Dopo il successo di Storie della buonanotte per bambine ribelli e di Elfi al quinto piano
FRANCESCA CAVALLO TORNA IN LIBRERIA CON IL DOTTOR LI E IL VIRUS CON IN TESTA UNA CORONA L’AUTRICE PRESENTA IL LIBRO L’1 DICEMBRE IN UN EVENTO ESCLUSIVO ONLINE
Francesca Cavallo (Storie della buonanotte per bambine ribelli; Elfi al quinto piano) torna in libreria conIl dottor Li e il virus con in testa una corona, in uscita il 26 novembre per Feltrinelli Editore. Il libro è ispirato alla storia breve che l’autrice bestseller ha diffuso gratuitamente durante il lockdown lo scorso aprile. La storia è stata tradotta in 38 lingue e scaricata da decine di migliaia di persone in tutto il mondo. Il dottor Li e il virus con in testa una corona è in uscita anche in inglese, cinese e filippino; l’edizione americana ha raccolto oltre 50.000 dollari in pre-ordini su Kickstarter. Partendo dalle vicende del dottor Li, il libro celebra l’importanza della scienza, del senso di comunitàe racconta ai più piccoli che anche nei momenti più difficili si può imparare qualcosa di bello.
L’autrice presenterà il libro l’1 dicembre, alle 17:00, in un evento esclusivo online, dove dialogherà con Danilo Casertano. Tutti i dettagli per partecipare su www.ildottorli.it
“In questo periodo, ai bambini è richiesto un immenso coraggio. È da qui che mi era venuta l’idea di raccontare loro la storia del primo eroe di questa pandemia, Li Wenliang, il dottore cinese che – nonostante le minacce della polizia – aveva per primo dato l’allarme che un nuovo virus si stava diffondendo a Wuhan” – racconta Francesca Cavallo – “Ad aprile pensavamo un po’ tutti che da settembre le cose sarebbero tornate più o meno alla normalità, o almeno lo speravamo. Oggi – però – i bambini sono ancora più disorientati. Per questo ho ampliato la storia breve e l’ho trasformata in un libro: volevo che i bambini fossero accompagnati da una storia avvincente, che potesse mantenere alto il loro interesse perché parla non solo del Dottor Li, ma dei loro sentimenti, delle loro esperienze in questo periodo, delle loro emozioni.”
Nell’edizione in libreria i lettori conosceranno May, piccola e nuova protagonista di questa storia (quattro volte più lunga della versione disponibile online) e troveranno le illustrazioni inedite di Claudia Flandoli, artista specializzata in disegni a tema scientifico per bambini.
SINOSSI
“Che cos’è un virus, mamma?”
Quando May viene a sapere che una nuova malattia si sta diffondendo in tutto il mondo, si mette a cercare più informazioni possibile. Scopre così che l’allarme sul Coronavirus lo ha lanciato un medico cinese di nome Li Wenliang, una persona molto coraggiosa. Impara anche che quando ci si sente tristi e soli c’è sempre qualcosa che si può fare. E che gli arcobaleni viaggiano molto molto lontano!
Francesca Cavallo è una delle voci più innovative nell’editoria per l’infanzia a livello mondiale, co-autrice del bestseller Storie della buonanotte per bambine ribelli, libro d’oro in Italia nel 2017, tradotto in cinquanta lingue, e di Elfi al quinto piano.
Claudia Flandoli, autrice di fumetti e illustrazioni, è specializzata in disegni a tema scientifico per bambini.
Cat-eye in acetato trasparente e nuance pastello, texture marmorizzate, e tutta la leggerezza del metallo in versione fashion
Naf Naf, noto brand francese di abbigliamento, lancia la nuova collezione eyewear creata per donne giovani sofisticate, chic e sensuali.
I nuovi modelli sole e vista firmati Naf Naf sono un mix tra eleganza, fantasia, design e motivi di tendenza ed esprimono tutta la spontaneità e la gioia di vivere delle giovani donne a cui si ispirano, amanti della moda, che vivono con disinvoltura la propria quotidianità.
Le nuance pastello, dal rosa al beige, dall’azzurro al violetto sono le protagoniste assolute dei modelli da vista cat-eye in acetato trasparente come Adele. Imperdibili anche nella versione sole: il modello a gatta Anya e il modello da diva Adelia sono in grado di sprigionare tutto il glamour di un occhiale di tendenza.
Forme romantiche e rotonde per le montature in metallo in oro Alea o Alexa con inserti in metallo colorato con lavorazioni uniche per un occhiale dallo stile vintage e contemporaneo. Dalla fusione del metallo e dell’acetato nei colori pastello nasce il modello sole a gatta Aline, mentre il metallo torna ad essere il must-have della nuova stagione e viene declinato con lavorazioni speciali nei modelli da sole oversize Agata o nei modelli super romantici come Alice.
Texture marmorizzate e tartarugate con acetati dai colori forti sono creati per dare al viso un’impronta decisa e sicura. Forma attuale e rotonda per il modello da vista Aura, mentre nel modello Anna il metallo alleggerisce la parte inferiore dell’occhiale. Effetto tartarugato nero e rosa con ispirazione retrò rendono unico il modello da sole Abelle.
