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#Poesia: Nove Marzo Duemilaventi

10 martedì 2020 visualizzazioni:

Questo ti voglio dire

ci dovevamo fermare.

Lo sapevamo. Lo sentivamo tutti

ch’era troppo furioso

il nostro fare. Stare dentro le cose.

Tutti fuori di noi.

Agitare ogni ora – farla fruttare.

Ci dovevamo fermare

e non ci riuscivamo.

Andava fatto insieme.

Rallentare la corsa.

Ma non ci riuscivamo.

Non c’era sforzo umano

che ci potesse bloccare.

E poiché questo

era desiderio tacito comune

come un inconscio volere –

forse la specie nostra ha ubbidito

slacciato le catene che tengono blindato

il nostro seme. Aperto

le fessure più segrete

e fatto entrare.

Forse per questo dopo c’è stato un salto

di specie – dal pipistrello a noi.

Qualcosa in noi ha voluto spalancare.

Forse, non so.

Adesso siamo a casa.

È portentoso quello che succede.

E c’è dell’oro, credo, in questo tempo strano.

Forse ci sono doni.

Pepite d’oro per noi. Se ci aiutiamo.

C’è un molto forte richiamo

della specie ora e come specie adesso

deve pensarsi ognuno. Un comune destino

ci tiene qui. Lo sapevamo. Ma non troppo bene.

O tutti quanti o nessuno.

È potente la terra. Viva per davvero.

Io la sento pensante d’un pensiero

che noi non conosciamo.

E quello che succede? Consideriamo

se non sia lei che muove.

Se la legge che tiene ben guidato

l’universo intero, se quanto accade mi chiedo

non sia piena espressione di quella legge

che governa anche noi – proprio come

ogni stella – ogni particella di cosmo.

Se la materia oscura fosse questo

tenersi insieme di tutto in un ardore

di vita, con la spazzina morte che viene

a equilibrare ogni specie.

Tenerla dentro la misura sua, al posto suo,

guidata. Non siamo noi

che abbiamo fatto il cielo.

Una voce imponente, senza parola

ci dice ora di stare a casa, come bambini

che l’hanno fatta grossa, senza sapere cosa,

e non avranno baci, non saranno abbracciati.

Ognuno dentro una frenata

che ci riporta indietro, forse nelle lentezze

delle antiche antenate, delle madri.

Guardare di più il cielo,

tingere d’ocra un morto. Fare per la prima volta

il pane. Guardare bene una faccia. Cantare

piano piano perché un bambino dorma. Per la prima volta

stringere con la mano un’altra mano

sentire forte l’intesa. Che siamo insieme.

Un organismo solo. Tutta la specie

la portiamo in noi. Dentro noi la salviamo.

A quella stretta

di un palmo col palmo di qualcuno

a quel semplice atto che ci è interdetto ora –

noi torneremo con una comprensione dilatata.

Saremo qui, più attenti credo. Più delicata

la nostra mano starà dentro il fare della vita.

Adesso lo sappiamo quanto è triste

stare lontani un metro.

