Come tutti sanno la protagonista indiscussa dell’autunno è la zucca, regina di zuppe e risotti, si presta in maniera eccellente anche per torte e biscotti.
Per questo motivo, nonostante l’estate sembri non lasciare il passo, per inaugurare questa bellissima stagione siamo prontissimi a riaccendere il forno e proporvi la ricetta della soffice torta di zucca con le mandorle.
Ingredienti
200 gr di zucca
220 gr di farina 00
45 gr di farina di mandorle
45 gr di mandorle tritate finemente
75 gr di olio di semi di girasole
60 gr di latte
170 gr di zucchero di canna
Una buccia grattugiata di un limone
3 uova
1 bustina di lievito per dolci
1 pizzico di sale
1 pizzico di cannella
Procedimento
Tagliare a dadini la zucca e tritarla in un mixer aggiungendo l’olio di semi di girasole e il latte, fino ad ottenere un composto omogeneo senza grumi.
In una ciotola, dividere i tuorli dagli albumi e montare questi ultimi con due cucchiai di zucchero e metterli momentaneamente da parte.
Dopodiché montare i tuorli con il resto dello zucchero e la buccia di limone e aggiungerli al composto di zucca, amalgamando bene.
Aggiungere la farina e il lievito setacciati, poi la farina di mandorle e le mandorle tritate.
Mescolare bene il tutto e mescolando dall’alto verso il basso, incorporare un po’ per volta gli albumi.
Versare il composto in uno stampo da 22 cm infarinato e imburrato.
Infornare a forno preriscaldato a 170° per 35 minuti, fino a ché la superficie non risulterà dorata controllando la cottura con uno stecchino.
La torta può esser decorata o con una semplice spolverata di zucchero a velo, oppure, se volete stupire i vostri ospiti provate a fare una crema con panna fresca, mascarpone e cannella.
Varianti: è possibile sostituire le mandorle con gli amaretti, esalteranno ancora di più la dolcezza della zucca!
L’attesa è finalmente terminata. Da ieri “Joker” è in tutte le sale cinematografiche d’Europa e da stasera in quelle americane.
Tuttavia non ci soffermeremo sull’interpretazione magistrale di Joaquin Phoenix, perchè se su questa il parere della critica è unanime, non si po’ dire lo stesso delle reazioni che ha generato, soprattutto in America, l’opera targata Todd Philips.
Il film infatti, è stato accusato di incitamento alla violenza scatenando preoccupazioni sulle ripercussioni psicologiche che quest’ultimo potrebbe avere sui giovani più vulnerabili. Ciò deriva dal fatto che nel 2012 ad Aurora, in Colorado, durante la proiezione della prima de “il cavaliere oscuro – il ritorno” un giovane studente vestito da antagonista del film, sparò in sala uccidendo 12 persone e ferendone 58.
Ad inizio settimana, a seguito di una lettera arrivata alla Warner Bros da parte di cinque famiglie delle vittime, l’ AMC Theatres, la più grande catena cinematografica degli Stati Uniti proprietaria di oltre 600 sale, ha diciarato di collaborare con le forze dell’ordine e di procedere all’attivazione di misure di sicurezza al fine di evitare un’altra strage; cosicchè sono stati vietati qualsiasi tipo di travestimenti, maschere e armi giocattolo all’ingresso nelle sale.
Ovviamente non sono mancate le dichiarazioni delle controparti. Il regista in primis non si è tirato indetro nel difendere la sua cretaura dichiarando “non abbiamo fatto il film per provocare” e lo stesso attore protagonista ci ha tenuto a dire la sua con una risposta che non ammette repliche: “se non conosci la differenza tra giusto e sbagliato, allora ci sono un sacco di cose che puoi interpretare come vuoi”; infine anche il colosso cinematografico Warner ha sentito la necessità di intervenire data la delicatezza del tema dichiarando: “non è intenzione della pellicola, di chi l’ha creata o dello studio glorificare questo personaggio come un eroe” provando a spegnere una volta per tutte ogni polemica e proccupazione.
Se volete inziare a pensare a cosa fare nel week end, al Museo delle Culture di Milano le mostre Impressioni d’oriente. Arte e collezionismo tra Europa e Giappone e Quando il Giappone scoprì l’Italia. Storie d’incontri (1585-1890),parte del progetto Oriente Mudec, che descrive l’incontro tra la cultura europea e quella della terra del sol levante.
