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Miglior supporto alle neo-mamme con l’ostetrica Alessandra

30 martedì 2024 visualizzazioni:

Da anni Alessandra Bellasio, ostetrica e consulente professionale in allattamento certificata IBCLC e founder della piattaforma d’informazione Unimamma.it, è impegnata nella divulgazione di contenuti di valore sul tema della maternità e in particolare dell’allattamento. Per aiutare a superare pratiche obsolete e disinformazione e renderlo un momento speciale e positivo per le neomamme, Bellasio lavora per potenziare un tassello fondamentale del percorso: curare l’aggiornamento del personale ospedaliero che lavora a contatto delle donne in puerperio, in modo che sia pronto a offrire un servizio qualificato alle pazienti, fondamentale per fare vivere esperienze gratificanti in un clima positivo.  

Allattamento, consulenza essenziale già in gravidanza 

Puntare sull’allattamento al seno esclusivo per i primi 6 mesi di vita e fino e oltre i 2 anni di vita ha grandi benefici sulla salute di mamma e bambino, eppure in Italia i dati sono ancora molto lontani dalle raccomandazioni OMS. 

I bambini allattati in maniera esclusiva (solo con latte materno) a 4-5 mesi di età compiuta sono meno di un quarto (23,6%). Analizzando il prolungamento dell’allattamento, la prevalenza di bambini che assume latte materno a 12-15 mesi d’età compiuta risulta pari al 31,3%1. 

I dati confermano la necessità di un’azione continua di promozione, protezione e sostegno dell’allattamento. – commenta Alessandra Bellasio, membro del comitato scientifico di Mediadream Academy, ente accreditato presso Regione Lombardia e presso il Ministero dell’Istruzione, organizzatrice e docente dei corsi di formazione in qualità di ostetrica e IBCLC e divulgatrice sul tema attraverso il suo canale IG @ostetrica_alessandra_bellasio – Io sostengo che le informazioni corrette vadano veicolate ai futuri genitori già durante la gravidanza e che si debba proseguire fino ai primi anni di vita del bambino. Per sostenere questo tema sono, dunque, fondamentali le figure che prestano servizio in ospedale poiché sono loro che permettono un corretto e sereno avvio dell’allattamento. In particolare, è importante che la donna riceva indicazioni univoche dalle diverse figure di riferimento che incontra in ospedale, dall’ostetrica al ginecologo, dal personale della sala parto a quello presente al nido”.

Ad oggi Alessandra Bellasio ha formato quasi 1000 operatori, prevalentemente ostetriche, attraverso lezioni in diretta online (disponibili nei format base 20 ore, intermedio 20 ore e avanzato 55 ore). La collaborazione con l’ente accreditato, Mediadream Academy, permette l’erogazione di formazione certificata valida sia per il rilascio dei crediti ECM che per le diverse certificazioni utili a enti privati e statali. 

L’aggiornamento è progettato con contenuti personalizzati, grazie al lavoro di raccolta preliminare di dati, desiderata e al confronto con la struttura richiedente, che precede il set up del piano di formazione.   

La case history dell’Ospedale di Oderzo (TV) 

La collaborazione con l’Ospedale di Treviso, Ulss2 Marca Trevigiana rappresenta una delle esperienze di formazione più interessanti avviate nell’ultimo anno da Alessandra Bellasio e un esempio virtuoso di impegno e attenzione non solo verso le pazienti ma anche per i dipendenti che hanno così a disposizione nuove conoscenze utili a svolgere al meglio il proprio lavoro. La struttura pubblica ha aderito a un piano di formazione sull’allattamento, 48 ore suddivise in 3 differenti edizioni, a cui ha partecipato il personale sanitario di vari reparti. Partita a ottobre 2023, si concluderà il 29 gennaio 2024 e vede coinvolti infermiere pediatriche, ostetriche, medici pediatri e altre figure attive nei reparti di ostetricia, sala parto e nido, per un totale di circa 70 partecipanti. 

Il piano di formazione è stato personalizzato grazie alla raccolta di esigenze, casi clinici di riferimento, richieste specifiche e dubbi che il personale ha preventivamente espresso attraverso questionario dedicato. Da questo processo partecipativo sono così emerse le tematiche più urgenti da affrontare e gli ambiti da approfondire. Tra gli obiettivi raggiunti, la gestione condivisa di informazioni e protocolli.  