M. Gualtieri

di Sofia D’Altrui

10/03/2020

Le donne che hanno fatto anche la storia del beauty

06 venerdì 2020 visualizzazioni:
Forti, intraprendenti, visionarie e ambiziose: sono le donne che nel corso dei secoli hanno rivoluzionato il mondo del make up (e non solo) con le loro idee e il loro lavoro.
In occasione dell’8 marzo, Giornata Internazionale della Donna, Abiby, talent scout di prodotti must have nel mondo beauty, ha individuato 7 figure femminili che hanno fatto la storia del beauty: un modo per celebrare l’ambizione e l’inventiva femminile e ricordare i successi delle donne che hanno reso il settore quello che conosciamo oggi. 
Cleopatra Regina dell’Antico Egitto e donna dal fascino leggendario, Cleopatra è una delle figure femminili più note di sempre, resa immortale sia dalla storia che dal cinema, dove è stata interpretata anche dalla talentuosa Liz Taylor. Quello che molti non sanno, però, è che proprio a Cleopatra si deve la diffusione di uno dei prodotti make-up più utilizzati: il kajal. All’epoca usato solo per schermare gli occhi dai raggi solari – una protezione data dal colore e dagli ingredienti con il quale era realizzato: galena, malachite, antimonio e grasso animale -, fu da lei trasformato in un trucco applicato per enfatizzare lo sguardo, funzione che ha ancora oggi. 
Madam C. J. Walker, all’anagrafe Sarah Breedlove, attivista afroamericana nata nella Louisiana del 1867. A lei si deve la prima linea al mondo di prodotti pensata esclusivamente per donne di colore e realizzata per il benessere e la salute non solo delle ciocche, ma anche del cuoio capelluto. Grazie alla sua azienda, la Madam C. J. Walker Manufacturing Company, è passata alla storia anche come la prima donna americana che, senza aiuti di alcun tipo, è diventata milionaria.  Helena Rubinstein, polacca di nascita e australiana di adozione, è riuscita a trasformare la sua passione per la cosmetica in un vero e proprio impero. Fervida sostenitrice del binomio alimentazione e bellezza e del concetto di “beauty therapy”, nel 1957 Helena diede il via a una vera e propria rivoluzione nel mondo del make-up inventando il mascara presentato come noi lo conosciamo oggi: con tubetto e scovolino. Ideato nel 1913 dal chimico Thomas Lyle Williams, il prodotto era inizialmente venduto in panetti sui quali veniva passato uno spazzolino acquistabile separatamente. 
 Elizabeth Arden canadese, al secolo Florence Nightingale Graham, è passata alla storia come una delle imprenditrici della cosmetica più influenti nel mondo e come una delle figure chiave del movimento femminista nella prima metà del Novecento. A lei, che ha unito le sue idee rivoluzionarie al suo lavoro, si deve la diffusione capillare del rossetto rosso, fino ad allora utilizzato solo dalle donne dello spettacolo e dalle prostitute. Grazie al suo intervento è diventato un simbolo di emancipazione femminile e di potere, tingendo le labbra di milioni di donne in tutto il mondo.  
Estée Lauder nata a New York nel 1908, l’imprenditrice è stata l’unica donna inserita dal Time tra le figure più influenti dell’economia mondiale del Ventesimo secolo ed è a lei che si deve un’invenzione tanto semplice quanto efficace: quella dei campioncini. L’idea nacque dalla necessità di far provare alle proprie clienti i suoi nuovi prodotti per fare in modo che ne testassero in prima persona la qualità: una strategia di marketing innovativa e decisamente vincente, diffusissima ancora oggi in diversi settori. 
Rihanna, cantante originaria dell’isola di Barbados, non sta lasciando un segno solo nel mondo della musica ma anche in quello del make-up.
Nel 2017, infatti, ha lanciato la sua linea di cosmetici, Fenty Beauty, focalizzata interamente sull’inclusività sia dal punto di vista di genere, superando il concetto di make-up dedicato esclusivamente alle donne e creando prodotti adatti anche al pubblico maschile, sia dal punto di vista della tonalità della pelle. I suoi fondotinta e correttori, per esempio, si possono trovare in 50 nuance diverse: un modo per andare incontro a qualsiasi tipo di incarnato e di necessità. 
Huda Kattan, imprenditrice iracheno-statunitense nata nel 1983, è cresciuta negli Stati Uniti, ma oggi vive a Dubai, da dove gestisce una linea di prodotti beauty e un impero da 550 milioni di dollari. Il tutto è nato dal suo blog, Huda Beauty, aperto nel 2010, attraverso il quale la blogger si è fatta portavoce della bellezza mediorientale nel mondo. Tra i suoi prodotti di punta le ciglia finte, grazie alle quali ha conquistato celebrities del calibro di Kim Kardashian.

di redazione digital

6/03/2020

Smart working e Kumon ai tempi del Coronavirus

04 mercoledì 2020 visualizzazioni:

Tempi duri per genitori e figli a casa rispettivamente da lavoro e scuola. Qualcosa ci si dovrà pur inventare; gli adulti come già sappiamo scelgono lo smart working, ma per i più piccoli tra i metodi alternativi di apprendimento c’è il nuovo Kumon.

