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Depressione post partum. Coinvolgere pediatri in programmi screening

03 mercoledì 2024 visualizzazioni:

Depressione post partum, Grimaldi (Omceo Roma): Coinvolgere pediatri in programmi screening “Per intercettare precocemente segnali disagio”

Coinvolgere maggiormente i pediatri di famiglia nei programmi di screening per l’individuazione della depressione post partum. Questa, secondo Valentina Grimaldi, pediatra-psicoterapeuta e consigliera dell’Ordine dei Medici-chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Roma (Omceo Roma), la strada da seguire “per intercettare precocemente i segnali di disagio prima che diventino un disturbo vero e proprio”.

“Noi pediatri molto spesso non siamo coinvolti, se non marginalmente, nei programmi di screening perché la despressione post partum viene erroneamente confinata al periodo immediatamente dopo il parto, ma in realtà si è visto che non è più così e che può verificarsi fin ben oltre i primi mesi di vita del bambino, pertanto insieme a ginecologi, ostetriche e neonatologi- spiega Grimaldi- il pediatra di famiglia può avere un ruolo molto importante. Infatti, siamo proprio noi che, dopo il parto, incontriamo più frequentemente il bambino e la mamma, dunque coinvolgerci attivamente nell’individuazione dei segnali di depressione, in rete con gli altri specialisti, può davvero fare la differenza. Ogni specialista e operatore sanitario è chiamato a dare il proprio importante contributo per intercettare questa problematica che coinvolge un numero sempre maggiore di

donne”.

Il periodo perinatale, ossia quello che precede e segue immediatamente la nascita, è infatti un momento di grande vulnerabilità nella vita di una donna. In questo periodo aumenta significativamente il rischio di sviluppare disturbi psichici, con conseguenze negative che si ripercuotono sulla salute del bambino, del partner e della vita di coppia. Offrire un trattamento quanto più possibile tempestivo alle madri in difficoltà, in questa delicata fase, è dunque un’importante azione di salute pubblica. Non solo, individuare e curare le situazioni a rischio nelle donne significa tutelare, nel breve e nel lungo termine, un sano sviluppo psichico dei bambini. Per questo è importante che medici, psicologi e operatori sanitari siano aggiornati, formati e informati sull’argomento.

Proprio questa riflessione è stata alla base del corso Ecm ‘Dal post partum ai primi anni di vita: aspetti clinici e psicopatologici nella famiglia nucleare‘, che si è svolto nella capitale venerdì 15 marzo, con il patrocinio di Omceo Roma. Il corso ha offerto un’occasione di confronto per quanto riguarda l’identificazione precoce, la diagnosi e il trattamento dei disturbi psichici in donne che vivono la complessa esperienza della maternità e ha dedicato particolare attenzione al ruolo genitoriale, alle dinamiche della coppia, e alle conseguenze sulla salute dei figli.

“Il corso ha affrontato diverse questioni riguardanti la salute mentale materna con un focus, in particolare, sulla genitorialirà- spiega Daniela Aiello, dirigente psichiatra e psicoterapueta Asl Roma 2 e responsabile scientifica dell’evento- da recenti studi, oltre che dalle teorie psicodinamiche attuali, sappiamo quanto è importante l’interazione madre-bambino. La salute mentale materna è uno dei determinanti del benessere del bambino, anche per questo si è sentita la necessità di approfondire l’argomento in ottica multidisciplinare. Siamo tutti chiamati a porre attenzione particolare a queste prime fasi della vita e ad individuare le situazioni più fragili. Le donne sono reticenti a comunicare i propri vissuti profondi, inoltre la cultura main stream della mamma perfetta o della mamma a tutti i costi non aiuta. E’ necessario che gli operatori siano formati per mettere la donna in condizioni di aprirsi e formulare una richiesta di aiuto”.

“E’ bene sottolineare- evidenzia Aiello- che deve essere data un‘attenzione particolare alla prevenzione primaria della salute mentale, che vuol direpromuovere la salute della famiglia facendo attenzione alla transizione alla genitorialità al momento della nascita e alle tappe di sviluppo successive, che sono fasi cruciali da cui deriverà la salute psichica del bambino. Fare prevenzione- conclude- è un discorso importantissimo di salute pubblica”.

“La depressione post partum- riprende Grimaldi- ha un’eziologia multifattoriale, ma i cambiamenti sociali che viviamo in questo momento storico, dove c’è una crisi profonda delle relazioni e una tendenza all’isolamento sociale, alimentano fortemente il disturbo”.

