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#Today: Giornata mondiale dell’acqua

22 lunedì 2021 visualizzazioni:

I comportamenti sostenibili per non sprecare e inquinare questa preziosa risorsa

Oggi, 22 marzo si celebra la giornata mondiale dell’acqua. Occasione per fermarsi a riflettere su quanto sia preziosa questa risorsa e come attraverso i nostri comportamenti dobbiamo cercare di limitarne lo spreco e soprattutto di non inquinarla. 

Nonostante la strada sia ancora lunga, oggi la sensibilità verso l’ambiente è cresciuta tanto.

Secondo una recente ricerca di mercato di SodaStream emerge che la protezione dell’ambiente per gli italiani rimane, nonostante la pandemia, in cima alle loro preoccupazioni. Infatti, il 36% delle famiglie italiane non acquista più prodotti o servizi con un impatto negativo sull’ambiente o sulla società e il 30% evita merci con imballaggio in plastica, se esiste un’alternativa. Inoltre, più del 50% delle famiglie italiane si aspetta che le aziende commercializzino packaging riciclabili al 100% e/o prodotti con materiali alternativi alla plastica.

Possiamo tuttavia ancora migliorare per limitare l’inquinamento da plastica visto che ancora il 75% degli Italiani predilige l’acqua in bottiglia. Tenendo conto che in media ogni singolo cittadino beve più di 220 litri di acqua all’anno, arriviamo ad un consumo  di circa 11 miliardi di bottiglie, di queste ben l’84% è in plastica. Ricorrendo all’acqua del rubinetto e ai gasatori domestici, versatili e sicuramente più sostenibili, possiamo risparmiare fino a 2000 bottiglie di plastica all’anno a famiglia.

E possiamo fare di più per non sprecare l’acqua. 

Basta pensare che per fare una doccia di 10 minuti occorrono circa 100 litri dia acqua, pensiamo a quanta acqua sprechiamo durante docce prolungate; lavarsi i denti lasciando scorrere l’acqua ci costa fino a 20 litri contro i 2 che sarebbero sufficienti chiudendo il rubinetto durante il lavaggio.

Falsi miti sull’acqua del rubinetto 

Stando ai dati dell’Istat ben il 29% delle famiglie italiane non reputa l’acqua corrente domestica affidabile nonostante un blind test di Legambiente del 2018 abbia dimostrato come l’acqua del rubinetto non presenta alcuna differenza rispetto a quella imbottigliata se non quella di offrire una chance per essere sostenibili e rispettosi verso l’ambiente.

Sodastream concentra inoltre tanti dei suoi sforzi comunicativi nello sfatare i “falsi miti” che storicamente in Italia demonizzano l’acqua del rubinetto senza alcun valido motivo:

  • L’acqua del rubinetto è sicura. Vero. La prima condizione di un’acqua potabile è l’assoluta sicurezza per la salute, garantita già dalla falda. L’acquedotto e la rete vengono monitorati costantemente per verificare il rispetto scrupoloso dei parametri microbiologici, chimici e fisici stabiliti per legge.
  • L’acqua del rubinetto ha un cattivo sapore. Falso. Si tratta di una percezione assolutamente personale. Alcune persone si lamentano per il sentore di cloro, ma si tratta di un difetto risolvibile: per eliminarlo basta raccogliere l’acqua in una brocca e lasciarla decantare per qualche minuto. Essendo un elemento volatile, si disperderà facilmente nell’aria, scomparendo dall’acqua.
  • Il calcare dell’acqua del rubinetto è dannoso per la salute. Falso. Il calcare è composto da calcio e magnesio che, non solo non fanno male, ma anzi contrastano l’osteoporosi. Gli studi clinici hanno addirittura messo in luce che c’è una correlazione positiva tra la durezza dell’acqua e la minor incidenza di problemi cardiovascolari. 
  • L’acqua del rubinetto ha molto sodio. Falso. La maggior parte delle acque potabili ha un contenuto medio-basso di sodio. In ogni caso, la quantità fornita dall’acqua ha un impatto irrilevante rispetto a quella assunta attraverso gli alimenti. Basti pensare che una scatoletta di tonno o una mozzarella ne apportano già 2.5 grammi, mentre per assumerne la stessa quantità, attraverso l’acqua, ne servono circa 15 litri!

di Sofia D’Altrui

22/03/2021

#Today: La giornata mondiale del sonno

19 venerdì 2021 visualizzazioni:

Oggi 19 Marzo è la giornata mondiale del sonno che quest anno coincide con la festa del papà. Coincidenza puramente casuale?

