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PROTEZIONE SOLARE AL MARE E IN CITTA’: tutte le novità

18 sabato 2024 visualizzazioni:

Con l’arrivo della stagione estiva, la protezione solare diventa una priorità fondamentale sia per chi si gode le vacanze al mare che per chi rimane in città. I raggi UV possono causare danni significativi alla pelle, contribuendo all’invecchiamento precoce e aumentando il rischio di tu- mori cutanei. 

Al mare, dove l’esposizione al sole è prolungata e intensa, è cruciale scegliere prodotti con un alto fattore di protezione (SPF), resistenti all’acqua e al sudore, per mantenere la pelle protetta durante le attività acqua- tiche. Ma anche in città non bisogna sottovalutare l’importanza della protezione solare utilizzando prodotti leggeri, ideali per un uso quotidiano sotto il trucco o da soli.

Le Profumerie Douglas offrono una vasta gamma di novità dai brand in esclusiva, pensati per adattarsi a ogni esigenza, garantendo sicurezza e benessere grazie a formule innovative e texture confortevoli. Le novità non si limitano solo ai solari ma anche ai doposole lenitivi, ideali per completare la suncare routine estiva.

Fit.Fe By Fede – Il Super Protettivo

Progettato per offrire una protezione solare affidabile e trasparente, questo stick rappresenta il prodotto on the go per eccellenza, ideale in ogni giornata impegnativa. Grazie alla sua formula leggera e trasparente, si fonde sulla pelle, senza lasciare alcun residuo bianca- stro; inoltre, il pratico formato in stick lo rende l’alleato ideale per qualsiasi attività outdoor: si assorbe rapidamente ed è super resisten- te all’acqua e al sudore. La formula è arricchita non solo da SPF 50, ma da vitamina E antiossidante e olio di argan emolliente, per un’azione idratante e addolcente.

Alma K – Spray bi-fase leggero SPF 50

Raddoppia la luminosità dell’estate con uno spray solare protettivo ed idratante dalla formula leggera che si assorbe velocemente senza la- sciare residui oleosi. La formula bifasica offre una protezione UVA&UVB completa e una idratazione immediata grazie al ricco complesso di piante, tra cui l’avocado nutriente e la macadamia, e con la vitamina E antiossidante per combattere i segni del tempo causati dall’esposizione solare. Arricchito con i minerali del Mar Morto, ogni spray contiene una doppia fase protettiva ed idratante che lascia una sensazione di freschezza e morbidezza. € 29,99

 

One.Two.Free! – Daily Sun Protection Fluid SPF 50

Una protezione quotidiana ad ampio spettro contro l’impatto del sole. Nutre e protegge la pelle dai raggi UV-A e UV-B senza un- tuosità o lasciando residui. La combinazione di fagioli tonka bio-fermentati con filtri UV fornisce una protezione effi- ciente alla pelle migliorando al contempo la luminosità della pelle. Per tutti i tipi di pelle. Adatto anche per la pelle sensibile

One.two.free! – Afterglow Face Mask

La maschera rinfrescante Afterglow Face aiuta a migliorare la rigenerazione della pelle – soprattutto dopo aver preso il sole. Fornisce una sensazione di freschezza extra; L’estratto di tè verde fermentato contiene antiossidanti e lenisce la pelle, mentre il burro di karitè impedisce alla pelle di asciugarsi.

L’Aloe Vera ha speciali proprietà calmanti sulla pelle stressata dal sole e, in combinazione con l’acido ialuronico, dà la massima idratazione – una vera spinta per la ricarica! Per tutti i tipi di pelle. Adatto anche per le pelli sensibili. € 18,99

One.two.free! – Magic Tan After Sun Lotion

Idrata intensamente la pelle ottimizzando e prolungando l’abbronzatura – mantieni la tua abbronzatura ancora più a lungo! La formula leggera si assorbe rapidamente e aiuta a evitare la pelle secca – soprattutto dopo aver preso il sole. Non sorpren- derti del risultato: una carnagione liscia come la seta e una pelle naturalmente luminosa. L’alga Wakame fermentata ha proprietà antiossidanti e il D-pantenolo dà nutrimento extra alla pelle. Per tutti i tipi di pelle. Indicato anche per pelli sensibili. 

di redazione digital

18/05/2024

Look country, pop o indie? I capi di tendenza per i concerti dell’estate

17 venerdì 2024 visualizzazioni:

L’estate 2024 si prospetta ricca di appuntamenti con la musica vivo, e gli amanti dei concerti hanno solo l’imbarazzo della scelta tra star italiane, internazionali e i generi musicali più diversi.

