Dal 2009 Ecosia, il motore di ricerca nato in Germania che dichiara di donare l’80% dei proventi ricavati dalla pubblicità online per sostegno a programmi di riforestazione, ha raggiunto il picco della sua popolarità negli ultimi giorni a causa dell’attenzione globale sui catastrofici incendi in Amazzonia.
bastano in media 45 ricerche: un numero che molti raggiungono in un solo giorno, o addirittura in poche ore per finanziare la messa a dimora di un albero
Riforestare il pianeta semplicemente facendo ricerche su internet. Non è un’utopia, ma la realtà a cui contribuisce chi, invece di Google o Yahoo,
Attualmente, gli utilizzatori di Ecosia nel mondo sono più o meno 8 milioni, per la maggior parte europei (tedeschi, francesi e britannici in testa).
Perché non provare a diffondere questa intelligentissima iniziativa anche in Italia?Condividi con i tuoi amici la notizia e inizia a navigare nel mondo del web Ecosostenibile
In occasione della fiera enogastronomica “Tortellini e dintorni”che si terrà nel week end nella suggestiva Valeggio sul Mincio, vi proponiamo la ricetta classica dei tortellini alla Valeggiana.
Un’antica leggenda, tramandata da generazioni, fa risalire questa ricetta al lontano 1300.
La leggenda racconta della storia d’amore tra il soldato Malco e la ninfa Silvia che per sfuggire ai nemici, contrari alla loro unione, si rifugiarono in fondo alle acque del fiume Mincio, lasciando sulla riva un drappo di seta gialla annodato come simbolo del loro osteggiato amore.
Da quel giorno le ragazze del luogo, durante i giorni di festa, amano ricordare la dolce storia d’amore dei due innamorati preparando una pasta sottile come la seta, tagliata e annodata come un fazzoletto d’oro e arricchita di un delicato ripieno.
Nascono così i Nodi d’Amore di Valeggio un capolavoro della tradizione culinaria del luogo.
LA RICETTA
Ingredienti per 6 persone
Per la pasta:
700 g di farina tipo 00
½ bicchiere d’acqua
Sale
3 uova
Per il ripieno:
200 g di carne di maiale
200 g di carne di manzo
200 g di carne di pollo
100 g di parmigiano grattugiato
100 g di prosciutto crudo
50 g di pane grattugiato
4 uova
2 cucchiai di olio extravergine d’oliva
mezza cipolla
Pepe
noce moscata
½ bicchiere di vino rosso
PREPARAZIONE
La prima cosa da fare è preparare il ripieno tagliando a pezzetti i tre tipi di carne e cuocerle a fuoco lento con la cipolla tritata, l’olio d’oliva, il sale, il pepe e il vino. Una volta che le carni sono pronte lasciarle raffreddare. Successivamente macinare il tutto, aggiungendo il prosciutto crudo, il parmigiano, il pane grattugiato, un tuorlo d’uovo e un pizzico d noce moscata.
In fine formare un impasto che dovrà riposare in frigorifero.
Per la pasta, impastare la farina con tre uova, aggiungere il sale e ½ bicchiere d’acqua.
Lavorare l’impasto a lungo e stenderlo con l’aiuto del mattarello formando una sfoglia sottilissima tagliandola a quadretti. Al centro di ognuno di questi sistemare un cucchiaino di ripieno di carne, richiuderli dandogli la forma caratteristica del tortellino, piegandoli prima a metà e poi unendo i lembi opposti. Fare un piccolo forellino al centro.
Lasciarli asciugare all’aria e cuocerli poi nel brodo bollente per un paio di minuti.
Possono esser gustati in brodo oppure con burro fuso dorato e foglioline di salvia.
Gli inglesi lo chiamano “Post-vacation blues” il classico stress da rientro dopo le vacanze estive.
Il cambiamento drastico della vita rilassata, con i ritmi lenti della spiaggia (o della montagna) dove l’unico suono è il frinire delle cicale, alla vita più frenetica e caotica della città scandita di appuntamenti lavorativi, può mettere a dura prova chiunque.
Il ritorno alla routine quotidiana può spaventare, ma se affrontato con i giusti accorgimenti può diventare un piacere.