“Oggi la famiglia è cambiata- evidenzia la consigliera Omceo Roma- sempre più spesso ci troviamo di fronte a genitori che hanno poca conoscenza del bambino in generale e del neonato in particolare, che non hanno contezza di cosa significhi diventare padri e madri, che si confrontano con i media e non con la vita reale. Questo genera sentimenti di inadeguatezza, incapacità, frustrazione e fallimento quando si trovano a fare i conti con il neonato in carne e ossa, con il bambino vero. Ed è proprio in tale contesto che il pediatra può avere un ruolo determinante: fornendo informazioni corrette, stando vicino alla mamma chiedendo come sta vivendo la maternità, come ha vissuto il momento del parto, come si sente. Tutto questo utilizzando tecniche di comunicazione efficace orientate all’ascolto, scegliendo bene le parole e non giudicando. È importante ricordare sempre, come medici, che il tempo che si dedica alla comunicazione e alla relazione col paziente è tempo di cura, crea un’alleanza con la famiglia che tornerà sempre utile”.

Un punto di vista che rispecchia in pieno la nuova ottica verso cui sta andando la Pediatria, ossia quella di avere un approccio sempre più sociale, orientato non solo alla gestione clinica ma sempre più aperto alla gestione di tutte quelle problematiche che condizionano lo stato di benessere del bambino. “Importantissimo per la depressione post partum, come per tante altre problematiche così complesse, andare verso la creazione di una rete efficace tra professionisti– evidenzia Grimaldi- perché tutte queste azioni che il pediatra e gli altri specialisti e operatori sanitari sono chiamati a mettere in campo, per dare un buon risultato- conclude Grimaldi- devono avere una integrazione efficace e funzionale sul territorio”.

di redazione digital

3/04/2024

Un progetto colore di tendenza per i lavabi e sanitari Simas

02 martedì 2024 visualizzazioni:

Total look per un’ambiente bagno SIMAS https://www.simas.it/, dai colori vivaci e luminosi grazie alle nuove collezioni di lavabi PO•MO https://www.simas.it/it/collezioni/po-mo/, a firma della designer californiana Terri Pecora, e BALLOON https://www.simas.it/it/collezioni/balloon/, Simas Design Team, ai quali oggi si affiancano nella stessa gamma cromatica i sanitari, sia sospesi che carenati, della collezione HENGES https://www.simas.it/it/collezioni/henges/ disegnati da Simone Micheli, architetto e designer.

Un abbinamento vincente di lavabi e sanitari di design SIMAS, in cui il colore diviene il legame armonioso che dona all’ambiente bagno quel feeling estetico funzionale ed elegante, pur nell’accostamento di differenti collezioni, finalizzato ad un’immagine integrata secondo un’ottica che valorizzi i prodotti e lo spazio circostante. Una palette cromatica in comune di ben 19 nuances tra le nuove finiture lucide: Capri (una profonda sfumatura di azzurro tra ciano e blu), Menta (verde intenso fresco), Narciso (giallo energico), Rubino (rosso intenso scuro), Grafite (grigio luminoso), Caramello (tendente al rosa cipria), tonalità quest’ultima perfettamente in linea con il Pantone Peach Fuzz, decretato colore dell’anno per il 2024, oltre ai classici bianco e nero lucidi,  e la vasta gamma di finiture Matt. 

BALLOON by SIMAS, a firma Simas Design Team. 4 “ciotole” dal design amichevole, declinate in due forme quadrate e due circolari con differenti diametri e profondità, dalla forte personalità, piene di colore e traboccanti di energia. Dimensioni: due lavabi tondi, uno Ø45xH20cm, l’altro Ø40xH25cm; due lavabi quadrati, uno 45x45xH20cm, l’altro 40x40xH25; due colonne freestanding una tonda Ø27,5xH65cm e l’altra quadrata 27,5×27,5xH65cm, che accolgono rispettivamente il lavabo rotondo e quadrato in H20cm.

