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Flower Design #Tifacciounmazzo

08 venerdì 2020 visualizzazioni:

Sostenibilità e stagionalità per rilanciare la filiera del fiore:
torna in voga il flower design con #Tifacciounmazzo

Sostenibilità e stagionalità per rilanciare la filiera del fiore:
torna in voga il flower design con #Tifacciounmazzo. A Brescia nasce il progetto #Tifacciounmazzo, curato dal flower designer Nicola Falappi in occasione del progetto “My sweet quarantine” di Paolo Stella: un appuntamento fisso sulla pagina Instagram di Nicola Falappi, in cui lo spettatore può vivere lo sviluppo di una composizione floreale mentre assiste ad un inedito talk show con ospiti provenienti da diversi mondi, come quello della moda, dell’arte, del design e del food. Tra i personaggi che interverranno in queste settimane troviamo: Rosalba Piccinni di Potafiori, la Cantafiorista dai capelli rossi, con un estro che si riverbera in tutto ciò che è complementare ai fiori: musica, cibo e design; Cristian Cavagna detto Adjiumi, definito divulgatore di esperienze olfattive, la cui mission è quella di rendere accessibile a tutti la cultura del profumo in modo semplice e leggero; Saturnino, uno dei bassisti più importanti del nostro tempo, braccio destro di Jovanotti non solo sul palco, ma anche durante la composizione, oltre che produttore discografico e designer di occhiali. E poi Antonio Scaburri, flower designer nato e cresciuto immerso in un’atmosfera magica, circondato da fiori, piante e profumi, amante di ciò che sta in equilibrio tra il silenzio e la bellezza; Simone Tessadori, emergente designer bresciano, che con il suo talento fuso ad una meticolosa selezione e qualità dei tessuti, si è fatto notare nel regno dello stile e della creatività Made in Italy; Luca Tommassini, artista poliedrico che ha fatto del ballo una ragione di vita e che lo ha portato a collaborare con cantanti del calibro di Madonna, Michael Jackson e Prince; Maurizio Amato, chef friulano legato alla tradizione e appassionato di cucina internazionale, che ha lavorato in diversi ristoranti stellati, fino ad approdare da Veleno, ristorante e pasticceria di spicco a Brescia.Tutto questo è declinato poi in un’esclusiva Delivery Flowers, per vivere la bellezza della primavera anche da casa.

Dichiara il flower designer: “Dopo un mese in quarantena ho ricevuto molte chiamate di amici e clienti, la maggior parte soli, che chiedevano se consegnassi fiori a domicilio, e da qui è scattata l’idea di ricominciare, dopo 25 anni, dall’attività da cui sono partito: il fiorista.
Questo è stato possibile anche grazie a tutti i fornitori che quotidianamente raccolgono per me alcune essenze, nonostante alcuni prodotti non abbiano mercato in questo periodo, per il solo fine di sostenere la filiera: piccoli produttori italiani, aziende familiari della zona di Sanremo, Napoli e Puglia.
Possiamo così ritornare con il cuore al bacino del mediterraneo a cui apparteniamo, immergendoci nei suoi colori e nei suoi profumi.”

Questo il contributo del progetto #Tifacciounmazzo per rilanciare la filiera Made in Italy del fiore, un ritorno alla stagionalità, al riciclo e riutilizzo del prodotto, puntando sulla sostenibilità, per esempio facendo uso di erbe aromatiche senza trattamenti.

“Dopo 25 anni torno al mio primo amore senza dimenticare la mia grande passione per il design e l’impegno dello Studio40, che continuerà a realizzare progetti di interiors custom made compresi i restyling e la progettazione di giardini e terrazze. Sono d’accordo con Armani quando dice che è finito “lo show”: abbandoniamo il fiore violentato con le tinture e puntiamo su un fiore al suo stato naturale.

Noi del mestiere dobbiamo essere bravi nella sua interpretazione, assemblarlo con i giusti abbinamenti e con il “pantone negli occhi”, il più grande degli insegnamenti che ho ricevuto.” Una consegna “da casa mia a casa vostra” di mazzi di fiori, composti principalmente da calle, anemoni, garofani, ranuncoli mixati con menta, camomilla e rosmarino; ordini solo in mattinata e consegna entro il giorno dopo. Un progetto che permette di tornare al piacere di un “abbraccio floreale” da fare a chi si vuole bene o semplicemente a se stessi, per poter vivere le nostre case nel modo più profondo e intimo possibile.

