free page hit counter

All posts by Direttore

Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella Scienza

12 lunedì 2024 visualizzazioni:

L’11 febbraio si è celebrata la Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella Scienza: un’occasione per riflettere sui traguardi raggiunti, ma anche sulla strada che è ancora da percorrere. Secondo l’ultimo rapporto dell’Unesco (2021), in ambito scientifico, tecnologico, ingegneristico e matematico (STEM) le donne rappresentano ancora meno di un terzo del totale della forza lavoro, nonostante le laureate costituiscano il 45% del totale. L’Italia presenta un divario ancora più ampio, con una percentuale del 16,5% di ragazze laureate in facoltà scientifiche, contro il 37% dei ragazzi. Inoltre, numerosi studi hanno rivelato che le donne in campi STEM pubblicano meno, sono pagate meno per la ricerca e fanno meno carriera degli uomini. Gli stereotipi culturali e le aspettative familiari distolgono ancora le donne dal voler intraprendere una carriera nel campo delle materie scientifiche.

Con NBFC, Il National Biodiversity Future Center, primo centro di ricerca italiano sulla biodiversità finanziato dal PNRR, che mira a promuovere la gestione sostenibile della biodiversità su tutto il territorio italiano, assistiamo a un’inversione di rotta. NBFC costituisce una felice anomalia sia a livello italiano sia a livello mondiale: dei circa 2000 ricercatori impegnati a studiare e salvaguardare gli ecosistemi della Penisola, il57% è donna

La Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella Scienza, introdotta il 22 dicembre 2015 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, rimarca il ruolo fondamentale ricoperto dalle donne nella scienza. La maggioranza delle ricercatrici e dottorande reclutate da NBFC ha un’età compresa tra i 26 e i 35 anni. Interrogate in merito alla questione di genere, dichiarano di non percepire una particolare discriminazione rispetto ai colleghi uomini e hanno la consapevolezza di come in relazione al passato siano stati fatti molti passi in avanti per le donne nella ricerca. Molte di esse notano, tuttavia, una discriminazione più indiretta, incentrata su stereotipi di genere, quali la presunta maggiore delicatezza della donna o la maggiore propensione a fare attività da scrivania. I due aspetti in cui ancora sono registrate importanti differenze riguardano la possibilità di fare carriera e la maternità. Tali ambiti spesso sono profondamente interconnessi ed è più difficile per le donne raggiungere posizioni apicali in quanto subiscono una pressione, sociale e politica, a essere prima madri, poi scienziate. Ciò rivela la necessità di politiche a sostegno delle donne lavoratrici con figli, che eliminino le difficoltà nel conciliare lavoro e vita privata.

A tutto ciò si aggiunge la componente culturale. Sin da piccole, le donne vengono indotte a credere di essere più portate per le materie umanistiche, o per materie legate all’educazione e alla cura, a scapito di quelle tecniche: un pregiudizio di genere che ancora affolla i corridoi della ricerca scientifica. L’istruzione è un altro tema cruciale: gli stereotipi di genere e i pregiudizi vanno messi in discussione, in primo luogo nelle scuole, incoraggiando le bambine a perseguire la loro passione per le materie scientifiche.

di redazione digital

12/02/2024

SOS cicatrici post-intervento: migliorarle con la dermocosmesi si può

09 venerdì 2024 visualizzazioni:

Quando si subisce un intervento chirurgico, soprattutto in campo oncologico, oltre all’invasività dell’operazione c’è da gestire la “traccia”, sia estetica che funzionale, della cicatrice, che può lasciare un antiestetico ricordo ma anche disagi con infiammazioni, prurito, fastidio per lungo tempo. La dermocosmesi oggi però, con tecniche e prodotti innovativi anche naturali, può fare molto per contenere o eliminare queste conseguenze, portando un beneficio concreto nella vita quotidiana a chi le porta sulla propria pelle.