“Quando una neo-mamma riceve informazioni sull’allattamento discordanti, passando da un reparto all’altro dell’ospedale, prova un senso di frustrazione e confusione – afferma Alessandra Bellasio – una sensazione resa ancora più forte dal momento di grande sensibilità emotiva che sta vivendo. Questa occasione formativa permette agli operatori sanitari di essere allineati sui protocolli da seguire e sulle informazioni da veicolare, avendo come unico obiettivo quello di sostenere la mamma e condurla verso la migliore esperienza possibile legata all’allattamento”.  

L’Ospedale di Oderzo aveva come obiettivo quello di uniformare il più possibile l’assistenza tra professionisti diversi per accompagnare e sostenere nel migliore dei modi la diade mamma bambino nell’avvio dell’allattamento al seno. L’esperienza formativa si sta rilevando molto proficua e dall’Ospedale fanno sapere che hanno già iniziato a raccogliere i primi frutti, consapevoli che il percorso formativo intrapreso è un punto di partenza. Ha dunque preso il via un processo di miglioramento assistenziale e comunicativo per stare sempre più vicino alle famiglie che decidono di accogliere il proprio bambino nel punto nascita di Oderzo. 

di redazione digital

30/01/2024

Ansia: come influisce sulla salute dei capelli e i suggerimenti per tenerla sotto controllo

29 lunedì 2024 visualizzazioni:

l nuovo anno da poco cominciato è, come sempre, foriero di buoni propositi e progetti capaci di infondere grande positività nelle persone ma, soprattutto per quelle più vulnerabili sotto l’aspetto emotivo, queste nuove sfide possono risultare più difficili da affrontare.  

L’ansia, infatti, è una problematica di natura psicologica sempre più diffusa nella società contemporanea e può manifestarsi in una grande varietà di forme, dalla tensione sociale all’ansia generalizzata, fino alla depressione vera e propria. Sebbene questi disturbi abbiano un impatto negativo sulla qualità generale della vita, da un punto di vista scientifico è interessante osservare come l’ansia, se non trattata per tempo, possa ripercuotersi anche sulla salute dei capelli.

Gli effetti dell’ansia sui capelli

L’ansia può impattare sulla salute dei capelli in diversi modi, ma una cosa è certa e senza dubbio valida per tutti: se si è già di cattivo umore, non riconoscere la propria immagine per via di capelli deboli o, peggio ancora, tendenti a caduta può solo alimentare lo stato ansioso.

Effettivamente l’ansia può indebolire i capelli, compromettendo il corretto funzionamento dell’unità follicolare. Inoltre, quando diventa cronica, l’ansia può determinare uno squilibrio ormonale che interferisce ulteriormente con il ciclo di vita del capello, rallentandone o impedendone la corretta crescita e rendendolo più debole e fragile.

L’ansia può anche provocare la caduta dei capelli sotto forma di telogen effluvium. Questo si verifica quando i capelli giungono troppo presto alla fase di riposo (telogen), provocando una perdita diffusa e repentina. La buona notizia è che il telogen effluvium può essere trattato e, quando l’ansia scompare, i capelli persi ricrescono normalmente. Questo è un aspetto molto importante per chi soffre di questa patologia, perché la perdita di capelli può essere fonte di grande preoccupazione e motivo di perdita di fiducia in sé stessi, andando così a peggiore anche l’umore, che è poi la causa principale della cattiva salute dei capelli.

Anche la tricotillomania è legata all’ansia ed è un disturbo che provoca l’impulso a tirare o addirittura a strappare i capelli. Nella sua forma più acuta può portare alla formazione di chiazze di calvizie e, per tenerla sotto controllo, è fondamentale affidarsi a professionisti come l’équipe medica multidisciplinare dei centri Insparya che offre un’assistenza completa, consapevole del fatto che la salute dei capelli debba essere trattata con un approccio olistico.

Come ridurre l’ansia per recuperare la salute e il benessere dei capelli?

L’ansia, oltre a essere fonte di disagio psicologico, può avere un’ampia serie di conseguenze fisiche. Le preoccupazioni si ripercuotono rapidamente sulla pelle e sui capelli e, di conseguenza, anche sul cuoio capelluto. Ma quali soluzioni esistono per ridurre gli effetti dell’ansia sulla salute dei capelli e sulla vita quotidiana?

Prima di tutto, è importante identificare le cause dell’ansia e dei disturbi emotivi in generale perché solo allora potranno essere trattati in modo efficace. La terapia psicologica, accompagnata da un trattamento farmacologico (se lo specialista lo ritiene necessario), è la vera chiave per lasciarsi alle spalle l’ansia ma anche alcune abitudini positive possono aiutare a superare la situazione più rapidamente.

