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NON SOLO BIO, DAGLI ESPERTI I 10 “FOOD TRENDS” DEL 2021

03 mercoledì 2021 visualizzazioni:

DAL RITORNO DEI CLIMATARIANI AL BOOM DEGLI INSETTI, ECCO LE RIVOLUZIONI IN TAVOLA

Dai cibi creati con l’ausilio dell’intelligenza artificiale a quelli contenuti in imballaggi flessibili alternativi alla plastica, dal maggior consumo di fitonutrienti ai super-frutti dell’Amazzonia. Sono questi alcuni dei principali “food trends” che, secondo gli esperti del settore, segneranno il post pandemia. Da ricerche internazionali è emerso come a farla da padrone saranno anche il ritorno dei “climatariani”, attenti alla sostenibilità ambientale, e il consumo di insetti, ricchi di proteine. 

L’emergenza sanitaria ha ridefinito i principali settori economici, in primis quello alimentare, cambiando i paradigmi attuali e le scelte di milioni di persone. Da una recente ricerca americana dell’International Food Information Council pubblicata su Forbes è infatti emerso come il 54% dei consumatori abbia deciso di adottare un’alimentazione più sana nel 2020 rispetto a dieci anni fa, prediligendo cibi biologici. E ancora, secondo un’indagine condotta da Innova Marketing Insights e pubblicata su Food Industry Executive, nei prossimi anni ci sarà un’impennata di consumi legati ai cibi plant-based, ovvero quelli a base vegetale, raggiungendo una crescita del 20% entro il 2024. Ma quali saranno, dunque, i principali trend alimentari del 2021 secondo gli esperti? Secondo la testata americana Glipsecorp il nuovo anno vedrà il ritorno dei climatariani”, coloro che seguono una dieta indicata per combattere il cambiamento climatico. Un termine entrato nella lista dei più utilizzati secondo il New York Times e che segnerà anche il post pandemia. I cibi del futuro, invece, saranno a base di insetti, fonte di proteine più sostenibili grazie al minor impatto ambientale e all’alto valore nutrizionale, appena sdoganati dalla European Food Safety Authority: da una ricerca di Dealroom pubblicata su Bloomberg è infatti emerso come si tratterà di un business dirompente che supererà i 4,1 miliardi di dollari entro il 2025. Spazio anche al packaging alternativo alla plastica che, secondo una ricerca di Market Allied Research, aumenterà del 12,4% entro il 2022. “L’attenzione alla sostenibilità e all’impatto ambientale saranno ancora più preminenti all’interno del settore alimentare del post pandemia. Per questo motivo, dopo un’esperienza ventennale nel mondo del bio, ho deciso di rimettermi in gioco ideando una linea di zuppe fresche pronte che, a differenza dei prodotti contenuti nella comune ciotola in plastica, sono confezionate in pack realizzati con carta dotata di certificazione PEFC e proveniente da filiera sostenibile – ha spiegato Marco Roveda – Il pioniere del biologico – Una soluzione ideale per abbracciare i trend del 2021 e rispondere alle esigenze delle persone che prediligono quotidianamente un’alimentazione sana, ricercando salute, benessere, innovazione di ricette e packaging”.

Tra le principali tendenze alimentari del 2021 figura anche quella dei fitonutrienti, composti vegetali ricchi di proteine e vitamine, ideali per migliorare le funzioni immunitarie: da una ricerca di Businesswire pubblicata su Glimpsecorp è emerso come il loro consumo raggiungerà i 24 miliardi di dollari entro il 2023. E ancora, sarà preminente la digitalizzazione della catena alimentare grazie alla presenza di cibi interamente creati da intelligenze artificialisecondo una ricerca riportata da Today. Spazio anche ai super-frutti dell’Amazzonia come buriti e camu-camu, alimenti ricchi di vitamina A e C, e minerali come ferro e calcio, utili per restare in forma e rinvigorire il benessere mentale messo a dura prova dai periodi di lockdown. L’emergenza sanitaria ha inoltre aumentato la necessità di trasparenza delle aziende nei confronti dei consumatori. Da un’indagine di Label Insight e Food Marketing Institute è emerso come il 75% dei consumatori vorrebbe informazioni precise riguardanti l’origine dei cibi che arrivano sulla tavola. Aumenterà la richiesta di cibi ad alto contenuto di vitamina D, magnesio, probiotici: 3 consumatori su 5, secondo una ricerca di Innova Market Insights, sono alla costante ricerca di alimenti che possano impattare in maniera benefica la salute mentale e garantire una migliore qualità del sonno. Ma non è tutto, perché spopolerà anche la pratica del foraging, ovvero il raccogliere piante e ingredienti che crescono in boschi e lungo i fiumi. 