Tra i più attesi nel nostro Paese ci sono infatti nomi come Mahmood, Coldplay, Lana del Rey e Stray Kids, senza dimenticare la doppia tappa milanese del tour dei record di Taylor Swift. 

Negli ultimi anni, questi eventi musicali sono diventati dei veri e propri appuntamenti per gli appassionati moda, che colgono di queste occasioni per sfoggiare look originali e che spesso richiamano l’estetica del proprio artista preferito.

Ma quali saranno i look che caratterizzeranno la stagione estiva? STILEO, motore di ricerca di moda leader in Italia con oltre 7 milioni di visite al mese, ha osservato il comportamento degli utenti nell’ultimo periodo individuando alcuni trend perfetti da replicare per gli outfit da indossare sotto il palco.

Paillettes e glitter per scatenarsi a ritmo del pop

La categoria delle paillettes ha subito un vero e proprio boom negli ultimi anni. Se prima era protagonista principalmente della stagione invernale e in occasioni come Natale e Capodanno, ora glitter e paillettes sono uno dei must-have delle serate estive. Solo nel mese di aprile, infatti, STILEO ha registrato una crescita del 31% per capi e accessori con paillettes

Ma qual è il modo più iconico per sfoggiarle nell’estate 2024? Senza dubbio ai piedi! Le scarpe ricoperte di paillettes (in particolare gli stivaletti) catturano sicuramente l’attenzione e danno un tocco magico anche agli outfit più semplici. Oppure, se si vuole sfoggiare un capo glitterato, è bene evitare i colori neutri è optare per le nuance scintillanti dell’oro e dell’argento. Ma dopotutto, che siano abiti, gonne, accessori o semplici dettagli, i glitter sono perfetti in ogni forma per ballare, cantare e risplendere per tutta la notte.

Il ritorno del country, anche nella moda

In principio fu l’ultimo album di Beyoncé, Cowboy Carter, e in seguito sempre più modelle e influencer hanno reso popolare lo stile da cowboy, ormai noto come cowboycore. Sebbene possa essere uno stile non semplice da incorporare nella vita di tutti i giorni, i concerti e i festival sono l’occasione perfetta per osare. Particolarmente in voga sono i mini-dress ricoperti di frange, specialmente nei colori dell’oro e dell’argento e abbinati ad un paio di stivali da cowboy.

Anche in questo caso i dati STILEO conferma questa tendenza, registrando una crescita del 33% per capi e accessori con frange. Se invece preferite un look più casual, basteranno un paio di jeans bootcut(eventualmente anche shorts per le serate più calde), camperos e un cappello da cowboy.

Il concerto nostalgico: set coordinati per un look Y2K

Due capi perfettamente abbinati, ma che in futuro si possono riutilizzare separatamente per rendere un outfit basic più particolare. Se apparentemente i set coordinati sembrano qualcosa destinato ad essere sfoggiato una volta e per poi finire dimenticati nell’armadio, in realtà possono rappresentare un elemento originale con cui arricchire il proprio guardaroba.

Dato l’ormai consolidato ritorno della moda Y2K, ovvero l’epoca in cui tutti i capi erano mini, le micro-silhouette rappresentano elementi versatili che, se abbinate correttamente, possono essere indossati in qualsiasi periodo dell’anno. Le minigonne sono perfette anche in inverno se abbinate ad un maglione oversize, oppure, per chi vuole essere in linea con il trend del momento e predilige i look più audaci, ad un corsetto. Complice anche il ritorno della musica dei primi anni 2000, STILEO ha riscontrato una grande popolarità nella ricerca e acquisto di crop top e gonne, che hanno avuto una crescita rispettivamente del 44% e del 73%.

Rendere speciale un look da festival senza stravolgerlo? Il segreto sono gli accessori

Se si desidera sfruttare capi che già si hanno nell’armadio per prepararsi ad un festival di musica indie, nulla è più fondamentale degli accessori per mostrarli sotto una nuova luce. Le parole d’ordine? Sicuramente scegliere uno stile extra e maximalista. 

STILEO individua tra i più richiesti gli accessori con fantasia floreale con un aumento del 36% (molto popolare anche nell’abbigliamento): naturalmente, quelli che si prestano maggiormente per la stagione dei concerti sono gli accessori per capelli. 

