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Ecco chi sono le (pet) star di Instagram

02 venerdì 2018 visualizzazioni:

Cani, gatti, pappagallini, ricci, maialini, volpi, scimmiette, sono animali che vanno per la maggiore, sul Web, diventando per i social addicted delle vere e proprie star. Anche se non hanno uno smartphone, né un pollice per scattarsi un selfie, hanno la stoffa per diventare  superstar «social». Teneri, simpatici, divertenti, arrabbiati, buffi. Si passerebbero le ore ad ammirare le tante espressioni che compaiono sul muso degli animali.  Complice di tutto, l’abilità sui social network dei loro padroni e una qualche caratteristica che li rende originali. Abbiamo stilato una classifica degli animali più celebri di Internet.

1.@ITSDOUGTHEPUG

Foto presa da Instagram

Questo splendido carlino vanta più di 3.100.000 like su Instagram e, ovviamente, ha anche una pagina Facebook regolarmente aggiornata, che ha raggiunto più di un milione e seicentomila fan. Il suo padrone, orgoglioso del suo “modello”, ha già creato degli stickers con la sua immagine, da utilizzare nella chat del social network.
Per quanto riguarda il carlino, come animale è – soprattutto di questi tempi – un grande seduttore, ricco di dignità ed intelligenza. Di umore sempre costante, si distingue per la sua natura allegra e giocosa.

2. @SMOOTHIETHECAT

foto presa da Instagram

È stato eletto il gatto più bello del mondo. Come dar loro torto? I suoi occhi meravigliosi color verde smeraldo sono riusciti ad ipnotizzare 1.200.000 fan su Instagram. Un micio dal pelo folto,  con una sorta di criniera attorno al collo, che ne sviluppa la personalità regale e fiera. Per non parlare della sua espressione teneramente infantile e il mantello da piumino vaporoso, uniti a un carattere dolce e affettuoso, che lo consacrano, davvero, come il gatto più bello del mondo.

3. @MR.POKEE

foto presa da Instagram

Questo simpatico riccio ha una vita avventurosa, viaggia tanto ed è famosissimo. Ha 3 anni e mezzo e 400.000 follower su Instagram. I suoi padroni lo portano con loro, ovunque vadano. E hanno creato un profilo Instagram del loro adorabile animaletto, per condividere in Rete le foto scattate.
Il simpaticone, dal musetto romantico, appare sempre ritratto accanto a stupende cascate, bellissimi paesaggi e montagne innevate. Un’idea che ha riscosso parecchio successo per un musino così bello come quello di Mr. Pokee!

4. @RHEA

foto presa da Instagram

Con i suoi 130 mila seguaci è lei la nuova star di Instagram. Parliamo di un minuscolo pappagallo completamente privo di piume a causa di una malattia al becco e alla pelle. Il piccolo Rhea è stato salvato da morte certa da Isabella Eisenmann che ha letto la sua storia su Facebook e lo ha adottato facendolo diventare famoso sui social. Dalla parrucca in stile Marylin agli abitini ricamati.

5. @MENSWEARDOG

foto presa da Instagram

Con 330 mila like su Instagram, questo bel cagnone può ritenersi uno degli animali più fortunati al mondo. La sua espressione viene immortalata in pose simpatiche che gli hanno già fatto procurare molti ingaggi come, per esempio un libro, un calendario e diverse sponsorizzazioni. La nostra star ama fare pisolini e rotolarsi nei cuscini, guardando con tutto l’amore possibile la sua padroncina. Inoltre è socievole, intelligente e facilmente addestrabile.
Il suo aspetto fisicato,  seppur cuccioloso, lo ha fatto diventare un magnifico cane da compagnia, molto apprezzato perché ama i bambini e non fa altro che giocare con loro.
C’è da dire che l’originalità dei padroni non finisce mai di stupire e i quattrozampe si rivelano sempre più pazienti nei confronti di queste  stravaganze social che incantano grandi e piccini.

La Gioconda è pronta a mettersi in viaggio

02 venerdì 2018 visualizzazioni:

Ebbene sì, avete letto bene! Monna Lisa, la donna dallo sguardo intrigante e misterioso, dipinta da Leonardo da Vinci nel lontano 1503, è pronta a fare le valigie e lasciarsi ammirare da (nuovi) milioni di donne e uomini. Questo è quanto detto da Françoise Nyssen, ministra della Cultura di Francia.

