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Le 8 principesse europee belle ed eleganti, ma a volte sfortunate

12 mercoledì 2020 visualizzazioni:

Quante volte capita di pensare che le principesse possano esistere solo nelle favole? Che siano risvegliate dal bacio di un principe azzurro, conquistate con una scarpetta di cristallo o salvate dal drago cattivo, in ogni caso la bellezza ed il fascino tutto al femminile di queste fanciulle non è prerogativa esclusiva delle fantasiose storie per bambini. 

L’Europa è il continente in cui le principesse più amate e senza tempo hanno avuto modo di conquistare il cuore di migliaia di persone. Quelli che seguono sono i nomi di otto donne meravigliose facenti parte di famiglie di sangue regale più conosciute. Certo, dietro ai sorrisi perfetti, i look stellari ed i sontuosi reami, è possibile che le loro vite – così come quelle delle eroine Disney – non siano però del tutto perfette.

Lady Diana è l’iconico simbolo di una generazione che ha imparato a sognare e ad emulare le maniere dolci e gentili che hanno da sempre caratterizzato l’operato della sua persona, regale ma spesso fuori dagli schemi. I suoi look freschi, la naturale bellezza, un’indispensabile propensione al dialogo con il suo popolo e la dedizione verso il prossimo hanno reso la sventurata Lady D la dolcezza fatta persona ed una donna coraggiosa ma con una vita sicuramente poco ordinaria, ricca di inedite sfumature. La sua morte prematura, a causa di un incidente d’auto, è stato un evento straziante per molti. Cosa dire invece di colei che sarebbe stata sua nuora, la giovane ed invidiata Kate Middleton? Lei è una vera trend-setter in fatto di stile ed eleganza. La moglie del principe William d’Inghilterra è a tutti gli effetti una campionessa di bon-ton, meritevole di ascendere nell’Olimpo delle principesse più belle, raffinate e amate del nostro tempo. Una super mamma ammirata indistintamente da ragazze e signore ma che spesso ha a che fare con le regole un po’ rigide della Regina Madre! 

Continuiamo con Grace Kelly, consorte del Principe Ranieri III di Monaco; una donna distinta, oggettivamente fascinosa e in grado di apportare un tocco di regalità femminile conosciuto e padroneggiato nel corso della sua carriera di attrice hollywoodiana. Ai suoi funerali – a seguito dell’incidente d’auto dovuto ad un ictus improvviso – partecipò anche la giovane Lady D. Carolina di Monaco è la primogenita dei reali Grace ed Alberto III, nonché principessa di Hannover. Carolina, che ha visto il marito Stefano Casiraghi perdere la vita in una gara di off-shore, da anni si prodiga nel fare le veci della madre in ambito sociale, attraverso attività di volontariato e dedicandosi a cause umanitarie, e trasmettendo messaggi di forte spinta sociale a seguito della nomina come ambasciatrice UNESCO. 

Immancabile, di contro, è anche la primogenita di Carolina, Charlotte Casiraghi, la cui bellezza si declina in un volto perfetto e in importanti riconoscimenti tanto intellettuali – a seguito della pubblicazione di alcuni studi in campo filosofico – quanto di stile. Rimasta orfana in giovane età per la perdita del padre Stefano e con un primo matrimonio alle spalle ed un primogenito, oggi Charlotte è di nuovo una mamma e moglie felice.

Ci avviciniamo al termine del nostro viaggio nel mondo delle donne di “sangue blu” con Charlène Lynette Grimaldi di Monaco, consorte di Alberto di Monaco ed ex nuotatrice di successo. La sua presenza ed eleganza si sono affermate nel tempo, dopo un periodo non facile, in cui non veniva granché accettata dal popolo e si credeva che la sua storia con il principe erede fosse una cosa da poco o per solo interesse.

Letizia Ortiz invece, moglie del Re di Spagna e giornalista di fama internazionale, si distingue per la sua bellezza e regalità. La principessa delle Asturie piange la scomparsa della sorella minore, Érika, deceduta nel 2007, si dice per problemi di depressione.