Ma non solo fiori: il trend dell’estetica delicata e femminile coquette, in voga da mesi, ha conquistato anche l’estate 2024, rendendo tra gli accessori più fashion occhiali e choker a forma di cuore.

di redazione digital

17/05/2024

TheFork lancia “Recensisci Responsabilmente”: il vademecum per valutazioni utili ed efficaci

16 giovedì 2024 visualizzazioni:

TheFork, piattaforma leader nella prenotazione dei ristoranti, presenta “Recensisci Responsabilmente“, un vademecum che si rivolge agli utenti e ai consumatori per scrivere recensioni equilibrate e utili sia per la community che per i gestori dei ristoranti. Una guida su cui TheFork ha deciso di investire attraverso una campagna pubblicitaria su Youtube oltre che su tutti i propri canali di comunicazione per ribadire il suo impegno non solo nell’assicurare recensioni verificate, ma anche nell’educare la community all’uso di questo strumento.

Una recente ricerca[footnoteRef:0] condotta su un campione rappresentativo di italiani ha evidenziato che oltre il 50% dei consumatori considera le recensioni come il criterio principale nella scelta dei propri acquisti, con particolare rilevanza nel settore della ristorazione. Per TheFork questo rappresenta un elemento sostanziale, proprio perché all’interno della piattaforma sono presenti oltre 15 milioni di recensioni e più di 36 milioni di votazioni pubblicate, con una media di oltre 700.000 recensioni solo in Italia nel 2023. L’ultimo sondaggio della piattaforma, inoltre, rivela che quasi la metà degli intervistati (44,2%) legge in media più di 5 recensioni prima di scegliere e prenotare un ristorante. [0: Ricerca condotta da Partoo piattaforma di marketing locale in collaborazione con Episto] 

Le recensioni rappresentano un valido supporto per i consumatori e un efficace strumento di marketing per le piccole e medie imprese”, commenta Carlo Carollo, Country Manager Italia di TheFork. “Oltre a contrastare le frodi, impegno che TheFork abbraccia da sempre, è essenziale che tutti si impegnino a creare un ‘sistema meritocratico’ che premi la qualità. Sulla nostra piattaforma, i ristoranti con voti dall’8 al 10 ricevono 3,5 prenotazioni in più rispetto a quelli che hanno voti inferiori[footnoteRef:1].” [1: Analisi condotta su 12.466 ristoranti in base alle prenotazioni ricevute da questi su TheFork e con un minimo di 30 recensioni ] 

Una guida pratica per imparare a recensire

Il vademecum “Recensisci Responsabilmente” suggerisce consigli pratici per la stesura di una valutazione utile, sia ai futuri clienti del locale, sia ai gestori:

1. Se non ci mangi, non posti: è fondamentale che una recensione sia basata sull’esperienza diretta di consumare almeno un pasto nel locale. Questo assicura una valutazione accurata e significativa, evitando giudizi basati su supposizioni o informazioni parziali.

2. Bilancia il giudizio: evita estremi sia nell’elogiare che nel criticare il locale, fornendo un giudizio ponderato e equilibrato.

3. Considera tutti gli aspetti: una recensione efficace dovrebbe tener conto di vari parametri, tra cui l’offerta del menù, il servizio, i prezzi e la lista dei vini. Ma anche la ragione della tua visita, l’ambiente e l’accoglienza ricevuta. Questi dettagli sono cruciali per offrire agli altri utenti un quadro completo dell’esperienza e per aiutare i gestori dei ristoranti a comprendere meglio le preferenze dei clienti.

4. Sii onesto e trasparente: ammetti eventuali incertezze e adatta il tono della recensione al tipo di ristorante o esperienza gastronomica. La trasparenza e l’onestà sono fondamentali per mantenere l’integrità delle recensioni e la fiducia degli utenti.

5. Scrivi in modo chiaro e corretto: utilizza uno stile naturale, chiaro e corretto, evitando eccessi o errori di forma o di linguaggio.

6. Rispetta la privacy e mantieni un tono civile: evita di condividere informazioni personali e utilizza un linguaggio rispettoso. Offri critiche costruttive che possano essere utili sia agli altri utenti che ai gestori dei ristoranti.

L’impegno di TheFork 

Una delle principali misure adottate da TheFork per garantire l’integrità e l’affidabilità delle recensioni è il requisito che solo coloro che hanno effettivamente prenotato e consumato nel ristorante hanno il permesso di lasciare una recensione. Questo processo di verifica garantisce che le recensioni siano basate su esperienze reali e autentiche.

