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MODA & GREEN, IL FASHION RENTING CONQUISTA LA GENERAZIONE Z

31 domenica 2021 visualizzazioni:

Secondo una recente ricerca della Washington State University la Gen Z è la più orientata al noleggio di capi, trend che permette di ridurre gli sprechi: dallo studio è emerso che i giovani, oltre ad aver sperimento il fashion renting nel 55% dei casi, hanno una spiccata attitudine al noleggio di abiti, con una maggiore predisposizione delle ragazze. Guidati da una maggiore responsabilità e attenzione verso i cambiamenti climatici, i più giovani sono attivi sostenitori dell’etica e dell’autenticità nella moda.

Sarà la battaglia dell’attivista Greta Thunberg, saranno gli innumerevoli disastri ambientali degli ultimi anni, sarà che a pagare le conseguenze dei cambiamenti climatici saranno soprattutto i più giovani, ma una cosa è certa: la Generazione Z è la più impegnata nella salvaguardia del Pianeta. In particolare, i ragazzi sono sempre più critici ed esigenti verso il mondo della moda, uno dei settori che ha un impatto maggiore sull’ambiente. A confermare questa posizione è uno studio condotto dai ricercatori della Washington State University e pubblicato sulla rivista Sustainability, dal quale emerge come la Gen Z non solo sia più orientata al consumo sostenibile, ma anche una maggiore attitudine a utilizzare servizi di noleggio di abbigliamento che permettono di allungare la vita di un capo, evitando gli sprechi tipici del fast fashion. Dallo studio è emerso infatti che il 55% del campione appartenente alla Generazione Z ha già sperimentato il noleggio nel settore moda, con le donne maggiormente coinvolte dalla tendenza. Ma non è tutto: a livello statistico la ricerca ha evidenziato una varianza del58,6% rispetto all’intenzione di utilizzare questo tipo di servizio. “Il 25% del nostro fatturato arriva proprio dalla Generazione Z, segno dell’interesse di questa fascia d’età nei confronti del noleggio. I giovani hanno sposato la nostra filosofia e compreso come il fashion renting possa rivelarsi un’ancora di salvezza e contribuire a un futuro più verde, fatto di capi in grado di durare nel tempo e di guardaroba infiniti e condivisi – afferma Caterina Maestro, fondatrice e CEO della startup milanese DressYouCan(dressyoucan.com) – Il nostro servizio permette a chiunque di indossare capi d’alta moda per un’occasione speciale con prezzi accessibili, il tutto con un sistema di noleggio online e offline molto semplice e che sta riscuotendo grande successo. Il noleggio di abiti è l’esatto opposto del fast fashion e rappresenta un vero e proprio asso nella manica per stupire con la propria eleganza nonché unaperfetta soluzione per chi sogna un vasto guardaroba che non alimenti sprechi e inquinamento”.

La leva principale di questo cambiamento culturale che interessa soprattutto i nati tra il 1995 e il 2010? La sensazione di fare la differenza. Una svolta più che necessaria se si pensa che, secondo l’Environmental Protection Agency, nel 2018 negli Stati Uniti oltre 17 milioni di tonnellate di tessutisono finiti nelle discariche. Un aumento drammatico paragonato alle circa 13 milioni di tonnellate nel 2009 e ai 9,4 milioni di tonnellate nel 2000. Inoltre, secondo Clean Clothes Campaign, nei paesi occidentali in media ogni persona produce 70 kg di rifiuti tessili all’anno che rappresentano il 5% degli scarti prodotti a livello globale. Oltre alle conseguenze ambientali, i giovani sono più sensibili anche verso l’etica lavorativa dell’industria, un elemento spesso trascurato dalle grandi marche che fanno dei capi usa e getta il loro credo: come evidenziato da Fast Company, infatti, lo stipendio medio di una persona che in Bangladesh si occupa di creare le magliette indossate in Europa e America è di 28 taka all’ora (pari a 28 centesimi di euro), cifra che lo porta a faticare per riuscire a pagare le bollette anche lavorando 60 ore a settimana. La situazione non è diversa in Cambogia dove il salario è di circa 70 centesimi l’ora o in India dove si scende addirittura a 49. I dati che dimostrano i benefici del fashion renting arrivano anche da oltreoceano: negli Stati Uniti, Paese pioniere del trend, dal 2010 ad oggi il celebre servizio di noleggio Rent the Runway ha consentito di evitare la produzione di circa 1,3 milioni di nuovi capi. Lo studio, pubblicato sulla rivista Women’s Wear Daily, ha evidenziato come noleggiare un abito anziché acquistarlo permetta di consumare il 24% in meno di acquaabbattere il consumo energetico del 6% e far scendere le emissioni di Co2 del 3%. In generale, il risparmio ambientale nei prossimi anni sarà di 207,3 milioni di litri di acqua33 milioni di kWh di energia e 6 milioni di kg di emissioni di Co2.

