Avete aperto Instagram negli ultimi giorni ed avete trovato tutti stranamente e improvvisamente invecchiati o magicamente ringiovaniti?
Tranquilli ancora non è stata inventata la macchina del tempo, la colpa è dell’ultima applicazione del momento: si chiama FaceApp e negli ultimi giorni ha raggiunto i primi posti nelle classifiche delle più scaricate in moltissimi paesi del mondo, sia sui telefoni con sistema operativo iOS che su quelli con Android.
Ma di cosa si tratta e come funziona?
L’App, che si scarica gratuitamente, risale in realtà al 2017, ma grazie agli ultimi aggiornamenti ha raggiunto l’apice della popolarità solo nelle ultime settimane. Il trucco è semplice: basta infatti aprire l’applicazione e caricare la foto che si desidera modificare. A questo punto, selezionando l’opzione “Età”, si può scegliere tra i diversi filtri, tra cui “Anziano” o “Giovane” … Ed il gioco è fatto!
Come accade spesso, il tutto è presto diventato virale e sul web è cosi nata una nuova sfida: la FaceApp Challange.
A partecipare anche moltissime star e personaggi celebri di tutto il mondo che non hanno perso tempo ed in massa, travolte dall’ondata della nuova tendenza, si sono divertite anche loro nel postare sui loro rispettivi profili social foto che li vedono invecchiati o ringiovaniti (a seconda delle preferenze di ciascuno).
E tu? Cosa aspetti a scoprire come potresti essere tra qualche anno?
Il Cinema in Piazza è l’iniziativa di un gruppo di ragazzi provenienti dalla periferia della città che, dopo una propria mappatura degli spazi abbandonati di Roma e mesi di assemblee con i residenti del Rione Trastevere, il 13 novembre 2012 hanno iniziato una battaglia per salvare lo storico Cinema America dalla riconversione in parcheggi e appartamenti. Due anni dopo, bloccata la demolizione della storica sala edificata nel 1956 e progettata dall’architetto Angelo Di Castro, i ragazzi riaprono un piccolo forno abbandonato, concessogli gratuitamente da alcuni residenti, trasformandolo in un Piccolo Cinema D’essai. E così, grazie al sostegno di grandi maestri come Bernardo Bertolucci, FrancoRosied Ettore Scola, continuano la loro battaglia per salvare i cinema storici di Roma.
Né cinefili né studenti di cinema, ma giovani determinati che hanno iniziato a “colorare” i monumenti, le piazze e le periferie della loro città con i più grandi capolavori della settima arte, fino ad animare per sessanta notti la piazza dalla quale sono partiti per salvare il Cinema America: San Cosimato. Numerose sono state le sedi di questi ragazzi che si sono spostati di vicolo in vicolo e numerose le sfide, non ultima, dopo tre anni di duro lavoro mosso dall’amore per Trastevere, quella di diffondersi nella città arrivando a illuminare quartieri come Ostia e Tor Sapienza con l’iniziativa “Il Cinema in Piazza”.
“Crediamo che lo spettatore per primo debba essere considerato parte attiva della filiera cinematografica e non semplice fruitore. Il Cinema cresce con lo spirito e la partecipazione attiva del pubblico e non morirà mai se continueremo a creare occasioni d’incontro e scambio tra chi il cinema lo fa e chi lo vuole vivere. Il titolo “Sulla mia pelle” di Alessio Cremonini ha dimostrato l’impatto del linguaggio audiovisivo nell’opinione pubblica, rimettendo positivamente in discussione una delle pagine più buie del nostro Paese e per questo abbiamo con tutte le nostre energie lavorato affinché la serata inaugurale fosse dedicata a questa incredibile opera” – dichiara Valerio Carocci, presidente dell’associazione.
Il Piccolo America è oramai una piccola impresa culturale no profit, in grado di generare opportunità tra i più giovani, anche per i più piccoli che potranno assistere alle proiezioni dei classici Disney.