Pronti per ripartire accompagnati da estro e creatività? #Tifacciounmazzo!

di Sofia D’Altrui

8/05/2020

Les Hommes. Eyewear 2020

06 mercoledì 2020 visualizzazioni:

Les Hommes presenta la nuova collezione Eyewear 2020

Metallo e acetato si fondono insieme per un look sorprendente

Les Hommes presenta la sua nuova collezione di occhiali da sole e vista dedicata agli amanti del brand nato dalla creatività dei designer belgi Tom Notte e Bart Vandebosch. Dalle forme decisamente maschili, tutti i modelli di occhiali della nuova collezione eyewear di Les Hommes riflettono l’anima del brand e con esso la personalità dei designer con montature in acetato e dettagli in metallo. 

Il metallo viene utilizzato nella sua forma più pura, creando profili che enfatizzano lo sguardo, anche grazie all’aggiunta di un doppio profilo contrassegnato da piccoli nodi, riferimento diretto all’anima della collezione moda Les Hommes, ispirata all’equipaggiamento per le escursioni in alta quota e agli sport invernali.

Le montature in acetato con angoli squadrati sono modelli unici grazie allo stile Les Hommes e alla scelta di materiali di altissima qualità per un luxury look di forte impatto. Con la loro anima contemporanea i modelli in acetato riflettono lo spirito marcatamente maschile della linea. L’accessorio scelto il look da sfilata dell’esclusiva collezione Les Hommes SS2020 è il nuovo modello di occhiali da sole in metallo dorato, caratterizzato da un frontale angolare e ribassato e dotato di lenti specchiate oro o argento, chiaramente futuristico nella sua ispirazione.

Tutti i modelli della collezione eyewear firmata Les Hommes presentano un piccolo occhiello metallico, posizionato su entrambe le punte delle aste, un segno di stile presente in tutta la collezione dedicata all’uomo moderno, sicuro di sè stesso e del suo stile. Un continuo incontro/scontro di materiali, volumi, menti e idee, le collezioni di occhiali Les Hommes rappresentano l’unificazione degli opposti, unendo linee classiche e sinuose a linee squadrate e a forme architettoniche.

Maschili e sorprendenti, i modelli Les Hommes sono creati con i migliori materiali per offrire una nuova esperienza di lusso e il massimo comfort.

di redazione digital

6/05/2020

MASCARILLA 19 – Codes of Domestic Violence 8 film d’artista prodotti al tempo della pandemia

05 martedì 2020 visualizzazioni:

 
Mascarilla 19 è la parola in codice che in Spagna viene usata dalle donne vittime di violenza domestica per denunciare gli abusi subiti.
Mascarilla 19 dà il titolo a un nuovo progetto commissionato e prodotto da In Between Art Film, casa di produzione di Beatrice Bulgari
 
Otto gli artisti invitati a confrontarsi con questa “emergenza nell’emergenza”:
Iván Argote, Silvia Giambrone, Eva Giolo, Basir Mahmood,
MASBEDO, Elena Mazzi, Adrian Paci, Janis Rafa
 
Curatori: Leonardo Bigazzi, Alessandro Rabottini e Paola Ugolini

Image

Silvia Giambrone, Nobody’s room, 2015

Mascarilla 19 – Codes of Domestic Violence è il nuovo progetto di In Between Art Film, la casa di produzione cinematografica fondata da Beatrice Bulgari per esplorare ed espandere i confini tra le arti visive, il cinema, la performance e i linguaggi dell’immagine in movimento. Attraverso la produzione di 8 film d’artistatre curatori  Leonardo Bigazzi, Alessandro Rabottini e Paola Ugolini – e otto artisti  Iván Argote (Colombia/Francia, 1983), Silvia Giambrone (Italia/Inghilterra, 1981), Eva Giolo (Belgio, 1991), Basir Mahmood (Pakistan/Paesi Bassi, 1985), MASBEDO (Italia, Nicolò Massazza, 1973 e Iacopo Bedogni, 1970), Elena Mazzi (Italia, 1984), Adrian Paci (Albania/Italia, 1969), Janis Rafa (Grecia, 1984) – sono stati invitati a confrontarsi sul tema drammatico e quanto mai attuale della violenza sulle donne e il suo acuirsi nel contesto attuale della pandemia e delle conseguenti misure di contenimento sociale.
 
