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La nuova frontiera del Marketing

13 mercoledì 2019 visualizzazioni:

VINCONO I RICORDI NOSTALGICI 

Vedere una pagina web ispirata agli anni 90 cinque anni fa potrebbe essere stato un passo falso, ma brand come Adidas hanno catturato quella nostalgia e quel ritorno alla realtà che può essere sfruttata con il loro sito web per la serie Yung che introduce le sneakers per il prossimo millennio. Soprattutto nel web design, l’uso di palette, pattern e caratteri che ricordano quel decennio può funzionare per il giusto pubblico.

Stiamo tornando ai vecchi tempi. Detto questo, c’è un’enfasi sulla creazione di collage e sull’utilizzo di vecchie fotografie per creare un nuovo significato e fare nuove domande sul passato“,dichiara Oded Wagenstein, fotografo professionista.

Artisti, designer e marchi importanti seguono le orme delle tendenze passate, disegnando alcuni degli stili più memorabili e  importanti , i momenti e le figure degne di nota degli ultimi decenni. Questi riferimenti attirano non solo quelli che ricordano quei periodi, ma anche quelli che guardano al passato con curiosità e una ritrovata nostalgia. La moda spesso trae ispirazione dal passato, dimostrandoci che ciò può essere fatto con gusto e un nuovo spirito. I flashback nostalgici riguardano soprattutto l’idea di far combaciare al  meglio entrambi i mondi: aspetto nostalgico e tocco moderno.

 

LANCI IN INCOGNITA 

I consumatori sono sempre meno interessati al marchio e meno fedeli al grande marchio in quanto tale. Si preferisce il piccolo, il locale, ciò che dà sensazione di naturalezza artigianale,  prossimità e come già accennato, si premia la qualità oltre al classico “nome”. Da qui la tendenza di alcuni grandi brand di lanciare e presentare nuovi prodotti in incognita, per evitare la diffidenza delle persone verso i colossi di industria e ristorazione, nonché ottenere prime recensioni imparziali e sincere.

Come cavalcare questo trend? Ad esempio come fatto da McDonald’s con l’insegna Salad Society aperta per la prima volta come pop-up store a Toronto per proporre un menù salutista svincolato dalla propria immagine fast-food di segno opposto.

 

MARKETING ONE-SIZE 

Il tema della diversity a trecentossessanta gradi continua ad imperare e per i marketer/brand più evoluti non è nemmeno più una differenza da rappresentare, ma il nuovo standard-base di riferimento. Altrimenti detto: la diversità diventa la norma, l’omni-culturalismo pane quotidiano e il marketing di indirizzo one-size.

Come cavalcare questo trend? Lo stile indicato è ad esempio quello inaugurato lo scorso anno dalle palestre, Blink Fitness Gym che hanno eliminato i modelli dal corpo perfetto dalle loro campagne per dare spazio ai veri membri della palestra, con le loro diverse fisicità. Una comunicazione che continua quest’anno al suono di “every body happy”, gioco di parole tra “everybody”, ovvero “tutti”, ed “every body”, ovvero “ogni corpo”.

 

LIFESTYLE FAST FASHION 

Se il fast-fashion ha reso accessibile a tutti i consumatori i trend dell’alta moda, riproducendoli a minor qualità ma a prezzi accessibili, lo stesso fenomeno si sta estendendo anche ad altri settori come il food e il beauty, che con limited edition creative e di impatto social si fanno interpreti momentanei delle ultime tendenze.

Come cavalcare questo trend? Come ha fatto Stabucks con la “unicorni-mania” che attraversando il mondo del fashion, ha creato lo Starbucks Unicorn Frappuccino, disponibile per soli 5 giorni.

 

 

 

 

di Melissa Testa

13/03/2019

Il Segreto della Legge dell’Attrazione

12 martedì 2019 visualizzazioni:

Chi conosce il segreto può ottenere ciò che vuole: felicità, salute, ricchezza

Conosciamo tutti la Legge di gravitazione universale, eppure secondo Rhonda Byrne,  autrice del Best-Seller The Secret – Il Segreto, continuiamo a ignorare un’altra straordinaria manifestazione di questa Legge suprema che agisce su ogni cosa e che costituisce il Segreto di cui parla il suo indiscutibile successo letterario: La Legge di Attrazione che governa il mondo del pensiero.

