Oggi, come ogni anno ricorre la giornata mondiale contro la violenza sulle donne.
Cosa accadde il 25 Novembre di qualche anno fa?
La scelta di questa data non è casuale: in questo giorno del 1960 infatti, furono uccise le sorelle Mirabal, attiviste politiche della Repubblica Dominicana. Mentre si stavano recando in carcere per andare a trovare i loro rispettivi mariti, furono bloccate sulla strada da agenti del servizio di informazione militare e portate in un luogo nascosto. Qui furono torturate, stuprate, massacrate a colpi di bastone e strangolate mentre erano a bordo delle loro auto.
Il motivo fu ricondotto ad una ripercussione politica in quanto più volte tentarono di contrastare il regime dittatoriale di Rafael Trujillo, causa dell’arretratezza e del caos che regnava nella Repubblica Dominicana in quel periodo.
L’unica sopravissuta fu la quarta delle sorelle che dedicò la sua vita ad onorare il ricordo delle tre donne.
Le sorelle Mirabal oggi sono conosciute con il nome “Mariposas” che in spagnolo significa farfalle, poiché simili a delle farfalle in cerca di libertà.
La loro storia venne successivamente raccontata dalla scrittrice dominicana Julia Alvarez nella sua opera “il tempo delle farfalle” e sulla loro biografia sono incentrati due film: “in the Time of Butterflies” del 2004 e “Tròpico de Sangre” del 2010.
Dal 1995, Victoria’s Secret Fashion Show è l’evento di moda più seguito al mondo: anno dopo anno il brand ha investito parte del proprio capitale per la realizzazione di una sfilata della durata di circa 45 minuti che vedeva per protagoniste tutte le modelle più richieste del momento e star della musica internazionale, che si esibivano circondati dagli Angeli.
Ma quest’anno lo show non si farà.
Il Victoria’s Secret Fashion Show ha rivestito un’importanza tale da aver lanciato e consacrato la carriera delle top più amate di sempre. Da qualche anno tuttavia il marchio di lingerie si trova bloccato in una parabola discendente: non solo gli ascolti della sfilata sono diminuiti, ma anche le vendite, motivo per cui alcune linee sono andate definitivamente fuori produzione.
Le critiche non sono mai mancate e si rivolgono soprattutto all’immagine del brand, considerata poco inclusiva e particolarmente irrealistica: basta citare a questo proposito l’esito disastroso della campagna Perfect Body, a cui è stato cambiato nome in seguito alle proteste del web.
Ma da Victoria’s Secret erano sempre riusciti a superare le avversità, soprattutto grazie all’aura che circonda il loro show annuale; ma dopo aver registrato gli ascolti più bassi di sempre nel 2018, anche ai vertici del brand si è iniziata a sentire la necessità di cambiamento. Quelle che erano solo voci di corridoio sono state confermate a maggio da CBSN, che ha condiviso un memo aziendale in cui i dipendenti di Victoria’s Secret venivano notificati della decisione di non trasmettere più lo show in TV.
Quest’estate i rappresentati del brand hanno rilasciato una serie di dichiarazioni che non hanno fatto altro che peggiorare la già delicata situazione: prima l’intervista di Ed Razek, in cui il Direttore Marketing escludeva categoricamente che modelle transessuali o plus size potessero sfilare per Victoria’s Secret, perché non in linea con la “fantasia” che il Fashion Show vorrebbe essere; poi il CEO di L Brands (di cui Victoria’s Secret è parte) Leslie Wexner, finito in una tempesta mediatica per la sua amicizia con Jeffrey Epstein, ex imprenditore arrestato per abusi sessuali e traffico internazionale di bambini, e accusato di molestie da una modella che stava lavorando proprio al catalogo di Victoria’s Secret.
Ma sembra che la decisione fosse già stata presa a Luglio, quando Shanina Shaik, ospite fissa all’evento, parlando con il Daily Telegram ha detto “è una cosa a cui non son abituata, ogni anno in questo periodo mi alleno per lo show”, lasciando intendere di aver già ricevuto la conferma dell’annullamento.
Dunque, niente Victoria’s Secret Fashion Show per il 2019. Non ci resta che aspettare per scoprire se la sospensione sarà definitiva o se lo Show tornerà nel 2020.
Se vi è capitato di imbattervi in fogli con su scritte poesie lungo i muri della città e vi siete chiesti chi c’è dietro a tutto questo, la risposta ve la diamo noi.
Si tratta del MEP (Movimento per l’emancipazione della Poesia).
Ad oggi, nella società contemporanea la poesia non possiede il ruolo che dovrebbe spettarle, per ragioni culturali e storiche. Il problema principale è che sebbene si continui a scriverla, non si continua a leggerla, preferendo altre forme di intrattenimento.