Concludiamo con un simbolo regale nordeuropeo, quello di Maddalena di Svezia che nel 2009 annunciò ufficialmente le nozze con un avvocato per la metà del 2010. Tuttavia il matrimonio fu rimandanto ed in seguito annullato per via dei tradimenti dell’uomo. Oggi Maddalena è sposata e mamma di 3 ragazzi e, come altre prima di lei, dedica il suo tempo a collaborazioni con associazioni quali l’UNICEF.

Insomma, sebbene la vita di queste splendide donne possa sembrare ricca di privilegi e di piccole grandi vittorie, è anche vero che le responsabilità e la sventura non le hanno risparmiate. Noi, di contro, continuiamo sempre a sperare nel lieto fine, con gli occhi puntati alla loro magnificenza e prendendo ad esempio il loro gran cuore ed il loro adoperarsi per il prossimo.

di redazione digital

12/02/2020

CATARATTA: NESSUN PROBLEMA CON LE NUOVE LENTI “EVOLUTE”

11 martedì 2020 visualizzazioni:

Superati gli “anta”, l’occhio inizia ad invecchiare e piano piano si nota che la vista non è più quella di un tempo. Anche i colori diventano meno nitidi, più offuscati e sugli occhi sembra essere caduto “un velo”.  Nessuna preoccupazione.

Una visita oculistica accurata permetterà di verificare lo stato di salute degli occhi e se si è in presenza della cataratta, ossia l’opacizzazione del cristallino, la lente naturale che abbiano negli occhi. La cataratta è stata considerata tradizionalmente una malattia della vecchiaia, e l’operazione per porvi rimedio una dolorosa necessità, spesso anche dagli esiti incerti.

Niente di più sbagliato: oggi come oggi, l’intervento può essere considerato come un’occasione per recuperare la vista che si aveva da giovani, correggendo in pratica tutti i difetti di vista, sia da vicino sia da lontano. Il merito va sicuramente ai progressi della medicina e delle tecniche chirurgiche, che hanno avuto un successo formidabile in termini di efficacia, di sicurezza e di tollerabilità. Ma che cos’è effettivamente la cataratta, quando è necessario intervenire e come? 

 “La  cataratta è l’opacizzazione del cristallino, la piccola lente che abbiamo nell’occhio che svolge la funzione di focalizzare sulla retina le immagini: questa opacizzazione riduce la capacità visiva dell’occhio stesso”, ha esordito Marco Fantozzi, medico oculista di Pescia, in provincia di Pistoia  che opera presso Casa di Cura San Rossore a Pisa e tutor di Ultralaser (www.ultralaser.it)  che da molti anni si occupa di cataratta. “Si tratta di una condizione parafisiologica nel senso che è un disturbo che si presenta nella quasi totalità delle persone superata una certa età, e non si può considerare una vera e propria patologia”.

 Se si riceve una diagnosi di cataratta, dunque, non c’è motivo di allarmarsi, perché l’intervento è ormai di routine: è uno dei più praticati in tutto il mondo, e solo in Italia se ne fanno 650mila circa ogni anno. E gli avanzamenti sono continui. “L’intervento di cataratta standard consiste sostanzialmente nella facoemulsificazione: il cristallino viene rotto con gli ultrasuoni; poi viene aspirato e sostituito con un cristallino artificiale”, ha aggiunto il dottor Fantozzi. “Un notevole progresso si è avuto in anni recenti con uno speciale laser, chiamato laser a femtosecondi, che emette impulsi di luce estremamente brevi: questo dispositivo sostituisce di fatto gli ultrasuoni nella frantumazione del cristallino opacizzato con una procedura robotizzata, riducendo al minimo il rischio di errori, che anche il più esperto dei chirurghi oculisti può commettere”. La sostituzione del cristallino naturale con uno artificiale – una sorta di minuscola lente a contatto che sta dentro l’occhio invece che sulla sua superficie – è un’operazione che consente di recuperare la trasparenza della visione, tanto che i pazienti sottoposti all’intervento si meravigliano di come i colori della realtà ritornino molto più vividi. Ma il valore aggiunto è che l’intervento consente anche di correggere i difetti di vista.