Cos’è la cicatrice

La cicatrice è un segno sulla pelle causato dall’intervento chirurgico o anche, nel caso dell’oncologia, da una successiva terapia. Quando si parla di trattamento delle cicatrici, prima ancora di iniziare, bisogna premettere che è importantissima la mano del chirurgo che deve allineare i lembi della ferita sullo stesso piano per favorire una cicatrizzazione il più possibile ottimale.

La cicatrizzazione è un processo di riparazione che mette in moto la pelle, in risposta ad un trauma, in questo caso, l’intervento chirurgico. Può essere diviso in diverse fasi: una fase infiammatoria, una fase proliferativa ed una fase di rimodellamento.

“La dermocosmesi entra in gioco in quest’ultima fase”. Spiega Myriam Mazza, Cosmetologa, Farmacista e Presidente dell’Associazione Ricomincio da me, pensata per le donne che hanno subito interventi o terapie oncologiche. “Un corretto accudimento della cicatrice può infatti permettere una risoluzione ottimale della problematica”.

Il trattamento dermocosmetico di una cicatrice però, va detto, inizia nella “fase di rimodellamento”, e può durare anche due/tre anni. È un trattamento lungo che va monitorato e tenuto sotto controllo per diverso tempo per non scaturire in una cicatrice patologica”.

Le cicatrici patologiche

Le cicatrici patologiche si possono suddividerle in tre tipi: atrofiche, ipertrofiche e cheloidi.

“Le cicatrici atrofiche – continua l’esperta – sono piccole, piatte e, soprattutto, depresse rispetto all’epidermide. La pelle in questa zona è priva di elasticità: ecco perché il protocollo dermocosmetico deve consigliare prodotti ricchi di sostanze emollienti ed elasticizzanti. Devono essere trattate continuamente proprio perché l’effetto cosmetico non è permanente e soprattutto scompare nel tempo. La cicatrice ipertrofica ha invece un rilievo ingrossato (a causa un’eccessiva produzione di collagene); è arrossata e, soprattutto, provoca prurito e a volte anche dolore. Se questa cicatrice inizia a debordare allora diventa cheloidea (con margini irregolari, completamente debordata ed antiestetica). Essa viene trattata con un intervento medico o attraverso delle infiltrazioni o con l’asportazione chirurgica”.

Come la dermocosmesi può venire in aiuto

L’accudimento dermocosmetico delle cicatrici è un lavoro importante, di aiuto e mantenimento. “Possiamo innanzitutto parlare di prevenzione con delle “abitudini cosmetiche” da attuare. Nelle prime 48/56 ore dopo un intervento, per esempio, non bisogna toccare la zona operata. Sono vietati docce, bagni e l’utilizzo di prodotti che non siano consigliati dal medico. È una fase delicata in cui – ammonisce Mazza – non si deve sbagliare anche perché il rischio di infezioni è altissimo. Possiamo invece intervenire con accudimento dermocosmetico dopo il quindicesimo giorno dall’intervento, anche su cute lesa con i prodotti più appropriati. Spesso poi, vengono consigliati cerotti, anche in silicone, che impediscono la veloce attività proliferativa dei fibroblasti e, di conseguenza, una iperproduzione di collagene. È importante nel cambio cerotto toccare o massaggiare la cicatrice nel giusto modo, con un gesto delicato e leggero, pari ad uno sfioramento. Diverse volte in questi anni ho constatato la paura nelle persone, che non avendo avuto istruzioni, avevano addirittura paura per lavarsi, rinunciando a questo atto fondamentale. Parole chiave saranno: igiene e delicatezza”.

L’igiene è di fondamentale importanza: “La scelta del detergente giusto è molto importante, – continua quindi Mazza – e sicuramente serve optare per prodotti dermoaffini come oli detergenti o un burro con capacità lenitiva e liporestituente, dalla texture leggera, e quindi facilmente spalmabile. L’accudimento della cicatrice però richiede un approccio multidisciplinare con il medico e/o con il dermatologo. Un giusto consiglio è quindi quello per un protocollo personalizzato che preveda prodotti ricchi di miscele di oli vegetali (ad es. olio di mandorle dolci, olio di riso), prodotti che contengano vitamina E, acido ialuronico, biolipidi vegetali e sostanze ad azione antinfiammatoria. Fa capolino negli ultimi anni, in una ricerca cosmetica sempre più performante, la scelta di sostanze naturali e insolite come l’estratto di cipolla”. In caso di prurito, si può utilizzare uno spray specifico a base di acqua termale e vitamine, efficace nelle situazioni sia acute che prolungate.