Ecco come iniziare al meglio la nuova stagione che ci aspetta:
Parola d’ordine: calma!
Appena tornati dalle vacanze non è necessario buttarsi a capofitto sul lavoro, ma in modo graduale, affrontando gli impegni quotidiani con calma, magari stilando una lista di priorità e urgenze da sbrigare prima di altre, questo vi renderà ancora più produttivi.
Sport
Dopo una vacanza dove ci si è concessi dei piccoli vizi culinari è bene rimettersi in forma e ricominciare a praticare lo sport che più si preferisce, meglio se all’aria aperta. Il movimento fisico permette l’aumento di endorfine che fa sentire più energici e felici. Per i più pigri anche una semplice passeggiata al parco può giovare alla forma fisica e all’umore.
Ricarica di vitamine
Mangiare alimenti ricchi di vitamine, specialmente del gruppo B, A e C. L’alimento perfetto che contiene tutte queste sostanze, compresa la melatonina, è l’uva, ottima nel periodo autunnale e con la quale si possono preparare tante sfiziose ricette.
Hobby e tempo libero
Concedersi del tempo libero da dedicare alle proprie passioni è fondamentale, meglio ancora se si sta pensando di iniziare un nuovo hobby, non pensateci troppo, buttatevi! questo farà aumentare l’entusiasmo. Dopotutto il cambiamento dona energia.
Nuove mini vacanze in arrivo
Anche se queste vacanze sono terminate non bisogna abbattersi, anzi bisogna pensare positivo e programmare i prossimi week end, meglio se fuori porta, ciò permetterà di staccare la spina dalla settimana lavorativa e iniziare con maggior carica quella successiva. I più “audaci” potrebbero pensare di organizzare la settimana bianca!
La 76esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della biennale di Venezia quest’anno ha aperto i battenti il 28 agosto e proseguirà fino al 7 settembre, diretta da Alberto Barbera.
Fun fact: alla serata speciale di preapertura del 27 agosto è stato proiettato, nella sala Darsena al Lido, un film che fece scalpore alla Mostra del Cinema di Venezia del 1934: Extase (Estasi, 1932) con la prima scena di nudo integrale.
Il film in questione, scritto e diretto dal regista ceco Gustav Machaty, è stato presentato in prima mondiale nella sua nuova versione digitale restaurata in 4k.
Il restauro effettuato da Národní filmový archiv (Cineteca di Praga), con la collaborazione di Film Servis Festival Karlovy Vary e del laboratorio l’Immagine Ritrovata di Bologna, è stato necessario per ricostruire la versione originale del film in lingua ceca, che fosse il più vicino possibile a quella presentata a Venezia nel 1934.
Il compito per i restauratori non è stato affatto semplice, in quanto nessun elemento di tale versione è stato conservato, pertanto si è dovuto ricorrere a versioni in altre lingue e in lingua ceca successive all’originale.
Extase deve il suo clamore e la sua notorietà soprattutto per due elementi che lo caratterizzano, ovvero il primo nudo integrale della storia del cinema, nella scena in cui la bellissima attrice Hedy Kiesler(che cambierà poi ad Hollywood il proprio nome in Hedy Lamarr) nuota nuda in un lago di campagna e la scena in cui solo la ripresa dei volti in primo piano dei due amanti suggerisce il primo atto sessuale.
Il film racconta la storia della protagonista Eva, classica donna dell’epoca costretta a sposare un uomo che non ama, da cui un giorno decide di scappare e durante la fuga, mentre nuota nuda in un lago, incontra Adam e tra i due giovani scatta subito l’amore e la passione. Eva diviene l’amante di Adam e insieme decidono di scappare, ma Emil, il marito di lei si suicida ed Eva presa dai rimorsi abbandona il suo adultero amore.
Per l’epoca tale film rappresentò uno scandalo tale, che nei vari paesi ci fu una generalizzata tendenza a censurarlo, proprio per l’aspetto erotico troppo pronunciato per i tempi, tanto che lo stesso marito dell’attrice, il mercante d’armi Fritz Mandl, che la sposò poco dopo, cercò invano di acquisire tutte le copie circolanti.
Nonostante tali perplessità, il film proiettato al Lido il 7 agosto del 1934, fu premiato per la regia con la Coppa Città di Venezia e fra il pubblico fu giudicato il miglior film straniero.