“Le lentine che vengono inserite possono essere monofocali, che hanno un solo fuoco immagine e per le altre distanze si necessita correzione ottica,oppure  le multifocali che hanno più fuochi immagine per tutte le distanze e correggono anche la presbiopia- ha continuato il dottor Fantozzi. “Oggi sono a disposizione anche  le lenti trifiocali, che hanno tre fuochi d’immagine, per la visione lontana, intermedia e vicina, e le lenti denominate EDOF, che in pratica hanno un fuoco unico, ma anche una profondità di campo molto estesa”. Per una perfetta visione da vicino, le più indicate sono le lenti trifocali, mentre chi ha esigenze di vedere bene nell’intermedio dovrà indirizzarsi verso le lenti EDOF: uno degli aspetti più importanti della moderna chirurgia della cataratta con correzione dei difetti visivi è l’estrema personalizzazione dell’intervento.

“Il paziente viene attentamente selezionato anche in base delle caratteristiche anatomiche dell’occhio, durante un’approfondita visita: ogni paziente ha la sua lente”, ha puntualizzato Fantozzi. “Non dimentichiamo poi che per i pazienti con astigmatismo, sono disponibili lenti definite toriche, che correggono anche questo difetto di vista”. Alcuni pazienti possono fare più fatica di altri ad adattarsi alla visione con le lenti multifocali, che in alcuni casi producono fastidiosi aloni. Altri soggetti possono non avere un occhio adatto all’impianto delle multifocali. A tutte queste persone viene incontro ora l’ultima novità tecnologica: le lenti monofocali “evolute”.“Si tratta di lenti disponibili da pochi mesi, che per le loro caratteristiche consentono di vedere bene da lontano, come le monofocali standard, ma in compenso garantiscono una soddisfacente visione anche nell’intermedio: per queste loro caratteristiche, possono essere indicate per esempio per le persone che passano molte ore al computer e non hanno particolari esigenze di vedere perfettamente da vicino”, ha concluso il dottor Fantozzi. “Quindi in sostanza hanno tutti i vantaggi delle monofocali in termini di tollerabilità, ma offrono molto di più in termini di visione”.

Per chi si trova a soffrire di una cataratta anche solo incipiente e vuole correggere uno o più difetti visivi, il consiglio è sempre quello di rivolgersi a un oculista con una provata esperienza in questo tipo di intervento che, va ricordato, è estremamente sicuro e si può effettuare ambulatorialmente nell’arco di una mezza giornata, utilizzando solo un’anestesia locale in collirio. Il recupero post-operatorio, infine, è estremamente breve.

UNA NUOVA SINERGIA

Tecnologie avanzate di ultima generazione e capacità di adattamento al paziente: queste le novità delle nuove lenti intraoculari a range continuo di visione per pazienti con cataratta e presbiopia. Questa lente, la più recente e  innovativa oggi sul mercato, offre una visione continua ad alto contrasto per i pazienti con cataratta da lontano a vicino, anche in condizioni di scarsa illuminazione. Fino ad oggi non è esisteva una tecnologia se pur rivoluzionaria in grado di soddisfare le mutevoli esigenze dei pazienti ma oggi è possibile con questa soluzione che si adatta inoltre  a tutte le condizioni di luce. E’ un passo successivo alle IOL utilizzate fino ad oggi perché per la prima volta non deve essere il paziente ad adattarsi alla lente ma essa stessa si adegua al soggetto operato. Con alcune lenti,infatti,  i soggetti operati potevano avere difficoltà a concentrarsi su oggetti in determinati punti, ma la visione continua fornita da questa nuova soluzione ha oggi colmato questi “vuoti visivi” permettendo di vedere nitidamente.



di Redazione digital

11/02/2020

Oscar 2020. La Grande Notte di Parasite

10 lunedì 2020 visualizzazioni:

“Sento che questo è un momento storico e voglio ringraziare l’Academy per questa scelta” le parole di Kwan Sin Ae, la produttrice di “Parasite” dopo aver ricevuto l’Oscar 2020 per il Miglior film. 

E’ la prima volta che un film straniero vince l’oscar per il miglior film sbancando Hollywood e vincendo oltre questo, altri tre premi: miglior film straniero, miglior regia e miglior sceneggiatura.

Già Palma d’oro a Cannes il capolavoro coreano è stato il protagonista indiscusso di questa edizione.