Il nuovo progetto di In Between Art Film risponde a un duplice impulso: da un lato richiamare l’attenzione su un’emergenza globale – come quella della violenza di genere resa ancora più urgente dal confinamento in cui gran parte del mondo si trova attualmente – dall’altro fornire stimolo e sostegno alla produzione artistica, in un momento storico come questo, caratterizzato da sospensione e incertezza.
 
Inaugurando una nuova fase produttiva e un’inedita formula di commissione rispetto al proprio operato, per la prima volta In Between Art Film invita una serie di artisti a rispondere creativamente a un progetto originale sviluppato in risposta a una situazione transnazionale e quanto mai attuale.
 
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, la violenza sulle donne tende ad aumentare nelle situazioni di crisi, come disastri naturali, guerre o epidemie. Dall’inizio della Pandemia da Covid-19, stando a dati dell’ONU, le denunce di violenza domestica a livello globale sono triplicate, senza considerare i moltissimi casi “invisibili”, in cui le donne non hanno nemmeno la possibilità di chiedere aiuto.
 
Mascarilla 19 (Mascherina 19) è il nome della campagna lanciata dal premier spagnolo Pedro Sanchez, che non solo accoglie l’appello del Segretario Generale dell’ONU Antonio Gutierrez, ma dà conto dello spaventoso aumento di richieste di aiuto arrivate da donne vittime di abusi nel corso delle prime settimane dell’epidemia, quando molte di loro si sono ritrovate prigioniere delle mura domestiche. In un mondo fisicamente isolato e digitalmente iper-connesso, infatti, le vittime di violenze domestiche si trovano in una situazione di “isolamento nell’isolamento” perché private della possibilità di comunicare con l’esterno per richiedere aiuto. È nato così un S.O.S. segreto, una parola in codice che le vittime di violenza possono comunicare al personale di tutte le farmacie in Spagna, permettendo così l’avvio di un protocollo d’emergenza.
 
In Between Art Film ha voluto fare un richiamo diretto a questa campagna nello scegliere il titolo del suo nuovo progettoMascarilla 19 – Codes of Domestic Violenceche prevede la produzione di 8 film d’artista monocanale commissionati ad altrettanti artisti internazionali, ciascuno invitato con il proprio linguaggio e la propria sensibilità a toccare un argomento tanto delicato quanto urgente.
Attraverso una selezione di artisti appartenenti a diverse generazioni e provenienti da differenti contesti culturali, Mascarilla 19 desidera esplorare una molteplicità di significati umani, sociali e linguistici legati all’isolamento psicologico e alla violenza fisica, alla privazione della possibilità di comunicare, alla trasformazione della casa da luogo di protezione a teatro di sopruso.
Inoltre, Mascarilla 19 è anche un interrogativo sui cambiamenti in atto per quanto riguarda la produzione e la distribuzione delle immagini in movimento in un contesto come quello attuale, fatto anche di limitazioni espressive oltre che di movimento.
 
“Interrogando le visioni degli artisti, attraverso il loro lavoro, intendo aprire uno spazio di riflessione sui concetti di libertà e di limitazione, sul silenzio come spazio di violenza e sulla responsabilità che sento in prima persona, nel fronteggiare l’emergenza culturale anche attraverso il sostegno agli artisti” (Beatrice Bulgari)
 
La produzione delle nuove opere, già operativa a livello concettuale, sarà realizzata dagli artisti non appena verranno allentate le restrizioni adottate nei vari Paesi di residenza per contenere il diffondersi della pandemia.
 
Il ciclo completo di Mascarilla 19 – Codes of Domestic Violence sarà presentato in anteprima da In Between Art Film nell’autunno 2020 attraverso una rete di collaborazioni istituzionali, sia in Italia che all’estero, esplicitando la natura profondamente collaborativa di questo progetto anche a livello di distribuzione.

Adrian Paci

di Sofia D’Altrui

5/05/2020

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UN PASSO ALLA VOLTA

04 lunedì 2020 visualizzazioni:

Oggi il nostro nuovo inizio. La fase 2 dove ognuno di noi dovrà mostrare il suo senso civico e la sua responsabilità.

Le città si preparano per ripartire “un passo alla volta”, proprio come spiega il video postato ieri sera dal Comune di Milano, in collaborazione con Ghali e Yes Milano.