Nato a Firenze nel 2010 dall’idea di cinque amici, il MEP è un movimento artistico che si propone come mezzo di creazione e diffusione della poesia contemporanea. Tale movimento si impone di restituire alla poesia il ruolo che le compete e intende creare uno spazio di incontro e dialogo tra la gente, motivo per cui come primo luogo di pubblicazione sono state scelte le strade: affinchè la poesia sia accessibile a tutti e non solo ad una ristretta cerchia.
Il MEP garantice l’anonimato dei suoi autori affinchè sia l’opera a rimanere in primo piano e non chi l’ha scritta ed è aperto a tutti coloro che ne condividono i propositi e siano disposti ad agire per raggiungere l’obiettivo comune.
Solo quando la poesia sarà tornata a far parte della vita quotidiana di tutti, il MEP, potrà cessare di esistere perchè avrà compiuto la propria missione.
Ieri sera l’Academy ha annunciato le nomination per i prossimi Grammy Awards. La cerimonia di premiazione si terrà il 26 gennaio a Los Angeles.
Lizzo conquista ben otto nomination, seguita a poca distanza da Billie Eilish e Lil Las X, che ne hanno sei a testa; seguono con cinque nomination Ariana Grande, H.E.R. e Finneas O’Connell, fratello di Billie Eilish. Non poteva mancare Beyoncé, nominata in quattro categorie, così come J. Cole, Yola e Thom Yorke dei Radiohead. C’è posto anche per gli italiani: Andrea Bocelli, nominato nella categoria Best Traditional Pop Vocal Album per Sì, e i Meduza per la categoria Best Dance Recording insieme a Goodboys, con Piece of Your Heart.
Qui trovate le nomination per le principali categorie
Record of the Year
“Hey, Ma” — Bon Iver
“Bad Guy” — Billie Eilish
“7 Rings” — Ariana Grande
“Hard Place” — H.E.R.
“Talk” — Khalid
“Old Town Road” — Lil Nas X Featuring Billy Ray Cyrus
“Truth Hurts” — Lizzo
“Sunflower” — Post Malone & Swae Lee
Album of the Year
“I, I” — Bon Iver
“Norman F—ing Rockwell!” — Lana Del Rey
“When We All Fall Asleep, Where Do We Go?” — Billie Eilish
“Thank U, Next” — Ariana Grande
“I Used To Know Her” — H.E.R.
“7” — Lil Nas X
“Cuz I Love You” (Deluxe) — Lizzo
“Father of the Bride” — Vampire Weekend
Song of the Year
“Always Remember Us This Way” — Natalie Hemby, Lady Gaga, Hillary Lindsey & Lori McKenna
“Gold Roses” — Noel Cadastre, Aubrey Graham, Anderson Hernandez, Khristopher Riddick-tynes, William Leonard Roberts Ii, Joshua Quinton Scruggs, Leon Thomas Iii & Ozan Yildirim
“A Lot” — Jermaine Cole, Dacoury Natche, 21 Savage & Anthony White
“Racks In The Middle” — Ermias Asghedom, Dustin James Corbett, Greg Allen Davis, Chauncey Hollis, Jr. & Rodrick Moore
“Suge” — Dababy, Jetsonmade & Pooh Beatz
Best Rap Album:
Revenge Of The Dreamers III — Dreamville
Championships — Meek Mill
i am > i was — 21 Savage
IGOR — Tyler, The Creator
The Lost Boy — YBN Cordae
Se non credete che sia Lizzo a meritare il primato, questo video vi farò cambiare idea.
Come ogni anno, la rivista americana Peopleha nominato l’uomo più sexy dell’anno.
A conquistare il titolo per il 2019 è John Legend, premiatissimo cantante statunitense e marito della modella -e regina dei social media- Chrissy Teigen, dalla quale ha avuto due figli, Luna e Miles.
Chi è John Legend?
40 anni, coach di The Voice USA, John Legend è uno delle 15 persone, ed il più giovane, ad aver raggiunto lo status di EGOT, ossia ad aver vinto un Emmy (come produttore dello spettacolo Jesus Christ Super Star – Live in Concert, nel quale ha anche interpretato il ruolo di Gesù), un Grammy (Legend ne ha ben 10 all’attivo), un Oscar (alla miglior canzone originale per Glory, del film Selma) e un Tony Award (vinto nel 2017 per il miglior revival di un’opera, per Jitney).
John Legend è il 34° ad ottenere il titolo della rivista People, inaugurato nel 1985 quando toccò a Mel Gibson, allora 29enne.
Gli altri vincitori del titolo, dal 1985 al 2018:
1985 – Mel Gibson
1986 – Mark Harmon
1987 – Harry Hamlin
1988 – John F. Kennedy Jr.
1989 – Sean Connery
1990 – Tom Cruise
1991 – Patrick Swayze
1992 – Nick Nolte
1993 – Richard Gere (anche 1999) e Cindy Crawford -Sexiest Couple Alive-
Inizia oggi la nuova edizione della Milano Music Week.