La nuova collezione Naf Naf Eyewear è stata creata e distribuita in Italia da Key Optical Europe ed è in vendita presso i migliori ottici italiani e on line su https://shop.koe.it/.
Naf Naf è un marchio di abbigliamento francese che veste da oltre 40 anni le giovani donne. Premium nella qualità e conveniente nel prezzo, il brand con un’allure francese frizzante e vivace, è dedicato alle ragazze amanti della moda e attente ai dettagli. Naf Naf propone ogni stagione, oltre ad un’ampia collezione principale ed accessori, diversi flash, che le permettono di essere presente sul mercato con un prodotto sempre attuale. Ogni collezione è pensata per adattarsi ad uno stile talvolta cittadino ed elegante, talvolta casual innovativo e dinamico. Naf Naf è distribuito nei migliori negozi di abbigliamento italiani.
Key Optical Europe è una società italo francese a conduzione femminile con sede nella campagna fiorentina attiva nella creazione, produzione e distribuzione di occhiali. Forte di un’eredità di oltre quattro generazioni di artigiani del mondo dell’occhialeria ha sviluppato molte collezioni in collaborazione con rinomati marchi di moda e catene ottiche offrendo il mix perfetto tra esperienza artigianale e moderne tecnologie con la creazione di montature che racchiudono più di 90 di know – how.
Il senso della vista è fondamentale nella vita di tutti i giorni; l’80% delle informazioni che il cervello riceve quotidianamente sono visive. Inquinamento, stanchezza, stress, batteri, ogni giorno gli occhi sono esposti a diversi fattori che possono danneggiarli, ma ci sono anche delle piccole accortezze che si possono avere per prendersene cura, ad esempio mangiando bene.
Le cellule del corpo umano sono costituite da molecole, a loro volta formate da atomi legati tra loro. Si sente spesso palare di “radicali liberi”: si tratta di molecole “di scarto” prodotte dal normale metabolismo cellulare e che hanno la caratteristica di essere particolarmente reattive, perché presentano un elettrone libero, pronto a interagire con altri elettroni. La generazione dei radicali liberi è un naturale processo fisiologico che ha una sua funzione per il benessere dell’organismo ma è pur vero che un loro accumulo può causare stress ossidativo, condizione che gioca un ruolo importante nello sviluppo di un gran numero di patologie, anche della vista. Secondo www.clinicabaviera.it, una delle più importanti aziende oftalmologiche in Europa, una dieta ricca di nutrienti e vitamine può aiutare a rafforzare la vista e a prevenire o ritardare malattie agli occhi.
Un regime nutrizionale variegato dovrebbe contenere alimenti ricchi di antiossidanti, contenenti Omega 3 e vitamine A e C che agiscono come protezione contro la formazione dei radicali liberi, rallentando i segni dell’invecchiamento come la perdita di acutezza visiva, deterioramento della retina, cataratta o glaucoma.
Per questo motivo, gli esperti consigliano i migliori alimenti per la vista:
Verdure a foglia verde Le verdure a foglia verde, come spinaci, bietole, lattuga, ecc. hanno un’alta concentrazione di vitamina A, un potente antiossidante, e contengono luteina e zeaxantina, che funzionano come filtro naturale per i raggi solari che potrebbero essere dannosi per gli occhi. Inoltre, la luteina agisce sulla macula, la porzione della retina chiamata a codificare la visione dei dettagli, che può perdere la sua funzionalità nel tempo. Ottimi anche i broccoli, ricchi di vitamina C che aiuta sempre a combattere i radicali liberi.
Pesce azzurro Il pesce azzurro è ricco di proteine e Omega 3, contiene proteine simili a quelle delle uova e della carne e minerali come iodio, magnesio, fosforo, calcio e ferro. I pesci azzurri nuotano lontano, si spostano molto, e, per farlo, hanno bisogno di accumulare grasso nei muscoli. Questo grasso insaturo è un toccasana per la nostra salute, in quanto aiuta a ridurre il rischio di malattie coronariche fino al 30% se consumato due o tre volte a settimana. Inoltre, abbassa la pressione sanguigna e riduce il colesterolo, motivo per cui fa bene alla nostra salute in generale, non solo alla vista. In particolare, però, aiuta a trattare i problemi derivanti dal nervo ottico, la sindrome dell’occhio secco e la degenerazione maculare legata all’età. E’ importante alternare il pesce di grandi dimensioni (pesce spada, tonno, salmone, luccio) con pesci più piccoli (sgombro, sardine, acciughe) a causa del mercurio, dannoso per la nostra salute. Si consiglia anche di alternarlo con pesci bianchi (come orata, pezzonia, merluzzo, baccalà, rombo, scorfano) che forniscono vitamina B, fosforo, ferro e calcio.