BARBIE E L’AGENZIA SPAZIALE EUROPEA LANCIANO UNA NUOVA COLLABORAZIONE PER ISPIRARE LE BAMBINE A DIVENTARE LA PROSSIMA GENERAZIONE DI ASTRONAUTE, INGEGNERI E ASTROFISICHE
Il programma fa parte dell’impegno del brand nell’onorare le donne che hanno superato certi confini, per ispirare le nuove generazioni di ragazze.
Barbie e l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) continuano a collaborare per ispirare le bambine di tutta Europa a diventare la prossima generazione di astronaute, ingegneri e astrofisiche, accendendo i riflettori sui riconoscimenti ottenuti dall’unica astronauta donna attiva in Europa, Samantha Cristoforetti, a cui nel 2018 è stata dedicata una bambola One-of-a-kind (in copia unica) con le sue fattezze.
La quarantaduenne Cristoforetti è aviatrice, ingegnere, astronauta ed è la prima donna italiana a far parte della squadra dell’Agenzia Spaziale Europea. La Cristoforetti si auspica che questa collaborazione con Barbie “possa aiutare le bambine e i bambini a sognare un futuro senza limiti.”
Questa collaborazione è parte del progetto di Barbie sul Dream Gap, un’iniziativa a livello globale, il cui obiettivo è quello di accrescere la consapevolezza e l’attenzione sui fattori che ad oggi impediscono alle bambine di esprimere tutte le loro potenzialità.
La ricerca ha rivelato che a partire dall’età di cinque anni, la maggior parte delle bambine inizia ad auto-limitare le proprie capacità e a dubitare del proprio potenziale: questo fenomeno è chiamato Dream Gap. La collaborazione, mette in luce il fatto che solo il 15% degli astronauti è donna e che nessuna donna è mai atterrata sulla luna, pertanto l’obiettivo di Barbie è quello di portare all’attenzione modelli di ruolo positivi che mostrino alle bambine che possono essere tutto ciò che desiderano e aiutarle così a chiudere il Dream Gap.
Mentre si avvicina il 50° anniversario dell’atterraggio dell’Apollo 11 sulla Luna, per presentare la collaborazione verranno lanciate una serie di nuove pillole video motivazionali dedicate a genitori e bambine. I video mostrano la Cristoforetti che accoglie quattro bambine provenienti da Italia, Regno Unito, Germania e Francia al Centro Europeo per gli Astronauti a Colonia, in Germania, dove hanno avuto la possibilità di seguire lo straordinario lavoro quotidiano dell’astronauta e farle domande interessanti. Inoltre, sul vlog di Barbie sul suo canale YouTube, ci saranno contenuti per bambini che metteranno in evidenza i successi ottenuti da Cristoforetti.
Isabel Ferrer, European Director of Marketing di Barbie dice: “Siamo orgogliosi di lanciare questa collaborazione con l’ESA con un obiettivo specifco: ispirare le bambine a diventare le prossima generazione di astronaute, ingegneri e astrofisiche. Barbie ha sempre mostrato alle bambine che possono essere tutto ciò che desiderano, dando loro attraverso il gioco, l’opportunità di interpretare ruoli diversi e un infinito numero di carriere, incoraggiando l’immaginazione e l’espressione della loro personalità. Noi sappiamo quanto è importante per le bambine avere dei modelli di riferimento positivi e questa nuova collaborazione con l’ESA ci aiuta ad innalzare il nostro scopo a livelli astronomici.”
Ersilia Vaudo-Scarpetta, Chief Diversity Officer dell’ESA afferma: “Mentre i ragazzi e le ragazze generalmente raggiungono gli stessi risultati nella scienza e nella matematica, solo poche bambine sognano di diventare scienziate, ingegneri o intraprendere professioni legate allo spazio. Fattori sociali e culturali giocano un ruolo importante come l’atteggiamento del contesto familiare nei confronti della scienza e delle professioni scientifiche. L’Agenzia Spaziale Europea è fortemente impegnata a far accrescere nelle bambine l’interesse in ambito STEM e in particolare verso le carriere legate allo spazio, poiché abbiamo bisogno di talenti diversi per immaginare e far crescere il futuro nello spazio. Siamo quindi molto orgogliosi di lanciare la collaborazione dell’ESA con Barbie, mettendo in risalto modelli di ruolo come gli astronauti e incoraggiando le bambine a credere in loro stesse, volgendo lo sguardo verso il cielo e a sognare in grande.”