Vi sveleremo i 5 miti più comuni sul sonno e le 5 regole d’oro per un rapido addormentamento

1.     Un riposo sano non dipende dalla quantità di ore di sonno profondo

Il sonno profondo, detto anche a onde lente, è fondamentale per sentirsi riposati al mattino: è la fase notturna più rigenerante associata a funzioni vitali quali la produzione di ormoni della crescita e al rafforzamento del sistema immunitario. L’ipotesi che solo il sonno profondo determini per quanto tempo si dovrebbe dormire è sbagliata perché anche le restanti fasi hanno funzioni importanti. Il sonno più leggero, chiamato N2, contribuisce all’elaborazione e al consolidamento della memoria e svolge un ruolo vitale nell’apprendimento e nell’automazione delle sequenze di movimento. Mentre il sonno REM agisce sulla salute mentale in quanto vengono disattivate nel cervello concentrazioni di sostanze chimiche che scatenano ansia e stress e riattivate strutture cerebrali legate a emozioni e memoria.

Da ricordare: il sonno profondo è fondamentale per il riposo, ma ogni fase ha i suoi benefici. Dunque un sonno sano dipende dalla somma di tutte le fasi.

2.     I sogni non sono solo buffi racconti

Le esperienze notturne narrative – talvolta bizzarre – che vengono denominate “sogni” si verificano in tutte le fasi del sonno, ma prevalentemente in quella REM. Ciò può essere spiegato da uno stato neurobiologico particolarmente favorevole: l’aumentata attività delle strutture cerebrali legate alle emozioni e alla memoria, in particolare l’amigdala e l’ippocampo, così le emozioni possono essere “lavorate” in uno stato privo di stress. In questo modo, il sonno REM consente di riacquisire un maggiore controllo sulle esperienze e di guarire le “ferite emotive”.

Da ricordare: alcuni studi hanno dimostrato che il sonno può effettivamente avere un importante impatto sulla stabilità e l’elaborazione emotiva.

3.     Il caffè dopo le 15:00 non è sinonimo di sonno rovinato

La caffeina inibisce l’effetto di fatica ed esercita un potere energizzante, per questo può influenzare i tempi di addormentamento, la riduzione della durata totale di sonno e la qualità del riposo. Tuttavia, l’effetto e la durata del caffè variano a seconda di molteplici fattori e dai singoli individui. Se per alcuni la tazzina del pomeriggio può già interferire con il sonno, altri possono assumerla anche dopo cena senza problemi.

Da ricordare: la caffeina incentiva la vigilanza e contrasta i meccanismi che inducono il sonno. Quanto dura l’effetto del caffè, dipende da una serie di fattori interindividuali da considerare. 

4.     Rigirarsi nel letto non significa dormire poco e male

Muoversi durante la notte non implica necessariamente vivere un sonno disturbato: infatti, la frequenza e la durata dei cambi di posizione possono variare a seconda dei soggetti e delle fasi di sonno, con una media di 5-16 movimenti l’ora. Se questa “attività” non interrompe il sonno, non è necessario preoccuparsi. Nello specifico, il corpo resta immobile nella fase REM, mentre vi sono più movimenti prima e dopo questa fase e durante quelle di sonno più leggero. La mobilità è correlata alle transizioni tra le fasi e rigirarsi può prolungarne il passaggio. Qualora i cambiamenti di postura provochino un risveglio, anche se per un breve periodo di tempo (i cosiddetti micro risvegli), possono comunque causare la frammentazione del riposo e quindi influenzarne la qualità.

Da ricordare: rigirarsi di notte non significa dormire poco o male. Tuttavia, se il dolore o il disagio sono la causa dell’irrequietezza, è necessario agire. 

5.     Lo sport di sera non inibisce il sonno

È opinione comune pensare che l’attività fisica serale crei un’eccitazione fisiologica e ostacoli il sonno a causa dell’aumento della frequenza cardiaca, dei livelli di endorfine e dello sfasamento circadiano, che controlla il ciclo sonno-veglia. Eppure, lo sport praticato a fine giornata può avere anche risultati positivi; infatti durante l’esercizio la temperatura corporea aumenta e poi diminuisce poco dopo, imitando il naturale cambiamento che si verifica prima di addormentarsi. Inoltre, devono essere prese in considerazione le differenze interindividuali; ad esempio per i cronotipi “gufi” (chi impiega più tempo a svegliarsi al mattino, ma è attivo la sera) l’esercizio serale porta a un accorciamento del tempo di addormentamento, mentre per i cronotipi mattinieri (“allodole”), lo sport a fine giornata ritarda l’addormentamento.