Ribes Il ribes è un frutto costituito da piccole bacche traslucide dal sapore agrodolce. Come tutte le bacche, ha notevoli quantità di vitamina C, A e altri antiossidanti che le rendono essenziali per la vista. Non tutti sanno che il ribes nero ha più benefici per la salute visiva rispetto ad altri alimenti a cui spesso si attribuisce questa qualità. Sia il ribes nero che quello rosso hanno una grande quantità di flavonoidi e antociani che si distinguono per la loro azione protettiva dei piccoli vasi sanguigni, che sono quelli che raggiungono la retina e prevengono le malattie degenerative della vista. Secondo Clinica Baviera 100 grammi di ribes nero contengono fino a 270 milligrammi di antociani, una quantità molto elevata e ancora non riscontrata in altri ingredienti naturali ritenuti più benefici per gli occhi. Ha anche proprietà antinfiammatorie, migliora il funzionamento dei sistemi digestivo, circolatorio, nervoso e muscolare.
Carote Le carote sono ricche di beta-carotene e vitamina A, motivo per cui prevengono i sintomi dell’invecchiamento in generale e della vista in particolare. Sono anche ricche di fibre, potassio, vitamina C e magnesio e tra le loro proprietà c’è quella di neutralizzare l’azione distruttiva dei radicali liberi, motivo per cui hanno un’azione benefica per gli occhi; tra l’altro, migliorano la vista di notte.
Sedano La pianta del sedano è un’ombrellifera ed è conosciuta come pianta officinale fin dagli antichi greci per i suoi benefici in particolare sulla vista. Ha una grande azione antiossidante e combatte i radicali liberi in quanto contiene vitamine A, B1, B2, B9, C ed E e minerali come potassio, calcio, zinco, ferro e silicio, tra gli altri. Protegge la salute cardiovascolare e visiva oltre a stimolare le difese dell’organismo. Aiuta a prevenire le anomalie visive come il glaucoma e anche la cecità poiché purifica il corpo, riduce il colesterolo nel sangue e abbassa i livelli di glucosio.
Mele Le mele sono uno dei frutti più consumati e tra quelli che apportano maggiori benefici all’organismo. Sono di natura diuretica, quindi favoriscono l’eliminazione delle tossine, contribuiscono all’idratazione del corpo in quanto quasi per l’80% sono composte da acqua. Hanno proprietà antiossidanti, sono ricchi di fibre, vitamine A e C, contengono un alto contenuto di minerali come calcio, potassio, magnesio e flavonoidi. Contribuiscono alla regolazione dei livelli di grasso, prevengono malattie come il diabete e l’ipertensione. Tutte queste proprietà le rendono benefiche per la vista, infatti, aiutano a migliorare la qualità del sangue che irriga il contorno occhi, attivano le funzioni cerebrali che sono fondamentali per il buon funzionamento dell’apparato oculare e hanno anche un effetto “saziante”,aiutando a evitare il consumo eccessivo di cibi ricchi di grassi e zuccheri che possono poi diventare di conseguenza fonte di malattia per i nostri gli occhi.
Fagiolini I fagiolini forniscono vitamine dei gruppi A, B2, B6 e C, minerali come magnesio, fosforo e potassio e sono una fonte diretta di fibre. Fanno bene alla vista, essendo poveri di grassi e calorie aiutano a prevenire il sovrappeso e riducono il rischio di sviluppare malattie che possono causare il deterioramento della vista. Inoltre, sono antiossidanti, quindi combattono i radicali liberi.
Pompelmo Il pompelmo è un grande alleato della vista; contiene grandi quantità di beta-carotene, che viene convertito in vitamina A ed è un antiossidante. Inoltre contiene molto acido folico che interviene nella formazione e sostituzione dei globuli rossi e bianchi e degli anticorpi e stimola la produzione di collagene.
Gli anacardi Gli anacardi sono ricchi tra le altre cose di acidi grassi insaturi, fosforo, magnesio, potassio, selenio, vitamine B ed E. E grazie alle loro proprietà favoriscono il corretto funzionamento del sistema nervoso e del sistema cardiovascolare, rafforzano il sistema immunitario emigliorano anche la memoria. Hanno quindi un’azione benefica anche sulla vista, soprattutto per l’apporto della vitamina E che fa ritardare le malattie legate all’età, come la cataratta; inoltre, sono utili per preservare il cristallino e la congiuntiva.
Riso Il riso aiuta il buon mantenimento della salute visiva grazie al suo basso contenuto di sodio e controlla l’ipertensione prevenendo il restringimento delle arterie. I vasi sanguigni degli occhi sono molto piccoli, quindi qualsiasi disturbo del sistema cardiovascolare può danneggiarli e compromettere la vista a lungo termine. Inoltre contiene vitamine A, C, composti fenolici e flavonoidi.
Banane Le banane sono note per il loro alto valore nutritivo e contengono molto potassio che migliora la vista. Inoltre, aiutano a mantenere adeguati livelli di acqua nelle cellule, riequilibrano la pressione sanguigna, intervengono nel sistema metabolico, migliorano il funzionamento del cuore e aiutano il sistema nervoso; e di conseguenza hanno un impatto positivo anche sulla vista. Le banane contribuiscono a regolare la pressione sanguigna, la circolazione e la glicemia e facilitano il corretto funzionamento delle vene e delle arterie degli occhi contrastando la comparsa di patologie nella retina.
