free page hit counter

All posts by Direttore

Un itinerario tra erbe spontanee e racconti mitologici in Valle Aurina

28 sabato 2023 visualizzazioni:

Il sentiero Anna, in Alto Adige, un percorso da esplorare per cogliere lo spirito più autentico della Valle Aurina, alla ricerca di erbe spontanee,racconti mitologici e piatti genuini del territorio.

Un viaggio fisico e spirituale quello del sentiero Anna, fatto di leggende antiche e misteriose e di scoperte sorprendenti. L’area vacanze Valle Aurina affascina gli ospiti in ogni suo aspetto, dalle splendide vette, ai pittoreschi paesaggi, dall’accoglienza genuina della sua gente ai gustosi piatti realizzati con le erbe alpine di queste montagne selezionate con amore e sapienza dall’esperta Anneres Ebenkofler. Il sentiero “Annaweg” offre in questo periodo invernale lo spettacolo seducente della neve, con il suo candido manto e quell’aria di freschezza, in un gioco di sensazioni che rasserena lo spirito.

 L’area vacanze Valle Aurina, in Alto Adige, è uno scrigno di tesori da scoprire e vivere in ogni stagione e il sentiero Anna è uno di questi. Un percorso immerso nella natura, adatto a tutti, da esplorare lentamente per cogliere ogni dettaglio e abbandonarsi alla vista di panorami mozzafiato, in ogni periodo dell’anno anche  in inverno con la neve.

UN SENTIERO MILLE STORIE
Impreziosito da abeti rossi, larici e pini, il sentiero “Annaweg” é un tracciato agevole da percorrere grazie ai suoi gradini torniti, molto facile da individuare grazie ai pannelli in legno che ne indicano la direzione. Un sentiero incastonato tra l’antica chiesetta del ‘500 della frazione di Acereto a Campo Tures, con la sua architettura gotica e la sua caratteristica torre campanaria e il Moosmair Mooseum, all’interno del Moosmair Farmhotel, dove una visita è d’obbligo per ammirare i suoi cimeli del passato che raccontano perfettamente la vita contadina e della montagna. Si salgono le scale in legno senza fretta, in uno scenario creato ad arte e intervallato da stazioni artistiche nella selva e muri realizzati a secco che fanno da cornice agli elementi naturali del paesaggio alpino, in un connubio armonico che invita a farsi cullare dalla natura e dallo scorrere del tempo. Si affronta il sentiero con spirito avventuroso e aperto, alla ricerca di una natura autentica come solo la Valle Aurina può offrire; un territorio carico di storie e di mitologia che si perde nella notte dei tempi come quelle legate alle tre divinità della vegetazione. Wilbeth è la dea celtica della Luna e rappresenta il percorso della vita con lo scorrere del tempo, Borbeth è la dea del Sole che simboleggia la vita e la morte e infine Ambeth, ultima ma non meno importante, la prima dea della Terra madre e progenitrice, simboleggia il ciclo eterno di vita-morte e rinascita. Storie ancestrali e affascinanti, saperi antichi preservati e tramandati di generazione in generazione attraverso i secoli. Nel punto più alto del percorso, poco prima della meta, la vista mozzafiato è senza uguali e invoglia a concedersi una breve sosta rigenerante, accarezzati dai rami di un albero di ciliegio. Attraversare il sentiero “Annaweg” innevato è un’esperienza da provare sempre, il bianco brillante della neve sugli alberi e tutt’intorno al percorso trasforma ogni passeggiata in una giornata da ricordare con gli inseparabili ramponcini e bastoni da neve.