Per chi non ancora lo avesse visto, ecco il trailer del film entrato oggi nella storia che racconta dell’attuale divario tra ricchi e poveri.

di Sofia D’Altrui

10/02/2020

ABANDONALISM, IL FASCINO DI LUOGHI E OGGETTI DIMENTICATI

07 venerdì 2020 visualizzazioni:

Teatri invasi da erbacce che si trasformano in set per sfilate, ex fabbriche e città fantasma come mete turistiche, lamiere corrose che ispirano i designer e chef che riscoprono sapori dimenticati: la passione per luoghi e oggetti abbandonati ammalia le star, coinvolge il design, la moda, il turismo e non risparmia i social dove l’hashtag #abandoned colleziona 7,2 milioni di post.

“C’è bellezza ovunque, ma non tutti sanno vederla”: mai come quest’anno una delle massime di Confucio più citate sembra essere così attuale. All’alba del nuovo decennio ispirazione fa rima con abbandono, si consolida il trend dell’Abandonalism che coinvolge architetti, designer, star, artisti e non solo, portati ad ascoltare le storieche oggetti e luoghi dimenticati hanno da raccontare. Una tendenza iniziata, secondo la CNN, nel 2014 con la mostra Ruin Lust andata in scena alla Tate Gallery di Londra e che oggi contagia diversi settori, persino quello turistico. Come riporta The Washington Post, infatti, dal Canada alla Germania, uno dei must del momento è concedersi una visita in una fabbrica abbandonata e, d’accordo con il magazine Time, crescono esponenzialmente anche le vacanze con destinazione Chernobyl. La passione per i luoghi in rovina colpisce anche il popolo dei social dove l’account Instagram Beautiful Abandoned Places, che ritrae meravigliosi luoghi abbandonati, è seguito da ben 1,6 milioni followertra i quali spiccano Chiara Ferragni, Steve McCurry, Giorgia Palmas e Lexie Limitless, la persona più giovane ad aver visitato ogni Paese del mondo. Inoltre, l’hashtag #abandoned conta addirittura 7,2 milioni di post, mentre #ruins e #abandonedplaces collezionano rispettivamente 3 e 3,7 milioni di post. Svariati anche i canali YouTube consacrati a questo tema come Exploring with Joshche raggiunge quota 3,85 milioni di iscritti e The Proper Peopleche sfiora i 900mila. Neppure modaristorazionematrimoni sono immuni al misterioso fascino dell’abbandono, con sfilate, cene e ricevimenti che prendono vita in luoghi sottratti all’oblio e strappati al declino.

È quanto emerge da uno studio condotto da Espresso Communication per Galleria Battilossi su oltre 30 testate internazionali dedicate a lifestyle e tendenze nei campi della moda, del food, dell’arredamento e dell’arte. Un trend al quale si ispirano anche designer come Maurizio Battilossi, fondatore della Galleria Battilossi: “Alla base del mio lavoro c’è l’idea che la sublime raffinatezza non stia soltanto nella perfezione, ma che possa essere trovata anche in oggetti semplici che mostrano i segni del tempo, come una lamiera corrosa. I disegni astratti della nostra linea di tappeti Eclectica, ad esempio, si ispirano a superfici artificiali che si incontrano nella quotidianità. Credo che per disegnare un tappeto contemporaneo, in grado di esaltare interni ricercati e reinventare lo spazio che lo circonda, sia fondamentale muoversi sul sottile confine fra passato e futuro e che nulla, come un oggetto abbandonato, preda del tempo e in continua trasformazione, racchiuda questo concetto”.

Ma a cosa si deve questa ammirazione per luoghi e manufatti abbandonati? Come spiega la BBC, davanti a un luogo in rovina si genera un misto di paura e nostalgia, ma anche un brivido d’eccitazione. Secondo Sonia Paone, docente di sociologia urbana all’Università di Pisa: “Le rovine hanno sempre avuto un fascino perché alludono alla transitorietà dell’opera umana, all’inesorabile trascorrere del tempo, alla caducità delle cose. Oggi la tragicità cosmica di una natura che potrebbe riprendere il sopravvento fa sì che le rovine del tempo presente siano fonte di ispirazione”. Ed è così che tanti disegnatori scelgono come punto di partenza per le proprie creazioni il ferro arrugginito o altri oggetti considerati di scarto. Lavori che danno vita a interni rustrial, una sintesi dello stile industriale e di quello rustico, spiega Newshub, simile a quello degli appartamenti newyorkesi caratterizzati dall’utilizzo di mattoni a vista e ferro. Per le mura di casa spazio anche al cemento, lasciato rigorosamente grezzo, ma in chiave green: come racconta The Telegraph, infatti, è disponibile un nuovissimo tipo di questo materiale più sostenibile, realizzato con un misto di sabbia e batteri. 