Uvetta L’uvetta fa bene alla salute in generale e agisce direttamente e indirettamente in modo positivo sulla vista. Contiene alti livelli di magnesio, calcio e altre sostanze nutritive che aiutano gli occhi, riduce la fame aiutando a non consumare grassi inutili e contiene fitonutrienti che agiscono direttamente sull’occhio proteggendolo dagli effetti dell’ossidazione. Inoltre, nutre i capillari e migliora la circolazione in modo che il flusso sanguigno che si irradia fino alla zona degli occhi sia di buona qualità e prevenga malattie.
Cavolo rosso Il cavolo rosso ha un elevato contenuto di antociani, calcio e potassio tra le varie sostanze nutritive. Tutte cose direttamente correlate alla vista. Gli antociani sono pigmenti che si trovano nelle cellule delle piante e fanno molto bene agli occhi. Proteggono i capillari della retina, prevengono malattie visive degenerative, migliorano l’acuità visiva e aiutano anche in patologie come la congiuntivite. Il cavolo rosso è anche ricco di antiossidanti, rafforza il sistema immunitario e mantiene un buon sistema cardiovascolare.
Avocado L’avocado è ricco di acidi grassi, vitamine, minerali e fibre e fa bene alla salute in generale oltre che agli occhi. In particolare, la vitamina E e i grassi monoinsaturi aiutano a ridurre i livelli di colesterolo che possono influire negativamente anche sulla vista. Agiscono come antiossidanti negli occhi e possono ridurre il rischio di sviluppare una degenerazione maculare legata all’età.
Mais Il mais è ricco di luteina e zeaxantina; ne basta una mezza tazza per avere benefici per la vista, inclusa la riduzione del rischio di cataratta e la prevenzione della degenerazione maculare. E’ una fonte importante di antiossidanti, che prevengono la formazione di radicali liberi e un alimento molto completo di vitamine e minerali.
Il Dr. Marco Moschi, Direttore Sanitario di Clinica Baviera Milano spiega:“Una dieta equilibrata è essenziale anche per avere una buona vista; evitare i grassi in eccesso e mangiare alimenti che forniscono un grande apporto di minerali e vitamine può aiutare a ritardare i segni dell’invecchiamento visivo e a prevenire l’aumento del colesterolo e della pressione sanguigna; tutte cose che possono causare le principali malattie della vista. Noi di Clinica Baviera incoraggiamo a seguire un regime alimentare ricco di vitamine A, C ed E, antiossidanti e Omega 3”.
Violenza contro le donne: Save the Children, adolescenti sempre più consapevoli, ma gli stereotipi di genere restano ancora molto forti e condizionano i loro comportamenti sin dalle prime relazioni. Il 10% degli adolescenti maschi pensa che in Italia si parli troppo di violenza contro le ragazze, di contro il 70% delle ragazze dichiara di aver subito molestie e apprezzamenti sessuali in luoghi pubblici e il 64% si è sentita a disagio per commenti, comportamenti o avance da parte di un adulto di riferimento.
Ancora troppo poche le ragazze che denunciano episodi di molestie: il 29% fa finta di niente per paura della reazione e il 21% per vergogna. Più di una adolescente su dieci pensa che le vittime di violenza sessuale possano contribuire a provocarla con il loro modo di vestire e/o di comportarsi.
In occasione della Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne, Save the Children rende noti i risultati di un’indagine condotta per proprio conto da Ipsos su un campione di adolescenti tra i 14 e i 18 anni in Italia. Necessario investire nei sistemi di protezione, ma soprattutto in un’educazione che azzeri il divario di opportunità tra i due sessi che genera gli stereotipi e in ultima istanza la violenza sulle donne.
Adolescenti più consapevoli rispetto alla violenza sulle donne, ma ancora tra le ragazze il 70% dichiara di aver subitomolestie nei luoghi pubblici e apprezzamenti sessuali e al 64% di loro è capitato di sentirsi a disagio per commenti o avance da parte di un adulto di riferimento. Ancora poche quelle che denunciano le molestie, sia per paura della reazione (29%) che per vergogna (21%).
Anche il mondo virtuale restituisce uno scenario in cui il 39% dei ragazzi e delle ragazze in Italia sono esposti online a contenuti che giustificano la violenza contro le donne, con una forbice che si allarga dal 31% dei maschi al 48% delle femmine. Tra le ragazze il 41% ha visto postare dai propri contatti social contenuti che l’hanno fatta sentire offesa e/o umiliata come donna, e di queste un 10% si è sentita maggiormente esposta durante il lock down.
Il sondaggio mostra anche che il lavoro per contrastare i pregiudizi è ancora lungo, al punto che il 15% degli adolescenti (il 21% tra i maschi e il 9% tra le ragazze) pensa che le vittime di violenza sessuale possano contribuire a provocarla con il loro modo di vestire e/o di comportarsi.