PO•MO by SIMAS, a firma Terri Pecora. Una linea di lavabi, da appoggio, sospesi e free-standing dalle forme geometriche e decise, la cui estetica è caratterizzata da un “gradino” alla base di ogni pezzo. Le forme scelte, giocano su differenti dimensioni nella base e nell’altezza: i tondi Ø37xH19cm, Ø33xH24cm, e gli ovali 56x37xH19cm, 50x33xH24cm, ai quali si aggiungono due lavabi sospesi con una basetta nella parte posteriore, il tondo Ø37x43xH19cm e l’ovale 56x43xH19cm, più due lavabi freestanding Ø40xH85, di cui uno specifico per centro stanza.

HENGES by SIMAS, sanitari di design a firma Simone Micheli. Alta qualità, forme solide, imponenti, sicure per questi iconici volumi puri e silenziosi, le cui peculiarità progettuali esaltano la pulizia architettonica delle forme ceramiche, morbide ed eleganti, nelle dimensioni, nella bellezza delle  cromie e nelle finiture sofisticate.

Un progetto colore per soluzioni di arredobagno innovative, di tendenza e di grande personalità con le collezioni di lavabi e sanitari di design SIMAS, versatili e facili da inserire in qualsiasi contesto, dal più piccolo al più grande, negli spazi residenziali come in quelli contract.

SIMAS, qualità 100% made in Italy garantita dal marchio Ceramics of Italy di Confindustria Ceramica.

di redazione digital

2/03/2024

Pasqua 2024 alla scoperta delle isole dell’Arcipelago Toscano

01 lunedì 2024 visualizzazioni:

PASQUA 2024. Tante proposte ed eventi alla scoperta dei Musei, dei sentieri e delle isole dell’Arcipelago Toscano

PASQUA 2024Tante proposte ed eventi alla scoperta dei Musei, dei sentieri e delle isole dell’Arcipelago ToscanoAnche per la stagione 2024, si preparano ad aprire quasi tutti i musei e i siti di interesse culturale dell’Arcipelago Toscano in occasione delle festività pasquali, così da coinvolgere e catturare l’attenzione dei visitatori in un’ampia gamma di offerte, eventi ed opportunità di visite. Per gli amanti dell’arte, ma anche per chi non sa rinunciare ai trekking, alla scoperta di sentieri e tesori preziosi del patrimonio geologico e faunistico locale, le proposte sono davvero moltissime, grazie anche al calendario di appuntamenti elaborato dal Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, in una settimana all’insegna della didattica outdoor con guide parco esperte che orienteranno i partecipanti attraverso interessantissime escursioni sui territori delle isole.
Per quanto riguarda i musei e i siti archeologici o di interesse culturale dell’Elba, gli orari per il prossimo weekend (da venerdì 29 marzo a lunedì 1 aprile compresi) saranno i seguenti:Comune di Portoferraio:
Fortezze Medicee e Forte Falcone
: 9:30 – 18:00
Info: +39 0565 919844, info@visitaportoferraio.com;Pinacoteca Foresiana: 9:30 – 13:00, 15:30 -18:30
Info: +39 0565 919844, info@visitaportoferraio.com;Villa romana delle Grotte: Venerdì, sabato e festivi: 10.00 – 12.00 e 16.00 – 18.00
Info: +39 0565 1933589, info@visitaportoferraio.com;Forte Inglese: Venerdì 29 e sabato 30 marzo 16.00 – 18.00
Info: +39 0565 908231, info@parcoarcipelago.info;Comune di Rio:Museo Minerario: 09.30-12.30, 15.30-18.30
Info: +39 0565962088, info@parcominelba.itCasa del Parco Franchino Franchini: venerdì e sabato: 10:00-13:00 / 16:00- 19:00; Domenica: 10:00-13:00
Info: +39 0565 943399Comune di Campo nell’Elba:MUM – Museo Mineralogico: 15.00 – 19.00 Apertura straordinaria anche il lunedì di Pasqua Per info tel. +39 393 8040990, mail info@museomum.itComune di Marciana:

Museo Archeologico
: Da venerdì 29 marzo a lunedì 1 aprile con orario 10. 00 – 12.30, 15.00 – 18.00
Per info: +39 3773908001 o marcianacivitas@gmail.comCasa del Parco di Marciana: lunedì 10:00-13:00; venerdì 15:00- 18:00; sabato 10:00-13:00 / 15:00-18:00; domenica 10:30-13:00
Per info: 0565 901030 – 348 7039374Comune di Capoliveri:Museo del Mare: 10.00 – 12.30, 15.00 – 18.00
Info: +39 3938720018, minieracalamita@gmail.com;Museo della Vecchia Officina: 10.00 – 15.00
Info: +39 3938720018, minieracalamita@gmail.com;Miniera di Calamita: 10.30 I livello, 11.30 II livello
Info: +39 3938720018, minieracalamita@gmail.com;Comune di Capraia:
A Capraia, 
invece, sarà aperto il Centro di educazione ambientale “La Salata”: sabato 30, domenica 31 marzo e lunedì 1 aprile dalle 10 alle 12:30 e dalle 16:30 alle 18.
Per info: +39 320 9606560 – 347 7714601Ricordiamo inoltre che per quanto riguarda l’isola di Pianosa il Collegamento marittimo venerdì 29 e domenica 31 marzo con la Motonave di linea Aquavision con partenza da Marina di Campo (per info e prenotazioni Biglietteria Aquavision tel. 0565 976022).
Collegamento settimanale (martedì) – Traghetto Toremar con partenza da Piombino e scalo a Rio Marina. Andata: Piombino 08:20 – Rio Marina 09:20 – arrivo a Pianosa 11:10 Ritorno: Pianosa 14:10 – Rio Marina 16:00 – arrivo a Piombino 17:10 (Biglietteria Toremar di Rio Marina tel. 0565 960131).Eventi nel weekend pasquale:Per quanto riguarda gli eventi proposti, segnaliamo

Venerdì 29 marzo:
Marciana – Museo Archeologico: Laboratorio di archeologia
Ore 10.30 laboratorio gratuito dal titolo Gli Etruschi: la scrittura e l’arte orafa. I partecipanti potranno riprodurre gioielli in stile etrusco da indossare e sfoggiare.
Per info e prenotazioni: 3204953766.Capoliveri – Museo del Mare
Alle ore 17.30 Una storia da Mare, visita guidata aperta a tutti per le vie di Capoliveri e al Museo del Mare, alla scoperta della complicata relazione tra Capoliveri ed il mare che lo circonda. Durata 2h; prezzo adulti 7€, ridotto 5€. 
Prenotazione obbligatoria: tel. 3938720018, minieracalamita@gmail.com
Sabato 30 marzo
 si terranno invece:Capoliveri – Galleria del Ginevro: visita guidata con il geologo
Nell’unica miniera sotterranea dell’Elba c’è la storia recente delle attività minerarie condotte a Capoliveri: l’impianto, chiuso nel 1981, riapre i cancelli per offrire una discesa nel “cuore di ferro” dell’isola. Visiteremo, con un esperto, una delle gallerie, scoprendo la storia geologica del giacimento di magnetite più grande d’Europa. Al termine visita del Museo. Ritrovo: ore 10:00 Museo della vecchia Officina, Capoliveri. Durata: 3 ore e 30’ -Difficoltà: media.
Su prenotazione, € 18, ridotto 5-12 anni € 15. Età minima 5 anni.
Info: info@parcoarcipelago.infotel. 0565 908231Escursione alla Fortezza del Volterraio
L’escursione comprende il servizio guidato lungo il sentiero di accesso alla Fortezza e a seguire l’ingresso. Il tour ha la durata di circa tre ore e si divide in un’ora per la salita, venti minuti di presentazione della Fortezza, tempo a disposizione per ammirare il paesaggio e per le foto, a chiudere la discesa.  Incontro con la guida all’area parcheggio Le Casermette, Strada per il Volterraio all’imbocco del sentiero 255. 
L’ orario d’incontro è alle ore 10. Prenotazione obbligatoria  
Prenota qui la tua visita:
https://infopark.sl3.eu/book-now/1-elba/1-fortezza-del-volterraio—escursione-trekking/Capoliveri – Museo del Mare
Alle ore 17.30  Una storia da Mare, visita guidata aperta a tutti per le vie di Capoliveri ed il Museo del Mare, alla scoperta della complicata relazione tra Capoliveri ed il mare che lo circonda” . Durata 2h; prezzo adulti 7€, ridotto 5€.
Prenotazione obbligatoria: tel. 3938720018, minieracalamita@gmail.comDomenica 31 marzo infine, si potrà partecipare a:Apertura del Volterraio per visita guidata
Apertura pomeridiana della Fortezza dalle ore 16 alle ore 19. Sarà possibile raggiungere in autonomia l’ingresso (salendo dal sentiero 255) e visitare il monumento con la Guida Parco presente. Non è necessario prenotare. Ticket € 8, ridotto € 4 per over 65, residenti nell’Arcipelago Toscano e bambini 5-12 anni. Gratuito per disabili e loro accompagnatori, bambini 0-4 anni e studenti residenti nell’Arcipelago Toscano (fino a 19 anni).
Info: info@parcoarcipelago.infotel. 0565 908231Isola di Pianosa
Visita del paese con Catacombe e Museo delle scienze 
La visita permette di scoprire, oltre al suggestivo e spettacolare complesso catacombale paleocristiano (IV secolo d.C.), la storia degli edifici più belli e antichi del borgo. L’itinerario prevede anche la visita al Museo delle Scienze Geologiche ed Archeologiche dove i veri tesori di Pianosa, campioni di rocce, fossili e reperti archeologici, vengono mostrati laddove sono stati rinvenuti, grazie ad un’esposizione permanente. Durata: 2 ore. € 15; € 8 (5- 12 anni), esenti bambini 0-4 anni.
Info: info@parcoarcipelago.infotel. 0565 908231In ultimo, Martedì 2 aprile:Capoliveri – Museo del Mare 
Vita più che umana
, ore 10.00
Laboratorio per bambini per scoprire l’interazione tra il mondo naturale e il mondo antropico”; 
Durata 1.30 h; prezzo 5€
Prenotazione obbligatoria: tel. 3938720018, minieracalamita@gmail.comProposte del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano
Per quanto riguarda i weekend nelle isole dell’arcipelago col Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, segnaliamo due iniziative, una all’Isola del Giglio: (https://www.islepark.it/il-parco-informa/news/2052-pasqua-all’isola-del-giglio); e l’altra a Capraia: (https://www.islepark.it/il-parco-informa/news/2050-il-fine-settimana-di-pasqua-allisola-di-capraia-con-il-parco-nazionale-arcipelago-toscano).