Kumon, il rivoluzionario metodo d’apprendimento, apprezzato da più di 4 milioni di studenti nel mondo, è finalmente in Italia.

Presto anche gli studenti italiani avranno la possibilità di conoscere e trarre profitto da Kumon, un metodo di studio che rivoluziona il sistema classico delle lezioni per aiutare i bambini a sviluppare appieno le proprie capacità. Il metodo Kumon insegna a sviluppare gli strumenti e le tecniche necessari a imparare autonomamente.

L’approccio didattico di Kumon si focalizza sull’osservazione delle capacità individuali dei singoli studenti, di qualsiasi età, per guidarli in modo personalizzato a sviluppare le abilità per imparare da soli. Non si tratta dunque di capire e memorizzare una lezione, una formula o una teoria, ma di apprendere il metodo per risolvere le sfide e i problemi. In questo modo il bambino sviluppa le proprie abilità e capacità acquisendo sicurezza in se stesso, conquista il piacere della conoscenza che lo porta a superare anche il suo livello scolastico.

Il metodo Kumon è nato in Giappone più di 60 anni fa grazie a Toru Kumon, insegnante di matematica che nel 1954 sperimentò un approccio per aiutare suo figlio a superare le difficoltà scolastiche, convinto che il modo migliore fosse agevolare la capacità dei ragazzi a progredire da soli. I risultati ottenuti sul figlio e su altri allievi lo convinsero ad affinare il metodo e ad aprire un primo centro Kumon a Osaka.

L’efficacia del sistema messo a punto da Toru Kumon lo ha portato a diffondersi in tutto il mondo: oggi sono più di 25 000 i centri Kumon, presenti in più di 50 paesi, seguiti da 4,4 milioni di studenti.

Kumon è la soluzione ideale per i genitori che desiderano aiutare i propri figli a migliorare le proprie capacità di apprendimento attraverso un sistema efficace e innovativo, studiato appositamente sulle capacità e le esigenze del singolo bambino.

Per scoprire di più sul metodo Kumon, potete visitare il sito https://www.kumon.it/ e non perdere l’occasione di sperimentare voi stessi l’efficacia di questo rivoluzionario sistema didattico.

di Sofia D’Altrui

4/03/2020

LA PRIMA COLAZIONE? PIACE ANCHE ALLA LINEA

02 lunedì 2020 visualizzazioni:

 

L’ESPERTO: “PRIMA COLAZIONE MOMENTO IMPORTANTE PER SINCRONIZZARE IL NOSTRO OROLOGIO BIOLOGICO ED EVITARE SQUILIBRI. GIUSTO MIX CEREALI, LATTE E FRUTTA.

Uno studio apparso sul “Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism” e condotto da Juliane Richter dell’Università di Lubecca in Germania conferma che una buona prima colazione contribuisce a bruciare calorie e a migliorare il metabolismo. Un’ulteriore prova dell’importanza di questo pasto, anche per i 23 milioni di italiani a dieta che tendono, secondo una recente ricerca dell’Osservatorio Doxa/UnionFood “Io Comincio Bene”, a sottostimare l’importanza di questo pasto

“I dati emersi ribadiscono il ruolo della prima colazione nel sincronizzare l’orologio biologico del nostro intestino – commenta il prof. Luca Piretta, nutrizionista e gastroenterologo – La prima colazione è, di fatto, il primo pasto che il nostro organismo riceve dopo il digiuno notturno, di norma quello più lungo nell’arco della giornata. Il nostro sistema digestivo è quindi attivato al massimo per ricevere i nutrienti che gli daremo a colazione, come fosse una fabbrica che riceve le materie prime all’apertura: è pronta a lavorare a pieno ritmo.”