Questo il quadro che emerge dalla nuova ricerca realizzata da Ipsos per Save the Children – l’Organizzazione che da oltre 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro – in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, che indaga la percezione degli stereotipi di genere nelle opinioni e nei comportamenti degli adolescenti in Italia[1].
Quasi 1 intervistato su 5 (18%) ha assistito direttamente ad un episodio in cui un’amica è stata vittima di una forma di violenza (con una percentuale che arriva al 26% nel nord est del paese), e nell’83% dei casi vi è stato un intervento sull’episodio, o direttamente o chiedendo l’aiuto di un adulto di riferimento o della polizia. Tuttavia in quasi un caso su dieci (9%) la paura ha impedito qualsiasi tipo di intervento.
La violenza sessuale e quella fisica nei confronti di una ragazza vengono viste come gravissime rispettivamente dal 94% e dal 92% dei giovani, mentre quella psicologica dall’88% di loro. Anche la violenza economica, cioè la forma di sopruso dettata dalla dipendenza economica della donna, viene considerata grave dal 75% degli intervistati, con una sensibile differenza tra l’universo maschile (69%) e quello femminile (81%).
Per il 52% degli adolescenti, in Italia, si parla troppo poco di violenza contro le donne (41% maschi, 63% femmine) e per il 34% l’argomento viene affrontato “il giusto”. Solo il 7% di loro pensa che sia un argomento abusato, di questi il 10% è rappresentato da maschi e solo il 4% dalle coetanee.
Gli stereotipi di genere visti con gli occhi degli adolescenti
La ricerca condotta da Ipsos per Save the Children ha anche voluto indagare come alcuni stereotipi possano ancora influenzare i vissuti e le prospettive di vita di ragazzi e ragazze.
Sebbene il 77% degli adolescenti si dichiari d’accordo sull’affermazione secondo cui, rispetto al passato, nella gestione della famiglia e della casa c’è maggiore condivisione nella suddivisione dei compiti, c’è ancora una convinzione diffusa (2/3 degli intervistati) che il maschio nella coppia abbia il compito di proteggere la ragazza (78% fra i maschi a fronte del 55% delle ragazze) e 4 intervistati su 10 pensano che una ragazza all’interno della coppia sia capace di sacrificarsi molto di più del partner maschio. Rimane negli adolescenti (29%) la percezione, che tutte le ragazze sognino di sposarsi (lo pensa il 35% dei maschi a fronte del 23% delle ragazze) e che le ragazze debbano fare un figlio per sentirsi pienamente donne (ne è convinto il 17% dei ragazzi contro il 9% delle coetanee).
C’è poi uno zoccolo duro di intervistati che pensa che affermarsi nel mondo del lavoro sia più importante per i maschi che non per le femmine (quasi il 40% dei maschi ne è convinto, contro il 21% delle ragazze), come anche avere un’istruzione universitaria sia più importante per un ragazzo che per una ragazza (è così per quasi 1 ragazza su 10 e quasi 1 ragazzo su 5).
“I pregiudizi di genere continuano ad essere fortemente condizionanti sin dall’infanzia. Pregiudizi che si confermano anche nell’età adulta, e che sfociano troppo spesso in violenze psicologiche e fisiche nei confronti delle donne e che ogni giorno mietono nuove vittime, dalle più piccole alle più grandi”, afferma Daniela Fatarella, Direttrice Generale di Save the Children. “Le ragazze crescono tra mille inviti a minimizzare: mettere la vittima sul banco degli imputati, sottovalutare i comportamenti aggressivi, definire confini sempre più labili per la violenza, servono a rendere accettabile l’inaccettabile. Ammettere che si tratti di violenza solo nei casi più gravi, fisici, e non anche quando si subiscono pressioni psicologiche, ricatti economici, vessazioni di ogni tipo, non fa che nutrire il territorio su cui prosperano i comportamenti violenti. Per questo è fondamentale che sin dall’infanzia si lavori affinché bambine e bambini, ragazzi e ragazze abbiano un’educazione emotiva improntata al rispetto e alla consapevolezza”.
L’aspetto fisico gioca ancora un ruolo fondamentale nella percezione degli adolescenti: il 57% degli intervistati pensa che la bellezza femminile possa essere uno strumento per il successo (il dato maschile sale a 63%), una percezione che si conferma nel 46% degli intervistati che affermano che per le femmine essere attraenti è più importante che per i maschi(il 39% delle ragazze intervistate ne è convinta, percentuale che aumenta al 53% nei coetanei maschi).
Non a caso, interpellati a dare la loro opinione su alcuni fatti di cronaca che negli ultimi mesi hanno sollevato il tema degli stereotipi, come quello sulla vicepreside di un liceo romano che avrebbe consigliato alle ragazze di non mettersi le minigonne per non distrarre gli insegnanti, più di un intervistato su dieci (15% dei ragazzi e 10% delle ragazze) ritiene che le ragazze a scuola non debbano provocare i professori con vestiti corti o succinti.