Quando il Giappone scoprì l’Italia racconta i primi scambi tra Italia e Giappone, in un percorso a due tappe: la prima, intitolataIto Mancio e le ambasciate giapponesi 1585-1615, all’interno della quale sarà possibile ammirare il ritratto di Ito Mancio, opera di Tintoretto, per la prima volta in Italia; la seconda, Un Museo giapponese in Lombardia, dedicata alle collezioni del conte Giovanni Battista Lucini Passalacqua, dalla fine dell’Ottocento proprietà del Mudec, mai prima d’ora esposte nella loro interezza.
Per Impressioni d’oriente sono state selezionate più di 170 opere ben assortite, arrivate a Milano per l’occasione da musei e collezioni private. Ciascuna di esse racconta l’avvicinamento al gusto per l’estetica nipponica che a partire dagli ultimi decenni del 1800 ebbe una grande influenza sulla produzione artistica europea.
Dipinti, stampe, oggetti d’arredo, sculture e oggetti d’arte applicata testimoniano la fascinazione di commercianti, imprenditori ed artisti per la cultura giapponese, in un’analisi che si concentra sul Giapponismo italiano e sugli artisti che ne subirono l’influenza, tra cui: De Nittis, Galileo Chini, Vincenzo Gemito, Federico Zandomeneghi e Giovanni Segantini.
In occasione dell’apertura della mostra, il Mudec ha organizzato inoltre uno spettacolo gratuito di light mapping, che si terrà sabato 5 ottobre alle 21:30, presso il parco Indro Montanelli.
Le mostre del progetto Oriente Mudec saranno visitabili fino al 2 febbraio prossimo.
Uno sguardo al futuro è quello che ci propone il nuovo report di FutureBrand dedicato ai trend dell’industria della bellezza che racconta di come oggi il settore sia più onesto, consapevole ed etico di quanto fosse qualche anno fa.
Il report è dedicato allo stato di salute dell’industria globale della bellezza. Un mercato che raggiungerà i 790 miliardi di euro entro il 2024. Il report apre alcune finestre sul futuro di questa importante industry, studiandone approfonditamente i trend anche grazie a una serie di interviste esclusive ai protagonisti del settore.
I 5 trend del beauty:
Bellezza civile: i brand stanno reagendo ai cambiamenti della società impegnandosi a cancellare i tabù e sfidando lo status quo;
Individualità felice: i brand incoraggiano i consumatori a essere sempre fedeli a se stessi;
Mood beauty: i brand si ispirano sempre più di frequente alle pratiche che stimolano e supportano il benessere emotivo;
Bellezza intuitiva: i brand stanno rendendo la bellezza più istintiva e semplice per alleggerire la routine quotidiana;
Bellezza specializzata: i brand stanno sviluppando soluzioni medicali per trattamenti più efficaci ed efficienti da fare a casa.
Oggi, uno dei fattori che maggiormente influenza l’industria del beauty è la crescente importanza del purpose, cioè l’insieme delle azioni messe in campo da un brand che, puntando sui suoi valori, mirano a produrre un impatto positivo e concreto sulla società. Il purpose, lo scopo, sembra aver influito su questo particolare settore molto più che su altri. Per anni, l’industria della bellezza è stata accusata di fissare standard impossibili, di ignorare la diversity e di vendere prodotti poco efficaci. Con la progressiva apertura della società a modelli più inclusivi, l’industria della bellezza si è dovuta adeguare e far proprio un set di valori più positivi. Esistono evidenze che portano ad affermare che oggi il settore della bellezza è più onesto, consapevole ed etico di quanto non lo fosse in passato. La trasformazione implica anche un impegno a far ammenda degli errori commessi.
Alessandra Iovinella, Managing Director FutureBrand Milano, afferma: “L’industria della bellezza sta vivendo una profonda rivoluzione e, in virtù di ciò, sta producendo più innovazione di molti altri settori. Il beauty sta vivendo una stagione realmente appassionante basata su un confronto del tutto nuovo con i consumatori e il mercato. Stiamo assistendo all’evoluzione dei brand più consolidati e alla nascita di nuovi brand indie. Il report The Future of Beautyentra nel dettaglio di principali trend che influenzano il comparto e offre una visione di come si prospetta il futuro del settore”.