LE ERBE SPONTANEE UN PATRIMONIO DELLA VALLE AURINA
Le erbe alpine che crescono nell’area vacanze Valle Aurina sono un vero e proprio tesoro, lo sapevano le antiche popolazioni che hanno per millenni vissuto questi territori, lo sanno anche al giorno d’oggi coloro che vivono questi luoghi incontaminati. Al Ristorante delle erbe Arcana del Moosmair Farmhotel, Rafano, Ortiche Cerfoglio selvatico (dal gusto delicato che ricorda molto il basilico) sono solo alcune delle erbe spontanee utilizzate per creare pietanze gustose. Qui, l’esperta di erbe Anneres Ebenkofler seleziona quelle migliori e più adatte da portare in tavola ai propri ospiti, per svelare il segreto e la ricchezza che ogni pianta spontanea porta con sé. «L’anno passato, un po’ per gioco, ho voluto accompagnare gli ospiti del Moosmair Farmhotel in un piccolo itinerario per il vicino sentiero di Anna, alla scoperta del territorio circostante e delle erbe che crescono rigogliose qua intorno. Volevo poter condividere le mie conoscenze e le mie esperienze con gli altri e con mio grande stupore ho riscontrato grande interesse in chi mi ascoltava, affascinato dai miei racconti e da quante cose utili e meravigliose si possono fare con le erbe di montagna, ad esempio i nostri distillati e grappe che riscuotono sempre grande successo tra gli ospiti» afferma Anneres. Con le stesse erbe lo Chef Dominik del Ristorante delle erbe Arcana realizza piatti squisiti come risotti al pino mugo con prosciutto di cervo o tartare di manzo bio con pane di pomodoro all’origano selvatico. In Valle Aurina l’utilizzo delle erbe spontanee in cucina, con le loro proprietà depurative, digestive e antinfiammatorie, è una tradizione consolidata da secoli.

L’area vacanze Valle Aurina è luogo dove gli elementi della natura dialogano all’unisono e toccano l’anima. Un paradiso turistico per tutta la famiglia dove vivere, in ogni stagione, avventure straordinarie e ascoltare storie affascinanti che arricchiscono la vacanza.

di redazione digital

28/01/2023

Anche i capelli invecchiano: qual è l’effetto del tempo, e come rallenarlo?

27 venerdì 2023 visualizzazioni:

Alimentazione sbagliata, stress e cattive abitudini possono contribuire ad accelerare il processo di invecchiamento dei nostri capelli

Come ogni parte del nostro organismo, anche i capelli invecchiano. L’azione del tempo si manifesta soprattutto da un punto di vista estetico, ma diventare grigi è solo uno dei tanti cambiamenti che i capelli subiscono nel corso degli anni. Man mano che il tempo passa, i capelli hanno un ciclo di vita più breve, appaiono più secchi, opachi ed inclini alla rottura. Possono cambiare spessore, consistenza ed iniziare a diradarsi. Con il passare degli anni infatti i follicoli piliferi iniziano a produrre peli sempre più sottili e fragili.

“Questi cambiamenti solitamente iniziano a manifestarsi tra i trenta e quaranta anni e progrediscono lentamente  – afferma Angelo Labrozzi, farmacista, esperto nello studio della caduta dei capelli  – con il tempo, le lunghezze dei capelli subiscono una modificazione peggiorativa del tutto fisiologica della cheratina, principalmente composta da cistina e ricca di legami di zolfo, a cui si sommano, cambiamenti strutturali dovuti a lavaggi, modificazioni chimiche, fisiche e stress psicofisici, che comportano la produzione a livello follicolare di sostanze corrosive, come squalene ed acido lattico, in quantità superiori alla norma. L’invecchiamento comporta modificazioni fisiologiche riguardanti anche il ciclo follicolare. Basti pensare che tutti noi nasciamo con circa 1500 follicoli, e moriamo con un terzo di meno. Nell’uomo, in assenza di problematiche tricologiche, si tende nel tempo ad un lento diradamento, la donna invece, in prossimità della menopausa, senza che vi siano problematiche organiche e funzionali, con il calo degli estrogeni, perde massa per un 30%. Consiglio dunque di intervenire preventivamente con terapie appropriate che mantengano e migliorino il ciclo follicolare”.

E’ chiaro quindi che anche i capelli non sono immuni al processo di invecchiamento, e l’azione del tempo influisce in vari modi, determinando tutta una serie di conseguenze.
Indebolimento: con gli anni i capelli diventano più fragili e fini, quindi più soggetti a rotture e punte fragili.

Diminuzione di volume e densità: con la perdita di spessore, avviene una riduzione della consistenza e del volume.

Secchezza:  l’età disidrata anche i capelli, che diventano progressivamente più secchi e, quindi, più delicati.

Perdita di lucentezza: il tempo porta con sé la perdita della naturale lucentezza dei capelli, che diventano via via più opachi.

Caduta dei capelli: è maggiore e più frequente con il passare degli anni.