Fino al 24 novembre a Milano la settimana dedicata al mondo della musica con un ampio palinsesto. Concerti, dj set, show case, incontri, workshop di formazione, mostre ed eventi speciali – e un racconto a 360° dell’industria musicale che riconfermano il ruolo di Milano come “Music City” internazionale.
PIERO PELU’ e LEVANTE fra i protagonisti della terza edizione
Alla sua terza edizione la settimana interamente dedicata al mondo musicale vedrà tutta la città di Milano sintonizzarsi ancora una volta sulle frequenze più diverse della musica, spaziando da concerti, dj set, show case fino a incontri, workshop di formazione, mostre ed eventi speciali.
Promossa da Comune di Milano – Assessorato alla Cultura, SIAE (Società Italiana degli Autori ed Editori),FIMI (Federazione Industria Musicale Italiana), ASSOMUSICA (Associazione Italiana Organizzatori e Produttori Spettacoli di Musica dal Vivo) e NUOVOIMAIE (Nuovo Istituto Mutualistico Artisti Interpreti Esecutori), con il patrocinio del MiBAC Ministero per i beni e le Attività Culturali, Milano Music Week vuole essere un racconto a 360° dell’industria musicale, attraverso l’intera filiera e i suoi protagonisti, con un lavoro collettivo che si sviluppa nel corso dell’anno fino ad arrivare alla settimana della musica per eccellenza.
Sulla scia del successo della scorsa edizione – che ha coinvolto oltre 200 artisti da ogni continente, 70 location, 135 live, 64 djset, 72 incontri e workshop di formazione, più di 100 partner produttori di contenuti – anche quest’anno si punta ad un palinsesto ricchissimo di novità e di appuntamenti, dal profilo sempre più internazionale e rappresentativo di una città, Milano, ormai considerata fra le più importanti Music Cities mondiali.
“Il modello vincente resta lo stesso delle precedenti edizioni, ma l’impetuosa crescita dell’iniziativa registrata nei due anni precedenti richiede un salto di qualità dal punto di vista della governance del progetto, affinché possa consolidarsi come piattaforma ideale per dare vita a un vero e proprio masterplan di Milano come città protagonista del circuito internazionale delle music cities”, dichiara l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno.
Tanti i professionisti e le realtà del settore – fra artisti, autori, case discografiche, centri di formazione, promoter, associazioni musicali – ma anche tantissimi appassionati, che si daranno appuntamento a Milano per vivere una settimana all’insegna della musica in tutte le sue diverse sfaccettature. Fra i primi nomi annunciati della nuova edizione Piero Pelù che negli spazi dell’associazione Rob de Mat sarà protagonista del consolidato appuntamento “MMW Incontra”, il ciclo di incontri in cui artisti italiani e internazionali raccontano al pubblico la propria musica attraverso aneddoti e curiosità. A questo si aggiungerà una tappa del “Benvenuto al mondo tour” che vedrà Piero Pelù esibirsi sul palco dell’Alcatraz martedì 19 novembre.
Sabato 23 novembre sarà invece Levante ad esibirsi in un concerto di punta al Forum di Assago. Proprio la cantautrice, già considerata un’icona pop, lo scorso giugno durante la giornata dedicata alla Festa Internazionale della Musica, ha dato il via al racconto della Milano Music Week 2019 con un’esibizione inedita all’aeroporto di Milano Malpensa realizzata grazie alla preziosa collaborazione di SEA Milan Airportse METATRON. Un evento significativo in uno dei luoghi che meglio simboleggia l’internazionalità e che, nel corso della Milano Music Week, ospiterà altri appuntamenti con l’obiettivo di aprirsi ad un pubblico ancora più nuovo e allargato, consolidando ulteriormente il ruolo di Milano quale capitale dell’industria musicale in crescita ed evoluzione.
“Quest’anno la settimana della musica nasce nel segno dell’internazionalizzazione, di Milano come hub artistico in cui si arriva dal resto d’Italia e dall’estero per produrre musica. Sarà una settimana in cui si celebrano la pluralità e la convivenza di diverse culture unite dalla musica. Inviteremo i milanesi e coloro che arriveranno in città per la Milano Music Week a partire con noi per un giro del mondo in sette giorni, dove ogni musica, ogni artista, ogni cultura merita rispetto e attenzione” afferma Luca De Gennaro, curatore della Milano Music Week e Vice Presidente Talent & Music di Viacom International Media Networks.
Anche per questa edizione, Viacom International Media Networks Italia, azienda guidata dall’A.D. Andrea Castellari, si conferma main partner della Milano Music Week, con i brand VH1 e MTV. La registrazione di un nuovo episodio di “VH1 Storytellers”, lunedì 18 novembre, sarà come di consueto la serata inaugurale della Milano Music Week, artista e location verranno comunicati più avanti. Viacom Italia realizzerà anche un evento a brand MTV ancora in via di definizione.