«Non vedo perché certe cose debbano restare confinate – ha affermato – certamente, poi, bisogna fare attenzione alla conservazione e a quello che certe opere rappresentano. Ma il mio obiettivo è stato sempre quello della lotta alla segregazione culturale. E per questo, uno dei pilastri resta il piano delle opere itineranti»

La domanda, dunque, come posta dalla stessa Nyssen, è: perché confinare certe opere quando, invece, possono essere messe alla portata di tutti?
Nonostante studiosi ed esperti si siano dimostrati scettici all’idea, la ministra intende offrire, a partire dai cittadini francesi, la possibilità di ammirare una delle opere più misteriose della storia artistica dell’umanità. E non è la prima volta: «Per quanto riguarda le riserve espresse da cultori di ogni genere, quando abbiamo proposto di far uscire la tappezzeria di Bayeux nel momento in cui il museo si ristrutturava». L’Eliseo ha infatti deciso di concedere in prestito la storica tappezzeria all’Inghilterra nel 2022, in occasione di lavori nel museo che la ospita.

La prima tappa della Monna Lisa potrebbe essere Lens, Alta Francia, in quanto fortemente voluta dal sindaco, Sylvain Robert, alla cui richiesta si sono aggiunti i tifosi calcistici, srotolando uno striscione con l’immagine della Gioconda e i colori della società e della città, il giallo e il rosso.

 

Difficile, se non improbabile, pensare che la Gioconda tornerà nella sua casa natale, l’ Italia, da cui manca dal 1913. Quel che è certo, però, è che è possibile continuare a sognarci su.

Buon viaggio, Monna Lisa!

In India esiste un hotel di lusso per cani!

02 venerdì 2018 visualizzazioni:

Una  sala di ricevimento dove i padroni devono compilare dettagliatamente un questionario, specificando se il proprio amico a quattro zampe ami le coccole o preferisca non essere toccato; televisione, aria condizionata, letti rigorosamente di velluto e zona lounge. Pronti a entrare?

Un paradiso a cinque stelle

Stiamo parlando del Critterati, un lussuoso albergo a cinque stelle per cani situato ad Haryati, India; una nazione piegata dal dramma dei randagi e dai poveri, più di 270 milioni ogni anno. Eppure, in nome delle grandi contraddizioni che da sempre popolano il Paese, qui i cani sono trattati meglio dei loro padroni.

Basta soffermarsi un istante sull’immagine che ci accoglie al momento dell’ingresso: a dare il benvenuto agli ospiti, un cane di razza impegnato a fumare la pipa, “impreziosito” da un collare di perle realizzate con del formaggio. L’hotel dispone di stanze per la luna di miele, camere “per coppie”, piscina – rigorosamente senza cloro, per non danneggiare gli ospiti – e zona dei giochi, con un pavimento dello stesso materiale delle piste di badminton, per far sì che i cani non si facciano male. Tutto a prova canina, insomma.

Sajjad Hussain/Getty Images

Nel seminterrato, poi,  è presente il “Castello delle Attenzioni”, una clinica veterinaria disponibile 24 ore su 24, 7 giorni su 7, e dove ogni ospite peloso viene visitato, tassativamente, una volta al giorno. Come se non fosse già abbastanza, sono presenti massaggiatori specializzati che utilizzano oli essenziali da trattamento ayurvedico esclusivi e di primissima scelta e, ovviamente, chef gourmet con tanto di birra adatta a loro.

Se vi sembra assurdo, sappiate che sono stati tantissimi (e da ogni parte del mondo) i padroni che si sono fatti ammaliare da questa location da mille e una notte, i cui prezzi spaziano tra i 15 e i 66 dollari al giorno, a seconda di quanto il vostro cane necessiti di relax e cure. E se temete che lo staff non si occupi del vostro Fido tanto quanto dovrebbe, niente paura: sono presenti in tutto l’edificio telecamere di videsorveglianza, in modo tale che mamma e papà possano monitorare le loro amate bestiole in tempo reale grazie ad una pratica applicazione. Così, in caso doveste sentire la sua mancanza, potrete facilmente ricongiungervi, seppur virtualmente.

Che altro dire? Forse, nel 2018, è arrivato il momento di rivalutare quel famoso modo di dire. Altro che vita da cani!