Praticare con regolarità qualsiasi tipo di attività fisica che ci motivi è utile per affrontare i periodi di stress e di maggiore nervosismo. Non è necessario scegliere per forza lo yoga e la meditazione anche perché, se non li si è mai provati prima, un momento di ansia potrebbe non essere il migliore per iniziare. Camminare in un parco, fare jogging, andare in bicicletta, giocare a padel o a tennis con gli amici: sono molte le attività che permettono di combattere lo stile di vita sedentario, scaricare l’ansia e favorire il sonno.

Anche curare l’alimentazione aiuta a ridurre l’ansia. Mangiare in modo sano ed equilibrato, prestando attenzione a ogni boccone, permette di distrarre la mente e favorire una migliore digestione: non a caso uno dei sintomi frequenti dello stress è il disagio gastrointestinale. È inoltre consigliabile evitare alcolici e sostanze stimolanti come la caffeina.

Tutto questo può contribuire a migliorare lo stato ansioso nel tempo, ma è bene ricordare che si tratta di un percorso quindi, in parallelo alla gestione dello stress, è importante prendersi cura dei capelli danneggiati. In abbinamento allo shampoo anticaduta di Insparya che, con la sua formulazione completa, si rivela un ottimo alleato per rinforzare i capelli, esistono trattamenti molto efficaci come la mesoterapia mesoHAIr+, o la terapia laser a bassa frequenza (fotobiomodulazione).

È anche possibile che lo specialista raccomandi l’assunzione di un integratore di biotina o di altri elementi come il ferro o lo zinco, se carenti. Il segreto è “attaccare” l’ansia su tutti i fronti possibili, agendo in primo luogo sulla causa, ma anche mitigandone gli effetti sulla salute dei capelli.

In presenza di un elevato livello di stress e ansia e dei primi effetti sui capelli, il consiglio è di non aspettare oltre perché intervenendo in maniera tempestiva si potrà recuperare non solo l’umore, ma anche la piena salute della chioma. Presso il centro Insparya di Milano è possibile ricevere una diagnosi personalizzata e senza impegno, affidandosi a professionisti con oltre 15 anni di esperienza nel settore della cura dei capelli.

di redazione digital

29/01/2023

ANNO NUOVO, VITA NUOVA. E SE I BUONI PROPOSITI NON SONO RISPETTATI?

26 venerdì 2024 visualizzazioni:

COME RENDERLO UN AUSPICIO REALIZZABILE CON I CONSIGLI DELLA PSICOLOGA.

L’inizio di un nuovo anno porta con sé propositi di rinnovamento che spesso, però, sfumano senza concretizzarsi.

La Dottoressa Valeria Fiorenza Perris Clinical Director di Unobravo ci spiega come abbracciare i cambiamenti, vincendo paure e resistenze.

E se il timore del cambiamento fosse una vera e propria fobia? Scopriamo cos’è la metathesiofobia e come affrontarla.

Anno nuovo, vita nuova!”. Quanti di noi, ogni gennaio, si ripetono questo detto come un mantra, intenti a compilare la propria lista di buoni propositi

Che siano per iscritto oppure solo pensati, i buoni propositi rappresentano un rituale di inizio anno molto diffuso. Questa tendenza è confermata anche dal fatto che in Italia la keyword “buoni propositi” venga cercata ogni 8 minuti durante il mese di gennaio, mentre già a marzo la frequenza della ricerca si riduca a ogni 80 minuti. 

Nonostante l’entusiasmo e la motivazione dei primi giorni, capita, però molto spesso, che questi buoni propositi rimangano congelati sulla to-do-list, dissolvendosi nel giro di breve. Studi recenti hanno, infatti, stimato che circa l’80% dei buoni propositi per l’anno nuovo sia destinato a essere accantonato e non realizzarsi. 

“New year, new me”: perché i buoni propositi falliscono?

“L’inizio di un nuovo anno ci stimola a riflettere sul futuro e a immaginare una ‘versione migliore’ di noi stessi. Questa proiezione, inizialmente carica di slancio e determinazione, spesso si trova, però, a scontrarsi con la realtà quando i buoni propositi, iniziali motori di cambiamento, mostrano i primi segni di cedimento. È ormai diventata consuetudine parlare di Blue Monday, il terzo lunedì di gennaio, tradizionalmente riconosciuto come il giorno più triste dell’anno. È, infatti, proprio a partire dalla seconda metà di gennaio che spesso i nostri buoni propositi iniziano a vacillare. Realizziamo che, probabilmente, gli obiettivi che ci eravamo prefissati, spinti dal desiderio di una ‘nuova vita’, erano forse troppo ambiziosi. Questa presa di coscienza può provocare in noi un senso di fallimento e dare origine ad ansia, tristezza e frustrazione”,  ha commentato la Dottoressa Valeria Fiorenza Perris, Psicoterapeuta e Clinical Director del servizio di psicologia online e società Benefit Unobravo

La chiave per il successo? Darsi obiettivi realizzabili e abbracciare il cambiamento.