Non solo fashion renting però, anche il riciclo di vestiti usati è un tema caldo per la Generazione Z. In questo senso occorre citare il progetto di sensibilizzazione Looop in cui l’attrice Maisie Williams, o meglio il suo avatar digitale, guida l’utente nella Looop Island, un mondo sostenibile all’interno di uno dei videogame preferiti dalla Generazione Z, Animal Crossing. Qui il giocatore potrà riciclare abiti e crearne di nuovi guadagnando punti in un modo del tutto eco-friendly. Un interessante trend, invece, arriva da Dublino dove, come riporta The Times, qualche anno fa Aisling Byrne, studentessa del Trinity College, ha lanciato nel campus il “peer-to-peer clothes swapping”, ovvero lo scambio di vestiti e accessori tra amici e nella comunità in cui si vive. L’idea ha riscosso un tale successo da spingere Byrne a fondare una startup che oggi permette di scambiarsi vestiti in Irlanda e UK. E anche un altro segno di una crescente attenzione alla moda sostenibile arriva dall’isola britannica: mentre a settembre vanno in scena le Fashion Week di New York, Parigi e Milano, a Bristol è stata organizzata la prima Sustainable Fashion Week con lo scopo di inspirare, educare e sensibilizzare le persone a un rapporto più sostenibile con il proprio guardaroba. Il messaggio è chiaro: il mondo della moda deve cambiare per soddisfare le esigenze della Generazione Z, attiva sostenitrice dell’etica e dell’autenticità nella moda.

di redazione digital

26/10/2021

A qualcuno piace il vintage

30 sabato 2021 visualizzazioni:

Una guida ai negozi vintage di Cecilia Cottafavi, autrice del blog Maertens Milano

“Milano è una città famosa per tante cose: il Duomo, la Borsa, la movida ma soprattutto la moda. C’è un lato di questa moda che non tutti ancora conoscono e si chiama vintage

Cecilia Cottafavi, autrice del blog Maertens Milano debutta nel panorama editoriale con il suo primo libro, A qualcuno piace il vintage, una guida ai negozi vintage della città meneghina. Edito da Bookabook, il volume racconta con parole e scatti fotografici piccoli negozi pieni di meraviglie e locali in cui il tempo sembra essersi fermato. 

Questa città, che agli occhi meno attenti può sembrare solo un motore dell’industria italiana, frenetica e in costante sviluppo, ha conservato negli anni luoghi storici e iconici e al contempo è riuscita a svilupparne di nuovi con uno sguardo romantico rivolto al passato“- afferma l’autrice

La guida abbraccia tutta la città e svela una Milano diversa, quasi dimenticata. Nel 2020 quasi tutti abbiamo dovuto cambiare le nostre abitudini, e in moltissimi, in tutta Italia, hanno scoperto (o per meglio dire… riscoperto) il vintage.

Ma che cosa è il vintage? Qual è la differenza tra vintage e second hand? Come e dove trovarlo? E perché comprarlo? A queste e molte altre domande risponde nel libro Cecilia Cottafavi, suggerendo alcuni luoghi iconici e altri meno conosciuti. L’amore per la ricerca e la scoperta di antiquari e piccole botteghe storiche è una passione che l’autrice ha da sempre, fin da piccola, quando viaggiava con i genitori nel Sud della Francia, alla ricerca di antichi tesori e storie sepolte dallo scorrere del tempo.