Fondamentale poi, proteggere la cicatrice dall’esposizione solare con una crema a fattore di protezione non inferiore a 50 per evitare la comparsa di macchie nella zona circostante. “È importante scegliere una referenza dalla texture leggera, che non crei prurito e quindi il grattamento, meglio se resistente all’acqua e al sudore, senza profumo, con assorbimento rapido ed impercettibile sulla pelle e ricca di ingredienti come acido ialuronico, acqua termale e pro-vitamina E”.

Quanto sia importante il trattamento corretto di una cicatrice nella vita di un paziente post-intervento, lo racconta Myriam con la sua paziente Vanessa, 42 anni di Catania, dopo un intervento al seno:

“Ho conosciuto Vanessa, operata nel 2018 a 42 anni per carcinoma e sottoposta a sedute di chemio e radioterapia, solo dopo due anni dalla fine delle cure, – riporta la dottoressa – era psicologicamente e fisicamente molto provata da un intervento molto impattante per la vita di una donna. Non aveva mai ricevuto consigli nè seguito un protocollo cosmetico, nonostante i noti effetti collaterali delle terapie. Causa covid, la ricostruzione del seno era stata anche rimandata complicando lo stato generale dei tessuti e il suo generale approccio al concetto di benessere. Desiderosa di ritrovare l’armonia con il suo corpo, nel 2023 ha iniziato il trattamento delle sue cicatrici, con prodotti detergenti, emollienti e lenitivi a base di oli vegetali, acido ialuronico e vitamine. Il suo protocollo è durato 9 mesi, e oggi, a circa un anno, i benefici raggiunti sono chiaramente percepibili”.

“Il cancro al seno ti cambia la vita. – confessa Vanessa – La mastectomia ti cambia la vita, ma se è il prezzo che devi pagare per vivere, vivi. Quelle cicatrici orrende erano però sempre con me. Non solo brutte esteticamente ma anche fastidiose, ed erano anche cicatrici “emotive”. Con la dermocosmesi ho ritrovato serenità perché quel segno, oltre a portarmi dei fastidi fisici, rappresentava anche il ricordo indelebile di un momento doloroso”.

di redazione digital

9/02/2024

City breaks o mete sciistiche? Gli italiani preferiscono le città

06 martedì 2024 visualizzazioni:

Secondo l’ultimo studio effettuato da Skyscanner in Francia, Italia, Paesi Bassi e Spagna, più della metà dei rispondenti europei (52%)* ha affermato di andare in vacanza in inverno almeno una volta all’anno: per gli italiani la percentuale sale al 59%.** Uno su cinque (19%) preferisce addirittura una vacanza invernale a una tradizionale vacanza estiva per svariati motivi, tra cui i costi inferiori. A questo proposito, la maggioranza (77%) prevede di spendere la stessa cifra, se non di più, per le proprie vacanze nel 2024 rispetto all’anno precedente.

Italiani contro corrente: vincono le vacanze invernali all’insegna della cultura 

Solo il 29% degli italiani che si concede regolarmente una pausa invernale è intenzionato a praticare sport sulla neve, al contrario del 43% dei viaggiatori europei che dichiara di dedicare una parte delle proprie ferie annuali allo sci o allo snowboard. Infatti, in controtendenza rispetto al trend europeo, i viaggiatori italiani preferiscono, anche d’inverno, dedicarsi all’esplorazione culturale di città e borghi, con quasi la metà (46%) che la sceglie come attività principale delle proprie ferie invernali (contro il 39% degli europei).