“Il primo passo verso il successo è porsi dei traguardi realistici e alla propria portata e, soprattutto, che si desiderano fortemente. Molto spesso, infatti, nello stilare la nostra lista di buoni propositi ci concentriamo su ciò che pensiamo di volere piuttosto che su ciò che realmente vogliamo e questo ci porta a fissare degli obiettivi che non rispecchiano davvero chi siamo. Succede così di fallire proprio perché, nel profondo, un dato proposito non ci appartiene, ma è dettato da condizionamenti esterni. Fondamentale è, inoltre, essere realmente predisposti ad abbracciare il cambiamento. Questa apertura significa avere la volontà di mettersi in gioco, esplorare prospettive sconosciute, affrontare nuove sfide, uscire dalla propria comfort zone e vincere eventuali timori o resistenze. È, infatti, solo abbandonando la nostra zona di comfort che possiamo aprirci a nuove opportunità e trasformare le paure legate al cambiamento in una forza motrice per la nostra crescita personale”, ha aggiunto la Dott.ssa Valeria Fiorenza Perris.

Cambiamento: un viaggio di crescita personale.

Il termine “cambiamento” significa letteralmente mutamento, trasformazione, variazione. In psicologia, con “cambiamento” si intende la trasformazione di un individuo come processo di autorealizzazione o come risultato della tendenza al mutamento e delle resistenze a esso.

Il cambiamento è un fenomeno universale: ciascuno di noi nel corso della propria vita si è trovato di fronte a esso o, in altri casi, lo ha desiderato così intensamente da esserne diventato il fautore. La nostra vita ciclicamente è sottoposta a trasformazioni che possono riguardare le sfere più disparate: dal lavoro all’amore, fino alla famiglia, all’amicizia o agli studi. Il cambiamento costituisce un elemento essenziale grazie a cui la nostra vita avanza e muta e noi evolviamo con essa, in un costante processo di crescita.

Il cambiamento è essenziale, anche se fa paura.

Ma se il cambiamento riveste davvero un ruolo così importante e costituisce una fonte inesauribile di arricchimento personale, perché, allora, è così complesso da affrontare e può fare paura? 

“Il cambiamento, in tutte le sue sfaccettature, rappresenta un momento cruciale nella vita di ciascuno di noi. Anche quando desiderato e cercato, è del tutto normale e fisiologico sperimentare delle preoccupazioni nell’affrontarlo. Il processo di cambiamento ci spinge, infatti, a proiettarci nell’ignoto, nell’incerto e nel nuovo, costringendoci inevitabilmente a lasciarci alle spalle una parte di noi stessi e ad abbandonare alcune delle nostre certezze e punti fermi. Spesso la paura del cambiamento affonda le proprie radici nella difficoltà che ognuno di noi prova nell’uscire dalla zona di comfort, un rifugio sicuro all’interno del quale ci sentiamo a nostro agio e dove tutto ci è familiare, ma che, tuttavia, nel lungo periodo potrebbe trasformarsi in una “prigione dorata”. Rimanere ancorati alla propria comfort zone per molto tempo può, infatti, ingabbiarci in una routine prevedibile e controllabile, limitando le opportunità di evoluzione e crescita personale. Uscire dalla zona di comfort, al contrario, costituisce un’occasione preziosa per arricchire la nostra vita dandoci la possibilità di sperimentarci in nuovi contesti, aprirci a nuovi orizzonti e prospettive, conoscere meglio noi stessi, scoprire aspetti inediti della nostra personalità, individuare e sfruttare risorse nascoste e imparare ad abbracciare il cambiamento come elemento essenziale del nostro percorso di vita. Questo processo contribuisce, inoltre, a potenziare la fiducia che nutriamo in noi stessi e nelle nostre capacità, elevando l’autostima e il senso di autoefficacia e aprendo, così, le porte a un mondo di opportunità precedentemente inesplorate”, ha spiegato la Dottoressa Valeria Fiorenza Perris.