Ecco quali saranno i 10 principali trend alimentari del 2021 secondo gli esperti:

1.        Il ritorno dei climatariani: l’emergenza sanitaria ha aumentato il desiderio, da parte dei consumatori, di ricercare alimenti che possano avere un impatto benefico sul cambiamento climatico.

2.        Cibi creati con l’intelligenza artificiale: startup e multinazionali inizieranno ad avvalersi di macchine e robot per digitalizzare la catena alimentare.

3.        Proteine degli insetti nel piatto: non saranno più un tabù e diventeranno una delle principali portate del 2021 grazie alle loro proprietà nutritive e al basso impatto ambientale.

4.        Spazio ai fitonutrienti: gli alimenti che offrono benefici immunitari saranno un must del post pandemia. I consumatori cercheranno in tutti i modi di rafforzare la propria salute.

5.        Imballaggi più flessibili: si cercherà di ridurre al minimo l’utilizzo di confezioni in plastica, prediligendo packaging alternativi.

6.        I Super-frutti arrivano dall’Amazzonia: alimenti come buriti e camu-camu diventeranno un must sulla tavola per via dell’importante presenza di vitamine e minerali.

7.        Più attenzione alla trasparenza: i consumatori presteranno molta più attenzione all’origine dei prodotti, chiedendo una maggiore trasparenza dalle aziende.

8.        Boom del biologico: il settore sembra non aver risentito gli effetti della crisi e avrà una crescita miliardaria entro il 2025.

9.        Crescita costante del food delivery: le richieste di consegna del cibo a domicilio sono aumentate in maniera esponenziale durante i mesi di lockdown e continueranno anche nel 2021.

10.     Il trend del foraging: la pratica di raccogliere piante e ingredienti che crescono spontanei in boschi e prati o lungo i fiumi, già in crescita da diversi anni, sarà sempre più frequente anche nel post pandemia.

di Sofia D’Altrui

3/02/2021

Cucina in blu. Dieci chef internazionali insieme per gli oceani

02 martedì 2021 visualizzazioni:

Ricette sostenibili a base di pesce nel ricettario “Cucina in blu

Marine Stewardship Council (MSC), organizzazione non profit che lavora per promuovere la sostenibilità ittica attraverso i suoi Standard per la pesca sostenibile, pubblica il ricettario Cucina in blu: 10 ricette da 10 paesi del mondo per ricordare ai consumatori di privilegiare sempre la sostenibilità così da proteggere gli stock ittici che costituiscono una fonte di proteine per oltre 3 miliardi di persone1, ma di cui il 34% è sfruttato oltre il limite biologico2. Tutti noi abbiamo il potere di invertire la rotta orientando i nostri consumi verso fonti certificate sostenibili, riconoscibili dal marchio blu MSC che garantisce la provenienza da attività di pesca che rispettano gli stock ittici e gli ecosistemi marini, e vengono gestite in modo lungimirante.

Cucina in blu è composto da dieci ricette di dieci chef provenienti da altrettanti paesi del mondo (Italia, Canada, Cina, Finlandia, Inghilterra, Islanda, Olanda, Singapore, Spagna, Sudafrica) che portano nelle case italiane i gusti e le tradizioni della cucina internazionale. Cozze nordiche con erbe e aneto, nasello con glassa cantonese e baccalà islandese sono solo alcune delle ricette proposte, che vengono presentate insieme a informazioni riguardanti la salute degli stock ittici per mostrare ai consumatori l’impatto delle proprie scelte sugli oceani.

A rappresentare l’Italia, lo chef Max Mariola che propone la Fregola sarda con carciofi e lupini certificati MSC e la descrive così: “Una ricetta al sapore dell’amore per il mare, per coniugare l’imprescindibile tradizione culinaria del nostro paese con l’attenzione per una risorsa da proteggere, anche attraverso gesti apparentemente semplici come fare la spesa”.