E voi? Come affrontate questa nuova fase di quotidianità?

di redazione digital 4/05/2020

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Il Manifesto della Bellezza italiana

29 mercoledì 2020 visualizzazioni:

Daniela Dallavalle lancia il Manifesto della Bellezza Italiana da La Baracca sul mare a Carpi, heartquarter di Daniela Dallavalle Spa

“Tutto riparte dalla bellezza” comincia così il testo dell’iniziativa “Manifesto della Bellezza Italiana” promosso da Daniela Dallavalle, anima creativa e designer per la linea omonima, e dei marchi storici Elisa Cavaletti e Arte Pura. 

Una campagna di comunicazione trasversale rivolta a tutte le aziende che rappresentano la cultura della bellezza non solo nella moda ma in ogni settore, partendo dall’Emilia Romagna, cuore pulsante dell’Industria Italiana.  

Daniela Dallavalle artista e imprenditrice dichiara: “Vogliamo farci promotori di un Manifesto Italiano della Bellezza, invitare tutte le aziende che ne vogliono fare parte in Baracca, per elaborare insieme un vero e proprio manifesto che poi diventerà una carta di identità per i prodotti di ognuna delle aziende aderenti e sulla base della quale fare una campagna di comunicazione trasversale. 

Useremo la nostra Baracca come media per ospitare e dare spazio a tutti coloro che producono bellezza nel loro lavoro, rendendo il “fatto in Italia” un esempio di eccellenza nel mondo. 

Vogliamo diventare ambassador di un gruppo di Beauty Makers e vorremmo farlo con il supporto di tutti. Vogliamo dire al mondo, e farlo tutti insieme, “non è bello perchè lo abbiamo creato, è bello perchè è Italiano“. 

Creiamo tutto questo partendo dal cuore dell’Emilia, poi estendiamo il manifesto a tutto il nostro grande e magnifico Paese.

Dirvi in questo momento tutte le difficoltà che stiamo passando sarebbe esercizio facile e doloroso. Siamo davanti a un muro che diventa sempre più alto. Gli aiuti se ci saranno arriveranno ma al momento è tutto sulle nostre spalle, così come per ogni azienda del nostro territorio.

Per questo motivo non abbiamo alternativa che volare più in alto.”

Il manifesto è disponibile in quattro lingue all’indirizzo www.manifestobellezzaitaliana.com ed è il punto di partenza per raccogliere tutte le adesioni all’iniziativa che punta a valorizzare la forza dei nostri distretti, un patrimonio di know how umano e tecnico che dobbiamo preservare.

Per maggiori informazioni

Email comunicazione@danieladallavalle.com / info@manifestobellezzaitaliana.com

di redazione digital

29/04/2020

I 6 accessori più famosi di film e serie TV che tutti (o quasi) possiamo avere

27 lunedì 2020 visualizzazioni:

Dal Furby incastonato di diamanti di Uncut Gems, alle sneaker di Woody Harrelson in Chi Non Salta Bianco È, fino all’abbigliamento oversize dei protagonisti di Top Boy, StockX ha identificato tutti gli accessori da non farsi scappare nei film e nelle serie TV del momento

Il “​comfort viewing​” offerto dalle piattaforme di streaming si sta rivelando essenziale per pensare positivamente al momento in cui abbandoneremo finalmente pigiama e pantofole per indossare di nuovo scarpe e abiti preferiti. Per questo ​StockX​, la piattaforma di reselling numero uno al mondo, ha identificato i modelli di sneaker e gli accessori più iconici da ricercare nei film e nelle serie TV con cui trascorrere il tempo durante questi giorni di pausa forzata e necessaria a casa.

Per gli sportivi: The Last Dance​ – Jordan XII Retro Bred
Michael Jordan resta un’icona che ha oltrepassato da tempo il solo universo sportivo, diventando un vero e proprio simbolo pop. Gli appassionati di basket e non sono si stanno già gustando i primi due episodi di ​The Last Dance​, la docuserie che racconta la carriera di MJ disponibile da pochi giorni su Netflix. Oltre a ripercorrere la storia del giocatore di basket ancora oggi più ricco di tutta l’NBA, la serie mostra tutta la serie di calzature indossate in campo e diventate subito oggetto di culto, dalle Air Jordan XI alle Air Jordan XIV ispirate alla Ferrari. Il modello da non farsi scappare? Senza alcun dubbio le ​Jordan XIII Retro Bred​, lanciate nella leggendaria colorazione nera e rossa durante i play-off della stagione 1997/98 e protagoniste di ogni partita, turno dopo turno, fino alle finali del campionato.