Inoltre, la piattaforma utilizza avanzati sistemi di controllo automatico e manuale per verificare e moderare le recensioni. Questi sistemi analizzano i commenti alla ricerca di parole che hanno un’alta probabilità di essere contenute in recensioni sospette. Si tratta di termini che di per sé non sono negativi, ma che potrebbero essere inclusi per esempio in recensioni discriminatorie. Inoltre, un’equipe di esperti esamina manualmente le recensioni in caso di dubbi o segnalazioni da parte degli utenti.

di redazione digital

16/05/2024

Hair oiling: il trend in Italia e Cina, tra web e social media 

14 martedì 2024 visualizzazioni:

Le principali evidenze sulla tendenza più in voga negli ultimi mesi emerse dall’analisi di Retex su conversazioni social, volumi di ricerche Amazon e mercato cinese.

| L’hair oiling – pratica antica utilizzata per migliorare la salute e l’aspetto dei capelli, e che consiste nell’applicare oli naturali sul cuoio capelluto e sulla chioma per idratare, nutrire e proteggere – vanta una lunga storia, che affonda le radici nelle consuetudini di cura di sé e benessere di antichissime civiltà.  In quella egizia, per esempio, l’olio di ricino veniva utilizzato per favorire la crescita della capigliatura e mantenere il cuoio capelluto idratato. In quella indiana, invece, si praticava, e si pratica ancora oggi, l’Ayurveda, il sistema tradizionale di medicina che prevede l’uso di oli naturali, come quello di cocco e di sesamo, per migliorare la salute e l’aspetto dei capelli. Un’abitudine tramandata nel corso dei secoli, e divenuta parte integrante delle routine di bellezza in molte culture, inclusa quella europea.

Tanto che, negli ultimi anni, stiamo assistendo al risveglio di un certo interesse per gli oli naturali e gli antichi rituali di cura e bellezza dei capelli, e alla conseguente affermazione dell’hair oiling come metodo domestico ed efficace per mantenere i capelli sani e belli, attingendo alla saggezza delle antiche tradizioni.

In questa rinnovata tendenza, la rete e i social media giocano un ruolo sicuramente cruciale.

Secondo l’indagine effettuata dal team di Social Intelligence di Retex attraverso una piattaforma di social listening, nell’anno 2023 in Italia gli oli per capelli hanno catturato l’attenzione degli appassionati di bellezza online, generando un totale di circa18.000 discussioni nell’open web. Con il 76% delle menzioni totali, il fenomeno ha trovato terreno fertile sui social media, dove la diffusione dei contenuti è avvenuta principalmente su Facebook attraverso pagine o profili di professionisti attivi nel settore della cosmesi, che divulgano informazioni sulla composizione di questi oli e indicazioni sul loro corretto utilizzo, educando gli utenti all’acquisto solo di prodotti testati. A seguire, le news, con il 23% dei contenuti pubblicato su riviste di settore o approfondito negli inserti di testate nazionali.

Quanto alla tipologia di oli su cui si sono distribuite le conversazioni online, a pari merito, con il 31,6% di menzioni, i più discussi sono l’olio di argan, di cui vengono enfatizzate le caratteristiche protettive dagli agenti atmosferici, per cute e capelli, e l’olio di cocco, elogiato per le sue proprietà nutrienti, ideali per conferire lucentezza e idratazione ai capelli. A seguire l’olio di jojoba (10,5% di menzioni), promosso per le sue proprietà restitutive dei capelli sfibrati, e l’olio di rosmarino (10% di menzioni), citato per le sue proprietà antinfiammatorie e antiossidanti, utili per rafforzare il cuoio capelluto e prevenire la caduta dei capelli. Quindi l’olio di semi di lino, l’olio di ricino e l’olio di germe di grano.

Attraverso STAT, piattaforma proprietaria di business intelligence che consente di individuare in anticipo opportunità azionabili intercettando nuovi trend di ricerca, il team di digital & business performance di Retex ha condotto uno studio rispetto alle ricerche degli utenti su Amazon Italia.

All’interno della categoria «Bellezza» (una di quelle con i maggiori volumi di ricerca in assoluto in questo marketplace), la sottocategoria «Oli per capelli» si è posizionata all’ottavo posto, tra quelle più cercate durante il primo trimestre del 2024, registrando un volume totale di 1,8 milioni di ricerche, con una crescita del 112,3% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, confermando l’interesse significativo verso questi prodotti e una forte preferenza per determinati brand e tipologie.

Nella sottocategoria «Oli per capelli», le ricerche per tipologia vedono l’olio di rosmarino al primo posto, con circa 450.000 ricerche, seguito dall’olio di ricino (300.000) e da quello di argan (150.000). Nello stesso ambito si riscontra anche una presenza significativa nelle «branded searches» ovvero quasi 1 ricerca su 3 contiene direttamente il nome di un marchio. Mielle Organics primeggia come il più cercato sia in assoluto con quasi 400.000 ricerche e un incremento percentuale del 472% YoY, sia nelle branded a riprova della sua solida awareness presso gli utenti. Segue Kerastase, con 45.000 ricerche (+87%), Nashi, con 28.000 ricerche,Wella, con 17.000 ricerche, e Davines, con 14.000 ricerche.

