Approfondimenti, visite virtuali, percorsi insoliti per promuovere la conoscenza del territorio milanese e il suo immenso patrimonio culturale
ogni martedìalle ore 21.00 dal 24 novembre al 15 dicembre 2020
L’Associazione MuseoCity in collaborazione con Milanoguida, presenta un ciclo di quattro CONNESSIONI CULTURALI per continuare a promuovere la conoscenza del territorio milanese e il suo immenso patrimonio museale, anche oggi che non è consentito uscire di casa.
Una serie di incontri virtuali per superare i confini spaziali, le distanze geografiche e temporali, per realizzare dei tour alla scoperta della cittàaltrimenti difficili da realizzare, se non impossibili, in compagnia di artisti, opere d’arte ed edifici straordinari rendendo l’arte accessibile a tutti in totale sicurezza.
Dal 24 novembre fino al 15 dicembre 2020, ogni martedì alle ore 21.00 CONNESSIONI CULTURALI presenta approfondimenti su opere dalle collezioni museali milanesi, visite virtuali a luoghi o monumenti al momento non accessibili, passeggiate insolite e percorsi d’arte fuori dagli itinerari ordinari. CONNESSIONI CULTURALI nasce da un’idea di Milanoguida durante il lockdown della primavera del 2020 a sostegno del lavoro delle guide turistiche abilitate, per continuare a divulgare la conoscenza dell’arte e del territorio anche in un momento in cui non è stato possibile farlo in presenza. Le Connessioni Culturali sono veri e propri incontri di gruppo online, in cui gli iscritti possono partecipare in maniera attiva: al termine di ogni incontro, infatti, è possibile scambiarsi idee e commenti e rivolgeredomande alla guida, rendendo l’esperienza virtuale un momento vivo di dibattito artistico.
PROGRAMMA
martedì 24 novembre, ore 21.00 | Il Quarto Stato
Il Quarto Stato di Giuseppe Pellizza da Volpedo è il grande dipinto conservato all’inizio del percorso di visita del Museo del Novecento di Milano, la cui storia attraversa le passioni e gli ideali del Novecento, le correnti e gli stili artistici dell’epoca e il privato dell’autore. Quest’anno il Museo celebra i 100 anni dell’acquisto dell’iconica opera, tramite sottoscrizione pubblica.
martedì 1 dicembre, ore 21.00 | La Sala delle Asse
Un’occasione per conoscere uno dei grandi capolavori che Leonardo da Vinci ha lasciato alla città di Milano, riscoperto al Castello Sforzesco, grazie a un accurato restauro.L’opera rappresenta uno dei vertici della pittura leonardesca: gli intrecci di rami, nastri, frutti e radici svelano infatti tutta la sua sapienza di pittore scientifico, di studioso di ottica e di grande botanico.
martedì 8 dicembre, ore 21.00 | La Milano scomparsa
Un’occasione per passeggiare virtualmente tra le strade della Milano ottocentesca, accompagnati da foto d’epoca e dai suggestivi dipinti di quegli artisti che, nel XIX secolo, trovarono il successo immortalando scorci, angoli e panorami cittadini oggi non più visibili. Un incontro per rivivere le atmosfere sospese ed emozionanti di una città molto cambiata, lungo i Navigli e per le piazze, dagli interni del Duomo alle sale dell’Accademia di Brera.
martedì 15 dicembre, ore 21.00 | Dialoghi tra arte e architettura milanese 1930 -1960
Un percorso alla scoperta dei luoghi d’arte della città, con una selezione di interventi artistici realizzati sulle facciate degli edifici milanesi del XX secolo: vere e proprie opere di pittura e di scultura visibili anche dalla strada. Un appuntamento imperdibile per tutti coloro che vorranno in futuro sperimentare dei percorsi d’arte insoliti. I partecipanti potranno ritrovare tutti i luoghi sulla App di MuseoCity, scaricabile al link app.museocity.it
Questo ciclo diConnessioni Culturali è realizzato grazie al contributo di Fondazione Cariplo.