Francesca Oppia, Program Director di MSC Italia, aggiunge: “Il momento di fare scelte migliori per noi stessi, gli oceani e il pianeta è arrivato. Questo ricettario nato dall’impegno di 10 chef porta sulle nostre tavole prodotti ittici provenienti da fonti sostenibili. Tutti noi possiamo e dobbiamo contribuire a far sì che il pesce che amiamo sia disponibile negli anni a venire, acquistando prodotti provenienti da pesca sostenibile”.

Marine Stewardship Council lavora da oltre 20 anni per incentivare le persone verso una maggiore sostenibilità dei propri comportamenti di consumo. Attraverso il suo programma di certificazione, combatte il problema della pesca eccessiva che depaupera le risorse di mari e oceani, e premia le attività di pesca responsabili che rispettano i principi del suo Standard per la pesca sostenibile. La sua rete di partner internazionali include scienziati, ONG, attività di pesca, retailers, aziende di trasformazione e ristoranti che lavorano fianco a fianco per assicurare che i prodotti ittici che consumiamo siano davvero tracciabili e sostenibili.

Il ricettario è disponibile all’indirizzo http://stories.msc.org/it/cucinainblupage2image35034256page2image66141760page2image66141184

LA RICETTA DI MAX MARIOLA
FREGOLA SARDA CON CARCIOFI E LUPINI CERTIFICATI MSC

Ph Ekaterina Grigoreva

LO SAPEVI?

La pesca delle vongole, o lupini, in Italia ha una lunga storia.
Inizialmente considerata un alimento povero e pescata a mano per il consumo familiare, negli anni ’50 ha iniziato a essere prelevata per la vendita.
I fondali bassi e sabbiosi del mar Adriatico sono un habitat ideale per la vongola lupino, che si può trovare fino a 7 metri di profondità.
La prima attività di pesca certificata MSC in Mediterraneo si trova in Italia, a Chioggia, e pesca vongole lupino!

INGREDIENTI x 4 persone

500 gr di fregola sarda
600 gr di vongole lupino certificate MSC 4 carciofi
Farina 00
Olio per friggere
Prezzemolo q.b.
Aglio

PROCEDIMENTO

STEP 1

Pulisci i carciofi; tagliane 2 in 8 pezzi, e i restanti, che verranno fritti, tagliali sottilissimi con una mandolina o un coltello ben affilato. Conservali separatamente in due ciotole con acqua e limone.

STEP 2

Nel frattempo, apri le vongole lupino certificate MSC con uno spicchio di aglio e gambi di prezzemolo, aggiungendo un bicchiere di acqua corrente per ottenere più liquido di cottura per poi cuocere la fregola.

STEP 3

Rosola con uno spicchio d’aglio e olio extra vergine d’oliva i due carciofi tagliati in 8 pezzi. Una volta rosolati, aggiungi un po’ di acqua e copri con carta forno fino a che sono cotti.

STEP 4

Aggiungi nella stessa pentola la fregola, falla insaporire con i carciofi e aggiungi poco alla volta il liquido di cottura ottenuto dai lupini fino a che la fregola sia cotta del tutto.

STEP 5

Passa i carciofi tagliati sottili nella farina e mettili a friggere in una padella con olio d’arachidi ben caldo, fino a farli dorare.

STEP 6

Aggiungi i lupini e del prezzemolo tritato nella pentola con la fregola, mantecando fino a che il liquido diventi cremoso.
Servi nei piatti, spargendoci sopra i carciofi fritti spolverati con un po’ di sale.

Aspetta prima di mangiare: ci piacerebbe vedere il tuo piatto finito! Scatta una foto e condividila su Instagram taggando il profilo @msc_italia e gli hashtag #grandefuturoblu e #cucinainblu.

Ora goditi il tuo piatto sapendo che hai contribuito a proteggere gli oceani. Perché il pesce sostenibile è…
BUONO PER TE … E BUONO PER GLI OCEANI
ABBIAMO BISOGNO CHE I NOSTRI OCEANI SIANO IN SALUTE E PIENI DI VITA

Gli oceani contengono l’80% della biodiversità del nostro pianeta.