Se gli effetti sono chiari, capire come cambiano i capelli nel corso del tempoi è un po’ più complicato. “Generalmente durante i venti anni, in assenza di problemi tricologici, i capelli vivono la loro fase migliore – sostiene Labrozzi – i fusti dei capelli sono spessi e le cuticole sono strette. Intorno ai trent’anni, specie per le donne può iniziare una fase delicata, ed eventi come la gravidanza, il parto e l’allattamento modificano gli ormoni che possono influenzare profondamente il ciclo dei capelli, causando anche un significativo diradamento. Verso i 40 anni i fusti dei capelli diventano più fragili e inclini alla rottura. Inoltre, l’utilizzo di tinture coloranti, tende a danneggiarli e ad indebolirli ulteriormente. Inoltre, molte donne sono influenzate dalla transizione verso la menopausa, che determina uno squilibrio ormonale di estrogeni, testosterone e progesterone, e può provocare diradamento e la caduta dei capelli. Con il tempo, la diminuzione di sebo sul cuoio capelluto, che svolge una funzione protettiva, fa alzare le cuticole, ed i capelli diventano più opachi e perdono in morbidezza, i cheratinociti, le cellule che producono la cheratina, sono meno attive e la fase di crescita dei capelli, o fase anagen, si riduce progressivamente”

Sono diverse le variabili che condizionano il processo di invecchiamento dei nostri capelli. Due però sono determinanti: genetica e stile di vita. Contro il primo c’è poco da fare, ma sul secondo possiamo intervenire. La dieta, lo stress, il fumo, abitudini poco sane, la cura giornaliera dei capelli influenzano il processo di invecchiamento. Anche il cibo svolge un’azione fondamentale, poiché fornisce i nutrienti necessari per mantenere i capelli in salute. L’esperto consiglia di assumere alimenti come salmone, ricca fonte di Omega 3, le uova, che contengono ferro, vitamine del gruppo B e la frutta, sia secca sia fresca, meglio se di stagione, come arance e kiwi, ricchi di vitamina C poiché rallentano l’invecchiamento del bulbo e la caduta dei capelli. 

“Raccomando inoltre una buona integrazione nutraceutica opportunamente dosata da un esperto – conclude Labrozzi del metodo Di Nardo – la supplementazione orale di micronutrienti come vitamine del gruppo B, zinco, selenio, metionina, ferro, cisteina e vitamina C, è un approccio non trascurabile per alleviare la gravità della caduta dei capelli, specie di fronte al normale processo di invecchiamento”

di redazione digital

27/01/2023

RE – HATFASHION UN RITORNO ALLE ORIGINI E AL MADE IN ITALY

26 giovedì 2023 visualizzazioni:

L’ha mai osservata la brughiera, Isabella? È tormentata dai venti, dalle tempeste, dai ghiacci dell’inverno, eppure l’erica resiste, rimane attaccata alla sua terra sempre e comunque, non la tradisce mai, non l’abbandona per rifiorire in posti più tranquilli”. Cime Tempestose – Emily Brontë


Il tema del Viaggio è ormai connaturato nell’anima di Doria. Un’anima che ogni stagione evolve, mantenendo sempre intatta la sua profonda identità, il suo spirito nomade.

Il leit-motiv, che attraversa tutte le collezioni, in questa stagione risiede nell’essenza stessa del concept: un viaggio alla riscoperta delle origini del marchio attraverso il proprio patrimonio.

Re-fashion è trascrizione dell’Heritage, che si traduce in un percorso di rivisitazione del prodotto, una “re-hatfashion” appunto, attraverso uno studio attento dei dettagli che lo rendono riconoscibile ed unico.

Il classico gros grain è stato personalizzato riprendendo i colori iconici, Cioccolato e Zafferano, arricchendosi di una riga a contrasto che sottolinea e illumina l’incapatura (la circonferenza interna) e replica, con un gioco di colore, quella che era la coulisse anticamente cucita in cima al marocchino dei cappelli.

L’obiettivo è la rivisitazione dei capi iconici, delle misure e delle proporzioni di ogni prodotto, nelle lavorazioni artigianali ancora più raffinate, nei dettagli degli accessori metallici “griffati”.

Doria torna alle sue origini nella scelta dei materiali che fin dall’inizio ha prediletto semplici, puliti e in toni di colori e trame che riprendono la natura. Re-Hatfashion significa anche sguardo molto attento ai materiali, eco compatibili con filati naturali e assolutamente Made in Italy.

Alta la performance dei materiali più tecnici, che possiedono specifiche peculiari oltre a certificati “oeko-tex”.