Suggerimento: Per chi è alla ricerca di ispirazione per i viaggi di questa stagione invernale, la nuova Guida di viaggio Everywhere di Skyscanner offre consigli da parte di viaggiatori che hanno battuto i record mondiali, come Gunnar Garfors e Renee Bruns. Ecco le migliori scelte dei consulenti di viaggio Everywhere per le destinazioni con il clima più caldo da prendere in considerazione, ordinati in base al prezzo per il mese di febbraio:

È possibile consultare la Guida di viaggio Everywhere per ulteriori consigli sulle destinazioni, i giorni più economici per viaggiare e i prezzi medi degli hotel 3*.

Per coloro che non rinunciano per nulla al mondo a una meta di montagna (29%), gli sport sulla neve rimangono la principale attrattiva (54%), seguiti dal cibo tipico delle località ad alta quota (52%). 

Anche per le vacanze invernali la convenienza economica rimane in cima alle priorità  

Il fattore che influenza maggiormente la scelta di come e dove trascorrere le vacanze invernali rimane il prezzo (60%). In particolare, coloro che decidono di fare una vacanza sulla neve rispetto a vacanze al caldo, affermano di percepire la scelta come l’opzione più economica (17%); mentre chi parte alla scoperta di una nuova meta, magari oltreoceano, in un paese soleggiato, giustifica la propria scelta con una minore spesa data dalla bassa stagione (15%).

Queste percentuali aumentano se si considerano i giovani, con il 69% dei viaggiatori tra i 18 e i 34 anni che sceglie l’inverno per visitare mete lontane nella speranza di risparmiare, rispetto ai mesi solitamente più gettonati. 

Nonostante l’aumento del costo della vita continui ad essere una preoccupazione per gli italiani, alle vacanze risulta difficile rinunciare e la maggioranza (77%) prevede comunque di spendere lo stesso budget dell’anno scorso, se non di più, per le proprie vacanze invernali del 2024.

Suggerimento: Che siate alla ricerca di un’avventura sportiva o cittadina quest’inverno, ci sono ancora ottime tariffe aeree per destinazioni in tutta Europa se sapete come cercare e confrontare, ad esempio con lo strumento di ricerca ” mese intero” di Skyscanner. Alcuni esempi? Bulgaria, offerte economiche di andata e ritorno a partire da 30 euro a persona dall’ItaliaSvezia, offerte economiche di andata e ritorno a partire da 30 euro a persona dall’Italia, o Spagna, offerte economiche di andata e ritorno a partire da 30 euro a persona dall’Italia.

Continua il trend dei viaggi spontanei: le vacanze invernali si prenotano a inizio anno, senza troppo anticipo

Le vacanze invernali offrono anche l’opportunità ideale per sconfiggere la tristezza post-natalizia. Più di un terzo (38%) preferisce organizzarsi all’ultimo minuto, piuttosto che prenotare in anticipo, nella speranza di assicurarsi offerte all’ultimo grido. Non sorprende quindi che quasi la metà (46%) degli italiani pianifichi di partire per le proprie vacanze invernali proprio ad inizio anno. 

Suggerimento: Fortunatamente, con strumenti come la funzione “Ricerca Ovunque” di Skyscanner (“Ovunque” è la destinazione più popolare per i viaggiatori su Skyscanner!***) trovare una meritata fuga dell’ultima ora non è mai stato così facile! Ad esempio, Francia, Polonia e Malta hanno offerte di andata e ritorno in economy a partire da 30 euro a persona dall’Italia a febbraio!

“Che siano piccole fughe per esplorare città europee o lunghi viaggi alla scoperta di mete e culture lontane, l’interesse degli italiani per i viaggi è in aumento di anno in anno: ad oggi, ad esempio, è cresciuto del 46% rispetto al 2023****”, ha commentato Stefano Maglietta, Travel Expert di Skyscanner. “Nonostante le mete sciistiche rimangano un perno per molti turisti, la voglia di vedere città nuove, sfidando le basse temperature o rincorrendo il clima caldo, sta pian piano conquistando anche noi italiani.

di redazione digital

6/02/2024

Veganuary 2024, risultati straordinari: in Italia più di 1,7 milioni persone hanno provato un’alimentazione vegan

05 lunedì 2024 visualizzazioni:

I numeri di Veganuary 2024 sono straordinari. A prendere parte all’iniziativa vegan in Italia, secondo YouGov, è stato il 3% della popolazione adulta italiana, con un ulteriore 16% che ha ridotto il consumo di prodotti animali durante il mese*. Sulla base di questi risultati e delle attuali stime sulla popolazione italiana, Essere Animali ha calcolato che circa 1,7 milioni di persone in Italia hanno scelto di provare la dieta vegana questo gennaio.