Sono i polmoni della Terra, che forniscono l’ossigeno di cui abbiamo bisogno.
E sfamano oltre 3 miliardi di persone.
Quindi la prossima volta che acquisti del pesce, ricordati di cercare il marchio blu.
Perché significa che i prodotti del mare che stai acquistando provengono da un’attività di pesca impegnata a proteggere stock ittici, habitat e mezzi di sussistenza.

di Sofia D’Altrui

2/02/2021

TO.C.A.S. Togli Centimetri Aumenti Salute

01 lunedì 2021 visualizzazioni:

Dall’idea di un imprenditore napoletano è nata la Tocas, “togli centimetri aumenti salute”, azienda specializzata nel settore degli integratori alimentari da oltre 10 anni.

Tocas nasce come progetto di promozione alla salute a favore delle persone obese o in sovrappeso.

Al centro del progetto TOCAS si pone lo studio della nutrizione umana a 360 gradi, in relazione ai diversi stili di vita e comportamentali (anche patologici) del singolo individuo.

Inoltre, nel corso degli anni l’azienda, ha dedicato gran parte del suo lavoro ad analizzare e studiare prodotti volti a soddisfare le diverse esigenze dei pazienti.

Oggi, Tocas, rappresenta una realtà solida e diversificata, in grado di garantire con la sua linea di integratori il benessere fisico e mentale. 

La linea Tocas, senza glutine e naturalmente priva di lattosio, è composta da specifici prodotti contenenti principi nutritivi non sufficientemente presenti negli alimenti e quindi necessari per soddisfare il fabbisogno organico.

Gli integratori della linea Tocas possono essere utilizzati in condizioni di deficit di sostanze nutritive, per supportare la corretta funzionalità dell’organismo in periodi particolarmente intensi o come trattamento coadiuvante per specifiche patologie.         

Tocas ha una distribuzione capillare dei suoi prodotti in tutta Italia (presenti nelle migliori farmacie e parafarmacie), grazie ad una rete di informatori scientifici ed agenti di commercio.

di redazione digital

1/02/2021

Proteggere gli occhi tra le nuove abitudini anti covid

29 venerdì 2021 visualizzazioni:

Occhio secco, anche le mascherine anti-Covid 19 tra le cause

I consigli di su come prevenire questo disturbo ed evitare anche che gli occhiali si appannino quando indossiamo i dispositivi di protezione.

Purtroppo, sembra che dovremo continuare a indossare le mascherine contro il coronavirus più a lungo di quanto pensassimo ed è bene sapere che il loro uso prolungato può avere conseguenze anche sui nostri occhi, in particolare può accentuare alcuni problemi della vista come la secchezza oculare. Il flusso continuo di aria calda negli occhi, infatti, fa seccare gli occhi e può aggravare il problema se già se ne soffre.

Ma cosa vuol dire avere l’occhio secco? Si tratta di un disturbo che compare quando l’occhio non è abbastanza lubrificato. Secondo i dati forniti da www.clinicabaviera.it, una delle aziende oftalmologiche più importanti d’Europa, il 60% della popolazione sopra i 45 anni soffre di questo disturbo. Le cause possono essere molteplici: di solito può essere correlato all’età, ai cambiamenti ormonali, al fumo, alla cattiva alimentazione, all’aria condizionata, a disturbi allergici, ad alcuni farmaci… ma l’uso della mascherina può acuire il problema causando fastidi, bruciore, arrossamento dell’occhio, affaticamento oculare, riduzione della capacità visiva o sensazione di avere un corpo estraneo.

Per questo motivo, i medici esperti di Clinica Baviera hanno pensato di stilare una lista di consigli per trattare l’occhio secco, non solo quando esso è causato dall’uso prolungato delle mascherine:

1. La prima cosa da fare è molto semplice, anche se ancora oggi migliaia di persone non la mettono in pratica: bisogna regolare bene la parte superiore della mascherina per evitare che l’aria che espiriamo venga diretta verso gli occhi; sarebbe opportuno utilizzare del nastro adesivo ipoallergenico in modo che la mascherina sia ben aderente al naso per far in modo che l’aria calda esca attraverso i lati della mascherina o dalla parte inferiore.

2. Cercare di sbattere le palpebre volontariamente per lubrificare gli occhi e se non siamo in grado di farlo correttamente, usare lacrime artificiali.