In occasione della giornata Mondiale dell’Infanzia e dell’Adolescenza (20/11),l’UNICEF lancia il nuovo rapporto “THE FUTURE WE WANT- Essere adolescenti ai tempi del COVID-19”, nato per conoscere come l’emergenza sanitaria abbia cambiato la percezione che gli adolescenti in Italia hanno del loro benessere, l’impatto che il COVID-19 ha avuto nelle loro vite e le lezioni apprese per un futuro più equo e sostenibile.
Secondo i dati del sondaggio – realizzato su 2.000 giovani tra i 15 e i 19 anni – gli adolescenti che vivono in Italia si dichiarano soddisfatti della vita in generale – attribuendo 6,5 su una scala da 1 a 10. Guardando alle diverse dimensioni, supera di poco il 6 il benessere economico. Sotto la sufficienza la salute (5,9), nella cui valutazione ha sicuramente pesato la percezione di insicurezza e fragilità legata alla pandemia. L’ambiente in cui gli adolescenti vivono è l’aspetto di cui sono più soddisfatti, valutato con un 8,1, anche la famiglia è uno degli aspetti su cui gli adolescenti sono più soddisfatti (7,6). 1 adolescente su 3 pensa che le relazioni con famiglia e conviventi durante il lockdown siano migliorate; tuttavia, un 16% dei rispondenti al sondaggio ha registrato un peggioramento dei rapporti familiari. Emerge anche un dato allarmante: il 64% degli adolescenti, significativamente il 73% delle ragazze e il 53% dei ragazzi, pensa che casa (o il posto in cui si vive) non sia per tutti un luogo sicuro.
ll Rapporto verrà presentato domani, 19 novembre, da una delegazione di tre ragazzi che hanno collaborato alla ricerca, durante l’evento “Le sfide della pandemia per l’infanzia e l’adolescenza dicelebrazione della Giornata nazionale per i diritti dell’infanzia e l’adolescenza 2020 organizzato dal Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei ministri e dalla Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza (diretta streaming, alle ore 10:30, online sui siti famiglia.governo.it e wetv.senato.it).
Una delegazione dell’UNICEF Italia con bambini e ragazzi, accompagnata dalla Presidente della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani sen. Pucciarelli, presenterà il Rapporto il 20 novembre al Presidente del Senato Alberti Casellati.
Dal rapporto emerge una fotografia dell’impatto che la pandemia ha avuto sulla percezione di benessere degli adolescenti in Italia, I giovani chiedono il ritorno a una nuova normalità che tenga conto delle lezioni apprese in questi mesi e delle buone pratiche messe in atto, un cambio di rotta che non può prescindere dall’ascolto della loro voce.
Altri dati del Rapporto:
il 65% degli adolescenti pensa che un sistema sanitario pubblico, gratuito e accessibile a tutti sia il fattore indispensabile per mantenere un buono stato di salute. Per quasi 4 adolescenti su 10, poi, i fattori ambientali che agiscono sulle cause delle epidemie sono da tenere in stretta considerazione per la salute pubblica;
Per la metà degli adolescenti, anche la promozione di una corretta alimentazione e di stili di vita più sani, che dovrebbe avvenire anche a scuola, è considerata prioritaria per il benessere fisico;
Ben 1 adolescente su 3 vorrebbe maggiori reti di ascolto e supporto psicologico;
L’87% degli adolescenti propone come comportamento virtuoso da mantenere anche dopo l’emergenza la diminuzione dell’inquinamento riducendo i consumi;
Quasi la metà degli adolescenti che hanno risposto al sondaggio pensa che il digitale li abbia uniti durante il lockdown, perché senza sarebbero stati più isolati, ma 1 rispondente su 3 ha dei dubbi in proposito e 1 su 5 pensa invece che li abbia divisi, perché non tutti hanno avuto le stesse possibilità di accedere alle tecnologie e alla connessione;
Per quanto riguarda la didattica a distanza, quasi 6 adolescenti su 10 non si sono trovati in difficoltà con la digitalizzazione, ma 1 su 3 sì. Più di 6 studenti su 10 hanno comunque dichiarato che la digitalizzazione ha creato stress nello studio;
Diverse le buone pratiche adottate durante il COVID-19 che ragazze e ragazzi vorrebbero ritrovare a scuola quest’anno, prima fra tutte maggiore flessibilità degli orari e la partecipazione nella definizione del calendario con gli insegnanti (58%), seguita da classi di recupero per chi è in difficoltà (37%) e dall’utilizzo di materiale didattico online come integrazione ai testi. Solo un adolescente su 4 vorrebbe continuare a mantenere alcune sessioni di didattica a distanza. Per aiutare gli studenti in difficoltà economiche, un adolescente su 3 vorrebbe più borse di studio e l’integrazione del bonus cultura.