Paura del cambiamento: da cosa ha origine e quali sono i fattori scatenanti?

“Affrontare il cambiamento significa confrontarsi con l’incertezza e l’assenza di familiarità e implica l’addentrarsi in territori sconosciuti. Ciò può generare in noi resistenza, ansia e persino paura. La paura del cambiamento è un fenomeno complesso, che può scaturire da diversi fattori. Spesso è legata al timore del nuovo e dell’ignoto, dimensioni queste che rappresentano una sfida al nostro bisogno innato di stabilità e prevedibilità. Questa ansia verso ciò che non conosciamo è strettamente connessa alla paura di perdere il controllo e di non poter prevedere i risultati e gli effetti che il cambiamento inevitabilmente avrà sulla nostra vita. Un’altra paura molto diffusa è quella di fallire e di deludere sé stessi o gli altri. Questo timore è spesso alimentato da una scarsa autostima che potrebbe indurci a pensare di non essere all’altezza e incapaci di affrontare il cambiamento in modo efficace e proficuo. Allo stesso modo, è possibile sperimentare anche la paura del successo, poiché questo potrebbe alterare gli equilibri relazionali esistenti o metterci di fronte a nuove responsabilità. Talvolta, questa paura può essere scatenata anche dal timore di non riuscire a provare quella felicità che ci aspettavamo di ottenere quando ci eravamo prefissati la meta da raggiungere. Infine, la percezione di essere giudicati dagli altri o la paura della solitudine nel processo di cambiamento possono anch’esse costituire dei freni. Provare timore di fronte ai cambiamenti e alle novità è del tutto normale e non è di per sé una cosa negativa, diventa, però, un problema quando ostacola la crescita personale e limita la nostra ricerca di nuovi percorsi per raggiungere la felicità”, ha commentato la Dottoressa Valeria Fiorenza Perris, Psicoterapeuta e Clinical Director del servizio di psicologia online Unobravo.

Metathesiofobia: quando la paura del cambiamento diventa una vera e propria fobia.

Avere timore del cambiamento è assolutamente fisiologico. A volte, però, questa paura può manifestarsi in modo eccessivo e trasformarsi in un ostacolo insormontabile, assumendo, così, le sembianze di una vera e propria fobia. È il caso di chi soffre di metathesiofobia, un disturbo d’ansia caratterizzato da un timore intenso e persistente verso il cambiamento e le novità. La metathesiofobia si manifesta con i sintomi tipici del disturbo ansioso, come preoccupazione, pensieri ossessivi e intrusivi, tachicardia, nervosismo, irritabilità e insonnia. Questa fobia, radicata nel timore del nuovo e dell’ignoto, spinge coloro che ne sono affetti a resistere attivamente a qualsiasi forma di cambiamento nel tentativo di mantenere strenuamente lo status quo. Un altro tratto che accomuna molti metathesiofobici è l’inclinazione all’autoconvincimento irrazionale che qualsiasi novità sia intrinsecamente negativa, anche quando potrebbe portare benefici.

La metathesiofobia è una condizione che può impattare profondamente la vita di chi ne soffre, influenzando la capacità di affrontare il cambiamento e di prendere decisioni trasformative e limitando, così, le occasioni di esplorare nuove prospettive. Superare la metathesiofobia è, però, possibile: con il tempo, il giusto supporto e, se necessario, un approccio terapeutico mirato si può imparare a gestire questa fobia invalidante. Vincere la metathesiofobia può portare non solo a una crescita individuale significativa, ma anche a una vita più soddisfacente e ricca di opportunità inaspettate.

La psicoterapia è uno strumento prezioso per imparare ad accogliere e affrontare al meglio i cambiamenti.

“Che si tratti di metathesiofobia o, semplicemente, di un po’ di timore verso il cambiamento, è indubbio che le novità spaventino. Cercare o anche solo riuscire a concepire il nuovo che andrà a sostituire il vecchio può portare a uno sconvolgimento emotivo e mandarci in crisi. Ecco perché ricorrere al supporto di un esperto può contribuire a farci vincere le nostre paure, imparando ad affrontare in modo più positivo e consapevole i momenti di transizione. 