Per chi ama gli eccessi: Diamanti grezzi​ (Uncut Gems)​ – il Furby incastonato di diamanti L’ultimo lavoro dei fratelli Josh e Benny Safdie, è approdato nelle sale cinematografiche solamente negli Stati Uniti mentre nel resto del mondo, Italia compresa, è stato distribuito da Netflix, dove è già tra i titoli più cercati. Al centro della vicenda c’è un gioielliere ebreo di Manhattan col vizio delle scommesse sportive, interpretato da un inedito Adam Sandler. A catturare l’attenzione del pubblico già dal trailer è ​il Furby incastonato di diamanti che il protagonista tiene nella vetrinetta della sua gioielleria. La scelta dell’oggetto non è casuale, ma è stata ben studiata dei registi che hanno dichiarato: “​Come ogni oggetto di scena, tutto ha origine a partire dal personaggio. Ci siamo chiesti quale potesse essere lo status symbol di una persona cresciuta negli anni ‘90 e la sola risposta possibile era indubbiamente il Furby​”.

Per gli irriducibili degli anni ‘90: Chi non salta bianco è (White Men Can’t JumpNike Command Force Billy Hoyle
Nonostante la pessima traduzione del titolo in italiano, ​White Men Can’t Jump è il film di riferimento per i fan dello ​street style anni ‘90 interpretato da Wesley Snipes e Woody Harrelson. Colori sgargianti, magliette senza maniche, jeans di tre misure più grandi, visiere alzate, ogni singolo capo di vestiario ben definisce il look dell’epoca (1992). A salvarsi dal mix di dettagli che a tratti subisce ancora gli strascichi del meglio (e del peggio) di tutti gli anni ‘80, sono però le ​Nike Air Command Force Billy Hoyle​, lanciate nel 1991 e tra i primi modelli Nike con tecnologia Air-Fit gonfiabile. Il modello del 2014 è stata la prima versione retrò della silhouette ed è stato appositamente soprannominato “Billy Hoyle” per rendere omaggio al personaggio di Woody Harrelson nel film.

Per i fan del grime:​ ​Top Boy​ – La giacca Supreme The North Face Leather Nuptse Yellow Top Boy​, la serie Netflix prodotta da Drake e vista da molti come una sorta di ​Gomorra Made in UK, è piena di riferimenti all’estetica ​grime​, nata nell’ambiente urban musicale inglese e caratterizzata principalmente da hoodie e fit oversize. Si tratta perlopiù di un abbigliamento a metà tra il ​techwear e lo ​sportswear pensato principalmente per eludere la CCTV (Closed-Circuit Television, le telecamere a circuito chiuso). Nella serie ne è un perfetto esempio la ​giacca Nuptse in pelle di colore giallo Supreme North Face indossata dal leader di Summerhouse, Jamie, arrivata costare 3.223 euro su StockX.

Per gli appassionati di anime: Akira​ – Supreme Akira Neo-Tokyo Skateboard
Di ispirazione per il video musicale di ​Stronger di Kanye West, ​Akira è considerato dalla critica come uno dei più grandi film anime mai realizzati. Ogni scena è stata dipinta a mano, usando 327 colori e creandone ben 50 nuovi, tra cui il famoso “Akira red”. Lo stile distintivo del film ha ispirato molti marchi di moda tra cui Loewe, Kenzo e Supreme. Proprio il brand di streetwear dall’inconfondibile (e imitatissima) etichetta rossa, ha reso omaggio alla pellicola creando per la stagione A/W 2017 una collezione dedicata in cui la vera chicca è lo ​skateboard Neo-Tokyo​, dal design in bianco e nero che raffigura la distruzione di Neo-Tokyo.

Per gli amanti dei grandi classici: Ritorno al futuro (Back to the Future)​ – Nike MAG Back To The Future
Nessun ​roundup sui film che con i loro accessori più hanno lasciato il segno nella cultura popolare sarebbe completo senza la trilogia di ​Ritorno al Futuro​. Il primo film della saga celebra quest’anno il suo 35° anniversario, ma ad aver fatto sognare gli spettatori e gli sneakerhead di tutto il mondo sono le ​Nike MAG con sistema autoallacciante che Marty McFly indossa in Ritorno al Futuro – Parte II, che ancora oggi detengono il titolo di sneaker più costose al mondo. Il modello del 2016, di cui sono state prodotte solo 89 paia in serie limitatissima, ha un prezzo medio di rivendita di 25.783 euro.

di redazione digital

27/04/2020