3. L’uso di riscaldatori può peggiorare la situazione perché rendono l’ambiente più secco, si consiglia invece l’utilizzo di umidificatori.

4. Limitare il più possibile l’uso delle lenti a contatto e non dormire mai con esse.

5. Evitare gli ambienti saturi di fumo.

6. Bere due litri di acqua al giorno e seguire una dieta sana e, se possibile, ricca di Omega 3.

7. Indossare occhiali da sole tutto l’anno per proteggersi da polvere, aria, raggi solari e sostanze irritanti.

8. Se, oltre alla mascherina, dobbiamo usare a lungo dispositivi elettronici come computer o tablet, il problema può aggravarsi; è essenziale, quindi, mettere in pratica queste piccole regole, come fossero una routine quotidiana, quando stiamo tante ore davanti a uno schermo:   

– Mantenere lo schermo pulito e regolarne l’illuminazione.
– Avere una corretta postazione di lavoro con la parte superiore del monitor all’altezza dei nostri occhi e posizionarsi a una distanza tra i 50 e i 60 cm dallo schermo.
– Fare pause periodiche di 5 minuti ogni mezz’ora, o di 20 minuti ogni due ore.
– Sbattere le palpebre frequentemente.
– Usare protezioni per lo schermo e occhiali o lenti a contatto con filtri protettivi incorporati.

Tutte queste soluzioni possono dare buoni risultati, ma bisogna considerare che l’occhio secco non è l’unico fastidio che possono dare le mascherine. Le persone che portano gli occhiali hanno un altro problema importante direttamente collegato: il fatto che questi si appannano facilmente. L’anidride carbonica calda, infatti, entra in contatto con la superficie fredda degli occhiali e si trasforma in nebbia. Cosa si può fare per evitarlo? Ecco qualche suggerimento in proposito anche per questo disagio:

Regolare bene la mascherina.
Proprio come per evitare che i nostri occhi si secchino, il modo migliore per evitare che i nostri occhiali si appannino è regolare la mascherina correttamente, facendola aderire perfettamente in modo da evitare che l’aria calda entri in contatto con le lenti. Si può usare, anche in questo caso, un piccolo pezzo di nastro adesivo per farla aderire meglio.

Mettere gli occhiali sopra la mascherina.
Un altro ottimo rimedio è quello di indossare gli occhiali sopra la mascherina per evitare che l’aria entri in contatto con le lenti.

Allontanare gli occhiali dal viso.
E’ meglio se gli occhiali vengono indossati un po’ più in basso e lontani dal viso. Più sono vicini al viso, più si appannano. Lasciando più spazio tra il viso e gli occhiali l’aria fuoriesce liberamente e gli occhiali non si appannano così facilmente.

Lavare gli occhiali con sapone prima dell’uso.
Uno dei rimedi più usati è quello di lavare gli occhiali con il sapone prima di indossarli, per creare una leggera pellicola che impedisce l’appannamento. Ma bisogna fare attenzione perché è essenziale farlo in modo delicato per non graffiarli e bisogna usare un sapone neutro per non danneggiare i vetri.

Utilizzare uno spray, un gel o un panno antiappannante
Ci sono gel, spray e persino panni di camoscio antiappannamento. La loro applicazione sulle lenti impedisce alle particelle di vapore acqueo che si condensano sugli occhiali quando si respira di formare la nebbiolina.

Cambiare le lenti.
Cambiare le lenti con lenti antiappannanti è l’opzione meno economica ma è la più efficace e, in considerazione del fatto che l’uso delle mascherine durerà ancora a lungo, probabilmente è da prendere in considerazione.

“Sventolare” gli occhiali.
Quando gli occhiali si sono già appannati, un rimedio per farli tornare normali è “sventolare” gli occhiali per asciugare l’umidità. Si può fare mettendoli davanti a un ventilatore o semplicemente muovendoli finché l’appannamento non scompare.