Dagli stereotipi ai comportamenti
Sebbene da un lato ragazzi e ragazze pensano che la bellezza canonica possa essere un’arma in più a disposizione della donna, per farsi strada nella vita, dall’altro nel quotidiano le ragazze si scontrano con la realtà che le vede spesso nella condizione di sentirsi svantaggiate rispetto ai coetanei maschi. Oltre la metà di loro (54%) dichiara di essersi sentita svantaggiata per il solo fatto di essere una femmina, spesso o almeno qualche volta. Più di due adolescenti su tre (64%), hanno sperimentato sulla propria pelle il disagio di fronte a comportamenti, commenti o avances subite da parte di adulti di riferimento, il 70% delle intervistate dichiara di aver subito molestie o apprezzamenti sessuali, quasi una su tre è stata palpeggiata in luoghi pubblici (31%).
Di fronte alla minaccia percepita da parte di un adulto conosciuto, alle molestie e ai palpeggiamenti, sebbene rispettivamente il 38%, il 37% e il 45% abbiano reagito in modo decisoper far capire che quel comportamento non era gradito, preoccupa che rispettivamente il 50%, il 47% e il 43% abbiano fatto finta di niente per paura o per vergogna.
E se il 18% ammette di aver assistito ad una forma di violenza fisica nei confronti di un’amica, l’83% dice anche di essere intervenuto in sua difesa (80% ragazzi e 85% ragazze).
Il 67% delle ragazze intervistate denuncerebbe on-line episodi di molestie e pensa sia importante condividere con altre coetanee i propri vissuti. Questa maggiore consapevolezza si traduce anche in azioni collettive che hanno per protagoniste le più giovani, a partire dall’esperienza di Torino, dove molte ragazze si sono unite in un flash mob per dare il via a una campagna social di denuncia delle molestie.
La violenza sessuale e quella fisica nei confronti di una ragazza vengono viste come gravissime rispettivamente dal 94% e dal 92% dei giovani, mentre quella psicologica è gravemente percepita dall’88% di loro. Mentre il fatto che la donna possa dipendere economicamente dal proprio compagno, sembra trovar conferma nei dati sulla gravità della violenza economica (in media 75%, con una differenza di 12 punti percentuali tra maschi, pari al 69% e femmine, 81%). 33% dei giovani pensa che il luogo dove avvengono le violenze maggiori sulle ragazze siano le mura domestiche, al primo posto rispetto ad altri luoghi.
Denunce di violenza in crescita sulle più piccole
Secondo i dati Istat 8 milioni 816 mila di donne (il 43,6%) dai 14 ai 65 anni, nel corso della loro vita, hanno subito una qualche forma di molestia sessuale[2].
In generale, l’incidenza delle ragazze che hanno denunciato di essere state vittime di reati a sfondo sessuale è di gran lunga superiore a quella dei ragazzi. Tra chi denuncia, in base ai dati del Servizio analisi criminale della Polizia, quasi 8 su 10 sono ragazze, soprattutto per casi di violenza o atti sessuali ai loro danni. A volte si tratta di reati – adescamento, violenza e atti sessuali – su ragazzine che non hanno ancora compiuto 14 anni[3].
“La voce degli adolescenti ci indica che il problema della violenza di genere va affrontato alla radice, sin dal percorso educativo dei più giovani. – ha dichiarato Raffaela Milano Direttrice dei Programmi Italia-Europa di Save the Children – Se da un lato dobbiamo potenziare la rete di protezione, per sostenere le donne che vogliono affrancarsi dalla violenza domestica, dall’altro lato è indispensabile agire sulla prevenzione della violenza di genere, andando alla radice dei comportamenti violenti, a partire dal contesto educativo, coinvolgendo gli stessi adolescenti in un impegno che li veda protagonisti. Va dato ascolto e forza a quella grande maggioranza delle ragazze che oggi ritiene inaccettabile subire ogni forma di molestia e atteggiamento violento e che individua nella condivisione con le coetanee una delle strade per superare le barriere che ancora oggi ostacolano la costruzione del loro futuro”.
In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, Save the Children diffonde un video che trae origine dalle interviste a un gruppo di ragazze tra i 14 e i 22 anni, di diverse città italiane, che fanno parte di SottoSopra, il Movimento giovani per Save the Children e della redazione Change the Future. Con la tecnica dell’animazione di foto e parole, il video mette in evidenza gli stereotipi più comuni con cui le ragazze si scontrano ogni giorno e, al tempo stesso, la loro volontà di non “abbassare la testa” e lottare per la realizzazione dei propri sogni.
6 consigli semplici per non farsi trovare in disordine durante le video call, persino in quelle improvvisate
“Ci vediamo in call tra 5 minuti” è la frase tipo con cui darsi appuntamento con i colleghi, ora che anche prendere un caffè insieme è diventato, nella maggior parte dei casi, virtuale. Ma le videochiamate, tanto in voga per lo smartworking e per raggiungere parenti e amici lontani non sono sempre amate. Trascorrere molto tempo in casa, infatti, coincide per tanti con un look decisamente più casual, fatto di abiti comodi e di un make up leggero, che poco si sposano con una bella presenza in video. Uala, (www.uala.it), sito e applicazione leader nel Sud Europa dedicato al mondo beauty e wellness, ha raccolto qualche consiglio per sopravvivere alle video call, anche quelle che arrivano senza preavviso.