Secondo i dati elaborati da Iconic Social Intelligence – tool proprietario che traccia ed esamina le conversazioni sui social cinesi a livello di sentiment – e dal team di Retex China, analizzando le keyword per i prodotti per capelli, nell’anno 2023 il numero totale di conversazioni in Cina ha visto «Olio per capelli» (10.268.427) seconda solo a «shampoo» (19.263.375) e prima di «balsamo» (2.623.580) e «cura del cuoio capelluto» (2.137.516).

Nella seconda metà del 2023, a causa della crisi immobiliare, gli utenti cinesi sono divenuti più cauti nei consumi, facendo diminuire la domanda per questa tipologia di prodotti. Nel Q1 del 2024 l’interesse è tornato a salire, con un buzz di 2.913.616 conversazioni, segnando +7,7% rispetto al primo trimestre 2023.

I consumatori cinesi hanno dimostrato un crescente interesse verso i prodotti premium dedicati alla bellezza dei capelli: sono attratti in particolare da prodotti di lusso ed esclusivi, apprezzano packaging, strategie di marketing e di presentazione del prodotto distintivi, privilegiano brand internazionali molto noti e che hanno una tradizione di qualità ed eccellenza. Dominano quindi la scena, nel primo trimestre 2024, marchi come Sisley, L’Oréal e Schwarzkopf, che registrano il volume di conversazioni più alto (fonte IPS consulting/成都艾普思商务信息咨询有限公司).

I social network hanno un impatto fondamentale in Cina, dimostrandosi decisivi, a livello culturale, nel plasmare le percezioni e le preferenze dei consumatori e, di conseguenza, influire sulle loro decisioni d’acquisto.

Weibopiattaforma mediatica di microblogging con una homepage di newsfeed contenente argomenti di tendenza, post virali, aggiornamenti da parte di amici, celebrity e key opinion leader, risulta la più utilizzata dai brand di hair care per dare impulso alla propria notorietà e promuovere i lanci-prodotto (tramite campagne adv e attività di collaborazione con celebrità e influencer), creando picchi di conversato difficilmente raggiungibili da altre piattaforme cinesi.

Rispetto ad altri social network con un ecosistema chiuso (ad esempio WeChat), infatti, Weibo è una piattaforma molto più aperta alla condivisione delle informazioni, dove le sessioni di live-streaming hanno costituito un’opportunità unica per gli influencer per scambiare feedback sui prodotti, aumentando l’engagement dei consumatori e la consapevolezza del prodotto.

Dall’analisi emerge anche come il trend del benessere e delle pratiche rituali abbia guadagnato terreno. Aumenta la consapevolezza della cura di sé e la ricerca del well being: i consumatori cinesi annoverano l’experience di massaggiare oli lussuosi nei capelli tra i momenti di relax prediletti e dedicati alla cura personale. Infine, continuando a guardare a Oriente, la crescente preferenza per gli oli naturali e biologici e l’attenzione alla trasparenza della filiera produttiva sono lo specchio di un cambiamento culturale in atto, che vede in ascesa la domanda di soluzioni sostenibili per la cura dei capelli.

di redazione digital

14/05/2024

Strategie anti-cellulite: quali sono le più efficaci?

13 lunedì 2024 visualizzazioni:

Come probabilmente sappiamo esistono diverse strategie per combattere la cellulite. Alcune non hanno gli effetti desiderati, altre sono molto dispendiose, altre hanno effetti limitati nel tempo. 

La dott.ssa Galfano offre un punto completo sulle varie opzioni disponibili per contrastare la cellulite e 
spiega cosa fare per avere risultati concreti. 

Oggi è possibile sfruttare diverse strategie volte a prevenire o rallentare la progressione della cellulite, ma quali sono veramente efficaci? 
Ce le spiega nel suo ultimo libro “Dieta e allenamento al femminile” (Edizioni Lswr) la dott.ssa Valeria Galfano.  

La levotiroxina applicata a livello topico
Dal punto di vista farmacologico è stato dimostrato che la levotiroxina (0,1%) applicata a livello topico è in grado di promuove la beta-ossidazione degli acidi grassi, stimolare la lipolisi nel tessuto adiposo, ridurre la sintesi cutanea di acido ialuronico, che se prodotto in eccesso e associato alla formazione dell’edema, e ridurre la componente fibrosa senza influenzare la funzione tiroidea. 
In alcune formulazioni è associata all’escina (0,3%), una saponina estratta dai semi di ippocastano, con proprietà antiedemigene, in grado anche di migliorare il microcircolo.