Gli occhi dei bambini, la prima guida completa sulla salute visiva dei più piccoli

30 sabato 2024 visualizzazioni:

Attraverso gli occhi, i bambini imparano a conoscere il mondo che li circonda. Tuttavia la vista non è una capacità innata: da scarsa alla nascita, matura nei primi 6-8 anni di vita influenzando la postura, l’apprendimento, l’attenzione, la capacità di lettura, il rendimento scolastico e sportivo.

Cosa potrebbe accadere se qualcosa ne ostacolasse lo sviluppo? E come potrebbe accorgersene un genitore? Quando rivolgersi a un oculista? È possibile fare prevenzione?

“Gli occhi dei bambini” risponde a queste e molte altre domande approfondendo argomenti di diffuso interesse:

• La visita oculistica: come preparare il bambino e fare le domande giuste al medico.

• I problemi più comuni (miopia, ipermetropia, astigmatismo, pseudostrabismo, epicanto, ambliopia, daltonismo).

• Gli occhiali: come sceglierli e indossarli correttamente.

• Il primo soccorso e la prevenzione: tutte le buone pratiche e i consigli utili per i piccoli incidenti quotidiani.

• I rischi dei digital device e come gestirli con il proprio piccolo.

Le autrici

Enrica Ferrazzi, varesina, esperta in comunicazione, scrittrice. Dopo aver vissuto le problematiche visive di sua figlia Elisa, ha fondato Progetto Elisa (@occhideibimbi) per fare divulgazione ed essere di aiuto ad altri genitori.

Maria Antonietta Stocchino, oculista a Cagliari, fornisce indicazioni precise per rassicurare da ansie e timori, specie in caso di percorsi terapeutici lunghi e stressanti per il piccolo e i suoi familiari.

«Mi sono sempre considerata – racconta Enrica – una mamma attenta e premurosa, che anteponeva a tutto il benessere della propria figlia. Ma quel giorno di aprile di 20 anni fa ho scoperto che avevo sbagliato qualcosa»…Inizia così, in un tempo lontano, la genesi di questo libro, scritto a quattro mani con una cara amica oculista, Maria Stocchino. Due mamme unite per parlare di salute visiva nei bambini, perché altri genitori non abbiamo a dover affrontare oggi quello che è successo a me e a mia figlia Elisa tanti anni fa. Dall’informazione nasce la prevenzione e la salute dei nostri figli”.

Il tema è di stretta attualità: dai dati del progetto Sight for Kids nato nel 2008 dalla collaborazione di Progetto Elisa col Lions Club International per effettuare screening visivi precoci, sono emersi dati allarmanti: il 20% degli oltre 130mila bambini esaminati necessita di un approfondimento oculistico, e il 5% di loro in tempi brevi.