Da ricordare: è sbagliato affermare che l’esercizio vicino al momento di coricarsi abbia un impatto negativo sul sonno. Fare sport la sera può aiutare ad allineare l’orologio interiore a causa dei cambiamenti nella temperatura corporea interna. Anche in questo caso, ognuno dovrebbe identificare preferenze personali e osservare le risposte del proprio corpo.

Le 5 regole d’oro per un addormentamento rapido:

• Respirazione: controllare e decelerare la respirazione, ad esempio contando. L’idea alla base è quella di calmare il respiro e distogliere l’attenzione da preoccupazioni o paure. Ogni volta che si ha difficoltà ad addormentarsi, bisognerebbe “scansionare” il proprio corpo per individuare eventuali aree di tensione, iniziare contando i respiri, e non appena la mente ritorna a pensieri fastidiosi, riportala a contare il respiro.

• Come si sente il corpo: concentrarsi al fine di percepire consapevolmente dove il corpo tocca le superfici, partendo dalla punta dei piedi fino alla sommità della testa.

• Visualizzazione: pensare a un luogo o a una scena che rappresenta un’oasi di pace e relax totale dove fuggire con tutti i sensi.

• Distrazione immaginativa: consiste nel richiamare un’immagine piacevole e rilassante immediatamente prima di provare ad addormentarsi e visualizzarla in modo molto dettagliato. L’obiettivo è quello di utilizzare la maggior capacità cognitiva possibile per accantonare i pensieri preoccupanti.

• Rilassamento muscolare progressivo: iniziare dalla punta delle dita, contrarre per 10 secondi e poi rilassare di nuovo per altri 30 e procedere progressivamente coinvolgendo diversi gruppi muscolari: dalle mani e braccia al viso, alle spalle, dai glutei alla punta dei piedi. 

“Sfatando falsi miti e condividendo accorgimenti e consigli, Emma desidera essere ancora più vicino alle persone per aiutarle a dormire meglio, oltre a fornire prodotti adeguati per un riposo sano e ristoratore. Il team di Ricerca e Sviluppo di Emma ha da sempre a cuore il benessere delle persone e si applica costantemente per raggiungere nuovi obiettivi e creare prodotti che possano rendere il riposo di ciascuno il più salutare e soddisfacente possibile: perché riuscire a vivere un sonno gratificante è il punto di partenza fondamentale per migliorare il proprio stile di vita” commenta Verena Senn, neuroscienziata ed esperta del sonno di Emma – The Sleep Company.

di redazione digital

19/03/2021

GIORNATA DELLA FELICITÀ, SECONDO GLI SCIENZIATI LA RICETTA DEL BUONUMORE È LA BIRRA

18 giovedì 2021 visualizzazioni:

 SECONDO GLI SCIENZIATI LA RICETTA DEL BUONUMORE È LA BIRRA: ECCO TUTTI I MODI IN CUI UNA PINTA PUÒ MIGLIORARE UNA “GIORNATA NO”

A volte basta godersi una giornata di sole sorseggiando la propria birra preferita per essere felici. È scientificamente provato: secondo Scientific Reports, è l’ordenina, sostanza contenuta nell’orzo maltato, a scatenare questa reazione. L’Università di Oxford e CBS News, invece, pongono rispettivamente l’accento sul ruolo dei pub come luoghi di aggregazione e su come un consumo moderato di alcol possa aiutare le persone ad essere più socievoli ed empatiche.