GUARDA IL VIDEO
https://youtu.be/0N3_Sip0ZUU
E il consiglio rivolto ai genitori della dottoressa psicologa Elizabeth Kilbey è stato: “Essere genitori è un lavoro duro, ma una delle parti più gratificanti è quella di nutrire i sogni e le ambizioni dei nostri figli. Quando si tratta delle nostre figlie, vogliamo che questi sogni siano illimitati. Questa ricerca mostra che una delle cose più potenti che i genitori possano fare è coltivare le proprie conoscenze, comprese quelle in ambito STEM e sui modelli di ruolo femminili positivi, per mostrare alle proprie figlie che non esistono limiti che non possono essere superati, quando si tratta del loro futuro “.
Le vacanze sono già iniziate per molti, per altri stanno per arrivare.
Sul podio dei viaggi per l’estate 2019 insieme alla ricerca di avventura anche la vacanza all’insegna del relax e del divertimento. «Ma è in base alla tipologia analogica di ciascun individuo che cambiano le mete e le preferenze dei viaggiatori» spiega lo psicologo Stefano Benemeglio.
L ‘Università Popolare “Stefano Benemeglio” delle Discipline Analogiche (www.upda.it) elenca e distingue le 8 tribù dei viaggiatori del 2019, che variano a seconda delle tipologie emotive di ciascun sesso, dividendosi in 4 tipologie genitoriali e 4 tipologie egocentriche.
1) La tribù degli avventurosi (adventure seeker). I viaggiatori avventurosi prediligono i luoghi esotici e la natura. Sono alla ricerca di destinazioni sempre nuove ed amano esplorare a fondo i luoghi in cui si trovano. Sono il 22% del totale. Appartengono a questa tribù gli uomini di tipologia analogica «egofemmina-triangolo» (stimolati dal triangolo) e le donne «egomaschio-asta».
2) La tribù del relax (relax seeker). I viaggiatori del relax pensano soprattutto a rilassarsi e ad allontanarsi dallo stress della vita quotidiana. Preferiscono trascorrere i fine settimana alle terme, anche d’estate, e le vacanze in una località tranquilla. Sono il 18% del totale. Appartengono a questa tribù gli uomini «conflittuale padre-cerchi» e le donne «conflittuale madre-cerchi».
3) La tribù dei “pavoni” (bragging seeker). I viaggiatori-pavoni si mettono in viaggio per il puro piacere di potersene vantare. «Amano sentirsi considerati e supportati dai loro follower sui social» aggiungono i ricercatori dell’Università Popolare delle Discipline Analogiche (www.upda.it). Questa tribù ricerca le esperienze più «social» possibili, prediligendo luoghi scenografici da poter condividere sui social network perché per avere da un viaggio la massima gratificazione vogliono soprattutto essere visti dagli altri. Sono il 14% del totale. Appartengono a questa tribù gli uomini e donne «egofemmina-triangolo» e gli uomini e donne «egofemmina-asta».
4) La tribù degli istintivi (instinct seeker). I viaggiatori istintivi prenotano suggestionati da foto, libri e racconti, ma prendono le loro decisioni d’istinto ed in totale autonomia. Viaggiano verso mete che permettono di fare nuovi incontri. Sono l’13% del totale. Appartengono a questa tribù gli uomini «conflittuale madre-cerchio» e le donne «conflittuale padre-cerchio».
5) La tribù degli sportivi (sport seeker). É la tipologia di viaggiatori che pratica sport tutto l’anno e che non vuole rinunciare all’attività fisica nemmeno in vacanza. Spesso i loro viaggi sono pianificatiproprio per dedicarsi al loro sport preferito. Questa tipologia costituisce il 11%del totale. Appartengono a questa tribù gli uomini e donne «egomaschio-asta» e gli uomini e donne «egomaschio triangolo».