Anche nel mondo della moda, i brand si lasciano ispirare sempre più spesso da location abbandonateex aree industriali utilizzandole come set per le sfilate: teatri ricoperti di graffiti ormai infestati da erbacce come racconta Harper’s Bazaar, fabbriche di panettoni, garage di edifici residenziali e persino aeroporti come riporta il francese Le Figaro, fanno da palcoscenico alle ultime collezioni d’alta moda da Milano a New York. I luoghi abbandonati non sono solamente set utilizzati qualche giorno e poi lasciati nuovamente al loro destino, ma anche una solida base per progettare e inventare nuovi spazi a misura d’uomo: ne sono un esempio la newyorkese High Line, una ferrovia sopraelevata in disuso dagli anni ’80 diventata poi un parco lineare come spiega NBCo il tratto di binari che univa le città francesi di Rosheim e Saint Nabor, trasformato in un cammino lungo 11 chilometri che permette di riscoprire paesaggi dimenticati e lasciarsi sorprendere da nuovi punti di vista. Altri esempi sono edifici come la Tate Modern o la Fondazione Prada dove la nuova destinazione d’uso e il passato dell’edificio sono strettamente legati e trasportano i visitatori in un luogo unico e fuori dal tempo. Persino i matrimoni non sono esenti da questa “febbre del vissuto” come racconta il Daily Mail, secondo il quale uno dei trend più in voga nel settore sarebbe l’urban wedding che si contraddistingue soprattutto per la scelta di location come magazzini in disuso o vecchi granai.

E sulla tavola, come si traduce questa passione per l’abbandono? Come spiega The Guardian, riappropriandosi di sapori dimenticati come quello della frutta matura al punto giusto, preferendo quella coltivata nel proprio orto, rispettando i ritmi della natura, a quella in vendita sugli scaffali dei supermercati. La riscoperta di antichi sapori è stata al centro anche della kermesse culinaria Madrid Fusióndove, riporta il quotidiano spagnolo El Español, gli chef hanno riaffermato l’importanza di ritrovare la semplicità nei piatti tradizionali, lasciando per un po’ da parte le complesse tecniche della nouvelle cuisine. In linea con questo trend ci sono poi i ristoranti che sorgono all’interno di ex lavanderie, cristallerie e persino in complessi industriali. Ovviamente nemmeno l’arte contemporanea poteva sottrarsi al fascino dell’abbandono con opere che dialogano con lo spettatore conferendo una nuova connotazione agli oggetti abbandonati. È il caso, come riporta Montreal Gazette, del collettivo canadese Garbage Beauty che trasforma gli oggetti abbandonati per strada: un’asse di legno gettata al fianco di vassoi di plastica, ad esempio, grazie alla scritta “la table est mise” (la tavola è apparecchiata) diventa, sin dal primo sguardo, un tavolo sul quale qualcuno ha appena mangiato. Significativo anche il lavoro dell’artista Jane Perkins che utilizza rifiuti per dare vita a celebri opere come Ragazza col turbanteNotte stellata

di Sofia D’Altrui

7/02/2020

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Ci siete cascati di nuovo? Perchè Sanremo è Sanremo

05 mercoledì 2020 visualizzazioni:

La prima serata del Festival si è conclusa tra apprezzamenti e polemiche con un record di ascolti che non si registrava da alcuni anni.

Quest’anno Sanremo non lo guardo” e “Sanremo era meglio l’anno scorso” sono solo dei vecchi ricordi già smentiti dai social che sono stati invasi da commenti in diretta di gruppi di ascolto e pagine social più o meno seguite.