Numerosissimi gli influencer e i content creator che in Italia hanno sostenuto e promosso l’iniziativa sui loro canali. Per fare solo qualche esempio ci sono stati il duo Di Pazza, seguiti da oltre 130 mila persone e autori di ricette vegetali adatte a tutti i gusti, Charley e Anna, con oltre 400 mila follower, proprietari di un rifugio per animali e di un agriturismo, Mrs Veggy, che con le sue ricette veg e spesso gluten-free ha conquistato oltre 175 mila persone, e infine l’immancabile Silvia Goggi, medico specialista in scienze dell’alimentazione e autrice di numerosi libri sull’alimentazione a base vegetale. 

Novità di quest’anno della campagna in Italia è stata la creazione di un ricettario speciale destinato esclusivamente agli iscritti con le ricette preferite di diverse personalità del mondo dello sport, cantanti, giornalisti e creator come Florencia Di Stefano-Abichain, speaker radiofonica di Radio Deejay e conduttrice, Rosita Celentano, attrice e conduttrice televisiva, il duo comico Le Coliche, la giornalista Roberta Ferrari e sua figlia Iris Ferrari, youtuber. 

Ma anche tra le aziende italiane è cresciuto l’interesse per Veganuary e nel 2024 si è raggiunto il record di adesioni. Quest’anno sono state più di 100 le imprese che hanno deciso di aderire promuovendo la campagna con il lancio di nuove opzioni a base vegetale e offerte sui loro prodotti veg. Tra queste ci sono supermercati, catene di ristoranti, servizi di delivery come ALDI Italia, Deliveroo, Flower Burger, Pizzium, Rossopomodoro; produttori di alternative vegetali com come KoRo, Alpro e Dreamfarm, ma anche marchi del beauty tra cui tra cui Lush e Aveda, app e addirittura una casa editrice. 

«È incredibilmente stimolante vedere quanto la partecipazione e l’influenza di Veganuary continuino a crescere anno dopo anno. Man mano che le persone diventano più consapevoli dell’importante impatto che le nostre scelte alimentari hanno sulla salute del nostro Pianeta, diminuiscono anche i pregiudizi nei confronti dell’alimentazione vegetale, percepita sempre di più come parte della soluzione alla crisi climatica che il mondo sta affrontando. L’approccio giocoso, non giudicante e accessibile di Veganuary ha poi indubbiamente avuto un ruolo fondamentale nel coinvolgere un numero così grande di persone», afferma Brenda Ferretti, campaign manager di Essere Animali, partner ufficiale di Veganuary in Italia.

di redazione digital

5/02/2024

Vitamine per i capelli: tutto ciò che serve sapere

02 venerdì 2024 visualizzazioni:

Capelli belli e sani sono il sogno di molti: ecco perché il Dr. Carlos Portinha evidenzia le vitamine essenziali per apparire al meglio

Nella costante ricerca di salute e benessere, mantenere anche i capelli sani e vitali è diventata una priorità: tutti vogliamo capelli che si distinguano per lucentezza, volume e aspetto. Per fare questo, è fondamentale nutrire la nostra chioma dall’interno; ed è qui che entrano in gioco le vitamine: quali sono quelle che fanno davvero la differenza per la salute dei nostri capelli?

Le vitamine sono essenziali per il corretto funzionamento del nostro organismo. Tuttavia, è importante notare che il nostro corpo non ha la capacità di produrle in maniera autonoma. Inoltre, “una carenza di vitamine può essere molto dannosa per la salute dei capelli, causando disidratazione, perdita di lucentezza e perdita di capelli”, afferma il dottor Carlos Portinha.