Un ricordo può riemergere dai meandri della memoria nella maniera più inaspettata. Ne sa qualcosa Marcel Proust, scrittore francese che, in un celebre passo della sua monumentale opera “Alla ricerca del tempo perduto”, semplicemente assaggiando una madeleine inzuppata nel tè riesce a viaggiare nel tempo e a rivivere i momenti speciali trascorsi insieme agli affetti più cari. Se oggi Proust fosse ancora vivo, molto probabilmente festeggerebbe la giornata internazionale della felicità, che ricorre il 20 marzodi ogni anno, gustando una madeleine accompagnata da un infuso. Tanto più in epoca di pandemia, quando l’unica possibilità per tirarsi un po’ su di morale sembra essere rifugiarsi nei ricordi e vedere il lato positivo nelle cose semplici che la quotidianità ha da offrire: il piacere di leggere un buon libro senza distrazioni, più tempo per prendersi cura di se stessi e, con l’arrivo della primavera, una bella giornata di sole da godersi in giardino, magari stappando una birra fresca, la bevanda per antonomasia associata al relax e al buonumore“Portaci da bere uno shot di birra ma fredda, con o senza schiuma, scura o chiara, ma che sia una birra”, cantavano Enzo Jannacci e Giorgio Gaber nel 1959. Del resto, lo dice perfino la scienza che la birra rende felici: secondo uno studio condotto dall’Università Friedrich-Alexander di Erlangen-Norimberga pubblicato su Scientific Reports, l’ordenina, una sostanza presente nell’orzo maltato, attiverebbe il recettore della dopamina D2 esclusivamente attraverso le proteine G, stimolando più a lungo il centro di ricompensa del cervello. Non solo: alcuni ricercatori dell’Università di Oxford hanno individuato nella birra degli effetti positivi sul piano delle interazioni sociali e, di conseguenza, sottolineato il ruolo fondamentale dei pub, spazi imprescindibili per la creazione di comunità e gruppi affiatati. A confermarlo un’indagine pubblicata su CBS News, dalla quale risulta che un consumo moderato di alcol renda le persone più socievoli, empatiche e disinibite, permettendo loro di individuare volti altrettanto allegri nella folla più velocemente.

E se durante il lockdown ritrovarsi per bere qualcosa tutti insieme come la simpatica comitiva di How I Met Your Mother non è stato possibile, la birra rimane comunque il simbolo per eccellenza di familiarità e condivisione, un porto sicuro a cui far ritorno in tempi incerti. Ed ecco quindi che l’“happy place” non è più un luogo fisico, bensì un attimo di gioia individuale da ritagliarsi nel caos della contemporaneità. Lo sa bene Ivan Magnus Tagliavia, direttore marketing di Doppio Malto, che ha fatto della felicità la filosofia alla base del suo brand.

“Il nostro motto è ‘facciamo birra, facciamo cucina, vi facciamo felici!’ I nostri locali nascono per essere dei luoghi dove trascorrere del tempo di qualità con amici e parenti all’insegna del divertimento, del buon cibo e della buona birra. Ora non è possibile farlo di persona, ma questo non vuol dire che non possiamo mantenere la promessa alla base della nostra mission: se i clienti non possono venire qui, vorrà dire che toccherà a noi portare nelle loro case la ‘felicità in bottiglia’. Sul nostro EHI!-Commerce (shop.doppiomalto.com), lanciato poco meno di un anno fa dopo il primo lockdown di marzo, è possibile ordinare la propria box personalizzata da gustare virtualmente con i propri cari. La birra è da sempre sinonimo di convivialità e ha un grande potere evocativo: ridere insieme dei vecchi aneddoti in attesa di crearne di nuovi è un bel modo per celebrare la giornata dedicata alla felicità”.

A ben vedere poi, la madeleine di Proust è anche un ottimo esempio di “comfort food”. Ma che cosa s’intende esattamente con questa espressione? Dall’inglese “comfortable”, “confortevole”, una pietanza può essere definita così quando, fin dal primo boccone, scatena un benessere psicologico collegato a sentimenti positivi, appagando sia il palato sia l’umore. Il suo consumo è spesso una risposta a una fonte di stress, e non è un caso che questo concetto si sia sviluppato parallelamente alla frenesia della società moderna. Tipici piatti di conforto sono quelli dall’alto apporto calorico, facili e veloci da preparare, da assaporare comodamente seduti sul divano davanti a un film o una serie tv. Tuttavia, essendo la scelta del comfort food un fatto fortemente soggettivo, non ci sono limitazioni di alcun tipo. La regola è una sola: deve far star bene. Stesso discorso per quanto riguarda il bere: già discretamente diffuso negli Stati Uniti, come si legge in un articolo sul New York Times, pure in Italia sta prendendo sempre più piede il fenomeno del comfort drink. Esistono infatti bevande capaci di regalare sensazioni analoghe a quelle che provoca il cibo. Una su tutte proprio la birra, fedele compagna di aperitivi, concerti, partite e serate con gli amici. Posto che versarsi una pinta dopo una giornata lunga e faticosa è sempre un piacere, un singolo sorso ha il potere di far riaffiorare momenti piacevoli che scaldano l’anima risalenti a un’occasione speciale, a un viaggio che si è fatto in passato o, perché no, a un pub crawl particolarmente divertente. Ciliegina sulla torta, contrariamente al pensiero comune, il consumo moderato di birra può avere una lunga serie di benefici per la salute: secondo alcuni studi pubblicati su NBC News, il mix di vitamina B, fosforo, acido folico, niacina, proteine, fibre e silicio in essa contenuto può aiutare a impedire la formazione di batteri sui denti, avere un impatto positivo sui livelli di colesterolo e prevenire il rischio di diabete, attacchi di cuore, Alzheimer e osteoporosi. Dunque, tanto più in occasione della giornata internazionale della felicità, è decisamente il caso di brindare. Parafrasando Homer Simpson: “Alla birra! La causa di, e la soluzione a, tutti i problemi della vita!”