Per capire cosa intendiamo quando parliamo di legge di attrazione, iniziamo da Albert Einstein secondo cui tutto è energia, compresi noi stessi. Energia che si manifesta secondo vibrazioni su determinate frequenze.

Se attraverso i pensieri e il nostro atteggiamento mentale riusciamo a sintonizzarci sulla frequenza di ciò che desideriamo, possiamo ottenere l’oggetto del nostro desiderio perché finiremo per attrarlo a noi come delle calamite.

Di fatto quando pensiamo, attiviamo delle vibrazioni nella sostanza sottilissima che ci circonda, né più né meno reali di quelle attraverso cui si manifestano la luce, il calore, l’elettricità o il magnetismo.

Siamo quindi predisposti naturalmente ad attrarre a noi ciò a cui pensiamo.

La vostra vita è la materializzazione fisica dei vostri pensieri.

Un atteggiamento positivo nei confronti della vita ci permette di essere circondati da persone positive che costruiscono fatti e circostanze positivi intorno a noi. Al contrario, una visione negativa non può far altro che  ottenebrare ogni nostro orizzonte.

A questo proposito esistono 3 step chiave definiti della Legge di Attrazione:

  1. Chiedi, ovvero definisci un obbiettivo in modo chiaro
  2. Credi, mantieni un focus elevato su questo obbiettivo
  3. Ricevi

Iniziamo dunque ad eliminare dalla nostra mente l’angoscia e l’ansia che reprimono la nostra felicità per disporre di sola energia positiva. Questa energia spingerà l’oggetto del nostro volere verso di noi.

Di fatto la legge di attrazione ci spiega che nulla è impossibile e che qualunque traguardo dipende esclusivamente dalla nostra volontà e dal nostro atteggiamento.

 ‘’Seguite la vostra felicità e l’universo vi aprirà porte dove prima c’erano solo muri”

 

 

di Miriana Morolla

#HowTo: “Come capire se sono solo una botta e via?”

11 lunedì 2019 visualizzazioni:

Bella.it arriva in soccorso di chi, come noi, tra una sega mentale e sessioni di confronto/conforto tra amiche con relazioni impossibili, cerca di districarsi tra amore, sesso e sentimento.

Non perdetevi l’appuntamento settimanale con la nostra “Love Coach” Sheila che ogni settimana svelerà come sopravvivere e avere la meglio in questa giungla.

Vi lasciamo al sesto video: “Come Capire se sono solo una botta e via?

Aspettiamo anche su Instagram le vostre condivisioni!

 

11/03/2019
Redazione Digital

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#Sullastradagiusta – Rinascere Medico in Senegal: il Docu-Film

07 giovedì 2019 visualizzazioni:

“SULLA STRADA GIUSTA – RINASCERE MEDICO IN SENEGAL”: IL DOCU-FILM RACCONTA LA MISSIONE CHIRURGICA CHE HA RESTITUITO IL SORRISO AI BAMBINI

La missione in Senegal di Emergenza Sorrisi raccontata attraverso gli occhi di un medico volontario grazie ad un emozionante documentario nato con la collaborazione del provider ECM 2506 Sanità in-Formazione e il sostegno di Consulcesi Onlus.

Al via la campagna social #sullastradagiusta con le testimonianze dei medici volontari

Il viaggio in Senegal attraverso gli occhi di un medico italiano alla sua prima missione umanitaria: è la storia di Claudio Maestrini, giovane chirurgo plastico, raccontata dal docu-film “SULLA STRADA GIUSTA – Rinascere medico in Senegal” dedicato alla missione chirurgica di Emergenza Sorrisi, la Onlus che aiuta i bambini affetti da gravi malformazioni del volto. Il documentario, diretto da Augusto Natale, è nato con la collaborazione del provider ECM 2506 Sanità in-Formazionee il sostegno di Consulcesi Onlus, organizzazione frutto dell’impegno sociale del Gruppo Consulcesi.