Una guida completa che suggerisce diversi negozi di abbigliamento e non solo. Nel primo capitolo l’autrice consiglia alcuni negozi come: The CloisterSous Vintage o Napoleone in cui è possibile trovare capi di abbigliamento di una volta. Diversi poi i mercatini come Chez Babette Garage Sale e Il mercatone dell’antiquariato dei navigli. Il secondo capitolo è invece dedicato ai negozi di accessori, vinili ma anche a bar, ristanti e librerie. Tra questi Orient Express Vintage, negozio in cui è possibile, oltre a fare acquisti, sorseggiare un buon caffè e ancora Vincent Vintage, Dock41, Viganò 1919. Impossibile uscire da Foto veneta ottica senza aver acquistato un paio di occhiali. Terzo capitolo è invece una guida al vintage online. All’interno è possibile trovare sia piattaforme sia seller ma anche diversi consigli su come acquistare a distanza. Nell’ultimo capitolo Cecilia Cottafavi propone dei percorsi vintagesuddivisi in tre giornate in zone imperdibili per chi viene alla scoperta della città e per chi ha poco tempo. 

Il libro è un viaggio affascinante nella capitale della moda italiana (e non solo), alla (ri)scoperta del vintage con una esperta d’eccezione pronta a svelare “quasi” tutti i segreti per uno shopping intelligente, cool e soprattutto sostenibile. 

BIOGRAFIACecilia Cottafavi. Classe ’97, è nata e cresciuta a Milano. Laureata in Archeologia all’Università Cattolica del Sacro Cuore, nel gennaio 2019 dà vita a Maertens Milano per sensibilizzare sul tema dello shopping sostenibile e far conoscere la sua amata città. Grazie a questo blog e alla pagina Instagram @maert.ens, oggi offre consulenze e collabora con diversi negozi vintage in tutta Italia condividendo consigli e conoscenze sul tema del second hand.

www.maertensmilano.com

di Sofia D’Altrui

30/10/2021

Alter Eva. Natura Potere Corpo

29 venerdì 2021 visualizzazioni:

Dal 28 ottobre al 12 dicembre 2021 Fondazione Palazzo Strozzi presenta Alter Eva. Natura Potere Corpo, una mostra che attraverso le opere di sei artiste italiane, innesca, partendo da un punto di vista femminile, una riflessione sul futuro fondato su nuovi principi di coabitazione naturale e sociale.

Protagoniste della mostra Alter Eva. Natura Potere Corpo sono Camilla Alberti, Irene Coppola, Martina Melilli, Margherita Moscardini, Silvia Rosi, Marta Roberti,artiste nate tra gli anni Ottanta e Novanta, le cui opere, tra scultura, pittura, fotografia e installazione, vanno a comporre negli spazi della Strozzina una narrazione sfaccettata dove la natura decostruita o immaginifica si affianca a corpi esibiti o raccontati, e forti dichiarazioni politiche dialogano con le storie intime e personali di appartenenza culturale. 

La mostra è realizzata dalla Fondazione Palazzo Strozzi con la collaborazione di IED Firenze – Master in Curatorial Practice classe 2020/2021 ed è coordinata da Martino Margheri (Responsabile progetti educativi università e accademie Fondazione Palazzo Strozzi) e Daria Filardo (docente e coordinatrice Master IED Firenze).

La classe del Master è stata coinvolta nella progettazione della mostra, nella realizzazione del catalogo e nella programmazione delle attività per il pubblico, con l’obiettivo di apprendere i fondamenti organizzativi e gestionali di un progetto espositivo.

Questa tipologia di formato educativo rappresenta un‘importante occasione di formazione e offre ad aspiranti curatori l’opportunità di formarsi sul campo confrontandosi con i professionisti che lavorano in un’istituzione culturale. 

L’iniziativa è promossa e organizzata da Fondazione Palazzo Strozzi e Andy Bianchedi in memoria di Hillary Merkus Recordati con la collaborazione di IED Firenze. Sostenitori Fondazione Palazzo Strozzi: Comune di Firenze, Regione Toscana, Camera di Commercio di Firenze, Fondazione CR Firenze, Comitato dei Partner di Palazzo Strozzi, Intesa Sanpaolo.

di Sofia D’Altrui

29/10/2021

Liberati da chi ti butta giù: mini guida per allontare le persone tossiche

28 giovedì 2021 visualizzazioni:

Le relazioni tossiche hanno un impatto negativo sulla salute delle persone. Gli studi, come i Whiteall Studies londinesi condotti su 10mila persone per 12 anni, hanno mostrato un legame diretto tra i “legami affettivi avvelenati” e il sorgere di malattie cardiache o di disfunzioni alla tiroide, fino all’insorgere di problemi come l’obesità. 
 