Caratteristica della collezione sono l’insieme di fili e disegnature, che replicano i colori della natura salentina: verdi brughiera, bauxite, tempesta, caffè, castagna, olivo, malvasia, Negroamaro, liquerizia, blu notte, nero saraceno.

Crudi e caldi shetland riprendono i colori naturali delle coste, delle erbe, della macchia mediterranea, dell’acqua. I feltri mélange hanno una mano morbidissima, cotoni smerigliati, crepon dall’aspetto mat, rasi satinati accesi, a tratti contraddistinti da colori forti, ma di tono mai artefatto.

Le coppole si annodano come foulard, i cappelli si arrotolano e le ali danzano, le cloche e i bucket si piegano morbidi.

E’ la Natura ovunque, nella semplicità dei cappelli, nella naturalezza dei materiali, nella ricerca di lavorazioni sempre più attente alla sostenibilità.

Un tuffo nel passato si cela anche negli inaspettati cappelli impermeabili “Raindrops”, che rubano lo stile alla bomber jacket degli anni ’80. Morbidi, voluminosi e protettivi, in un caldo color verde mare rubato alle acque delle coste. Il materiale è stato scelto appositamente perché, oltre che protettivo, è testato ad alta resistenza di abrasione.

Anche la Toodoria, con il suo ormai confermato spirito gipsy-country, strizza l’occhio alla naturalezza e semplicità di questa collezione per le linee, i colori e i materiali totalmente eco-friendly: lana, tessuti certificati Oeko-tex assolutamente innocui e liberi da sostanze nocive per la salute, cotoni naturali e tinture atossiche sui feltri.

Un ritorno alle origini che Doria sceglie di rafforzare scattando la campagna insieme allo staff del suo rilancio avvenuto nel 2013, Flavio & Frank photographers. Alla fotografia è stata affiancata una video-story affidata a Gabriele Surdo, in un’intensa immersione nella natura, senza artifici, senza l’ausilio di luci, filtri. Un vero ritorno al naturale in ogni suo aspetto e declinazione. Un progetto sham-free dove il green non si rivela soltanto nella moltitudine di sfumature delle palette di colore, ma che si ritrova nello spirito nomade che permea l’intera collezione Doria.

di redazione digital

26/01/2023

Nato per narrare. Torino riscopre Alberto Moravia

26 giovedì 2023 visualizzazioni:

Figura di profonda complessità capace di attraversare generi e discipline – scrittore, critico d’arte e di cinema, intellettuale militante, viaggiatore – Alberto Moravia è al centro di un progetto di grande respiro ideato dalla Fondazione Circolo dei lettori. Alberto Moravia vive tante vite: romanziere straordinario, è la voce di una narrativa limpida e oggettiva così distante dalla letteratura del presente per la quale rappresenta tuttavia un modello imprescindibile. Ma è anche critico d’arte e di cinema, viaggiatore, attento osservatore del mondo e delle pulsioni umane. È su questo incrocio di linguaggi, arti e pensiero che la Fondazione Circolo dei lettori presenta il progetto, realizzato insieme alla GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino e al Museo Nazionale del Cinema, in collaborazione con Associazione Fondo Alberto MoraviaBompiani e Gallerie d’Italia

Nato per narrare: riscoprire Alberto Moravia parte il 7 marzo, con l’inaugurazione alla GAM della mostra Non so perché non ho fatto il pittore e si conclude a maggio al Salone Internazionale del Libro.

La sera del 7 marzo al Circolo dei lettori è Dacia Maraini ad aprire riflessioni e letture sui romanzi e gli scritti di Alberto Moravia; tra gli altri appuntamenti Elena Stancanelli e Camilla Baresani al Circolo, Alain Elkann alle Gallerie d’Italia (giovedì 9 marzo) rileggono l’autore de La noia,  de Il Conformistae di tanti altri romanzi straordinari. Sempre al Circolo dei lettori prenderà vita la Maratona moraviana(martedì 28 marzo), condotta da Elena Loewenthal, sui filoni del pensiero critico, il corpo, l’arte.