“Due” o Una sera a teatro con Raoul Bova

01 giovedì 2018 visualizzazioni:

Se Le nozze di Figaro, nota opera di W. A. Mozart, si apre con il tenore che misura la stanza in vista del letto matrimoniale, nei teatri italiani si è passati già allo step successivo, in cui Marco e Paola – due nomi qualunque per una coppia qualunque – si ritrovano, finalmente soli, a dover montare quel letto, simbolo della loro unione e di tutte le fragilità ad essa correlate.

Una trama a misura di quotidiano

Con questa immagine si apre Due, nei teatri italiani fino a questa primavera, che segna il ritorno a teatro di Raoul Bova, dopo 20 anni di assenza, in coppia con Chiara Francini. La pièce, scritta a due mani con Astutillo Smeriglia e diretto da Luca Miniero (che debutta a teatro dopo la conduzione di “Benvenuti al Sud”/”Benvenuti al Nord”), intende offrire «un affresco dell’universo maschile e femminile», e in particolare interrogarsi «sul senso profondo delle relazioni alla prova del tempo».

© Fabio Lovino

La coppia infatti, attraverso le proprie peculiarità (per Paola, la forza che le permette di guardare al futuro; per Marco, invece, la leggerezza di vivere nel presente) indaga le paure e i dubbi che assalgono chiunque si stia preparando alla convivenza.

Una regia magistrale

Dubbi e paure che si concretizzano, grazie alla regia magistrale, in sagome in plexiglass retroilluminate che prendono parola attraverso la voce degli attori: così vediamo una Barbie vestire i panni di una futura amante di Marco, o un fattorino con cui invece sarà la donna a intrattenere una relazione adulterina.

© Fabio Lovino

E, ancora, figli in grado di incrinare l’equilibrio tanto faticosamente conquistato. «Noi non diamo risposte ai grandi quesiti sull’amore, perché non ci sono risposte – dice l’attore – L’unico suggerimento che possiamo dare è cercare di non idealizzare il proprio compagno o compagna, o il proprio rapporto».

© Fabio Lovino

«È più saggio accettare la singolarità della persona che si ama e non l’idea che si ha di lei» conclude Raoul Bova. Una pièce che, per i suoi propositi, riesce a incollare il pubblico alla sedia. E, a vedere dai continui sold-out, ha tutti i presupposti per continuare nella sua impresa.

Miriam Di Veroli

Se l’ occhio invecchia, niente paura

01 giovedì 2018 visualizzazioni:
Nuove tecnologie innovative e all’avanguardia permettono di ritornare a vedere in modo nitido e senza ausilio di occhiali. Cataratta, presbiopia e difetti visivi si risolvono con i nuovi laser.

Efficacia e sicurezza. Sono questi i cardini di ogni intervento medico o chirurgico. Ma c’è un altro aspetto che bisognerebbe rimarcare di più, ed è il recupero della qualità della vita.

Nel caso dell’oculistica, negli ultimi anni le tecniche chirurgiche e le tecnologie dei dispositivi medici hanno fatto passi avanti così significativi che anche persone che sono state miopi, ipermetropi o astigmatiche per buona parte della loro esistenza possono ritrovare un visus ottimale. Non solo con immagini nitide da vicino e da lontano, ma anche con una vividezza di colori che avevano ormai dimenticato.
Parlando di disturbi della vista, sono due gli eventi che la quasi totalità delle persone deve affrontare con l’avanzare dell’età.

Il primo è la presbiopia, cioè il calo della vista per vicino, che si presenta dopo i 40 anni, anche se con un’età di insorgenza molto variabile. Il secondo si presenta un po’ più in là negli anni, ed è la cataratta, cioè l’offuscamento del cristallino.
Ora i due disturbi possono essere risolti insieme, prendendo a prestito la tecnica chirurgica tradizionalmente riservata alla cataratta. Ne abbiamo parlato con Marco Fantozzi, medico oculista di Pescia (PT), tutor di Ultralaser (www.ultralaser.it) che ha accumulato una grande esperienza in questo specifico campo, operando sia in Italia che oltre confine.
“Il cristallino, con il tempo, perde l’elasticità che aveva nell’età giovanile e s’indurisce: insorge così un deficit di accomodazione che è all’origine della difficoltà di mettere a fuoco gli oggetti vicini”, ha spiegato Fantozzi.