Attraverso il percorso psicologico possiamo intraprendere un viaggio di auto-esplorazione e acquisire una maggiore conoscenza di noi stessi. Il terapeuta ci guiderà alla scoperta delle nostre reali esigenze e aspirazioni, aiutandoci a definire obiettivi più in linea con noi. Potrà, inoltre, aiutarci a maturare un atteggiamento più aperto verso il cambiamento, comprendere le radici delle nostre paure o resistenze, intervenire su comportamenti e abitudini che potrebbero limitare la piena espressione del nostro potenziale e sviluppare strategie di adattamento più efficaci. Sarà, infine, un valido alleato nel processo di rafforzamento della nostra autostima e autoefficacia.

Con Unobravo è possibile iniziare percorsi di terapia online con professionisti specializzati in psicologia del cambiamento, crescita personale, self empowerment, gestione dello stress e dell’ansia, miglioramento della propria consapevolezza e tanto altro. Intraprendere un percorso di terapia è prima di tutto un’opportunità che diamo a noi stessi di conoscerci meglio, raggiungere un buon equilibrio interiore, sviluppare le nostre potenzialità  e imparare ad affrontare al meglio le sfide della vita, per poter vivere in modo più pieno, felice e appagante”, ha concluso la Dottoressa Valeria Fiorenza Perris, Psicoterapeuta e Clinical Director del servizio di psicologia online e società Benefit Unobravo

Buoni Propositi 2024: la campagna di Unobravo per sensibilizzare le persone a prendersi più cura del proprio benessere psicologico nel nuovo anno.

Questo gennaio, Unobravo desidera accendere i riflettori sul tema dei buoni propositi, spesso usati come strategia per fuggire a sé stessi o illudersi di un cambiamento che richiede un approccio più profondo.

Con la campagna Buoni Propositi 2024, Unobravo vuole invitare le persone a iniziare l’anno nuovo focalizzandosi sull’unico obiettivo davvero importante e capace di fare realmente la differenza: prendersi più cura di sé e del proprio benessere psicologico. Troppo spesso, infatti, quando si tratta di pensare a ciò che vorremmo per il futuro, ci riempiamo la to-do-list di cose da fare e ci dimentichiamo di quanto il nostro benessere mentale sia la cosa che conta di più e l’unico fondamentale obiettivo da avere a cuore per azionare un cambiamento effettivo e duraturo. 

Attraverso questa iniziativa, Unobravo vuole, quindi, incoraggiare ciascuno di noi a trasformare la propria lista di buoni propositi, spesso destinati a fallire nel giro di breve, in un’opportunità per stare davvero meglio. In questo senso, decidere di intraprendere un percorso di terapia psicologica può essere il primo, ma fondamentale passo da compiere per dare il via a un processo di crescita personale e raggiungere un maggior benessere.

La campagna Buoni Propositi 2024 si svilupperà fino alla fine del mese, comprendendo attivazioni sui social e di influencer marketing, oltre che una domination out-of-home nell’area di Milano Cadorna.

di redazione digital

26/01/2024

L’app per la ricerca del ristorante perfetto

24 mercoledì 2024 visualizzazioni:

La Top 100 di TheFork si rinnova: da oggi sull’app la classifica diventa dinamica e nascono le classifiche locali.

La lista riflette un panorama gastronomico in continuo fermento ed evoluzione, fotografando mensilmente la classifica dei ristoranti preferiti dai palati italiani. Per questo primo rilascio primeggia la città di Milano con Officina del Riso Isola, seguita da PizzaAut a Monza e Grazia & Graziella a Roma

Trovare il ristorante perfetto per qualsiasi occasione è sempre una sfida, per questo TheFork, app numero per scoprire e prenotare ristoranti online, rinnova la sua Top 100, che diventa una Classifica Dinamica dei 100 migliori ristoranti d’Italia. 

“La TOP 100 non è una classifica gastronomica ma uno strumento utile a chi cerca ispirazione per andare al ristorante. Raccoglie suggerimenti su ogni tipologia di cucina puntando i riflettori anche su indirizzi pop e locali di piccoli centri che hanno raccolto un feedback eccellente da parte degli utenti di TheFork”,  ha commentato Carlo Carollo, Country Manager di TheFork Italia.

Questa classifica si aggiornerà ogni mese sulla base della media di valutazioni, recensioni e volumi di prenotazione dei sei mesi precedenti[1]. Non solo: oltre alla classifica nazionale, da oggi l’app offre anche classifiche locali delle principali città italiane per permettere agli utenti di trovare sempre ispirazione sui ristoranti capaci di regalare esperienze memorabili, nella propria vita quotidiana oppure in viaggio. 

