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Wonder(ful) Woman

08 giovedì 2020 visualizzazioni:

DOPO IL SUCCESSO DELLO SCORSO ANNO, OVS E SAVE THE CHILDREN DI NUOVO INSIEME PER LA GIORNATA INTERNAZIONALE DELLE BAMBINE

Torna l’iniziativa “Wonder(ful) Woman, #ParoleGiuste per un futuro migliore”: da oggi nei negozi OVS, e su e-shop, in vendita la felpa a sostegno dei progetti di Save the Children per restituire a tante bambine, in Italia e nel mondo, il futuro a cui hanno diritto.

Testimonial d’eccezione di questa edizione Federica Brignone, Chiara Maci e Rossella Migliaccio.

Milioni di bambine e ragazze, nel mondo, sono costrette ad abbandonare la scuola, ad occuparsi della famiglia e della casa, a sposarsi prematuramente con uomini molto più grandi di loro e a rinunciare per sempre alla propria infanzia e al proprio futuro. Una realtà resa ancora più cupa dall’impatto devastante del Covid-19, soprattutto nei Paesi più poveri, sulla quale OVS e Save the Children accendono i riflettori a pochi giorni dalla Giornata Internazionale delle bambine, che si celebra ogni anno l’11 ottobre.

Nell’ambito dell’iniziativa “Wonder(ful) Woman #ParoleGiuste per un futuro migliore” e della solida partnership tra OVS e Save the Children, che prosegue ormai da undici anni, da oggi sarà possibile acquistare nei negozi OVS e online su ovs.it l’esclusiva felpa realizzata per Save the Children – l’Organizzazione internazionale che da oltre 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro – che fa del bene al futuro di tante bambine e ragazze. Parte del ricavato della vendita sarà destinato a finanziare i progetti dell’Organizzazione a sostegno delle bambine e delle ragazze negli slum di Mumbai, in India.

Sulla felpa, disponibile in tre colori – bianca, rosa e nera – la scritta “Wonder(ful) Woman” per la donna e “Wonder(ful) Girl” per le bambine. Un messaggio semplice e diretto per sottolineare l’enorme potenziale che tutte le bambine al mondo, che sono le donne di domani, portano dentro di sé ma che spesso, soprattutto nei contesti più fragili, non possono esprimere perché l’infanzia viene loro strappata dalle mani.

Testimonial dell’iniziativa tre donne di talento – la campionessa di sci alpino Federica Brignone, la food-blogger Chiara Maci e la image and color expert Rossella Migliaccio – protagoniste di un video in cui riflettono insieme sul valore di alcune parole solo all’apparenza semplici. CORPO, RISPETTO e TALENTO sono tre concetti chiave attraverso i quali ci raccontano le proprie esperienze di vita al femminile, contribuendo a una narrazione collettiva sui diritti universali di ogni donna, che vanno affermati e difesi a partire dall’infanzia e dall’adolescenza.

“Mi sono concentrata sul CORPO, che non solo nello sport, come nel mio caso, ma nella vita in generale riveste un ruolo fondamentale. Il corpo va considerato un vero e proprio dono che ci è stato dato alla nascita: a me fa sentire totalmente libera e ritengo che debba essere trattato con cura ed equilibrio”, sono le parole della campionessa di sci alpino Federica Brignone.

“Durante la nostra riflessione mi sono soffermata sul concetto di RISPETTO – ha affermato la food-blogger Chiara Maci – Il rispetto è un valore, forse il più importante in assoluto, che ha bisogno dell’impegno di tutti. Sin dall’infanzia a ogni donna va garantito il rispetto. Tutte noi dobbiamo pretenderlo per essere trattate con equità e uguaglianza”.