Gli adolescenti chiedono più tempo da dedicare alle persone care, più opportunità di ascolto nelle proprie comunità, vogliono essere coinvolti nelle decisioni scolastiche, con un occhio attento all’ambiente. Le raccomandazioni al Governo Italiano, presentate in chiusura del Rapporto, chiedono un quadro normativo e politiche più attenti ai bisogni di ragazze e ragazzi e maggiori investimenti nelle aree rilevate.
La campagna dell’UNICEF “The Future We Want”, di cui questo rapporto fa parte, è nata con l’obiettivo di coinvolgere ragazze e ragazzi sull’impatto della pandemia nelle loro vite e sulla loro visione del Futuro post-COVID, ed è stata lanciata lo scorso luglio attraverso un Manifesto di 10 punti con le raccomandazioni dei giovani alle istituzioni per un futuro più equo e sostenibile. Tutte le osservazioni contenute nel documento sono state approfondite nel rapporto.
“L’UNICEF ribadisce da sempre l’importanza dell’ascolto e della partecipazione dei giovani. Oggi, in occasione di questa data simbolica, abbiamo voluto collegare questo messaggio all’idea di un futuro più equo e sostenibile, che può essere costruito solo ascoltando oggi quelli che saranno i suoi protagonisti principali, intervenendo sulle diseguaglianze economiche e sociali per permettere che tutti i bambini e gli adolescenti possano godere, senza esclusione alcuna, di questo diritto”, ha dichiarato Anna Riatti, Responsabile dell’UNICEF per la risposta a favore dei bambini e adolescenti migranti e rifugiati.
“Il 20 novembre celebriamo la Giornata mondiale dell’infanzia, quest’anno più che mai vogliamo ribadire che i diritti di tutti i bambini e gli adolescenti contano e devono essere rispettati e promossi ogni giorno, ovunque nel mondo”- ha dichiarato Carmela Pace, Vice Presidente dell’UNICEF Italia. “Il 2020 è stato caratterizzato a tutti i livelli dal COVID-19 che ha aperto nuove crisi e acuito quelle già esistenti, soprattutto per i bambini e i giovani, i più vulnerabili. Povertà, istruzione, accesso a internet, disagio psicologico, assistenza sanitaria, cambiamento climatico: sono queste alcune delle priorità che richiedono a tutti noi uno sforzo congiunto, sostenuto e sostenibile, senza dimenticare o lasciare indietro nessuno. Dobbiamo aiutare concretamente tutti i bambini e i giovani in Italia e nel mondo. Noi dell’UNICEF, celebriamo questa Giornata con la promessa di continuare a essere presenti nella risposta alla pandemia e nel garantire supporto ai gruppi più vulnerabili”, ha dichiarato Carmela Pace, Vice Presidente UNICEF Italia.