Tutti d’accordo sulla riuscita dell’intervento di Rula, meno d’accordo su quello della Leotta.

Achille Idol con la sua Me ne Frego si è spogliato sul palco sanremese come nessuno aveva fatto finora colpendo tutti.

Romina e Albano con il loro medley hanno fatto cantare tutti e Tiziano Ferro ha reinterpretato brani sanremesi come solo lui poteva fare.

Vediamo cosa ci riserverà questa seconda serata e se riuscirà a stupirci come quella di ieri.

Noi ci siamo cascati di nuovo.

https://www.youtube.com/watch?v=Yb_G5mvc_T4

di Sofia D’Altrui

5/02/2020

Aperitivo: 3 cocktail intramontabili da replicare a casa

03 lunedì 2020 visualizzazioni:

Toglietemi tutto, ma non l’aperitivo. Potrebbe essere questa la risposta di moltissimi italiani, dato che proprio l’aperitivo rappresenta una tradizione fortemente radicata nel nostro Paese, dai giovani fino ad arrivare ai più maturi. Questo, perché si tratta di un momento di convivialità che vanta pochi termini di confronto, e che possiamo goderci in compagnia di amici e colleghi. Naturalmente esistono dei cocktail che oramai sono diventati anch’essi parte della tradizione: veri e propri cult che si accompagnano puntualmente agli aperitivi, e che hanno goduto di una fama nata anche grazie a film e serie tv. Vediamo dunque quali sono i 3 cocktail intramontabili da replicare a casa nostra.

Il Negroni

Il Negroni è il cocktail da aperitivo per eccellenza, specialmente per chi vanta un’anima un po’ hipster, proprio come il suo “inventore”, il noto Conte Camillo Negroni. Chiaramente la ricetta è tutt’altro che un mistero, ma c’è un “segreto” che in tanti non conoscono: la cosa più importante, infatti, è utilizzare un buon Vermouth. Ne esistono infatti di diversi tipi, e se non ne conoscete ancora tutti i segreti è possibile curiosare tra le diverse bottiglie di Vermouth rosso e bianco su Tannico, indagando le loro caratteristiche per trovare tra queste quelle che meglio si adattano alla vostra idea di Negroni perfetto. La ricetta, per il resto, è molto semplice, dato che basta miscelare con il ghiaccio il Campari, il Gin, il Vermouth e arricchire il tutto con una fettina d’arancia.

Il Moscow Mule

Pur non essendo propriamente tradizionale, da qualche anno a questa parte il Moscow Mule ha conquistato le attenzioni di una buona fetta di giovani italiani. Forse per via del fatto che, a dispetto della sua antichissima storia, questo cocktail è sempre stato quasi bistrattato da parte dei bartender. Bartender che oggi, invece, vi prestano molta più attenzione sia a livello di ingredienti che di tenore alcolico della bevanda. Come si prepara? Bisogna usare 4,5 centilitri di vodka, 12 cl di ginger beer, 0,5 cl di succo di lime o in alternativa di cedro. L’errore che invece non si dovrebbe mai commettere e vediamo tuttavia molto spesso, è quello di aggiungere la fettina di cetriolo, non prevista dall’originale.

Il Margarita

Il Margarita è senza ombra di dubbio uno dei cocktail da aperitivo più antichi, dato che sembra che la sua ricetta risalga addirittura agli inizi del ‘900. Il suo successo si deve ad alcune caratteristiche che non troviamo in altri cocktail: è fresco, e quindi perfetto per gli aperitivi, ma può adattarsi a qualsiasi evento e a qualsiasi ora del giorno o della notte. Qual è la ricetta del Margarita? Anche qui, non troviamo particolari difficoltà in sede di preparazione. Basta infatti unire 3,5 centilitri di Tequila, 2 cl di triple sec, e 1,5 cl di succo di lime o di limone (possibilmente fresco). Essendo un cocktail molto pimpante, occorre servirlo freddo, aggiungendo un po’ di sale sul bordo del bicchiere.

Per quanto siano tre cocktail quasi storici, le ricette per riuscire a prepararli in casa sono in realtà molto semplici: basta solo porre la giusta attenzione alle dosi.

di redazione digital

3/02/2020