La classifica Top 100 Italia di gennaio

La Lombardia si guadagna le medaglie oro e argento nella classifica dei ristoranti: al primo posto si posiziona l’Officina del Riso,situato a Milano in uno dei quartieri più cool della città, Isola, seguita da PizzAut,a Monza. Il Lazio non demorde e si aggiudica la medaglia di bronzo con Grazia&Graziella a Roma.  Ben rappresentati anche il sud e le isole, a Catania con lo stellato Sapio oppure a Matera con la cucina giapponese di Aiko Sushi And More e a Cagliari con Amano, ristorante gourmet.


Nonostante le prime posizioni siano occupate dalle insegne delle grandi città, la Top 100 vede una significativa presenza anche dei piccoli centri. Spicca Foligno con Il Valico della Fonte, La Mattera Antiqua OsteriaLa botteguccia del Campo 64. Nella classifica figurano inoltre ben tre ristoranti vincitori della 5a edizione dei TheFork Awards 2023: Principe di BelludiaTestu, e Contatto

Quanto a numero di ristoranti nella classifica nazionale,  il Lazio ha trionfato conquistando il gradino più alto del podio con 19 ristoranti,al secondo posto  la Lombardia con 18 eccellenze culinarieTerza classificata la Toscana, con ben 12 ristoranti che hanno brillato nella Top 100, dimostrando la ricchezza e la diversità della sua offerta gastronomica. Segue infine il Piemonte, che pur non raggiungendo il podio, si distingue con 10 ristoranti premiati, guadagnandosi l’apprezzamento degli utenti che hanno contribuito alla valutazione.

Il cibo è una passione che accomuna tutti gli italiani e ogni regione in Italia ha le sue specialità culinarie, influenzate dalla disponibilità locale di ingredienti e dalle tradizioni regionali. Questo si riflette anche nelle votazioni degli utenti, che hanno voluto premiare la varietà di cucine tradizionali delle diverse regioni. Accanto alla regionalità della cucina, spicca anche l’elemento sostenibilità, come da Al Torrazzo in Emilia, oppure l’autenticità delle eccellenze enogastronomiche italiane, troppo spesso sconosciute o non raccontate come meritano, di Vittorianonelle Marche.

La TOP 100 Italia di gennaio è stata stilata tenendo conto di diversi fattori quali il punteggio, le recensioni, le prenotazioni e le visite sulla scheda del ristorante, valutandone le performance sui 6 mesi. 
Ecco i primi 15 classificati

  1. Officina del Riso, Milano Isola 
  2. PizzAut, Monza 
  3. Grazia&Graziella, Roma 
  4. Al Torrazzo da Marco e Peppe, Gazzola 
  5. Principe di Belludia, Noto 
  6. Tetsu, Ascoli Piceno 
  7. La Filetteria Italiana, Torino 
  8. Il Valico alla Fonte, Foligno 
  9. Barbagianni Fine Dining, Colle di Val d’Elsa 
  10. La Mattera Antiqua Osteria, Foligno 
  11. Kalma, Pompei 
  12. Vittoriano, Civitanova Marche 
  13. Terraferma, Salerno 
  14. Altro, Grottaferrata 
  15. La Botteguccia del Campo 64, Colfiorito (Foligno) 

Per consultare la classifica completa, visita il sito https://www.thefork.it/top-restaurants?countryId=111


di redazione digital

24/01/2024

TREND LOOK SS24. Stratifica l’idratazione della pelle del viso per un make up super glow!

23 martedì 2024 visualizzazioni:

La stratificazione dell’idratazione del viso è una tendenza che si concentra sull’applicazione di diversi prodotti per la cura della pelle in strati successivi al fine di fornire idratazione ottimale e migliorare la salute della pelle. 

Ecco i prodotti Pixi per ricreare la stratificazione partendo da una base dalla delicata luminosità fino ad arrivare ai tratti sfumati Caramello e Rosa.

Come primo passaggio utilizza Antioxidant Tonic, che dona alla pelle del viso un booster di idratazione lenitiva, prosegui poi con Rose Ceramide Cream e Hydrating Milky Mist che assicurano una texture setosa e perfettamente bilanciata. 

Utilizza SuperGlow-NaturalLustre come primer per rendere la tua pelle liscia e levigata e continua la stratificazione utilizzando come base H20 SkinTint che offre una leggera copertura alla pelle mentre la idrata.

Prosegui poi con SuperGlow PetalDew per ottenere una luminosità dalle tonalità fondenti e On-the-Glow BlushCheekTone che rivelerà la tonalità unica della tua pelle grazie al ph adattato e termina On-The-Glow Bronze in SoftGlow& BeachGlow  per guance scolpite. 