“La pandemia ha messo tutti a dura prova, noi siamo tornati però a manifestare per un futuro migliore. Siamo coscienti che il cambiamento comincia da noi ed è questo il messaggio che vogliamo condividere con i nostri coetanei”, ha detto Nafissa, volontaria YOUNICEF e partecipante ai lavori per il Manifesto.
La campagna “The Future We Want” non si ferma il 20 novembre, ma continua con diversi appuntamenti:
Si parte con la call to action di “Future we want”, attraverso cui l’UNICEF promuoverà canali di mobilitazione per gli adolescenti nelle loro comunità, dall’attivazione nei gruppi YOUNICEF alla partecipazione a programmi e movimenti esterni. Saranno gli stessi partecipanti ai lavori per il Manifesto a condividere tramite i propri canali social idee e modi per impegnarsi in prima persona a costruire il futuro che vogliono.
I risultati del report saranno condivisi direttamente da ragazze e ragazzi in un webinar, che avrà luogo domani, 19 novembre, organizzato dal network interassociativo Gruppo CRC per il lancio del rapporto di aggiornamento sul monitoraggio della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e l’adolescenza.
Nicoletta Rusconi ArtProjects lancia un progetto dedicato ai collezionisti di arte contemporanea di oggi e di domani
Ami l’Arte Contemporanea? Hai mai pensato di diventare un collezionista?Ti piacerebbe essere aggiornato su artisti e nuove tendenze attraverso Instagram? Vorresti avere un piccolo assaggio(bite) dell’artista che ti piace di più? Oggi lo puoi fare: grazie al profilo Instagram ARTbite, ideato da Nicoletta Rusconi ArtProjects, avere accesso a opere di grandi maestri come a quelle di giovani emergenti, sarà semplice,immediato e a prezzi contenuti. ARTbite vuole sperimentare una nuova forma di collezionismo, che vede in Instagram la piattaforma perfetta per avvicinare, informare e vendere piccole opere, pezzi unici con un semplice tap sul proprio smartphone. Dalla spilla di Piero Gilardi agli anelli di Letizia Cariello, dalla Scultura da portare di Eduard Habicher alla scultura tessile di Igshaan Adams e ancora i dipinti optical di Gerold Miller, le sculture minimal di Franz Schmidt e i modellini delle opere di Riccardo Beretta: sono questi i primi 7 artisti protagonisti della “vetrina” di ARTbite. Le opere, acquistabili con un investimento che va dai 300 ai 3000 euro, sono state scelte dalla stessa Nicoletta Rusconicon la consulenza del curatore Giorgio Verzotti.
Direttamente dai paesi anglosassoni arriva una merenda deliziosa, dolce, ripiena di frutta e un po’ burrosa.
Oggi vi proponiamo un classico della cucina inglese i Crumb Bars ai lamponi, delle dolci barrette farcite con lamponi, mandorle e ricoperte con un croccante crumble di pasta frolla.
Ingredienti
Per la frolla
210 g di farina 00
125 g di buro freddo a dadini
115 g di zucchero a velo
1 tuorlo
1 cucchiaino di estratto di vaniglia liquido
½ cucchiaino di lievito in polvere
Un pizzico di sale
Per la farcitura
300g di lamponi freschi
45 g di zucchero a velo
1 cucchiaio di succo di limone
2 cucchiaini di maizena
1 cucchiaino di scorza di limone grattugiato
30 gr di mandorle a lamelle
Zucchero di canna q.b.
Procedimento
Setacciare la farina con il lievito, lo zucchero a velo e un pizzico di sale.
Aggiungere il burro freddo a dadini e cominciare ad amalgamare con la punta delle dita, finché non si otterrà un composto bricioloso.
Successivamente aggiungere il tuorlo e l’essenza di vaniglia e formare un panetto da cui se ne preleveranno due terzi da stendere sulla pirofila e il restante si terrà da parte per fare il classico crumble.
Imburrare una pirofila, possibilmente rettangolare, di 20×20 cm e cominciare a distribuire la prima parte dell’impasto, compattandolo bene con le mani.