Gli integratori alimentari 
Sono stati commercializzati alcuni integratori alimentari che modulano la proliferazione del collagene, come gli estratti di ippocastano, il rusco, il gambo d’ananas, la centella asiatica e la caffeina, ma le prove della loro efficacia sono contrastanti.


Il drenaggio linfatico
Il drenaggio linfatico ottenuto attraverso il massaggio meccanico può aiutare a ridistribuire i liquidi extracellulari migliorando la microcircolazione, ma il trattamento dovrebbe essere frequente e continuativo, e spesso i costi diventano proibitivi.

Laserterapia e onde acustiche
Alcuni trattamenti proposti nei centri estetici sfruttano diverse fonti di energia, comelaserterapia, la frequenza radio e la terapia con onde acustiche, e hanno mostrato qualche beneficio nella riduzione dello spessore dei noduli adipocitari.

Radiofrequenza e terapia laser
Gli effetti elettrotermici della radiofrequenza e la terapia laser hanno dimostrato miglioramenti significativi a breve termine nella gravità della cellulite. Il trattamento laser ha dimostrato un’efficacia duratura a 12 mesi, ed entrambi gli approcci hanno generato anche un miglioramento delle caratteristiche della pelle.

Subcisione manuale
La subcisione manuale e una procedura pseudo-chirurgica in anestesia locale, con l’inserimento di un ago sottocute che rescinde i tralci fibrosi. Tale procedura è indicata nel caso di noduli che arrecano dolore, ma non è scevra di effetti collaterali, come l’edema, il dolore e i lividi.

Liposuzione
La liposuzione, infine, è un intervento chirurgico invasivo in anestesia generale, volto a ridurre il tessuto adiposo sottocutaneo tramite una cannula aspiratrice. Gli studi che valutano l’efficacia nel trattamento della cellulite sono tuttavia estremamente limitati e contrastanti. Inoltre, è stato suggerito che la fibrosi sottocutanea e la lipoatrofia dovuta alla liposuzionepossano causare cellulite secondaria o aggravare la cellulite esistente.

Creme 
Una revisione della letteratura riporta che l’applicazione quotidiana di creme topiche contenenti vari principi attivi che agiscono sul derma e sul tessuto adiposo ha dimostrato miglioramenti statisticamente significativi nella gravita della cellulite, ma dopo la cessazione del trattamento la durata dei miglioramenti era inferiore alle due settimane.


Onde acustiche
La terapia con onde acustiche
, mirata al derma e al tessuto adiposo, ha dimostrato miglioramenti significativi nella gravità della cellulite e nella riduzione nel tessuto adiposo a 3 mesi.

Occorre ripartire dallo stile di vita corretto
L’aspetto più importante del trattamento della cellulite è che in assenza di uno stile di vita corretto nessuna metodica riporterà un’efficacia significativa, specialmente a lungo termine. 

Occorre quindi: 
– seguire una dieta sana, 
– praticare regolarmente attività fisica, 
– perseguire un’adeguata igiene del sonno, 
– allontanare il fumo di sigaretta, 
– limitare il consumo di bevande alcoliche.

di redazione digital

13/05/2024

Genitorialità e lavoro: tutto quello che le aziende possono (ancora) fare

09 giovedì 2024 visualizzazioni:

La (bassa) natalità, la maternità e più in generale la genitorialità sono argomenti strettamente collegati tra loro. La genitorialità, in particolare, è ancora oggi un tabù nelle discussioni professionali. Prendersi del tempo per la gestione della famiglia, ma anche per la ricerca di un figlio in caso di infertilità (tra visite mediche, esami, transfer) diventa troppo spesso motivo di sensi di colpa sul lavoro. È per questo che oggi le imprese sono chiamate a implementare politiche inclusive che sostengano la genitorialità in tutte le sue forme, per dare almeno sul lavoro il supporto necessario ad equilibrare la vita professionale e quella familiare. Ecco sei soluzioni pratiche che le aziende possono adottare per favorire politiche inclusive verso i genitori e le persone che vogliono diventarlo. di Alisia Galli, Psicologa Clinica e Leader Pillar Mentale di Fitprime .