“La cataratta è una condizione para-fisiologica perché chi arriva alla vecchiaia va quasi sicuramente incontro a un’opacizzazione del cristallino, che all’interno dell’occhio ha il compito di mettere a fuoco le immagini sulla retina”.
Verso i 50-60 anni di età, si può dunque creare una congiunzione di eventi critica, in cui un occhio già da molti anni con un vizio rifrattivo, come la miopia o l’astigmatismo, si trova colpito anche da presbiopia e inizia a mostrare i segni della cataratta. In questi casi, si può considerare l’opzione di un intervento di sostituzione del cristallino con uno artificiale di nuova generazione, chiamato EDOF (Extended Depth of Focus).
“La caratteristica di questo cristallino è quella di essere multifocale: in sostanza, è in grado di correggere diversi difetti della vista, sia quelli da vicino sia quelli da lontano, a differenza dei cristallini tradizionali monofocali e che quindi difficilmente possono liberare dalla schiavitù di portare gli occhiali dopo l’intervento”, ha sottolineato Fantozzi. “Ultimamente si sono rese disponibili anche nuove lenti cosiddette ‘toriche’, che correggono l’astigmatismo; quindi, in definitiva, abbiamo una vasta gamma di scelte per portare il paziente con cataratta a essere sempre più indipendente dalle correzioni successive”.
Dunque, per il 50-60-enne con difetti di vista l’occasione è ghiotta: ritornare a vedere bene con una sostituzione del cristallino, o lensectomia, anche con una cataratta solo incipiente, o addirittura assente. Sempre più pazienti si avvicinano a questa metodica, e a un’età sempre più precoce, complice il fatto che si tratta di un intervento molto ben tollerato ed estremamente sicuro.
“L’intervento di cataratta non ha particolari controindicazioni per quanto riguarda lo stato di salute generale del paziente e della salute dell’occhio in particolare; non è un’operazione dolorosa, e viene eseguita in anestesia topica, cioè solo instillando gocce di collirio nell’occhio”, rassicura Fantozzi.
“Inoltre, si tratta di uno degli interventi più eseguiti al mondo, e ha una percentuale di complicanze estremamente ridotta, anche se chiaramente il rischio non si può eliminare totalmente in nessuna chirurgia”, ha proseguito Fantozzi. “Non dimentichiamo poi che il progresso tecnologico continua a elevare la soglia di sicurezza: negli ultimi anni per esempio è entrato in sala operatoria il laser a femtosecondi, un laser che sostituisce il bisturi e la mano del chirurgo in molte operazioni che precedono la sostituzione del cristallino, garantendo una precisione senza pari, a tutto vantaggio di una migliore riuscita dell’intervento e con una diminuzione ulteriore dei rischi”.

Se la chirurgia della cataratta e la lensectomia hanno fatto passi da gigante, non è certo stata a guardare la chirurgia refrattiva, che interviene rimodellando la cornea, la porzione anteriore del bulbo oculare, per compensare il vizio di rifrazione. Recentemente infatti gli oculisti hanno iniziato a operare con la nuova tecnica chiamata ReLex SMILE (Small Incision Lenticule Extraction) in cui il protagonista è ancora una volta il laser a femtosecondi.  Smile a differenza della prk non leviga la superficie e a differenza della lasik non taglia la cornea ma agisce solo sullo strati più profondi risparmiando la superficie stessa
Il risultato è che la lacrimazione è meglio conservata, prevenendo il disturbo dell’occhio secco che spesso può colpire il soggetto dopo la chirurgia refrattiva.
Che si parli di cataratta, lensectomia o ReLex, in ogni caso le prospettive di recupero sono ottimali per i pazienti, come dimostra anche l’elevato grado di soddisfazione che viene riferito.

E vedere meglio significa vivere meglio, perché la qualità della vista coincide spesso con la qualità della vita.

in foto il Dott. Marco Fantozzi

Per ulteriori informazioni :

www.ultralaser.it

Pubbliredazionale

a cura di Sofia D’Altrui

1/03/2018

Quelle buone abitudini beauty che andrebbero sempre rispettate

01 giovedì 2018 visualizzazioni:

Chi l’ha detto che per sentirsi bene prima di uscire di casa, che sia per il lavoro o per una cena con le amiche o con quel ragazzo che ha tutta l’aria di essere il cavaliere dei vostri sogni, bisogna sempre passare ore davanti allo specchio, tra mascara e smokey eyes? Basta dare un’occhiata alle numerosissime paparazzate per rendersi conto che, sempre di più, le star si rendono conto dell’importanza dell’effetto “acqua e sapone” e, spesso,  si fanno fotografare per le strade senza trucco. E finalmente! Una liberazione, non è vero?
Quindi, arriviamo subito al punto: come essere belle rinunciando a “pitturarsi la faccia”, come dicevano le nostre nonne? Ecco qui alcuni consigli!