18/03/2021

di redazione digital

Milano Music week partecipa alla Milano Digital week

17 mercoledì 2021 visualizzazioni:

Milano Music Week è la settimana dedicata alla musica e ai suoi protagonisti. Un appuntamento consolidato di respiro nazionale che ogni anno, a partire dalla music city milanese, coinvolge l’intera filiera del settore e i diversi attori che ne fanno parte, in un racconto a 360° dell’industria musicale con un palinsesto diffuso, fra temi attuali e scenari futuri.    
L’iniziativa è promossa da Comune di Milano – Assessorato alla Cultura, FIMI (Federazione Industria Musicale Italiana), NUOVOIMAIE (Nuovo Istituto Mutualistico Artisti Interpreti Esecutori), ASSOMUSICA (Associazione di organizzatori e produttori italiani di spettacoli musicali dal vivo), con il supporto di SIAE (Società Italiana degli Autori ed Editori) e a cura di Luca De Gennaro.              
Dopo il successo della speciale edizione online nel 2020 dedicata al sostegno dei lavoratori del mondo musicale, MMW si conferma una manifestazione in continua crescita ed espansione, importante vetrina per la musica e piattaforma per il racconto di nuovi progetti discografici di grandi artisti.

Quest anno la Milano Music Week partecipa alla quarta edizione della Milano Digital Week, in programma online dal 17 al 21 marzo, con due appuntamenti speciali dedicati al mondo della musica.

Nell’ambito della quarta edizione della Milano Digital Week in programma online dal 17 al 21 marzoMilano Music Week partecipa al palinsesto dell’iniziativa dedicata al mondo digitale con due appuntamenti speciali per portare, ancora una volta, l’attenzione sul settore della musica, gravemente colpito dalla pandemia.

Il primo appuntamento firmato Milano Music Week si terrà venerdì 19 marzo alle ore 11.00 con un panel dal titolo “Musica live in remoto…ossimoro o futuro?” durante il quale interverranno Enzo Mazza (Presidente FIMI), Anna Zò (Project Manager Music Innovation Hub), Carlo Parodi (Promoter musicale Hiroshima mon Amour) e Luca de Gennaro (Curatore artistico della Milano Music Week e VP Talent & Music ViacomCBS Networks per Sud Europa e Medio Oriente).

Come coniugare il desiderio del rapporto in presenza con le condizioni attuali e con l’imperativo mondiale che chiede sicurezza sostenibilità? In un periodo nel quale la musica ha dovuto cambiare radicalmente il suo rapporto con il pubblico, obiettivo dell’incontro – trasmesso gratuitamente sulla piattaforma Teams – sarà quello di indagare le diverse occasioni e modalità che sono nate per fruire i concerti live in remoto: un nuovo capitolo in una trasformazione già in atto e forse già completa nell’area discografica, ma che ha ancora molte possibilità di sviluppo per la musica dal vivo.

Studio Murena

Il secondo appuntamento animerà invece la serata di venerdì 19 marzo, a partire dalle ore 19.30, con un livestream ricco di ospiti e musica per riaccendere la luce sulla grande macchina dello spettacolo, ferma da troppo tempo.