Lo studio TheFuture of Beauty contiene inoltre una serie di opinioni di figure rappresentative dell’industria, tra le quali: Jean-Christophe Jourde, Presidente di Estée Lauder France; Marie Drago, fondatrice di Gallinée; Arnaud Plas, co-fondatore del brand per la cura personalizzata dei capelli Prose; Jaime Castle, Presidente di Obagi e Carmen Asencio, Marketing Director dei Blue Sea Laboratories.
Queste voci autorevoli analizzano una serie di temi di rilievo per il settore del beauty come, per esempio l’innovazione, la trasparenza, la personalizzazione e l’ispirazione oltre a trattare alcuni trend emergenti come la bellezza minimal e onesta.
MEDITAZIONE, DAGLI STATI UNITI ALL’ITALIA È BOOM DI APPASSIONATI: ECCO I MOTIVI DEL SUCCESSO DI UN MERCATO IN CRESCITA DEL 67%
Sono oltre 20 milioni gli americani che praticano la meditazione per ottenere benefici a livello psicofisico. Un mercato in forte crescita, stimato 1,2 miliardi di dollari negli USA, che toccherà quota 2 nel 2022 (+67%). Un trend che ha conquistato anche numerosi attori e sportivi, che hanno implementato la meditazione nella routine quotidiana per migliorare le proprie performance. Dagli esperti ecco i motivi di questo successo globale.
Lo stress dalla routine lavorativa e il logorio della vita moderna sono un problema sempre più diffuso. Una condizione negativa che spinge un numero sempre maggiore più persone a fruire di tecniche come la meditazione per migliorare la qualità della propria esistenza. Ed è un vero e proprio boom. Basti pensare che, secondo un’indagine americana pubblicata dalla CNBC, questa disciplina viene praticata da oltre il 14% della popolazione, quasi 20 milioni di persone, e che, secondo quanto riferito dal Global Wellness Summit 2019, il mercato della meditazionevale oggi solo negli USA 1,2 miliardi di dollari, cifra destinata a toccare quota 2 miliardi nel 2022. A contribuire alla popolarità del trend ci sono anche numerose celebrities, che hanno deciso di abbracciare quest’antica pratica orientale per ritrovare la serenità: da David Lynch, che ha affermato di meditare almeno due volte al giorno, a Oprah Winfrey, che ne ha fatto un vero e proprio stile di vita, da Michael Jordan a Clint Eastwood, fino ad arrivare a Will Smith, che ha costruito uno spazio appositamente dedicato alla meditazione tra le mura domestiche, e alla campionessa di tennis Bianca Andreescu, reduce dal successo contro Serena Williams.
Ma quali sono i benefici della meditazione?Secondo una ricerca pubblicata sul Time, tra i vantaggi principali figura l’alleviamento dei sintomi di ansia e depressione, e la riduzione dei livelli di cortisolo nel sangue, conosciuto anche come ormone dello stress. E ancora, secondo una ricerca della Harvard University pubblicata sul Washington Post, la meditazione migliora l’attività della corteccia cerebrale e aumenta la soglia della concentrazione. Infine, per essere più felici, bastano invece 15 minuti di meditazione al giorno, secondo una ricerca pubblicata su Forbes.
Un fenomeno che sta raccogliendo sempre più appassionati anche in Italia, dove si moltiplicano i corsi e i gruppi di meditazione, oltre alle pubblicazioni dei maggiori esperti della tecnica. “I vantaggi della meditazione per il benessere psicofisicosono riconosciuti dal mondo scientifico, sempre più persone ne sono coscienti e scelgono quindi di affidarsi a questa preziosa e antica pratica; si tratta però di un procedimento estremamente raffinato da apprendere, che va realizzato attraverso tappe precise – spiega Andrea Di Terlizzi, fondatore della casa editrice Inner Innovation Project e coautore del libro “La Meditazione” assieme a Antonella Spotti “La meditazione è uno stato di coscienza che può letteralmente cambiare la vita di una persona, sviluppando capacità percettive e introspettive totalmente al di fuori della portata comune. Trasformarla in un giocattolo da usare a tempo perso rappresenta la perdita di una grande opportunità. Per questo motivo il mio consiglio è di approcciarsi alla disciplina con la massima serietà, comprendendo come la cura del corpo e della mente siano strettamente correlati. La meditazione ha scopi che vanno ben oltre il benessere psicofisico, perché influisce sugli aspetti più profondi di ognuno di noi, portando alla luce potenziali insospettabili”.