Dedicato al mondo B2B sarà Linecheck Music Meeting & Festival, main content partner della Milano Music Week per il terzo anno consecutivo. Organizzato da Music Innovation Hub, Linecheck ospita a BASE Milano oltre 2000 delegati del settore, 40% dei quali internazionali, per oltre 70 eventi tra panel, networking session, masterclass. Obiettivo di Linecheck è creare ponti tra industrie creative diverse ma confinanti, tra il business italiano e il resto del mondo. Guest country di quest’anno: il Canada. E alla sera dopo il MusicMeeting, il Music Festival: uno showcase diffuso su 10 venues, oltre 50 live, progetti inediti e formazioni internazionali per la prima volta in Italia. Con il motto “Shape Your Future”, ogni anno Linecheck dàappuntamento all’industria musicale italiana per affrontarne i temi caldi, dalle tendenze artistiche, alle strategie commerciali e distributive, non dimenticando una particolare attenzione al valore sociale dellamusica: sotto il claim “Sounds Like Diversity”, l’edizione 2019 pone particolare attenzione ad inclusione e diversità.
Importante novità della MMW2019 sarà l’apertura verso i nuovi media e la presenza sugli smart speaker grazie ad una partnership con SOLO, la nuova piattaforma di distribuzione di contenuti per voice assistant. Durante la rassegna e nelle settimane precedenti, sarà infatti attivato il canale “SOLO Milano Music Week”, con segnalazioni e anteprime sugli eventi in cartellone.
Milano Music Week cambia inoltre veste grafica con la nuova immagine coordinata ideata da Daniele Amedeo che rappresenta al meglio la vivacità della città di Milano trasformata in low poli, ovvero oggetti tridimensionali ridotti a pochi poligoni, semplificati e iconici per dichiarare al mondo che “la musica vive qui”. Riprendendo lo stile di EBOY – il più noto collettivo di pixel art – e la sigla della serie cult “Silicon Valley” e con un occhio alle tendenze più attuali, la music city si trasforma da luogo onirico e virtuale a luogo tridimensionale dove vivere una settimana intensa e ricchissima tutta dedicata alla musica.
Non mancheranno appuntamenti speciali come “Tutto l’amore che conta davvero”, la giornata dedicata a Mango per celebrare il suo talento unico e sfaccettato e avvicinare un pubblico sempre più ampio al suo mondo musicale e letterario. Un evento didattico e artistico, organizzato in collaborazione con Warner Chappell, che si concluderà nella serata di martedì 19 novembre al Teatro dell’Arte della Triennale con momenti di live show musicale, esclusive testimonianze, letture di alcune delle sue poesie e proiezioni in compagnia di diversi amici dell’artista e musicisti.
Anche quest’anno Milano Music Week offrirà al pubblico la possibilità di conoscere più da vicino i luoghi dove si produce musica grazie alla partecipazione e all’apertura straordinaria delle principali case discografiche. Nella sede della Polydor Records (Universal) sarà infatti allestito un esclusivo palco dedicato ai nuovi talenti che avranno l’opportunità di esibirsi di fronte agli addetti ai lavori in speciali performance, trasmesse anche in diretta sui social. Warner Music, visto il successo delle scorse edizioni, riproporrà l’iniziativa “Warner Wants You” ospitando nei 14/16 Studios di Warner Music provini live di nuovi artisti, mentre Sony Music metterà a disposizione il suo studio di registrazione “RCA RECORDING STUDIO” per una serie di panel con produttori e ingegneri del suono al fine di scoprire il dietro le quinte della nascita di un successo. Conferma la sua collaborazione anche Virgin Records, etichetta del gruppo Universal Music Italia.
Per la terza edizione della MMW si rinnova inoltre la partnership con Doc Servizi, la più grande rete di professionisti della musica e dello spettacolo, e KeepOn LIVE, Associazione di Categoria dei live club e festival italiani. A Casa Doc durante la MMW artisti e operatori del settore conosceranno una rete diopportunità, per ottenere tutele, consulenze e servizi che fanno la differenza nell’attività professionalequotidiana.
E ancora, fra le numerose collaborazioni che accompagneranno la MMW2019, una serie di importanti media partner: Rockol che sceglie Germi – il nuovo locale di Manuel Agnelli e Rodrigo D’Erasmo in zona Darsena -come sede ufficiale per presentare un cartellone di esclusivi appuntamenti dedicati ai temi caldidell’industria musicale con ospiti speciali; Billboard che curerà di nuovo il party ufficiale di chiusura della MMW; RTL 102.5 che, anche quest’anno, seguirà giorno per giorno la manifestazione con interviste e collegamenti.