1. NON DIMENTICATEVI DI STRUCCARVI
Sì, lo sappiamo: quando finalmente si infila la chiave nella toppa, è difficile mantenere ancora la concentrazione e resistere al non buttarsi sul letto con tanto di scarpe e vestiti. Ma, come ricorda il dottor Joshua Zeichner, direttore del centro clinico di ricerche del dipartimento di dermatologia del Mount Sinai Center, «Sporcizia, grasso, trucco, particelle ambientali e cellule morte si accumulano sulla pelle durante il giorno.Se non ti lavi il viso la sera, tutte queste impurità rimangono sulla pelle e potrebbero causare problemi come otturazione dei pori, secchezza oppure anche di più gravi».
Fortunatamente, Kiko accorre (come sempre) in nostro aiuto con le salviettine umidificate struccanti Pure Clean Wipes

2. SCRUB, SCRUB, SCRUB
Prodotto (ahinoi) ancora sottovalutato, lo scrub è indispensabile per la bellezza della nostra pelle e andrebbe fatto una volta alla settimana. Ricordatevelo: solo una volta a settimana, al fine di evitare che la vostra pelle si secchi e si tiri, ottenendo così l’effetto contrario. Esfoliare la pelle ci consente di eliminare le cellule morte, ossigenare i tessuti e accelerare la produzione di collagene. Applicatelo sul viso facendo cura a massaggiare dal basso verso l’alto con movimenti circolari.
Per un effetto nutriente, prova la Crème Gommante pour le visage di Sisley

da Getty Images

3. INVESTITE SUL VOSTRO SORRISO
Sembrerà una banalità, ma è fondamentale lavarsi i denti dopo ogni pasto. E, nonostante questo, sappiate che il processo di accumulo della placca procede a prescindere dall’assunzione di cibo. E infatti dopo otto ore la placca (un agglomerato di batteri che si forma intorno ai denti) comincia a calcificare, trasformandosi così in tartaro, non rimovibile con lo spazzolino. Per questo motivo è bene il controllo e la pulizia dei denti almeno una volta all’anno. Rassegnatevi, dovrete passare dal dentista! 
Per la pulizia giornaliera, però, proponiamo la pasta sbiancante al carbone di bambù, targato Sephora. Da utilizzare due volte al giorno oltre al dentifricio abituale!

4. DATE TREGUA AI VOSTRI CAPELLI!
L’hairstyling sta conoscendo una fase d’avanguardia, con prodotti sempre più sperimentali e, naturalmente, al top. Tuttavia la piastra (seppur di ultimissima generazione), il phon e il brushing costituiscono una fonte di stress non indifferente per i vostri capelli, favorendo così la formazione di doppie punte e contribuendo a quel crespo fastidioso che, in verità, vorremmo sempre evitare. Per evitare capelli fragili e sfibrati, imparate – soprattutto in estate – a lasciar asciugare la vostra chioma naturalmente. Verrete ripagate con una lucentezza mai vista prima!
A questo proposito, Lush propone un ottimo balsamo nutriente per i capelli. Il suo nome? American Dream. Una garanzia, insomma.

5. DIETA? SÌ, MA SENZA ESAGERARE
Controllare l’alimentazione, diciamolo una volta per tutte, è cosa buona e giusta: permette di bilanciare la dieta in modo corretto e non incorrere troppo spesso in cibi che potrebbero appesantire il nostro organismo, nonché in quei fastidiosissimi brufoli che – nemmeno a farlo apposta – si palesano dal niente proprio quando abbiamo quella serata che abbiamo atteso per almeno un mese. In particolare, la dieta perfetta è costituita da un 80% di cibi freschi, sani e poco conditi, e un 20% di cibi golosi che non guastano mai e, anzi, potrebbero placare la nostra voracità, mettendoci in pace (finalmente) col mondo.
La verità è questa: evitate di essere ossessive. Può capitare una giornata storta, in cui tutto quel che vogliamo è una bella abbuffata di sushi, pizza o patatine. State tranquille, è tutto nella norma e vuol dire, anzi, che il vostro corpo ne ha disperato bisogno. Se volete essere ancora più sicure, concedetevi un solo pasto “ribelle” a settimana. E godetevelo senza rimorsi! Il vostro fisico (e umore) ringrazierà ampiamente.