“La mia parola invece è TALENTO. Solitamente nasce da una passione, ma ha bisogno di essere coltivato giorno dopo giorno: solo così possiamo aspirare a raggiungere i nostri traguardi e a costruirci il futuro che desideriamo. Non tutte le bambine e le donne però hanno la possibilità di realizzare i propri sogni. E’ necessario il nostro impegno affinché queste opportunità non siano loro negate”, ha detto la image and color expert Rossella Migliaccio.

Nel mondo, sottolinea Save the Children, 9 milioni di bambine e ragazze non sono mai andate a scuola. In Africa occidentale e centrale, dove le bambine che frequentano la scuola elementare non superano il 70%, più di 1 su 3 non completa il ciclo di istruzione primaria. Ogni anno, inoltre, 12 milioni di ragazze vengono date in sposa prima di compiere i 18 anni di età, spesso con uomini ben più grandi di loro e sempre più esposte al rischio di diventare madri quando sono ancora delle bambine, con gravi pericoli per la loro stessa vita se si considera che le gravidanze precoci rappresentano la principale causa di morte, nel mondo, per le ragazze tra i 15 e i 19 anni.

Rischi che, secondo una recente indagine dell’Organizzazione, per tante bambine e ragazze al mondo si sono fatti ancora più grandi in conseguenza degli effetti socio-economici della pandemia di Covid-19. Nei Paesi più poveri al mondo, a causa della pandemia, 2 ragazze su 3 sono costrette ad occuparsi della casa, dovendo così rinunciare all’opportunità di andare a scuola, apprendere e coltivare capacità e competenze indispensabili per costruirsi un futuro diverso.

di Sofia D’Altrui

8/10/2020

16 days 16 films

06 martedì 2020 visualizzazioni:

Ispirata dalla campagna 16 Giorni di Attivismo Contro la Violenza di Genere di UN Women,l’Organizzazione delle Nazioni Unite dedicata alla Parità di genere e all’Emancipazione delle donne, l’iniziativa 16 DAYS 16 FILMS è un concorso di cortometraggi che pone l’attenzione su contenuti che riguardano la violenza contro le donne.

Giunta alla sua terza edizione, l’iniziativa si terrà quest’anno dal 25 novembre al 10 dicembre 2020, tra la Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza Contro le Donne e la Giornata Internazionale dei Diritti Umani. Per il secondo anno consecutivo Modern Films rinnova la collaborazione con la Fondazione Kering, che combatte la violenza contro le donne dal 2008. 

Queste organizzazioni collaborano a livello internazionale per valorizzare tutti coloro che si identificano nel genere femminile, fornendo una piattaforma attraverso cui condividere le loro storie, favorire visibilità e discussione sul tema della violenza di genere, incoraggiare le donne e spingere verso il cambiamento.

Il concorso selezionerà una rosa di 16 finaliste da Regno Unito, Irlanda, Francia, Italia, e per la prima volta anche da Messico e Stati Uniti. Ogni giorno dal 25 novembre al 10 dicembre verrà rilasciato 1 cortometraggio sulle piattaforme di Modern Films e Kering Foundation; i film saranno condivisi anche dalle seguenti organizzazioni: Chayn Italia in Italia, En avant toute(s) in Francia, Fondo Semillas in Messico, NNEDV negli Stati Uniti e UK Says No More nel Regno Unito.

L’iniziativa si concluderà con una cerimonia di premiazione e un evento speciale a metà dicembre con la proiezione di tutti i 16 film selezionati.

Una giuria indipendente sceglierà la regista vincitrice e altre due finaliste. La prima classificata avrà inoltre l’opportunità di realizzare uno spot sociale per UK Says No More, una campagna di sensibilizzazione nazionale per generare consapevolezza e aiutare a prevenire gli abusi domestici e la violenza sessuale nel Regno Unito.

Lo scorso anno la giuria ha premiato il cortometraggio The Third Sorrow di Myriam Raja, regista candidata ai Bafta. Sul podio anche il corto Kedamono di Antonella Fabiano e Chiara Speziale e Waves di Jessie Ayles. Tra i membri della giuria le attrici Thandie Newton e Jodie Whittaker, la regista Alice Winocour, l’attivista Marai Larasi e la giornalista televisiva Edith Bowman. 