Ma non è tutto, perché numerosi studi hanno riscontrato effetti benefici della meditazione anche sulla produttività lavorativa. Una ricerca dell’American Psychological Associatione pubblicata su Business Insider ha infatti dimostrato come la meditazione permetta di gestire al meglio emozioni negative come frustrazione e rabbia, migliorando in questo modo la produttività. E ancora, secondo una ricerca pubblicata dalla BBC,meditare aiuta a essere più creativi nella risoluzione dei problemi e avere nuove idee per migliorare, oltre ad agire in modo positivo sullo stato d’animo per tutta la giornata. Basti pensare che numerose grandi aziende globali come Nike, Apple, Disney e Google hanno implementato la meditazione all’interno del programma di benessere generale per i loro dipendenti.
Dello stesso avviso è la dott.ssa Sara Lazar, ricercatrice in neuroscienze all’Harvard University, che al Washington Post ha dichiarato: “Abbiamo effettuato numerosi studi sulle attività cerebrali di giovani lavoratori che non avevano mai provato la meditazione, sottoponendoli a un programma di 8 settimane. I risultati ottenuti sono stati sorprendenti, soprattutto a livello dell’amigdala, parte del cervello che gioca un ruolo fondamentale nella gestione di ansia e stress. Tra i numerosi vantaggi che sono stati riscontrati figurano una migliore produttività lavorativa, una soglia di attenzione più altae una maggiore capacità di prendere decisioni, influenzando in maniera positiva le loro performance”.
Ecco infine il decalogo dei benefici della meditazione secondo gli esperti:
Allevia i livelli di stress:meditare permette di ridurre l’infiammazione cellulare causata dallo stress, abbassando notevolmente i livelli di cortisolo.
Migliora la salute emotiva: la pratica della meditazione aiuta a migliorare l’autostima e il senso di ottimismo, riducendo i livelli di ansia e negatività.
Incrementa la capacità di attenzione: grazie alla meditazione è possibile restare focalizzati più a lungo sui propri obiettivi, evitando possibili distrazioni.
Riduce i livelli di pressione arteriosa: permette di mantenere il cuore in salute e di essere meno a rischio di infarti e altre patologie.
Garantisce una maggiore produttività lavorativa: chi pratica la meditazione tende ad avere migliori performance qualitative, oltre a essere più efficiente e creativo.
Può essere praticata in qualsiasi luogo: esistono diverse tecniche di meditazione, praticabili ovunque, da soli o in gruppo.
Riduce la perdita di memoria: aiuta a ostacolare il decadimento cerebrale e a mantenere la mente giovane.
Aiuta a perdere peso: se abbinata ad una corretta alimentazione e a uno stile di vita equilibrato, permette di raggiungere una perfetta forma fisica.
Permette di riscoprire la consapevolezza di se stessi: la meditazione aiuta a sviluppare al massimo le proprie potenzialità e a relazionarsi al meglio con gli altri.
Allevia i sintomi di depressione e stress legati al logorio della vita moderna: da diversi studi è emerso come la meditazione possa risultare fondamentale nell’alleviare queste condizioni.
Dopo la Fashion Week, Milano si prepara per una nuova settimana densa di novità e di eventi.
Dal 26 al 29 settembre torna in città la Green Week, la manifestazione promossa e organizzata dal Comune di Milano insieme a tutti i soggetti, pubblici e privati, che si occupano del verde cittadino.
Una festa diffusa in tutti i municipi della città, ricca di mostre, spettacoli, workshop e laboratori per grandi e piccini, per promuovere il verde e la cultura del green.
Non mancheranno ovviamente eventi interessanti, tra questi l’inaugurazione di nuovi spazi verdi e aree fitness. Particolare sarà la nuova area fitness all’interno del Parco Sempione, realizzata grazie al riciclo delle bottigliette PET raccolte durante la Milano Marathon.
Uno spazio non solo green, ma anche innovativo dove all’interno delle singole stazioni del percorso vita i cittadini potranno interagire con le nuove attrezzature utilizzando il proprio smartphone.
Ciò testimonia come il Comune di Milano stia diventando sempre più sensibile alle tematiche ambientali e alla tutela degli spazi pubblici, soprattutto grazie alla collaborazione di istituzioni ed imprese private che, ormai da qualche tempo, hanno deciso di collaborare al progetto “cura e adotta il verde pubblico”.
Una città che punta sul verde e con il grande obiettivo di realizzare entro il 2030 quella che viene definita la forestazione urbana, un progetto sviluppato dal Politecnico di Milano, che prevede la posa di 3 milioni di alberi all’interno del territorio metropolitano.