Inserire le vitamine all’interno della nostra dieta e, in alcuni casi, gli integratori, può fare la differenza in termini di benessere e salute per i nostri capelli. Il Dr. Carlos Portinha, coordinatore clinico del Gruppo Insparya, evidenzia quali sono le vitamine che non possono mancare nella vita di tutti i giorni:

  • Vitamina A: Previene l’invecchiamento dei capelli e li mantiene idratati, regolando la produzione di sebo. “È un ottimo antiossidante, fondamentale per il sistema immunitario.  Promuove, inoltre, la crescita cellulare e aiuta a prevenire la caduta dei capelli”, afferma Portinha. Dove possiamo trovarlo? “La vitamina A è presente in molte verdure come lattuga, carote o broccoli. Possiamo trovarla anche all’interno di altri alimenti, tra cui latte, uova o pesce grasso”, afferma lo specialista.
  • Vitamina B: in generale, le vitamine del gruppo B influenzano il miglioramento della salute dei capelli. “All’interno di questo gruppo spicca la biotina (B7), essenziale per la sintesi della cheratina e presente in alimenti come le noci o il tonno“, afferma il medico. “Altre vitamine importanti sono la niacina (B3), presente nelle uova e nella barbabietola, in quanto migliora la circolazione sanguigna e contribuisce alla crescita dei capelli”.  Infine, Portinha menziona B2 e B9 come “essenziali per la rigenerazione dei capelli”. Per stimolare la crescita dei capelli, per ritardare la comparsa dei capelli grigi e tenere sotto controllo la cute grassa e la forfora, la vitamina B5 è l’alleato perfetto: “è facile introdurla nella nostra dieta grazie al fatto che si trova in alimenti come la farina d’avena, l’avocado, i latticini o il burro di arachidi: perfetta quindi per iniziare la giornata con una colazione ricca di B5!’
  • Vitamina C: si tratta di una vitamina necessaria per il corretto assorbimento del ferro, oltre ad essere un ottimo antiossidante e produttore di collagene. Alcuni degli alimenti utili per integrare la vitamina C, sono gli agrumi come le arance, pompelmi, limoni, mandarini, oppure fragole e kiwi. 
  • Vitamina D: molto nota per il suo forte legame con l’esposizione ai raggi solari. Pochi però sanno che anche alcuni pesci, come trote e sardine, sono un’ottima fonte di vitamina D. Ma qual è la relazione tra questa vitamina e una chioma sana? Il dottor Carlos Portinha sottolinea il suo ruolo importante nella salute dei capelli perché “non è solo importante per il sistema immunitario, per i muscoli e le ossa, ma favorisce anche la circolazione e la stimolazione delle unità follicolari, contribuendo a generare capelli più forti e sani”.
  • Vitamina E: per favorire la crescita dei capelli e sbarazzarsi della secchezza, questa vitamina è ottima per raggiungere questo obiettivo. “Stimola la produzione di sebo, agisce come additivo naturale e favorisce il flusso sanguigno. Anche la sua assunzione è semplice perché si trova in alimenti come fagioli secchi, semi o oli vegetali”.

Oltre all’alimentazione

Il cibo è uno dei migliori alleati per introdurre queste vitamine essenziali e ottenere la migliore versione dei tuoi capelli, curandoli dall’interno. Tuttavia, è necessario prendersi cura dei propri capelli anche con prodotti di qualità che contengano queste vitamine o con trattamenti specifici come la mesoterapia capillare.

MesoHAir+ di Insparya è un trattamento indolore che contiene fino a 50 principi attivi nella sua formulazione, tra cui vitamine, come la biotina, che stimola la crescita dei capelli, proteine e minerali, fattori di crescita e antiossidanti. Include anche acido ialuronico e aminoacidi della cheratina, per capelli più lucenti e resistenti.