Il Dott. Federico Fiorini, Direttore Sanitario di Clinica Baviera Bologna spiega:“L’uso della mascherina è ancora fondamentale nella lotta contro il coronavirus e resta uno dei modi più efficaci per ridurre il rischio di contagio, ma il suo uso può provocare qualche disagio come la secchezza oculare, un qualcosa che normalmente non causa gravi problemi medici ma che, se non viene trattato adeguatamente, può peggiorare gradualmente. Un altro disagio delle mascherine riguarda direttamente chi porta gli occhiali e se li ritrova di continuo appannati. Per questo motivo, noi di Clinica Baviera abbiamo voluto dare una serie di consigli che possono aiutare a risolvere entrambi i problemi”.

di Sofia D’Altrui

29/01/2021

Home Fitness: le proposte per allenarsi in casa

27 mercoledì 2021 visualizzazioni:

Amanti dello yoga o della meditazione, patiti degli esercizi cardio o tonificanti, chi più chi meno, tutti hanno bisogno di alcuni minuti preziosi durante l’arco della giornata da dedicare a se stessi per allentare lo stress o per la cura del proprio corpo. Amazon.it presenta gadget che rispondono alle esigenze di tutti, dai fitness addicted, che non saltano neanche un allenamento, agli sportivi più amatoriali, che si sentono rigenerati con una sessione di stretching o di cyclette di 20 minuti.

Dal set per lo yoga, per non rinunciare ad una sana lezione in casa come in palestra, alle fasce elastiche colorate che rendono gli esercizi ancora più allegri, per finire con i guanti tecnici per il sollevamento pesi e i leggings sportivi e drenanti per un’azione sinergica durante il workout casalingo, sono molte le proposte mirate che si possono trovare su Amazon.it.

Inoltre, per tutti coloro che non possono rinunciare a dare un tocco innovativo alle sessioni di fitness, prodotti come la borraccia che lampeggia per non dimenticarsi di bere, la balance board con app integrata per plank divertenti e il braccialetto che monitora le performance migliori, sono solo alcune delle interessanti  alternative che si possono trovare online nelle vetrine dei Marchi Esclusivi Amazon, Made in Italy, Handmade e Amazon Launchpad su Amazon.it, insieme a quelle offerte da produttori e rivenditori italiani.

Insomma, non avete scuse perché ce n è davvero per tutti i gusti e per tutti gli allenamenti.

di redazione digital

27/01/2021

Inauguration Day effect: i guanti di Bernie e le sneaker dei nipoti di Biden vanno a ruba tra i reseller

25 lunedì 2021 visualizzazioni:

Oltre ai Guanti di Bernie, indiscussi vincitori di stile, le Air Jordan indossate dalla nipote di Biden, Maisy, e dal fidanzato della nipote di Kamala Harris, Nikolas, hanno subito un’impennata di richieste sulla piattaforma di reselling

Dalla poesia di Amanda Gorman, ai volti famosi in mezzo alla folla fino alla raffica di meme di Bernie Sanders, la cerimonia di inaugurazione dell’insediamento di Joe Biden è stato l’evento più chiacchierato degli ultimi giorni. Se ad attirare l’attenzione dei cronisti di moda di tutto il mondo sono stati soprattutto gli outfit delle ​first lady passate e in carica e i monili di Lady Gaga, i patiti di ​streetwear sono andati in delirio per le sneaker indossate dal fidanzato della nipote di Kamala Harris, Nikolas Ajagu, fotografato con indosso un rarissimo paio di ​Air Jordan 1 Retro High Dior​, e della nipote di Joe Biden, Maisy Biden, immortalata mentre indossava un paio di Air Jordan 1 Mid Sisterhood​.

Subito dopo la cerimonia, ​StockX​, la piattaforma di reselling in cui vendere e acquistare sneaker, capi streetwear e accessori a tiratura limitata, ​ha visto crescere a ritmi incredibili l’interesse per entrambi i modelli​. Il traffico sulla pagina della piattaforma delle ​Air Jordan 1 Retro High Dior è aumentato di oltre il 200% nelle 24 ore successive all’evento e in un solo giorno le ricerche totali per “Dior Jordan” su StockX sono aumentate del 280%. Attualmente il modello viene venduto tra i 6.000 e i 7.000 euro.

Stessa sorte anche per le ​Air Jordan 1 Mid Sisterhood​, le cui offerte sulla piattaforma sono aumentate del 200% in un solo giorno. Le vendite totali del modello sono più che raddoppiate rispetto al giorno precedente alla cerimonia.

di redazione digital

25/01/2021