Dopo aver lavato bene i lamponi, mescolarli con lo zucchero a velo, la maizena, il succo e la scorza di limone.
Versare il composto sulla pasta frolla nella pirofila distribuendolo bene e ricoprirlo con le mandorle a lamelle.
In fine, per creare il crumble, sbriciolare sopra ai lamponi il resto della frolla e spolverizzare con lo zucchero di canna.
Infornare a 200° per 25-30 minuti, poi sfornare e lasciare raffreddare.
Consiglio: Per ottenere delle barrette con un taglio più preciso, lasciar riposare il crumb in frigorifero per qualche ora.
Varianti : la ricetta si presta bene per esser stravolta, si può cambiare la farcitura di lamponi con quella di mirtilli, e al posto delle mandorle aggiungere l’uvetta o le noccioline.
FABIO VOLO CONTATTA SADHGURU E LA RISPOSTA DEL LEADER SPIRITUALE INDIANO DIVENTA UN INSEGNAMENTO DI VITA:
«QUALCUNO PUÒ RINCHIUDERCI FISICAMENTE, MA È COMUNQUE POSSIBILE ESSERE LIBERI»
Fabio Volo ha contattato Sadhguru, in occasione del suo viaggio in moto di 10mila miglia attraverso il Nord America. Si tratta di uno dei leader spirituali e guru dello yoga più venerati dell’India, premiato Padma Vibhushan – seconda più alta onorificenza in India – e autore di best seller per il New York Times.
In questa sua impresa, Sadhguru sta incontrando i nativi americani per esplorare la loro spiritualità e misticismo. Il viaggio di un mese è infatti un tentativo di approfondire la vita delle popolazioni indigene che hanno catturato l’immaginazione delle persone di tutto il mondo.
In questo contesto, Fabio Volo si è rivolto al guru per chiedergli se in questo viaggio, ha avuto qualche nuova intuizione o conoscenza che non avrebbe avuto se fosse stato a casa o nella sua zona di comfort. Alla domanda, Sadhguru risponde con un vero e proprio insegnamento di vita: «Il comfort non sta nel luogo in cui ci troviamo, ma nel modo in cui pensiamo e sentiamo».
Da qui l’invito diretto a Fabio Volo, che può essere esteso a tutti noi: «Non metterti a pensare a cos’è zona di comfort e cosa no. Così stai creando una prigione tutta tua. “Questa è la mia zona di comfort” significa che hai creato una prigione. Non imprigionarti. È davvero importante che nessuno si imprigioni nella cornice dei propri pensieri, delle proprie emozioni, idee, filosofie, opinioni, pregiudizi. Queste sono tutte prigioni che creiamo e che soffriamo, come se qualcuno ci avesse rinchiuso. Nessuno ci ha rinchiuso. Qualcuno può rinchiuderci fisicamente ma non dovrebbe avere importanza. Anche se siamo rinchiusi fisicamente, è possibile essere liberi».
Un discorso molto profondo, che Sadhguru conclude con un invito: «L’esperienza di uno spazio, che sia confortevole o scomodo, costruttivo o liberatorio, non dipende dal luogo, ma dal modo in cui pensiamo e sentiamo. Facciamo che questo accada, che ogni essere umano sia un essere umano liberato. Facciamolo accadere».
Problemi di circolazione? Sì al sale, ma solo nella vasca da bagno
I rimedi casalinghi per sgonfiare gambe e sguardo
La concentrazione si migliora a tavola e a letto
– Tra smart working, didattica a distanza e la generale necessità di limitare il più possibile gli spostamenti, le giornate si svolgono sempre più tra le mura domestiche, nel segno della sedentarietà, accompagnate da un corredo di fastidi sul fronte fisico, emotivo e psicologico. Tra i più comuni, la ritenzione idrica, acuita esponenzialmente dalle lunghe ore trascorse alla scrivania, e la difficoltà a mantenere la concentrazione nel corso di intere giornate davanti al PC. Ecco allora che Treatwell – il più grande portale in Europa per la prenotazione di trattamenti di bellezza e benessere – ha raccolto una serie di accortezze e suggerimenti da mettere in pratica per limitare i danni di uno stile di vita poco attivo.
