il film Nomadland di Chloé Zhao, premiata miglior regista.

“Mamma mia, grazie ai colleghi di candidatura, e alla compagnia che ha fatto il film. Ho pensato parecchio ultimamente a come si fa ad andare avanti quando le cose si fanno dure. Crescendo in Cina con mio papà imparavo testi cinesi classici, delle poesie, ne ricordo una la cui prima frase dice: le persone alla nascita sono intrinsecamente buone. Continuo a crederlo anche oggi. Questo Oscar è per tutti quelli che hanno coraggio a tener fede alla bontà in se stessi e negli altri nonostante le difficoltà”.

Un discorso d’incoraggiamento per tutti durante il primo grande evento in presenza dopo questi mesi difficili a causa dell’emergenza Covid19.

https://www.youtube.com/watch?v=ZKSxSS2B138

Vi lasciamo anche il trailer del film pluripremiato.

di Sofia D’Altrui

26/04/2021

L’aperitivo è una cosa seria

23 venerdì 2021 visualizzazioni:

Patatas Nana, fresca di vittoria ai Barawards che hanno assegnato a I Fiammiferi il Premio Innovazione dell’anno, presenta una importante novità: nasce Sangria Nana che aggiorna il cocktail a base di vino più popolare al mondo.

Il rosso di alta qualità “Di Gino” di Fattorie San Lorenzo, è stato arricchito, grazie alla maestria del bartender Oscar Quagliarini, da estratti naturali di cedro, pesca, arancia e vaniglia, accuratamente dosato in lattine ecosostenibili dal design minimal ed elegante. Il tutto condito dalla filosofia di Patatas Nana che ha fatto della semplicità unita alla qualità il suo marchio di fabbrica.

Con Sangria Nana, l’aperitivo diventa sempre di più una cosa seria e lo sa bene Patatas Nana: per un aperitivo che si rispetti non basta mangiare bene, ma bisogna anche bere bene.

L’ispirazione arriva sempre dalla Spagna, terra dove vengono coltivate e prodotte Patatas Nana, la patatina in busta che unisce la lavorazione artigianale all’utilizzo di soli tre ingredienti senza conservanti e aromi. Un’idea semplice ma rivoluzionaria che propone l’essenza della patata nella sua purezza e integrità.

Lo stesso concetto è stato sviluppato per Sangria Nana che è un aperitivo leggero, aromatico, rinfrescante, da gustare on the rocks o con l’aggiunta di frutta fresca.

Ed è sempre sulle note della ninna nanna Nana de Sevilla di Federico García Lorca che dalla Spagna si arriva in Italia, a Senigallia nelle Marche, dove lo chef Michele Gilebbi, patron di Nana Piccolo Bistrot, ha incontrato Oscar Quagliarini, soprannominato “il mago della mixology” e tra i Top World Bartender. A pochi km poi, a Montecarotto, tra le dolci colline dell’entroterra, c’è Fattoria San Lorenzo che produce il vino “Di Gino” rosso e lì la magia si è compiuta.

Una lattina totalmente ecosostenibile da 150 ml, un bicchiere e mezzo che si può gustare dovunque, a qualsiasi ora, preferibilmente in buona compagnia e ovviamente insieme ad uno dei pacchetti Patatas Nana o ai Fiammiferi, lo snack retrò dal gusto contemporaneo.

Sangria Nana, con le Patatas Nana e i Fiammiferi, dal 1 marzo si troveranno nei migliori cocktail bar e locali, nei club più esclusivi, nelle enoteche più prestigiose, nelle antiche e moderne drogherie, nei bistrot e in quei negozi e luoghi selezionati che ricercano il sapore del genuino e della tradizione. Oppure, per chi non ne può fare a meno anche a casa, possono essere acquistate nello shop online www.patatasnana.com

“Basta! L’aperitivo è una cosa seria”, e da oggi con Sangria Nana lo possiamo affermare ancora più forte!

di redazione digital

23/04/2021

L’EARTH DAY SI FESTEGGIA ANCHE A TAVOLA: ECCO LE 10 RICETTE PIÙ “GREEN”

22 giovedì 2021 visualizzazioni:

FOOD, ANCHE A TAVOLA SI FESTEGGIA L’EARTH DAY: ECCO LE 10 RICETTE PIÙ “GREEN” CON UN MENU AD HOC PER CELEBRARE AL MEGLIO LA GIORNATA DEDICATA ALLA TERRA

Dalla crema di fagioli nera alla zuppa con ortiche e funghi, dai biscotti con miscela di zucchero al cocktail a base di London Dry Gin con limone fresco. Sono queste alcune delle ricette più green da mettere sulla tavola in occasione dell’Earth Day: un menù ad hoc pensato appositamente per celebrare la giornata dedicata al nostro Pianeta, che si tiene come ogni anno il 22 aprile. 