“Essere genitori è il mestiere più difficile di tutti”. Chissà dove e quando è nato questo detto, che se da un lato rischia di spaventare chi genitore ancora non lo è, dall’altro ha senz’altro una base di verità. In effetti, a giudicare dai dati e dalle esperienze condivise, essere genitori è complesso. E in Italia un po’ di più. Oltre alle gioie e alle sfide personali, padri e madri devono sempre di più navigare attraverso una serie di ostacoli sistemici che rendono la genitorialità ancora più in salita: alti costi della vita, carenza di servizi, bonus insufficienti, mancata comunicazione dell’esistenza dei servizi stessi, requisiti stringenti, mercato del lavoro precario fanno sì che il tema della genitorialità in correlazione con il lavoro, in Italia, sia particolarmente delicato. Tanto delicato che nel nostro Paese, nel 2023, secondo il recente report Istat “Indicatori Demografici Anno 2023” si è registrato l’ennesimo minimo storico di nascite (379mila bambini venuti al mondo), l’undicesimo di fila dal 2013. Secondo i dati dell’Istituto nazionale di statistica, la diminuzione delle nascite rispetto al 2022 è di 14mila unità (-3,6%). Altri dati sono necessari per comprendere quanto sia ampio il tema della conciliazione della genitorialità e del lavoro: l’Ispettorato Nazionale del Lavoro nel 2021 ha registrato 44 mila dimissioni di mamme entro i primi tre anni di vita del figlio. Il 63% delle neo mamme infatti include tra le motivazioni di questa decisione la difficoltà di conciliare l’impiego con il lavoro di cura, a fronte del 7,1% dei padri. Bisognerebbe supportare la genitorialità già da molto prima (e molto dopo) della nascita di un figlio Nel mondo del lavoro quando si parla di maternità si considerano solo il periodo della gestazione e quello immediatamente successivo al parto. Ma chiunque abbia un figlio sa che l’impegno richiesto prosegue per molti anni, e il carico di dover conciliare tutto ricade solo sui genitori (come abbiamo visto, spesso sulle madri).  Ancora meno considerato è tutto ciò che avviene prima della gestazione: dalla scelta di avere un figlio, ai tentativi che a volte non riescono. Nel mondo, ben una coppia su sei fatica a diventare genitore (dati OMS) e in Italia nel 2020 più di 65mila persone si sono sottoposte a trattamenti di fecondazione assistita (Rapport ISS 2020). Sono numeri importanti che non considerano coloro che si sono recati all’estero per avere supporto in questo ambito, le persone single che vorrebbero figli, e le coppie omogenitoriali, che si trovano di fronte a una strada ancora più in salita. Secondo l’OMS l’infertilità è una patologia (e anche una malattia invisibile dal momento che se ne parla troppo poco) con delle ripercussioni non solo fisiche – specialmente per le donne – ma anche emotive e psicologiche. L’impossibilità di generare un figlio porta a un inatteso e forte stress nelle donne, negli uomini e nella coppia come unità, provocando profondo disagio sia psicologico che sociale sperimentato attraverso reazioni emotive e vissuti di colpa, vergogna, fallimento, rabbia, frustrazione, impotenza, diniego, sintomi ansioso-depressivi fino alla strutturazione di veri e propri quadri psicopatologici. Tutto questo, inevitabilmente, può portare a delle difficoltà anche nella vita lavorativa. Al tema dell’infertilità è spesso associato quello dell’adozione: è ormai noto che sia un percorso complesso e che non ci sia in Italia una rete che faciliti questo procedimento. E se la burocrazia non aiuta spesso, non lo fa neanche l’ambiente di lavoro. “La creazione di un contesto fertile, di accoglienza, all’interno dell’ambiente lavorativo è fondamentale per chi sta affrontando difficoltà nel percorso verso la genitorialità e può faticare a sentirsi compreso, accettato e supportato. Maternità e infertilità pur così distanti si possono assomigliare per molti versi: sono capitoli di vita che ti sconvolgono e che sconvolgono chi ti sta vicino, ecco perché in entrambi i momenti è fondamentale avere un supporto, a casa, in famiglia come sul lavoro” dichiara

Francesca Zuffimarketing manager e ideatrice di Uovo in viaggio, un progetto narrativo nato per sensibilizzare al tema dell’infertilità, che insiste su quanto la ricerca di un figlio abbia un impatto sul lavoro: visite mediche, esami, prelievi, transfer, punture da fare magari in orari lavorativi richiedono comprensione da parte dei colleghi e dell’azienda. 

Il supporto delle aziende alla gestione delle responsabilità familiari è fondamentale per 9 genitori su 10 L’azienda HR Zeta Services – che ha dato vita a marzo 2024 allo sportello per genitori Help Desk Genitorialità – ha condotto lo studio “Maternità, burocrazia e tempi”, nel quale ha rilevato che 9 donne su 10 avrebbero voluto ricevere più informazioni sulla genitorialità sia da parte delle istituzioni sia da parte delle aziende, le quali risulta che offrano “aiuto” solo nel 47% dei casi. Le aziende oggi hanno un ruolo non solo nel fornire un supporto economico e concreto, ma anche nel creare un clima in cui tutti si sentano accolti, tutelati e compresi. Secondo il Censis per il 63% degli italiani il lavoro oggi non è più la preoccupazione principale. Spetta alle aziende, dunque, essere realmente interessate a comprendere le necessità delle loro persone, guardandole e ascoltandole nel loro complesso. Sempre secondo i dati Censis, 9 genitori su 10 quando prendono in considerazione un nuovo lavoro valutano soprattutto il supporto dei datori di lavoro alla gestione delle responsabilità familiari.  