Ritenzione idrica: gli errori da non commettere
Per ritenzione idrica si intende un accumulo di liquidi, soprattutto tossine, che si forma negli spazi interstiziali, tra una cellula e l’altra, soprattutto nelle zone in cui lo strato adiposo è maggiore, e che può causare gonfiore, l’edema. Le cause sono molteplici e hanno a che fare principalmente con le alterazioni della circolazione venosa e linfatica, con la sedentarietà e un’alimentazione scorretta.
Quando non si può fare a meno di trascorrere la maggior parte del tempo seduti è bene farlo nel modo corretto. Treatwell consiglia di tenere il più possibile le spalle dritte e di non accavallare le gambe, cercando di prendersi qualche minuto di pausa tra una videocall e l’altra per sgranchirle con una passeggiata tra una stanza e l’altra e stimolare così la circolazione. Mentre si è in piedi, un altro semplice esercizio consiste nell’oscillare su e giù, alzandosi in modo alternato su punte e talloni: le gambe ringrazieranno. Anche da fermi si può dare una spintarella alla circolazione. Quando ci si stende a letto o sul divano, ad esempio, si possono tenere i piedi leggermente sollevati grazie all’aiuto di un cuscino.
Anche l’outfit conta quando si tratta di ritenzione idrica. Meglio evitare gli abiti troppo aderenti, che rischiano di compromettere la circolazione: via libera allora a tute e indumenti comodi, da camuffare all’occorrenza con inquadrature tattiche della webcam durante le video riunioni con il capo. Quando si ha la possibilità o la necessità di uscire, se si prevede di stare in piedi per diverse ore, si sconsiglia di indossare i tacchi alti.
Aquagym per i capillari e scrub per detossinare
A seconda della morfologia di ciascuno, la ritenzione può interessare zone diverse del corpo, ma generalmente si concentra su glutei, braccia, addome e gambe. Per aiutare a sgonfiare queste ultime, che risentono particolarmente dei periodi di sedentarietà, Emanuela Senia, responsabile del salone Beauty Lab Wellness Solution,ha alcuni assi nella manica con cui prendersi cura del proprio benessere anche quando non è possibile recarsi al centro estetico.
Innanzitutto, si può far fare “ginnastica” ai capillari secondo i principi di vasodilatazione – favorita dal calore – e di vasocostrizione, esercitata con il freddo. Chi ha la vasca può far fare “aquagym” alla circolazione stando in ammollo per una decina di minuti nell’acqua tiepida a cui sono state aggiunte cinque o sei manciate di sale grosso da cucina, che svolge la funzione di antinfiammatorio. Finito il bagno, mentre si svuota la vasca, si può indirizzare sulle gambe l’acqua del doccino, aprendola prima a temperatura tiepido-calda e raffreddandola a mano a mano che la si passa sulle gambe. Si consiglia di partire dai piedi e risalire con il getto fino all’inguine oppure di soffermarsi dietro le ginocchia, nel cavo popliteo. Chi non ha la vasca, al termine della doccia, può comunque “rinfrescare” le gambe con il getto freddo del doccino. Per favorire la vasocostrizione, qualcuno potrebbe essere tentato di ricorrere al ghiaccio, ma in questo caso la specialista partner di Treatwell raccomanda la massima attenzione, evitando di metterlo a diretto contatto con la pelle ma utilizzando sempre un panno come protezione per non incorre in ustioni.