La campagna video You Are Not Alone per UK Says No More realizzata dalla vincitrice dello scorso anno Myriam Raja è disponibile on line: https://www.16days16films.com/our-blog-1/youarenotalone

“Siamo orgogliose di avere l’opportunità di portare questa iniziativa al pubblico internazionale per il terzo anno consecutivo. Con il drastico aumento dei casi di abusi domestici a livello globale durante il lockdown, 16 Days 16 Films ci consente di mettere in primo piano i temi relativi alla violenza di genere, permettendoci di sostenere ulteriormente le donne, supportando le registe che raccontano le loro storie”, dichiarano Johanna von Fischer e Ginta Gelvan, Produttrici 16 Days 16 Films.

“La Fondazione Kering è lieta di continuare la sua collaborazione con Modern Films ed estendere quest’anno l’iniziativa 16 Days 16 Films a Stati Uniti e Messico. È essenziale far sentire la voce dei registi che si identificano nelle donne per evidenziare le complessità della violenza che colpisce 1 donna su 3 in tutto il mondo. Attraverso questa iniziativa speriamo di poter mobilitare sempre più persone verso un’azione collettiva per favorire il cambiamento”, dichiara Céline Bonnaire, Direttrice Esecutiva della Fondazione Kering.

Le iscrizioni da Regno Unito, Irlanda, Francia, Italia, Messico e Stati Uniti saranno aperte fino a giovedì 8 ottobre 2020. Le 16 finaliste e i membri della giuria verranno annunciati a metà novembre. 

I cortometraggi devono avere una durata massima di 20 minuti, essere diretti da registe che si identificano nel genere femminile e parlare con forza di qualsiasi forma di disuguaglianza o violenza di genere.

16 Days 16 Films è stata lanciata nel 2018 dalla produzione e distribuzione inglese tutta al femminile Modern Films, in collaborazione con UK Says No More.

Maggiori informazioni sul sito ufficiale: 16days16films.com 

6/10/2020

di Sofia D’Altrui

5 trucchi per una pizza fatta in casa perfetta

05 lunedì 2020 visualizzazioni:

Durante il periodo di lockdown tantissimi italiani si sono avvicinati (o riavvicinati) al mondo degli impasti e del fai da te in cucina. Sono state numerose le ricette riscoperte dalle famiglie nostrane, e fra le più gettonate si trova ovviamente il grande must delle tradizioni gastronomiche italiane: la pizza. Nonostante la passione che ha preso molti, non si tratta però di una preparazione molto semplice: spesso infatti si commettono errori che possono rovinare moltissimo la qualità del risultato finale. Vediamo dunque di capire quali sono i dettagli che consentono di passare dalla cottura di una buona pizza ad una pizza fantastica.

Scegliere la farina giusta

Alla base di tutto troviamo la selezione della farina migliore per la preparazione degli impasti delle pizze. È qui che molti italiani sbagliano, sottovalutando l’importanza di questo passaggio. Ebbene, il suggerimento è di optare per la farina di semola di grano duro, perfetta per rendere l’impasto della pizza fragrante e gustoso, come da tradizione napoletana. Se si parla di prodotti lievitati, come il pane e persino le focacce, questa farina non ha concorrenti, dato che è perfetta anche per essere mischiata con altri tipi.

Attenzione al sugo di pomodoro

La salsa di pomodoro deve essere preparata in casa, e seguendo un procedimento preciso. Per prima cosa si consiglia di passare i pomodori in padella, condendoli con ingredienti come il peperoncino, il sale e il pepe. In secondo luogo, è bene aspettare che la salsa si sia raffreddata, prima di versarla sull’impasto, per migliorare il risultato finale. In altri termini, si sconsiglia vivamente l’utilizzo della salsa a crudo per fare le pizze.