Completa il tuo look: Per incorniciare l’occhio e aggiungere un tocco al tuo sguardo utilizza Endless Silky Eye Pencil tonalità BlackNoir.

Ottieni labbra nude dai toni caldi con + Hydra Lip Treat – Nectar e come tocco finale per illuminare e rimpolpare utilizza con Botanical Collagen Lip Gloss.

di redazione digital

23/01/2024

Vinted e Rebelle si uniscono per elevare l’experience degli acquisti fashion luxury di seconda mano

22 lunedì 2024 visualizzazioni:

Vinted, il marketplace C2C leader in Europa dedicato alla moda second-hand, annuncia la chiusura strategica del marketplace di seconda mano di lusso Rebelle, a un anno e mezzo dall’acquisizione. La mossa congiunta consoliderà le proposte second-hand di entrambe le piattaforme in un unico marketplace a marchio Vinted, favorendo la crescita e l’innovazione della moda di lusso di seconda mano in Vinted.

A partire dal 19 febbraio, gli utenti Rebelle saranno invitati a un processo di migrazione semplice e sicuro con la possibilità di spostare i propri annunci, le preferenze di brand e di taglia e gli articoli inseriti nella wishlist su un account Vinted. Entrare a far parte della community Vinted consente di ampliare le scelte dei membri che potranno esplorare milioni di pezzi di seconda mano in più categorie, tra cui bambini, casa, intrattenimento e animali. Su Vinted, i venditori italiani possono caricare e vendere i propri articoli griffati senza fee e aumentare le loro possibilità di successo e di vendita più rapida grazie all’accesso a milioni di membri Vinted registrati in diversi paesi europei, di cui oltre 11 milioni esclusivamente in Italia.

Nel 2023, il team di Rebelle ha contribuito in modo significativo alla crescita del marketplace Vinted e continuerà a svolgere un ruolo fondamentale nel guidare la crescita e l’innovazione della moda di lusso in Vinted.

Adam Jay, CEO di Vinted Marketplace, commenta:

La migrazione degli utenti di Rebelle sulla piattaforma Vinted è un passaggio logico e coerente per entrambe le aziende e per i nostri membri. Vinted sarà ora in grado di offrire una più ampia gamma di articoli e fascia di prezzo attraverso un’unica piattaforma combinata. Si tratta inoltre di un importante traguardo per migliorare l’offerta di moda di lusso su Vinted sulla base del successo del recente lancio del servizio di Verifica degli Articolinel 2023. Siamo orgogliosi dei nostri progressi, che sono stati supportati dall’accordo con Rebelle”.

Competenza nella verifica degli articoli: i membri di Vinted possono acquistare articoli griffati su Vinted in maggiore tranquillità, poiché il noto e affidabile processo di verifica di Rebelle è stato integrato con successo nelle operazioni di Vinted già da alcuni mesi. il team dedicato di esperti di verifica verrà mantenuto e continuerà ad esaminare attentamente gli articoli idonei acquistati su Vinted presso il centro di verifica ad Amburgo. Il servizio è già disponibile per centinaia di marchi griffati e streetwear come Bottega Veneta, Celine e Jacquemus o Adidas e New Balance; altri marchi verranno gradualmente aggiunti, poiché il team di esperti di verifica si concentrerà ora esclusivamente sulle inserzioni di Vinted.

Una piattaforma affidabile per la moda di qualità e di lusso second-handgarantire una piattaforma sicura per la moda di alta gamma e di lusso è stata una priorità assoluta per Vinted e con la mission di rendere l’usato la prima scelta, Vinted conferma che si occuperà attivamente anche delle esigenze dei membri che condividono la passione per la moda griffata e di lusso di seconda mano. La fondatrice di Rebelle ed ex CEO Cécile Wickmann ha già assunto il nuovo ruolo di “Senior Director Luxury”, guidando la strategia commerciale per la moda di lusso di seconda mano di Vinted.

“La chiusura della piattaforma Rebelle non è la fine del nostro incredibile viaggio durato 10 anni, ma un nuovo inizio. Con lo stesso entusiasmo e la stessa dedizione per la moda di lusso di seconda mano che hanno sempre alimentato Rebelle, diamo inizio ad una nuova entusiasmante avventura con Vinted, continuando a rendere la moda di lusso di seconda mano ancora più accessibile, conveniente e affidabile per un maggior numero di persone in tutta Europa”, spiega Cécile Wickmann, fondatrice ed ex CEO di Rebelle.

di redazione digital

22/01/2024