Presentato alla Sala Zuccari del Senato durante l’evento “Come aiutarli nel loro Paese: ‘E ne ebbe compassione’”, il docu-film è parte integrante della campagna di sensibilizzazione portata avanti da Consulcesi Onlus anche sui social network, attraverso l’hashtag #sullastradagiusta, grazie alle video-testimonianze dei medici volontari che hanno partecipato alla missione in Senegal per fornire consigli e motivazioni a chi volesse vivere un’esperienza analoga.

“SULLA STRADA GIUSTA – Rinascere medico in Senegal” è parte integrante del corso FAD (Formazione a Distanza) del provider ECM 2506 Sanità in-Formazione “Organizzazione e costruzione di un team multidisciplinare in contesti difficili” a cura del dottor Fabio Massimo Abenavoli, Presidente di Emergenza Sorrisi. Attraverso il corso si possono identificare le varie forme di volontariato medico e comprenderne le possibilità pratiche di partecipazione per potersi rendere utili concretamente attraverso corretti approcci multidisciplinari.

«Siamo orgogliosi di presentare un’iniziativa che testimonia la sensibilità dei medici italiani nei confronti delle popolazioni più deboli – spiega Massimo Tortorella, Presidente di Consulcesi Onlus – grazie all’impegno profuso da Emergenza Sorrisi in questi anni per restituire il sorriso ai bambini dei Paesi più poveri dell’Africa e del Medio Oriente».

«Questo documentario racconta in maniera vivida l’esperienza di un giovane chirurgo volontario alla sua prima missione umanitaria, e l’impatto con una realtà in cui l’assistenza medica rappresenta una vera e propria sfida. In queste situazioni anche gli interventi più semplici possono diventare difficili, ed è qui che entra in gioco il lavoro di squadra. Il confronto con i medici più esperti porta al trasferimento di competenze e know how: la nostra missione può dirsi compiuta non solo per i risultati prodotti sulla vita dei nostri pazienti e dei loro familiari, ma anche per la trasformazione profonda dei medici che ne sono coinvolti, tanto quelli partiti per la missione come il giovane chirurgo del docufilm, quanto i medici locali che sono la nostra assoluta priorità. Il nostro obiettivo è infatti quello di renderli autonomi di curare e restituire integrità e dignità ai pazienti del paese in cui sono nati. Per questo in ogni nostra missione cerchiamo di creare un centro nazionale di riferimento che possa essere gestito dai medici locali da noi formati. Ed è bello che nel virtuoso processo di trasferimento di competenze e professionalità siano coinvolti la passione e l’entusiasmo dei giovani medici che scoprono nuovi bagliori della loro identità professionale» – sottolinea Fabio Massimo Abenavoli, presidente di Emergenza Sorrisi.

 

 

 

 

 

di Sofia D’Altrui

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Riviviamo la Magia di Dumbo

06 mercoledì 2019 visualizzazioni:

Finalmente arriva il remake di Dumbo, diretto da Tim Burton con Colin Farrell, Danny DeVito, Michael Keaton e Eva Green. Il film torna a raccontare la storia di Holt (Colin Farrell), un tempo artista del circo che, dopo aver combattuto in guerra, torna a casa profondamente cambiato. Il proprietario del circo, Max Medici (Danny DeVito) lo ingaggia per prendersi cura di Dumbo, un cucciolo di elefante con due orecchie enormi che lo rendono lo zimbello dello staff del circo. Ma quando i figli di Holt scoprono che Dumbo è in grado di volare, l’imprenditore dalla lingua biforcuta V.A. Vandevere (Michael Keaton) e l’acrobata Colette Marchant (Eva Green) faranno dell’elefantino indifeso una star. 