La community @occhideibimbi è diventata quindi un autorevole punto di riferimento e vanta la collaborazione di oculisti, ortottisti, optometristi, contattologi, educatori, psicologi, psicoterapeuti, pediatri, logopedisti e anche specialisti della nutrizione.

Tra questi, due famosi professionisti presenti nel libro con preziosi contributi: il ProfessorPaolo Nucci, Presidente della Società Italiana di Oftalmologia Pediatrica e Strabismo eCarla Tomasini, la più famosa pediatra influencer d’Italia (@PediatraCarla).

Il libro, edito da Sonda, sarà disponibile in pre-order su Amazon dal 2 aprile e dal 9 aprile online e in tutte le librerie italiane.

Sarà presentato poi con un press-tour nelle principali città d’Italia durante il 2024 con un calendario che già vede tappe ufficiali Cagliari il 27 aprile poi Torino l’11 maggio in occasione del Salone del Libro quindi Milano, Roma e altre città.

Sarà l’occasione perfetta per le decine di migliaia di genitori che seguono con affetto@occhideibimbi per conoscere di persona i loro abituali interlocutori e per un “firmacopie” con dedica delle autrici.

di redazione digital

30/03/2024

“SEI SOLO MIA”: LA DIFFERENZA TRA POSSESSO E AMORE

29 venerdì 2024 visualizzazioni:

“I peggiori nemici delle donne: tra dipendenza affettiva e stereotipi di genere”,Roberta Bruzzone a Cosmodonna

Una strage per lungo tempo silenziosa, che dal 2000 ad oggi è costata la vita a più di tremila donne nel nostro Paese. I numeri dei femminicidi: in media in Italia ogni 2 giorni una donna viene uccisa dalla violenza di un compagno, un marito, un amico.

Ma davvero la principale minaccia per le donne sono gli uomini? Alla domanda risponderà Roberta Bruzzone, criminologa e psicologa forense, nel suo intervento “I peggiori nemici delle donne: tra dipendenza affettiva e stereotipi di genere”, aCosmodonna, la fiera esperienziale dedicata all’universo femminile, in programma al Brixia Forum di Brescia dal 19 al 22 aprile.

“I peggiori nemici delle donne non sono tanto gli uomini, quanto le regole sociali, meglio note come stereotipi di genere, che illustrerò nel mio intervento – spiega Roberta Bruzzone -. Questi stereotipi “ingabbiano” le donne in una sorta di dipendenza affettiva, all’interno di ruoli estremamente precisi e purtroppo codificati, che spesso e volentieri le donne si convincono di dover rispettare ad ogni costo, anche a rischio della vita. L’ideale sarebbe trasformare gli uomini in alleati”.

Se l’uomo continua ad avere un atteggiamento oppressivo, ossessivo e violento, perché la donna fatica ad uscire da questa sorta di “dipendenza affettiva”?

“Si fa fatica a spezzare questa schiavitù perché buona parte delle donne, possiamo dire il 40%, e anche molto giovani, sono convinte che essere controllate voglia direessere amate, confondono i piani di queste due condizioni e quindi fanno fatica a riconoscere dei segnali pericolosi. E questo avviene anche all’inizio di una relazione, perché quel senso di possesso, quel dire “sei solo mia”, quel controllo asfittico su ogni aspetto della sua vita, in realtà inizialmente gratifica la donna, la fa sentire amata. Ma tutto questo con l’amore c’entra ben poco”.

Perché le donne fanno fatica a parlare, a denunciare?

“Le donne sono state istruite a tollerare tutta una serie di condotte maschili, perché è stato detto loro che senza un uomo non possono stare, che quel legame va protetto ad ogni costo, spesso anche a costo della propria vita”.

La violenza di genere è figlia di un certo terreno culturale. Cosa è cambiato, ammesso che sia cambiato qualcosa, nei comportamenti maschili?