Gustav Machaty fu acclamato miglior regista, in quanto seppe creare un film sonoro, strutturato sul linguaggio del muto, caratterizzato da un montaggio simbolico ed allusivo elogiando l’armonia tra uomo e natura, tanto che in un manifesto dell’epoca venne definito “una sinfonia d’amore”.
Lo stesso Luciano De Feo, ai tempi direttore dell’Istituto per il Cinema Educativo e fra i principali organizzatori della Mostra, commentò così nel 1954 su “L’eco del Cinema e dello spettacolo” in ricordo di quella serata:
“E chi non ricorda la famosa serata di Estasi? [..] la visione artistica, la bellezza della fotografia, la spontanea interpretazione della natura e delle sue passioni, erano prevalse su ogni compromesso e preoccupazione. Forse, mi sia permesso di dirlo, se le due prime manifestazioni della Mostra non fossero state guidate da tale spregiudicatezza, da tale appassionata volontà di servire il cinema come arte nella scelta dei soggetti, Venezia avrebbe perduta la Mostra internazionale”.
Estate, inverno… poco importa: quando si tratta di indossare un abito nero, davvero non c’è stagione migliore di un’altra. Questo perché si parla di un autentico passepartout nel mondo del fashion che ogni donna ama e indossa fino allo sfinimento, nonché di un vestito che mai e poi mai passerà di moda, al punto che oggi questo abito in black viene considerato come un vero simbolo di eleganza. Però, come spesso accade, difficilmente l’abito da solo “fa la monaca”, perché deve essere abbinato nel modo giusto: andiamo quindi a scoprire il metodo migliore per riuscirci.
Abbinare le scarpe a un abito nero
Partiamo da una delle regole più importanti: uno dei modi migliori per vivacizzarlo è sicuramente quello di abbinargli un bel paio di scarpe rosse, un colore ideale per dare una spruzzata di vitalità al classico vestito nero! Alte o basse, chiuse o aperte fa lo stesso, perché basterà il rosso per dare al vestito tutto un altro tono. Naturalmente anche le calzature nere rientrano nel lotto delle opzioni destinate a colpire, perché il black su black – è risaputo – teme pochi rivali al mondo. Per quanto riguarda i modelli, come detto, c’è un ampio ventaglio di scelte: dagli stivaletti alla caviglia, fino ad arrivare alle pumps, le opzioni sono numerose. Altri colori ottimi? Il beige, il cammello, entrambi colori neutri e quindi adattissimi a questo genere di abbigliamento, ma anche un bonus come le fantasie animalier, per un outfit più aggressivo.
Come abbinare il make up a un abito nero
Fra i make up migliori da abbinare ad un abito nero troviamo il trucco metallizzato, in assoluto un vero e proprio “diamante” buono per risaltare e vivacizzare questo look. Anche il make up tono su tono, un po’ come nel caso delle scarpe, è da tenere in considerazione, specialmente per merito dello smokey eyes. Per chi invece preferisce focalizzare le attenzioni sulle labbra, via libera a toni come il rosso acceso, oppure in alternativa il rosso ciliegia.
Le giacche o i coprispalle da indossare
Largo ai coprispalle, per arricchire ogni tipo di outfit in black. Per fare un esempio, un bel tubino nero viene impreziosito non poco dalle stole in eco-pelliccia, e lo stesso dicasi per altre soluzioni come il blazer mini, magari con gli strass. E se si passa alle giacche, la situazione cambia poco: il blazer rimane in assoluto uno dei “pezzi” più importanti per completare questo puzzle in nero. Pure il trench classico, tornato sulle passerelle nella primavera 2019, merita di essere citato per via del suo sapore tradizionale, e per l’ottimo accostamento con il nero del color cammello. Per chi invece coltiva un’anima rock, ecco altre opzioni come le giacche in denim e il chiodo in pelle con le borchie.
Il nero sta su tutto e sul nero sta di tutto: l’importante, però, è capire come combinare nel modo corretto queste tessere del mosaico.