Manipolazione dell’impasto

Anche se si tratta di un’operazione non facile, la manipolazione dell’impasto è una componente chiave dell’intero processo. Ci vuole senza dubbio pratica e studio per riuscire ad ottenere una pasta perfetta per la pizza, ma non è impossibile. Il suggerimento è di evitare di manipolarla troppo a lungo, perché questo errore potrebbe irrigidire l’impasto e renderlo quindi poco elastico, rovinando poi il risultato finale. È chiaro, comunque, che nessun eccesso fa bene: dunque bisogna evitare pure di lasciare l’impasto troppo elastico.

I giusti tempi di lievitazione

La lievitazione è un processo cruciale per ottenere una pizza fatta in casa perfetta, ed è dunque il caso di capire quali sono le tempistiche corrette. Gli esperti consigliano di avere sempre pazienza, e di preferire una lievitazione lunga, possibilmente in un ambiente che possa mettere l’impasto al riparo dal rischio di sbalzi repentini delle temperature.

La temperatura del forno

Il segreto è semplice: spingere al massimo le temperature del forno. Chiaramente, per ottenere un risultato più professionale, è possibile aumentarle utilizzando una piastra in materiale refrattario come l’argilla. Quest’ultima dà infatti la possibilità di aumentare sensibilmente le temperature della camera di cottura, arrivando anche oltre i 400 gradi.

Fare la pizza in casa può non essere molto difficile, ma per riuscire a farla in modo perfetto è importante conoscere i giusti trucchi.

di redazione digital

5/10/2020

Dimmi quanti caffè bevi e ti dirò chi sei

02 venerdì 2020 visualizzazioni:

9 italiani su 10 ne consumano almeno una tazzina al giorno. 

Il 71% del campione lo considera un rituale da godersi (anche) individualmente, mentre il 15% degli interpellati lo vive come un momento di socializzazione

Una vera e propria storia d’amore, quella tra gli italiani e il caffè: ci manca quando ci troviamo all’estero, e non possiamo farne a meno nella nostra quotidianità. Ben 9 persone su 10, infatti, non trascorrono mai una giornata senza bere neppure un caffè.

È quanto emerge da un sondaggio condotto da Top Doctors®  azienda specializzata in servizi tecnologici per la sanità privata, come telemedicina, ricerca e selezione del miglior specialista, in occasione della Giornata internazionale del caffè. La ricorrenza, che cade il 1° ottobre, è stata istituita nel 2015 dall’ICO (International Coffee Organization) per celebrare la bevanda e riconoscere il lavoro delle tante persone, dai coltivatori ai baristi, che ogni giorno lavorano per farci trovare in tazza un prodotto di qualità. 

Ma quanti caffè beviamo al giorno? Per quasi metà dei rispondenti (51%) il numero oscilla tra 3 e 5 tazzine, a cui fa seguito un 23% che ne consuma con moderazione 1 o 2 al giorno. Il 15% supera addirittura la soglia dei 5 caffè al dì, mentre solo l’11% del campione interpellato non ne beve neppure uno.

Del resto, il 72% degli intervistati dichiara che non potrebbe mai rinunciare al caffè mattutino e al caffè digestivo dopo pasto e un 61% di fedelissimi non ci rinuncia neppure dopo cena (anche se, tra questi, un buon 39% non ne beve dopo le ore 21). Guardando invece al luogo in cui più spesso si consuma caffè, a vincere è la propria casa per il 57% degli intervistati, seguono il luogo di lavoro o di studio, dove si ricorre alla bevanda, dalle indubbie doti energizzanti, per trovare la carica per affrontare una lunga giornata (29%), mentre i più “viziati” optano per il bar (14%). 

Analizzando le tipologie di caffè più apprezzate dagli italiani, non sorprende che a “trionfare” sia l’espresso corto con il 49% delle preferenze. Seguono macchiato (20%), ristretto (12%), lungo (11%) e americano (8% di “eretici”, secondo i puristi del caffè made in Italy). 