Quello londinese è solo uno degli studi che mostra bene l’impatto negativo che possono avere alcune relazioni, di coppia, amicizia, lavoro, sulla vita delle persone: «Eppure, le relazioni sono anche il “terreno” che ci permette di apprendere, crescere ed evolvere. Ogni persona, anche quella negativa, può insegnarci un aspetto di noi», spiega Daniele Di Benedetti, esperto di PNL, coaching e autore di bestseller da centinaia di migliaia di copie vendute (“Ricordati di sorridere”, “Amati per amare” e “Fuori dal fango”, editi da Mondadori).
 
Riconoscere una relazione tossica


Nei suoi corsi, libri e video sui social, Di Benedetti offre consigli per una migliore gestione delle proprie emozioni, specie nelle dinamiche relazionali: «Ci sono alcune persone che vogliono buttarci giù. Se una persona ti tradisce, ti delude, ha poco senso alzare la voce, cercare di capire. La strada migliore è allontanarla», spiega Di Benedetti.
 
L’esperto offre alcuni consigli per comprendere i sintomi di una relazione tossica e trovare la forza per aprirsi a nuove strade: «Ricorda: diventerai tutto ciò che critichi se non allontani chi ti ti mente, tradisce, chi abusa di te, mentalmente o peggio ancora fisicamente. La tua vita è più importante. Se una persona non aggiunge valore, devi imparare a lasciarla andare», ammonisce Di Benedetti.
 
Per allontanarla, tuttavia, bisogna prima riconoscere quando ci si trova in una relazione tossica. Di Benedetti offre una guida per capirlo: «Una  persona che si mostra tossica nella relazione con te è, innanzitutto, quella che cerca sempre pretesti per scontrarsi con te, anche quando non vi è alcun bisogno. Che ti sminuisce, svalutando le tue capacità. Che non ti incoraggia a migliorare e anzi pone dei limiti alla tua vita. È tossica una persona che ti trascura, che non mostra più interesse nella tua persona, che ti mente ripetutamente nel tempo, minando alla fiducia, senza la quale non esiste alcun rapporto».
 
Il conflitto positivo e la riscoperta di sé


C’è poi un confine tra conflitto e relazione tossica. L’assenza di conflitto può essere paradossalmente il sintomo di una relazione sbagliata, «eppure – continua Di Benedetti – esistono due tipi di conflitti, quelli che sono delle opportunità per migliorare e capirsi, e un altro tipo di conflitto continuo nel tempo che è legato invece alla tossicità di una relazione, della quale hai preso coscienza, ma stenti a trovare la forza di liberartene». Le persone tossiche non sono sempre “cattive”. Approfittano delle fragilità dell’altro per usarti come «spalla mentale, come ancora di salvezza per non sentirsi sola».
 
Tuttavia, secondo l’esperto, malgrado l’assenza a volte di cattive intenzioni consapevoli, non puoi permetterti di “farti buttare giù dagli altri”: «Lo scopo della tua vita è di trovare la massima espressione di te stesso. Per farlo, devi circondarti di persone felici, che ti sostengono, che fanno il tifo per te. Dalle relazioni tossiche, invece, imparerai la lezione di ciò che non vorrai mai essere», conclude Di Benedetti.


 

di redazione digital

28/10/2021

Vinil Week: impossibile resistere

27 mercoledì 2021 visualizzazioni:

Quella per il vinile è una passione intramontabile che, nel tempo, ha saputo conquistare e unire a ritmo di musica intere generazioni in tutto il mondo.

Impossibile resistere alla magia del caro vecchio disco di vinile, un oggetto dal sapore deliziosamente vintage che, da sempre, incarna il vero concetto di musica di qualità e trasforma l’esperienza di ascolto in una sorta di rito o di culto. Sulla scia di quella che potrebbe quasi suonare come “un’operazione nostalgia”, anche i più giovani stanno via via scoprendo il piacere di un mezzo di ascolto che, grazie al suo suono caldo, riesce ad amplificare le emozioni e a rendere davvero unica qualsiasi atmosfera.