Cosa possono fare le aziende? Guardando a quello che fa notizia si legge di imprese che concedono congedo illimitato, baby-sitter in sede o che possono viaggiare insieme ai genitori durante le trasferte. Sono esempi eccellenti, ma che non tutte le aziende possono, ovviamente, offrire. Tuttavia, ci sono moltissime opportunità meno costose da mettere in pratica. 

Iniziare dalle cose semplici: fare un’analisi della propria azienda e individuare il target.

Qual è l’età media dei dipendenti? Quanti genitori ci sono? E che ruoli hanno? Come già detto, la questione della genitorialità nelle aziende non riguarda solo le neo-mamme. Ci sono anche i papà da supportare, i genitori single, uomini e donne che stanno affrontando un percorso di adozione o magari di fecondazione assistita. E soprattutto ci sono un prima e un dopo (circa 18 anni!)..

Promuovere la collaborazione Per creare un ambiente comprensivo e di aiuto, in ogni aspetto della maternità, ci sono due strade. Offrire servizi di coaching, oppure – e non è da sottovalutare – incentivare l’aiuto reciproco: perché non creare una chat interna dedicata ai genitori in cui ci si possa scambiare opinioni o chiedere aiuto? O, in maniera più semplice, perché non mettere a disposizione una bacheca dove chiunque possa lasciare le proprie domande per i “più esperti”?

Flessibilità È inevitabile che la preparazione, l’attesa e l’arrivo di un bambino abbiano un impatto sulla vita delle persone e quindi anche sul lavoro. Promuovere una transizione soft è fondamentale. Questo può essere fatto in tanti modi, per esempio incentivando a utilizzare – magari anche spezzandolo – il congedo parentale; accettando cambiamenti di orario; facilitando lo smart working.

Alcuni esempi virtuosi? Zurich Italia, dal 2020, ha esteso il congedo di 16 settimane retribuite a tutti i genitori, senza distinzione di genere e orientamento sessuale.

LaCooperativa Aliante, per permettere ai lavoratori di non sospendere l’attività lavorativa in caso di malattia dei figli, ha istituito il baby-sitting domiciliare, gratuito entro un monte ore annuale prestabilito, e a pagamento, con tariffe agevolate, al termine del pacchetto. Mentre Luxottica ha introdotto la baby week, cioè una settimana di permesso retribuito per l’inserimento al nido e all’asilo dei figli dei dipendenti.

Coaching Sempre più aziende hanno deciso di implementare attività che mirano sostenere la genitorialità sia nel momento del rientro al lavoro, sia potenziando le competenze specifiche che si sviluppano o rafforzano con il diventare genitori (come il multitasking, l’empatia, la capacità di ascolto e di negoziazione…). Mellin, per esempio, informa i futuri genitori su diritti e doveri legati alla maternità e offre la possibilità di affidarsi a esperti per approfondire gli aspetti psicologici.

Comunicare nel modo corretto e individuare le priorità E questo dovrebbe essere un insegnamento universale. Per venire incontro a chi si sta preparando a diventare genitore seguendo un percorso di fecondazione assistita, a chi deve ancora allattare un bambino, a chi ha dei figli da seguire… un aiuto, facile da mettere in pratica, ma efficace, è segnare nelle comunicazioni il livello di priorità. Per esempio nelle e-mail, all’oggetto si possono aggiungere indicazioni utili per prioritizzare le scadenze, “entro fine mese”, “per lunedì”, “urgente” e così via.

Incoraggiare le vacanze e i permessi Ogni azienda o manager dovrebbe assicurarsi che tutti i propri dipendenti facciano le ferie, per prevenire il rischio burnout, per permettere di trovare momenti di relax e svago, ma anche che prendano in modo corretto i permessi, che ci sono e devono essere usufruiti senza sentirsi in colpa. Per andare a fare le visite mediche (magari prima dai ginecologi e poi dai pediatri), oppure per seguire delle pratiche burocratiche (i tanti incontri che si è obbligati a fare se si vogliono adottare dei bambini), per vedere le recite o andare a parlare con gli insegnanti. Per stare a casa se i figli si ammalano e non si sa con chi lasciarli.

di redazione digital

9/05/2024