Qualunque tipo si prediliga, il caffè è sempre un piacere… ma va vissuto in solitaria o in compagnia? Forse complice il periodo di forzato distanziamento sociale, il 71% del campione lo considera un rituale da godersi (anche) individualmente. Solo il 15% lo vede come un momento di socializzazione, da condividere con altre persone, mentre per il restante 14% altro non è che una consuetudine, a cui non rinunciamo per abitudine.

C’è però chi al piacere o alla consuetudine del caffè ha dovuto o voluto rinunciare. Tra le ragioni per cui gli italiani smettono, o per lo meno valutano di smettere di consumare caffè, spiccano i problemi di insonnia (45%), seguiti da nervosismo (27%), gastrite o altri fastidi (24%). Solo il 4% ha smesso di bere caffè perché non ne ha più sentito l’esigenza.

Un altro effetto collaterale dell’abuso del caffè, di cui spesso si parla, è il potenziale rischio per il cuore. Ma è davvero così? “Il rapporto tra caffè e cuore è stato oggetto di discussione per lungo tempo. L’origine della diatriba è correlata al fatto che, essendo il caffè una bevanda che induce un lieve grado di eccitazione con risvolti fisiologici consistenti principalmente nell’incremento della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa, apparentemente potrebbe essere nociva per il cuore” spiega il dottor Carlo Pignalberi, specialista in Cardiologia di Top Doctors®, che però aggiunge: “Di per sé, l’assunzione di quantità non eccessive di caffè (non bisogna mai eccedere con qualsiasi alimento) non produce danni al cuore. Il suo effetto di sollecitazione del sistema simpatico si esplica principalmente nell’incremento della presenza di extrasistoli. Tale effetto, associato con il precedentemente indicato incremento della frequenza cardiaca, può aumentare la sensazione di cardiopalmo. Pertanto, le persone che già di per sé soffrono di disturbi di ansia, dovrebbero evitare od almeno ridurre al minimo l’assunzione di caffè”

di redazione digital

2/10/2020

Capelli, subito più forti e lucidi

01 giovedì 2020 visualizzazioni:

Per rigenerarli e nutrirli in profondità, ecco i benefici della linea Repair di Alama Professional

Il sole, il mare, i tuffi in piscina, il vento tra i capelli.  

L’estate è bellissima, ci fa sentire bene e più belle.

Ma poi, di ritorno dalle vacanze il problema si ripete ogni stagione: i capelli non sono più quelli di prima, sono molto secchi, sfibrati, opachi e ispidi. Colpa della salsedine, del cloro, dei lavaggi frequenti e ripetuti, delle lunghe esposizioni ai raggi Uv che intaccano la fibra capillare, la disidratano e la svuotano di tutti quei componenti che la rendono forte e vitale. Per invertire la tendenza, Alama Professional ha formulato la linea Repair, specifica e destinata a diventare una never without per le donne più esigenti, per tre precisi motivi. Primo, è a base di cheratina, uno dei componenti della struttura dei capelli, panacea per la loro cura, che agisce sulle zone impoverite donando forza e brillantezza. Secondo, la linea non contiene solfati, sles, paraffina, petrolati e coloranti. Terzo, è eco-friendly. Il rituale della linea Repair comprende: shampoo, conditioner e maschera, per nutrire e ristrutturare. Il Miracle Fluid 5 in 1 da utilizzare prima della piega, il latte concentrato e sigillante, Bye Bye doppie punte. 

Voilà, i capelli risplendono.