Per il viso:
Rimanere a casa può essere una buona occasione per lasciare respirare la pelle, evitando di appesantirla con i fondotinta. Una buona beauty routine non necessita di molto: la mattina è sufficiente detergere il viso e applicare una crema idratante. Per apparire perfette in video, invece, l’alleato perfetto è la cipria mat, che elimina immediatamente la lucidità della pelle e il riflesso dello schermo;
In video, il rischio è quello di sembrare monodimensionali. Per rimediare è sufficiente applicare un colore brillante su occhi o labbra. Una buona idea è tenere vicino al pc un rossetto labbra dal colore acceso, sarà sufficiente un’applicazione veloce per ovviare all’ “effetto piatto”;
La pandemia può aver alterato i ritmi del sonno. Per chi si sveglia con gli occhi affaticati un ottimo rimedio – impensabile da praticare in ufficio ma facilissimo da realizzare a casa – è quello di lasciare due cucchiaini in frigorifero e di appoggiarli per 10 minuti sugli occhi per un immediato effetto anticongestionante. Se la videoconferenza, poi, inizia quando meno ce lo si aspetta e non si ha avuto modo e tempo di coprire le occhiaie con il correttore, un trucco veloce è quello di inforcare gli occhiali da vista, che coprono immediatamente l’inestetismo.
Per i capelli:
Chi ha il viso tondo o squadrato può optare per una semplicissima coda bassa, con l’accortezza di realizzare la riga al centro: in questo modo si conferisce maggiore verticalità al volto, sottolineando gli zigomi. Per completare questo facile look l’idea in più è puntare su un accessorio: un bel paio di orecchini;
Una call tra 2 minuti e zero tempo di pettinarsi? Niente di più semplice, per chi ha capelli medio-lunghi, di creare un bun morbido, da abbellire con l’accessorio del momento: lo scrunchie colorato. Chi invece ha i capelli molto lunghi può optare per una coda alta, semplicemente lasciando cadere due ciocche ad incorniciare il volto per un effetto easy-chic;
Le fan dei capelli sciolti possono invece puntare su due accessori, che consentono di avere in un minuto un effetto in ordine, senza perdere tempo con una piega perfetta: il cerchietto, elegante e senza tempo, o le mollette abbellite con le perle: se applicate sul lato opposto al ciuffo, all’altezza dell’orecchio, creano un effetto davvero raffinato e alla portata di tutti.
Nuove lezioni di vita dalla Scandinavia: arriva in Italia il libro che svela “Il segreto della felicità”
Dopo il successo di “Hygge. La via danese alla felicità”, l’autore Meik Wiking va alla ricerca del buono che esiste nel mondo
Esce in Italia un libro che sviluppa i principi dell’approccio danese alla vita applicandoli a una caccia al tesoro in giro per il mondo, per rispondere a una domanda: come possiamo essere più felici? L’autore Meik Wiking, dopo il successo internazionale di “Hygge. La via danese alla felicità”, torna infatti sugli scaffali delle librerie con “Il segreto della felicità. Svelato dalle persone più felici al mondo” .
La felicità ai tempi del COVID La felicità è un tema quantomai attuale nel periodo che stiamo vivendo, come ha osservato lo stesso Wiking in occasione dell’uscita del libro in Italia: «Pur con tutte le sue sfide, la pandemia ha forse consentito a molte persone di capire meglio quali cose abbiano davvero importanza per loro, quali le rendono felici, e quali non ne hanno». E i Paesi scandinavi dominano da tempo le classifiche delle nazioni più felici: un’ulteriore conferma è giunta dal World Happiness Report delle Nazioni Unite del 2020, in cui quattro delle prime cinque posizioni sono appunto occupate da Finlandia, Danimarca, Islanda e Norvegia.
In questo contesto, Meik Wiking ha scelto la felicità come tema che fa da perno alla sua vita. Oltre ad aver fatto conoscere al mondo l’essenza della hygge, è fondatore, ricercatore e CEO dell’Happiness Research Institute di Copenaghen, tramite il quale si propone di dare solide basi scientifiche alla ricerca della felicità. Inoltre, sempre a Copenhagen ha aperto di recente il Museo della felicità.
Nel nuovo libro, l’autore guarda al di là della sua terra: pur partendo dai cardini della filosofia danese, li illustra in azione mediante casi di individui e organizzazioni di ogni parte del mondo. La premessa: per quanto la cultura del Paese in cui viviamo influisca sul nostro benessere, le vite delle persone felici hanno in comune una serie di fattori che possiamo coltivare per sentirci come loro. E la nostra felicità farà bene anche agli altri, sottolinea l’autore, il cui obiettivo dichiarato è quello di “scovare il buono che esiste davvero in questo mondo e portarlo alla luce per facilitarne, tutti insieme, la diffusione”.
I sei pilastri della felicità La caccia al tesoro del libro si snoda intorno a sei fattori chiave per una vita felice, che Wiking ha identificato traendo ispirazione dal World Happiness Report: senso di appartenenza, denaro, salute, libertà, fiducia e gentilezza.