“Si tratta di un problema che ancora oggi è largamente diffuso in tutti gli strati sociali e in tutte le regioni, oltre ad essere ampiamente rappresentato in tutte le classi anagrafiche. Non riguarda solo una porzione del nostro Paese, sarebbe pericoloso pensarla così. Oggi sta cambiando qualcosa, perché c’è una maggiore consapevolezza e disponibilità a parlare di questi temi. Prendiamolo come un dato positivo, ma siamo solo all’inizio di un cammino che indubbiamente è ancora lungo e impervio. Per uscire da questo tunnel dobbiamo entrare nella testa delle donne e degli uomini, e scendere così in profondità da riuscire a ricostruire fedelmente il percorso che li ha portati a sviluppare degli schemi comportamentali, valoriali ed educativi di chiara matrice patriarcale, anche loro malgrado”.

Spesso si dice: un tempo non era così. Corrisponde al vero? L’escalation di femminicidi è un fatto reale, o in passato succedeva comunque e se ne parlava poco?

“I dati sui femminicidi sono stabili da circa trent’anni. È evidente che c’è stata tutta una serie di cambiamenti a livello sociale e familiare: un tempo se ne parlava di meno, ora se ne parla di più. Ma non è un dato che cresce in maniera così esorbitante. Questa assenza di cambiamento significa che abbiamo perso troppo tempo, e questa non è una bella notizia.

I peggiori nemici delle donne: tra dipendenza affettiva e stereotipi di genere” sarà uno dei tanti temi trattati nel corso degli eventi proposti da Cosmodonna. La fiera è stata infatti progettata per coinvolgere il pubblico in un’esperienza sensoriale a 360 gradi: non solo stand dedicati a beauty, wellness, fashion e salute, ma un “contenitore” di approfondimenti con ospiti di rilievo, seminari, esibizioni e molto altro per un’esperienza unica e coinvolgente.

di redazione digital

29/03/2024

L’identikit della donna che preserva la fertilità col social freezing: trentenne e alla ricerca del partner

28 giovedì 2024 visualizzazioni:

Crioconservando i propri ovociti si supera l’ansia del tempo che passa e ci si regala una chanche in più per coronare il sogno di diventare mamma. In occasione della festa della donna, Next Fertility Procrea organizza un webinar gratuito alla scoperta di una tecnica su cui c’è troppa disinformazione

«Il social freezing è un tema su cui c’è ancora troppa disinformazione e chi lo critica arriva addirittura a sostenere che sia una medicalizzazione del concepimento. Non è vero. Si tratta di un vero e proprio jolly per la donna, che ha così modo di preservare la propria fertilità. Ecco perché è importante parlarne. E quale momento migliore della giornata internazionale della donna?». Marina Bellavia, ginecologa, direttore sanitario di Next Fertility Procrea e specialista in medicina della riproduzione, inquadra così il tema del cosiddetto social freezing, cioè una tecnica di preservazione della fertilità che si basa sul congelamento degli ovociti in età fertile per poter posticipare la gravidanza.

«La stragrande maggioranza delle donne che si rivolgono a noi sono ragazze che, passata la soglia dei 30 anni non hanno ancora un partner con cui creare la propria famiglia e cominciano ad avvertire il timore del tempo che passa e di trovarsi con una riserva ovarica ridotta -riprende la dottoressa Bellavia-. Con il passare degli anni, infatti, la capacità riproduttiva di una donna tende a ridursi perché è strettamente legata all’età biologica delle ovaieCrioconservare i propri ovociti toglie così l’ansia del “fattore tempo”, perché a quel punto la donna sa che se anche passerà ancora qualche anno per trovare il partner giusto con cui costruirsi la famiglia, in caso di eventuali problemi di procreazione potrà giocarsi il jollyche ha preservato al momento giusto».

Grazie al congelamento ultrarapido, infatti, vengono mantenute intatte le proprietà degli ovociti fino all’eventuale momento dell’uso in un trattamento di riproduzione assistita, perché quando vengono “scongelati” mantengono “l’età” che avevano al momento della vitrificazione, aumentando così le possibilità di una gravidanza di successo.

«Il percorso della crioconservazione degli ovociti viene effettuato in tutta sicurezza -riprende Marina Bellavia-. Una serie di esami sulla donna ci consentono infatti di creare unastimolazione ormonale mirata e personalizzata, quindi ben tollerata e priva di effetti secondari non sopportabili. Poi procediamo con il prelievo degli ovociti, che vengono crioconservaticon la speranza che non debbano mai essere utilizzati, perché ciò vorrebbe dire che la ragazza ha trovato il partner della vita ed è riuscita a procreare naturalmente. Viceversa, avrà una concreta possibilità di coronare il proprio sogno di diventare madre».