Anche gli scrub, che di solito hanno delle basi di sale e contengono olii essenziali, possono essere un formidabile alleato del benessere. Eseguiti con regolarità, all’incirca ogni quindici giorni, aiutano a “pulire” la pelle e, grazie al massaggio che si opera durante l’applicazione, favoriscono la detossinazione.
I segreti del massaggio casalingo anti-ritenzione
Quando non c’è la possibilità di affidarsi alle mani esperte dei professionisti, si può correre ai ripari con un massaggio casalingo, illustrato passo dopo passo da Emanuela Senia.
Innanzitutto, ci si deve procurare un rialzo, come uno sgabellino, su cui appoggiare una gamba. Si inizia applicando una crema idratante o un olio, come quello di mandorle, avendo cura di non esagerare con il quantitativo che, se eccessivo, potrebbe rendere difficile la perfetta esecuzione delle manovre. I prodotti anticellulite stimolano la circolazione sanguigna e spesso contengono il mirtillo – che aiuta a rinforzare le pareti dei capillari – la centella asiatica dall’effetto drenante, il finocchio, che è depurante, la caffeina o l’estratto di ananas.
Si fanno poi degli sfioramenti delicati su tutta la coscia, dal ginocchio in su, ripetendo i movimenti cinque o sei volte. “Chi ha un tessuto particolarmente edematoso deve prestare particolarmente attenzione” avverte la specialista. Per capire se si rientra in questa categoria, basta esercitare con un dito delle pressioni: rilasciando il punto in questione, se il segno del dito permane per molti secondi, si ha la conferma di avere molta ritenzione ed è pertanto consigliabile manipolare delicatamente la zona.
Una volta terminati gli sfioramenti, si può passare allo scarico linfatico, esercitando leggere pressioni all’altezza dell’inguine, dove si trovano appunto le ghiandole linfatiche.
Si posizionano poi le mani sulla coscia in modo che i pollici si trovino al centro nella parte superiore e i palmi ne avvolgano i lati. Si procede quindi poi a far scivolare le mani in modo che abbraccino il retro della coscia, come se si volessero disegnare degli anelli lungo tutta la coscia, risalendola dal ginocchio in su.
Si passa poi al momento preferito da chi, in tempo di lockdown, a suon di pizze e focacce, si è riscoperto fornaio. Sezionando la coscia in tre parti – esterna, centrale e dell’interno coscia – in ogni area bisogna fare degli impastamenti, proprio come se si stesse lavorando la pasta, risalendo la gamba, idealmente fino ad arrivare alla zona delle culotte de cheval.
Ultimato l’impastamento, si torna a fare un leggero sfioramento, per poi iniziare a dedicarsi alla gamba inferiore.
Utilizzando le falangi di tutte e due le mani, bisogna avvolgere la gamba inferiore e cercare di dividere i due muscoli gemelli, di passarci in mezzo: associata a una leggera pressione, questa manovra si rivela molto utile per il drenaggio.
Facendo anche sei o sette passaggi, si ricomincia poi a disegnare gli “anelli” partendo dalla caviglia, punto su cui è consigliabile soffermarsi leggermente di più.
Dopo il “disegno” degli anelli, si conclude con lo sfioramento, ricordandosi di fermarsi inizialmente dietro il ginocchio, nel cavo popliteo, dove esercitare leggere pressioni, per poi proseguire lungo la coscia.
Il massaggio può durare in media una decina di minuti e, volendo, si può effettuare anche tutti i giorni, a meno che non sia in corso un’infiammazione o una sciatalgia, casi in cui è meglio sospendere. Per chi ha poco tempo a disposizione due o tre volte a settimana sono un buon compromesso.
Quando si tratta di trattamenti casalinghi, è però bene non strafare e non improvvisarsi pro dell’estetica. Se non si ha una formazione adeguata nel campo, meglio quindi limitarsi al massaggio e lasciare da parte le coppetteanticellulite, utili ed efficaci nelle mani di un esperto, ma rischiose in quelle di chi è alle prime armi. L’effetto vacuum stimola sì la circolazione ma, se lo si esercita nel modo sbagliato, si va incontro a ecchimosi ed ematomi.