Un forte senso di appartenenza caratterizza le culture dei Paesi più felici del mondo, i cui abitanti possono sempre contare sul supporto sociale nel momento del bisogno. In Scandinavia, ciò è riflesso fra l’altro dall’atteggiamento dei cittadini verso le imposte. “La forza dei Paesi nordici”, scrive Wiking, “è la consapevolezza del legame tra il vivere bene e il bene comune. Non stiamo pagando le tasse; stiamo acquistando qualità della vita. Stiamo investendo nella nostra comunità”. Fra i suggerimenti del libro per coltivare la nostra rete di rapporti sociali, Wiking ci invita a “creare una massa critica analogica”, cioè un gruppo sufficientemente ampio di persone disposte a ritagliarsi periodi senza tecnologie nella loro vita quotidiana: il motivo è che sebbene nel nostro mondo ipertecnologico siamo più connessi che mai, continuiamo a sentirci soli.
Quanto al denaro, secondo Wiking non ha effetti garantiti sul benessere: mentre chi è povero è spesso infelice, non è detto che le persone ricche abbiano una vita felice — anche perché “il rovescio dell’ambizione è un senso di perenne insoddisfazione rispetto ai propri risultati”. A questo proposito l’autore mette in risalto le differenze fra Stati Uniti e Scandinavia: considera i primi “un perfetto esempio della nostra incapacità di trasformare la ricchezza in benessere”, mentre nei Paesi nordici la ricchezza è in certa misura svincolata dal benessere individuale.
Sul terzo fattore chiave per una vita felice, cioè la salute, i danesi la sanno lunga: ritengono il moto imprescindibile, e anche per questo si spostano ogni volta che possono in bicicletta. Fra le altre abitudini salutari da prendere, Wiking cita il Forest Bathing. Questa pratica nata in Giappone, dove è chiamata shinrin yoku, consente di fare un vero e proprio “bagno di foresta”: immergersi nell’atmosfera boschiva e attivare i sensi ha effetti benefici comprovati sulla salute psicofisica. D’altra parte sempre più studi dimostrano che le persone sono più felici all’aria aperta che non in contesti urbani.
L’equilibrio fra vita professionale e privata, una delle caratteristiche più evidenti dell’approccio scandinavo, è essenziale ai fini del quarto fattore chiave: la libertà. Mentre in Danimarca regna la flessibilità in relazione all’orario e al luogo di lavoro, tanto che lo smart working è in uso da molto tempo, in Svezia c’è chi sta sperimentando la settimana lavorativa di trenta ore. Più a Sud, la Germania promuove la libertà dal lavoro ininterrotto: i server di Volkswagen già dal 2011 bloccano la consegna delle email mezz’ora dopo la fine della giornata lavorativa e la riabilitano mezz’ora prima che abbia inizio la giornata successiva.
Anche la fiducia — quinto fattore essenziale per una vita felice — ha un ruolo importante sul lavoro: a Copenhagen si sta diffondendo la pratica di giudicare manager e dipendenti in base ai feedback delle persone che assistono anziché tramite processi, monitoraggi e report periodici. Per Wiking l’antidoto nei confronti della sfiducia è l’empatia, che a suo parere andrebbe incoraggiata anche in ambito educativo, fin dai primi anni di vita. Una delle cose che generano più sfiducia nelle persone è la disuguaglianza: l’autore riporta che nel Regno Unito, stando alla New Economic Foundation, le zone che hanno votato a favore della Brexit sono afflitte da disuguaglianze in termini di felicità.
Wiking “chiude in dolcezza” offrendo numerose storie e consigli sulla gentilezza, ultimo fattore cruciale ai fini della felicità. Un caso su tutti: Be My Eyes, un’app danese tramite la quale volontari di tutto il mondo “prestano i loro occhi” a persone cieche e ipovedenti che ne hanno bisogno nella loro vita quotidiana. E nella Conclusione del libro, è l’autore a chiedere ai lettori di “essere i suoi occhi”, portando avanti la ricerca del buono che esiste nel mondo e comunicandolo agli altri. Solo così si riuscirà a dimostrare che la felicità non è una falsa speranza, ma un’opportunità alla portata di tutti.
Chi è Meik Wiking: uno dei più influenti esperti nell’ambito della felicità e autore di diversi libri, tra cui il bestseller internazionale Hygge: La via danese alla felicità, oltre un milione di copie vendute nel mondo, tradotto in più di 30 lingue. Le sue ricerche sono state presentate sui più celebri media, tra cui New York Times, Guardian, China Daily, Figaro, BBC, CNN e CBS. Ha prestato consulenza a città, governi e organizzazioni di tutto il mondo, lavorando fra l’altro per il Ministro della Felicità degli Emirati Arabi, per lo stato di Jalisco in Messico e la città di Goyang nella Corea del Sud. Laureato in Scienze politiche ed economiche, ha lavorato a lungo per il Ministero degli Affari Esteri danese. Ha fondato e dirige l’Happiness Research Institute ed è membro del gruppo di consulenza politica per il Global Happiness Policy Report.