 LE 5 SPECIALITÀ DELLA LINEA REPAIR DI ALAMA PROFESSIONAL:

1. LO SHAMPOO CHE DETERGE E RIPARA 

2. IL CONDITIONER RISTRUTTURANTE DOPO SHAMPOO

3. LA MASCHERA INTENSIVA

4. MIRACLE FLUID 5 IN 1, DA USARE PRIMA DELLA PIEGA

5. IL LATTE BYE BYE DOPPIE PUNTE

Il nostro impegno per l’ambiente

Insieme a te, Alama Professional trasforma il rituale di cura e bellezza del capello in un gesto di rispetto verso il nostro pianeta. Per questo ci impegniamo a sviluppare prodotti che rappresentino il perfetto connubio tra performance, innovazione ed eco-sostenibilità. Abbiamo selezionato con cura le formulazioni più performanti e ci adoperiamo costantemente per migliorarne la biodegradabilità per ridurre al minimo l’impatto ambientale dei nostri prodotti. Oltre ad aver ridotto l’utilizzo di plastica del 30%*, abbiamo deciso di utilizzare contenitori ecosostenibili realizzati con plastica riciclata e riciclabile. Insieme a te, il viaggio nella bellezza responsabile è possibile, e siamo solo all’inizio!

*Media sul totale assortimento *Average on total range

di redazione digital

1/10/2020

“Guido”Auto con intelligenza artificiale

29 martedì 2020 visualizzazioni:

Auto e intelligenza artificiale: automobile.it presenta “Guido”, il primo assistente virtuale alla scelta dell’auto

Tra le ultime tendenze in campo tecnologico troviamo senza dubbio l’intelligenza artificiale, il cui mercato nella sola Italia vale già più di 200 milioni di euro ed è in forte crescita. 

Anche nel settore automotive le applicazioni dell’AI sono in continua crescita – anche se sinora hanno riguardato soprattutto guida e diagnostica delle vetture. Ad allargare ulteriormente le aree di applicazione di questa innovativa tecnologia ci penserà “Guido”, assistente virtuale unico nel suo genere lanciato questo settembre da automobile.it – sito di annunci di proprietà del gruppo eBay. “Guido”, intelligenza artificiale con la quale è possibile comunicare tramite chat, aiuterà l’utente nella fase di ricerca della sua prossima vettura – indirizzandolo verso il mezzo più appropriato alle proprie esigenze. 

Per capire l’utilità di una simile tecnologia basta pensare a quanto sia complicato orientarsi tra i vari modelli di automobile e le decine di allestimenti e motorizzazioni oggi in commercio. L’assistente virtuale presente sul magazine online di automobile.it, dopo aver posto alcune domande all’utente e aver ascoltato le sue esigenze, è in grado di selezionare gli annunci delle vetture che rispondono alle caratteristiche e al budget individuati con estrema rapidità, velocizzando un processo che avrebbe altrimenti richiesto all’utente svariate ore. “Guido” (disponibile gratuitamente accadendo a questa pagina del magazine) può gestire migliaia di conversazioni in contemporanea ed elaborare in tempo reale le informazioni rilasciate dagli utenti, così da fornire un aiuto personalizzato e concreto.

Ma questa è solo una delle tante possibili applicazioni dell’AI per il settore automotive. Dal momento dell’acquisto si passa infatti a quello della guida: la tecnologia diventa essenziale per i nuovi sistemi di sicurezza e di comfort, tanto che secondo delle recenti analisi entro il 2025 il 98% dei veicoli sarà connesso e a distanza di altri 10 anni il 75% sarà a guida autonoma. 

Proprio quello della guida autonoma è oggi un tema molto discusso, visti i diversi passi in avanti fatti solo negli ultimi anni che hanno introdotto sistemi di assistenza alla guida sempre più avanzati. Oggi alcune automobili sono capaci di leggere la strada, capire i segnali e prevedere eventuali imprevisti o difficoltà a seconda della situazione in cui ci si trova, aumentando di conseguenza la sicurezza a bordo.

L’intelligenza artificiale applicata al mondo dell’automobile si trova, dunque, solo all’inizio del suo percorso e ha ancora molto da offrire tra nuovi servizi e tecnologie sempre più all’avanguardia.

di redazione digital

29/10/20