Ecco perché Amazon, anche quest’anno, dedica a tutti gli appassionati dei 33 e dei 45 giri la Vinyl Week, un’intera settimana di offerte imperdibili a tema. Fino al 31 ottobre, i clienti potranno scoprire e acquistare, sulla pagina dedicata all’iniziativa, un’ampia selezione di album, dai classici della musica italiana ai più recenti successi rock e pop, beneficiando di offerte speciali ed edizioni in esclusiva di vinili autografati.

E proprio i grandi classici cult della discografia internazionale sono i protagonisti della classifica dei vinili più venduti su Amazon.it nell’ultimo anno. La prima posizione è stata conquistata dal disco Harry Styles dell’omonimo cantante britannico, seguito da The Dark Side Of The Moon dei Pink Floyd, che non hanno bisogno di ulteriori presentazioni; conquista invece la terza posizione l’album Nevermind dei Nirvana. Ecco la top 10 completa:

Sempre più artisti italiani, inoltre, decidono di incidere i propri album anche su vinile ed il pubblico li apprezza e premia: Salmo e Caparezza conquistano i primi due posti nel podio delle vendite su Amazon.it. Non manca nella top ten dei vinili più acquistati nel nostro Paese uno delle eccellenze della musica italiana all’estero, Ennio Morricone che, con il suo Morricone 60 Years Of Music, troviamo in quinta posizione seguito da altri giovani artisti italiani come Blanco, i Mäneskin e i Pinguini Tattici Nucleari. Di seguito la top 10:

In occasione della Vinyl Week, la selezione vinili su Amazon.it si arricchisce anche di edizioni in esclusiva destinate a diventare dei veri pezzi da collezione: 

La Amazon Vinyl Week è anche la grande occasione per riscoprire gli album più iconici di tutti i tempi sfruttando le sonorità emozionanti garantite dal vinile. Tra gli album più apprezzati in offerta sono presenti:

di redazione digital

27/10/2021

“IL MIO PRIMO CUCCIOLO”: LA PRIMA GUIDA ILLUSTRATA PER BAMBINI CHE INSEGNA AI PIÙ PICCOLI COME DIVENTARE I MIGLIORI AMICI DEL PROPRIO CANE

26 martedì 2021 visualizzazioni:

Guidare genitori e bambini in un percorso di crescita personale nel rapporto con il proprio animale.

Questo è lo scopo de “Il mio primo cucciolo”, libro che aiuta a costruire il rapporto tra il proprio cane e i bambini: indipendentemente dall’ordine cronologico di arrivo, sia cani che figli si troveranno ad interagire all’interno del nucleo familiare. A volte il nuovo arrivato potrà essere un cucciolo, altre un bambino. In entrambi i casi l’interazione deve avvenire in maniera scientifica, con metodi studiati, cercando di non destabilizzare né il ruolo del cane nella famiglia, né il ruolo del figlio.

Ed è proprio questo che spiega il libro di Laura Guerra, grazie anche alla potenza delle illustrazioni di Micol Ceoletta.

L’idea è di Laura Guerra, primo educatore cinofilo in Italia specializzato nella relazione tra cani e bambini. Laura è anche laureata in Scienze della Formazione Primaria ed insegna nella scuola primaria.  Dal 2016 come educatore cinofilo – ha creato BIM – BAU, il 1^ servizio professionale in Italia che si occupa della relazione tra cani e bambini. Grazie all’ideazione di un suo metodo, del “SICURO”, ha la possibilità di guidare il bambino e il suo cucciolo in un percorso di crescita e di arricchimento reciproco, e fornisce alle coppie in dolce attesa gli strumenti necessari e indispensabili per far convivere in totale armonia e sicurezza bimbi e amici a 4 zampe.

“Dopo anni di lavoro ho maturato la convinzione che la colpa degli incidenti fra cani e bambini (o, più semplicemente, delle adozioni che non funzionano), molto spesso non è né dei bambini, né delle loro famiglie. La verità è che oggi in Italia i genitori sono lasciati a loro stessi, senza alcun tipo di supporto valido in questa direzione. La mia missione è quella di creare un mondo più sicuro e felice, in cui i genitori possano affrontare con più serenità il difficile ruolo di crescere un figlio e di educare un cane, insegnando loro il rispetto e l’amore reciproco e permettendo a bambini e cani di vivere esperienze meravigliose in totale sicurezza e armonia”.

di redazione digital

26/11/2021