Alla GAM– Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, aperta fino al 4 giugno, la mostra Non so perché non ho fatto il pittorea cura di Luca Beatrice ed Elena Loewenthal: nella wunderkammer si delinea il senso di Alberto Moravia per le arti visive e la pittura, rintracciabile nel filo dei suoi numerosi interventi per la Gazzetta del Popolo, Corriere della Sera, riviste, testi in catalogo e prefazioni per diversi artisti, gli anni tra i ’30 e l’anno della morte. Scrisse per Enrico Paulucci e Carlo Levi, ebbe un lungo sodalizio con Renato Guttuso, visse nella Roma degli anni ’60, capitale dell’arte internazionale insieme a Mario Schifano, Giosetta Fioroni, Titina Maselli e alla fotografa Elisabetta Catalano cui si deve uno dei ritratti più intensi. Anche il Museo Nazionale del Cinema partecipa a questa importante e doverosa riscoperta di Alberto Moravia, dedicando all’autore una serie di proiezioni e iniziative con i grandi registi che hanno portato sul grande schermo le sue opere: Bernardo Bertolucci con Il conformista, Vittorio De Sica con La ciociara, Jean-Luc Godard con Il disprezzo, Citto Maselli con Gli indifferenti.

Al Circolo dei lettori, in attesa di Nato per Narrare, lo scrittore è protagonista del ciclo di incontri Alberto Moravia, senza indifferenza, a cura di Luca Ricci. Il viaggio nell’opera moraviana si conclude a maggio al Lingotto durante la XXXV edizione del Salone Internazionale del Libro con un grande appuntamento di chiusura.

di redazione digital

26/01/2023

ABABO ART WEEK 2023

25 mercoledì 2023 visualizzazioni:

Con ABABO ART WEEK, l’Accademia di Belle Arti di Bologna si apre nuovamente al pubblico in occasione della settimana dell’arte bolognese, e lancia un programma che include la seconda edizione del fortunato ciclo di talk con artiste e artisti protagonisti di ART CITY Bologna, la mostra EX5, quinto capitolo della ricognizione sugli artisti diplomati all’Accademia, il progetto POSTCARDS FROM IRAN e l’annuale Giornata di Studio dedicata al restauro del Contemporaneo, mentre le opere delle studentesse e degli studenti troveranno spazio ad Arte Fiera in uno stand dedicato.

Dall’1 al 5 febbraio, l’Accademia di Belle Arti di Bologna propone una nuova edizione di ABABO ART WEEK, il calendario di appuntamenti sviluppato in collaborazione con ART CITY Bologna, programma istituzionale di mostre e iniziative speciali coordinato dall’Area Arte Moderna e Contemporanea del Settore Musei Civici Bologna, in concomitanza con Arte Fiera.

ARTalk CITY. Incontri in accademia con gli artisti del main program

Dopo il grande successo di pubblico della scorsa edizione, torna il ciclo di incontri ARTalk CITY, coordinato daMaria Rita Bentini, con un programma di cinque appuntamenti con gli artisti del main program di ART CITY Bologna 2023, previsti dal 1 al 5 febbraio in Aula Magna.

Yuri Ancarani, Roberto Fassone, Eva Marisaldi, Lucy+Jorge Orta si racconteranno in prima persona a partire dal progetto artistico concepito per ART CITY Bologna 2023, in dialogo con curatori e docenti. Saranno inoltre protagonisti di brevi video-interviste realizzate da Veronica Santi, in collaborazione con studentesse e studenti del Corso di Linguaggi del Cinema e dell’Audiovisivo dell’Accademia di Bologna. Il quinto appuntamento di ARTalk CITY sarà dedicato alla figura di Patrick Procktor, scomparso nel 2003, raccontato dal curatore Tommaso Pasquali.

1 febbraio, ore 10.30: Eva Marisaldi dialoga con Leonardo Ragano e Carmen Lorenzetti

2 febbraio, ore 10.30: Lucy + Jorge Orta dialogano con Cristina Francucci, Tatiana Basso e Maria Rita Bentini

3 febbraio, ore 10.30: Tommaso Pasquali dialoga con Ian Massey e Luca Caccioni sull’opera di Patrick Procktor

4 febbraio, ore 10.30: Yuri Ancarani dialoga con Lorenzo Balbi e Marinella Paderni

5 febbraio, ore 10.30: Roberto Fassone dialoga con Federico Bomba di Sineglossa e Guido Molinari