La salute dei capelli è influenzata da una moltitudine di fattori, ma l’alimentazione è una delle protagoniste per sfoggiare capelli forti e sani. Sebbene la dieta sia una delle principali fonti di vitamine per i capelli, è possibile assumere anche integratori, prescritti da uno specialista. In caso dubbi o problematiche legate alla salute dei capelli, l’opzione migliore è quella di affidarsi a professionisti che possano consigliare e trattare ogni caso particolare.

di redazione digital

2/02/2024

Digital Detox, il lusso della disconnessione: la nuova frontiera del turismo è la “mental wellness”

01 giovedì 2024 visualizzazioni:

Yoga, passeggiate in silenzio, attività creative come pittura e piccolo artigianato: il nuovo trend della Travel Industry è la vacanza “sconnessa” dal mondo per riconnettersi con sé stessi. Se ne parla all’Ecoluxury Fair la sesta edizione della fiera internazionale sul mondo del lusso e della sostenibilità, presieduta da Enrico Ducrot, ceo di Ecoluxury Fair e Viaggi dell’Elefante, in corso a Roma.

Nel mondo dell’iper-connessione, oggi il vero lusso è essere “off line”. Anche il settore turistico si sta sempre più allineando a questa domanda, offrendo proposte in linea con spazi e tempi liberi dalla tecnologia per riconnettersi con sé stessi e con l’ambiente circostante. Il mercato del benessere e della cosiddetta “mental wellness” è esponenzialmente in crescita: sempre più persone mettono il benessere fisico e mentale in cima alla lista delle loro priorità, nella vita e in vacanza. Se nel 2020 il mercato del benessere valeva 720 Bilioni $, nel 2025 si prevede un valore di oltre 1,3 Trilioni $ (dati Fitt Insider).

In un contesto in cui burnout e stress hanno un costo sociale sempre più alto, un crescente numero di aziende decide di investire nel settore benessere, evolvendo così anche il concetto di “vacanza di lusso” che diventa oggi una parentesi senza connessioni, lontano dal digitale e in piena riconnessione con la natura e lo spazio che ci circonda. E anche i dati parlano chiaro: i viaggi maggiormente in trend per i prossimi anni saranno per il 44% soggiorni spirituali36% benessere sperimentale, 40% riti del silenzio. L’occasione per fare il punto su “detox digitale” è stata la manifestazione EcoLuxury Fair 2023, la sesta edizione della fiera internazionale sul mondo del lusso e della sostenibilità, presieduta da Enrico Ducrot, ceo di Ecoluxury Fair e Viaggi dell’Elefante.

Oggi viviamo due terzi della nostra giornata in un ambiente in qualche modo invisibile ma che ha un forte impatto sulla qualità del nostro lavoro, della nostra vita e delle nostre relazioni. Negli ultimi anni proprio con il Covid abbiamo cristallizzato alcune abitudini che hanno trasformato il nostro mindset, ad esempio in relazione alla percezione del tempo, alla cultura dell’aspettativa e dell’attesa della risposta, dell’immediatezza. Le persone sono sempre connesse ma non sono state mai così isolate” spiega Alessio Carciofi, Professore e autore di marketing & digital wellbeing, tra i relatori presenti al forum, nel panel dedicato proprio al digital detox e alla mental wellness.

Tutto questo ci ha portato a essere sempre più legati più all’ambiente virtuale che alla realtà. Quando poi ci scontriamo con il nostro limite biologico, ecco che siamo costretti a rivedere i nostri bisogni energetici, o come si usa chiamarli “momenti di introspezione”, di pausa dagli input esterni. Questo non è un lusso, ma un vero e proprio bisogno” continua Carfioci, spiegando quindi i concetti alla base della “mental wellness”, nuova frontiera della vacanza di lusso che offre spazi e tempi di riconnessione con il proprio fisico e con la propria mente, affiancando attività “rigenerative” come pratiche di yoga, tai chi, meditazione, ma anche pittura e piccolo artigianato. Piccole fatiche “fisiche” per disintossicarci dalla fatica digitale.

di redazione digital

1/02/2024