Il Pianeta NON ci appartiene, siamo noi ad appartenergli. Noi siamo di passaggio, lui rimane. Sono le parole che Pierre Rahbi, noto scrittore e agricoltore francese, ha utilizzato per elogiare ed omaggiare la Terra, Pianeta che merita di essere celebrato attraverso una giornata interamente dedicatagli. Sui social l’hashtag #EarthDayconta quasi 5 milioni di contenuti che mettono in mostra famiglie e, soprattutto, innumerevoli pietanze e cocktail scelti e preparati appositamente per rendere omaggio alla Terra. A proposito di ricette Earth related, è necessario partire dagli antipasti: Earthday, il sito ufficiale dedicato alla giornata della Terra, propone una crema di fagioli neri, preparata con lime, cipolla tritata, curcuma, coriandolo con le classiche carote speziate con paprika e pepe di Caienna affumicato, mentre God Airy Free consiglia degli involtini di zucchine crude con pesto. Passando alle portate principali, la testata americana Cia Foodies elenca 3 piatti pensati per celebrare questa giornata nel migliore dei modi senza rinunciare al piacere del buon cibo: tofu piccante con arachidi e tagliatelle di zucchine, chilaquiles con pollo, funghi e bietole e, per concludere, una zuppa di fagioli bianchi portoghesi stufati e serviti con bietole, chorizo e uova in camicia. One Green Planet, sulla stessa lunghezza d’onda, ne propone addirittura 10 sostenibili e, allo stesso tempo, deliziose: si passa da piatti facili da preparare come le fajitas di tofu affumicato e la pagnotta vegetariana di lenticchie, a portate principali e sfiziose come gli hamburger di fagioli neri e barbabietola e i filetti di pastinaca alla pescatora, fino a dolci creativi al cioccolato e gelato alla fragola. Tra i piatti più iconici per celebrare la giornata della Terra, come indicato anche nella lista dei green foods del New York Times, non potevano mancare le zuppe: semplice e cremosa agli spinaci, decisa e speziata con broccoli e cheddar e persino corposa e speziata con porri e riso. È quanto emerge da un monitoraggio condotto da Espresso Communication per conto di Marco Roveda, il pioniere del biologico.

“Non c’è modo migliore di festeggiare la Giornata della Terra se non attraverso il cibo e, soprattutto, piatti sani e semplici da preparare come le zuppe realizzate con alimenti derivanti proprio dalla nostra amata Terra – afferma Marco Rovedail pioniere del biologico – In quanto azienda leader nel settore, siamo lieti di avvicinare sempre più persone e clienti al mondo del biologico e del green grazie alle nostre zuppe pronte, preparate con prodotti genuini e autentici e dotate anche di un innovativo packaging unico nel mercato, poiché realizzato in carta certificata PEFC gestita in maniera sostenibile”. 

I prodotti green sono inoltre cresciuti del 14,2% nell’ultimo anno, raggiungendo un fatturato di 8,5 miliardi: a indicarlo è stato un report della Organic Produce Performance pubblicato su Food Dive. Un segno tangibile della nuova richiesta da parte dei consumatori che, anche per via della pandemia, hanno prediletto un’alimentazione sana ed equilibrata. Festeggiare la giornata della Terra in compagnia di una buona zuppa è una tendenza confermata anche da ulteriori fonti del settore: Take Part introduce la sua versione di Earth day soup, con ortiche e funghi shitake, The Sensitive Foodie ne propone un’altra con zucca, zenzero e cocco, Sponful of Comfort dedica un approfondimento alla zuppa di verdure della giornata della Terra e, infine, è importante ricordare anche la proposta di So Fresh N’So Green che prevede, invece, l’utilizzo di carote arrosto e viene servita con pesto primaverile. Il viaggio culinario relativo alla giornata della Terra può concludersi soltanto con delle idee creative per dolci squisiti e rinfrescanti cocktails, ideali per completare il pasto più green e sostenibile dell’anno. Per quanto riguarda i dessertShe Finds propone diverse ricette come delle mini cheesecake con yogurt greco, miele, limone ed estratto di vaniglia, ciambelle al limone e cocco e bocconcini con fragole, feta, basilico e riduzione di aceto balsamico. Delish, invece, presenta i suoi “Earth Day Biscuits”, la cui ricetta prevede una semplice miscela allo zucchero e, successivamente, la creatività può prendere il sopravvento grazie all’utilizzo del colorante alimentare utilizzato per tingere la pasta del colore desiderato. Infine, per completare il pasto della Giornata della Terra non potevano mancare i cocktail e Chilled Magazinene elenca alcuni pensati per soddisfare le esigenze e i gusti di tutti: si passa dal “Vanilla Bourbon” al “King Bee”, realizzato con London Dry Gin e limone fresco, dal “Botanica Cocktail”, con Cynar, birra allo zenzero e frutta biologica, alla “Sangria alla pesca bianca” fino al “Lexington Brass’ Bees Knees”, preparato con Gin Bombay, limone fresco e un cucchiaio di miele di lavanda. 

Ecco quindi la top ten delle ricette più green per celebrare la giornata dedicata al pianeta Terra: 

1)      Crema di fagioli neri con lime, cipolla tritata, curcuma e coriandolo 

2)      Carote speziate con paprika e pepe di Caienna

3)      Involtini di zucchine crude con pesto

4)      Earth Day soup con ortiche e funghi shitake

5)      Lasagna di spinaci

6)      Linguine con pesto di asparagi

7)      Hamburger di fagioli neri e barbabietola

8)      Filetti di pastinaca alla pescatora

9)      Earth Day biscuits realizzati con miscela di zucchero e poi decorati con colorante alimentare

10)   King Bee: cocktail a base di London Dry Gin e limone fresco

di Sofia D’Altrui

22/04/2021