EX5

Giunto alla sua quinta edizione, il progetto espositivo EX, a cura di Carmen Lorenzetti, mira a riportare all’attenzione del pubblico storia e memoria dei due istituti attraverso le opere di artisti formatisi al loro interno e oggi riconosciuti a livello nazionale ed internazionale. La collettiva, ospitata nel Salone degli Incamminati dellaPinacoteca Nazionale di Bologna, include opere di sei artisti accomunati dal punto di vista generazionale ma anche dalla pratica della pittura: Giovanni Blanco (1980), Jacopo Casadei (1982), Rudy Cremonini (1981),Domenico Grenci (1981), Enrico Minguzzi (1981) e Nicola Samorì (1977). 
La mostra, che inaugura sabato 4 febbraio alle ore 18 (con orario prolungato fino alle 24 in occasione della ART CITY White Night) e che proseguirà fino al 12 marzo 2023, è accompagnata da un catalogo e da tre workshop con gli artisti. Sabato 4 febbraio e domenica 5 febbraio, il pubblico potrà usufruire di un servizio di mediazione culturale realizzato da studentesse e studenti del Dipartimento di Comunicazione e didattica dell’arte.


POSTCARDS FROM IRAN

In segno di solidarietà con le coraggiose azioni di protesta contro la repressione messa in atto dall’attuale regime iraniano, l’Accademia di Belle Arti di Bologna propone il progetto partecipativo POSTCARDS FROM IRAN, a cura di Bumblebees, collettivo di studentesse e artiste iraniane, realizzato con il supporto della Consulta studentesca e in collaborazione con Gianluca Costantini, con l’intento di raccontare il presente di un paese meraviglioso con una storia millenaria, da cui arrivano racconti di abusi, diritti e dignità calpestati. Diverse centinaia di cartoline, ricevute dagli iraniani residenti in patria e all’estero, comporranno un’installazione dove le testimonianze sono intervallate da racconti di speranza di un popolo che con l’arma dell’arte reclama la libertà che gli è stata negata.

Sabato 4 febbraio dalle ore 19 (con repliche ogni 30 minuti, ultimo ingresso alle ore 23), in occasione dell’ART CITY White Night, l’Aula Magna ospiterà l’evento performativo In the Name of Them.

POSTCARDS from Iran è parte di RiparAzioni – rielaborare ad arte, progetto ideato dall’Accademia di Belle Arti di Bologna per il PON METRO 14 – 20 finanziato dal FSE nell’ambito della risposta dell’Unione alla pandemia di COVID-19.

ABABO @ ARTE FIERA

Anche quest’anno, l’Accademia di Belle Arti di Bologna sarà presente all’interno di Arte Fiera con uno stand dedicato alle opere di studentesse e studenti, a cura di Maura Pozzati (Padiglione 26 / Stand B74). Il progetto, dal titolo ABABO Gallery, ospita le opere di sei studentesse e studenti dei Bienni di specializzazione in Pittura Arti Visive (Donato Di Schiena e Wu Jilan), Scultura (Francesco Bendini), Fotografia (Rosa Brianda), Decorazione per l’architettura (Ilaria Pulcini), Grafica d’arte (Francesca Bonifazi). Lo spazio espositivo, brulicante di segni e di colori, diventa una sorta di compendio delle differenti pratiche artistiche che si sperimentano nei laboratori multidisciplinari dell’Accademia. Il Dipartimento di Comunicazione e Didattica dell’arte partecipa con un contributo importante nel raccontare al pubblico le opere selezionate.

VIII giornata di Studio sul Contemporaneo

Il cemento come espressione artistica e le malte adesive di supporto. Le ragioni del restauro

Venerdì 3 febbraio, in concomitanza con le giornate di ART CITY Bologna e Arte Fiera, l’Accademia di Belle Arti di Bologna organizza, in collaborazione con IGIIC (Gruppo Italiano dell’International Institute for Conservation), la tradizionale giornata di Studio sul Contemporaneo, giunta quest’anno all’ottava edizione. L’appuntamento, quest’anno dedicato al cemento come espressione artistica e alle malte adesive di supporto, si svolgerà negli spazi dell’Accademia e vedrà confrontarsi curatori, restauratori, artisti ed esperti di tecnologie attinenti al settore.

Per maggiori informazioni, visitare il sito www.igiic.org.

di Sofia D’Altrui

25/01/2023

#Food IL GORGONZOLA GUSTOSO ALLEATO NELLA PREVENZIONE A TAVOLA

24 martedì 2023 visualizzazioni:

Il 4 febbraio si celebra la Giornata mondiale contro il cancro, sostenuta dall’organizzazione Mondiale della Sanità. Come ogni anno la giornata è dedicata alla sensibilizzazione sulla prevenzione di questa patologia e all’informazione sulle giuste pratiche da seguire, nella vita di tutti i giorni, per cercare di prevenire e limitare l’insorgenza di patologie tumorali.