Ma che cosa consumare al mattino? “Il nostro organismo, al mattino, è pronto a ricevere tutti gli alimenti che dovremmo dargli. Che sia una colazione salata oppure dolce, l’importante è che vi siano tutti i nutrienti necessari, compresi i carboidrati, preferibilmente complessi, che vengono utilizzati al meglio.”  

Il mix giusto a colazione è composto da cereali, latte e frutta. “Pane, fette biscottate, biscotti e cereali apportano zuccheri a lento rilascio, con un indice glicemico più basso, che danno energia per tutta la mattina – continua il nutrizionista. Non trascurare poi la presenza del latte o suoi derivati, come lo yogurt: “apportano la quota di proteine e grassi utili a stimolare il senso di sazietà in quantità tutto sommato contenute, e contengono inoltre buone quantità di calcio e fosforo molto biodisponibili.”  Per finire un frutto o una spremuta: “apportano fibre, sali minerali, vitamine, polifenoli, come antiossidanti, e acqua”. Nel caso in cui si preferisca un menù salato invece una buona idea può essere pane e ricotta “perché contiene al suo interno anche le proteine del latte. Altrimenti si può optare per del pane con un affettato magro come la fesa di tacchino o la bresaola, da abbinare ad una spremuta o una centrifuga.”

Questo felice inizio della giornata alimentare rappresenta un momento di sincronizzazione molto importante per il nostro corpo ed evita squilibri che possono portare invece ad un appetito eccessivo e quindi a pranzi troppo abbondanti”, conclude l’esperto. 

di Sofia D’Altrui

2/03/2020

SETTIMANA RIDOTTA: IL FUTURO È LAVORARE 4 GIORNI

28 venerdì 2020 visualizzazioni:

Lavorare di meno producendo di più? L’equazione è possibile. 

A dimostrarlo è l’esperimento messo in atto da Microsoft Giappone, che nello scorso mese di Agosto ha testato sui dipendenti della sede di Tokyo la settimana lavorativa breve, al fine di promuovere un equilibrio più salutare tra lavoro e vita privata.

Con la settimana lavorativa dal lunedì al giovedì, che si traduce in un week end lungo per i dipendenti, i risultati sono stati tutt’altro che negativi: incredibilmente infatti nonostante il giorno lavorativo in meno la produttività è aumentata del 40% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Nell’ambito di questo esperimento inoltre, tutti i dipendenti hanno ricevuto il venerdì come giorno di ferie pagato e l’azienda partecipava alle spese per eventuali viaggi durante il tempo libero.

Ma le buone notizie non sono arrivate solo in termini di produttività, infatti Microsoft ha certificato un calo dei costi aziendali: lo spreco di carta è sceso del 58% mentre quello dell’energia elettrica del 23%. Ovviamente positivo anche il Feedback dei dipendenti che all’unanimità hanno apprezzato l’iniziativa.

Visti i risultati quindi, l’azienda sembra intenzionata a continuare su questa strada, che porta ad un lavoro sempre più flessibile per il bene di tutti.

28/02/2020

di redazione digital

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#milanononsiferma

27 giovedì 2020 visualizzazioni:

Nulla da aggiungere. Sono già in circolo sul web troppe notizie più o meno vere riguardo la diffusione in Italia, in particolare nel nord, del coronavirus.

Il video e l’hashtag che oggi girano sul web riassumono perfettamente lo spirito con il quale tutti noi dovremmo affrontare questa emergenza.

Magari rallentiamo, ma non fermiamoci.

#milanononsiferma



#milanononsiferma

di redazione digital

27/02/2020