Impacchi freschi alla camomilla per sgonfiare agli occhi
La ritenzione idrica può interessare anche il volto. A chi non è mai capitato di alzarsi la mattina con il viso e, in particolare, gli occhi gonfi? Gli esperti di Treatwell hanno un’arma segreta anche per queste situazioni, come svela Emanuela Senia. “Consiglio di prepararsi una camomilla e, una volta raffreddata, di usarla per impregnare dei dischetti di cotone. Dopo averli coperti con la pellicola trasparente, bisogna riporli in freezer, per sfoderarli quando, ad esempio dopo molte ore al computer, ci si sente lo sguardo affaticato. Rimossa la pellicola, consiglio di avvolgerli in un panno o un fazzoletto e di appoggiarli sugli occhi, su cui svolgeranno un’azione calmante e decongestionante.
Mangiare e dormire bene per sconfiggere la ritenzione e migliorare la concentrazione
Anche l’alimentazione gioca un ruolo fondamentale nel combattere la ritenzione. La regola numero uno è sicuramente non abbondare con il sale quando si è tavola: meglio usarlo come ingrediente della propria beauty routine, negli scrub e nella vasca da bagno. Bere in abbondanza è un’altra accortezza importante, ma attenzione a che cosa si sorseggia: sì ad acqua e tisane, mentre è meglio limitare i brindisi a base di alcolici. Inoltre, è consigliabile mangiare frutta e verdura, importanti fonti di fibre, in quanto l’intestino pigro rischia di aumentare la ritenzione idrica.
Le buone abitudini a tavola sono fondamentali anche quando si tratta di mantenere la mente lucida e reattiva, vera e propria sfida quando si è costretti a fare i conti con l’effetto catatonico delle giornate davanti al computer, con la rinnovata passione per il bricolage del vicino o le continue scampanellate del corriere. Per ritrovare la concentrazione si può sgranocchiare del cioccolato fondente, noto per il suo potere stimolante e capace di migliorare la soglia di attenzione. Meglio non abbandonarsi però allo stile Willy Wonka: uno o due quadratini sono sufficienti per riattivare la mente. Via libera anche ai cereali integrali, alla curcuma e agli Omega 3 del pesce, oltre che alla frutta, sia secca – ottima per la memoria e la concentrazione – che fresca, preziosa per contrastare l’invecchiamento cellulare, compreso quello del cervello.
Dopo cena è fondamentale assicurarsi di fare una bella dormita. I disturbi del sonno, infatti, influenzano negativamente i processi cognitivi e il rendimento lavorativo e scolastico. Chi ha la possibilità di recarsi al centro estetico può lasciarsi cullare dal rituale del sonno, un massaggio che, agendo su olfatto, udito e tatto, procura un rilassamento profondo, grazie alla sinergia tra manualità avvolgenti, oli essenziali e suoni rilassanti.
In attesa di affidarsi alle mani di un esperto, si può ricorrere a un automassaggio alla testa, tracciando sul cuoio capelluto con la punta delle dita dei cerchi, dalla circonferenza via via sempre più ampia, oppure disegnando con indice e medio degli otto all’altezza delle tempie. Un trucco perfetto per rilassare la mente e sfuggire al mal di testa da smart working.
“Condurre uno stile di vita sano è la base del benessere ma, quando la quotidianità è per forza di cose sedentaria e limitata alle mura domestiche, si può cercare di arginare i disturbi che ne derivano grazie ai consigli degli esperti. Il nostro network di professionisti della bellezza è infatti sempre in prima linea per fornire utili suggerimenti per prendersi cura di sé, in attesa di riaccogliere tutti gli utenti nei centri estetici, dove troveranno mani esperte al servizio del loro benessere” dichiara Chiara Cassani, Senior Communications Manager di Treatwell Italia.