6) La tribù degli edonisti (egotism seeker). I viaggiatori egotisti, caratterizzati da una accentuata considerazione narcisistica di se stessi, si mettono in viaggio per il puro piacere del viaggio, alla ricerca di nuove occasioni di benessere e di piacere olistico. «Essi amano viaggiare per edonismo» puntualizzano i ricercatori dell’Università Popolare delle Discipline Analogiche (www.upda.it). Sono il 9% del totale. Appartengono a questa tribù gli uomini «conflittuale padre-triangolo» e le donne «conflittuale madre-asta».
7) La tribù della cultura (knowledge seeker). Le loro preferenze di solito vanno alle città d’arte e ai musei. I «viaggiatori della conoscenza» o viaggiatori culturali si muovono anche solo per andare a visitare delle mostre. Amano l’arte e la cultura e viaggiano spesso verso le capitali europee per scoprire le loro caratteristiche architettoniche e i loro gioielli artistici e culturali. Costituiscono l‘8% del totale. Appartengono a questa tribù gli uomini «conflittuale madre-asta» e le donne «conflittuale padre-asta».
8) La tribù del comfort (comfort seeker). Questi viaggiatori desiderano soprattutto momenti di privacy da dedicare a se stessi. Prediligono esperienze di viaggio lussuose per coccolarsi e nel contempo provare qualcosa di nuovo. Costituiscono il 5% del totale. Appartengono a questa tribù gli uomini «egomaschio-triangolo» e le donne «egofemmina-asta».
«È in base alla tipologia analogica di ciascun individuo che cambiano le mete e le preferenze dei viaggiatori» spiega lo psicologo Stefano Benemeglio, padre delle discipline analogiche.
«La vita e le esperienze hanno portato ciascuno di noi ad appartenere ad una ben precisa tipologia emotiva -o tipologia analogica come preferiamo dire noi dell’UPDA- ed è per questo che ci sono 8 diverse tipologie di viaggiatori» aggiunge Samuela Stano, presidente dell’Università Popolare “Stefano Benemeglio” delle Discipline Analogiche, unica istituzione professionalizzante che oggi forma gli «analogisti» in Italia (info: www.upda.it).
E tu? Con quale tipologia di viaggiatore ti identifichi?
La Disney per il prossimo live-action tratto dal grande classico dell’89 ha scelto la talentuosa Halle Bailey, giovanissima web star che annuncia il suo ruolo su twitter con un’immagine tutta nuova della Sirenetta e la caption “Dream come true”.
Non è passato molto tempo fino a quando gli affezionati alla rossa più famosa del profondo blu, hanno attuato una vera e propria protesta social provando a motivare la tesi per cui La Sirenetta non possa in alcun modo avere la pelle scura.
Qualcuno l’ha considerato semplicemente un affronto per la fanbase, altri un tradimento rispetto all’opera originale della fiaba di Andersen, dimenticando però che l’opera venne già reinterpretata dalla Disney nell’89 avendo evitato la tragica morte che Andersen aveva riservato per l’amata Sirenetta.
C’è poi chi ha provato a giustificare il proprio punto di vista prendendo ad esempio Pocahontas, “cosa pensereste se per interpretare il suo ruolo venisse scelta una donna bianca piuttosto che una nativa americana?” hanno chiesto.
È importante ricordare che Pocahontas è un personaggio realmente esistito, seppur in versione romanzata, il cartone racconta la storia dei nativi americani sterminati senza pietà dai coloni britannici. La scelta di una donna caucasica per un ruolo del genere sarebbe l’ennesimo insulto a una cultura deturpata dalla follia bianca.
La Disney ha già provveduto a rispondere alle polemiche confermando la scelta di una Sirenetta non bianca.
Una Sirenetta non bianca, ma infondo neppure nera, né tantomeno verde o rosa, come veniva descritta nei racconti antichi, perché è fondamentale tenere a mente che la Sirenetta non esiste, e in quanto essere puramente fantastico ha il diritto e il dovere di essere di nessuno o di tutti i colori per far sognare e cantare nuove generazioni di creature multietniche.