Ad un anno dall’inizio della crisi sanitaria che ha costretto il settore a chiudere venue e posticipare concerti, il mondo dello spettacolo dal vivo resta ancora, purtroppo, in attesa di risposte valide. Così come i fan, tantissimi – che non hanno mai smesso di chiedere e ascoltare musica. È dedicato a loro e ai lavoratori dello spettacolo questo grande evento in streaming – promosso da Homestage e Radar Concerti in collaborazione con Milano Music WeekDice.fm e supportato da Cariplo Factory – che vedrà quattro artisti della scena milanese emergente esibirsi live negli spazi di Cariplo Factory, presso BASE Milano, luogo simbolo dell’innovazione digitale e culturale in città. A presentare l’evento sarà Luca de Gennaro che intervisterà, tra un live e l’altro, gli artisti GIUNGLA, Brividee, Memento e Studio Murena.

La line up molto interessante di questo evento conferma l’identità di Milano Music Week come piattaforma di scoperta e lancio di nuovi meritevoli artisti indipendenti. E per una sera torneremo sul palco di BASE, uno dei principali luoghi culturali della città purtroppo chiusi da un anno”, dichiara Luca de Gennaro, curatore artistico della Milano Music Week e VP Talent & Music ViacomCBS Networks per Sud Europa e Medio Oriente.

Il pubblico potrà partecipare gratuitamente al concerto sul sito milanodigitalweek.com e sull’app di Dice.fm.

Brividee

di Sofia D’Altrui

17/03/2021

88 Poetesse per cambiare il Mondo

15 lunedì 2021 visualizzazioni:

Maratona di letture dedicata alle donne per la Giornata Mondiale della Poesia

Hypercriticpiattaforma che connette mondi culturali e artistici in uno spazio digitale condiviso, celebra la Giornata mondiale della Poesia con una maratona di letture lunga una settimana su Facebook e Instagram dedicata a 88 poetesse del passato e contemporanee.

Dal 15 al 21 marzo scrittori, autori e testimonial da tutto il mondo si alterneranno nella lettura di una poesia l’ora in 24 lingue, come greco antico, polacco, svedese, portoghese, turco, arabo, russo, persiano, giapponese e cinese.

Tra i lettori, che daranno voce alle poetesse di 40 Paesi saranno presenti Roberto Saviano, che leggerà il Premio Nobel per la Letteratura 2020 Louise Glück, Nicola Lagioia con una poesia di Amelia Rosselli, Christian Greco, che leggerà in geroglifico dei versi che celebrano la figura femminile, Beatrice Venezi (Margaret Atwood), Savina Neirotti (Sylvia Plath), Giovanni Caccamo (Alda Merini), Emiliano Poddi (Wisława Szymborska), Antonella Lattanzi (Patrizia Cavalli), Federica Manzon, Chiara Tagliaferri, Paolo Giordano, Chiara Valerio, Fabio Geda, Mauretta CapuanoSerena Danna, Ezio Mauro, David Frati, Mario De Santis, Francesca Angeleri, Alessandro Colombo, Claudio Petronella, Ilaria Gaspari, Andrea Tarabbia, Marco Belpoliti, Eleonora Sottili, Mauro Berruto, Nicola Campogrande, Giulia Caminito, Mario Brunello, Camilla Ronzullo, Paolo Maria Noseda (che leggerà Patti Smith).

Il fondatore di Hypercritic Alessandro Avataneo leggerà Cristina Campo e Emily Dickinson. A conclusione della maratona poetica, Alessandro Baricco leggerà Saffo in greco antico.

Faranno parte della Hypercritic Poethon 2021 le opere di poetesse italiane come Alda Merini e Patrizia Cavalli, dei Premi Nobel per la Letteratura Wisława Szymborska e Louise Glück, delle poetesse latino americane, tra cui Carmen Yáñez e Gioconda Belli, le americane, da Emily Dickinson, Sylvia Plath, Maya Angelou fino alla giovane Amanda Gorman, di poetesse politiche come Yasar Nezihe, poetesse erotiche come Patrizia Valduga e Saffo e poetesse-influencer come Rupi Kaur.

Domenica 21 marzo sarà il giorno clou: inviteremo gli amici, i follower e tutti coloro che vogliono partecipare a condividere la loro poesia del cuore, in forma di reading, accompagnata da un’immagine o pubblicandone solo il testo, con l’aggiunta dell’hashtag #postapoem e taggando le pagine social di Hypercritic.

di Sofia D’Altrui

15/03/2021

IN COMPAGNIA DEL LUPO. IL CUORE NERO DELLE FIABE

12 venerdì 2021 visualizzazioni:

La nuova serie di Carlo Lucarelli che racconta i segreti nascosti nei racconti del “c’era una volta”

Le conosciamo bene, le fiabe.