La sceneggiatura è firmata da Ehren Kruger, che è anche tra i produttori, autore di tre film su cinque del franchise Transformers mentre le musiche sono composte dal maestro Danny Elfman (già collaboratore di Burton in Big Eyes e Frankenweenie). 

Realizzato con una tecnica mista che unirà il live-action alla tecnologia CGI (Computer-generated imagery), il remake del visionario Tim Burton desta già molte aspettative non solo nei fan di Walt Disney.

Dumbo era convinto che la sua capacità di volare fosse dovuta alla piuma magica che il suo amico topo gli aveva regalato per convincerlo a volare. 

La storia di Dumbo insegna a non mollare, a rialzarsi se qualcuno ci butta per terra e a credere in noi stessi. Bisogna trovare il modo di riscattarsi,  dobbiamo essere noi in grado di dimostrare quanto valiamo. Nessuno puo’ imporci di conoscere e sperimentare. Perché sbagliando si impara ed imparando si fanno progressi. 

Dumbo è l’esempio di come i film d’animazione Disney offrano sempre una piccola lezione di vita.

 

 

 

di Melissa Testa

LE TRADIZIONI ITALIANE A TAVOLA

05 martedì 2019 visualizzazioni:

L’Italia è una penisola ricca di tradizioni culinarie. I piatti della nostra bella Italia, quasi tutti provenienti da una “cucina povera“ hanno alla base passione, gusto e genuinità i quali rendono unica la nostra cucina in tutto il mondo. Le ricette italiane sono tra le più apprezzate e imitate. Da nord a sud della Penisola, ogni paesino, ogni città, ogni regione vanta le sue tradizioni a tavola. 

 1. IL PANE

Classico alimento legato alla terra e alla famiglia sin dall’antichità. In Italia sono presenti circa 300 specialità regionali di pani, dalle forme e dai nomi più strani.  La sua funzione primaria è la cosiddetta scarpetta. Attenzione: un vero italiano è felice di pucciare il pane nella salsa degli spaghetti al pomodoro o ragù. Ma non mangerebbe mai, la pasta insieme al pane.

2. LA PIZZA 

Simbolo del Bel Paese in tutto il mondo. La si ritrova ormai in tutta Italia ma x assaporarla nella sua forma più pura e originale il suggerimento è di andare a Napoli, in Campania, dove la più antica pizzeria è “L’Antica pizzeria Port’Alba” fondata nel 1738. 

3. LA COLAZIONE 

La colazione Italiana è caratterizzata da alimenti dolci: brioche, croissant, pane con burro e marmellata, biscotti, miele, cereali, yogurt, fette biscottate, il pasto più importante della giornata. 

4. IL CAFFÈ

Nessun italiano beve un cappuccino a fine pasto. Si ordina latte macchiato, cappuccino, caffè macchiato solo a colazione. Quello che ci vuole, dopo un pranzo abbondante, è solo un bell’ espresso. Agli occhi di un turista straniero anche il nostro comportamento al bar sembra strano: all’estero nessuno beve caffè in piedi al bancone, ma sono tutti seduti al tavolino. 

5. AL RISTORANTE

Nella lista delle “stranezze tutte italiane”, almeno agli occhi di un turista straniero, c’è la divisione del menù: non antipasti e piatti principali, il main course che si trova in molti paesi del mondo, ma (quasi) sempre primi piatti e secondi piatti e a fine cena bisogna chiedere espressamente il conto, o si rischia di aspettare invano.

6. A CASA

Invitati a cena da un amico? Non stupitevi se, quando arrivate, non ha ancora preparato niente. In Italia cucinare è un rito conviviale, che è bello fare insieme agli ospiti. 

7. CIN CIN!

Cenare con il succo di frutta? Pranzare con una bottiglia di latte? Mai. Un italiano ai pasti beve acqua, a volte bibite gassate. E se alcolici devono essere, al via a birra o vino, non certo cocktail. Pasteggiare con un Martini o con della Vodka è un’idea che, in Italia, suona ancora del tutto strano.

 

 

 

 

 

di Melissa Testa