Dopo il “Colpa delle Favole Tour”, tutto sold out in 19 palazzetti italiani (Eboli, Bari, Firenze, Milano, Bologna, Ancona, Jesolo, Roma, Napoli, Torino e Acireale, con una data zero al Palasport di Vigevano) e oltre 300.000 biglietti venduti complessivamente fino ad oggi, Ultimo è tornato nella sua dimensione preferita: quella live. Ieri, 4 luglio 2019, infatti, l’artista ha chiuso la tournée da record nei palasport con “LA FAVOLA”, speciale data evento andata sold out quattro mesi prima del concerto, che lo vede protagonista a ventitré anni allo Stadio Olimpico di Roma davanti a 60.000 persone, dove è il più giovane artista italiano ad esibirsi. “La Favola”si è aperta con una data zero il 29 giugno allo Stadio Teghil di Lignano Sabbiadoro, dove ha ospitato anche Mostro.
Sul palco dell’Olimpico, Ultimo ha consacrato il suo debutto in uno stadio con oltre due ore ininterrotte di musica, in cui ha presentato al pubblico i brani del nuovo album disco di platino“Colpa delle favole”e dei precedenti dischi “Pianeti”(disco di platino)e “Peter Pan” (triplo disco di platino), in un flusso unico che testimonia il percorso del cantautore.
Da San Basilio, luogo dove l’artista è nato e cresciuto, là dove incontra i suoi amici di sempre, dove trova le radici più profonde che lo ancorano saldamente alla realtà, ha inizio una storia favolosa, che ha sempre più i connotati di un sogno che si avvera. Quello di un ragazzo partito con la sua voce e il suo pianoforte dalla periferia e dai piccoli locali di San Lorenzo a Roma, per arrivare, nel giro di un anno e mezzo, a traguardi più grandi, dai club ai palasport sold out e, ora, agli stadi.
Ultimo ha annunciato il suo primo tour negli stadi che lo vedrà protagonista, più giovane artista italiano di sempre, nell’estate 2020. Le città in cui il cantautore farà tappa con la sua nuova tournée e le date di messa in vendita dei biglietti verranno presto comunicate.
Durante il concerto allo Stadio Olimpico, Ultimo ha scelto di omaggiare la sua città, Roma, grazie allo strumento attraverso cui sa meglio esprimersi: la scrittura. In un momento di profonda intimità e con grande devozione, l’artista apre il suo cuore e recita “Poesia per Roma”, una poesia in musica composta in romanesco in cui racconta la commovente bellezza della città eterna. Un luogo speciale visto con gli occhi di un sognatore che racconta per immagini e ricordi i dettagli della città immortale dove il Colosseo convive al fianco di un vicolo lontano agli occhi dei turisti, un parcheggio in cui i bambini giocano a pallone, una chiesetta a pezzi nascosta dalla maestosità di San Pietro. Un luogo di cui è impossibile stancarsi, attraversato da rievocazioni dell’infanzia ed emozioni semplici, capace sempre di attirare a sé il giovane artista, che ne sente la mancanza quando per qualche giorno deve starne lontano.
“Fateme Cantà” (disco d’oro) che, al suo debutto, ha conquistato la posizione #1 su iTunes ed è accompagnato dal videoclip firmato dal regista Emanuele Pisano che vede la straordinaria partecipazione di Antonello Venditti, segno del profondo legame tra la storica tradizione musicale romana e la nuova scena della città. La canzone rappresenta una sorta di manifesto, un brano crudo, dove Ultimo, senza ricorrere a metafore o astrazioni, riporta una fotografia sincera, raccontando in modo libero e diretto la voglia di fare musica con semplicità, anche grazie al linguaggio che per lui è più spontaneo. Il romano mostra, infatti, le radici del cantautore nato e cresciuto nel quartiere San Basilio e risveglia le emozioni legate al quotidiano di borgata. Il testo mette in luce il forte contrasto tra il successo e la vita di tutti i giorni, quella in cui in molti possono riconoscersi mentre, a testa alta, cercano di affrontare problemi molto lontani dalle luci del palcoscenico.