Chiunque abbia avuto un animale nella propria vita, per lungo o breve tempo, lo ha potuto sperimentare in prima persona, ma per coloro che ancora hanno dubbi, la dottoressa Federica Trivelli, ci parla degli aspetti positivi che la compagnia degli animali ha sull’individuo e dell’uso terapeutico degli amici a quattro zampe.
In cosa consiste e come viene applicata la pet-therapy
La pet-therapy è ritenuta di fondamentale aiuto per i pazienti di tutte le età ed è ormai conosciuta e ampiamente diffusa in numerosi ospedali anche in Italia, da oltre dieci anni. Nel nostro Paese la terapia con il coinvolgimento di animali domestici segue le linee guida nazionali e viene utilizzata per alleviare vari tipi di disagi fisici, mentali e cognitivi con interventi ludico-ricreativi(Attività Assistita con Animali), per curare traumi fisici, neurologici e cognitivi(Terapia Assistita con Animali) e come metodo educativo, individuale o di gruppo (Educazione Assistita con Animali). Tuttavia, spiega la dottoressa Trivelli, “essa può affiancare e supportare le tecniche e gli interventi medici tradizionali,ma non può assolutamente essere usata come terapia sostitutiva”.
Come funziona
Il principio cardine su cui si basa la pet-therapy è principalmente quello emotivo. “L’animale apre un canale affettivo ed emotivo con l’essere umano, senza distinzione d’età e si crea così, in modo del tutto naturale, una relazione sincera e appagante”, illustra la psicologa. “Questo rapporto si basa sull’accettazione assoluta dell’altro con tutte le sue differenze, favorendo la costruzione di un legame empatico e di comprensione reciproca”. L’amico a quattro zampe è a tutti gli effetti uno strumento motivazionale, ma prima di tutto è un essere senziente e diverso da noi e proprio queste diversità permettono un legame unico e speciale, dove l’essere umano può essere libero di esprimere sé stesso senza sentirsi giudicato, di trovare conforto e di ricevere amore incondizionatamente.
Non solo Fido: tutti gli amici pelosi che possono migliorare il benessere delle persone
Tra gli animali domestici, il cane è quello che più si presta a queste attività, ma negli anni si sono riscontrate anche innate capacità terapeutiche in altri mammiferi di piccole e medie dimensioni. Oltre ai gatti, agli asini, alle capre e alle mucche,anche i criceti e i conigli si sono rivelati molto utili e vengo oggi impiegati sempre di più nella cura di disabilità gravi, così come i cavalli, coinvolti nell’ippoterapia, soprattutto con bambini affetti da autismo e sindrome di Down.
Le 5 cose da fare con gli animali domestici e che fanno bene
Accogliere tra le mura domestiche un animale contribuisce non solo a migliorare la propria vita, la salute fisica e il proprio umore, ma anche a superare ansie e paure, favorendo la capacità di socializzazione e la comunicazione. Esistono alcune azioni, nella quotidianità, che, se fatte in compagnia degli animali, possono contribuire a migliorare la vita delle persone, sia di coloro che sono affetti da patologie e disabilità, sia di chi sta semplicemente attraversando un periodo difficile e ha bisogno di sentirsi meglio:
Accarezzarli: la stimolazione dei sensi, soprattutto tattile, è importante e aiuta a mantenere una condizione di benessere psicofisico, riducendo ansia e frustrazione;
Nutrirli: gestire con regolarità gli orari per mangiare, così come quelli per il gioco, aiuta non solo nell’organizzazione della propria quotidianità ma anche a sconfiggere la depressione, creando una distrazione dai propri problemi;
Accudirli: essere responsabili della vita di un altro essere vivente, aiuta ad acquisire maggiore autonomia e autostima, ad acquisire e applicare comportamenti adeguati al contesto in cui si vive e a contenere impulsività e iperattività;
Giocare: trascorrere ore a inventare nuovi giochi e sfide aiuta a restare dinamici e attivi, oltre a migliorare la concentrazione e l’insegnamento e l’apprendimento delle regole;
Passeggiare: le camminate quotidiane con Fido non sono solo un ottimo modo per tenersi in forma, ma stimolano anche le interazioni sociali e la comunicazione con gli altri.
Adottare un nuovo amico a quattro zampe può inoltre essere certamente di aiuto a rendere il rientro dalle vacanze meno traumatico.