Si tratta di un insieme di regole quotidiane, codificate a livello internazionale, come eliminare il fumo e combattere il fumo passivo, limitare il consumo di alcool, fare attività fisica, evitare l’esposizione eccessiva al sole e seguire una sana alimentazione.

A tavola, secondo uno studio del Weizmann Institute di Israele, pubblicato sulla rivista Cell Metabolism e ripreso dall’agenzia AGI (*), l’assunzione costante di alcuni alimenti naturalmente ricchi di spermidina, come piselli verdi, soia, mais e formaggi erborinati, tra cui il Gorgonzola Dop, potrebbe aiutare nella prevenzione di varie patologie come cancro, morbo d’Alzheimer e di Parkinson.

La spermidina è un composto che fa parte della famiglia delle poliammine, presenti nelle cellule viventi e responsabili della regolazione di processi cellulari fondamentali, come la crescita e la proliferazione cellulare. Lo studio ha rivelato che la spermidina inverte il ritmo circadiano del corpo rendendo le persone meno inclini a sviluppare malattie legate all’età. Test condotti in laboratorio hanno rivelato, infatti, che i topi che hanno assunto spermidina avevano orologi biologici che correvano circa otto minuti più veloce rispetto ai topi non trattati. Gad Asher, uno dei autori dello studio, ha commentato: “Questa scoperta dimostra lo stretto intreccio tra orologi circadiani e il metabolismo e apre nuove possibilità per interventi nutrizionali che modulano la funzione del nostro orologio “.

La naturale presenza nel Gorgonzola Dop di spermidina, composto così prezioso per il nostro organismo, rende il consumo del “Re degli erborinati” una scelta alimentare ideale per occuparsi della propria salute, insieme ad una dieta varia ed equilibrata e uno stile di vita sano, e godere al contempo delle gioie della buona tavola. 

GORGONZOLA DOP: L’INGREDIENTE “MASCHERATO”

Il Carnevale è alle porte! Dal 16 al 21 febbraio 2023, per i Lombardi fino al 25 febbraio con il Carnevale Ambrosiano, i festeggiamenti più irriverenti dell’anno si moltiplicheranno in tutto lo stivale. 

Questa ricorrenza trae le sue origini dai Saturnali della Roma antica e dalle feste dionisiache dell’antica Grecia durante le quali era abitudine liberarsi da obblighi e impegni dettati dai ruoli sociali dedicandosi allo scherzo e al gioco. Da qui nacque l’usanza di mascherarsi, per annullare le differenze sociali, ma terminate le feste si ritornava al rigore e all’ordine. Con l’usanza del travestimento carnevalesco abbiamo ancora oggi l’opportunità di assumere, se pur per gioco, le sembianze di qualcun altro. 

In occasione della festa delle maschere, vi proponiamo sei ricette in cui il Gorgonzola Dop sia appunto “mascherato”. Celata la sua forma originaria continuerà ad esprimere tutte le sue caratteristiche, se pur “travestito” da ingrediente inaspettato, esaltando il sapore di piatti sfiziosi e stuzzichini originali, ideali durante le festività del Carnevale. Ai commensali non resterà che scoprire la “maschera” e gioire del gusto!

Di seguito le video ricette da provare:

SPAGHETTI CACIO E PEPE: https://www.gorgonzola.com/ricette/primi-piatti/spaghetti-cacio-e-pepe/  

BACI DI DAMA: https://www.gorgonzola.com/ricette/stuzzichini/baci-dama-salati-farciti-crema-al-formaggio-gorgonzola-piccante/ 

EGG MUFFIN: https://www.gorgonzola.com/ricette/antipasti/egg-muffin-salati-con-verdure-e-gorgozola-dop/ 

PATATINE FRITTE CON SALSA: https://www.gorgonzola.com/ricette/stuzzichini/patatine-di-polenta-con-salsa-al-gorgonzola-dop/ 

POKE: https://www.gorgonzola.com/ricette/piatti-unici/poke-bowl-con-gorgonzola-dop-piccante-edamame-salmone-marinato-ravanelli-e-germogli/ 

CASSATA: https://www.gorgonzola.com/ricette/dessert/cassata-ricotta-cedro-gorgonzola/ 

di redazione digital

24/01/2023