Ce le hanno raccontate così tante volte, sempre le stesse, da bambini, per farci addormentare, che non hanno più segreti.

Conosciamo i meccanismi, i colpi di scena, i personaggi, la morale, sappiamo perfettamente chi è il buono e chi il cattivo: il lupo, naturalmente.

Ma è davvero così?

O forse c’è qualcosa, sotto, dietro, addirittura prima, che non ci hanno mai detto? Qualcosa di diverso, di strano, o anche di oscuro, più bello o più inquietante, che non conosciamo?

Insomma: siamo davvero sicuri che il cattivo sia proprio il lupo?

Appuntamento a lunedì 15 marzo, alle ore 21:15, su Sky Arte per la sesta puntata di In compagnia del lupo. Il cuore nero delle fiabe, la nuova produzione originale del canale realizzata da TIWI e condotta da Carlo Lucarelli.

Per otto appuntamenti, in ogni puntata Lucarelli conduce il pubblico alla riscoperta delle fiabe del “c’era una volta”, svelando – con l’accompagnamento di illustrazioni animate – i risvolti insoliti, avventurosi, talvolta terribili e spaventosi che si celano al loro interno, nella vita dei loro autori, nei fatti di cronaca che le hanno ispirate, nei costumi delle epoche in cui sono nate.

Nel sesto episodio, Peter Pan, L’Angelo Della Morte, Carlo Lucarelli ci svela che dietro al racconto di James Matthew Barrie si ritrova il fenomeno delle frequenti morti premature dei bambini nell’Ottocento e che il protagonista è un malinconico angelo della morte.

L’ospite della puntata è la scrittrice Simona Vinci.

In compagnia del lupo. Il cuore nero delle fiabe è anche il primo podcast di Sky Arte: 8 episodi realizzati in collaborazione con Carlo Lucarelli.

Il sesto contenuto originale è disponibile da venerdì 12 marzo sul sito di Sky Arte e sulle principali piattaforme gratuite di streaming.

I podcast sono distribuiti da Spreaker, prima piattaforma in Italia per la creazione, distribuzione e monetizzazione di podcast.

In compagnia del lupo. Il cuore nero delle fiabe conduce lo spettatore in un mondo che credeva di conoscere e, svelando gli aspetti non noti di tutte quelle storie che hanno accompagnato gli anni della sua infanzia, lo immerge in un’atmosfera magica e inquietante e lo porta a scoprire che forse no, il cattivo non era solo il lupo.

In compagnia del lupo. Il cuore nero delle fiabe è una produzione Sky Arterealizzata da TIWI con il sostegno della Regione Emilia-Romagna.

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15 MARZO 2021 – ore 21:15

Sesto episodio: Peter Pan, L’Angelo Della Morte

Ospite: Simona Vinci, scrittrice

Quando il primo maggio 1912, nei giardini di Kensington, viene inaugurata la statua di Peter Pan, i bambini sono entusiasti. Chi non è affatto soddisfatto, però, è James Matthew Barrie, l’autore della fiaba. “La statua – dice Barrie – non mostra il Diavolo che c’è dentro a Peter”. A nessuno di noi viene in mente il Diavolo pensando a Peter Pan, eppure in lui c’è qualcosa di inquietante, come strana e inquietante è la vita del suo autore. Quando James ha solo sette anni, suo fratello maggiore David, il preferito di sua madre, muore in un incidente. Da quel momento James farà di tutto per prendere il posto di suo fratello e, proprio come Peter Pan, smetterà di crescere. Molti anni dopo, nei giardini di Kensington incontrerà i fratellini Davies e diventerà per loro un compagno di giochi. Barrie è adulto ma il suo corpo e la sua voce sono quelli di un adolescente. Dall’incontro con i piccoli Davies nasceranno le storie di Peter Pan, il bambino che non voleva crescere. Barrie descrive Peter come un bambino dolcissimo e senza cuore, un mezzo e mezzo, che traghetta i bambini perduti verso un posto migliore, l’isola che non c’è. Peter è un piccolo angelo della morte. Per questo in lui c’è qualcosa di diabolico e strano, proprio come nel suo autore.

di Sofia D’Altrui

12/03/2021